Politica
Proroga agli imprenditori del marmo: per Bernardi e Caffaz una mossa dell'amministrazione per evitare proteste e ulteriore perdita di consenso
I consiglieri dell'opposizione Massimiliano Bernardi e Simone Caffaz hanno commentato la proroga concessa dall'amministrazione agli imprenditori del marmo per il raggiungimento della lavorazione del 50 per…

PNRR Carrara al bivio: se i fondi saranno revocati, il bilancio sarà a rischio”, secondo il consigliere Mirabella
"Stupiti ed increduli apprendiamo dall'assessore del PRI Moreno Lorenzini che a 20 giorni circa dalla chiusura dei cantieri del PNRR: va tutto bene nonostante i conclamati…

Nuovo direttivo della sezione della Lega di Carrara: il nuovo segretario è Cristina Rocchi
Si è ufficialmente insediato il nuovo direttivo della sezione della Lega di Carrara. A guidare il partito cittadino è il nuovo segretario Cristina Rocchi, laureata in…

Giuseppe Bergitto si dimette da segretario comunale di Forza Italia Carrara
Da stamani Giuseppe Bergitto ha lasciato l'incarico di segretario comunale di Forza Italia Carrara. Ecco le motivazioni che ha reso pubbliche: "La decisione è…

Dopo la bocciatura nazionale, nasce il titolo regionale Carrara “capitale toscana” dell’arte contemporanea: una mossa che sembra più propaganda politica in vista delle amministrative del 2027 secondo il consigliere Mirabella
A Carrara lo chiamano il 'contentino' e, in effetti, proprio questo suggerisce la roboante assegnazione del titolo di "Carrara, Capitale toscana dell'arte contemporanea 2026" da parte…

Il Polo P&S: il danneggiamento del trionfo di Afrodite è un fatto culturale
“Il danneggiamento del Trionfo di Afrodite è l’ultimo di una lunga serie di episodi che stanno accadendo da mesi nel quartiere della Martana e che ho più volte…

Spazio Verde Magico: 200mila euro l'anno di costi per un'utenza di cinque o sei bambini. Il sindaco Arrighi assicura che il progetto sarà sviluppato con un nuovo bando pubblico
Nella mattinata di martedì 10 marzo il sindaco di Carrara Serena Arrighi ha incontrato i rappresentanti dei lavoratori del centro 'Verde Magico' del parco della Padula. «Verde Magico…

Incontro sul referendum dei Giovani Democratici a Massa
Mercoledì 11 marzo i Giovani Democratici organizzano un incontro in vista del referendum del 22 e 23 marzo, alle ore 18 presso il Bar Hermès, Piazza…

Difesa del litorale apuano: la lezione dell’ingegner Arrighi al Rotary. Un incontro dedicato alla tutela della costa e alla lotta contro l’erosione, tema sempre più urgente per il territorio apuano
Il Rotary Club Marina di Massa Riviera Apuana del Centenario ha recentemente ospitato l’ingegner Giuliano Arrighi per una relazione dedicata a un tema di grande rilevanza…

Protesta delle famiglie sotto al comune di Carrara per la chiusura dello spazio Verde Magico
Si sono riuniti, con striscioni di protesta, sotto al comune di Carrara, le mamme, i papà e le nonne dei bambini che frequentano lo spazio Verde Magico della…

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Mancano pochi giorni al 30 luglio 2025, scadenza dell'ultima proroga concessa per il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) in Regione Toscana e riprende il dibattito sul futuro possibile per l’ex Cava Viti (nei comuni di Montignoso e Pietrasanta). Il PAUR era stato sospeso dopo il crollo di uno dei muri di contenimento, verificatosi il 6 maggio 2024 (e la dispersione su strade e fossi di fanghi e percolati che hanno raggiunto anche il Lago di Porta), avviato dal gestore Programma Ambiente Apuane e volto a un sostanzioso incremento delle volumetrie autorizzate portando il riempimento del cratere non più a 48, bensì a 98 metri di altezza. Già nel luglio 2024 Legambiente aveva avanzato una proposta che potesse fermare definitivamente la discarica (e, a maggior ragione, il suo ampliamento) prevedendone una immediata riconversione ecologica, trasformando quel sedime in un grande parco fotovoltaico, che ne consentisse la riqualificazione, contestualmente alla sua chiusura e definitiva messa in sicurezza ambientale. Legambiente, coi circoli di Massa-Montignoso, Carrara e Versilia e il presidente regionale, Fausto Ferruzza tornano oggi a sollecitare sia le amministrazioni locali sia, soprattutto il gestore, ad accogliere questo progetto. «Il Comune di Montignoso ha manifestato interesse verso questa ipotesi e quello di Pietrasanta ha apertamente espresso contrarietà all’incremento delle volumetrie della discarica» sottolineano i presidenti dei due circoli, Francesco Rossi e Riccardo Cecchini. «Oggi la riproponiamo con forza, visto che uno degli argomenti di Programma Ambiente è che l’incremento delle volumetrie è necessario per rendere economicamente sostenibile la gestione post mortem della discarica». Invece che “capitalizzare” i conferimenti di rifiuti vari (spesso anche pericolosi, come l’amianto) Legambiente suggerisce a tutti una soluzione “sostenibile”, non solo dal punto di vista economico ma anche ambientale e sociale. Nei giorni scorsi Legambiente ha incontrato l’Assessore all’Ambiente del Comune di Montignoso, Giulio Francesconi, garantendo l’impegno dell’associazione a fianco dell’amministrazione per promuovere la chiusura della discarica, la sua messa in sicurezza e il rapido avvio delle attività per la realizzazione di un parco fotovoltaico. La cittadinanza ha tutto il diritto di vedere quel sito recuperato e trasformato in uno dei cantieri della transizione ecologica sollecitata dal Green Deal. È una proposta tutt’altro che aleatoria: Programma Ambiente Apuane è una controllata (85 per cento) di Alia Servizi Ambientali, che fra le altre controllate vede (36 per cento) Estra, società nata sempre da multiutility pubbliche e operante nel settore della produzione e vendita dell’energia elettrica. Sarebbe un’impresa tutt’altro che svantaggiosa: il perimetro “interno” (quello occupato dal corpo di discarica e dalle aree logistiche) è di circa 35 mila metri quadrati mentre l’invaso complessivamente (comprese le pareti e i fianchi dell’ex cava) si estende per quasi 75 mila metri quadratiNon solo: considerato quanto dichiarato dai vertici di Alia e di Estra, Irace e Macrì, nella conferenza stampa della multiutility Alia di presentazione del piano industriale, lo scorso 7 luglio, i vertici del gruppo non solo hanno sottolineato di voler puntare su una sempre maggior sostenibilità nello sviluppo del piano industriale, ma anche di voler – proprio sul piano dell’energia – realizzare entro il 2029 impianti fotovoltaici per . complessivi 520 megawatt. «Possono cominciare a sviluppare le rinnovabili proprio partendo da cava Fornace» sottolineano i vertici di Legambiente.
Considerato l’indice di potenzialità assegnato a Montignoso (1.212 kWh ogni kWp) si potrebbero installare pannelli fotovoltaici in grado di produrre da 7 a 8,5 milioni di kilowatt all'ora. «Da un impianto di questa portata – sottolinea Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana – potrebbe nascere nelle aree limitrofe (sia verso Montignoso, sia verso Pietrasanta) una CER, Comunità Energetica Rinnovabile, così finalmente, dopo anni di criticità ambientali tollerate, la popolazione potrà persino godere di qualche vantaggio da questo sito». In Italia (e in Europa) esistono già significative esperienze di riconversione energetica di discariche non più attive. Perché non trasformare un potenziale problema (la richiesta di ampliamento della discarica) in un’enorme opportunità per questo territorio? Tanto più, considerando che a breve il Ministero dell’Ambiente dovrà emanare il nuovo decreto sulle aree idonee, cui seguirà la legge regionale. Infine, a proposito di siti idonei, Legambiente sottolinea come sul territorio esistano altri due siti di discariche esauste, quella di Cermec nell’area di via Dorsale e quella di Asmiu, a Codupino, di proprietà pubblica. «Sono circa 35 mila metri quadrati che entro il 2026 saranno nella disponibilità di RetiAmbiente Spa, gestore unico di Ato Toscana Costa: anche per questi siti - concludono i vertici di Legambiente Toscana e i circoli apuo-versiliesi – sarebbe auspicabile che l’azienda pubblica avviasse progetti di loro riconversione a parchi fotovoltaici».
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“La situazione dello sgambatoio di Corso Rosselli è ormai diventata insostenibile” lo riferisce il consiliere di Fratelli d’Italia Massimiliano Manuel dopo aver effettuato un sopralluogo nell’unica area riservata ai proprietari di cani nel centro di Carrara. “Come Fratelli d'Italia Carrara – ha aggiunto Manuel - denunciamo il totale abbandono in cui versa un'area che, ogni giorno, viene frequentata da centinaia di persone e animali. Ad oggi non esiste alcuna cartellonistica che indichi in modo chiaro le regole di utilizzo dello spazio, i tempi di permanenza e i comportamenti da rispettare. L'area non viene pulita regolarmente ed è lasciata alla buona volontà di pochi frequentatori rispettosi e civili, che cercano di mantenere un minimo di decoro. Un'assenza di gestione che genera degrado e conflitti. Inaccettabile, inoltre, l'assenza totale di controlli da parte dell'amministrazione comunale. È doveroso perseguire chi non rispetta l'obbligo di raccogliere le deiezioni canine: non farlo significa tradire il senso civico e il rispetto per gli altri cittadini. Nei giorni scorsi è stato segnalato un episodio sconcertante: è apparso, affisso alla porta d'ingresso dello sgambatoio, un cartello artigianale stampato su un semplice foglio A4, senza alcun timbro o intestazione comunale, che annunciava una disinfestazione prevista per il 17 luglio dalle ore 23:00 alle 8:00 del giorno successivo. Un avviso privo di valore formale e senza riscontri concreti: pare infatti che l'intervento non sia mai stato eseguito, secondo quanto riferito dai residenti. Inoltre, nonostante il divieto indicato, l'area non è stata nemmeno chiusa a chiave, lasciandola accessibile durante le presunte operazioni.Fratelli d'Italia Carrara sollecita con forza l'amministrazione a predisporre un'adeguata segnaletica con il regolamento d'uso, chiara e ben visibile, come previsto dalla normativa; ad aumentare la frequenza della pulizia e della manutenzione dell'area; a prevedere controlli regolari e l'applicazione di sanzioni per chi non rispetta le regole e, infine, a valutare concretamente , come già proposto in consiglio comunale da Fratelli d'Italia, la creazione di un nuovo sgambatoio nel centro cittadino, per rispondere alle esigenze di un numero crescente di cittadini che possiedono animali. La cura degli animali, come quella degli spazi pubblici e dei cittadini, è segno di civiltà. Non servono parole, ma fatti. L'amministrazione smetta di chiudere gli occhi e si assuma la responsabilità di garantire decoro, sicurezza e rispetto per tutti”.
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Chiuso il chiosco di piazza Matteotti a Carrara, in cui si vendono i biglietti del bus di Autolinee Toscana: la segnalazione arriva dal consigliere dell'opposizione Massimiliano Brnardi che spiega: "I cittadini si sono ritrovati di fronte a un chiosco chiuso senza nessuna spiegazione. La biglietteria di Autolinee Toscane in Piazza Farini è rimasta inaccessibile di nuovi a causa della malattia dell’unico impiegato, senza alcuna sostituzione prevista. Un disservizio grave che si ripete sempre più spesso, nonostante le promesse di miglioramento del servizio da parte dell’amministrazione Arrighi e della stessa Autolinee Toscane sempre più distante dai cittadini. Un fatto che non è nuovo, ma che lascia sempre più sconcertati, soprattutto se si considera che ultimamente il sindaco Arrighi aveva messo in evidenza l’ampliamento degli orari di apertura del chiosco. Una comunicazione entusiasta e autocelebrativa che però stride con la realtà dei fatti: cosa se ne fanno i cittadini di orari aumentati, se poi la biglietteria resta regolarmente chiusa per mancanza di personale? Il silenzio dell’ amministrazione in merito a quest’ultimo episodio è quanto meno imbarazzante, la sua assenza nel prendere posizione – o peggio, nel pretendere un servizio dignitoso da parte di Autolinee Toscane – non è più tollerabile. Ma non è tutto perché come ho sottolineato tantissime volte senza ottenere risultati, la biglietteria è ospitata in un ex chiosco che non era nato per offrire un servizio pubblico permanente, tantomeno delicato come quello del trasporto urbano. Una struttura priva di comfort e protezione, inadatta sia per l’utenza, sia per i dipendenti: d’estate si muore di caldo, d’inverno si congela o si resta sotto la pioggia. È questa la visione di servizio pubblico in città? Un banchetto improvvisato che chiude alla prima assenza? Autolinee Toscane, dal canto suo, continua a collezionare disservizi, tra corse saltate, ritardi, e ora anche personale insufficiente perfino per garantire la presenza in biglietteria. Il tutto scaricato passivamente sui cittadini, che spesso devono arrangiarsi a comprare i biglietti online o affidarsi al bar di turno o restare a piedi. Carrara merita di più. I cittadini meritano un servizio di trasporto degno di questo nome, e soprattutto amministratori che sappiano vigilare, pretendere, intervenire.Non basta annunciare aperture e migliorie sui social: bisogna esserci quando le cose non funzionano, bisogna metterci la faccia anche nei disservizi, e pretendere rispetto da chi gestisce un servizio pubblico essenziale".
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Il comitato Ugo Pisa ha trovato un parallelismo tra lo scandalo legato al settore urbanistica del comune di Milano con la situazione di Massa: "L’inchiesta che ha coinvolto alcuni grandi nomi dell’urbanistica milanese ha portato a galla una verità che in molti, da anni, denunciano inascoltati: la pianificazione urbana è diventata terreno fertile per speculazioni, interessi privati e decisioni scollegate dal bene comune. Quello che emerge a Milano, infatti, non è un caso isolato. Anche nella nostra città di Massa e nel territorio apuano - tra comitati, associazioni e cittadini attivi – è da tempo che segnaliamo lo svuotamento del ruolo pubblico nella gestione del territorio. L’urbanistica sembra essere scomparsa. Al suo posto, una pioggia di rendering patinati, spesso privi di visione, senz’anima e privi di una reale utilità sociale. Il problema non sta solo nei progettisti, ma soprattutto in chi decide che cosa si progetta, per chi e con quale obiettivo. È una questione politica, e non solo tecnica. Una politica che ha abdicato alla responsabilità di pensare il futuro delle città, lasciando campo libero a una logica fondata sulla rendita immobiliare e sull’interesse privato. Come scrive Paolo Pileri, professore di Pianificazione territoriale al Politecnico di Milano: “Il territorio non ha più voce. È stato ridotto a una rendita o a una superficie da asfaltare. Le competenze pubbliche sono state svuotate, rese inerti. Si progetta con l’immagine, non con la conoscenza.”
(“Progettare la lentezza”, Altreconomia). Nel frattempo, mentre nel resto del mondo si toglie asfalto per piantare alberi e combattere le isole di calore, qui si continua a cementificare ogni spazio possibile. Si progettano infrastrutture che aumentano traffico e inquinamento, come la Variante Aurelia o la nuova Casa della Salute. Si affidano spazi pubblici al miglior offerente – come nel caso dell’aeroporto del Cinquale – senza una reale valutazione degli impatti ambientali o sociali. Si celebra lo “sviluppo” a ogni costo, come nell’ampliamento del porto o nelle attività estrattive che devastano le Apuane.
La trasformazione urbana è ormai guidata da un’ideologia neoliberale del suolo, che considera il territorio solo come una risorsa economica da sfruttare. Ed è un’ideologia trasversale: la destra la sostiene apertamente, spesso con la retorica della “semplificazione”; ma anche il centrosinistra, spesso, non si oppone più. Anzi, in certi casi, ne diventa esecutore silenzioso e compiaciuto. Ma le città, oggi, non respirano più. E la causa è una cultura politica e amministrativa che ha smesso di interrogarsi, di pianificare con lungimiranza, di agire per il bene comune.
Per questo, oggi più che mai, la politica urbana è una questione morale. Ogni decisione sulla trasformazione dello spazio è una scelta etica. Continuare a trattare la città come un oggetto da capitalizzare è una forma di violenza moderna, che ricade sulle persone: in termini di salute, stress, accessibilità, qualità della vita.
Serve una svolta. Non basta più parlare di trasparenza o partecipazione: bisogna ripensare da capo la direzione dello sviluppo urbano. Rimettere al centro le persone, il paesaggio, la vivibilità quotidiana.
Un’altra città è possibile. Una città per chi la vive, non per chi la consuma.
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"L'incendio che nella notte ha devastato una roulotte abitata nel campo rom di Lavello è l'inevitabile conseguenza di una situazione di illegalità e degrado che denunciamo da tempo. Questo episodio non è un caso, ma il sintomo di un problema cronico figlio di abusivismo, degrado e assenza del comune di Carrara. La realizzazione di insediamenti illegali, dove famiglie intere vivono ammassate in baracche e prefabbricati fatiscenti, in condizioni igienico-sanitarie inaccettabili, non può che alimentare tensioni sociali ed episodi come quello a cui abbiamo assistito". Così interviene l'onorevole Andrea Barabotti, deputato della Lega, in merito all'incendio scoppiato nel campo di Lavello.
"L'incendio- prosegue Barabotti-ha messo a nudo un'altra, gravissima, criticità: il rischio per la sicurezza degli occupanti, tra cui dei minori e dell'intera area circostante. Le fiamme hanno interessato fabbricati di cui non si conoscono i materiali di costruzione, verosimilmente infiammabili e tossici, e dotati di impianti elettrici e a gas completamente improvvisati e fuori norma. Il pericolo di esplosioni e di una rapida propagazione del rogo alle proprietà confinanti è stato concreto e rimane altissimo. Non si può più tollerare questa bomba a orologeria alle porte della città.Grazie alla Lega esiste un'ordinanza del Comune di Carrara che intima la demolizione di questi fabbricati abusivi, un atto che abbiamo sostenuto con forza e che rappresenta, insieme allo sgombero delle aree, l'unica via per ripristinare legalità e sicurezza. Quanto accaduto rende l'esecuzione di tale ordinanza non più procrastinabile" conclude l'onorevole.
Andrea Tosi consigliere comunale e segretario provinciale Lega contesta: "È preciso onere e responsabilità della sindaca di Carrara, Serena Arrighi, agire immediatamente per far adempiere a quanto previsto. Deve garantire la salute e l'incolumità dei residenti del campo, e quella dei cittadini confinanti, esposti a rischi inaccettabili. La legalità non è un'opzione: è un dovere da applicare, ora più che mai. Come Lega continueremo a monitorare la situazione. Sull'episodio presenterò un'interrogazione in Consiglio comunale ".
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“Già in data 26 luglio 2024 e 14 ottobre 2024 attraverso la stampa locale avevo segnalato le allora gravi criticità del servizio di trasporto pubblico a Colonnata, con particolare riferimento all'utilizzo di navette inadeguate, non accessibili e pericolose per anziani e persone con disabilità” a scrivere è il consigliere di Fratelli d’Italia Massimiliano Manuel. “Anche gli studenti della frazione che frequentano gli istituti cittadini – prosegue il consigliere di opposizione - lamentavano problematiche con le coincidenze da carrara centro al paese poi risolte dopo la nostra pressante richiesta. Oggi, come riportato da nuovi articoli di stampa, emergono ulteriori elementi allarmanti: il manto stradale dissestato e la vegetazione che invade la carreggiata rappresentano un serio pericolo per residenti e visitatori, con episodi di infortunio già segnalati. Si tratta di una situazione indegna per un luogo simbolo del nostro territorio, conosciuto in tutto il mondo per il suo patrimonio gastronomico e culturale. Fratelli d'Italia si chiede – afferma il consigliere Manuel – come sia possibile che, di fronte a problemi così evidenti e documentati, l'amministrazione resti completamente sorda".
Aggiunge il consigliere: “Ho inoltre più volte chiesto, anche nelle commissioni competenti, di poter organizzare incontri con i residenti e gli operatori commerciali di Colonnata, al fine di affrontare in modo diretto e concreto le numerose criticità che affliggono la frazione:
- la carenza di parcheggi,
- il decoro urbano inadeguato,
- la mancanza di orari di trasporto compatibili con la frequentazione turistica serale, fondamentale per le attività legate al lardo IGP di Colonnata.
Noi di Fratelli d'Italia – conclude Manuel - ribadiamo la necessità di un intervento urgente e strutturale, che coinvolga cittadini e categorie economiche, affinché Colonnata torni ad essere valorizzata e rispettata, non solo nelle parole ma nei fatti. Non si può promuovere il territorio a parole e poi abbandonare i suoi luoghi più preziosi all'incuria e al disinteresse".
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La sezione Massa Montignoso di Italia Nostra ha fatto un appello al presidente nazionale per salvaguardare i toponimi storici della città di Massa: “A Massa, nel corso degli anni, sono stati sostituiti antichi toponimi di vie e piazze con delibere comunali, avallate dalla Prefettura, cancellando così parte della storia della città. Ad esempio la “strada di Baccio”, poi via del Tribunale ed oggi via Teresa Pamphili; l’antichissima via del Paradiso nel centro storico, diventata via Pedemontana e oggi via Bigini; l’antica via di Pontemoro, ora via Luigi Staffetti. Ultimo in ordine di tempo è il caso dell’aeroporto che si intitolava “Massa-Cinquale” dedicato ai piloti Massoni e Brizzola, ma che la nuova gestione da parte di una società svizzera ha deciso, con l’appoggio del comune di Massa, di chiamarlo in “Aeroporto dei Marmi - Massa - Versilia “, strizzando l’occhio alla vicina e più nota Forte dei Marmi e associandosi alla Versilia, territorio a noi confinante. Il toponimo di Massa deriva dalla pars massaricia della villa romana, del basso impero, e poi della curtis dell’alto medioevo con la Massa vetere del Marchese Alberto II degli Obertenghi dove ritroviamo il sistema della divisione in pars dominica e la pars massaricia, in seguito passa in secondo piano, mentre sparisce del tutto l’antichissimo toponimo di Cinquale che deriva dalla centuriazione dell’agro massese del 177 a.C. e si riferisce al quinto cardo della centuriazione. L’amministrazione comunale ha proposto Massa come capitale della cultura adottando lo slogan ” Massa, la luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia.” ma la luna e la pietra non c’entrano per niente e neppure il Tirreno, essendo il mare quello Ligure. Inoltre il regolamento comunale della toponomastica è chiaro : “Nessuna denominazione può essere attribuita senza l’autorizzazione del Prefetto, udito il parere obbligatorio seppur non vincolante della Commissione Toponomastica”, ma il cambio di nome dell’aeroporto del Cinquale è stato fatto arbitrariamente. Un vero e proprio vulnus perpetrato col tacito assenso dell’amministrazione comunale. Ci chiediamo a che titolo e quali vantaggi porti un tale cambiamento che deve essere sottoposto alla Commissione toponomastica, al parere della Deputazione di Storia Patria e soprattutto al benestare del Prefetto che invitiamo a non dare l’assenso. I toponimi storici, ovvero i nomi di luogo legati alla storia di un territorio, sono un patrimonio culturale immateriale da proteggere. Essi rappresentano una preziosa fonte di informazioni sull'ambiente, la società e l'identità di un luogo nel passato. La loro conservazione è importante perché, con il passare del tempo e le trasformazioni del territorio, rischiano di scomparire, cancellando tracce importanti della storia locale”.
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Per il Polo Progressista e di Sinistra, composto da M5S RC e Mcc, chi risponde in nome e per conto di GAIA Spa non ha ben chiara la differenza tra efficace ed efficiente e non ha forse ben chiaro cosa sia il peso delle bollette in una famiglia. Preoccupa che non si abbia la minima idea di come la società pubblica rappresenti una infrastruttura fondamentale della vita quotidiana delle persone. Tecnicamente il bilancio è indiscutibile, tanto che nella nostra critica mai lo abbiamo messo in discussione -gestione efficiente-, ma rimarchiamo, anche e soprattutto a seguito della risposta della società, che non è stata una gestione efficace. L' oggetto sociale di GAIA Spa è infatti distribuire acqua, renderla disponibile a tutta la popolazione, nessuno escluso. Efficace sarebbe stato secondo noi, arrivare in assemblea dei soci con un accantonamento al fondo per gli investimenti e al fondo utenze disagiate molto più consistente. Questo avrebbe permesso di abbattere le tariffe che l' autorità nazionale ha aumentato e permesso quindi ad un maggior numero di persone di avere acqua a costi adeguati alle proprie condizioni.Riteniamo che, non i tecnici contabili della società, ma i sindaci, soprattutto quelli che detengono la maggioranza dei voti cioè dei comuni di Massa, Carrara e Viareggio, avrebbero potuto fare scelte differenti anziché accettare di aumentare il valore patrimoniale della società avrebbero potuto pensare di più alle fasce povere dei loro territori, quelle che spesso sono costrette a bussare alla porta dei servizi sociali. Ribadiamo qua, e lo faremo nelle sedi opportune, che GAIA deve essere al servizio della cittadinanza e non il contrario. Quando realizzi un utile 12 volte più alto rispetto a quello dell' anno precedente "quasi unicamente" frugando nelle tasche della gente comune, significa che non stai seguendo l'obiettivo sociale della società. Poco rileva quello che hai fatto dal 2011 se non sei cosciente di quello che dovresti fare oggi. Ed è bene che gli utenti lo sappiano.
- Azione U30 Massa: soddisfatti per la riapertura della Biblioteca, una risposta concreta alla città
- Ponticello in legno sul fiume Frigido in stato di degrado: il consigliere Tarantino e il comitato "Tra la Gente" chiedono un intervento immediato
- Ferro non zincato nel cantiere della scuola Buonarroti: il consigliere Mirabella sottolinea i ritardi, gli aumenti di spesa e le mancate risposte dell’amministrazione
- Feneal Uil: rinnovato il contratto nazionale lapideo e materiale da escavazione
- Fondazione Antonino Capponnetto fa il punto sulla situazione apuana in attesa della Commissione Parlamentare antimafia
- "Gravi violazioni al Consorzio di Bonifica Toscana Nord. Sodini non rispetta la democrazia né la parità": la critica di Teresa Baldini
- Bonifica SIN Massa Carrara: onorevole Barabotti (Lega), "Passo decisivo per il risanamento ambientale del nostro territorio"
- Il Polo P&S: Ronchi-Poveromo è il futuro dell’adattamento climatico della città
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- Terreno fortemente inquinato e in zona di grande degrado: Maria Mattei spiega in consiglio comunale perchè i cittadini protestano contro la costruzione di alloggi Erp in via Murlungo ad Avenza


