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Scritto da Redazione
Politica
09 Luglio 2026

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"Un'altra occasione persa per la cultura carrarese e un risultato che rappresenta un serio passo indietro per la politica culturale cittadina, che rimette in discussione l'efficacia delle politiche locali guidate dall'assessore Gea Dazzi". A parlare è il consigliere della lista Ferri Filippo Mirabella che spiega: "Mentre le altre realtà della Toscana festeggiano l'arrivo di importanti risorse economiche ministeriali, Carrara resta a guardare, esclusa dai finanziamenti per il bando nazionale "Città che legge". Un verdetto che brucia e che fotografa una gestione amministrativa che non è stata in grado di costruire una rete efficace sul territorio.

Il Centro per il libro e la lettura (Cepell), istituto autonomo del Ministero della Cultura, ha pubblicato le graduatorie finali dell'attesa misura di sostegno alla lettura. Il Comune di Carrara ha deciso di partecipare nella Sezione 4 (comuni tra 50.001 e 100.000 abitanti), ma il progetto presentato non ha raggiunto il punteggio minimo previsto dal bando: l'istanza apuana non è riuscita nemmeno a raggiungere la soglia minima di 60 punti prevista dal bando, venendo di fatto respinta e lasciando la città a bocca asciutta. Per i cittadini è bene chiarire un punto: a livello ministeriale i soldi non vengono assegnati a pioggia. I finanziamenti si vincono solo se si presentano progetti solidi, capaci di dimostrare un lavoro continuo sul territorio. Se Carrara è scivolata sotto i 60 punti, significa che, secondo la valutazione ministeriale, la proposta presentata non ha raggiunto il livello qualitativo richiesto dal bando.

L'esito della valutazione ministeriale solleva più di un dubbio sull'effettiva operatività dei "Patti per la lettura" a Carrara e sulla loro reale capacità di coinvolgere il territorio. Peraltro le biblioteche comunali appaiono sostanzialmente isolate rispetto alla rete culturale che il bando richiedeva di valorizzare.Il cuore dei criteri di valutazione del bando ministeriale risiede nella capacità di creare una rete locale che l'amministrazione Arrighi e l'assessorato alla cultura non sono riusciti a costruire e il Ministero premia infatti la qualità e la capillarità del "Patto locale per la lettura", uno strumento giuridico che dovrebbe unire il Comune a scuole, librerie, case editrici e associazioni culturali.

La bocciatura di Carrara lascia ritenere che il Patto per la lettura sia rimasto prevalentemente un adempimento formale, senza tradursi in una rete territoriale realmente efficace. Non si è lavorato sul territorio per creare un ecosistema vivo e inclusivo. A pagare il prezzo più alto di questo isolamento sono le biblioteche comunali, a nostro avviso non adeguatamente valorizzate e relegate a semplici luoghi di prestito, anziché essere valorizzate come centri pulsanti di aggregazione e motori di progettazione culturale. Senza investimenti sul personale, sulle strutture e sulle idee, le nostre biblioteche rendono più difficile predisporre progetti competitivi a livello nazionale.

Per capire la gravità del risultato della Giunta Arrighi basta guardare a cosa accade nel resto della regione. Il Comune di Pontedera, partecipando allo stesso bando, ha conquistato il sesto posto assoluto a livello nazionale nella sua categoria. Un posizionamento eccellente che porterà nelle casse del comune della Valdera un contributo di ben 30mila euro per sostenere il progetto locale "Ponte di Parole e oltre". Lì, l'assessorato ha saputo capitalizzare il lavoro degli anni passati, costruendo un dialogo costante con le scuole e le associazioni del territorio. Altri centri toscani come Peccioli, Calci e Pienza sono riusciti a farsi finanziare, dimostrando che i fondi c'erano e la Toscana si è mossa bene. Carrara invece condivide il triste primato dell'esclusione solo con Grosseto, a dimostrazione che i progetti deboli vengono scartati senza sconti

Di fronte a un quadro così negativo, l'opinione pubblica e gli operatori culturali della città hanno il diritto di pretendere chiarezza. Ci sono interrogativi precisi che la cittadinanza pone all'assessorato e a cui l'amministrazione non può sottrarsi:

Quali erano i contenuti del progetto respinto? Dal momento che i dettagli tecnici restano chiusi nei cassetti del Comune, l'Assessore Gea Dazzi intende rendere pubblico il testo inviato al Ministero per far capire ai cittadini su cosa si è scelto di puntare?

 Che fine ha fatto il Patto per la lettura? Quante volte è stato convocato il tavolo permanente con le scuole, le librerie e le associazioni del territorio prima di scrivere il bando? Esiste una reale coprogettazione o ci si limita a chiedere firme formali dell'ultimo minuto?

Come si intende rimediare all'isolamento delle biblioteche? Quali investimenti strutturali e di personale sono previsti per trasformare le nostre biblioteche da semplici "depositi di libri" a centri capaci di competere a livello nazionale?

Qual è il bilancio complessivo sui fondi sovracomunali? Quanti altri bandi europei, statali o regionali legati alla cultura sono stati persi o non sono stati intercettati negli ultimi anni per carenze tecniche?

Occorre aprire una seria riflessione politica sull'operato dell'assessore. La valutazione negativa espressa dal Ministero apre inevitabilmente un caso politico intorno alla gestione dell'assessore alla cultura Gea Dazzi. Partecipare a un bando nazionale senza riuscire nemmeno a superare lo sbarramento minimo del punteggio di merito solleva dubbi sulla capacità dell'amministrazione di intercettare fondi sovracomunali. La cultura cittadina non ha bisogno di semplici presenze formali o di titoli di cui fregiarsi sui giornali, ma di competenze in grado di vincere le sfide nazionali e portare risorse sul territorio. Al momento, il bilancio politico di questo assessorato appare fortemente negativo".

immagine creata con A.I.

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