“Specializzazione e identità portuale: Marina di Carrara e la sfida della competitività mediterranea” è il tema che sabato 20 giugno ha riunito operatori e istituzioni in occasione delle celebrazioni del primo decennio di attività nel porto apuano del gruppo di logistica integrata Grendi. Ad avviare i lavori del convegno i saluti istituzionali, tra gli altri, del sindaco di Carrara Serena Arrighi. Un momento particolarmente atteso ha visto un costruttivo dibattito alla tavola rotonda con la presenza anche dell’on. Marco Simiani Membro dell’ VIII commessione ambiente e territorio della Camera, Bruno Musso Presidente del Gruppo Grendi, Antonio e Costanza Musso amministratori delegati, Bruno Pisano presidente ADSP, Michele Giromini del gruppo Dario Perioli e on. Maria Grazia Frijia, membro della IX commissione trasporti della camera e vicesindaco comune di La Spezia. Tra i messaggi più significativi emersi, è stata sottolineata l’importanza della cooperazione tra tutti gli operatori del sistema per favorire una crescita condivisa di imprese, territori e comunità, attraverso una solida alleanza tra pubblico e privato. È emersa inoltre la necessità di integrare in modo sempre più efficace le esigenze delle città e dei porti, promuovendo uno sviluppo armonico e sostenibile.
Nuovi corridoi e sfide globali: l’analisi SRM del traffico merci
La geopolitica sta ridisegnando rotte, mercati e catene del valore, riportando il Mediterraneo al centro degli equilibri economici globali. Nel nuovo scenario competitivo non saranno protagonisti solo i grandi hub ma anche i porti medi e piccoli possono creare valore se integrati con le filiere produttive, i territori e le reti logistiche. L'efficienza logistica sarà il principale fattore competitivo dei prossimi anni: tempi, connessioni, digitalizzazione e interoperabilità peseranno sempre più della sola dimensione infrastrutturale.Queste le principali conclusioni dell’intervento di Alessandro Panaro, capo servizio trasporti e logistica SRM, Centro Studi e Ricerche che ha messo in luce come, a fronte dell’elevato stress delle supply chain globali (blocco dello stretto di Hormutz in primis), evidenza di un sistema globale ancora fragile e volatile, e dei driver politici e regolatori delle diverse aree geografiche sia in atto di riallineamento di rotte e alleanze per l’aumento dei costi di trasporto e assicurativi. Emergono quindi il corridoio Imec che collega l’India all’Europa passando dal Medio Oriente, l’aumento dei treni merci in Cina, la rotta che collega l’Asia orientale al Nord Europa attraverso l’artico (riducendo i tempi di navigazione fino al 40%) e la crescita dei traffici e collegamenti Italia-Nord Africa. I nuovi modelli operativi puntano su navi sempre più grandi (si prevede che entro il 2028 aumentino del 40% le navi sopra i 15.000 TEU), porti sempre più green e smart, maggiore intermodalità ferrovia-mare-strada e più efficienza logistica. Il 90% del commercio globale in volume (e il 70% in valore) viaggia via mare e una quota tra il 12 e il 20% passa dal bacino del Mediterraneo. Aumentano le rotte Intramed con una forte concentrazione dei principali operatori.
L’Italia è il secondo paese europeo per traffico marino e l’elevata centralità del sistema portuale nazionale rende il paese particolarmente esposto ai costi di decarbonizzazione e all’impatto dell’ETS.
Il sistema portuale italiano è solido e nel 2025 è cresciuto sia per totale merci movimentate (più di 510 mln ton, +3,5% vs 2024, di cui il 47% rinfuse) che passeggeri mentre l’import-export italiano via mare nel 2025 è stato pari a 312 mld €. In particolare l’Italia nello short sea shipping è leader nella UE27 con 304 milioni di tonnellate di merci trasportate ed è quindi un hub strategico dei traffici marittimi.
In questo scenario il porto di Marina di Carrara è all’8° posto tra gli scali italiani (esclusi i porti principali) per traffico Ro-Ro, 11° per traffico rinfuse solide e 3° per traffico container.
Lo sviluppo del porto di Marina di Carrara e la spinta dell’intermodalità ferroviaria, il nuovo piano regolatore
“L’integrazione dei porti della Spezia e di Marina di Carrara ha funzionato perfettamente, permettendo ad entrambi gli scali di crescere, valorizzando le singole specializzazioni e le eccellenze rappresentate dagli operatori del nostro sistema portuale. Oggi siamo a festeggiare la storia di successo di uno di loro, il Gruppo Grendi, che nei suoi 10 anni di attività a Carrara ha saputo crescere in maniera esponenziale, quadruplicando volumi, fatturato, numero di addetti e generando notevoli ricadute positive sul tessuto economico e portuale e cittadino.
Un percorso che rappresenta un orgoglio per il sistema portuale ed uno stimolo per l’ADSP, chiamata a supportare gli sforzi imprenditoriali e gli investimenti di Operatori come Grendi, proseguendo sulla strada degli investimenti pubblici sul porto di Marina di Carrara per rispondere alle esigenze di spazi e di razionalizzazione dello scalo. Il porto fa parte della città, che convintamente crediamo possa crescere assieme ad esso. Una crescita che abbiamo sostenuto fin dall’inizio. Dall'unificazione del sistema delle autorità portuali ad oggi, avvenuto nel 2016, a Marina di Carrara abbiamo investito oltre 100 Milioni di euro. Di questi più della metà sono stati finanziati con fondi propri AdSP ed hanno consentito di sviluppare progetti come l'efficientamento energetico del porto e della sede dell'AdSP; i lavori relativi alla nuova mobilità con il ponte ferroviario, stradale e ciclabile e il nuovo varco al porto, oltre alla nuova passeggiata a mare. Un piano di investimenti che andremo a completare nel corso del 2027 con il piano dei dragaggi e l’allungamento drlla banchina Taliercio, mentre continueremo a lavorare per l’autorizzazione del nuovo Piano Regolatore Portuale che permetterà di proiettare nel futuro il porto di Marina di Carrara.”
Gruppo Grendi, volumi e investimenti in crescita. I progetti per il futuro
I volumi movimentati dal Gruppo Grendi nel porto di Marina di Carrara sono passati dai 52.452 TEU del 2017 agli oltre 91 mila del 2025, con una crescita del 6,4% sul 2024 mentre i rotabili sono passati da 11.595 a più di 55mila (+9,4% sul 2024). Nello stesso periodo è cresciuta anche l’occupazione diretta: da 16 a 41 persone mentre l’operatività sullo scalo ha raddoppiato il numero di toccate annuali (da 150 del 2017 a 300 nel 2025) e la capacità navale settimanale in metri lineari è cresciuta da 7.500 a 20.150."In dieci anni abbiamo trasformato una scommessa in un punto di riferimento per la logistica portuale e abbiamo imparato che la crescita nel trasporto marittimo non si misura solo nei volumi movimentati, ma nella capacità di anticipare i bisogni del territorio e dei nostri clienti. Gli obiettivi del piano industriale previsti per il 2036, infatti, sono stati superati nel 2025, quindi con 10 anni d’anticipo. In particolare gli investimenti hanno raggiunto gli 11,7 milioni contro gli 8,2 previsti, le tonnellate movimentate 3,45 milioni e così l’occupazione diretta con 17 persone in più rispetto alla previsione di 24. Per il futuro intendiamo continuare a investire in questo porto e auspichiamo che venga presto approvato il nuovo piano regolatore del porto in modo da avere lo spazio necessario per continuare a crescere insieme al territorio e alla comunità da cui siamo stati accolti. Da lunedì 22 giugno, ad esempio, entra in linea Grendi Horizon che con i suoi 3.000 ml, 2 motori con scrubber, 22 nodi di velocità e consumi molto ridotti rispetto ai precedenti modelli e “metanolo ready” darà un importante contributo alle 8 rotte settimanali che offriamo da Marina di Carrara a Cagliari e Olbia” commenta Antonio Musso, amministratore delegato di Grendi Trasporti Marittimi.
Bruno Musso, Presidente del Gruppo, ha portato i suoi 64 anni di esperienza professionale, testimoniando in prima persona l’evoluzione del sistema portuale dal passato ai giorni nostri. Ha inoltre sottolineato come i porti siano veri e propri sistemi logistici e, proprio per questo, realtà che devono necessariamente essere in continua evoluzione per rispondere alle nuove esigenze del mercato e dei territori.
Per Costanza Musso: “Venire a Marina di Carrara ha un significato particolare per noi. Il nostro modo di fare impresa ha portato la società a diventare Benefit e oggi siamo una B Corp: un percorso che ci ha insegnato quanto sia fondamentale coinvolgere tutti gli attori del territorio e portare tutti a bordo del cambiamento.Chi opera nei porti deve necessariamente occuparsi del territorio. L'espansione del porto può e deve avvenire in totale armonia con la città, e questo è possibile soltanto quando i progetti vengono pensati, pianificati e condivisi con la comunità. L'Autorità di Sistema Portuale fa parte di AIVP – Association Internationale Villes et Ports, un'organizzazione nata per ispirare i cittadini delle città portuali e che si occupa di pianificazione, sfide e opportunità delle città-porto del futuro. Non è opponendosi ai processi di sviluppo che si costruiscono prosperità e crescita, ma pianificandoli, governandoli e condividendoli. Dobbiamo essere protagonisti del cambiamento, non subirlo. I porti devono crescere insieme alle città, perché rappresentano un bene sociale ed economico per le comunità. Per questo il dialogo è indispensabile: solo attraverso il confronto e la condivisione possiamo costruire uno sviluppo sostenibile e capace di generare valore per tutti."
Per gli sviluppi futuri fondamentale anche il recente consolidamento della partnership con Michele Giromini che ha sottolineato come l’apertura del porto di Carrara abbia segnato, dal 2016, un vero cambio di passo. Il gruppo Dario Perioli, arrivato nel 2018, ha contribuito a portare Marina di Carrara un hub Intramed con il Nord Africa, sviluppando partnership strategiche con lo stato algerino, paese fondamentale per l’Italia. A queste collaborazioni si aggiungono quelle con il mercato tunisino e con uno sguardo ampio su tutto il nord Africa. Sono stati inoltre attivati sistemi per velocizzare le procedure doganali tra Italia, Algeria e Tunisia. «Il Nord Africa e l’intero Mediterraneo saranno sempre più un’area centrale per lo sviluppo e gli interessi del nostro Paese», ha evidenziato Giromini.
Grendi festeggia il primo decennale al terminal di Marina di Carrara tra musica e arte
Sabato sera i dieci anni di attività del gruppo di logistica integrata guidato dagli amministratori delegati Antonio e Costanza Musso sono celebrati nel terminal del Gruppo. Al benvenuto iniziale di Antonio Musso si sono uniti la mascotte e alcuni giocatori della Carrarese, la squadra di calcio locale sponsorizzata dal gruppo di logistica. Ad arricchire il tradizionale spazio di lavoro del terminal tanta musica e l’installazione di alcune opere d’arte. In particolare, a fianco ai container con i pannelli della storia del gruppo, un paio di sculture ambientali di grandi dimensioni appartenenti al progetto Chain Reaction e dedicate al dialogo con il paesaggio e all’interazione con gli elementi climatici ed i cittadini, realizzate Stefano Giussani, architetto ed artista di Genova che lavora con materiale "marittimo" ed è interessato al tema dell’ecologia del sistema antropico-naturale letto in chiave co-evolutiva, e, più in generale, per il paesaggio.
ll Gruppo Grendi in breve
Impresa familiare nata a Genova nel 1828 operativa nell’ambito dei trasporti marittimi e della logistica.
Il Gruppo Grendi offre le seguenti soluzioni integrate:
- trasporti nazionali (completi e collettame - centro, sud Italia e isole)
- magazzini e distribuzione
- linea marittima nazionale Marina di Carrara (MS) - Cagliari e Olbia
- terminal portuali (Ro-Ro e Lo-Lo) a Marina di Carrara, Cagliari e Olbia
- servizi feeder e linea internazionale Cagliari - Nord Africa dal terminal MITO of Sardinia
- trasporti pezzi speciali e nave taxi
È il primo operatore marittimo a modificare lo statuto per diventare Società Benefit nel 2021, aggiungendo agli obiettivi di risultati economici soddisfacenti l’impegno verso un impatto positivo per ambiente, dipendenti e collaboratori, clienti, fornitori e comunità. Da ottobre 2025 parte del movimento internazionale delle B Corp (www.bcorp.com per maggiori informazioni).
Questo sistema di logistica sostenibile ed efficiente fa leva su unità di carico, percorsi intermodali (via terra e via mare) e processi di carico della nave ottimizzati con il sistema a cassette (translifter system) e a basso impatto ambientale.
Il Gruppo Grendi in numeri:
Previsione fatturato consolidato 2025: 158 milioni €
Dipendenti diretti: 337; Indotto diretto: ca. 500
Per maggiori informazioni consultare: www.grendi.it









