Politica
Trasporto blocchi di marmo: serve certezza per chi muove la filiera
Barabotti (Lega): «Costi del gasolio e incertezza contrattuale frenano il rinnovo dei mezzi. A rischio la sicurezza e l'intera filiera lapidea. L'allarme lanciato da CNA Fita…

Caos Rette Nidi a Carrara, Lapucci lancia l'offensiva: «Bandi illegittimi e uffici allo sbaraglio. Il Regolamento comunale demolisce il "muro" dell'Amministrazione su ISEE e rimborsi arretrati»
CARRARA – "Si aggrava la posizione del Comune di Carrara nella gestione delle tariffe dei nidi d’infanzia" Lo dice l'ex consigliere comunale del comune di Carrara…

Il verde pubblico è un bene comune. Avs chiede trasparenza e che si applichi il regolamento adottato
Nei giorni scorsi ci sono arrivate diverse segnalazioni per il taglio di altri otto pini sulla salita S. Ceccardo e di un albero maestoso nel parco…

Massimiliano Bernardi: "Campo scuola verso la chiusura, ma lo sport diventa "a numero chiuso": le contraddizioni della Giunta Arrighi"
"Una decisione annunciata in Commissione Presidente Silvia Barghini del PD che lascia sul campo più perplessità che certezze. Nel corso del recente dibattito, l'Assessore allo Sport…

Carrara, sicurezza, Barabotti (Lega): "Arrighi chiede più Stato, poi la sua maggioranza boccia "Strade Sicure". Ai cittadini gli appelli non bastano"
"La sindaca Arrighi chiede più presenza dello Stato, ma quando in Consiglio comunale arriva una proposta concreta per richiedere i militari di "Strade Sicure",…

Futuro Nazionale Massa-Carrara: “Immigrazione, il centrodestra predica serietà ed efficienza, ma i fatti raccontano un’altra realtà”
Futuro Nazionale Massa-Carrara esce col seguente comunicato nel quale il movimento presenta la sua posizione sulla gestione dell’immigrazione, sugli sbarchi nel porto di Marina di Carrara e sul…

Carrara, il Centrodestra fa squadra e guarda al futuro: “Pronti a scrivere una nuova pagina per la città”
"Grande partecipazione al gazebo unitario del Centrodestra in Piazza 2 Giugno a Carrara, un’importante occasione di incontro e confronto con i cittadini, che hanno voluto fermarsi…

Oscuramento dei profili social e responsabilità dei genitori: le proposte di Cantalamessa
Quando la criminalità conquista i social, anche la risposta legislativa deve guardare lì. Nell'intervista a Format Lab Academy, il senatore leghista Gianluca Cantalamessa, componente della Commissione…

Fratelli d’Italia Massa-Carrara: proposta per l’istituzione del garante provinciale dei diritti delle persone con disabilità
Fratelli d’Italia scende in campo a tutela delle persone con disabilità e delle loro famiglie, presentando…

Comunicato stampa. Trasporto dei blocchi di marmo, CNA Massa Carrara: «Un'eccellenza del territorio a rischio. Serve una prospettiva per il futuro»
Il trasporto di marmo in blocchi è un settore di nicchia, altamente specializzato, che rappresenta un'eccellenza del territorio apuano e un servizio essenziale per il funzionamento…

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“L’Aurelia rappresenta una delle principali arterie della nostra città, ma percorrendola sono evidenti diverse criticità sulle quali riteniamo necessario intervenire”.
A sollevare la questione sono i consiglieri comunali Daniele Tarantino e Giovanna Santi, che chiedono una verifica complessiva delle condizioni dell’Aurelia nel territorio di Massa, partendo soprattutto dalla segnaletica. “Il problema più evidente riguarda la segnaletica orizzontale: in diversi tratti le strisce sono ormai fortemente scolorite o praticamente inesistenti. Su una strada così trafficata è necessario garantire riferimenti chiari agli automobilisti, soprattutto nelle ore serali e quando le condizioni meteorologiche riducono ulteriormente la visibilità”. Un tema che torna all’attenzione anche dopo un altro incidente avvenuto in prossimità dell’uscita del ponte di Castagnola, “una zona sulla quale - sottolineano i consiglieri - sono già state effettuate più volte segnalazioni anche al Comune”.
“Senza voler collegare le cause del singolo incidente alle criticità che stiamo evidenziando, riteniamo che quanto accaduto renda ancora più importante mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza di questo tratto e, più in generale, dell’intera Aurelia”. Tarantino e Santi evidenziano inoltre “la presenza di buche e deterioramenti del manto stradale, anche ai margini della carreggiata, che possono rappresentare un rischio soprattutto per motociclisti e ciclisti. A questo si aggiunge la necessità di una manutenzione più costante del verde. Attenzione anche alla pista ciclabile che costeggia alcuni tratti dell’Aurelia, dove in occasione delle piogge si verificano ristagni d’acqua e allagamenti. È necessario verificare il corretto deflusso delle acque e intervenire nei punti maggiormente interessati. La nostra non vuole essere soltanto una segnalazione delle singole problematiche, ma la richiesta di una ricognizione complessiva dell’Aurelia, individuando con chiarezza le diverse competenze e programmando gli interventi necessari. Ci attiveremo presso tutti gli enti preposti, partendo dal Comune e coinvolgendo i soggetti competenti sui diversi tratti e sulle diverse problematiche, affinché vengano effettuate le verifiche e gli interventi necessari. La priorità resta il ripristino della segnaletica, oggi in diversi punti quasi inesistente, insieme alla manutenzione della strada, della pista ciclabile e del verde. L’Aurelia è un’arteria fondamentale per Massa e la sicurezza di chi la percorre ogni giorno deve ricevere la giusta attenzione”.
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Evidentemente i problemi di ASMIU non sono confinati alla raccolta stradale e alla gestione del personale. C'è qualcosa di più.Abbiamo interpellato RetiAmbiente SPA, socio al 100% di ASMIU dal 29 Dicembre 2025, per capire per quale motivo il bilancio di ASMIU non fosse ancora pubblicato, unica società del gruppo a non avere adempiuto a tale obbligo. La risposta non lascia adito a dubbi:"la mancata approvazione del bilancio alla data odierna (17 settembre 2026) non risulta coerente con le tempistiche precedentemente condivise.” RetiAmbiente spa infatti aveva già concesso ad ASMIU una proroga del termine che prevede di norma la legge, cioè la scadenza dell'approvazione era già stata spostata al 30 giugno 2026 anziché all’ordinario 30 di Aprile.Come Polo Progressista e di Sinistra vogliamo rimarcare la nostra preoccupazione per questo enorme ritardo, fuori dalle norme legislative, perchè da ASMIU dipende l'igiene urbana e pertanto la puntualità nel rispetto delle scadenze e norme è essenziale e sostanziale.
Purtroppo dobbiamo constatare quanto sia discutibile la gestione delle partecipate nel nostro territorio: una perdita di ERP per 1,5 milioni, una perdita su CERMEC di circa 400'000 euro, Casa Ascoli che non esce dalla crisi debitoria e ha ancora il piano industriale di salvataggio in alto mare, EVAM, da poco ricapitalizzata con soldi dei massesi, che è alle prese con la "scomparsa" di centinaia di migliaia di bottiglie d'acqua e di mancate consegne di donazioni agli enti istituzionali, ASMIU e MASTER che alla data odierna non hanno pubblicato i loro bilanci, GAIA alle prese con centinaia di perdite idriche lungo le strade pagate dalle bollette degli utenti. Insomma soldi di cittadine e cittadini gestiti con apparente leggerezza, senza nessun riscontro pubblico delle inefficienze. Il Sindaco ha sempre espresso nomine "fiduciarie" per la gestione delle partecipate, lo ricorda in una sua intervista per la nomina di Lorenzo Porzano ad ASMIU. Alla luce di quanto accade forse è meglio lasciare da parte la fiducia e cercare la competenza.
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immagine creata con I.A.
La scoperta casuale di cori con noti canti partigiani, ormai simboli dei partiti di sinistra, cntati in una chiesa di Massa a sollevato molti dubbi in Stefano Benedetti di Futuro Nazionale: "Questa mattina, passando davanti alla chiesa di San Sebastiano, nel centro di Massa, ho sentito provenire dall'interno della musica. Mi sono avvicinato e ho constatato che un'orchestra stava eseguendo prima “Bella ciao” e subito dopo “Fischia il vento”, due canti fortemente legati alla Resistenza e divenuti nel tempo anche simboli utilizzati nell'ambito politico e associativo. Non contesto il loro valore storico. Mi domando però se sia opportuno eseguire all'interno di una chiesa cattolica canti così connotati sul piano storico e politico. E soprattutto: chi ha autorizzato questa iniziativa? La Diocesi ne era a conoscenza? La questione assume ancora maggiore significato perché proprio oggi la stampa locale riferisce di un progetto promosso, su impulso del vescovo Mario Vaccari, con il quale la Diocesi intende intervenire maggiormente sui problemi concreti del territorio, affrontando temi come lavoro, marmo e sicurezza, anche attraverso televisioni, radio e social. La Chiesa ha sempre avuto un fondamentale ruolo sociale: aiutare i poveri, gli ultimi, le famiglie e le persone in difficoltà. Altra cosa sarebbe entrare nel confronto politico-partitico, soprattutto alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali. Non affermo che questo stia avvenendo. Chiedo però chiarezza. Per questo domando pubblicamente al vescovo Vaccari: quale sarà il confine tra impegno sociale della Chiesa e politica? Come sarà garantita l'indipendenza da tutte le forze politiche? E l'esecuzione di “Bella ciao” e “Fischia il vento” a San Sebastiano era stata autorizzata? La Chiesa deve poter essere la casa di tutti i credenti, senza distinzione tra destra, sinistra o centro. Su una questione così delicata credo sia necessario aprire un confronto pubblico, trasparente e rispettoso".
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Prosegue l’attività dello Sportello Segnalazioni dell’Associazione Culturale Insieme, un servizio attivo ormai da anni con l’obiettivo di raccogliere le problematiche dei cittadini e portarle all’attenzione degli enti e degli uffici competenti. Lo sportello si rivolge all’intero territorio della provincia di Massa-Carrara, da Massa e Carrara fino ai Comuni della Lunigiana, e rappresenta un punto di contatto per segnalare piccoli e grandi problemi che interessano quotidianamente quartieri, frazioni e paesi.Tra le richieste che possono essere raccolte ci sono quelle relative a lampioni spenti e problemi di illuminazione pubblica, buche e condizioni delle strade, viabilità e sicurezza, rifiuti e decoro urbano, manutenzione del verde pubblico e degli spazi comuni, oltre alle diverse problematiche che possono emergere nei quartieri e nelle frazioni. «Vogliamo continuare a mettere a disposizione dei cittadini uno strumento semplice e diretto – spiega l’Associazione Culturale Insieme –. Molto spesso le persone vedono ogni giorno una problematica nel proprio quartiere ma non sanno a chi rivolgersi o come far arrivare la propria segnalazione. Il nostro compito è ascoltare, raccogliere le richieste e cercare di indirizzarle agli enti competenti, seguendone, quando possibile, anche il percorso». L’attività dello sportello nasce infatti dalla volontà di mantenere un rapporto costante con il territorio, partendo proprio dall’ascolto di chi vive quotidianamente città, paesi e frazioni. «Crediamo che non esistano segnalazioni troppo piccole per essere ascoltate. Un lampione spento, una buca, una strada che necessita di manutenzione o un problema di decoro possono incidere concretamente sulla quotidianità delle persone. L’obiettivo è contribuire, attraverso una rete di ascolto e collaborazione, a migliorare i luoghi in cui viviamo». Lo Sportello Segnalazioni resta quindi aperto alle richieste provenienti da tutti i Comuni della provincia di Massa-Carrara. Per inviare una segnalazione o richiedere informazioni è possibile contattare il numero 349 569 9269.
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L'indice 113 misura soprattutto il rapporto tra reddito e costo della vita; non fotografa da solo la qualità, la stabilità e la diffusione del lavoro. I dati della tabella mostrano un dato apparentemente positivo: Massa-Carrara, con un reddito individuale di 20.920 euro, arriva a un indice di potere d'acquisto pari a 113, superiore a Lucca (101), La Spezia (95) e al benchmark Toscana (89). Il motivo è soprattutto il costo della vita più contenuto, indicato in 0,83 rispetto alla media italiana.
Ma sarebbe sbagliato fermarsi a questo dato. Un conto è il potere d'acquisto teorico di chi ha un reddito, un altro è la capacità di una provincia di creare lavoro stabile, qualificato e distribuito su una platea ampia di cittadini.
Ed è proprio qui che emerge la fragilità strutturale di Massa-Carrara.
La provincia ha una base produttiva particolare: marmo, nautica, manifattura e relativo indotto, ma una parte significativa dell'occupazione è legata a filiere molto specifiche, cicliche e, soprattutto nell'indotto, caratterizzate da una maggiore precarietà. Secondo IRPET, nel terzo trimestre 2025 gli avviamenti al lavoro a Massa-Carrara erano diminuiti dell'8,4%, una delle contrazioni più marcate della Toscana.
Questo significa che il dato sul reddito medio va letto insieme alla quantità e alla qualità dell'occupazione. Se una provincia ha una quota di occupati inferiore e una maggiore incidenza di rapporti discontinui, il reddito di chi lavora può risultare relativamente buono senza tradursi automaticamente in maggiore benessere per l'intera comunità.
C'è poi un secondo elemento: il marmo è una grande ricchezza, ma non può essere considerato sinonimo di ricchezza diffusa. Genera valore, esportazioni e professionalità, ma la sua capacità di distribuire reddito sul territorio dipende dalla struttura delle imprese, dalla produttività, dall'indotto e dalla stabilità dei rapporti di lavoro. Anche la grande industria è ben presente ma negli ultimi anni ha sviluppato un suo indetto in parte stabile ed in parte formato da un certo numero di piccole aziende che vanno e vengono e faticano a mettere poi radici sul territorio.
La vera sfida
Per Massa-Carrara, quindi, il problema non è semplicemente aumentare il reddito medio. È aumentare il numero delle persone che hanno un lavoro stabile e qualificato e ridurre la dipendenza del territorio da poche grandi filiere. Occorre favorire il mismatch: ecco questo deve diventare il nostro mantra !
Il dato dell'indice 113 può essere quindi letto positivamente, ma con una precisazione: Massa-Carrara non sembra una provincia povera perché il costo della vita relativamente basso consente a chi lavora di conservare una maggiore capacità di spesa; tuttavia rimane una provincia economicamente fragile perché la ricchezza non è sufficientemente accompagnata da occupazione stabile, diversificata e diffusa.
Ed è questa la distinzione che dovrebbe entrare nel dibattito pubblico: non basta chiedersi quanto guadagna chi ha un lavoro; bisogna chiedersi quanti lavorano, con quale contratto, per quanto tempo e quanto è solida l'economia che produce quei redditi.
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Dopo le iniziative e i momenti di confronto promossi a Massa, Energie del Futuro sposta l’attenzione sulla Lunigiana e parte da Aulla, aprendo il dibattito su uno dei temi destinati a far discutere il territorio: la possibile realizzazione di un Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR).“CPR ad Aulla: sì o no?” è la domanda che Energie del Futuro rivolge direttamente ai cittadini, con l’obiettivo di raccogliere opinioni, valutazioni e preoccupazioni di chi vive quotidianamente Aulla e la Lunigiana. «Da Massa ci spostiamo ad Aulla, nella nostra Lunigiana – spiegano da Energie del Futuro – perché crediamo che l’ascolto non debba avere confini. Vogliamo conoscere direttamente cosa pensano le persone di una scelta così importante per il territorio, senza partire da posizioni precostituite».L’iniziativa punta quindi ad aprire un confronto pubblico sulla possibile presenza di un CPR ad Aulla, invitando cittadini, associazioni e realtà locali a esprimersi non soltanto con un “sì” o con un “no”, ma anche spiegando le ragioni della propria posizione. «Quando si affrontano questioni che possono incidere sulla vita di una comunità è fondamentale coinvolgere chi quel territorio lo vive ogni giorno. Sicurezza, gestione del territorio e conseguenze per la comunità locale sono aspetti sui quali riteniamo necessario un confronto serio e trasparente».Per Energie del Futuro si tratta anche di un nuovo passo nel percorso di presenza sul territorio: dopo Massa, l’obiettivo è rafforzare l’ascolto anche in Lunigiana, raccogliendo segnalazioni, idee e proposte direttamente dai cittadini. «Vogliamo continuare a costruire una rete di persone che abbiano voglia di partecipare e dire la propria. Partiamo da Aulla con una domanda molto chiara: CPR sì o CPR no? La parola ai cittadini».
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C’è un rischio che, ogni volta che sul porto si apre una discussione, torna puntualmente a riaffacciarsi: quello di guardare a Marina di Carrara e La Spezia come a due territori in competizione, come se le risorse destinate a uno fossero necessariamente sottratte all’altro. È una lettura che CNA Massa Carrara considera sbagliata e che rischia di riportare il dibattito indietro di anni, proprio mentre l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale dovrebbe essere valutata per la capacità di far crescere insieme i due scali.
“Il punto di partenza deve essere uno solo – sottolinea Davide Aldo Brizzi, Presidente di CNA Massa Carrara – e cioè che Marina di Carrara e La Spezia fanno parte dello stesso sistema portuale. Non sono due realtà che devono contendersi una torta sempre uguale: sono due porti con caratteristiche, traffici e vocazioni differenti, chiamati a concorrere alla competitività dello stesso sistema. Se torniamo a ragionare in termini di quanto va a Carrara e quanto va alla Spezia, rischiamo di perdere di vista proprio la logica per cui sono state create le Autorità di Sistema”.
Non è una distinzione soltanto teorica. La stessa Regione Toscana colloca ufficialmente Marina di Carrara all’interno dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale insieme a La Spezia e, nella propria documentazione sulla portualità, richiama il superamento del vecchio “municipalismo portuale” come uno degli obiettivi della riforma. E i numeri più recenti sembrano raccontare un sistema che, nel suo complesso, sta producendo risultati: nei primi sei mesi del 2026 La Spezia e Marina di Carrara hanno movimentato complessivamente 8,76 milioni di tonnellate di merci e circa 691 mila TEU, con una crescita rispettivamente del 5,8% e del 4,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
“Questi numeri non significano che tutto vada bene o che non ci siano investimenti da programmare e priorità da discutere – prosegue Brizzi – ma dimostrano almeno una cosa: l’integrazione non è un esperimento fallito. È un sistema che sta funzionando e che deve essere messo nelle condizioni di crescere ancora. Per questo non condividiamo una rappresentazione nella quale gli investimenti su Marina di Carrara vengono automaticamente contrapposti a quelli sulla Spezia. Ogni opera va valutata per la sua funzione, per il suo iter, per le risorse che la finanziano e soprattutto per l’effetto che può produrre sull’intero sistema logistico e produttivo”.
È proprio qui che, secondo CNA, si annida il nodo della discussione aperta dalle recenti dichiarazioni del presidente di Confindustria La Spezia Alessandro Laghezza sugli investimenti destinati a Marina di Carrara. Laghezza ha successivamente ribadito la necessità di indirizzare le risorse pubbliche verso gli interventi capaci di produrre il maggiore impatto strategico, affermando al tempo stesso che il sistema La Spezia-Marina di Carrara rappresenta uno dei poli strategici della portualità nazionale. Per CNA, però, proprio questa considerazione dovrebbe portare nella direzione opposta alla contrapposizione territoriale: se il sistema è uno, gli investimenti sui singoli scali devono essere letti in una strategia complessiva e non come un trasferimento di risorse da una città all’altra.
“Non contestiamo il diritto di discutere delle priorità – precisa Brizzi – anzi, crediamo che sia necessario farlo. Ma una cosa è chiedere che gli investimenti siano efficaci e coerenti con una strategia nazionale e industriale, altra cosa è rappresentare le opere di Marina di Carrara come se fossero risorse sottratte alla Spezia. Alcuni interventi hanno una programmazione e una copertura finanziaria proprie e rispondono a esigenze precise dello scalo. E, guardando al futuro, la stessa mole degli investimenti previsti sulla Spezia dimostra quanto sia riduttivo leggere la questione attraverso una semplice contabilità territoriale. La domanda da porsi non è quanto prende Carrara rispetto alla Spezia, ma quanto il sistema nel suo insieme riesce a generare in termini di traffici, infrastrutture, occupazione e competitività”.
È una distinzione che per CNA diventa ancora più importante perché il confronto di questi giorni ha già avuto l’effetto di riaprire una discussione che sembrava essersi progressivamente raffreddata: quella sulla collocazione di Marina di Carrara all’interno del sistema portuale. E infatti, nelle ultime ore, sono tornate a farsi sentire anche le richieste di riportare lo scalo apuano nell’ambito della portualità toscana. “È esattamente ciò che dobbiamo evitare – osserva Brizzi – perché ogni volta che ricominciamo a parlare di Carrara contro La Spezia, inevitabilmente riemerge anche il tema della separazione. E sarebbe un errore strategico. Gli operatori economici hanno bisogno di certezze, di programmazione e di infrastrutture, non di una continua discussione sulla collocazione istituzionale dello scalo”.
In questo quadro, secondo CNA, anche la Regione Toscana dovrebbe chiarire definitivamente quale sia la propria visione sul futuro di Marina di Carrara.
La Regione considera oggi lo scalo apuano parte dell’Autorità di Sistema del Mar Ligure Orientale e ne riconosce il ruolo all’interno della propria strategia portuale e logistica. “Se questa è la scelta strategica – afferma Brizzi – allora deve essere sostenuta con convinzione. Non possiamo avere un sistema integrato sulla carta e poi lasciare che ogni difficoltà riapra il dubbio sulla sua stessa esistenza. La Regione, se crede in questo modello, deve contribuire a rafforzarlo anche sul piano istituzionale, garantendo una rappresentanza qualificata degli interessi del territorio toscano all’interno del sistema”.
Ed è proprio sul terreno della governance che gli ultimi giorni hanno aggiunto ulteriore confusione. Il messaggio WhatsApp pubblicato per errore dal presidente dell’Autorità di Sistema Bruno Pisano, nel quale veniva fatto riferimento alla volontà di confermare l’attuale segretaria generale Federica Montaresi e alla richiesta di Forza Italia, ha aperto un confronto pubblico sui criteri e sulle modalità che accompagnano una scelta istituzionale di questo peso. CNA non entra nel merito delle responsabilità personali né delle valutazioni politiche che ne sono seguite, ma ritiene che proprio episodi di questo tipo rendano ancora più necessaria una discussione chiara e trasparente sul futuro della governance.
“Quando il territorio sta chiedendo chiarezza sull’equilibrio tra i due scali e sulla prospettiva dell’Autorità, un episodio come quello del messaggio di Pisano non aiuta – sottolinea Brizzi – perché rischia di alimentare ulteriormente letture politiche e territoriali. Su incarichi così importanti dobbiamo poter discutere di competenze, esperienza, risultati e capacità di guidare un sistema complesso. Il tema non è il nome di una persona, ma il metodo con cui si costruisce la governance di un’infrastruttura strategica per due territori e per una parte importante dell’economia italiana”.
Per CNA, insomma, la vera partita è evitare che Carrara e La Spezia finiscano per perdere forza dentro una contrapposizione che non serve né alle imprese apuane né a quelle spezzine. La stessa Autorità di Sistema, del resto, continua a operare sui due scali come un'unica realtà amministrativa e infrastrutturale. “In una competizione interna rischiano di indebolirsi tutti – conclude il Presidente Brizzi – mentre la concorrenza vera è fuori dai nostri confini. È con i grandi sistemi portuali del Nord Tirreno e del Nord Italia che dobbiamo confrontarci, non tra Carrara e La Spezia. Per questo servono meno campanili e più sistema, meno messaggi trasversali e più confronto nelle sedi istituzionali, meno ambiguità e più chiarezza sulla strategia. Marina di Carrara e La Spezia non devono contendersi il futuro: devono costruirlo insieme”.
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I circoli di Sinistra Italiana/AVS Carrara e del Partito Democratico paesi comunicano che i consiglieri provinciali Matteo Bartolini e Nicola Marchetti hanno presentato un'interrogazione al presidente della provincia per richiamare l'attenzione sullo stato critico della via provinciale di Gragnana. L'intervento è volto a segnalare i numerosi problemi che insistono su una strada importante per gli abitanti di Linara, Gragnana e Noceto e Castelpoggio. Si chiede alla provincia se, al di là degli interventi straordinari per le grosse frane avvenute negli ultimi due anni, esiste un piano di manutenzione ordinaria per i piccoli smottamenti, la pulizia delle canalette, la segnaletica stradale e lo sfalcio del verde."Dopo alcuni sopralluoghi lungo il percorso e diverse segnalazioni da parte degli abitanti ci siamo attivati per mappare i punti più critici della strada", dichiara Carlo Perazzo, segretario del circolo di Sinistra Italiana/AVS Carrara. "Alcuni cittadini hanno mandato mail e segnalato agli uffici provinciali le criticità, senza però aver mai ottenuto una risposta. Quello della sicurezza stradale è un problema di primaria importanza, soprattutto alla luce degli eventi meteorologici estremi sempre più frequenti. Le canalette sono in molti punti completamente coperte di sassi, terra e piccoli arbusti. Alcuni smottamenti e muri crollati a bordo strada sono presenti da anni. Manca la segnaletica di rallentamento cosa che comporta, anche a causa delle elevate velocità delle automobili, incidenti e rischi per gli abitanti. Va inoltre segnalato che sono sempre più le persone che si spostano a piedi o in bicicletta, cosa che, senza lo sfalcio del verde a bordo strada, diventa sempre più pericolosa".
I circoli chiedono di non aspettare le prossime piogge e le prossime frane per intervenire. La manutenzione ordinaria è la migliore prevenzione contro gli interventi ben più grossi e costosi. L'appello, nel caso specifico, è diretto alla provincia, ma si richiama l'attenzione anche del Comune di Carrara. La manutenzione delle strade per i paesi a monte dev'essere più frequente e accurata, nella massima tutela del territorio e degli abitanti.
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Sull'erosione costiera l'analisi di Silvia Dell'Amico e Gianni Ilari dell'associazione "Città al centro dai monti al mare": "L'annoso dibattito sulla tutela del nostro litorale non può più essere affrontato con la logica dell'emergenza permanente. Per anni si è assistito al ripetersi di soluzioni temporanee e dispendiose, basate sul continuo trasporto su gomma di tonnellate di sabbia prelevate a centinaia di chilometri di distanza. Un modello che, oltre a gravare pesantemente sulle casse pubbliche e sul traffico viario, ha dimostrato tutta la sua fragilità di fronte alle prime mareggiate invernali, vanificando sforzi finanziari ed energetici nel giro di poche ore.La sfida contro il degrado della costa richiede invece un cambio di paradigma rigoroso, fondato sull'osservazione empirica dei risultati già ottenuti sul territorio. La risposta della natura alle corrette opere idrauliche è concreta e misurabile: laddove si è intervenuti con pianificazione strutturale — come dimostrano gli interventi presso la foce del fiume Frigido, con la pulizia dell'alveo e il posizionamento strategico di scogliere in diagonale , il posizionamento dei soffolti alla giusta distanza ed alla giusta profondità, da studi fatti, le dinamiche sedimentarie si sono riattivate, consentendo alla spiaggia di riorganizzarsi e trattenere la sabbia in modo naturale. Per garantire la stabilità dell'ecosistema costiero e la tutela delle attività economiche ad esso collegate, la programmazione futura deve necessariamente articolarsi su tre direttrici fondamentali:Opere rigide e orientamento idraulico: realizzazione e manutenzione di scogliere, barriere e pennelli disposti secondo angolazioni studiate per smorzare l'energia delle onde e favorire il deposito continuo dei sedimenti trasportati dalle correnti.Gestione e manutenzione dei bacini idrografici: pulizia costante e valorizzazione dei corsi d'acqua locali affinché tornino a svolgere la loro naturale funzione di apporto sedimentario verso il mare, prevenendo al contempo i rischi d dissesto idrogeologico.
Pianificazione finanziaria pluriennale: superamento definitivo della spesa "a perdere" per i ripascimenti stagionali e allocazione delle risorse pubbliche su infrastrutture definitive e durevoli nel tempo.
La difesa del litorale rappresenta una priorità strategica per la tenuta del territorio e per la sostenibilità economica delle comunità costiere. Sostituire la logica dell'urgenza con la certezza di interventi ingegneristici validati dai fatti non è più soltanto un'opzione tecnica, ma una responsabilità istituzionale non più rinviabile".
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