Politica
Gravi carenze nella gestione della sicurezza idraulica: Benedetti e Rivieri di Futuro Nazionale fanno un esposto contro l’amministrazione di Massa per le responsabilità nei danni del maltempo
Mauro Rivieri in qualità di Coordinatore Provinciale e Stefano Benedetti di responsabile Enti Locali del Movimento Futuro Nazionale hanno fatto un esposto contro l’amministrazione di Massa ritenendola responsabile…

Commissione urgente per gli allagamenti causati dal maltempo: la richiesta del consigliere Tarantino
Massa, allagamenti in città: il consigliere Tarantino chiede una commissione urgente sulle criticità nelle frazioni. Tornano gli allagamenti e con essi le polemiche. Dopo le ultime piogge, diverse…

Pontile di Massa, fondi pubblici o assicurazione? Il dibattito divide la città secondo il consigliere Pd Daniele Tarantino
Torna al centro del dibattito cittadino il tema del pontile e delle risorse destinate ai suoi interventi. Dopo lo stanziamento di fondi pubblici per lavori e manutenzione, si…

Degrado Lavello, Barabotti e Tosi (Lega): «Inerzia di Carrara mette a rischio sicurezza e ambiente. Comune responsabile»
«Le immagini che arrivano dalla zona del Lavello confermano una situazione ormai fuori controllo. Non è solo una questione di decoro: qui siamo di fronte a…

Carrara, Campione (FdI): “Più entrate ma tasse alte e una città che soffre, la sindaca Arrighi spieghi dove vanno a finire i soldi”
«Carrara incassa come una grande città ma continua a far pagare ai cittadini tasse ben sopra la media, senza garantire servizi adeguati. È un paradosso che…

Nasce il nuovo direttivo provinciale di Fipe Baristi Massa Carrara: Thomas Bini è il presidente
Prosegue il grande impegno sindacale sul territorio di Massa Carrara da parte di Confcommercio, che nella giornata di giovedì scorso ha formalizzato la nascita del nuovo…

Il Polo P&S: il Presidente Incoronato deve rispettare le leggi della Repubblica
Il Polo Progressista e di Sinistra ha richiesto per la terza volta, in poco più di un anno, l’intervento del Prefetto di Massa Carrara per attivare…

"Insicurezza non più tollerabile": il commento di Rossella Lera di Patto per il Nord Toscana sulla rissa avvenuta in centro a Carrara
Sull'episodio di violenza avvenuto il 30 aprile in via Roma interviene Rossella Lera, Responsabile Consulta Giustizia Patto per il Nord-Toscana: "L'episodio di violenza del 30…

Gruppo consigliare lista Serena Arrighi sindaca: “La nostra opposizione sembra aver ormai scelto la via della mistificazione e dello stravolgimento della realtà su qualsiasi tema come filo conduttore per la campagna elettorale per il 2027”
"La nostra opposizione sembra aver ormai scelto la via della mistificazione e dello stravolgimento della realtà su qualsiasi tema come filo conduttore per la campagna elettorale…

Simone Caffaz, consigliere comunale di opposizione Carrara: "Il premio patacca: capitale regionale ma 0 euro dalla Regione"
"L'ansia di dimostrare di aver fatto qualcosa anche nel settore culturale e artistico ha indotto l'amministrazione carrarese a superare ampiamente il senso del ridicolo nella vicenda…

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"Il PNRR non è un regalo: è un’occasione unica, irripetibile, con regole precise. I progetti finanziati dall’Europa devono essere consegnati, collaudati e rendicontati entro il 31 marzo 2026. Se i Comuni non rispettano i tempi, i soldi non arriveranno e resteranno solo i cantieri incompiuti". E' partito da questa premessa, il consigliere della Lista Ferri, Filippo Mirablle, per fare alcune considerazioni sullo stato attuale dei progetti del PNRR ne comune di Carrara e ha spiegato: " A Carrara la situazione è drammatica: l’amministrazione Arrighi e l’assessore ai Lavori Pubblici Moreno Lorenzini hanno ereditato progetti già pronti, finanziati, con cronoprogrammi chiari. Avevano solo un compito: portarli a termine. E invece hanno dimostrato inerzia, pressapochismo e incapacità amministrativa. Erano 30 i milioni ereditati dal M5S ed erano già a rischio. È bene ricordarlo: quando questa giunta si è insediata nel 2022, non partiva dal nulla. Infatti l'amministrazione 5 Stelle aveva lasciato già a disposizione i finanziamenti europei PNRR, pronti per essere utilizzati. Non solo: poiché i fondi non erano sufficienti, l’assessore al Bilancio Mario Lattanzi aveva dovuto ammettere – rispondendo solo parzialmente a una mia interrogazione – che erano stati impegnati anche circa cinque milioni di euro del bilancio comunale. Peccato che ad oggi, su altre domande specifiche sullo stato dei progetti PNRR, nessuna risposta sia mai arrivata. Un silenzio che pesa come un macigno, e che rivela l’imbarazzo e l’incapacità della giunta. I cantieri purtroppo gridano vendetta. Due casi su tutti rivelano la propaganda dell’assessore Lorenzini, che per mesi ha raccontato che “andava tutto bene”: la Scuola “M. Buonarroti” (Marina di Carrara) Fondi PNRR: 7.626.704,73 euro Contributo comunale: un milione di euro per un Totale: 8.626.704,73 euro er un progetto in cui dovevano sorgere oltre oltre la scuola anche una palestra, un auditorium, spazi verdi per i ragazzi. Oggi il cantiere è in clamoroso ritardo: impossibile pensare che tutto sia pronto entro il 31 marzo 2026. Poi c’e la Scuola “Giuseppe Taliercio. Fondi PNRR: 9.537.150,00 Contributo comunale: di euro 974.850,00 per un totale di 10.512.000,001 di euro. Qui parliamo di demolizione e ricostruzione di un intero edificio scolastico, con gara bandita da Invitalia. Mancano sei mesi alla scadenza e le foto del cantiere parlano chiaro: non è vero che i lavori sono “avanti”, siamo di fronte a un ritardo drammatico. La verità però viene nascosta sotto il tappeto. Da tempo denunciamo pubblicamente queste anomalie. Da tempo chiediamo trasparenza e chiarezza. L'assessore Lorenzini dà sempre la stessa risposta: “va tutto bene”. Un racconto ripetuto per coprire la propria difficoltà amministrativa e per non disturbare la narrazione di Arrighi.Ma oggi i nodi vengono al pettine: il rischio concreto è di perdere milioni di euro e di lasciare ai cittadini solo cantieri infiniti, scuole chiuse e promesse mancate. Basta silenzi, serve un consiglio comunale straordinario. Non basta più far finta di nulla. Non basta più raccontare che tutto procede. Chiediamo la convocazione immediata di un Consiglio comunale ad hoc, dove si discuta pubblicamente e senza infingimenti dello stato reale di tutti i progetti PNRR e anche di quelli finanziati dal Bando Periferie. Carrara non può essere ostaggio dell’inerzia di questa Giunta. Arrighi e Lorenzini hanno dimostrato di non essere all’altezza della sfida. È ora di prenderne atto e aprire una stagione nuova, prima che sia troppo tardi".
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Le dichiarazioni dell’agronomo del comune di Carrara, Carlo Piccini, sul nuovo regolamento del verde hanno spinto associazione ARCA a rispondere facendo alcune precisazioni. Eccole di seguito:
- Piano e Regolamento: Non confondiamo i due strumenti, ne conosciamo perfettamente la differenza giuridica e procedurale. Proprio per questo sosteniamo che il Regolamento non possa essere redatto in assenza del Piano del Verde, che deve fornire il quadro conoscitivo (censimento, stato di salute, valore ecologico) indispensabile per qualsiasi normativa efficace. Senza il Piano, il Regolamento è un esercizio astratto e generico, destinato a continue revisioni. La nostra proposta è chiara: sospendere l'approvazione del Regolamento, redigere urgentemente il Piano e poi calare su di esso un Regolamento coerente.
- Il Pino: La bozza di Regolamento consegnata alla Commissione non include il pino domestico (Pinus pinea) tra le specie consigliate per le alberature. Il suo eventuale reinserimento in una versione successiva non cancella la gravità della scelta iniziale, emblematica di un approccio culturale e tecnico inadeguato al paesaggio carrarino.
- Conflitto di Interesse: La questione non attacca la professionalità generale del dottor Piccini, ma contesta un caso specifico e incontrovertibile. Egli è stato estensore della perizia che ha autorizzato l'abbattimento dei pini in Salita San Ceccardo, operazione sulla cui palese irregolarità (mancate verifiche strumentali, violazione del periodo di nidificazione, ignorati vincoli paesaggistici) è intervenuto autorevolmente anche il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) nazionale. Redigere un regolamento di tutela dopo aver firmato quel parere costituisce un evidente conflitto.
Le nostre critiche sono pertanto tecniche, circostanziate e condivise dalla LIPU, che ha a sua volta inviato osservazioni al comune per allineare il regolamento alle normative europee e ai principi di un'effettiva gestione ecologica. Il nodo è politico e strutturale: affidare la stesura delle regole a chi ha contribuito a decisioni contestate, prima ancora di avere un Piano del Verde, è una scelta che mette a rischio la credibilità dell’intero processo.
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Situazione di degrado in via dei Ferrovieri ad Avenza: con i pali per l’illuminazione ma non funzionanti, buche ormai diventate crateri, rifiuti abbandonati ovunque e immigrati clandestini che bivaccano sotto il ponte del fiume Carrione. A riferire lo stato della strada di Avenza è il consigliere comunale dell’opposizione Massimiliano Bernardi che fa notare: “In via dei Ferrovieri abitano anche alcune famiglie che si ritrovano in una condizione da terzo mondo. Sono state fatte infinite segnalazioni al comune e al sindaco. Doveva essere firmata una convenzione tra Regione e comune, ma non si sa che fine abbia fatto. Regna il degrado totale e gli abitanti sono esasperati”. Bernardi ha chiamato in causa il candidato alle regionali del Pd, Gianni Lorenzetti, presidente della Provincia e sindaco di Montignoso e anche il sindaco di Carrara Serena Arrighi sottolineando ironicamente come.in questa situazione risultino entrambi non pervenuti.
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Cresce la protesta dei cittadini di via Baracchini, preoccupati per il costante passaggio di camion e mezzi pesanti lungo la strada che attraversa il quartiere. Rumore, vibrazioni, polveri e traffico ad alta velocità stanno mettendo a dura prova la sicurezza e la qualità della vita dei residenti, che hanno formalizzato una richiesta di chiarimenti e proposte concrete alle istituzioni.In una nota indirizzata al consigliere Daniele Tarantino e alla consigliera Dina Dell’Ertole, i cittadini chiedono innanzitutto trasparenza sulle autorizzazioni concesse al centro container presente nella zona: vogliono sapere quali permessi siano stati rilasciati, quali limiti di traffico siano previsti e se esistano vincoli ambientali e urbanistici da rispettare.Accanto a questa richiesta, i residenti avanzano anche una proposta alternativa di viabilità: deviare il traffico pesante attraverso l’area del fosso Lavello, in direzione della zona industriale lato Carrara, ritenuta più idonea ad accogliere i flussi di mezzi pesanti.Il tema si collega direttamente alla proposta del collegamento della strada con la zona industriale, portata avanti dal consigliere Carioli, che da tempo lavora sul dossier viabilità e che ha rilanciato la questione anche nell’ultima commissione. Secondo i promotori, l’infrastruttura permetterebbe di creare un percorso alternativo per i camion, alleggerendo così la pressione su via Baracchini e riportando il traffico pesante verso aree produttive e logistiche più idonee.A margine dell’iniziativa, il consigliere Tarantino ha dichiarato:«Nelle scorse ore abbiamo inviato le richieste che ci sono state fatte dai cittadini. Il tema è concreto e urgente, e intendiamo seguirlo passo dopo passo. In questo percorso è importante anche il lavoro portato avanti dal consigliere Carioli con la proposta per collegare via fattoria, alla zona industriale, che rappresenta un tassello fondamentale per arrivare a una soluzione di lungo periodo.Voglio ringraziare anche i colleghi Stefano Alberti, Daniela Bennati, Giovanna Santi e Ivo Zaccagna per l’attenzione che stanno dimostrando e per la loro presenza agli incontri: è un segnale forte di condivisione politica su un tema che riguarda la vita quotidiana delle persone. Un ringraziamento va anche a tutti i cittadini che si stanno impegnando: solo insieme possiamo fare la differenza».Ora i cittadini chiedono la convocazione urgente di un incontro pubblico congiunto tra i Comuni di Massa e Carrara, alla presenza degli abitanti, per affrontare la questione e trovare soluzioni condivise e immediate. “Confidiamo in un rapido riscontro – concludono – e in un impegno istituzionale che tenga conto del diritto dei cittadini a vivere in un ambiente sicuro e salubre”.
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Il consigliere di Fratelli d'italia Massimiliano Manuel torna sul tema dell'accessibilità dei disabili alle strutture sportive: "L'accessibilità delle persone con disabilità nelle strutture sportive , non solo allo stadio,rappresenta un tema di primaria importanza, che la Consulta Disabilità, di cui facciamo parte, ha più volte affrontato in maniera approfondita come organo consultivo rappresentato dalle più importanti associazioni del territorio e con il neo garante istituito a seguito di una nostra mozione approvata da ogni forza politica presente in consiglio comunale. In questo momento l'attenzione è rivolta in particolare allo stadio dei Marmi. L'aumento del numero di tifosi, determinato dalla permanenza in Serie B, ha reso evidente l'insufficienza del settore dedicato ai disabili, che risulta non adeguatamente organizzato e collocato in una posizione decentrata e con visibilità ridotta, soprattutto a seguito delle ferree regole sulla sicurezza. Durante la pausa del campionato e in attesa della fine della tanto attesa ristrutturazione che durerà molto tempo, abbiamo chiesto all'amministrazione comunale di valutare ogni possibile intervento volto a migliorare e ampliare temporaneamente l'area destinata, così da consentire una fruizione più dignitosa e confortevole degli eventi sportivi. Le segnalazioni del dottor Laquidara, unite al lavoro della Consulta, costituiscono un contributo prezioso che auspichiamo porti a risposte concrete già nei prossimi giorni.
Pur comprendendo le esigenze legate alla sicurezza, riteniamo imprescindibile che una società civile garantisca a tutti, in particolare a chi vive condizioni di maggiore fragilità, la possibilità di partecipare pienamente alla vita comunitaria e di vivere momenti di svago e inclusione. Lo sport, con il suo valore sociale, deve essere accessibile senza barriere, siano esse architettoniche o culturali e soprattutto in ogni struttura non solo allo stadio.Carrara ha sempre dimostrato sensibilità verso questi temi e siamo certi che continuerà a farlo. Da parte di Fratelli d'Italia , l'impegno rimane costante e determinato nel sostenere i diritti delle persone con disabilità".
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Associazione Arca ha analizzato la nuova legge sui boschi monumentali: "La riforma dell’art. 7 della Legge 10/2013, contenuta nel Disegno di legge 1054-B, introduce per la prima volta la categoria dei Boschi Monumentali d'Italia, uno strumento potente per proteggere le foreste vetuste dall'antropizzazione. Nel Parco delle Alpi Apuane, questa norma potrebbe rappresentare una svolta nella limitazione dell’impatto distruttivo su ecosistemi unici e irripetibili.
I punti della Legge:
-istituisce l’Elenco nazionale dei Boschi Monumentali, gestito dalla Direzione generale delle foreste del MASAF (Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste).
-I boschi riconosciuti come monumentali godranno di tutela immediata già dalla presentazione della candidatura.
-Attorno a ogni bosco monumentale verrà istituita una Zona di Protezione (ZPB) — con divieti assoluti di scavi, cantieri, tagli e attività estrattive — i cui esatti confini saranno definiti da linee guida ministeriali.
-Sanzioni fino a 100 mila euro per danneggiamenti o abbattimenti non autorizzati.
Nel Parco Regionale delle Alpi Apuane, numerosi boschi vetusti — come le faggete di Val Serenaia, i castagneti storici di Trassilico e le faggete delle Panie — possiedono i requisiti per essere candidati come monumentali. Finché non verranno formalmente candidati e riconosciuti, non godranno di alcuna protezione. Una volta candidati e riconosciuti, le relative ZPB renderebbero di fatto incompatibili le attività estrattive nelle immediate vicinanze, grazie al parere vincolante del Ministero necessario per qualsiasi intervento.È cruciale ricordare -ed è un appello alla comunità- che la nuova legge non agisce in automatico: serve l’iniziativa di cittadini, associazioni, enti locali e soggetti competenti per proporre formalmente i boschi da tutelare. Senza proposte concrete, questa opportunità di protezione resterà inutilizzata. Occorre segnalare e documentare: è un’occasione storica per riparare anni di conflitto in uno dei parchi più controversi d’Italia. Ma serve agire in fretta, prima che altri boschi vengano degradati e perdano i requisiti per essere tutelati. La legge, nata per tutelare, rischia infatti, paradossalmente, di "premiare" chi ha già devastato, lasciando scoperti i boschi più degradati (e, quindi, più bisognosi di protezione).
Va detto con chiarezza: la legge è uno strumento potente ma imperfetto, e la sua efficacia dipende dall'uso che se ne fa. La partita ora non è più solo locale o regionale, ma nazionale. Spostare il conflitto dalle aule della Regione Toscana agli uffici del Ministero a Roma può cambiare le dinamiche di potere.
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Il 9 settembre abbiamo rischiato una nuova alluvione, che non si poi è verificata solo perché ha smesso di piovere. L’amministrazione comunale, tuttavia, non può contare sulla fortuna: deve gestire il territorio in modo da ridurne la suscettibilità alle alluvioni. In un bacino montano forestato, ad esempio, lo scorrimento delle acque è fortemente rallentato dalla vegetazione stessa e una frazione significativa della pioggia non scorre in superficie, ma si infiltra nella lettiera di foglie e nel suolo permeabile, riducendo così i picchi di piena nei corsi d'acqua.
I bacini marmiferi: fabbriche di alluvioni
Nei nostri bacini marmiferi, invece, deforestati da tempo e privati dello strato di suolo permeabile che ricopriva il substrato roccioso, le acque piovane, non potendo infiltrarsi nel suolo, sono interamente e velocemente recapitate ai fiumi esponendo il centro urbano di Carrara a piene ben più intense e ad alluvioni catastrofiche. I ravaneti di cava, assorbendo e rallentando grandi quantità di acque piovane, potrebbero proteggere Carrara dalle alluvioni, ma –contenendo grandi quantità di terre e marmettola che, imbibendosi, tendono a divenire impermeabili e suscettibili a colate detritiche che intasano gli alvei sottostanti– hanno invertito la loro funzione: anziché proteggere dalle alluvioni, le aggravano.
Ridurre le alluvioni? Con i ravaneti spugna!
L’attuale gestione dei bacini marmiferi funziona dunque come una vera e propria “fabbrica di alluvioni”. Realizzando i “ravaneti spugna” da noi proposti (costituiti di sole scaglie, senza terre) si otterrebbe invece una consistente riduzione del rischio. L’amministrazione avrebbe potuto ottenerne la realizzazione da parte delle cave introducendola tra le prescrizioni dell’autorizzazione oppure se, nell’art. 21 del regolamento che prevede la proroga della concessione per le cave esistenti in cambio di un progetto di interesse generale, avesse indicato lei stessa tale progetto (il ravaneto spugna) anziché lasciare la scelta (e il futuro della città) alle imprese. Anche i PABE sono stati un’occasione persa per la prevenzione del rischio alluvionale: non prevedono infatti né i ravaneti spugna, né lo svuotamento delle cave a fossa riempite in passato da detriti di cava (per farle funzionare da bacini di immagazzinamento delle acque durante le piogge intense).
Al mare? Rivedere il PRP e aprire varchi di deflusso nel muro di recinzione
Si rileva che il combinato disposto tra nuovo PRP (il consistente prolungamento del piazzale Città di Massa, in destra idrografica del Carrione) e lotto 1 del Water Front (sulla sinistra: nuovo pennello più le nuove opere infrastrutturali) potrebbe causare un notevole aggravamento del rischio idraulico già esistente. Considerato inoltre che già nell’alluvione del 2014 il mare non riusciva a ricevere le acque (anche perché il muro di recinzione portuale ne sbarrava il deflusso), è indispensabile, da subito, aprire varchi di deflusso nel muro di recinzione.
E per il Carrione? Restituire spazio al fiume e rinaturalizzarlo
Considerata inoltre la attuale fase di radicale cambiamento climatico in cui gli eventi estremi si fanno sempre più frequenti e le piene dei fiumi non seguono più i tempi di ritorno tradizionali, sarebbe estremamente importante intervenire sul Carrione con una logica diametralmente opposta a quella attuale, prevedendo di restituire spazio al fiume, con un consistente allargamento di tutta l’asta fluviale e con la ricostituzione di aree golenali e di fasce spondali vegetate, nell’ottica di una progettazione ecologico-naturalistica che faccia convivere funzionalità idraulica, sicurezza e riqualificazione paesaggistico-ambientale.
E in città? Depavimentare, superfici permeabili, più verde! Le città spugna
Anche le nostre città sono fabbriche di alluvioni: le grandi quantità di pioggia cadute sulle superfici impermeabili (tetti, strade, piazze, marciapiedi ecc.), sono infatti convogliate in fognature bianche e “sparate” nei corsi d'acqua, accentuandone così i picchi di piena. Potremmo dunque ridurre sensibilmente le piene facendo infiltrare nel terreno gran parte delle acque piovane. Adottando la strategia delle “città spugna” (ideata in Cina) Carrara potrebbe diventare un esempio d’avanguardia.Potremmo convogliare in letti assorbenti le acque piovute sui tetti; pavimentazioni drenanti renderebbero permeabili parcheggi e piazze. I nostri chilometri di marciapiedi, se realizzati in cemento drenante o in altri materiali permeabili, assorbirebbero grandi quantità di acqua riducendo gli allagamenti. Quante pavimentazioni potrebbero essere rimosse e sostituite da superfici erbacee e/o arboree? Grandi quantità di acqua potrebbero essere assorbite da rain garden (giardini della pioggia) inseriti in piazze e parchi e da depressioni erbacee che fiancheggiano le strade, drenandole. Altri contributi potrebbero apportare appositi microbacini collocati lungo i pendii e piccoli accorgimenti ai terrazzamenti collinari. Quanti terreni potrebbero essere forestati potenziandone l’assorbimento idrico? Dulcis in fundo, questa strategia ridurrebbe non solo le alluvioni, ma anche le siccità. L’evapotraspirazione operata da coperture erbacee e arboree, raffrescherebbe infatti l’aria (riducendo le ondate di calore estive), mentre l’infiltrazione idrica nel terreno alimenterebbe gli acquiferi sotterranei proteggendoci dalle scarsità idriche estive.Insomma, “Carrara città-spugna” allevierebbe le alluvioni, le siccità, le crisi idriche estive, le ondate di calore e migliorerebbe la vivibilità dell’intero territorio. Sarebbe troppo bello? E allora, perché non farlo?
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"A Carrara l’emergenza abitativa non è più un numero in una relazione, ma una ferita quotidiana: lo dice il consigliere dell'opposizione Massimiliano Bernardi che aggiunge: "Ci sono famiglie con bambini che dormono dai parenti, anziani costretti a spostarsi da una sistemazione provvisoria all’altra, giovani coppie che non riescono a reggere affitti privati sempre più alti. Eppure, una risposta concreta era a portata di mano. La Società Edilizia Nuova (S.E.N.), proprietaria di due palazzi ad Avenza realizzati con edilizia convenzionata, ha manifestato la disponibilità a concedere al comune appartamenti a canoni calmierati. Non serviva una nuova convenzione complicata: bastava un atto formale. Il Comune avrebbe pagato un affitto modesto alla società, e il settore casa avrebbe potuto immediatamente assegnare quegli alloggi alle famiglie più fragili.Un meccanismo semplice, rapido, già sperimentato in passato. Infatti, anni fa la convenzione con S.E.N. era stata utilizzata dal comune. Poi, inspiegabilmente, non è stata più rinnovata. Oggi, a fronte della nuova disponibilità della società, sarebbe bastato un gesto amministrativo per restituire dignità e un tetto a chi vive il disagio abitativo.Ma l’assessore alla Casa Roberta Crudeli non ha mosso un dito. Nessuna delibera, nessun atto, nessuna iniziativa. Solo silenzio e immobilismo.Il risultato? Appartamenti chiusi e vuoti, con le tapparelle abbassate, mentre fuori la gente attende soluzioni che non arrivano. E non è solo questo: graduatorie delle case ERP ferme, cambi alloggio bloccati, famiglie in attesa di risposte che non arrivano mai. La macchina amministrativa è paralizzata, e a pagare il prezzo di questa inefficienza sono i cittadini più fragili. È inaccettabile che un comune lasci marcire un’occasione simile mentre le graduatorie si allungano e i servizi sociali non sanno più come gestire l’emergenza. È inaccettabile che un assessore alzi le spalle, mentre ci sono bambini che non sanno se avranno una stanza dove fare i compiti e anziani che temono di non avere un tetto sopra la testa il prossimo inverno. Ancora più grave è il silenzio complice del PD, che sostiene questa amministrazione senza mai pretendere risposte chiare su una vicenda che pesa sulle spalle dei cittadini più deboli. La politica della casa non si fa con gli slogan o le foto sui social: si fa con atti concreti, con il coraggio di scegliere e con la responsabilità verso chi non ha voce.Lasciare appartamenti vuoti quando fuori c’è chi soffre non è solo un errore amministrativo: è un tradimento verso l’intera comunità"Case.
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- Il PD di Carrara presenta Benedetta Muracchioli capolista alle Regionali
- Nesun riscontro alle richieste per i lavoratori della Don Gnocchi di Marina di Massa: la critica di Uil Fpl
- Fp Cgil e Uil Fpl: siglato importante accordo per i lavoratori del Polo specialistico Don Gnocchi di Fivizzano
- Associazione Mycelium organizza un incontro con l'attivista Antonio Mazzeo, membro della Freedom Flotilla a Massa il 12 settembre
- Nuovo regolamento del verde del comune di Carrara: un fallimento annunciato. tra conflitti d’interesse e paesaggio in vendita, regolamento gìà vecchio, incoerente e scollegato dalla realtà secondo Associazione Arca
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- Parcheggio di Ortola, a Massa, nel degrado: la segnalazione dei consiglieri del Pd
- Scivolone del sindaco Arrighi sulla recente alluvione e silenzi imbarazzanti della maggioranza: la critica del consigliere Mirabella
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- Cantiere palestra Itis Galilei fermo da mesi: il consigliere della Lega Tosi invita il comune a sollecitare l'intervento della Provincia


