Il lascito di Alfonso Crudeli (professore di storia e filosofia deceduto a fine anni '70) è un caso storico e molto dibattuto a Carrara, tornato prepotentemente al centro delle cronache locali per via dei recenti progetti urbanistici del Comune ad Avenza. Ad analizzare la vicenda sono Silvia Dell'Amico e Gianni Ilari dell'associazione Città al centro dai monti al mare:
1. È possibile non dare seguito alla volontà testamentaria?
Dal punto di vista prettamente giuridico, i lasciti a enti pubblici con un vincolo di destinazione specifico (in questo caso l'edificazione di una casa di riposo per anziani) non potrebbero essere ignorati arbitrariamente. Se l'onere (il cosiddetto modo) apposto al testamento non viene rispettato, gli eredi o i soggetti legittimati potrebbero chiederne la risoluzione per inadempimento. Tuttavia, dal punto di vista storico e amministrativo, nel corso di cinquant'anni la volontà di Crudeli è stata de facto aggirata e frammentata a causa dei continui passaggi di proprietà:
1980: Con la nascita del Servizio Sanitario Nazionale, i beni passarono dall'Ospedale al Comune di Carrara con il vincolo di destinazione.
Anni '90/Successivi: Il patrimonio tornò in mano alla neonata USL (poi ASL). In questa giungla di passaggi di competenze, i soldi ricavati dalle prime vendite sono finiti in "altri rivoli" di bilancio, facendo perdere le tracce dei fondi dedicati.
Oggi: Il mancato rispetto della volontà testamentaria è considerato dalla comunità e dalle associazioni locali (come la ProLoco e il comitato Avenza Sì-Resiste) una vera e propria ingiustizia storica nei confronti dei cittadini di Avenza.
2. L'immobile in via Giovan Pietro angolo via Toniolo è stato alienato
nei primi anni Novanta (intorno al 1990), sotto le amministrazioni dei sindaci Fausto Marchetti e Alberto Pincione.
A che cifra? Fu ceduto per circa 400 milioni di vecchie lire.
Che fine hanno fatto i soldi? Con quel ricavato il Comune fece effettivamente redigere un progetto per la casa di riposo al Murlungo (firmato dall'architetto Zuccarino), ma la giunta cadde, il patrimonio passò alla USL e quelle risorse finanziarie vennero di fatto assorbite dalla burocrazia sanitaria e disperse.
3. Il terreno in via Forma Alta
I terreni agricoli/vignati situati in località Forma Alta (zona Bonascola) rientravano nel pacchetto di beni che lo stesso Crudeli aveva autorizzato a vendere per finanziare la costruzione della struttura principale. Dai riscontri storici dell'esecutore testamentario, anche questi beni risultano venduti nel corso degli anni dai vari enti gestori, ma i ricavi sono confluiti nei medesimi capitoli di spesa generali dell'azienda sanitaria o del Comune, senza mai essere monetizzati per il progetto originario.
4. Il terreno con immobile in via Murlungo
Questo è il punto che sta sollevando le maggiori polemiche attuali:
Secondo il testamento, l'area di circa 9.000 mq con casa colonica doveva essere la sede esclusiva della piccola casa di riposo.
La situazione attuale: Il progetto della casa di cura è rimasto in un cassetto per decenni. Recentemente l'Amministrazione Comunale di Carrara ha deciso di cambiare radicalmente la destinazione dell'area. Sfruttando un finanziamento regionale di circa 6 milioni di euro, il Comune ha avviato l'iter (affidato ad ERP) per espropriare i lotti e realizzare in via Murlungo 28 nuovi alloggi popolari (un palazzo di 7 piani).
Questa scelta ha scatenato la dura reazione dei comitati cittadini, i quali denunciano sia le criticità urbanistiche della zona (vicinanza alla ferrovia e problemi di viabilità), sia il totale dissidio con le volontà testamentarie di Alfonso Crudeli, che voleva quel polmone verde destinato alla cura degli anziani avenzini e non alla cementificazione residenziale.









