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Mercoledì 21 Ottobre 2026
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Scritto da Sonia Cimoli
Fivizzano
20 Ottobre 2026

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Da oltre quarant'anni la combinazione tra trekking e tipicità locali registra il tutto esaurito. Un fenomeno capace di destagionalizzare il turismo, unire le comunità e trasformare ogni chilometro in un'esperienza di gusto.Comunemente noto come “effetto mangialonga”, associa lo sforzo fisico della camminata con una degustazione in più tappe, dove però il beneficio di un eventuale deficit calorico si annulla tra una specialità locale e l’altra.Nata nel lontano 1986 con la Mangialonga di “La Morra” nelle Langhe, il format è oggi replicato in tutta Italia e all’estero. Camminare non è mai stato così appetitoso, divertente e appassionante. D’altro canto l’effetto convivialità è immediato, il percorso in piccoli gruppi abbatte lo stress e permette di riappropriarsi del “tempo lento” e della condivisione. Si rafforzano vecchie amicizie, se ne formano di nuove e possono addirittura nascere gruppi di cammino.Tra i sentieri, nei boschi o nelle radure, con e senza dislivelli, accessibili ai passeggini oppure a genitori muniti di zaino, c’è da sbizzarrirsi. Da Pontedera alla Svizzera italiana, passando per la Lunigiana, la Liguria e l’Emilia, l’idea che si rincorre è sempre la stessa.  C’è chi dirà che cammina per tenersi in forma, chi per connettersi con la natura e chi per sfoggiare l'ultimo modello di scarponcini da trekking. Ma per la stragrande maggioranza il vero motore che muove le gambe chilometro dopo chilometro è uno solo: il prossimo piatto.Dal punto di vista commerciale e del marketing del territorio è sempre un successo. Ogni volta questi eventi registrano regolarmente il sold out attirando flussi turistici di ingente portata e soprattutto sono in grado di destagionalizzarli. Promettono tra le altre cose di far conoscere frazioni isolate e spesso lontano dai grandi circuiti del turismo di massa, aree rurali a volte difficilmente raggiungibili. Fungono da volano per l’economia locale, facendo conoscere piccole aziende produttrici; per non parlare della funzione aggregativa e sociale. Spesso infatti gli enti promotori coinvolgono nell’organizzazione associazioni di promozione sociale del luogo che vanno ad alimentare l’effetto comunità. E più si fa comunità nell’accogliere, più accoglienti si diventa, generando un vortice evolutivo raro per i tempi in cui viviamo.Nessuna corsa, lontani dalla frenesia quotidiana. Non serve essere atleti professionisti: basta avere scarpe comode, spirito d'avventura e soprattutto un grande appetito, spesso una borraccia e due bastoncini completano l’equipaggiamento. Si parte con la colazione che poi è un antipasto, si prosegue passo dopo passo verso i primi e i secondi del territorio, per concludere in dolcezza. I chilometri? Nemmeno ci si accorge di averli percorsi, neanche quando raggiungono la doppia cifra. L’effetto Mangialonga, al di là delle complessità logistiche che ogni evento comporta, traccia una rotta interessante per la valorizzazione delle aree interne e rurali. Unire cammino ed enogastronomia è sicuramente diventato uno strumento di promozione culturale, capace di unire le comunità locali e offrire una vetrina concreta ai piccoli produttori del territorio, suggerendo un turismo diverso, basato sul passo lento e sulla scoperta diretta. La sfida resta sulla gestione. Non devono mancare attenzione e rispetto dell'ambiente, per confermare un modello di sviluppo locale riuscito, capace di coniugare economia, socialità e tutela del territorio, nel classico conflitto tra utilizzo e ipersfruttamento delle risorse.

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