Riceviamo e pubblichiamo la lettera pubblica scritta da Bruno Giampaoli per ricordare l'amico Vittorio Lorenzetti, scomparso in questi giorni: "Vitto', come lo chiamavamo noi dell'Olivetti era un uomo tutto d'un pezzo. Alto e ben piazzato, capo reparto al montaggio mobili, portava in fabbrica serenità e sicurezza, sempre sereno aperto e operativo, in poco tempo distribuiva il lavoro per la giornata senza trascurare i rapporti personali e umani di ognuno di noi impegnati nella produzione alla linea imballo dei nuovi mobili metallici, armadi e classificatori per uffici.L'ho conosciuto verso il 1985 nel periodo delle lotte ambientali contro la Farmoplant e subito abbiamo simpatizzato e costruito un rapporto di vera amicizia e rispetto. In quel periodo avevo già partecipato a vari movimenti per i diritti civili, avevo organizzato in fabbrica un "Gruppo Lavoro Operai Olivetti" contro l'inquinamento della Farmoplant legato a Medicina Democratica di cui ero un simpatizzante e collega del delegato nazionale Augusto Puccetti. La mia attività ambientale fu riconosciuta anche dalla dirigenza della fabbrica che mi lasciò uno spazio nella bacheca sindacale fatto che scatenò le ire di molti politici ortodossi.Naturalmente questa attività che svolgevo muovendomi per i reparti trovava il consenso dell'amico Vittorio senza il quale non avrei potuto farla.Questo suo atteggiamento tollerante se non consenziente è molto importante e testimonia l'alto contributo portato dalla dirigenza Olivetti, voluta da Adriano "padrone illuminato" verso i problemi sociali e ambientali. Di questa dirigenza faceva sicuramente parte il nostro Vitto' vecchio socialista progressista moderno e pacifista, ma sempre pronto ad ogni battaglia per lo sviluppo sociale e la democrazia.In tanti anni di lavoro aveva creato nel reparto un clima sereno e famigliare tanto che tra noi non vi furono mai problemi e contestazioni anzi si respirava un'aria di cordialità che spesso ci portava a rompere la monotonia della giornata con dei fuori programma in qualche osteria locale con tutto il reparto al completo.Sicuramente oltre alle doti di gentilezza e socialità Vittorio aveva anche un forte senso del lavoro e della famiglia a cui dedicava molte ore del suo dopolavoro impegnandosi nella norcineria storica attività del nonno tanto che arrivato alla pensione la incentivò portando la famosa "Bottega di Adò" ad uno strepitoso successo. Lo avevo incontrato poco meno di un anno fa in pizzeria nella sua Montignoso, insieme all'inseparabile moglie e ci eravamo salutati come sempre ricordando i tempi dell'Olivetti . Un uomo eccezionale purtroppo ci ha lasciato ma il suo ricordo rimarrà sempre fra noi. Alla famiglia e all'amico Gianni le nostre sentite condoglianze".
"Per un amico": Bruno Giampaoli ricorda l'amico Vittorio Lorenzetti
Scritto da Redazione
Cronaca
07 Giugno 2026
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