Politica
Trasporto blocchi di marmo: serve certezza per chi muove la filiera
Barabotti (Lega): «Costi del gasolio e incertezza contrattuale frenano il rinnovo dei mezzi. A rischio la sicurezza e l'intera filiera lapidea. L'allarme lanciato da CNA Fita…

Caos Rette Nidi a Carrara, Lapucci lancia l'offensiva: «Bandi illegittimi e uffici allo sbaraglio. Il Regolamento comunale demolisce il "muro" dell'Amministrazione su ISEE e rimborsi arretrati»
CARRARA – "Si aggrava la posizione del Comune di Carrara nella gestione delle tariffe dei nidi d’infanzia" Lo dice l'ex consigliere comunale del comune di Carrara…

Il verde pubblico è un bene comune. Avs chiede trasparenza e che si applichi il regolamento adottato
Nei giorni scorsi ci sono arrivate diverse segnalazioni per il taglio di altri otto pini sulla salita S. Ceccardo e di un albero maestoso nel parco…

Massimiliano Bernardi: "Campo scuola verso la chiusura, ma lo sport diventa "a numero chiuso": le contraddizioni della Giunta Arrighi"
"Una decisione annunciata in Commissione Presidente Silvia Barghini del PD che lascia sul campo più perplessità che certezze. Nel corso del recente dibattito, l'Assessore allo Sport…

Carrara, sicurezza, Barabotti (Lega): "Arrighi chiede più Stato, poi la sua maggioranza boccia "Strade Sicure". Ai cittadini gli appelli non bastano"
"La sindaca Arrighi chiede più presenza dello Stato, ma quando in Consiglio comunale arriva una proposta concreta per richiedere i militari di "Strade Sicure",…

Futuro Nazionale Massa-Carrara: “Immigrazione, il centrodestra predica serietà ed efficienza, ma i fatti raccontano un’altra realtà”
Futuro Nazionale Massa-Carrara esce col seguente comunicato nel quale il movimento presenta la sua posizione sulla gestione dell’immigrazione, sugli sbarchi nel porto di Marina di Carrara e sul…

Carrara, il Centrodestra fa squadra e guarda al futuro: “Pronti a scrivere una nuova pagina per la città”
"Grande partecipazione al gazebo unitario del Centrodestra in Piazza 2 Giugno a Carrara, un’importante occasione di incontro e confronto con i cittadini, che hanno voluto fermarsi…

Oscuramento dei profili social e responsabilità dei genitori: le proposte di Cantalamessa
Quando la criminalità conquista i social, anche la risposta legislativa deve guardare lì. Nell'intervista a Format Lab Academy, il senatore leghista Gianluca Cantalamessa, componente della Commissione…

Fratelli d’Italia Massa-Carrara: proposta per l’istituzione del garante provinciale dei diritti delle persone con disabilità
Fratelli d’Italia scende in campo a tutela delle persone con disabilità e delle loro famiglie, presentando…

Comunicato stampa. Trasporto dei blocchi di marmo, CNA Massa Carrara: «Un'eccellenza del territorio a rischio. Serve una prospettiva per il futuro»
Il trasporto di marmo in blocchi è un settore di nicchia, altamente specializzato, che rappresenta un'eccellenza del territorio apuano e un servizio essenziale per il funzionamento…

Grande, accogliente, colorata: una nuova mensa per la ‘Rodari'. Taglio del nastro in via Villafranca
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È stata inaugurata ufficialmente oggi in via Villafranca, ad Avenza la nuova mensa della scuola primaria 'Rodari'. La nuova costruzione è costata circa 600mila euro finanziati con fondi Pnrr dal Ministero dell'Istruzione e del Merito e integrati poi con risorse proprie del Comune. La mensa può ospitare fino a cento alunni contemporaneamente ed è dotata di una moderna ed efficiente cucina. A impreziosire la nuova struttura i murales realizzati da Enrica Pizzicori partendo dai disegni di bambine e bambini. La nuova mensa sarà utilizzata quotidianamente dagli alunni della scuola primaria 'Rodari' a partire da lunedì 28 settembre. Stamani, alla presenza del sindaco Serena Arrighi, del vicesindaco Roberta Crudeli e degli assessori all'Istruzione e ai Lavori pubblici Gea Dazzi e Elena Guadagni è stato tagliato ufficialmente il nastro e si è festeggiato un traguardo tanto importante per tutta la comunità scolastica.«Come la 'Taliercio' o 'Canal del Rio', quella della 'Rodari' è un altro importante cantiere che si è chiuso, ma è soprattutto una nuova infrastruttura al servizio di tutta la nostra comunità – dice il sindaco Serena Arrighi -. Grazie quindi anzitutto a tutti i tecnici, gli amministrativi e i dipendenti comunali che hanno seguito questo importante cantiere, grazie ai progettisti, ai professionisti e alle ditte che vi hanno lavorato e, non ultima, grazie a tutta la comunità della 'Rodari'. Dalla dirigente fino a bambine e bambini, senza dimenticare ovviamente docenti, personale ata, segreteria e famiglie, tutti loro hanno fatto la propria parte per gestire la fase dei lavori. Per noi è un grande orgoglio oggi mettere a disposizione delle bambine e dei bambini di oggi e di domani una struttura moderna, efficiente e per di più impreziosita dai magnifici disegni di Enrica Pizzicori».«Meno di due settimane fa abbiamo mostrato alla città la nuova 'Taliercio', oggi è la volta della 'Rodari', senza dimenticare il grande ampliamento dell'asilo nido dei 'Cuccioli' inaugurato ormai due anni fa. A questa lista vanno poi aggiunti i lavori in corso alla 'Giromini', ma anche gli interventi realizzati, per esempio, alla 'Fontana' di Bonascola o ancora quelli già programmati alla 'Marconi' di Carrara e tanti altri ancora – sottolinea l'assessore all'Istruzione Gea Dazzi -. Grazie ai fondi Pnrr e a importanti investimenti del Comune in questi anni siamo intervenuti, e stiamo intervenendo, in maniera importante su tutto il patrimonio edilizio delle nostre scuole perché siamo consapevoli di come ambienti non solo più sicuri, ma anche più belli e confortevoli siano fondamentali per permettere ai bambini di crescere nel migliore dei modi». «In questi anni abbiamo dato un impulso fondamentale alla nostra città. Grazie a risorse ministeriali, regionali e comunali siamo intervenuti, e stiamo intervenendo, dal mare fino ai monti e su molti ambiti diversi: dalla messa in sicurezza del territorio, fino alla creazione e alla restituzione alla città di aree verdi e luoghi d'introno e poi, ovviamente, le scuole – conclude l'assessore ai Progetti Speciali Moreno Lorenzini -. Oggi siamo felici di poter mettere a disposizione di tutti una struttura così bella e funzionale, ma quanto è stato fatto alla 'Rodari' è solo un ulteriore traguardo raggiunto e presto ne seguiranno molti altri».
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Il polo progressista e di sinistra replica all'ex assessore Amelia Zanti: "Veramente non abbiamo capito l'uscita di Amelia Zanti, neo-presidente del CDA di Casa Ascoli. Non sarà certo il Polo Progressista e di Sinistra a difendere la Regione Toscana che colpe, almeno indirette sulla questione Casa Ascoli, ne ha, ma non sono certo quelle indicate dalla Zanti. Che il piano industriale di salvataggio di Casa Ascoli fosse altamente aleatorio e che gli incastri per la buona riuscita fossero tanti, troppi, lo avevamo detto in tempi non sospetti. Oggi i nodi vengono al pettine. E sono tutti dentro il bilancio.L'utile conseguito è il risultato di tre operazioni una tantum e straordinarie: l'acquisto da parte del comune di un terreno di Casa Ascoli e una plusvalenza dovuta ad una transazione hanno garantito, da soli, l'utile all'azienda. Se poi consideriamo i 4 dipendenti che sono stati scaricati sui bilanci del Comune e di ASL, ecco che l'utile non è effetto di risanamento strutturale, ma di puri fatti straordinari e in realtà dovrebbe essere stato anche più elevato.
E' sufficiente leggere i rapporti tra le voci di bilancio, o meglio degli equilibri che un bilancio sano che dovrebbe presentare per capire che il risanamento strutturale dell'azienda non solo è lungi da palesarsi, ma i passi in avanti sono talmente piccoli che gli effetti sui conti sono quasi impercettibili. Permangono squilibri tra attività e passività strutturali, lo sproporzionato indebitamento con i fornitori è ancora lì e l'ipoteca sui beni accesa da uno di questi fornitori dimostra che le garanzie di buona riuscita del piano industriale non convincono, inoltre la cassa e le disponibilità bancarie non sono in grado di coprire che una minima parte dei debiti a breve. Questa condizione è coerente con quanto riportato in Nota Integrativa circa le tensioni con i creditori e conferma che l'equilibrio operativo dell'Azienda si regge, di fatto, sulla dilazione dei pagamenti ai fornitori. Leggendo la relazione allegata al bilancio redatta dal predecessore della sig.ra Zanti, anche le banche hanno fatto mancare il loro sostegno: forse il piano industriale e i conti dell'azienda non le hanno convinte?Il Polo Progressista e di Sinistra è convinto, come premesso, che la signora Zanti da pochi mesi alla guida della società non ha responsabilità sul passato, ci auguriamo che, per il bene di Casa Ascoli, si muova con cognizione di causa e intervenga, assieme al Sindaco, per chiedere invece alla Regione quote di convenzione congrue con il nostro territorio di costa. Sempre che non ritenga che questo possa arrecare danno economico alle RSA private della costa e della Lunigiana".
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L'avvocato Luca Guadagnucci, Referente Provinciale di Futuro Nazionale Massa Carrara, interviene sul tema dello sviluppo del porto di Marina di Carrara e dell'erosione costiera che interessa il litorale apuano."Il porto di Marina di Carrara rappresenta una delle principali infrastrutture economiche della provincia e il suo ruolo produttivo e commerciale deve essere valorizzato", dichiara Guadagnucci. "Ma sviluppo portuale, sicurezza, sostenibilità e tutela del territorio devono procedere insieme."
𝐋'𝐞𝐫𝐨𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐩𝐮𝐚𝐧𝐚
Secondo Guadagnucci, "è soprattutto sulla questione dell'erosione della costa apuana che occorre oggi porre la massima attenzione". Il referente sottolinea come "la presenza e lo sviluppo delle infrastrutture portuali incidono sulla dinamica del litorale e il problema riguarda direttamente Marina di Massa, la Partaccia, Ronchi, Poveromo e tutta la costa fino al Cinquale". Guadagnucci ricorda inoltre che "lo stesso Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha richiesto un'analisi approfondita, attraverso modelli matematici, per verificare le conseguenze dell'ampliamento del porto sull'erosione".
"Prima di procedere con qualsiasi ulteriore ampliamento devono essere fornite garanzie tecniche e scientifiche chiare sugli effetti delle nuove opere sulle correnti, sul trasporto dei sedimenti e sull'erosione delle spiagge a sud del porto", afferma. "La difesa della costa non può essere affrontata soltanto dopo ogni nuova mareggiata: deve essere una condizione preliminare di qualsiasi scelta infrastrutturale."
𝐐𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨
Guadagnucci pone poi l'accento sul modello di sviluppo da perseguire: "Accanto alla tutela ambientale, è necessario interrogarsi anche su quale modello di porto si intenda costruire per il futuro della provincia. Una maggiore vocazione alla nautica da diporto, al turismo nautico e ai servizi collegati al mare merita di essere valutata seriamente, accanto alla tradizionale funzione commerciale."
"Cantieristica, manutenzione, refitting, servizi portuali, turismo e ristorazione possono infatti creare nuove opportunità economiche e occupazionali e un collegamento più diretto tra Marina di Carrara, Marina di Massa e l'intero tessuto economico apuano", aggiunge. "Dobbiamo confrontarci senza pregiudizi sui diversi modelli di sviluppo, valutando concretamente quali investimenti siano in grado di attirare, quanta occupazione producano e, soprattutto, quanta ricchezza rimanga effettivamente sul nostro territorio."
𝐈𝐥 𝐧𝐨𝐝𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐚𝐧𝐜𝐞
Il referente affronta infine la questione della governance dello scalo: "C'è infine il tema della governance. Il porto di Marina di Carrara, pur trovandosi in Toscana, fa parte dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale insieme al porto della Spezia. L'attuale assetto deve essere valutato anche alla luce degli interessi strategici, economici e ambientali di Massa-Carrara, senza alimentare contrapposizioni territoriali."
"È legittimo, in questo quadro, discutere anche di una maggiore integrazione del porto all'interno del sistema portuale toscano", conclude.
"Il porto deve essere una risorsa per il territorio che lo ospita – conclude Guadagnucci – e il suo sviluppo deve procedere insieme alla tutela della costa, non indipendentemente da essa. La provincia di Massa-Carrara ha già pagato un prezzo molto alto all'erosione. Prima di progettare nuove espansioni dobbiamo avere la certezza che ogni scelta futura sia compatibile con la salvaguardia delle nostre spiagge e produca benefici concreti per cittadini, lavoratori e imprese locali. La difesa della costa e l'interesse del territorio devono venire prima di tutto."
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In un'ampia intervista concessa a Gianna Fregonara e pubblicata sul Corriere della Sera del 22 settembre 2026, il ministro dell'Istruzione e del Merito 𝗚𝗶𝘂𝘀𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗩𝗮𝗹𝗱𝗶𝘁𝗮𝗿𝗮 (Lega, 65 anni) ha ripercorso nel dettaglio la norma allo studio del governo sul limite di studenti stranieri nelle classi, rispondendo anche alle polemiche sollevate nei giorni precedenti, comprese le parole del presidente Mattarella.
𝗜𝗹 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮: 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲𝗹𝗹𝗮
Interpellato sul discorso con cui il capo dello Stato aveva richiamato la scuola al rispetto dei valori costituzionali e alla necessità di evitare le cosiddette "classi ghetto", Valditara si è detto pienamente d'accordo, definendolo un intervento di grande equilibrio e sostenendo che il governo condivide quell'impostazione.
𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲𝗿à 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗹 𝟮𝟬%
Il ministro ha spiegato che il governo sta definendo gli ultimi dettagli del provvedimento, il cui criterio centrale sarà la conoscenza effettiva della lingua italiana, valutata secondo parametri oggettivi. Non rientreranno nel limite gli alunni che hanno frequentato la scuola dell'infanzia in Italia, chi è entrato già in prima elementare, o chi ha comunque seguito con profitto qualche anno di scuola italiana, poiché in questi casi si presume un livello di italiano già acquisito. La norma si applicherà, ha precisato, anche agli studenti stranieri con cittadinanza europea che non parlano la nostra lingua: la nazionalità comunitaria non costituirà quindi un'esenzione automatica.
Quanto ai numeri, Valditara ha fornito una prima stima: le classi con oltre il 20% di alunni stranieri neo-arrivati privi di competenze linguistiche adeguate sarebbero circa mille in tutta Italia, concentrate soprattutto nella scuola primaria. Un dato più ampio riguarda invece le classi con almeno il 30% di studenti di origine straniera, che assommerebbero a circa 34mila: di queste, però, solo una parte — secondo il ministro circa un terzo — rientrerebbe realmente nei nuovi criteri, poiché molti di questi alunni conoscono già l'italiano.
𝗨𝗻𝗮 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶𝘀𝗼𝗺𝗼𝗴𝗲𝗻𝗲𝗮 𝘀𝘂𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼
Valditara ha sottolineato come il fenomeno della concentrazione di studenti stranieri non sia uniforme sul territorio nazionale, ma dipenda da specifiche aree geografiche e quartieri delle grandi città. Il fenomeno risulterebbe in crescita al Nord e nella Capitale, mentre sarebbe meno rilevante nelle regioni del Sud Italia.
𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵é 𝘂𝗻𝗮 𝗻𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗴𝗶à 𝘁𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗶𝗻 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼
Il ministro ha ricordato che un limite analogo era già stato previsto anni fa dall'allora ministra Gelmini, senza però trovare reale attuazione. La differenza, ha spiegato, sta nella natura giuridica del provvedimento: non si tratterà di una semplice circolare ministeriale, ma di una vera e propria legge, quindi cogente e vincolante. Per renderla operativa, verrà attribuito un ruolo di coordinamento agli uffici scolastici territoriali, che avranno il compito di ridistribuire gli studenti in eccesso verso altre scuole di prossimità, secondo un meccanismo già utilizzato oggi per gestire il sovrannumero di studenti italiani. Il ministro ha rivendicato che questa volta si tratta di un modello organizzativo strutturato, e non di semplici annunci.
Riguardo alle scuole che si trovano già sature, con i presidi che segnalano l'impossibilità pratica di trasferire altrove gli alunni in eccesso, Valditara ha ammesso che in questi casi sarà prevista una deroga alla norma. Per le scuole che continueranno ad avere un'alta concentrazione di studenti stranieri, ha annunciato uno stanziamento di risorse economiche destinato all'assunzione di docenti specializzati nel potenziamento linguistico dell'italiano.
𝗜𝗹 𝗿𝗶𝗳𝗲𝗿𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 "𝗳𝘂𝗴𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗯𝗶𝗮𝗻𝗰𝗵𝗶" 𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝗶𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗴𝗿𝗲𝗴𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲
Un passaggio rilevante dell'intervista riguarda il cosiddetto white flight, fenomeno che il ministro ha detto di osservare a livello globale e che, a suo giudizio, riguarda anche l'Italia: quando in una scuola la percentuale di studenti che non parlano italiano supera una certa soglia, le famiglie italiane tendono ad allontanare i propri figli da quell'istituto. Riequilibrando le percentuali, ha sostenuto Valditara, si potrebbe invertire questa tendenza e favorire il ritorno di studenti italiani nelle scuole coinvolte.
Il ministro ha citato inoltre uno studio dell'OCSE secondo cui le scuole con una concentrazione troppo elevata di studenti privi di competenze linguistiche adeguate tendono a registrare indicatori di benessere scolastico meno favorevoli, e ha indicato nell'apprendimento della lingua di scolarizzazione uno dei fattori chiave per migliorare l'integrazione.
Rispondendo a chi accusa il governo di rincorrere le posizioni più dure espresse dal generale Vannacci, Valditara ha respinto l'accusa, sostenendo che l'esecutivo lavora su questi temi da prima che il tema diventasse centrale nel dibattito pubblico, citando come esempio la norma sul potenziamento linguistico per gli studenti stranieri neo-arrivati, di cui rivendica la paternità politica.
𝗜𝗹 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝗴𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶
Alla domanda su come si intenda rendere obbligatorio l'apprendimento dell'italiano anche per i genitori degli studenti stranieri, il ministro ha risposto che sono allo studio strumenti specifici per raggiungere questo obiettivo. Ha spiegato che se in famiglia si parla un'altra lingua, ad esempio l'arabo, il bambino rischia di perdere rapidamente quanto appreso a scuola. Secondo gli studi internazionali richiamati da Valditara, sarebbe importante che anche i genitori conoscessero la lingua italiana e seguissero da vicino il percorso scolastico dei figli.
𝗕𝘂𝗿𝗾𝗮 𝗲 𝗻𝗶𝗾𝗮𝗯 𝘃𝗶𝗲𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮
Un altro tema toccato nell'intervista riguarda il divieto di burqa e niqab nelle scuole, già annunciato dalla premier Giorgia Meloni dal palco della festa dei giovani di Fratelli d'Italia. Valditara ha definito la misura una "questione di civiltà", spiegando che per lui e per la Lega il velo integrale rappresenta il simbolo di una mentalità patriarcale e violenta che nega la personalità della donna. Ha aggiunto che, per i valori politici che rappresenta, la libertà femminile non è un principio negoziabile.
𝗜𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗺𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮𝘁𝗶 𝗲 𝗶𝗹 𝗱𝗲𝗰𝗿𝗲𝘁𝗼 𝗖𝗮𝗶𝘃𝗮𝗻𝗼
Interrogato su come evitare che alcune ragazze vengano tenute lontane dalla scuola o rimandate nel Paese d'origine dei genitori, il ministro ha richiamato gli strumenti già previsti dal decreto Caivano: chi non manda le figlie a scuola rischia fino a due anni di reclusione, e i magistrati hanno la possibilità di disporre la decadenza della potestà genitoriale nei casi più gravi.
𝗟𝗲 𝗿𝗲𝗮𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗼𝗽𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮
L'articolo dà conto anche delle reazioni critiche al provvedimento: la segretaria del Pd Elly Schlein lo ha bollato come l'ennesima trovata di propaganda elettorale volta a inseguire le posizioni di Vannacci, mentre presidi e sindacati della scuola hanno espresso dubbi sulla effettiva applicabilità pratica del tetto, evidenziando le difficoltà logistiche nel ricollocare gli studenti e la carenza di risorse dedicate ai percorsi di integrazione.
𝗖𝗵𝗶 è 𝗚𝗶𝘂𝘀𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗩𝗮𝗹𝗱𝗶𝘁𝗮𝗿𝗮
Nato nel 1961, laureato in Giurisprudenza, Valditara è stato professore ordinario di Diritto romano all'Università di Torino. Politicamente di area leghista, è stato senatore dal 2001 al 2013, passando per An, Pdl, Fli e il Nuovo Polo per l'Italia; dal 2022 è consigliere politico del segretario della Lega Matteo Salvini ed è oggi ministro dell'Istruzione e del Merito.
Fonte: Gianna Fregonara, intervista al ministro Giuseppe Valditara, Corriere della Sera, 22 settembre 2026.
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Un caso molto comune nei processi per stalking è questo: una persona ha iniziato a perseguitare la vittima prima di agosto 2019, ma ha continuato a farlo anche dopo. In questi casi, quale legge si deve applicare? Quella vecchia, più leggera, oppure quella nuova e più severa?A questa domanda ha risposto la Corte di Cassazione con la sentenza n. 34300, pubblicata il 23 settembre 2026.
𝐂𝐨𝐬'è 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟏𝟗. Il 9 agosto 2019 è entrata in vigore una legge molto importante per la tutela delle vittime, conosciuta come "Codice Rosso" (legge n. 69/2019). Questa legge ha reso più dure le pene per diversi reati contro le persone, compreso lo stalking. Ad esempio, per chi viene condannato per stalking oggi, la sospensione della pena può essere concessa solo se l'imputato partecipa a un percorso di recupero.
𝐈𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚. Se una persona ha iniziato a perseguitare qualcuno prima di questa data, ma ha continuato anche dopo, si applica la legge vecchia o quella nuova?
𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐡𝐚 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐨 𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐬𝐬𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. I giudici hanno spiegato che lo stalking non è un reato che si consuma con un solo gesto. Per esserci stalking servono più comportamenti ripetuti nel tempo — minacce, molestie, pedinamenti — che fanno vivere alla vittima uno stato di paura, la spaventano per la propria sicurezza, o la costringono a cambiare le proprie abitudini di vita.
Proprio per questo motivo, secondo la Corte, il reato si considera "concluso" solo con l'ultimo di questi comportamenti, non con il primo.
𝐋𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚. Se le persecuzioni sono iniziate prima di agosto 2019 ma sono andate avanti anche dopo, il reato non si può considerare già concluso quando è entrata in vigore la nuova legge. Per questo motivo, si applica la legge più severa a tutta la vicenda, anche alla parte iniziata prima del 2019.
𝐍𝐨𝐧 è 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐢𝐦𝐩𝐮𝐭𝐚𝐭𝐨. Si potrebbe pensare che questo sia ingiusto, perché in genere una legge più severa non può essere applicata a fatti commessi prima della sua entrata in vigore. Ma la Cassazione spiega che qui non c'è nessuna ingiustizia: la legge nuova non viene applicata a un reato già finito, perché quel reato — considerato nel suo insieme — finisce solo con l'ultimo episodio. Quindi la legge in vigore in quel momento è quella giusta da applicare.
𝐀𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: 𝐮𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐞𝐩𝐢𝐬𝐨𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐢𝐥 𝟐𝟎𝟏𝟗 𝐧𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐨. Questo principio non significa che basti un singolo gesto fatto dopo agosto 2019 per far scattare automaticamente tutte le conseguenze della legge nuova. Serve sempre che ci sia stata una vera e propria serie di comportamenti ripetuti nel tempo. Quello che conta è che l'intera sequenza sia proseguita oltre quella data.
𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡é è 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐢 𝐚𝐟𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨. Questa decisione ha conseguenze molto concrete. In un processo per stalking diventa fondamentale ricostruire con precisione quando sono avvenuti tutti gli episodi contestati, e soprattutto quando è avvenuto l'ultimo. Non basta più dire genericamente "la legge nuova non può valere per me perché ho iniziato prima": bisogna dimostrare con precisione quando la persecuzione è davvero finita.
𝐈𝐧 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢. La Cassazione ci ricorda che, nello stalking, quello che conta davvero non è quando è iniziata la persecuzione, ma 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 è 𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐚. Ed è proprio quella data a stabilire quale legge si applica.
Fonte: Corte di Cassazione penale, sentenza n. 34300/2026, pubblicata il 23 settembre 2026
Articolo a cura dell'Avv. Carmela Federico — rubrica Giustizia & Diritti
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Il nuovo anno scolastico è appena iniziato, ma già fioccano numerosi problemi nel comparto della scuola che il governo Meloni tenta di nascondere con inutile e becera propaganda. Come Giovani Comunisti Massa Carrara denunciamo con forza lo stato di totale abbandono in cui versa la scuola pubblica italiana, ridotta a un’azienda in perdita da decenni di tagli all’istruzione.Mentre i nostri istituti cadono letteralmente a pezzi, il governo sposta l'attenzione pubblica alimentando una propaganda islamofoba e securitaria. L'ultima trovata ideologica, il divieto di burqa e niqab a scuola, è l'ennesima arma di distrazione di massa. Si inventano minacce inconsistenti per non parlare del disastro reale.La realtà che incontriamo ogni mattina entrando in classe è fatta di aule pollaio sovraffollate, dove il diritto allo studio e la sicurezza vengono sacrificati in nome del risparmio. A questo si aggiunge la totale mancanza di strutture per studenti con disabilità che trasforma, di fatto, l'istruzione in un percorso a ostacoli.Non va meglio sul fronte dell'igiene: bagni carenti strutturalmente, spesso fatiscenti o inagibili, specchio di un patrimonio edilizio scolastico lasciato deliberatamente cadere in rovina.Rivendichiamo, inoltre, con urgenza, l’introduzione dell'educazione sessuo-affettiva in ogni ciclo scolastico, per contrastare la violenza patriarcale e per decostruire i pregiudizi di genere in modo libero, sicuro e consensuale.Le risorse per risolvere queste criticità ci sono, ma vengono spese altrove. Questo governo sceglie deliberatamente di investire nel riarmo militare, piegandosi agli interessi dell'industria bellica e della NATO, anziché garantire un futuro alle nuove generazioni. Lo diciamo chiaramente: no al riarmo, destiniamo i fondi alla scuola pubblica. Ciascun euro tolto alle spese militari deve finanziare l'edilizia scolastica, i trasporti e il personale. Riprendiamoci la scuola, smascheriamo i loro decreti propaganda, facciamo sentire un no forte e convinto alla logica del riarmo. La cultura è un diritto, la rivoluzione un dovere.
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CARRARA — Servono attenzione immediata e un’azione coordinata tra tutte le istituzioni preposte per affrontare la situazione di forte degrado e insicurezza nella zona della Doganella. A chiederlo è il consigliere comunale della Lega, Andrea Tosi, a seguito dei recenti episodi di cronaca che hanno interessato uno dei quartieri più popolosi di Carrara.“L’ultimo accoltellamento è solo l’episodio più pesante di un clima vissuto ormai da tempo dai residenti, fatto di urla a notte fonda, persone ubriache tra i palazzi, spaccio e colpi sulle saracinesche delle ultime attività rimaste”, evidenzia Tosi. “La misura è colma e la sicurezza è una materia complessa che non consente scorciatoie o polemiche di parte: proprio per questo è fondamentale che ogni istituzione faccia la propria parte per quanto di sua competenza”.Nel comunicato, il consigliere della Lega rivolge in primo luogo un ringraziamento formale alle Forze dell’Ordine per i tempestivi arresti eseguiti nelle ultime ore e per il lavoro svolto quotidianamente sul territorio, auspicando fortemente che i controlli nella zona vengano rafforzati in modo capillare e costante, con una presenza continua che garantisca un reale presidio e un concreto effetto deterrente. Parallelamente, sul fronte della giustizia, Tosi sottolinea l’auspicio che l’iter giudiziario porti a provvedimenti fermi ed efficaci, nel rispetto delle garanzie di legge, per evitare che gli sforzi operativi delle forze in divisa vengano vanificati con l'immediato ritorno in strada dei soggetti responsabili.Contemporaneamente, viene richiamata l'attenzione sui compiti dell'amministrazione comunale sul piano dell'infrastruttura urbana e della prevenzione. Nello specifico, Tosi sollecita con forza un potenziamento dell’illuminazione pubblica nei punti ciechi che favoriscono le attività illecite, l'implementazione significativa della videosorveglianza nella zona della Doganella e la pianificazione di passaggi mirati della Polizia Municipale nelle ore più critiche.“Non si tratta di addossare responsabilità esclusive a un singolo soggetto o di pretendere soluzioni fantascientifiche, ma di coordinare gli sforzi”, conclude Tosi. “I cittadini sono esasperati e si aspettano risposte concrete e coordinate da parte di tutti i livelli istituzionali”.
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Arriva da Luciano Langella, presidente di Assoproms, associazione proprietari non residente Massa une serie di proposte per migliorare Marina di Massa indirizzate all'assessore all'ambiente di Massa Roberto Acerbo, ai vertici di Asmiu e al sindaco di Massa Francesco Persiani: "Siamo ormai giunti alla fine dell’estate 2026 che ha visto la scrivente Associazione interloquire con una certa frequenza con codesto Assessore e con i Responsabili di ASMIU per segnalare le diverse criticità sollevate dai propri associati in materia di raccolta rifiuti, spazzamento delle strade ed anche di arredo urbano. Gli interventi richiesti ed effettuati tempestivamente hanno prodotto qualche risultato positivo, tuttavia riteniamo che il superamento di altre criticità permanenti debba passare dalla scelta di un nuovo e più adeguato schema organizzativo-strutturale di ASMIU. Qui di seguito, a titolo di collaborazione costruttiva, riportiamo i nostri suggerimenti che derivano da una osservazione costante ed attenta delle situazioni critiche che permangono sul territorio costiero nell’ambito dei vari servizi che fanno capo ad ASMIU.
Isole Ecologiche di cortesia
Delle due isole attivate circa 8 anni fa, ne risulta in funzione una sola, quella di via Pisa. Giorni ed orari di apertura dell’isola ecologica sono stati ridotti alla giornata di domenica ( prima aperta solo al mattino, da metà luglio 2026 anche il pomeriggio) ed alla mattina del lunedì fino alle ore 10,30 .Il cartello esposto all’ingresso non riporta né giorni né orari di apertura ! Il cartello esposto all’ingresso dell’isola ecologica di via Magliano, da due anni inattiva, specifica che la struttura è temporaneamente chiusa. Questa mancanza di chiarezza contribuisce a disorientare l’utenza, con il conseguente abbandono dei rifiuti davanti agli ingressi, a qualsiasi ora. E’ stato osservato che, quasi giornalmente, i rifiuti abbandonati al di fuori delle isole vengono rimossi a cura di ASMIU, ma nel contempo, per buona parte della giornata e della notte, restano lì in bella vista, fornendo una pessima immagine e costituendo un problema di carattere sanitario. Ma, ribadiamo il nostro concetto; non sarebbe meglio lasciare aperta l’isola ecologica tutti i giorni durante il periodo estivo, con orario ben definito ed adeguato presidio di personale ASMIU ?
Si otterrebbero almeno i seguenti risultati : 1) ambiente pulito, rifiuti immessi direttamente nei cassonetti differenziati, cosa che evita la conseguente differenziazione da parte del personale che raccoglie i sacchi abbandonati; 2)a la possibilità di comminare le sanzioni pecuniarie a carico di chi non rispetta gli orari di apertura ed abbandona i rifiuti all’esterno. Per questo, è necessaria la posa di telecamere o di semplici fototrappole. Non ci sarebbero più alibi per chi non rispetta le regole.Crediamo anche che la chiusura definitiva dell’isola di via Magliano potrebbe essere compensata dall’apertura di una analoga isola ubicata possibilmente nell’area compresa tra il Brugiano e viale Mattei, si eviterebbe l’eccessivo pendolarismo degli utenti ed il conferimento esclusivo all’Isola di via Pisa che, per le sue dimensioni, potrebbe andare in sofferenza.
Pulizia delle strade e delle piazze
Su questo argomento, ribadiamo quanto già detto e scritto. Oggi non esiste una pianificazione degli interventi cadenzati zona per zona ed anche la macchina spazzatrice, non accompagnata dall’operatore a terra, pulisce solo nel mezzo della strada dove, in effetti, non serve.Il vero risultato si ottiene solo cambiando le attuali modalità, per le quali ci permettiamo di suggerire le seguenti modifiche:
- È necessario che venga posto il divieto di parcheggio, anche con cartelli mobili che indichino giorno ed ora della pulizia della strada;
- La macchina spazzatrice può procedere più speditamente fino ai bordi della strada, in ogni caso un operatore a terra può pulire il marciapiede convogliando i rifiuti raccolti verso il centro della strada per essere aspirati dalla macchina.
I non residenti ed i turisti presenti sono già abituati al divieto di sosta per lo spazzamento delle strade, nei loro luoghi di residenza. In tanti casi, il divieto è contenuto sui cartelli fissi con la specifica del giorno della settimana e dell’orario di durata del divieto. Con questo metodo operativo si può pervenire ad un risultato soddisfacente che tanto i residenti quanto i non residenti ed i turisti potranno apprezzare. Naturalmente ciò deve avvenire con passaggi a cadenza periodica frequente, sulla base di una pianificazione che tenga pur conto della stagionalità delle presenze.
Posa di cestini portarifiuti
Anche su questo argomento, già più volte trattato, esprimiamo la nostra fiducia affinché si provveda alla posa di cestini portarifiuti in diverse strade che oggi ne sono sprovviste del tutto o ne contano troppo pochi. La carenza di cestini ed in molti casi il loro improvviso asporto, avvenuto nel corso dell’estate 2026, ha creato molti malumori da parte di tutti, residenti compresi, dando origine ad abbandoni di rifiuti ( e di sacchetti di deiezioni canine) su aiuole, marciapiedi e muretti.
Conclusioni
Riteniamo che quanto da noi auspicato possa trovare un positivo riscontro, le difficoltà organizzative non appaiono insormontabili, chiediamo solo che la zona costiera apuana venga mantenuta in decoro per risultare accogliente ed attrattiva, a vantaggio di chi vi abita, di chi lavora col turismo e di chi ha investito per passarci le vacanze ed altresì per l’Amministrazione comunale che può presentare Marina come fiore all’occhiello. Fiduciosi che già l’estate prossima si possa frequentare una Marina più pulita ed accogliente, ringraziamo per la cortese attenzione che verrà riservata alla presente e, nel restare sempre a disposizione, porgiamo i migliori saluti.
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