Politica
Gravi carenze nella gestione della sicurezza idraulica: Benedetti e Rivieri di Futuro Nazionale fanno un esposto contro l’amministrazione di Massa per le responsabilità nei danni del maltempo
Mauro Rivieri in qualità di Coordinatore Provinciale e Stefano Benedetti di responsabile Enti Locali del Movimento Futuro Nazionale hanno fatto un esposto contro l’amministrazione di Massa ritenendola responsabile…

Commissione urgente per gli allagamenti causati dal maltempo: la richiesta del consigliere Tarantino
Massa, allagamenti in città: il consigliere Tarantino chiede una commissione urgente sulle criticità nelle frazioni. Tornano gli allagamenti e con essi le polemiche. Dopo le ultime piogge, diverse…

Pontile di Massa, fondi pubblici o assicurazione? Il dibattito divide la città secondo il consigliere Pd Daniele Tarantino
Torna al centro del dibattito cittadino il tema del pontile e delle risorse destinate ai suoi interventi. Dopo lo stanziamento di fondi pubblici per lavori e manutenzione, si…

Degrado Lavello, Barabotti e Tosi (Lega): «Inerzia di Carrara mette a rischio sicurezza e ambiente. Comune responsabile»
«Le immagini che arrivano dalla zona del Lavello confermano una situazione ormai fuori controllo. Non è solo una questione di decoro: qui siamo di fronte a…

Carrara, Campione (FdI): “Più entrate ma tasse alte e una città che soffre, la sindaca Arrighi spieghi dove vanno a finire i soldi”
«Carrara incassa come una grande città ma continua a far pagare ai cittadini tasse ben sopra la media, senza garantire servizi adeguati. È un paradosso che…

Nasce il nuovo direttivo provinciale di Fipe Baristi Massa Carrara: Thomas Bini è il presidente
Prosegue il grande impegno sindacale sul territorio di Massa Carrara da parte di Confcommercio, che nella giornata di giovedì scorso ha formalizzato la nascita del nuovo…

Il Polo P&S: il Presidente Incoronato deve rispettare le leggi della Repubblica
Il Polo Progressista e di Sinistra ha richiesto per la terza volta, in poco più di un anno, l’intervento del Prefetto di Massa Carrara per attivare…

"Insicurezza non più tollerabile": il commento di Rossella Lera di Patto per il Nord Toscana sulla rissa avvenuta in centro a Carrara
Sull'episodio di violenza avvenuto il 30 aprile in via Roma interviene Rossella Lera, Responsabile Consulta Giustizia Patto per il Nord-Toscana: "L'episodio di violenza del 30…

Gruppo consigliare lista Serena Arrighi sindaca: “La nostra opposizione sembra aver ormai scelto la via della mistificazione e dello stravolgimento della realtà su qualsiasi tema come filo conduttore per la campagna elettorale per il 2027”
"La nostra opposizione sembra aver ormai scelto la via della mistificazione e dello stravolgimento della realtà su qualsiasi tema come filo conduttore per la campagna elettorale…

Simone Caffaz, consigliere comunale di opposizione Carrara: "Il premio patacca: capitale regionale ma 0 euro dalla Regione"
"L'ansia di dimostrare di aver fatto qualcosa anche nel settore culturale e artistico ha indotto l'amministrazione carrarese a superare ampiamente il senso del ridicolo nella vicenda…

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Fratelli d’Italia non lascia cadere nel nulla l’appello che arriva dalla Lunigiana: lo stato delle strade di collegamento con la costa è ormai insostenibile e rischia di isolare un’intera parte della nostra provincia ad affermarlo sono il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Marco Guidi e il capogruppo a Carrara Massimiliano Manuel. Le strade provinciali, ridotte a un colabrodo, rappresentano oggi il simbolo di un territorio dimenticato. Buche, dissesti, carreggiate impraticabili non solo rendono impossibile muoversi senza imboccare l’autostrada, ma scoraggiano anche turismo, lavoro e sviluppo economico. È lo scollamento sempre più evidente di una parte importante della provincia di Massa Carrara, che non può più aspettare. Questa situazione è figlia di anni di immobilismo: promesse elettorali ripetute a ogni campagna, mai seguite da interventi concreti né in Provincia né in Regione. Per Fratelli d’Italia è necessario un intervento di manutenzione urgente sulle direttrici Carrara–Fivizzano e costa–Lunigiana. "Oggi - continuano da Fratelli d'Italia - assistiamo ad una provincia di fatto divisa. La Lunigiana non può essere considerata una periferia dimenticata: è parte vitale della provincia di Massa Carrara e deve essere collegata in modo sicuro ed efficiente con la costa.Fratelli d’Italia porterà questo tema in ogni sede istituzionale, con la determinazione di chi non accetta più che intere comunità vengano isolate dall’incuria e dall’inerzia di chi ha governato provincia e regione Toscana, fino a oggi.
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"L'aumento del numero delle microcar elettriche in città è un fenomeno che merita attenzione da parte della politica e in particolare delle amministrazioni comunali; per questo ho voluto portare in aula, attraverso un’interrogazione, il tema degli stalli di parcheggio, per un loro consapevole utilizzo. Capita di vederle parcheggiate sia negli stalli dei ciclomotori come in quelli delle auto, dunque ho ritenuto opportuno capire quale fosse la modalità di parcheggio in linea con il Codice della Strada" afferma la consigliera Bennati. “Dalla risposta dell’assessore Acerbo è emerso che i quadricicli non possono essere parcheggiati negli stalli dei ciclomotori. A mio avviso questo pone un problema e impone la necessità di una riflessione sul futuro della mobilità cittadina. Bisognerà nel più breve tempo possibile trovare una soluzione all'aumentata domanda di parcheggio dovuta alle microcar che necessitano solo di mezzo stallo auto occupandone però uno. Mi farò carico di portare il tema della creazione di stalli specifici per le microcar elettriche all’attenzione dell’amministrazione comunale” sottolinea Bennati.
Il Polo Progressista e di Sinistra, composto da M5S RC e Mcc, rileva come ogni bisogno che emerge in città sul tema della mobilità e del traffico trova in maniera sistematica l’inerzia dell’amministrazione Persiani. Molte famiglie hanno risposto al bisogno di mobilità e allo stesso tempo di sicurezza stradale degli adolescenti, con l’acquisto di microcar elettriche. Conciliare i tempi di vita dei genitori che lavorano con quelli delle molteplici attività degli adolescenti è uno dei problemi che le famiglie incontrano nella loro vita quotidiana. In questi sette anni il Sindaco Persiani non ha attuato alcuna politica amministrativa per creare una rete infrastrutturale ciclabile degna di questo nome, a meno che non ritenga dei monconi ciclabili voluti dall’ex assessore Guidi un successo amministrativo. Non c’è neppure stata una revisione radicale in senso ambientale della mobilità cittadina e quindi le persone hanno risposto a un bisogno con una scelta personale. Questa è la dimostrazione del fallimento delle politiche del Sindaco Persiani che, sulla mobilità e sul traffico, non ha mai fornito una risposta collettiva e pubblica ai bisogni individuali delle persone e i bisogni della cittadinanza.
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"Tutti possono sbagliare, anche i sindaci di Montignoso e presidenti della provincia, soprattutto quando parlano di argomenti su cui non hanno il necessario supporto culturale. L'importante è che ne siano consapevoli e che quando sbagliano chiedano scusa, cosa che è sempre un gesto nobile" Esordisce così il consigliere comunale di Carrara Simone Caffaz nella risposta indirizzata al presidente della Provincia Gianni Lorenzetti che aveva, a sua volto, voluto puntualizzare alcuni concetti espressi nella fiaccolata per la pace di sabato 6 settembre.
"Invece Gianni Lorenzetti - continua Caffaz - ha preferito fare la vittima, lamentare non meglio precisati complotti politici ed elettorali, sostenere di essere stato offeso e addirittura minacciato e non solo non si è scusato, ma non è neppure entrato nel merito delle contestazioni che gli ho sollevato.Partiamo dal presupposto che io non ho offeso e tantomeno minacciato nessuno, e se Lorenzetti la pensa diversamente può sempre rivolgersi a un magistrato per dirimere la questione. Ho affermato, e confermo oggi, che il suo intervento di sabato sera, e non lui come persona, aveva tratti inequivocabilmente antisemiti e ho argomentato in dettaglio questa mia affermazione: attribuire indistintamente la responsabilità della guerra di Gaza agli israeliani, a tutti gli israeliani, farlo subito dopo nei confronti degli ebrei probabilmente senza conoscere la differenza tra i due gruppi sociali, paragonare la guerra di Gaza alla Shoah, disconoscendo l'unicità di quest'ultima, dandone ancora agli ebrei la colpa, creare un'allucinata dicotomia tra gli ebrei ricchi e potenti e il popolo oppresso che ad essi deve ribellarsi, non essersi minimamente scalfito, né aver preso le distanze da una parte dei manifestanti che, nel momento in cui lui ha pronunciato per l'ennesima volta la parola ebrei, ha cominciato a gridare "Assassini assassini". Quanto ho appena citato non me lo sono inventato, ma si può facilmente riscontrare in un video che lo stesso Lorenzetti ha pubblicato sui propri canali social, non rendendosi conto della gravità della cosa e probabilmente neppure del suo stesso significato. E che tutto ciò abbia significati antisemiti non è una mia opinione personale, ma un fatto oggettivo: generalizzare una responsabilità a tutto il popolo israeliano è antisemita, generalizzare una responsabilità a tutti coloro che si riconoscono nella religione ebraica è antisemita, sostenere che gli ebrei sono ricchi e potenti e guidano il mondo è antisemita, paragonare la guerra a Gaza alla Shoah è revisionismo storico, fomentare una piazza che al termine del proprio intervento grida "assassini" all'indirizzo degli ebrei è antisemita. Ora, io questi concetti li ho spiegati tante volte all' "uomo della strada", ma se mi trovo a doverli spiegare al sindaco di una città e presidente di una provincia che rivendica la propria posizione e rilancia le proprie teorie, significa che abbiamo un problema. Che c'entra poco, contrariamente a quanto afferma Lorenzetti, con la prossima tornata elettorale, visto che io, a differenza sua, non sono candidato e non ho alcun interesse personale in campo. C'entra invece con i valori che stanno a fondamento del nostro ordinamento costituzionale e che un sindaco e presidente della provincia dovrebbe possedere. E c'entra con la conoscenza di quel poco di storia, geografia e di composizione dei gruppi sociali, che una persona che, ugualmente, ricopre i suoi incarichi dovrebbe possedere. Quindi, piuttosto che rilanciare aggravando la sua posizione, se la sua era solo ignoranza dovrebbe scusarsi pubblicamente. Ma se non è così è molto peggio perché dimostra di essere carente di quei valori che sono un prerequisito indispensabile per chi ricopre tanto importanti cariche pubbliche e quindi dovrebbe dimettersi".
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Hanno pompato l’evento per giorni, sottolineando che si trattava di una manifestazione pacifica, pacificante, che chiedeva solo una pace disarmata e disarmante. Teoricamente, anche non politica, anche perché tra i primi organizzatori c’era proprio l’Azione Cattolica e la Curia di Massa Carrara, con tanto di frate vescovo in prima fila, ma, subito sono cominciate le adesioni politiche, Cgil in primis, e quindi, in realtà, di non politico non c’era proprio nulla. Ma vabbè…qualcuno ha ancora creduto che lo scopo fosse veramente quello di manifestare per la pace, che, ancora teoricamente, dovrebbe voler dire avere a cuore le sofferenze di tutti, e non schierarsi con violenza contro qualcuno; dovrebbe, proprio per il nesso fondante del concetto di pace, essere aperta e inclusiva verso chiunque condivida e persegua la fine di ogni guerra e non fare cori di odio all’indirizzo di qualcuno, indicato da rappresentanti delle istituzioni, che, peraltro, per il proprio ruolo dovrebbero essere i primi a ricordarsi di rappresentare un’intera comunità e non solo quelli che votano per il loro partito. E, tuttavia, è esattamente, quanto è successo nella “manifestazione per una pace disarmata e disarmante” che si è tenuta sabato 6 settembre a Massa, con il momento clou - i proclami politici di alcuni partecipanti – proprio sotto il duomo di Massa e la sede della Curia, cioè nei luoghi simbolo di quella chiesa che, ancora, ancora, teoricamente, dovrebbe accogliere tutti e soprattutto non offendere popoli interi dandogli degli assassini. La folla abbondantemente armata di striscioni, bandiere della Palestina, e odio violento verso gli ebrei in generale, da quelli morti nei campi di concentramento a quelli che, oggi, hanno famigliari rapiti e uccisi da Hamas, sollecitata dal presidente della Provincia Gianni Lorenzetti, ha, infatti, cominciato a urlare “assassini” riferito agli ebrei. Non, se mai, agli israeliani che approvano la reazione dell’attuale premier Netanyahu all’attacco del 7 ottobre, ma proprio all’intera stirpe e a tutti coloro di religione ebraica che vivono in qualsivoglia parte del mondo. Come, ad esempio, il consigliere del comune di Carrara Simone Caffaz, di religione ebraica, che non ha potuto non sentirsi toccato dal messaggio feroce lanciato da quella che si era stata spacciata per “manifestazione per la pace”. Assassini: generico, pregiudizievole, discriminatorio, razzista e soprattutto estremamente violento e fomentatore di odio. Chiedere la pace fomentando l’odio è come urlare per chiedere il silenzio. Una gravissima offesa alla storia, a un popolo, a una religione e al buon senso di tanta gente che condanna davvero la guerra e non la usa per raccogliere consensi politici.
Ecco la riflessione che Simone Caffaz ha postato sulla sua pagina facebook: “Sono avvilito, incredulo e sconcertato dalla manifestazione organizzata dalla curia ieri sera a Massa. L'apice è stato toccato con il discorso del presidente della provincia Gianni Lorenzetti, che ha parlato a nome di tutte le istituzioni della provincia, senza che nessuno dei presenti dissentisse o prendesse le distanze. Anche se Lorenzetti non è nuovo ad iniziative “opinabili” sul tema, lo conosco come una persona scaltra ma mite e moderata e mai mi sarei aspettato da lui un intervento che potrebbe essere letto a scuola come emblematico del nuovo antisemitismo. Siccome conosco già la facile obiezione (“la buttate sempre sull'antisemitismo”), proverò a spiegare in dettaglio il concetto e quindi perché il suo intervento è simbolico del nuovo antisemitismo.
Innanzitutto perché crea un'equazione tra la Shoah e la guerra a Gaza (“Quel popolo che ha subito tante privazioni nei campi di concentramento sta esercitando nei confronti di un altro popolo quello che loro avevano subito e questo è inconcepibile”). Al di là del fatto che chiunque non sia obnubilato da un'ottusa faziosità non puo' che vedere le abnormi differenze tra i due fatti storici (il razzismo di stato, le leggi razziali, le discriminazioni, la creazione dei ghetti, il sequestro dei beni, le persecuzioni, gli omicidi sommari e di massa, l'impossibilità di trovare una salvezza, la creazione della macchina della morte, i campi di sterminio, ecc. ecc.), l'“Unicità della Shoah” fu un concetto coniato dal premio nobel per la pace Elie Wiesel nel 1969 e da allora fatto proprio dalla quasi totalità della storiografia, eccezion fatta per qualche storico di estrema destra che, non a caso, è stato nel tempo accusato di “negazionismo”. Lorenzetti nel suo intervento ha quindi negato l'unicità della shoah, creando una similitudine con la guerra di Gaza che, comunque la si pensi, è imparagonabile alla shoah per grandezza, modalità, dimensioni, ecc. ecc. Inutile ricordare che questo, soprattutto a sinistra, era un argomento tabù fino a un paio di anni fa, tale da far considerare un paria culturale chiunque lo usasse.
Lorenzetti in realtà ha fatto anche peggio perché, dimenticandosi di Hamas e di tutto il resto, ha attribuito la responsabilità della guerra a Gaza non agli israeliani (cosa già di per sé razzista, come dimostrano le ripetute e partecipate manifestazioni di dissenso alle politiche del governo Netanyahu a cui hanno aderito centinaia di migliaia di israeliani) ma al “popolo che ha subito tante privazioni nei campo di concentramento” e cioè agli ebrei creando una inaudita responsabilità collettiva dall'appartenenza a un credo religioso. L'ebreo quindi è colpevole, in quanto tale, della “nuova shoah”, quella che sta “esercitando” (verbo usato da Lorenzetti) a Gaza.
A quel punto si leva dal pubblico il coro “Assassini, assassini” indirizzato agli ebrei: di quelli stava parlando Lorenzetti. E già, gli ebrei sono assassini, lo sono sempre stati per la vulgata per quei pregiudizi che oggi vengono ravvivati. Hanno innanzitutto assassinato Gesù Cristo, ma poi secondo una teoria molto diffusa nelle comunità cristiane anche i bambini, facendo uso del loro sangue per scopi magico-religiosi. Questa è stata la falsa credenza durata secoli nel Medioevo e oltre, credenza che ha prodotto una minaccia costante per le comunità ebraiche, i cui membri in ogni momento potevano essere accusati dell’atroce delitto, divenendo vittime di linciaggi, processi sommari, espulsioni. “Assassini” grida il "popolo". Il tutto mentre il vescovo, organizzatore della serata, tace e non dissente.
Ma torniamo a Lorenzetti perchè il meglio (o il peggio) per lui deve ancora arrivare. Con un italiano stentato e un linguaggio totalmente inappropriato, dimostra di non sapere cos'è la Giornata della memoria istituita nel 2000 (“la celebriamo da 80 anni” afferma stufato), insiste nel confondere israeliani ed ebrei (“nel disastro di quell'ottobre sono stati rapiti e uccisi gli ebrei”) e infine, non pago, tira fuori il più grande, banale e allucinato pregiudizio: gli ebrei per Lorenzetti sono ricchi e potenti. “Il mondo – afferma il presidente della provincia – che oggi vediamo va in una direzione sbagliata, quella del potere di chi è sempre più ricco e vuole diventare ancora più ricco perchè, attraverso la ricchezza, esercita il potere”. Però per Lorenzetti, fortunatamente, c'è un altro potere, quello “del popolo e della gente, è la vostra indignazione che si deve far sentire per far cambiare le cose”. Quindi, da una parte gli ebrei ricchi e potenti che vogliono dominare il mondo e dall'altra il popolo che deve reagire e si deve indignare.
Se non avessi sentito con le mie orecchie queste frasi, ripostate da un iper-eccitato Lorenzetti sui propri canali social probabilmente non rendendosi conto dello stesso significato delle sue parole, giuro che non ci avrei creduto. Questo però deve indurre tutti, al fine di coltivare ancora qualche speranza, a riflettere su quale sia il grado di fanatismo, disinformazione e falsificazione storica raggiunti nel dibattito pubblico e di come, ancor prima di guardare quello che succede in giro per il mondo, sia importante guardare cosa succede da noi, in Italia, a Massa-Carrara, ora. Perchè, come dice Lorenzetti, saremo anche “medaglia d'oro al valor militare”, ma a quella medaglia non stiamo facendo onore”.
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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato diffuso dal consigliere dell'opposizione del comune di Carrara Simone Caffaz che replica alle recenti dichiarazioni rilasciate da Gianni Lorenzetti, sindaco di Montignoso e presidente della provincia di Massa e Carrara, in occasione della "Fiaccolata per la pace" organizzata sabato 6 settembre.
"Sono avvilito, incredulo e sconcertato dalla manifestazione organizzata dalla curia - sabato 6 settembre - a Massa. L'apice è stato toccato con il discorso di Gianni Lorenzetti, che ha parlato a nome di tutte le istituzioni della provincia, senza che nessuno dei presenti dissentisse o prendesse le distanze. Anche se Lorenzetti non è nuovo ad iniziative "opinabili" sul tema, lo conosco come una persona scaltra ma mite e moderata e mai mi sarei aspettato da lui un intervento che potrebbe essere letto a scuola come emblematico del nuovo antisemitismo. Siccome conosco già la facile obiezione - "la buttate sempre sull'antisemitismo" -, proverò a spiegare in dettaglio il concetto e quindi perché il suo intervento è simbolico del nuovo antisemitismo.Innanzitutto perché crea un'equazione tra la Shoah e la guerra a Gaza - "Quel popolo che ha subito tante privazioni nei campi di concentramento sta esercitando nei confronti di un altro popolo quello che loro avevano subito e questo è inconcepibile" -. Al di là del fatto che chiunque non sia obnubilato da un'ottusa faziosità non puo' che vedere le abnormi differenze tra i due fatti storici - il razzismo di stato, le leggi razziali, le discriminazioni, la creazione dei ghetti, il sequestro dei beni, le persecuzioni, gli omicidi sommari e di massa, l'impossibilità di trovare una salvezza, la creazione della macchina della morte, i campi di sterminio, ecc. ecc.- , l'"Unicità della Shoah" fu un concetto coniato dal premio nobel per la pace Elie Wiesel nel 1969 e da allora fatto proprio dalla quasi totalità della storiografia, eccezion fatta per qualche storico di estrema destra che, non a caso, è stato nel tempo accusato di "negazionismo". Lorenzetti nel suo intervento ha quindi negato l'unicità della shoah, creando una similitudine con la guerra di Gaza che, comunque la si pensi, è imparagonabile alla shoah per grandezza, modalità, dimensioni, ecc. ecc. Inutile ricordare che questo, soprattutto a sinistra, era un argomento tabù fino a un paio di anni fa, tale da far considerare un paria culturale chiunque lo usasse.Lorenzetti in realtà ha fatto anche peggio perchè, dimenticandosi di Hamas e di tutto il resto, ha attribuito la responsabilità della guerra a Gaza non agli israeliani - cosa già di per sé razzista, come dimostrano le ripetute e partecipate manifestazioni di dissenso alle politiche del governo Netanyahu a cui hanno aderito centinaia di migliaia di israeliani - ma al "popolo che ha subito tante privazioni nei campio di concentramento" e cioè agli ebrei creando una inaudita responsabilità collettiva dall'appartenenza a un credo religioso. L'ebreo quindi è colpevole, in quanto tale, della "nuova shoah", quella che sta "esercitando" - verbo usato da Lorenzetti - a Gaza. A quel punto si leva dal pubblico il coro "Assassini, assassini" indirizzato, ripeto, agli ebrei perchè di quelli stava parlando Lorenzetti. E già, gli ebrei sono assassini, lo sono sempre stati per quei pregiudizi che oggi vengono ravvivati. Hanno assassinato innanzitutto Gesù Cristo, ma poi secondo una credenza molto diffusa nelle comunità cristiane anche i bambini facendo uso del loro sangue per scopi magico-religiosi. Questa è stata la falsa credenza durata secoli nel Medioevo e oltre, credenza che ha prodotto una minaccia costante per le comunità ebraiche, i cui membri in ogni momento potevano essere accusati dell'atroce delitto, divenendo vittime di linciaggi, processi sommari, espulsioni. "Assassini". Il tutto mentre il vescovo, organizzatore della serata, non solo non diceva una parola di dissenso. Ma torniamo a Lorenzetti perchè il meglio - o il peggio - per lui deve ancora arrivare. Con un italiano stentato e un linguaggio totalmente inappropriato, dimostra di non sapere cos'è la Giornata della memoria istituita nel 2000 - "la celebriamo da 80 anni" afferma stufato -, insiste sulla confusione tra israeliani ed ebrei - "nel disastro di quell'ottobre sono stati rapiti e uccisi gli ebrei" - e infine, non pago, tira fuori il più grande, banale e allucinato pregiudizio: gli ebrei per Lorenzetti sono ricchi e potenti. "Il mondo – afferma il presidente della provincia – che oggi vediamo va in una direzione sbagliata, quella del potere di chi è sempre più ricco e vuole diventare ancora più ricco perchè, attraverso la ricchezza, esercita il potere". Però per Lorenzetti, fortunatamente, c'è un altro potere, quello "del popolo e della gente, è la vostra indignazione che si deve far sentire per far cambiare le cose". Quindi, da una parte gli ebrei ricchi e potenti che vogliono dominare il mondo ai danno del popolo che deve reagire e si deve indignare. Se non avessi sentito con le mie orecchie queste frasi, ripostate da un iper-eccitato Lorenzetti sui propri canali social probabilmente non rendendosi conto dello stesso significato delle sue parole, giuro che non ci avrei creduto. Questo però deve indurre tutti, al fine di coltivare ancora qualche speranza, a riflettere su quale sia il grado di fanatismo, disinformazione e falsificazione storica raggiunti nel dibattito pubblico e di come, ancor prima di guardare quello che succede in giro per il mondo, sia importante guardare cosa succede da noi, in Italia, a Massa-Carrara, ora. Perchè, come dice Lorenzetti, saremo anche "medaglia d'oro al valor militare", ma a quella medaglia non stiamo facendo onore".
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Ci saranno anche i rappresentanti dell'amministrazione massese alla fiaccolata per la pace prevista per sabato 6 settembre a Massa. Ecco l'annuncio degli amministratori: "Come amministrazione comunale condividiamo profondamente lo spirito con cui la Diocesi di Massa Carrara – Pontremoli ha voluto promuovere per domani sera una fiaccolata per la pace.La pace non è un concetto astratto: è un bisogno concreto e urgente, che interpella la coscienza di ciascuno di noi e che deve essere richiesto con forza a tutte le parti coinvolte in qualunque conflitto. Solo scegliendo il dialogo sarà possibile restituire speranza ai popoli e permettere a ogni comunità di tornare a guardare al proprio futuro con fiducia. Il dialogo e il rispetto reciproco, anche tra posizioni e culture diverse, sono strumenti imprescindibili per costruire una società giusta e solidale. Ognuno di noi, nel proprio ruolo, è chiamato a fare la sua parte in questo percorso. Iniziative come questa fiaccolata hanno il grande merito di non puntare il dito contro nessuno, ma di tenere alta l’unica richiesta che davvero conta per noi: pace, per tutti e ovunque. Ringraziamo il Vescovo Fra’ Mario e la Diocesi per questo invito alla speranza, che unisce e non divide, che ci ricorda che la pace è la più disarmante e la più disarmata delle forze e che siamo tutti dalla sua parte".
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"Un’altra donna è morta pedalando in bicicletta sulle nostre strade e ancora una volta è una turista. Non sono accettabili i decessi stradali perché l’infrastruttura ciclabile della nostra città non è all’altezza delle sfide che una città moderna deve saper cogliere. Possiamo ancora tollerare che si perda la vita pedalando in città?" dichiara la consigliera Bennati. “Ho dovuto ascoltare negli ultimi mesi risposte superficiali, da parte dell’amministrazione, a ogni mia interrogazione sulla condizione dell’infrastruttura ciclabile massese. La risposta sulla mancanza di segnalazioni per la ciclabile che scorre lungo l’Aurelia credo rimarrà nella storia politica della città come emblema di pessimo governo del territorio. ” sottolinea Bennati. Il Polo Progressista e di Sinistra, composto da M5S RC e Mcc, da due anni chiede in maniera sistematica all’amministrazione Persiani di affrontare il tema della mobilità e del traffico. Riteniamo preoccupante che la mancanza di infrastrutture adeguate per chi pedala nella nostra città possa aumentare la probabilità di morire. Occorre creare le condizioni per dotare la città di una infrastruttura ciclabile moderna; continuando con il modello auto/camion Massa diventerà una città sempre meno attrattiva e inadatta a soddisfare i bisogni delle persone. Ci sorprende che questo stato di cose non veda gli operatori del turismo in prima linea nel chiedere un cambiamento del modello di mobilità urbana. Oggi i luoghi del turismo che non risentono della crisi economica sono quelli dove si sono fatti forti investimenti pubblici sul modello di turismo lento.
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I dati più recenti sull’occupazione a Massa Carrara parlano chiaro: nel 2023 le assunzioni totali erano state 32.811, mentre nel 2024 sono scese a 31.768. Una diminuzione di quasi 900 posti, che non può essere liquidata come una semplice oscillazione statistica, ma che conferma una tendenza strutturale di fragilità del mercato del lavoro locale.Si tratta delle assunzioni a vario titolo, acquisite ovviamente al netto delle cessazioni (dato non disponibile), comparando il 1° trimestre 2024 con il 1° trimestre 2025. La fonte è il Centro per l’Impiego – Regione Toscana, Sistema Integrato Lavoro (S.I.L.) 2025.
I settori più colpiti risultano l’edilizia, il commercio, gli alberghi e ristoranti, oltre al contenitore statistico “Altro”, che raccoglie voci eterogenee.
Agricoltura: 247 → 260 (+5%)
Industria: 1.268 → 1.358 (+6,63%)
Edilizia: 739 → 610 (–17,46%)
Commercio: 610 → 552 (–9,51%)
Trasporti e magazzinaggio: 335 → 295 (–11,95%)
Turismo: 1.267 → 1.005 (–20,68%)
Pubblica amministrazione, istruzione e sanità: 916 → 974 (+5,95%)
Servizi alle imprese: 827 → 923 (+3,84%)
“Altro”: 1.506 → 923 (–61,28%)
Totale: 7.715 → 6.837 (–11,39%).
Nel turismo e nei servizi l’occupazione mostra segnali di tenuta, ma con contratti spesso stagionali e precari. Il marmo non genera filiera: al “monte” il dato resta sostanzialmente stabile, seppur in lieve calo (intorno alle 650 assunzioni, rispetto alle 700 precedenti). Il contenitore “Altro” è una zona franca per dati che non hanno collocazione più specifica. Comprende anche le attività di caregivers al servizio delle persone e delle famiglie. Data la modestia dei numeri provinciali, questa voce appare numericamente preponderante in negativo, ma va sempre contestualizzata in un’analisi generale dei settori principali. La pubblica amministrazione recupera qualcosa, ma scontava cali consistenti negli anni precedenti. Le fasce più deboli restano giovani e donne, con accesso difficile a un lavoro stabile e opportunità di crescita professionale limitate. Anche gli over 50, in uscita da crisi aziendali, rischiano di rimanere ai margini senza politiche di ricollocazione efficaci.
“Il dato che emerge – sottolinea la Segreteria CISL Toscana Nord – è che Massa Carrara sta perdendo occasioni di sviluppo e non attrae investimenti come dovrebbe. Se non si interviene con una strategia chiara, rischiamo un lento impoverimento del territorio, con meno lavoro e meno futuro per le nuove generazioni”. Cisl Toscana Nord propone investimenti su formazione e riqualificazione professionale, in particolare sui nuovi profili richiesti dalla transizione digitale ed ecologica, e per intercettare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro. La nostra industria, che continua a crescere, necessita di competenze che oggi non riusciamo a formare preventivamente. (Un esempio storico: la costruzione delle ferrovie montane a Carrara, a fine ’800, portò in zona figure professionali tedesche, inglesi e svizzere, che affiancarono le maestranze locali, portando qualità e diversità positiva). Una politica industriale mirata, capace di rilanciare il settore lapideo in chiave sostenibile e innovativa, e di attrarre nuove imprese sul territorio utilizzando in modo oculato le poche aree rimaste disponibili. “Dietro ai numeri ci sono persone, famiglie e comunità – aggiunge la CISL –. Serve un’assunzione di responsabilità collettiva per dare a Massa Carrara una prospettiva di sviluppo e di lavoro dignitoso”.
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