"La parte a mare della Colonia Ugo Pisa è rimasta esclusa dai progetti di riqualificazione del PNRR. In questo particolare momento per la città ci chiediamo: quale destino vogliamo darle?", si chiede con preoccupazione il Comitato Ugo Pisa, che prosegue: "La tragedia di Giacomo Bongiorni ha aperto una ferita nella nostra comunità e, insieme, una riflessione urgente: i giovani hanno bisogno di spazi dove sentirsi liberi di esprimersi, proporre idee, gestire attività, condividere fragilità. Luoghi in cui cultura e socialità non sono decorazione, ma strumenti concreti di cittadinanza attiva.
In tutta Italia numerosi progetti dimostrano che edifici abbandonati possono diventare laboratori di comunità: spazi pubblici, gratuiti e aperti a tutti, dove le persone partecipano, dialogano e costruiscono senso di appartenenza. Molti urbanisti confermano che quando lo spazio è progettato per generare comunità, non è solo architettura: è politica, è cura sociale, è investimento nel futuro dei cittadini.
Per la Colonia Ugo Pisa possiamo immaginare lo stesso: un luogo aperto, creativo e inclusivo sul mare, con eventi culturali, laboratori artistici e educativi, attività formative, momenti di incontro e confronto che diventano la base di una comunità che cresce insieme. Non solo per i giovani, ma per famiglie, cittadini e associazioni. Gratuità, accessibilità e partecipazione devono essere i pilastri di questo progetto. Non si tratterebbe quindi solo di riqualificare un edificio, ma di restituire alla città un simbolo di socialità, memoria e futuro. La Colonia Ugo Pisa può diventare tutto questo.
Chiediamo all’amministrazione comunale di intraprendere questa strada, cercando ogni opportunità: finanziamenti legati al Piano Nazionale di Ripristino della Natura, bandi regionali, nazionali ed europei. Il tempo per trasformare questa esclusione in un’occasione di comunità è ora".









