"Con una nota corposa del 12 Febbraio scorso, oltre 90 pagine di osservazioni e prescrizioni, la conferenza dei servizi regionale, chiamata a valutare l’approvazione dei Piani attuativi di bacino dei settori Madielle e Valsora, ha bocciato nella sostanza e nella forma quanto approvato dal Consiglio Comunale del 30 Ottobre scorso. Si tratta in pratica di osservazioni e prescrizioni che entrano nel merito di quanto approvato, rilevando incongruenze, totali e parziali, rispetto alla normativa regionale, rispetto al Piano Regionale Cave, rispetto alla mancanza di chiarezza e definizione dei volumi massimi escavabili, rispetto alla compatibilità con le norme ambientali", scrive in un comunicato il Polo Progressista e di Sinistra.
"La bocciatura non arriva solamente dal Settore Cave che rileva come il testo approvato dal Consiglio Comunale di Massa sia contrario alle prescrizioni di legge e indichi spesso percorsi poco chiari rispetto al comportamento che gli imprenditori devono tenere, ma giunge anche in merito alla compatibilità delle regole rispetto al Piano di Indirizzo Territoriale con valenza paesaggistica, risulterebbe cioè contrario alle norme di salvaguardia ambientale.
In particolare la riapertura della cava di Cresta degli Amari è stata bocciata. Viene definita cava rinaturalizzata in quanto non esiste una via di arroccamento e “la sua vicinanza al crinale e la sostanziale integrità del versante” rappresentano ulteriori motivazioni. Gli organi di controllo prescrivono quindi nessuna escavazione, nè all’aperto né in galleria, per garantire la compatibilità del PABE al Piano di Indirizzo Territoriale e per garantire “la salvaguardia del paesaggio ipogeo”
La posizione della conferenza dei servizi ricalca esattamente quanto osservato in sede di approvazione da diverse associazioni e movimenti politici, come il Club Alpino Italiano, l’associazione Aquilegia, il Movimento 5 stelle. Tutti questi avevano messo in evidenza, come si legge ad esempio dalle osservazioni del Club Alpino Italiano, che quanto previsto dal PABE “andrebbe in netto contrasto con le indicazioni del PIT della Regione Toscana.”
Molto probabilmente le osservazioni sollevate non erano campate in aria avendo poi trovato un riscontro tecnico importante come quello espresso dalla Conferenza dei Servizi Regionale. Ma la maggioranza in consiglio Comunale decise di bocciare tali osservazioni che, alla luce dei fatti, oggi risultano invece indiscutibili.
La bocciatura a tutto campo che è arrivata dagli organi di controllo mette in evidenza quanto la gestione politica e tecnica di questa pianificazione faccia acqua da tutte le parti e quanto le valenze paesaggistiche ed ambientali delle nostre montagne non possano essere sottomesse al modello estrattivista e distruttivo che il Comune di Massa ha scelto di adottare come proprio faro. Le Apuane sono un bene comune che non può essere sottratto alla collettività per il beneficio di pochi".









