Politica
Scritte contro Meloni a Massa: Tenerani FDI- "Atti vigliacchi. lo stato non arretra davanti ai ricatti di anarchici e delinquenti"
Tornano le scritte offensive contro il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul territorio massese. Un episodio che si ripete a distanza di pochi mesi e che…

Le scritte contro Meloni non sono atti di vandalismo ma segnali d'odio che non deve avere cittadinanza: la critica del consigliere regionale di FdI Marco Guidi
"Un altro messaggio macabro nei confronti di Giorgia Meloni, un'altra riprova dell'odio e dell'intolleranza che anima la sinistra radicale. Sempre più minoritari e incapaci di accettare…

Il referendum sulla giustizia è una sfida di civiltà: così l'onorevole Barabotti della Lega al gazebo di Massa
Nell'ambito del tour toscano sul referendum sulla giustizia, che vede la Lega Toscana impegnata con oltre 130 gazebo su tutto il territorio…

L'analisi fatta da Andrea Figaia Responsabile del Dipartimentro Socio Sanitario Cisl Toscana Nord, dei principali indicatori sanitari della provincia di Massa-Carrara
L’analisi dei dati disponibili evidenzia un quadro sanitario complesso per la provincia di Massa-Carrara, con alcune criticità strutturali ma anche elementi che richiedono una lettura attenta…

Massa, On. Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale di Forza Italia: "Inaccettabili scritte contro Giorgia Meloni. Solidarietà a premier"
In merito alle minacce contro la premier Giorgia Meloni, è arrivata la netta condanna da parte dell'On. Deborah Bergamini vicesegretario nazionale di Forza Italia, che dichiara:…

Minacce contro Giorgia Meloni. Coordinamento comunale Fratelli d'Italia Massa: "Episodi come questo non sono accettabili e devono essere condannati senza esitazioni. Sempre"
Nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 marzo nel centro storico di Massa sono apparse nuove scritte minatorie contro la premier Giorgia Meloni. A…

Massa approva il PEBA: un passo verso una città più accessibile e inclusiva
Il Consiglio Comunale di Massa ha approvato il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), uno strumento atteso da anni che segna un passaggio importante nel…

L'alternanza al governo di una città è il simbolo della democrazia, non un problema: il consigliere FdI Manuel replica alle dichiarazioni del 5 stelle Martinelli
Il consigliere di Fratelli d'Italia Massimiliano Manuel ha replicato alle dichiarazioni del consigliere 5 Stelle Matteo Martinelli che ha accusato il sindaco di Carrara Serena Arrighi…

Il Polo P&S: M.ARTE sia molto più che una “casa delle arti”
“Ho presentato un’interrogazione per capire le intenzioni dell’amministrazione comunale sul futuro uso pubblico del M.ARTE al Pomario. Ritengo che la visione di una casa delle arti sia limitante…

Marmo: bene la lavorazione in loco, crescita a due cifre negli ultimi tre mesi
Lavorazione in loco: dati positivi negli ultimi mesi. Questa mattina il dirigente al settore Marmo Giuseppe Bruschi è intervenuto nel corso della commissione presieduta da Nicola Marchetti per…

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Degrado preoccupante è quello ravvisato dal coordinamento comunale di Fratelli d’Italia in merito a Piazza Menconi, a Marina: “La piazza ha già la “sfortuna” di trovarsi tra il cantiere abbandonato della ex scuola Giromini ed il rudere di cemento armato dell’ex Meditereaneo, in più il degrado che la colpisce è in aumento. Nonostante le denunce che si sono accumulate negli anni, questa situazione ha portato una zona bellissima come il centro della Marina storica a un livello di insicurezza e delinquenza apparentemente senza fine. Purtroppo, le amministrazioni di sinistra che si sono succedute negli anni, hanno sempre fatto orecchie da mercante, come sta facendo quella attuale targata Pd. La situazione è sempre più critica: i commercianti si lamentano, i marciapiedi sono martoriati, ci sono cantieri aperti, le strade sono impraticabili, alcuni edifici sono pericolanti, i servizi pubblici sono inefficienti e mancano completamente le strutture sportive. Basta girare l’angolo su via Garibaldi per rendersi conto del degrado: nell’ordine troviamo un chiosco diroccato e transennato ed un edificio che sta crollando a pezzi, per non parlare della fontana della Piazza ormai desolatamente in disuso: niente più acqua, niente più luci e piena di rifiuti e la pavimentazione in marmo della piazza annerita dallo sporcizia. Se a tutto questo aggiungiamo il bivacco di vari personaggi, prevalentemente extracomunitari, che stazionano in Piazza Menconi, come raccontato da molti residenti e commercianti, molte volte ubriachi e pericolosi che ingaggiano risse quasi ogni giorno urinano su portoni e serrande, importunano i passanti e lasciano i giardini in condizioni indecorose per la sporcizia, possiamo tranquillamente dire che è una vera e propria vergogna”. Secondo Fratelli d’Italia ci sarebbe un concorso di colpa nell’immobilismo dell’attuale amministrazione che non avrebbe una visione strategica e non promuoverebbe progetti che possano portare a Marina imprenditori, servizi e turisti. In più, sempre secondo il partito della Meloni, la situazione sarebbe aggravata dal continuo sbarco di migranti nel , sui quali è assolutamente condivisa la linea del governo che punta alla riduzione drastica dei clandestini che, spesso, finiscono per delinquere. “Continuare nell’indifferenza e non assumersi responsabilità – hanno concluso da Fratelli d’Italia - non aiuta a ridurre lo stato di degrado: ne è prova la zona a mare che sta morendo ed avrebbe bisogno di interventi mirati e finalizzati alla ripartenza di un turismo di qualità. Fratelli d’Italia si fa interprete di questa volontà di cambiamento così richiesta dalla maggioranza dei cittadini, continuando a presidiare il territorio e a verificare lo stato dei luoghi ed a proporre interventi mirati al miglioramento per tutta la collettività”.
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Il Movimento 5 Stelle di Massa esprime la propria profonda delusione per la recente risposta del Sindaco Persiani alla nostra Interrogazione riguardo la "riapertura delle fontanelle pubbliche EVAM". Il sindaco ha dichiarato in pratica che a breve non verrà restituita ai cittadini e le cittadine la possibilità, e il diritto, di prelevare acqua sorgiva perché il costo è troppo elevato.Secondo Persiani, che ha esposto un progetto dettagliato e caratterizzato da molti elementi di complessità, i lavori necessari ammontano a circa 130.000 euro, di cui 80.000 euro l'anno per la disinfezione dell'acqua di un serbatoio dedicato. Quest'ultima stima esorbitante ci lascia perplessi se confrontata con quella che ci viene addebitata ogni anno dall'impianto del Cartaro che deve filtrare acqua fortemente inquinata da marmettola per rendere potabile quella dell'acquedotto comunale. Il sindaco ha descritto un progetto che prevederebbe una serie di filtri, progetto che sembrerebbe datato nella concezione, ma sicuramente non l'unica possibilità e probabilmente neppure la migliore soluzione, non tenendo conto di alternative da valutare. Esistono infatti anche trattamenti ecologici che non alterano il gusto e le caratteristiche dell'acqua, senza pericolo di sovra-dosaggio e ad azione veloce. Sistemi che eliminano la quasi totalità dei batteri e dei virus, inclusi quelli che resistono persino al cloro, con basso consumo di energia elettrica e poca manutenzione richiesta. C'è forse altro da eliminare? È puerile il richiamo del sindaco al fatto che i cittadini abbiano altre fontanelle a disposizione (sono quasi tutte chiuse) e che possano bere l'acqua del rubinetto, per cui non ritiene indispensabile la riapertura della fontanella EVAM. Forse non gli è chiara la differenza di proprietà fisico/chimiche tra acqua sorgiva e acqua di acquedotto? Se non ce ne fossero non si capirebbe l'esigenza di imbottigliarla e venderla. In conclusione, le risposte del sindaco non ci convincono riguardo alle spese di gestione e alle risorse da impiegare, che a nostro avviso dovrebbero essere prelevate dal bilancio comunale per rispondere ad esigenze e diritti della comunità visto che non si è pensato di inserirlo come obbligo nel rinnovo della convenzione con EVAM. Considerati i soldi spesi per la realizzazione della contestata "fontana nera" e per il tentativo di camuffarla (si sono superati i 200 mila euro), la spesa per restituire la fontanella ai cittadini sarebbe una scelta di gran lunga più importante, benefica e condivisa: 534 persone ne hanno sottoscritto la richiesta.
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Il consiglio comunale ha approvato la delibera con la quale si fissano gli obiettivi del nuovo piano dell’arenile e si dà il via al procedimento della valutazione ambientale strategica per la formazione del piano. Il piano dell’arenile e dei viale a mare è lo strumento urbanistico chiamato a disciplinare una vasta fascia di territorio che a Marina di Carrara comprende non solo le spiagge che vanno dal porto fino al confine con la Liguria, ma anche i viali a mare, le pinete e la zona umida della Fossa Maestra. La redazione del nuovo piano si rende necessaria dato che il vecchio documento è stato dichiarato decaduto con l’approvazione, nel 2022, del Piano operativo comunale, bloccando di fatto qualsiasi nuovo intervento. Il nuovo piano dovrà inoltre andare a coordinarsi e a interagire con gli interventi già programmati o in fase di realizzazione sul litorale, come i vari lotti del waterfront, il rifacimento della Caravella o la ciclovia Tirrenia. Il documento che dovrà essere redatto e approvato nei prossimi mesi dovrà inoltre perseguire anche i cinque obiettivi che sono stati indicati nella delibera approvata dal consiglio:
• tutelare i valori ambientali e gli elementi patrimoniali della costa;
• rendere maggiormente fruibili e accessibili gli spazi, le attività e i servizi del litorale e del viale Vespucci;
• accrescere la percezione del mare e degli elementi che caratterizzano il paesaggio;
• migliorare la dotazione di spiagge e di servizi turistici per la balneazione e per la destagionalizzazione valorizzando i caratteri identitari e percettivi del territorio;
• riqualificare il patrimonio edilizio esistente salvaguardando i caratteri tradizionali degli insediamenti costieri.
“Con l’approvazione di questa delibera – spiega l’assessore all’Urbanistica Moreno Lorenzini – parte un importante percorso che ci condurrà a gettare le fondamenta della Marina di domani. Negli ultimi due anni il nostro litorale ha già cominciato a cambiare volto grazie a interventi importanti come la nuova passeggiata lungo la diga foranea, la riqualificazione di viale Colombo e il nuovo ingresso del porto, il cantiere della Caravella, il restyling di parco Puccinelli, la realizzazione della ciclovia Tirrenica o la ripiantumazione della pineta davanti a Imm-CarraraFiere. A tutti questi lavori dobbiamo poi aggiungere il concorso di idee che partirà a breve per andare a riprogettare tutta quella vasta area di Marina che da via Rinchiosa arriva fino al mare e che prosegue poi fino alla rotonda Paradiso. Tutti questi cambiamenti hanno bisogno di uno strumento urbanistico che sia efficiente e adeguato al futuro che stiamo costruendo. In quest’ottica il nuovo piano dell’arenile è fondamentale per diversi motivi. Anzitutto permetterà a chi, come per esempio gli imprenditori balneari, abbia la volontà di investire sul nostro litorale di uscire da un’impasse che si è venuta a creare con la decadenza del vecchio documento e di farlo con regole certe e chiare, cosa questa fondamentale anche nella prospettiva di arrivare presto a bandire le gare per le concessioni balneari. Per la nostra amministrazione il nuovo piano dell’arenile rappresenta poi un passaggio obbligato verso uno degli obiettivi che ci si diamo dati, vale a dire quello di lavorare per spostare la movida verso la zona a mare. Grazie a questo strumento sarà possibile prevedere, per esempio, l’apertura di locali nella zona degli stabilimenti balneari o ancora la pedonalizzazione di una parte di strada il tutto per favorire uno sviluppo organico e in chiave turistica di Marina”.
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Il Circolo del PD di Avenza pare abbia trovato la formula magica, dopo 60 anni di mala gestione della cosa pubblica, per contrastare lo scadimento del territorio avenzino dice che si può arginare fino ad eliminarlo, solo con la messa in pratica di azioni volte alla riqualificazione sociale e culturale. Il Circolo PD predetto, infatti, si era sentito attaccato in questi giorni dalle “esternazioni “ da parte dei partiti di opposizione e si era sentito in dovere di far pervenire alcune considerazioni. La politica fatta di narrazione però si scontra con i fatti e cade nell’ illusione di continuare a confondere i cittadini. A fronte di tutto ciò rispondo con i fatti e propongo al PD di replicare un progetto culturale denominato “Via dell'arte” che Tiziano Lera ha pensato di realizzare a Pietrasanta. Un progetto per ridisegnare un tratto di via Francigena (circa cinque chilometri) che si snoda fra il comune di Montignoso e il comune di Pietrasanta arricchendolo, nelle varie nicchie posizionate lungo il percorso, di sculture monumentali. Ma anche di far riproporre per esempio, dall’assessore alla Cultura in quota PD Gea Dazzi, un simposio di scultura simile a quello realizzato ad Avenza nel Settembre 2019 denominato “Tracce sulla Francigena”, che aveva coinvolto anche gli studenti dell’Accademia. Si trattava di un progetto nato a Montignoso, e subito sposato anche dal comune di Carrara nell’ottica di rilancio del tracciato della Via Francigena, che nel nostro comune, come è noto, passa per Avenza. Il Simposio “Tracce sulla Francigena” era stato possibile anche grazie al lavoro sinergico tra Pro Loco di Avenza e con il Parroco Don Marino Navalesi, imperdibile opportunità di promozione turistica anche per i blocchi di marmo generosamente offerti agli scultori dall’azienda Furrer . Tutto ciò si chiama saper fare, ridare fiducia e restituire il quartiere ai residenti, attraverso le cose che cambiano veramente e non con le annunciazioni vuote di contenuti . Siamo quindi fiduciosi che questo salto di qualità si possa attuare, in quanto il Pd non ha futuro se non favorisce un cambiamento che lo affianchi, lasciando perdere la demagogia ed il risentimento, perché il treno corre e non si può perdere tempo stando fermi in stazione.
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"Carrara merita così tanta bellezza" ha detto della sua mostra il curatore di White Carrara Domenico Raimondi. Sull'iniziativa in sé diremo qualche parola tra qualche giorno, ma è persino superfluo evidenziare che i toni usati dal politico-curatore lucchese superano abbondantemente i confini del ridicolo. Così come il resto dell'intervento sui danneggiamenti alle statue, per lui frutto di "curiosità e disattenzione" e "non di atti vandalici". Tale è stata la smania di apparire, che il politico-curatore si è sostituito al sindaco e al commissario di polizia. Non capisco i motivi per cui si è sentito in dovere di esprimersi in luogo delle forze dell'ordine e, forse, per capirlo, servirebbe Freud, ma sul perché è intervenuto al posto del sindaco è invece chiarissimo ed è stato enunciato dall'assessore alla cultura ieri sera in consiglio comunale in risposta alla mia interrogazione: "Noi vogliamo parlare solo di cose belle". A parte che, se così fosse, dovrebbero tacere all'infinito, ma è la strategia comunitiva in sè ad essere incredibilmente assurda. Erano le dittature novecentesche a parlare solo di cose belle, vincevano persino le guerre il giorno prima di capitolare, volevano costruire i "Reich" millenari. Questa strategia comunicativa poteva funzionare negli anni '30 del secolo scorso, quando c'era la censura, le veline (quelle dell' agenzia Stefani e non quelle di Striscia la Notizia) e il Minculpop. Non certo oggi, nell'epoca di Internet, social e intelligenza artificiale, quando le bugie hanno le gambe corte e il naso lungo.
La bellezza che Carrara merita, e non gli viene data, parte invece dalla capacità di proteggere e tutelare le statue che vengono esposte con un allestimento e un servizio di vigilanza adeguati, che invece mancano per stessa ammissione dell'amministrazione comunale.Tutti abbiamo, ad esempio, visto le foto di adulti che giocavano a calcio in piazza Alberica in mezzo alle esposizioni di White Carrara senza che nessuno intervenisse. Va bene che Raimondi, che immagino tifi per la Lucchese, dopo la promozione della Carrarese in serie B, ha cambiato il logo della manifestazione colorandolo di giallo-azzurro, ma accettare che piazza Alberica venga trasformata nello stadio dei marmi mi sembra un tantino troppo. Come troppo mi sembrano le sue improvvide dichiarazioni sul fatto che i danneggiamenti non siano derivati da atti vandalici, non fosse altro perché così preclude a priori la possibilità di ottenere un risarcimento da parte delle compagnie che sono state pagate per assicurare quelle opere. Come detto della mostra in sè troveremo occasione per parlare, ma ciò che oggi appare evidente è che l'organizzazione è quantomeno latitante nell'allestimento e nella sicurezza e non certo per colpa dei dipendenti del Comune, di Nausicaa e di Imm che, al contrario, si sono prodigati con passione e senso del dovere.
Bel mè Marble week, mi viene da dire. E forse se i politici carraresi, invece di andare a cercare affini politici lucchesi, avessero chiamato chi quella manifestazione l'ha ideata e dedicata al design con enorme successo, forse stasera non staremmo parlando di queste cose.
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Non ci stanno, i ragazzi della consulta Giovani del comune di Carrara, a essere tacciati di poca accortezza e di non saper fare politica dal consigliere grillino Matteo Martinelli, che ha criticato apertamente un progetto informativo sulle elezioni europee, portato nelle scuole dalla consulta perchè, a suo dire, non avrebbe compreso il movimento 5 Stelle. Pronta ed affilata è arrivata la spiegazione e la replica dei giovani che, non solo hanno chiarito nel merito delle accuse che sono state loro rivolte, ma hanno anche dimostrato di poter tranquillamente competere con il modo di fare politica di molti adulti. Ecco la replica della Consulta giovani a Martinelli: "
“Avanti i giovani, servono più giovani come voi, siete il futuro". Queste sono alcune delle frasi che si sentono da sempre in merito ai giovani che provano a fare e fanno politica. Tutti questi bei complimenti e incoraggiamenti, tuttavia, finiscono nel momento in cui i giovani diventano realtà e presente e non più una categoria eterea e platonica. Questo, purtroppo, è ciò che succede da quando la consulta si è insediata: attacchi da qualsiasi parte, reiterati nel tempo, con una cadenza quasi mensile. I giovani fanno comodo quando consegnano volantini o fanno presenza, non quando fanno rumore e purtroppo non è una novità, ma una vecchissima abitudine. Infatti ad oggi, giugno 2024, dopo quasi un anno di consulta, pochissimi consiglieri comunali hanno partecipato alle sedute o hanno collaborato con noi. Anche questo fa riflettere.
L'ennesimo attacco alla consulta è stato mosso dal consigliere Matteo Martinelli che il 17 giugno, durante il consiglio comunale, ha ritenuto opportuno criticare il power point creato da Zoe Stroobant, per il progetto "consulta nelle scuole". Martinelli ha parlato di un "errore di gioventù" che avrebbe dovuto essere corretto dal delegato Diamanti e ha esortato la consulta a fare eventi politici, ma con "tagli più generali" usando un tono tristemente paternalistico che è culminato nel definirci dei "ragazzini poco accorti" nonostante alcuni di noi facciano politica da anni. Il progetto presentato da Zoe stroobant durante una seduta della consulta, prevedeva una serie di incontri nelle scuole della città per parlare di Europa e elezioni europee. Il voto ormai c'è stato, ma nei mesi precedenti nessun altro si è degnato di parlare dell'Europa ai giovani, tranne la consulta. Durante questi incontri abbiamo cercato di avvicinare i giovani alla politica: abbiamo cercato di sensibilizzarli a un voto informato e consapevole. Gli incontri sono stati molto partecipati dai ragazzi che hanno fatto domande, ma il viaggio è ancora lungo, e purtroppo molto tortuoso visto come si comportano i politici adulti verso noi giovani. L’accusa che ci è stata mossa è stata quella di non aver inserito il programma del movimento 5 stelle nel power point, ma quando lo abbiamo realizzato il programma dei 5 Stelle non era ancora stato divulgato. Una volta reso pubblico lo abbiamo inserito negli incontri, ma solo in maniera orale. Ci rendiamo conto, tuttavia, che quando non ci si interessa a questi eventi, questo non si può sapere. Inoltre il giorno incriminato in cui abbiamo fatto l'incontro al liceo classico, e lo diciamo giusto per onestà intellettuale, non abbiamo avuto il tempo di presentare tutti i programmi, ma abbiamo esortato i ragazzi a leggerseli comunque autonomamente. Il secondo punto che ci teniamo a sottolineare è che durante questi incontri, abbiamo messo il focus sui gruppi presenti nel parlamento europeo nella scorsa legislatura, dove il m5s, come scritto nella fatidica slide, era tra i non affiliati. Il nostro obiettivo era spiegare l'organizzazione dell'Unione europea e i programmi elettorali per poi spronare i ragazzi a fare ulteriori ricerche. L'accusa di aver usato questo evento informativo come strumento di propaganda politica, unito all'invito ad attenersi a temi più generali, in questo caso è ancor più grave perché conferma il disinteresse più totale e il mancato rispetto verso chi, in quella consulta, si impegna e lavora non per un proprio tornaconto personale ma per amore della propria città.
La critica voleva forse essere costruttiva? Decisamente no, il power point gira da mesi, Martinelli avrebbe potuto farci notare in altre sedi "la mancata precisione", avremmo spiegato tutto a lui, e invece no, ha usato questa scusa, platealmente strumentale, per muovere un'accusa ancor più grave alla consulta, quella di essere partiticamente indirizzata. Perché ovviamente quando dei giovani riescono a ottenere dei risultati e fare qualcosa per la città, devono per forza avere qualcuno che li sostiene "dall'alto", ecco forse spiegato come mai il bando per la scorsa consulta, quello della giunta de Pasquale, richiedeva la non adesione, incostituzionale, di partiti e/o sindacati. Invece oggi c'è una consulta formata da ragazzi e ragazze che, nonostante tutto questo, vogliono impegnarsi dentro e fuori dalla consulta, perché è vero, certi membri sono anche iscritti a dei partiti, ma in primis non sono in consulta come rappresentanti di quei partiti, e in più se fosse vero che la consulta é politicamente indirizzata, allora l'indirizzo sarebbe un campo così largo che prenderebbe tutto il ventaglio partitico italiano, di fatto cancellando qualsiasi interesse particolare e rendendo illogica l'accusa. Ci dispiace dover ricordare a Martinelli che non ci sono interessi partitici in consulta, ci sono solo dei giovani che vogliono essere il presente di questa città. Siamo molto amareggiati da tutto ciò, ma questo sottolinea solo quanto sia importante la consulta oggi più che mai. Ci aspettiamo delle scuse dal consigliere Martinelli e che venga a una nostra riunione, insieme al resto della cittadinanza. Avrà modo di vedere che nonostante le persone come lei, noi giovani, insieme anche a colui che ha reso possibile la creazione di un bando giusto e partecipato, ossia il delegato Davide Diamanti, politica la sappiamo fare".
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La consigliera 5 Stelle Luana Mencarelli critica la gestione dell'amministrazione Persiani in merito alla promozione turistica del territorio massese:"Ecco che ci risiamo: la chiusura al traffico di via Alta Tambura è un'altra dimostrazione di come questa amministrazione affronti qualsiasi tema riguardi la città. Si continua a parcellizzare la visione del territorio e ovviamente le soluzioni creano danni collaterali.n questo caso alla montagna massese. È inutile affidare il marketing turistico a società specializzate, parlare di destagionalizzazione, valorizzazione del territorio e quant'altro se non si ha una visione e soluzioni d'insieme perché tutto risulta inefficace. Il problema della montagna parte dalla vallata con un problema cronico di parcheggio in tutti i paesi da Canevara a Forno, da Casette a Guadine, fino alla Valle del Renara eppure dove sono i progetti o le proposte per aggredire questa criticità? Senza soluzioni adeguate non si può certo parlare di rilancio di queste frazioni destinandole all'abbandono con tutte le conseguenze relative. La "miope" ordinanza mira a prevenire i soliti problemi estivi in quel tratto della montagna, legati al traffico selvaggio sulla Via Alta Tambura che raggiunge le pozze del torrente Renara, ostacolando persino l'intervento dei mezzi di soccorso. Questo provvedimento forse risolverà il problema, ma limita l'accesso alla zona anche per i visitatori, l'accesso alla sentieristica, ostacola la valorizzazione, lo sviluppo montano e la libera fruizione del fiume, bene di tutti e tutte, danneggiando quindi economicamente le attività che vi operano durante l'estate, e "recintando" i residenti che vengono addirittura costretti a dichiarare chi li visita, violando la loro privacy. Sicuramente non è un buon viatico e ne pagheremo in termini di cura, manutenzione e potenziali investimenti. Per assurdo si lamenta che i frequentatori del fiume "inquinano" con i loro rifiuti "corporei", ma nulla è stato ancora fatto per fornire sistemi di fognatura ai paesi di Guadine, Gronda e Redicesi.C'è poi la delicata condizione dei nostri versanti montani con le ricorrenti frane, ma si legge di interventi dal centro alla Marina non indispensabili, che hanno creato tra l'altro molto dissenso cittadino, ma nulla che possa ricondursi al rilancio delle nostre aree montane. Eppure le amministrazioni Persiani hanno avuto a disposizione risorse e riempito i cassetti di fondi come mai nessuna prima. Avrebbero potuto ascoltare le frequenti sollecitazioni: le proposte sono state avanzate e molte potrebbero arrivare, basterebbe la capacità di metterle a terra, di dare priorità con meno egocentrismo e una visione globale che in 6 anni non si è vista ed evitare gli interventi a spot, magari in emergenza".
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Dopo grandi reticenze il Circolo del PD con una nota esce allo scoperto: "Avenza e zone limitrofe vivono uno scadimento. Riportare dignità e riqualificare il territorio è ciò che occorre per tornare a vivere in un paese tranquillo e accogliente". Dichiarazioni forti e chiare che rispetto a situazioni precedenti ammettono lo stato di avanzamento del degrado urbano e sociale che investe il territorio. Poiché raramente e non tutti ammettono di aver avuto torto e sbagliato, facciamo per una volta i complimenti a tanta sincerità. I cittadini, stupiti dalla presa d'atto, si chiedono dove fossero stati, negli ultimi anni, questi illuminati osservatori che, dopo un lungo periodo di ostinato silenzio, in una botta sola, ammettono le loro colpe e riescono a somministrare all' ammalorato paese diagnosi e cura. Dalla Terra di Mezzo, dove i brutti affari trovano casa, escono con colpevole ritardo belle parole, peccato che ai discorsi non seguano, per ora, i fatti. Nel comunicato si citano soprattutto interventi di rigenerazione urbana che non riguardano Avenza: Caravella (pista di pattinaggio, Skate Park), Club Scherma Apuano e rifacimenti di campi da calcio di non ben definite squadre minori. Forse il Circolo del Pd confonde Marina con Avenza o magari, a nostra insaputa, chi impera da sotto le Apuane ha, ipso facto, deciso di attuare la proposta che prevede il ripristino del comune di Avenza (e della sua Marina).
Il problema della sicurezza? Per il Pd l'unico modo per arginare il degrado non è aumentare la vigilanza, ma mettere in pratica azioni volte alla riqualificazione sociale e culturale della cittadina. Siamo d'accordo; peccato che nel programmare il cartellone estivo degli eventi, come al solito, l'amministrazione comunale ad Avenza non ha previsto nulla, niente spettacoli e niente cultura. Tuttavia, in tema di "vigilanza", l'amministrazione comunale sconfessa nei fatti la linea del Pd locale, visto che in questi giorni il comune ha deliberato una spesa di quasi settantamila euro per un nuovo sistema di videosorveglianza denominato Lungomare Sicuro. Questa è la triste realtà, altro che cultura e socialità!
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Parte con la citazione testuale delle leggi che, attualmente, regolano il settore dell’escavazione di materiali, il consigliere dell’opposizione Massimiliano Bernardi nella sua disanima critica dell’operato del sindaco Serena Arrighi in merito al marmo: “ L'art. 38. co. 5 della LR 35/2015(1) dispone che il concessionario deve dimostrare l'avvenuto impegno alla lavorazione del 50 per cento dei materiali da taglio individuando un sistema di tracciabilità di tali lavorazioni che garantisca anche l'esecuzione delle medesime lavorazioni. L'art. 8 del Disciplinare dell'art. 21 conferma tale competenza stabilendo che è compito del concessionario trasmettere al comune ogni due anni tutta la documentazione comprovante il corretto e tempestivo adempimento anche di tale impegno . L'art. 39 della LR 35/2015(2) affida al comune il compito di stabilire i criteri e le modalità per valutare il rispetto di tale impegno. In base a questo regolamento, il comune va oltre le disposizioni della legge regionale perché si sostituisce al concessionario, stabilendo quali dovranno essere le caratteristiche del sistema di tracciabilità, in evidente contrasto con la legge regionale che affida al concessionario il compito di individuare il sistema di tracciabilità con il quale dimostrare di aver assolto all'impegno del 50 per cento e al comune il compito di valutare (che non è sinonimo di dimostrare) se tale sistema offre le garanzie richieste dalla legge regionale; e anche perché integra il regolamento con la tracciabilità, anche qualitativa dei blocchi, semiblocchi e informi, in evidente contrasto con la legge regionale che riguarda soltanto la tracciabilità in peso dei blocchi, a prescindere quindi dalla loro forma e qualità; ancora perché, con questo Regolamento, si annullano o si modificano o si disfano i sistemi di tracciabilità in peso già adottati dalle imprese e perfettamente in grado di garantire l'effettiva lavorazione del 50 per cento dei marmi estratti dagli agri marmiferi. A questo proposito aggiungo: spesso si sente dire che la legge regionale è di otto anni fa e quindi le imprese hanno avuto il tempo per attrezzarsi a soddisfare l'impegno alla trasformazione del 50 per cento; ammesso che sia così, allora mi dovete spiegare perché con questo Regolamento annullate, modificate o disfate i sistemi di tracciabilità con i quali le imprese si sono già attrezzate per rispondere alle finalità della legge regionale”. Per Bernardi, quindi, ci sarebbero motivi più che sufficienti per non approvare il regolamento, ma il consigliere aggiunge: “Tuttavia vale la pena di fare ancora alcune riflessioni su questo regolamento che è orientato alla lavorazione del 50 per cento "a tutti i costi". Infatti, in termini generali: vi siete chiesti se, per perseguire questo obiettivo, si potranno generare gravi danni alle imprese della filiera e cioè alle stesse imprese che invece dovrebbero essere mantenute e consolidate proprio per rendere possibili tali lavorazioni e incrementare il sostegno alla popolazione? Siete sicuri che tra due anni le imprese delle cave saranno riuscite a trasformare il 50 per cento oppure dovremo assistere alla decadenza delle concessioni? E se sarà così, cosa farà questo consiglio : saluterà l'avvento anticipato delle gare rassicurando i lavoratori con lo specchietto della clausola sociale o si rifugerà dietro il fatidico: "abbiamo applicato la legge"? A chi racconta che la legge regionale è del 2015 e quindi le imprese hanno avuto otto anni di tempo per attrezzarsi a soddisfare l'impegno alla trasformazione del 50 per cento, è opportuno ricordare che il relativo Regolamento è del 2020 e il disciplinare è del 2021; quindi si può ben dire, diversamente da quanto si racconta da più parti, che le imprese hanno avuto non otto, ma solo due anni per prepararsi ad assolvere a tale normativa, ammesso poi che due anni possano considerarsi un tempo utile per strutturare, adeguare, creare un sistema aziendale in grado di ottenere quanto richiesto dalla norma.
E ancora aggiungo citando l’articolo 2, lettera d) del Regolamento, che stabilisce che gli operatori economici ai quali affidare la lavorazione del 50 per cento dei blocchi estratti dovranno disporre delle tecnologie, delle risorse e delle maestranze adeguate. Il che sarebbe del tutto comprensibile, almeno sul piano commerciale, se esistesse e fosse nota la rete di operatori disponibili e affidabili ai quali rivolgersi per svolgere tali lavorazioni. Ciò nonostante per l'A.C. resta il compito del concessionario di trasformare il 50 per cento a prescindere dalla capacità della filiera di raggiungere tale risultato malgrado fosse nota fin dal 2020 alla stessa A.C. la necessità di accertare lo stato della filiera che l'A.C. non ha eseguito perché La ricostruzione completa della filiera lapidea in termini quantitativi richiederebbe una lunga e complessa operazione di ricognizione sul territorio(PABE 15, Elaborato A.1.1, punto 5, pag. e). Va citato anche l’articolo 3, co. 5 del Regolamento che stabilisce un biennio per raggiungere il 50per cento, senza tenere presente le dinamiche commerciali e il rischio di default generato da lavorazioni effettuate senza commessa. Infatti è del tutto possibile che i materiali di cava disponibili non incontrino una corrispondente domanda del mercato, cosicchè le lavorazioni effettuate al di fuori di tale domanda rischiano di restare a magazzino, ammesso che questo sia disponibile, e senza remunerazione per un periodo indeterminato. Tuttavia il 50 per cento è stato soddisfatto, ma l'impresa risulterà gravata soltanto da costi; se riuscirà a sopportarli bene, in caso contrario si predispone al default economico.
Articolo 3 co. 6 prolunga di 6 mesi le lavorazioni riconducibili alle percentuali di lavorazione da raggiungere nel biennio di riferimento, restando del tutto irrilevante, ad esempio, che i marmi da lavorare e/o le relative qualità sono soggette alle domande di mercato che possono concretizzarsi in un arco di tempo superiore al biennio, con la conseguenza che le lavorazioni effettuate senza commessa rischiano di generare un ampio magazzino di prodotti invenduti, con il vantaggio di aver rispettato la norma a prescindere però dagli effetti negativi conseguenti al rispetto di tale norma.
Articoloart. 6 disciplina la tracciabilità pesa-opifici sulla base di un solo elemento discriminante: dimostrare che il 50 per cento in peso dei marmi estratti dagli agri marmiferi venga lavorato nella filiera locale, restando del tutto irrilevante, per esempio: che il 50 per cento possa essere ottenuto utilizzando soltanto i marmi lavorabili, con la conseguenza che l'altro 50 per cento dei marmi sarà caratterizzato da uno stato di difettosità tale da limitarne, nel caso migliore, il relativo commercio; che la difettosità dei materiali sia tale da consentire di raggiungere il 50 per cento soltanto utilizzando una percentuale di marmi estratti dagli agri marmiferi superiore al 50 per cento, con la conseguenza di ridurre la percentuale dei marmi liberamente disponibili che a loro volta saranno inevitabilmente caratterizzati da un elevata difettosità o da una qualità residuale che in un caso e nell'altro possono dequalificarne la commerciabilità.
Il Regolamento non prende in esame la possibilità che il 50 per cento dei materiali da taglio non sia lavorabile a causa della presenza di numerosi difetti sui singoli materiali o a causa della particolare giacitura di alcuni difetti, che sono concretamente accertabili soltanto presso l'opificio. Non c'è alcun interesse per questi aspetti. Per questo Regolamento le tonnellate relative al 50 per cento della produzione che passano alla pesa dovranno essere lavorate. In caso contrario il 50per cento non risulterà soddisfatto, con la conseguente, inaccettabile applicazione delle sanzioni previste dall'art. 8 del Disciplinare art. 21 ( decadenza o decurtazione del periodo di proroga della concessione)”. Bernardi ha invitato l’amministrazione Arrighi a integrate l'articolo 2, lettera c) del Regolamento includendo le riquadrature dei blocchi presso gli opifici tra le lavorazioni del 50% sia perché il personale necessario all'esecuzione di tali lavori è a buon titolo includibile tra la popolazione locale da sostenere e sia perché le riquadrature, che per definizione costituiscono comunque una lavorazione propedeutica alla segagione o finalizzata alla valorizzazione formale dei materiali da taglio, concorrendo al 50 per cento potrebbero ridurre il rischio di produrre lavorati che potrebbero restare invenduto.
L’art. 38, co. 5 - Il termine di scadenza dell'autorizzazione o della concessione.....può essere incrementato sino ad un massimo di complessivi venticinque anni, su domanda dell'interessato, e previa stipula di una convenzione con l'impegno alla lavorazione di almeno il 50 per cento del materiale da taglio nel sistema produttivo locale, da dimostrarsi mediante un sistema di tracciabilità del prodotto che dia garanzia effettiva L’aArt. 39, co.1 - Il regolamento dei comuni emanato ai sensi dell'articolo 64, comma 3, del r.d. 1443/1927, definisce in particolare: i criteri e le modalità per la valutazione del rispetto dell'impegno alla lavorazione di almeno il 50 per cento del materiale previsto dalla convenzione di cui all'articolo 38, commi 5 e 6.
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