Politica
Aumento biglietti del trasporto pubblico: la preoccupazione di Rifondazione Comunista Massa Carrara
Rifondazione Comunista Massa Carrara condivide le preoccupazioni in merito all’aumento dei biglietti degli autobus annunciati qualche giorno fa. Dal 1° agosto, le cittadine e…

"Palazzo Rosso a Carrara: il valzer delle varianti": il consigliere Mirabella risponde al sindaco Arrighi
Il consigliere della lista Ferri Filippo Mirabella risponde al sindaco Arrighi su Palazzo Rosso: "Nessun capriccio, ma una richiesta di trasparenza su un progetto che…

Bernardi rimanda indietro le accuse di falsità sul cantiere della Taliercio e replica all'assessore Lorenzini con una diffida formale
Il consigliere della Lista Civica Massimiliano Bernardi non ci sta ad accettare le accuse di aver diffuso notizie false sul cantiere della scuola Taliercio, che gli…

Asmiu, emergenza veicoli: l'appello di Fit Cisl
All’interno di ASMIU è ormai emergenza totale per quanto riguarda i veicoli dedicati alla raccolta, conseguenza diretta di una programmazione aziendale inesistente, che ha ridotto la flotta ai…

Un tavolo per una cultura di pace. Martedì 23 giugno il primo incontro in Comune
Martedì 23 giugno alle 17,30 nella sala di rappresentanza del Comune di Carrara si terrà il primo incontro del 'Tavolo per una cultura di pace'. Il Comune di Carrara…

Apuane Libere: Nature Restoration Law, le istituzioni toscane tacciono
"Come Apuane Libere abbiamo presentato progetti concreti del PNRR per le Alpi Apuane. Cosa hanno fatto Regione e Parco delle Alpi Apuane?" parte così la riflessione…

“A Carrara soppresso il Capolinea del Paradiso”: la protesta dei sindacati
Le Rappresentanze Sindacali Aziendali FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT, FAISA-CISAL e UGL-FNA di Autolinee Toscane denunciano le gravi criticità che stanno interessando il servizio della linea 52 a…

Sanità apuana, CISL, UIL: “L'ora delle scuse è finita: cittadini e sindacati meritano risposte, non l'ennesimo rinvio”
La pazienza ha un limite. E quel limite, sulla sanità del territorio apuano, sembra ormai essere stato ampiamente superato. Negli anni scorsi venne…

Mancanza di parcheggi a Canevara: la segnalazione di Rifondazione Comunista Massa Circolo della Montagna
Ancora una volta, ci troviamo nella condizione di dover segnalare una criticità nota ormai da molto tempo e sempre ignorata dalle istituzioni locali:…

Il Polo P&S: gigantesco danno erariale sulle utenze dello stadio comunale
“L’interrogazione sulle utenze dello stadio comunale ha disvelato una preoccupante gestione dell’immobile pubblico da un decennio a questa parte. Le utenze infatti sono tutte intestate al…

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"La Pioggia nel Pineto di D'Annunzio è una poesia che piace al PD, ma che non può certo garantire la sicurezza idraulica e ambientale della Toscana» dichiara Maria Teresa Baldini, consigliera del Consorzio 1 Toscana Nord e candidata alle prossime elezioni regionali. La nomina del nuovo Direttore Generale del Consorzio – un filosofo senza esperienza comprovata nel settore della bonifica – appare sorprendente e, secondo Baldini, «risponde unicamente a logiche partitiche in vista delle elezioni regionali». Una scelta che costerà ai cittadini oltre 104.000 euro l'anno, per un totale di circa mezzo milione in cinque anni, quando sarebbe stato possibile valorizzare i dirigenti già presenti nella struttura, professionisti con competenze riconosciute e maturate sul campo.«A pagare saranno ancora una volta i contribuenti – prosegue Baldini – che si troveranno bollette più care per sostenere una nomina calata dall'alto, in una logica "filosofica e poetica" del tutto distante dalle reali esigenze del territorio.»L'iter stesso della nomina solleva dubbi di legittimità: la legge regionale prevede che l'Assemblea del Consorzio sia formalmente "sentita" prima di procedere, ma ciò non è avvenuto. «Il presidente Giani – osserva Baldini – ha avallato una decisione che sembra privilegiare la suggestione letteraria rispetto all'esperienza tecnica sulla bonifica, con conseguenze gravi per la sicurezza e le tasche dei cittadini.È indispensabile una riforma del Consorzio – conclude Baldini – per restituire equità, competenza e trasparenza. Sono in prima linea per ridare voce ai cittadini e ridurre il peso di bollette sempre più ingiuste, generate da un ente che continua ad agire secondo logiche esclusivamente partitiche.»
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«La nomina del nuovo Direttore Generale del Consorzio 1 Toscana Nord è una scelta che solleva gravi perplessità sul piano della legittimità e della trasparenza» dichiara Maria Teresa Baldini, consigliere del Consorzio e candidata alle elezioni regionali in Toscana.Dopo quasi un anno dall'insediamento della nuova amministrazione consortile, durante il quale l'Ente è rimasto in una condizione di precarietà gestionale, il Presidente Sodini ha annunciato la nomina del nuovo Direttore Generale. «Un atto – continua Baldini – viziato dall'assenza del parere dell'Assemblea Consortile, che la legge prevede debba essere "sentita", ossia formalmente coinvolta con un parere di assenso, dissenso o altra valutazione. Ciò non è avvenuto.»La critica si estende anche al metodo seguito. «Non sono stati messi a disposizione dei membri dell'Assemblea i curriculum dei candidati – sottolinea Baldini – e sono stati esclusi preventivamente tutti i dirigenti interni e i professionisti con comprovata esperienza in materia di bonifica. Un giudizio ingiustamente negativo nei confronti di figure che hanno contribuito a fare del Consorzio 1 Toscana Nord un esempio di eccellenza, riconosciuto a livello nazionale.»Al posto di un dirigente con competenze specifiche in bonifica, è stato scelto un Direttore che non ha mai ricoperto tale ruolo. «Siamo di fronte – osserva Baldini – a una decisione che appare ancora una volta dettata da logiche politiche di partito più che da criteri di merito e professionalità. Non vi è chiarezza sul lavoro svolto dalle commissioni nominate per valutare le candidature, né sulla trasparenza delle scelte operate.»Le conseguenze ricadranno sui consorziati: lo stipendio del nuovo Direttore supererà i 104.000 euro annui, cifra che si sarebbe potuta risparmiare nominando un dirigente interno. «Questa scelta – aggiunge Baldini – si somma a quella di un Presidente poco rappresentativo, senza esperienza in materia di bonifica e impegnato altrove. Ora anche il Direttore dovrà formarsi da zero, con costi e tempi a carico della collettività.»«I cittadini saranno chiamati a pagare bollette sempre più alte, mentre la Regione continua ad avallare procedure antidemocratiche e non rispettose della normativa. È ora di cambiare – conclude Baldini – ed è da qui che parte la mia candidatura alle elezioni regionali in Toscana.»
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La polemica scoppiata attorno alla vicenda della Pugilistica Massese rischia di trasformarsi in un racconto distorto, lontano dalla realtà dei fatti. La Provincia di Massa-Carrara, chiamata in causa da alcune dichiarazioni e ricostruzioni apparse sulla stampa, ha deciso di chiarire punto per punto come si è arrivati alla situazione attuale. Prima di tutto, va ribadito un principio che spesso si tende a dimenticare: dal 2016 la gestione dello sport non è più competenza delle Province, ma dei comuni. Nonostante questo, l’Ente di Palazzo Ducale non si è mai tirato indietro e, pur non avendo alcun obbligo formale, si è impegnato a cercare soluzioni praticabili per non lasciare l’associazione senza spazi. Un impegno che parte da lontano, già dal luglio 2023, quando durante alcuni incontri in Comune, l’allora dirigente comunale Fernando Della Pina e l’ex presidente della Pugilistica, Pieroni, misero nero su bianco alcune certezze: l’associazione era pienamente a conoscenza dei lavori e delle possibili sospensioni delle attività; era chiaro a tutti che serviva una collocazione alternativa e definitiva; e lo stesso Pieroni aveva manifestato la disponibilità a prendere contatti con la Comasca. In quella fase, si discusse persino di un progetto più ampio: l’acquisto di una struttura da collocare nell’area di via Poggioletto, accanto all’Istituto Barsanti, in grado di ospitare anche altre realtà sportive del territorio.
Nel frattempo, proprio per non interrompere l’attività della Pugilistica, la Provincia decise di concedere in via provvisoria la palestra del liceo Rossi. Una soluzione temporanea, che come tale era stata presentata. Tant’è che già il 26 maggio 2025, con quasi tre mesi di anticipo, l’Ente comunicava ufficialmente al comune di Massa che dal 15 agosto la palestra sarebbe tornata a disposizione dell’istituto scolastico. Una decisione nota e condivisa, tanto che la comunicazione era indirizzata anche all’assessore Acerbo e alla dirigente Benetti, ed era seguita dalla convocazione di una riunione per il 16 giugno. Difficile, quindi, parlare di “sfratto improvviso”, come qualcuno ha voluto far credere. A rendere ancora più chiare le cose è arrivata, il 21 luglio, una PEC che annunciava la sospensione temporanea delle attività per consentire la demolizione del blocco scale: un intervento già pianificato dal 2023 e quindi tutt’altro che imprevisto. Nonostante ciò, l’associazione ha continuato a entrare negli spazi del cantiere, spesso in violazione delle più elementari norme di sicurezza, tanto da costringere il coordinatore alla sicurezza a intervenire e a segnalare ufficialmente il problema. Episodi che non hanno certo aiutato a mantenere un clima sereno e che hanno minato la fiducia necessaria per valutare un rientro anticipato della società in palestra.
Eppure, nonostante tutto, la Provincia non ha chiuso le porte al dialogo. Anzi, durante un incontro con il nuovo presidente della Pugilistica è stata discussa la possibilità di prorogare l’utilizzo degli spazi fino al giugno 2026, proprio per venire incontro alle esigenze della società, considerando che per il liceo Rossi si è nel frattempo individuata un’altra collocazione. È chiaro quindi che la narrazione di sfratti improvvisi e decisioni calate dall’alto non trova riscontro nei fatti. La Provincia ha agito con trasparenza, con ampio preavviso e soprattutto con la volontà di aiutare un’associazione storica del territorio, assumendosi responsabilità che, in realtà, non le competono più.Se oggi vi sono difficoltà, esse sono legate esclusivamente ai tempi del cantiere e alla necessità di garantire la sicurezza di studenti e lavoratori. Parlare di scarsa attenzione o di improvvisa chiusura delle porte significa non riconoscere la realtà di un percorso lungo e complesso, gestito con disponibilità e senso di responsabilità.
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La cultura della trasparenza nelle società partecipate dal comune di Massa è trascurata e purtroppo questo ha riflessi sulla materiale partecipazione delle persone alla vita politica della città. Chi ha la responsabilità di vigilare sul rispetto delle normative in materia dovrebbe rispondere a questa carenza prima di lamentare un’eccessiva mole di richieste di accessi agli uffici" dichiara la consigliera Bennati. “Non mi sembra normale dover fare accesso agli atti per avere dei bilanci che dovrebbero essere pubblicati e liberamente accessibili sul sito del Comune di Massa. E’ tutta una perdita di tempo per scoraggiare l’azione dovuta di controllo che svolgo in quanto opposizione politica” evidenzia Bennati.Il Polo Progressista e di Sinistra, composto da M5S RC e Mcc, ha richiesto i bilanci di partecipate che non sono pubblicati negli spazi appositi nel sito dell’amministrazione trasparente comunale. I dati a oggi disponibili sono fermi ai bilanci del 2023, questo vale, purtroppo, per tutte le società partecipate. Che il sindaco Persiani ritenga “superfluo” anche dover informare la città sull’andamento delle società controllate? La legge però su questo è chiara. Come opposizione, come Polo Progressista e di Sinistra (M5S- RC- MCC) continuiamo a svolgere la nostra attività di controllo su tutta l’attività dell’ente e delle società, ma diventa difficile poter svolgere il nostro compito in questa condizione istituzionale.
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Italia Nostra Massa Montignoso ha fatto un esposto-denuncia alla Sovrintendenza delle Belle Arti di Lucca sui lavori stradali effettuati recentemente dal comune di Massa, dopo un intervento non meglio identificato su alcune condotte idrauliche, in Piazza della Martana a ridosso della storica Porta. “Tutta l'area sotto l'antica porta e nelle immediate adiacenze - dicono da Italia Nostra - è rimasta contornata da buche, con i vari piastroni sconnessi che, oltre a dare una pessima impressione estetica, risultano anche pericolosi per i pedoni che rischiano di incespicare e magari cadere a terra malamente. Quello che Italia Nostra si chiede è come si possa lavorare così in dispregio dei luoghi e del paesaggio delicato del centro storico, usando materiali estranei al contesto architettonico, come l'asfalto e i piastroni chiaramente non idonei e non conformi al resto della pavimentazione. In pratica questi interventi non fanno altro che aggravare e peggiorare l'aspetto e l'estetica del luogo aumentando il degrado della zona già in parziale abbandono abitativo. Considerato che, nonostante le nostre critiche, simili interventi a Massa sono in costante aumento, non ci rimane che rivolgerci alla Sovrintendenza per un parere ed eventualmente una critica ufficiale al sindaco di Massa e ai dirigenti dell'ufficio urbanistica”.
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Una situazione di forte degrado urbano e sociale è quella che da tempo vivono i residenti di via Pradaccio e via Volpina, due zone ormai segnate da abbandono e incuria. Strade dissestate, buche profonde, infrastrutture compromesse, illuminazione insufficiente, cattivi odori e ristagni d’acqua caratterizzano aree sempre più difficili da vivere e pericolose anche per l’accesso dei mezzi di soccorso. A questi problemi strutturali si aggiunge la presenza di fenomeni di spaccio e microcriminalità, che alimentano insicurezza e malcontento tra i cittadini. Il Comitato Tra la Gente denuncia con fermezza una condizione definita “inaccettabile” e chiede che le istituzioni intervengano senza ulteriori ritardi. “Non possiamo permettere – sottolineano dal Comitato – che interi quartieri vengano dimenticati e lasciati al degrado. È una questione di dignità, di salute pubblica e di sicurezza.” Da qui l’appello a tutte le forze politiche, senza distinzione di schieramento: “Non servono scaricabarile o promesse mancate. È necessario che la politica tutta, unita e in maniera concreta, si attivi per restituire decoro e sicurezza a via Pradaccio, via Volpina e alle zone limitrofe.” Le richieste sono chiare: interventi urgenti di manutenzione stradale, potenziamento dell’illuminazione pubblica, risanamento della rete fognaria e un presidio costante delle forze dell’ordine per contrastare degrado e spaccio. “Queste strade non sono solo vie di passaggio – conclude il Comitato – ma luoghi di vita, di lavoro e di comunità. Restituire loro dignità significa ridare fiducia a tutta la città. Le istituzioni dimostrino, con i fatti, di essere vicine ai cittadini.”Una situazione di forte degrado urbano e sociale è quella che da tempo vivono i residenti di via Pradaccio e via Volpina, due zone ormai segnate da abbandono e incuria. Strade dissestate, buche profonde, infrastrutture compromesse, illuminazione insufficiente, cattivi odori e ristagni d’acqua caratterizzano aree sempre più difficili da vivere e pericolose anche per l’accesso dei mezzi di soccorso. A questi problemi strutturali si aggiunge la presenza di fenomeni di spaccio e microcriminalità, che alimentano insicurezza e malcontento tra i cittadini. Il Comitato Tra la Gente denuncia con fermezza una condizione definita “inaccettabile” e chiede che le istituzioni intervengano senza ulteriori ritardi. “Non possiamo permettere – sottolineano dal Comitato – che interi quartieri vengano dimenticati e lasciati al degrado. È una questione di dignità, di salute pubblica e di sicurezza.” Da qui l’appello a tutte le forze politiche, senza distinzione di schieramento: “Non servono scaricabarile o promesse mancate. È necessario che la politica tutta, unita e in maniera concreta, si attivi per restituire decoro e sicurezza a via Pradaccio, via Volpina e alle zone limitrofe.” Le richieste sono chiare: interventi urgenti di manutenzione stradale, potenziamento dell’illuminazione pubblica, risanamento della rete fognaria e un presidio costante delle forze dell’ordine per contrastare degrado e spaccio. “Queste strade non sono solo vie di passaggio – conclude il Comitato – ma luoghi di vita, di lavoro e di comunità. Restituire loro dignità significa ridare fiducia a tutta la città. Le istituzioni dimostrino, con i fatti, di essere vicine ai cittadini.”
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"L’Ordine dei Medici della Provincia di Massa e Carrara esprime forte indignazione per le atrocità perpetrate da tempo con ferocia crescente a danno del popolo palestinese nella striscia di Gaza". A firmare la dichiarazione a nome dell'Ordine dei Medici è il dottor Carlo Manfredi che spiega: " I bambini strappati alla vita erano 18.000 alla fine di maggio quando incombeva già la decisione di non far arrivare il cibo attraverso gli aiuti umanitari o di renderli difficilmente accessibili. Secondo l’Alto Commissariato dell’ONU per i diritti umani, 1760 palestinesi sono stati uccisi a Gaza mentre erano alla ricerca di aiuti umanitari tra il 27 maggio e il 13 agosto. Fra questi, 994 sono morti nelle vicinanze dei siti di distribuzione e 766 lungo le rotte dei convogli di rifornimenti. Il numero dei decessi da malnutrizione è salito 240 di cui 107 bambini. Il numero complessivo di palestinesi morti dall’inizio della guerra a Gaza è di 61.827 e 155.275 i feriti. Già dopo 80 giorni di guerra, l’OMS ha comunicato che la capacità sanitaria nella Striscia era stata ridotta al 20 per cento rispetto a prima dei bombardamenti con totale annullamento dei servizi specialistici. Gli operatori sanitari morti dall’inizio del conflitto sono 1400.Gli ospedali, le altre strutture sanitarie e le ambulanze devono essere un porto franco per tutti coloro che hanno bisogno di assistenza, indipendentemente dalla razza, religione o appartenenza politica. Le opportunità di essere curati devono venire prima di tutto e sacra deve essere considerata la vita dei soccorritori, medici infermieri, assistenti tecnici e addetti alla logistica sanitaria. Questo principio basilare è stato violato a Gaza con indifferenza e cinismo. L’esposizione alla violenza è profondamente traumatica e ha conseguenze permanenti sulla salute e sullo sviluppo dei bambini, tra cui disabilità, ritardo dello sviluppo, malnutrizione, disturbo da stress post-traumatico e disturbi emotivi e comportamentali. Basti solo pensare che si stima che ci vogliano circa 15 anni per recuperare i livelli di mortalità infantile precedenti al conflitto. È angosciante constatare che, nella striscia di GAZA, bambini e bambine strappati ai loro affetti e in condizioni di vita caratterizzate da una realtà di morte che avanza inesorabile vengano reclutati da gruppi armati e siano esposti al rischio di sfruttamento e radicalizzazione. I medici apuani di fronte all’enormità di questi accadimenti esprimono la propria indignazione e aggiungono la propria voce al coro che si leva dalle società scientifiche e dalle associazioni mediche che hanno lanciato un appello per la protezione dell’infanzia nei conflitti armati e contro l’indifferenza e il silenzio che sono sempre più mortifere".
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“Nessun livore, nessun rancore e tanto meno nessuna nostalgia, da parte mia , ma solamente il desiderio di restare fedele ai principi che mi hanno permesso di occuparmi di politica per decenni, denunciando qualsiasi comportamento illecito, perpetrato nei confronti dei cittadini dai politici di qualsiasi colore , nei confronti dei cittadini” è il commento di Mauro Rivieri, coordinatore provinciale di Indipendenza alle dichiarazioni dei vertici regionali e provinciali di Forza Italia, chiamati in causa dallo stesso Rivieri che, alcuni giorni fa, aveva lanciato pesanti accuse nei confronti del partito di cui è stato membro. Forza Italia Toscana ha infatti annunciato di procedere per vie legali contro Rivieri, che tuttavia, è tornato a ribadire alcune delle stesse accuse, non circostanziate, sulle quali tuttavia sostiene di avere prove inconfutabili. Nel mirino un consigliere di Forza Italia dell’amministrazione Persiani che avrebbe ricevuto lauti pagamenti per consulenze illecite a una partecipata del comune, caso, secondo quando afferma Rivieri, già denunciato alla Procura della Repubblica. E il leit motiv delle accuse di Rivieri contro il suo ex partito riparte con una serie di quesiti che chiamano in causa tutti i rappresentanti locali e la loro presunta – a suo giudizio – ignoranza dei fatti. Rivieri ha, poi annunciato di aver dato mandato a un legale per dimostrare l’illecito ed ha auspicato che il consigliere in questione, di cui non vuole fare il nome, decida di dimettersi anche perché – sempre secondo Rivieri – sarebbe in procinto di ottenere un’altra sanatoria edilizia. L’unico nome fatto da Rivieri, nel suo secondo “J’accuse” è quello dell’assessore al bilancio Marco Mercanti a cui rivolge domande relative alla necessità di fare chiarezza sul consigliere e sulla mancata riscossione – secondo Rivieri – della tassa marmi.
- Il Circolo Pd Bondano, Casone, Ricortola, Partaccia denuncia: «Ritiro rifiuti in difficoltà, la frazione è sporca»
- Cava Fornace, il gruppo di maggioranza di Montignoso replica alla Lega: “Basta propaganda, serve responsabilità istituzionale”
- Piano parcheggi per Marina di Carrara che tenga conto delle esigenze dei residenti: la richiesta di Associazione Arca
- "Massa e Ospedale del Cuore sono un esempio importante dell'impegno umanitario dell'Italia": l'onorevole Bergamini di Forza Italia visita i bambini palestinesi curati a Massa
- Privilegiati, beneficiati dalla politica e responsabili del degrado di Massa: Brunetti e Rivieri di Indipendenza si scagliano contro Persiani e Forza Italia
- "Giravolta del Pd sui beni estimati": il consigliere Martinelli ripercorre la vicenda in consiglio regionale
- "Piscina di Carrara, probabile buco nell'acqua": la critica di Giuseppe Bergitto segretario comunale di Forza Italia Carrara
- Caldo torrido e fontane spente a Massa: la segnalazione di Italia Nostra Massa Montignoso
- Il Polo P&S: in via Pisa la riparazione stradale è durata meno di 24 ore
- Amministrazioni accusate di abusivismo che restano in silenzio: Rifondazione Comunista Massa chiama in causa Massa e Montignoso sull'aeroporto del Cinquale


