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Scritto da Vinicia Tesconi
Politica
10 Aprile 2026

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Manca poco più di un anno alle prossime amministrative di Carrara e gli addetti del settore sanno bene che il tempo è pochissimo, in realtà, e che partire bene resta, sicuramente, sempre un vantaggio. Mentre il centrodestra continua a valutare le sue mosse per dare un buon avvio alla campagna elettorale, il centrosinistra avrebbe già lanciato la corsa, se non avesse collezionato quella  che sembra, soprattutto ai cittadini, una serie di false partenze. La  volontà di agire in modalità 'campagna elettorale', l'amministrazione del sindaco Serena Arrighi - che vinse nel 2022 presentandosi come civica, ma di fatto sostenuta da Pd, Pri e Psi - l'ha mostrata  platealmente con il poco motivato rimpasto, che ha visto come vittima sacrificale Lara Benfatto. L'ormai ex assessore allo sport, turismo e commercio, che non aveva svolto il suo incarico in maniera discutibile o, quantomeno, assolutamente non peggio di altri suoi colleghi,  si è ritrovata un benservito pubblico, in consiglio comunale,  con altrettanto pubblica dichiarazione, da parte del sindaco di Arrighi, di una sua inadeguatezza nel dover gestire questioni legate all'articolo 21, cioè al settore marmo, che avrebbero spinto il sindaco a preferirle il capogruppo Pd in consiglio comunale, Gianmaria Nardi. Dietro alla mossa, che ha suscitato non poco disappunto nella cittadinanza, che aveva apprezzato l'onestà e l'impegno della Benfatto, ci sarebbe stato un preciso disegno politico, svelato con qualche giorno di anticipo da una testata locale, seconda la quale, alla base dello switch ci sarebbe stata la volontà di accontentare il Pd per ottenere l'appoggio alla ricandidatura.

I social, pur nella loro malfatta e distorta lettura della realtà, possono ormai essere presi a misura del consenso che personaggi o decisioni pubbliche raccolgono - sui like vengono costruite carriere, anche fondate sul nulla e in base ai like si muovono fiumi di denaro - e la revoca dell'incarico a Lara Benfatto non ha certamente portato pollicioni alla causa delle aspirazioni politiche della Arrighi. Ma qualche giorno fa lo starter ha sparato il colpo e fermato la corsa, che pareva avviata: il consigliere del Pd, Guido Bianchini, ha dichiarato pubblicamente che non rinnoverà la sua tessera col partito, perchè  deciso a sostenere la lista civica Arrighi Sindaco e a valorizzare il percorso dell'attuale amministrazione. Il dubbio che la mossa Nardi per Benfatto sia stata solo "tanto rumore per nulla" è legittimo e diffuso. Perchè cercare di accondiscendere a eventuali, supposte, richieste del Pd, principale partito della coalizione di centrosinistra, per poi prenderne le distanze rivalutando la scelta di un percorso civico? Certamente non ci saranno risposte a questo quesito. Altrettanto certo, però, è che la ricandidatura della Arrighi deve tornare ai blocchi di partenza. Infine è intervenuto l'ex  sindaco di Carrara - che ebbe l'incarico per due mandati dal 2007 al 2017 - Angelo Zubbani, che aveva già fatto parte della coalizione che ha sostenuto Arrighi nel 2022 (ottenendo, infatti, l'assessorato ai lavori pubblici per la propria rappresentante Elena Guadagni). Zubbani, su un'altra testata online locale, ha dato un giudizio quasi interamente negativo sull'amministrazione Arrighi, mostrando anche la sua disponibilità a ricandidarsi per la terza volta, ovviamente al posto della stessa Arrighi, come candidato del centrosinistra. Anche in questo caso lo starter ha sparato e fermato di nuova la corsa, o meglio, a dare la falsa partenza è stato lo stesso Zubbani, che  si è affrettato a correggere il tiro, lasciando ancora aperta la possibilità per il suo partito di scegliere se sostenere nuovamente Arrighi ed anche quella di accettare un campo largo a sostegno di una sua eventuale candidatura. Il tutto, mentre, di fatto, il suo partito continua ad affiancare il sindaco Arrighi che - detto con le sue parole- 'ha ridotto la città come Beirut' per i troppi cantieri aperti contemporaneamente. Giravolta, ripensamento, revisione del tiro: il risultato non cambia. La gara è partita, ma il centrosinistra sembra ancora sui blocchi di partenza.

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