Una giornata intensa e ricca di spunti per il futuro del territorio quella vissuta ieri dall'Onorevole Amorese, protagonista di una doppia visita istituzionale che ha toccato da vicino sia lo sviluppo culturale sia l'inclusione sociale della nostra comunità. La mattinata si è aperta a Casola con un incontro strategico incentrato sulla presentazione tecnica e politica del nuovo Avviso pubblico "Cultura nei piccoli comuni", una misura di rilievo nazionale promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e attuata in collaborazione con ALES S.p.A.. Davanti a una platea di amministratori locali (tra cui il sindaco di Casola e l’assessore del comune di Fivizzano Ballerini) e rappresentanti del mondo associazionico, l'Onorevole ha illustrato le linee guida di questo bando da 3 milioni di euro complessivi, pensato specificamente per i comuni con meno di 25.000 abitanti con l'obiettivo di contrastare lo spopolamento e la marginalizzazione attraverso il volano della rigenerazione culturale. Si tratta di un'opportunità concreta e di forte impatto, capace di finanziare fino all'80% dei costi ammissibili per ogni singolo progetto — con un contributo massimo erogabile di 130.000 euro — a fronte di un cofinanziamento obbligatorio in denaro del 20%. I progetti, che dovranno prevedere il coinvolgimento obbligatorio di almeno un partner non profit come enti del Terzo Settore o associazioni regolarmente costituite, potranno spaziare tra festival, mostre, laboratori partecipativi, iniziative di storytelling territoriale e strumenti digitali innovativi, per una durata compresa tra i 7 e i 30 giorni. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata per le ore 12 del prossimo 31 agosto 2026, con l'obbligo di concludere le attività entro il 28 febbraio 2027. Conclusa la sessione tecnica a Casola, la giornata istituzionale è proseguita con una tappa altrettanto significativa presso la residenza sanitaria assistenziale della fondazione cardinale Maffi. Questo secondo momento ha permesso al deputato apuano di toccare con mano l'eccellenza e la dedizione degli operatori e di tutto il personale che si occupa quotidianamente dell'assistenza agli ospiti più fragili. Il confronto con i vertici della struttura ha offerto lo spunto per una riflessione più ampia sulla centralità della persona, sul ruolo cruciale del terzo settore nell’occupazione lavorativa locale e sulla necessità di mantenere un dialogo costante tra le istituzioni centrali e i presidi socio-assistenziali del territorio. La visita si è così conclusa unendo idealmente i due appuntamenti nel segno di una crescita comunitaria che non può prescindere dal legame profondo tra lo sviluppo culturale e la coesione sociale.
Mattia Cardellini









