E ci risiamo. Un copione che si ripetete ormai da anni. Per l’ennesima volta la FP-CGIL, per mezzo del suo Segretario Alessio Menconi, attacca pubblicamente la FIT-CISL e i suoi rappresentanti, senza che da parte nostra ci sia stata la minima ricerca di polemica. Alla FIT-CISL, ormai, la prendiamo come un onore e come un riconoscimento del nostro valore: essere costantemente nei pensieri di Menconi significa che stiamo facendo il nostro dovere di sindacalisti, visto che la nostra visione è totalmente diversa dalla sua. Alle provocazioni di Menconi continuiamo a rispondere con il lavoro quotidiano e con il confronto concreto nei luoghi di lavoro. La nostra azione si fonda da sempre sul rispetto dei lavoratori e delle relazioni sindacali. Noi non abbiamo mai chiesto tavoli separati; al contrario, Menconi li pretende ovunque vada, sfuggendo al dibattito vero, che è il perno stesso dell’esistenza delle organizzazioni sindacali. Inutile ricordare che la perdita del confronto è il presupposto logico e strutturale che precede e alimenta ogni forma di autoritarismo, sia esso politico, sociale, sindacale o aziendale. "Confronto": una parola di cui FIT-CISL non ha e non avrà mai paura, e a cui mai si sottrarrà!
Dopo queste premesse, per rispondere alle continue polemiche di Menconi sul CERMEC è giusto sottolineare che la FP-CGIL – che non ha una rappresentanza eletta dai lavoratori – ha scelto di non sottoscrivere l’accordo relativo al Premio di Produzione; un'intesa che ha raggiunto l’obiettivo di migliorare economicamente quanto già previsto dal CCNL. Una scelta che i lavoratori stessi hanno faticato a comprendere, considerando che il compito di un sindacato dovrebbe essere proprio quello di migliorare concretamente le condizioni normative ed economiche dei dipendenti che rappresenta, e non di penalizzarli. Sul bilancio ha già risposto l’ex Amministratore ma è giusto precisare che la perdita di bilancio di CERMEC per l’esercizio 2025 non raggiunge i 400.000 euro, a differenza degli oltre 540.000 euro dichiarati da Menconi; forse qualcuno necessita di un corso su come si legge un bilancio. Un Menconi poi che continua ad attaccare l’ex Amministratore di CERMEC dimenticandosi che quest’ultimo, durante il suo mandato, è stato affiancato da un Procuratore Speciale – figura voluta dal Comune di Carrara – dotato di una lista infinita di deleghe che riguardavano quasi tutti gli aspetti aziendali. Un Procuratore, tra l’altro, dipendente dell’azienda, cui viene applicato un CCNL diverso e più vantaggioso rispetto a quello di tutti gli altri colleghi!
La FP-CGIL poi attacca su CERMEC e su ASMIU ma, guarda caso, non tira in ballo RetiAmbiente Carrara dove proprio recentemente, allineandosi alla volontà aziendale in una riunione aziendale, era favorevole a imporre l’obbligo di lavoro al personale per le festività nazionali. Solo la “sommossa” dei lavoratori ha costretto la CGIL a fare marcia indietro e a convergere sulle posizioni della FIT-CISL: ovvero la totale volontarietà del lavoro nei giorni rossi di calendario e il riconoscimento di un’indennità giusta e decorosa, che facesse da leva per attirare i volontari senza venire assorbita dalle maggiorazioni già previste dal CCNL.
Su un punto, tuttavia, Menconi può aver ragione, e riguarda le problematiche organizzative di ASMIU, anche se le criticità che lui evidenzia sono diverse dalle nostre. Come FIT-CISL denunciamo infatti da anni diverse criticità nella gestione dei turni, dove spesso non viene applicata una rotazione del personale. Vi sono lavoratori che lamentano forti difficoltà nell’accesso ai turni mattutini, con inevitabili ricadute sulla qualità della vita familiare e personale. Purtroppo, fino ad ora, i vertici di ASMIU e la stessa Proprietà hanno ignorato le nostre lamentele… speriamo che almeno il nuovo Direttore intervenga.
Da anni la FIT-CISL chiede regole chiare, trasparenti e uguali per tutti, nell’interesse esclusivo dei lavoratori e di un corretto clima lavorativo. Riteniamo fondamentale che, all’interno delle aziende pubbliche e partecipate, ogni procedura organizzativa e gestionale sia sempre improntata alla massima trasparenza. Questo serve a evitare polemiche, incomprensioni o percezioni di disparità, anche rispetto a situazioni che possano riguardare la presenza di rapporti di parentela diretta tra dipendenti; dinamiche che, proprio per questo, meritano particolare attenzione e chiarezza a tutela di tutti: lavoratori e aziende.
A Menconi diciamo quindi che il confronto sindacale dovrebbe tornare a svolgersi principalmente ai tavoli di trattativa, nel merito delle questioni concrete, evitando continue polemiche, provocazioni, minacce di azioni legali e querele che portano solo divisioni e indeboliscono il ruolo del sindacato. La FIT-CISL continuerà a confrontarsi con chiunque, anche con chi ha posizioni molto distanti dalle nostre, perché crediamo che la nostra attività debba basarsi su partecipazione, confronto, mediazione e capacità di sintesi.









