Politica
Il verde pubblico è un bene comune. Avs chiede trasparenza e che si applichi il regolamento adottato
Nei giorni scorsi ci sono arrivate diverse segnalazioni per il taglio di altri otto pini sulla salita S. Ceccardo e di un albero maestoso nel parco…

Massimiliano Bernardi: "Campo scuola verso la chiusura, ma lo sport diventa "a numero chiuso": le contraddizioni della Giunta Arrighi"
"Una decisione annunciata in Commissione Presidente Silvia Barghini del PD che lascia sul campo più perplessità che certezze. Nel corso del recente dibattito, l'Assessore allo Sport…

Carrara, sicurezza, Barabotti (Lega): "Arrighi chiede più Stato, poi la sua maggioranza boccia "Strade Sicure". Ai cittadini gli appelli non bastano"
"La sindaca Arrighi chiede più presenza dello Stato, ma quando in Consiglio comunale arriva una proposta concreta per richiedere i militari di "Strade Sicure",…

Futuro Nazionale Massa-Carrara: “Immigrazione, il centrodestra predica serietà ed efficienza, ma i fatti raccontano un’altra realtà”
Futuro Nazionale Massa-Carrara esce col seguente comunicato nel quale il movimento presenta la sua posizione sulla gestione dell’immigrazione, sugli sbarchi nel porto di Marina di Carrara e sul…

Carrara, il Centrodestra fa squadra e guarda al futuro: “Pronti a scrivere una nuova pagina per la città”
"Grande partecipazione al gazebo unitario del Centrodestra in Piazza 2 Giugno a Carrara, un’importante occasione di incontro e confronto con i cittadini, che hanno voluto fermarsi…

Oscuramento dei profili social e responsabilità dei genitori: le proposte di Cantalamessa
Quando la criminalità conquista i social, anche la risposta legislativa deve guardare lì. Nell'intervista a Format Lab Academy, il senatore leghista Gianluca Cantalamessa, componente della Commissione…

Fratelli d’Italia Massa-Carrara: proposta per l’istituzione del garante provinciale dei diritti delle persone con disabilità
Fratelli d’Italia scende in campo a tutela delle persone con disabilità e delle loro famiglie, presentando…

Comunicato stampa. Trasporto dei blocchi di marmo, CNA Massa Carrara: «Un'eccellenza del territorio a rischio. Serve una prospettiva per il futuro»
Il trasporto di marmo in blocchi è un settore di nicchia, altamente specializzato, che rappresenta un'eccellenza del territorio apuano e un servizio essenziale per il funzionamento…

Cava Fornace, Barabotti e Montemagni (Lega): «La costa apuo-versiliese non è la pattumiera della Toscana»
«Su Cava Fornace siamo davanti a un paradosso democratico che non può essere ignorato. Il Consiglio regionale della Toscana ha impegnato la Giunta a perseguire la…

Con la variante ex Olivetti la città di Massa è all'asta: lo dice l'associazione Polis Lab
"Si completa con la variante ex Olivetti, il trittico delle beffe per la città di Massa". Lo dice Michele Porcu, coordinatore dell'associazione Polis Lab che spiega:…

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Il Comune di Massa si appresta ad aderire alla campagna di raccolta firme promossa da Confesercenti a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, con l’obiettivo di sostenere le attività di vicinato, il commercio locale e di tutelare le città, i quartieri e la loro socialità. Nei prossimi giorni sarà fissata la data del Consiglio Comunale che sarà chiamato a discutere e deliberare formalmente l’adesione alla proposta di legge.In vista della deliberazione del Consiglio Comunale, si è svolta una riunione della Commissione Attività Produttive, presieduta da Filippo Badiali, nella quale Confesercenti ha illustrato la proposta con il suo presidente provinciale di Massa Carrara Francesco Bennati ed il responsabile Daniele Benvenuti. «Ringraziamo il presidente Badiali e tutti i commissari per l’invito – spiegano Bennati e Benvenuti – e per l’occasione che abbiamo avuto di illustrare la nostra iniziativa che punta a contrastare la desertificazione commerciale attraverso misure concrete, come l’istituzione delle zone economiche speciali di prossimità (ZESP), con agevolazioni fiscali e amministrative per le imprese, un osservatorio nazionale dedicato e un fondo per sostenere la rigenerazione del commercio di vicinato. La desertificazione commerciale è una delle principali emergenze dei nostri territori e la nostra proposta di legge di iniziativa popolare vuole essere un’azione concreta per offrire strumenti per sostenere chi continua a investire nei centri urbani, nelle frazioni e nei borghi. Ringraziamo quindi il Comune di Massa per il suo sostegno, anche attraverso un ordine del giorno che la Commissione ha illustrato e che verrà presentato in Consiglio, che dimostra attenzione e sensibilità verso il commercio di prossimità e il suo ruolo strategico per la vita delle comunità». «Ho ritenuto importante promuovere questo percorso e portare la proposta di Confesercenti all’attenzione della Commissione Attività Produttive proprio con l’obiettivo di ascoltare e dare supporto alla categoria – commenta Filippo Badiali, presidente della Commissione Attività Produttive –. La desertificazione commerciale è un fenomeno che riguarda da vicino anche il nostro territorio e che non può essere considerato soltanto un problema degli esercenti: quando chiude un’attività di vicinato viene meno un servizio, un presidio e un luogo di socialità per tutta la comunità. Credo che il ruolo delle istituzioni locali sia anche quello di creare occasioni di confronto con le categorie economiche, ascoltarne le esigenze e contribuire, per quanto di nostra competenza, a individuare strumenti concreti di sostegno. Per questo ho voluto portare questa proposta in Commissione e avviare un percorso che possa condurre il Comune di Massa ad aderire alla campagna di raccolta firme. Il nostro Comune ha già messo in campo strumenti importanti per sostenere il commercio di prossimità – conclude Badiali -, dalla valorizzazione dei luoghi del commercio ai contributi per le attività, fino alla tutela delle botteghe storiche e alla valorizzazione delle produzioni locali. Ritengo quindi significativo confrontare questa esperienza con una proposta che punta a dotare anche gli enti locali di strumenti e risorse nazionali più strutturali. Nei prossimi giorni fisseremo la data del Consiglio Comunale, dove discuteremo formalmente l’adesione alla proposta di legge. È un percorso che ho voluto promuovere per dare ascolto alla categoria e per sostenere concretamente chi ogni giorno investe e lavora nei nostri centri urbani, nelle frazioni e nei borghi».
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"A Massa Carrara saranno più di 2000 (2.157) i beneficiari della carta ‘Dedicata a te’, la card elettronica prepagata destinata all'acquisto di beni alimentari di prima necessità e riservata ai nuclei familiari con Isee fino a 15.000 euro. Grazie all’impegno dei ministeri dell'Agricoltura e della Sovranità Alimentare, a quello dell’Economia e a quello del Lavoro, anche i cittadini residenti a Massa-Carrara potranno ricevere i primi 500 euro previsti nella carta a partire dal 4 novembre 2026, senza alcuna attivazione. Sarà infatti direttamente l’INPS ad individuare coloro ai quali spetta questa misura. Grazie al governo Meloni, il provvedimento ripartisce le risorse del Fondo istituito dalla legge di Bilancio 2023, rifinanziato dalla legge di Bilancio 2026 con uno stanziamento aggiuntivo di 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027. Si tratta di un provvedimento che rappresenta la prova dell’attenzione dell'esecutivo alle fasce più deboli, e che mette al centro le necessità dei singoli territori. Ogni famiglia, anche della nostra provincia, è una priorità”. Lo scrive, in una nota, il deputato apuano di Fratelli d’Italia Alessandro Amorese.
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Il Referente Provinciale di Futuro Nazionale Massa Carrara, Luca Guadagnucci, insieme a Stefano Benedetti, è tornato a parlare della gestione dell'immigrazione nel territorio, in seguito all'ultimo sbarco avvenuto il 21 settembre nel porto di Marina di Carrara, utilizzato come punto di approdo per le navi impegnate nei soccorsi nel Mediterraneo dal 30 gennaio 2023. Con quest'ultimo arrivo, gli approdi complessivi salgono a 24, per un totale di 2.516 persone sbarcate.Nel comunicato, il partito sottolinea come la gestione dell'immigrazione non possa limitarsi allo sbarco e alla prima accoglienza, ma debba includere anche la successiva distribuzione delle persone sul territorio, aggiungendo che occorre affrontare anche ciò che avviene dopo.Guadagnucci e Benedetti chiariscono la posizione del partito: chi ha diritto alla protezione deve essere tutelato secondo la legge, mentre chi non possiede i requisiti per rimanere in Italia deve lasciare il territorio nazionale attraverso procedure di rimpatrio effettive e tempestive. Su questo punto, ritengono necessario superare una gestione in cui i provvedimenti rischiano di rimanere solo sulla carta.Il comunicato insiste sulla necessità di identificazioni rapide, dell'accertamento della posizione giuridica delle persone presenti sul territorio e della concreta esecuzione dei provvedimenti previsti dall'ordinamento. I due esponenti precisano che il tema della "remigrazione" va inteso non come indiscriminata contrapposizione verso chi proviene dall'estero, ma come applicazione rigorosa delle regole nei confronti di chi soggiorna irregolarmente, di chi non possiede più i requisiti per la permanenza e di chi è destinatario di un provvedimento di allontanamento legalmente esecutivo.Allo stesso tempo, viene ribadito che legalità e sicurezza devono valere per tutti: nessuna generalizzazione sulla base della nazionalità, ma nessuna tolleranza verso comportamenti illeciti, con la responsabilità penale che resta individuale e ogni intervento da svolgersi nel pieno rispetto delle garanzie previste dall'ordinamento.
Futuro Nazionale chiede quindi ai Sindaci di Massa, Carrara e della Lunigiana di rappresentare alle autorità competenti la necessità di una politica che non scarichi semplicemente sui territori le conseguenze dei flussi migratori, ma che garantisca: identificazioni e verifiche tempestive; distinzione rapida tra chi ha diritto alla protezione e chi non possiede titolo alla permanenza; esecuzione effettiva dei provvedimenti di rimpatrio previsti dalla legge; maggiore controllo sulla permanenza irregolare; risorse adeguate alle Forze dell'ordine e agli enti coinvolti; coinvolgimento degli amministratori locali nelle decisioni che interessano direttamente la provincia.
Concludono i due referenti: "Massa-Carrara non può essere soltanto il luogo dello sbarco. Alla gestione degli arrivi deve corrispondere una politica altrettanto concreta sulla permanenza e sui rimpatri. Dopo 24 approdi chiediamo quindi regole certe, controlli efficaci e applicazione concreta della normativa sull'immigrazione e sui rimpatri."
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In un'intervista rilasciata a Il Messaggero (firmata da Claudia Guasco), il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara è intervenuto sul tema della violenza nelle scuole, dopo i recenti episodi che hanno visto insegnanti accoltellati da propri studenti a Trescore Balneario, Trapani e Roma — tre casi solo nel 2026.Il ministro ha indicato alcune priorità: maggiore attenzione da parte delle famiglie, un'educazione al rispetto portata avanti dalla scuola, insegnanti che sappiano esercitare autorevolezza, limiti di età per l'uso dei social da parte dei minori e, dove necessario, l'introduzione di metal detector negli istituti. Ha ricordato che i controlli avviati negli ultimi mesi hanno già permesso di sequestrare diverse decine di armi improprie nascoste negli zaini degli studenti.
𝗜𝗹 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹 𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗮𝗿𝗸 𝘄𝗲𝗯
Valditara ha sottolineato come gli studi internazionali colleghino l'uso dei social a un aumento della violenza giovanile, evidenziando in particolare il ruolo del dark web, dove contenuti violenti sfuggono a ogni controllo. Ha citato due episodi drammatici: un undicenne che si è presentato a scuola con una GoPro e due coltelli, ferendo un professore a una mano (e che è stato poi insultato sui social per non essere riuscito a "fare di peggio"), e il suicidio di una dodicenne a Caserta dopo la visione di contenuti online che incoraggiavano il gesto.
Il ministro ha anche parlato del rischio di emulazione, definendolo "molto forte": gli episodi recenti si somiglierebbero per l'uso di telecamere indossabili e la ricerca di visibilità sui social. Ha citato un aumento dell'81% di queste aggressioni tra settembre e dicembre 2025 rispetto all'anno precedente.
𝗦𝘂𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲
Da quest'anno il ministero ha attivato un servizio di supporto psicologico nelle scuole rivolto in particolare agli studenti di terza media e ai primi due anni delle superiori, fascia d'età considerata più a rischio dall'Ordine degli psicologi. Valditara ha insistito sulla necessità di intercettare per tempo il disagio giovanile e ha invitato le famiglie a non lasciare i figli soli davanti allo smartphone, sostenendo il bisogno di regole più chiare e di un ritorno all'autorevolezza educativa, in contrapposizione a quella che ha definito una "pedagogia permissiva" diffusa negli ultimi anni.
𝗠𝗲𝘁𝗮𝗹 𝗱𝗲𝘁𝗲𝗰𝘁𝗼𝗿: 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗶 𝘂𝘀𝗮𝗻𝗼
Alla domanda su quando ricorrere ai metal detector, il ministro ha citato l'esempio della provincia di Napoli, dove il prefetto ha avviato controlli con rilevatori mobili in accordo con le scuole. Una circolare firmata insieme al ministro dell'Interno Piantedosi prevede che i dirigenti scolastici possano richiedere l'intervento della polizia con metal detector mobili in caso di sospetta circolazione di armi. Valditara ha respinto le critiche di chi giudica la misura repressiva.
Fonte: Il Messaggero, intervista a cura di Claudia Guasco
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Non è sfuggita all'attenzione del consigliere Simone Caffaz ed a quella di diversi altri, la curiosa combinazione che vede nel cartellone della nuova stagione teatrale agli Animosi di Carrara, anche uno spettacolo scritto diretto e interpretato dallo stesso direttore artistico del teatro Tindaro Granata, cioè colui che ha il compito di scegliere gli spettacoli da mettere in scena nel teatro carrarese e che, inevitabilmente ha fatto sorgere, quanto meno, il quesito se sia sua facoltà, in funzione del ruolo, anche usare il teatro che dirige per una sua personale rappresentazione. Ecco le considerazioni del consigliere Caffaz apparse sulla sua pagina social: "Lo scorso anno, prima ancora che si svolgesse la selezione pubblica per la direzione del Teatro degli Animosi, avevamo anticipato alla città, attraverso un semplice indovinello, chi sarebbe stato il vincitore. La selezione si concluse poi con la nomina di Tindaro Granata. Quando chiedemmo di poter visionare gli atti, questi ci furono forniti con forte ritardo e, a nostro giudizio, in modo incompleto.In particolare, ci furono consegnati i criteri oggettivi della selezione, dai quali il candidato poi risultato vincitore non emergeva al primo posto. Non ci furono invece forniti gli elementi relativi alla valutazione soggettiva, tra cui il verbale dettagliato del colloquio e il progetto presentato in quella sede.Nonostante le nostre reiterate richieste, anche in Consiglio comunale, quella documentazione non ci è stata consegnata. Restano quindi, a nostro avviso, domande legittime sulle motivazioni che hanno determinato la scelta finale.A questa vicenda si è aggiunto, durante la scorsa estate, un altro episodio che abbiamo ritenuto politicamente inopportuno: la fotografia che ritraeva l'assessore alla Cultura Gea Dazzi in gita a Tindari, in Sicilia, insieme a Tindaro Granata. Oggi, con la presentazione della nuova stagione teatrale, emergono ulteriori elementi sui quali riteniamo doveroso richiamare l'attenzione. Granata ha spiegato che la nuova stagione sarebbe stata suggerita dalla "comunità carrarina", che lo accompagnerebbe "verso il bel teatro e verso un percorso di crescita". Tra gli spettacoli inseriti nel cartellone troviamo però "Antropolaroid", del quale lo stesso Granata è autore, regista e interprete.
Ed è proprio qui che, inevitabilmente, sorgono alcune domande. Parliamo della stessa persona:quella che avevamo indicato come possibile vincitore della selezione prima ancora che la selezione si svolgesse; quella che è risultata vincitrice nonostante, sulla base dei parametri oggettivi che ci sono stati forniti, non risultasse prima; quella la cui vittoria, a nostro giudizio, resta da comprendere pienamente proprio per la mancata disponibilità dei verbali dettagliati e della documentazione relativa alle valutazioni soggettive, nonostante le reiterate richieste avanzate anche in Consiglio comunale;quella ritratta in gita a Tindari insieme all'assessora alla Cultura e quella che, nel ruolo di direttore artistico, si ritrova oggi nel cartellone anche come autore, regista e interprete di uno degli spettacoli programmati.
Ma non è finita qui.
Nel comunicato di presentazione della stagione teatrale, parlando di sé in terza persona, Granata viene descritto così: "Ad oggi non c'è nulla di paragonabile al lavoro di Granata. Forse dovremmo chiamare in causa Charlie Chaplin". E qui, francamente, ci fermiamo un attimo. Perché se abbiamo capito bene, il quadro sarebbe questo:
la selezione era pubblica, ma noi avevamo già previsto il vincitore; i criteri oggettivi che ci sono stati consegnati non lo davano per primo, mentre quelli soggettivi — insieme ai verbali dettagliati e al progetto — continuano a essere, per quanto ci risulta, introvabili; nel frattempo, direttore artistico e assessore alla Cultura sono stati immortalati insieme in quel di Tindari e oggi il direttore artistico inserisce in cartellone uno spettacolo nel quale è contemporaneamente autore, regista e interprete. Il tutto accompagnato dall'autorevole paragone con Charlie Chaplin. A questo punto manca solo un ultimo tassello: che il prossimo spettacolo lo diriga, lo interpreti, lo recensisca e magari gli assegni anche cinque stelle. Quanto alle altre protagoniste di questa straordinaria stagione, non resta che attendere: magari l'assessore Gea Dazzi si autoproclamerà Frida Kahlo e il sindaco Cleopatra.
D'altra parte, se siamo davvero davanti al nuovo Charlie Chaplin, perché accontentarsi della normalità? Al Teatro degli Animosi evidentemente non si va più soltanto verso il "bel teatro" e verso un "percorso di crescita". Si va direttamente verso Hollywood. Con una differenza: qui il copione sembra essere stato scritto prima ancora che iniziasse lo spettacolo. E, a quanto pare, il finale lo conoscevamo già".
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«Non ci sono veleni al Murlungo. Il dibattito di questi mesi serva per da stimolo per ripensare il futuro di tutta l’area. Per questo è necessario chiedere alla Regione un nuovo cronoprogramma per poter redigere una complessiva riprogettazione urbanistica dell’area». Così le forze di maggioranza che sostengono l’amministrazione comunale, Pd, Pri, lista Arrighi sindaco e le relative segreterie comunali di partito, intervengono sul progetto di costruzione delle nuove case popolari in via Murlungo. «Le analisi condotte sui terreni individuati come sito per la costruzione di nuove case popolari dicono chiaramente che quello che sentiamo ripetere da mesi da una parte dell’opposizione è falso e privo di qualsiasi fondamento scientifico – sottolineano le forze di maggioranza -. I dati raccolti durante i campionamenti condotti tra dicembre 2025 e gennaio 2026 dicono in maniera chiara come non si riscontrano livelli di ferro e manganese indicativi di una contaminazione dei terreni e che non ci sono rischi di tipo sanitario né per chi ci abita né per chi ci dovesse eventualmente andarci ad abitare per quanto riguarda la falda. Queste indagini, inoltre, certificano un quadro ambientale complessivamente migliore rispetto a quello ricostruito nell’ambito della caratterizzazione del Sir nel 2021.
Furono proprio quelle indagini, lo ricordiamo, che ormai cinque anni fa permisero all’amministrazione Cinque Stelle di annunciare come ‘le aree residenziali ricomprese nel Sir ad Avenza e Nazzano tornano al pieno riutilizzo. Questo significa, spiegava all’epoca la giunta De Pasquale, che i residenti delle zone interessate hanno finalmente la certezza di non essere esposti a rischi dovuti alla presenza di sostanze inquinanti nel sottosuolo e derivanti dalle attività presenti un tempo nei siti. Non solo. Il decreto 8792 del 20 maggio 2021 della Regione Toscana consente agli abitanti delle due aree di poter effettuare gli interventi edili consentiti dagli strumenti urbanistici senza dover attivare lunghe e costose procedure burocratiche’. Negli ultimi mesi si è voluto andare oltre queste già importanti certificazioni e ora queste nuove analisi dicono chiaramente che la situazione è ancora migliore di quanto si pensasse. Di tutto ci non avevamo mai avuto dubbi, ma crediamo che queste analisi siano importanti non solo per fare chiarezza sulla vicenda, ma anche per fugare ogni dubbio sulla correttezza del lavoro dell’amministrazione e degli uffici comunali. Come forze di maggioranza, tuttavia, non siamo sordi alle preoccupazioni emerse dal dibattito con la cittadinanza e siamo consapevoli come il progetto del Murlungo vada a interessare non solo aspetti ambientali, ma anche urbanistici che toccano da vicino lo sviluppo della nostra città. Considerato l’insieme delle problematiche urbanistiche di quell’area, come abbiamo sempre detto crediamo quindi sia necessario affiancare al progetto ERP un piano di rigenerazione urbanistica di tutto quel territorio e per questo ridiscutere con la Regione il cronoprogramma dell’intervento, comprese tempistiche per espropri ed inizio delle costruzioni. Questo significherà ripensare l’area nel suo complesso partendo da viabilità e servizi, sempre ovviamente prestando massima attenzione agli aspetti ambientali».
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Una cerimonia di giuramento per l'acquisizione della cittadinanza italiana, svoltasi lunedì 21 settembre nel municipio di Cadoneghe (Padova), è al centro di una polemica politica dopo la decisione del sindaco Marco Schiesaro di sospendere l'atto nei confronti di una donna di origine marocchina, ritenuta priva di una conoscenza sufficiente della lingua italiana.
𝐂𝐨𝐬𝐚 è 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨
Quel giorno erano attese in Comune quattro persone per il giuramento conclusivo del percorso di naturalizzazione. Tre di loro — di origine brasiliana, iraniana e moldava — hanno completato la procedura senza problemi. Quando è arrivato il turno della donna marocchina, secondo il racconto del sindaco, questa non è riuscita a rispondere a domande semplici come "come si chiama" o "come sta", né a leggere autonomamente la formula del giuramento.
A quel punto sarebbe intervenuto il marito, presente in sala, offrendosi di rispondere al posto della moglie: un'ipotesi che Schiesaro ha respinto, sottolineando che il giuramento è un atto personale e consapevole. Il sindaco ha quindi deciso di rinviare la cerimonia per la donna, chiedendo verifiche più approfondite, mentre ha portato a termine l'iter per le altre tre richiedenti.
𝐋𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨
Schiesaro, esponente della Lega, ha motivato la scelta richiamando il valore simbolico dell'atto più che un mero adempimento burocratico: a suo giudizio, conoscere l'italiano è condizione necessaria per comprendere diritti e doveri legati alla cittadinanza e per partecipare pienamente alla vita della comunità. Ha inoltre precisato di non voler mettere in discussione la provenienza della richiedente, ma di aver agito per garantire il rispetto delle regole previste dalla normativa sulla cittadinanza.
𝐋𝐞 𝐫𝐞𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢
La vicenda ha avuto ampia eco mediatica e ha provocato la reazione del Partito Democratico locale, i cui esponenti (Lucia Vettore, Enrico Nania e Cinzia Valentini) hanno inviato una PEC al prefetto di Padova, Giuseppe Forlenza, chiedendo chiarimenti sulle motivazioni dell'operato del sindaco e se la verifica delle competenze linguistiche rientri tra le sue prerogative. Il caso ha inoltre ricevuto il sostegno del leader della Lega Matteo Salvini. Sulla nazionalità del marito della donna, e sulla data di residenza in Italia, circolano tra le testate ricostruzioni non del tutto coincidenti.
𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐝𝐞 𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞
La vicenda riporta d'attualità una norma introdotta ormai da qualche anno. Era il 2018 quando il cosiddetto decreto sicurezza, il decreto legge 113 poi convertito nella legge 132, inserì nella legge quadro sulla cittadinanza, la 91 del 1992, l'obbligo per chi richiede la cittadinanza per matrimonio o per residenza di dimostrare un'adeguata conoscenza dell'italiano, non inferiore al livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue. Da allora, chi presenta domanda deve produrre un titolo di studio italiano riconosciuto oppure una certificazione linguistica rilasciata da un ente abilitato, prima ancora di arrivare al giuramento finale.
C'è però un'eccezione che nel caso di Cadoneghe potrebbe rivelarsi decisiva: sono esonerati da questo specifico obbligo di attestazione i titolari di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, poiché la legge presuppone che, per ottenerlo, una valutazione della conoscenza linguistica sia già stata effettuata in altra sede. Un dettaglio non secondario, se si considera che secondo alcune ricostruzioni la donna sarebbe proprio in possesso di un permesso di questo tipo, rilasciato nel 2008. Sarà anche su questo aspetto, presumibilmente, che dovrà pronunciarsi la prefettura di Padova, chiamata in causa dall'opposizione.
Resta infine da sciogliere un nodo più generale, che va oltre il singolo episodio: se la valutazione della competenza linguistica possa essere effettuata da un sindaco direttamente in sede di cerimonia, sulla base dell'impressione raccolta in aula, oppure se un simile accertamento debba avvenire esclusivamente nella fase istruttoria che precede il giuramento, quando la documentazione viene già esaminata dagli uffici competenti.
Grande, accogliente, colorata: una nuova mensa per la ‘Rodari'. Taglio del nastro in via Villafranca
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È stata inaugurata ufficialmente oggi in via Villafranca, ad Avenza la nuova mensa della scuola primaria 'Rodari'. La nuova costruzione è costata circa 600mila euro finanziati con fondi Pnrr dal Ministero dell'Istruzione e del Merito e integrati poi con risorse proprie del Comune. La mensa può ospitare fino a cento alunni contemporaneamente ed è dotata di una moderna ed efficiente cucina. A impreziosire la nuova struttura i murales realizzati da Enrica Pizzicori partendo dai disegni di bambine e bambini. La nuova mensa sarà utilizzata quotidianamente dagli alunni della scuola primaria 'Rodari' a partire da lunedì 28 settembre. Stamani, alla presenza del sindaco Serena Arrighi, del vicesindaco Roberta Crudeli e degli assessori all'Istruzione e ai Lavori pubblici Gea Dazzi e Elena Guadagni è stato tagliato ufficialmente il nastro e si è festeggiato un traguardo tanto importante per tutta la comunità scolastica.«Come la 'Taliercio' o 'Canal del Rio', quella della 'Rodari' è un altro importante cantiere che si è chiuso, ma è soprattutto una nuova infrastruttura al servizio di tutta la nostra comunità – dice il sindaco Serena Arrighi -. Grazie quindi anzitutto a tutti i tecnici, gli amministrativi e i dipendenti comunali che hanno seguito questo importante cantiere, grazie ai progettisti, ai professionisti e alle ditte che vi hanno lavorato e, non ultima, grazie a tutta la comunità della 'Rodari'. Dalla dirigente fino a bambine e bambini, senza dimenticare ovviamente docenti, personale ata, segreteria e famiglie, tutti loro hanno fatto la propria parte per gestire la fase dei lavori. Per noi è un grande orgoglio oggi mettere a disposizione delle bambine e dei bambini di oggi e di domani una struttura moderna, efficiente e per di più impreziosita dai magnifici disegni di Enrica Pizzicori».«Meno di due settimane fa abbiamo mostrato alla città la nuova 'Taliercio', oggi è la volta della 'Rodari', senza dimenticare il grande ampliamento dell'asilo nido dei 'Cuccioli' inaugurato ormai due anni fa. A questa lista vanno poi aggiunti i lavori in corso alla 'Giromini', ma anche gli interventi realizzati, per esempio, alla 'Fontana' di Bonascola o ancora quelli già programmati alla 'Marconi' di Carrara e tanti altri ancora – sottolinea l'assessore all'Istruzione Gea Dazzi -. Grazie ai fondi Pnrr e a importanti investimenti del Comune in questi anni siamo intervenuti, e stiamo intervenendo, in maniera importante su tutto il patrimonio edilizio delle nostre scuole perché siamo consapevoli di come ambienti non solo più sicuri, ma anche più belli e confortevoli siano fondamentali per permettere ai bambini di crescere nel migliore dei modi». «In questi anni abbiamo dato un impulso fondamentale alla nostra città. Grazie a risorse ministeriali, regionali e comunali siamo intervenuti, e stiamo intervenendo, dal mare fino ai monti e su molti ambiti diversi: dalla messa in sicurezza del territorio, fino alla creazione e alla restituzione alla città di aree verdi e luoghi d'introno e poi, ovviamente, le scuole – conclude l'assessore ai Progetti Speciali Moreno Lorenzini -. Oggi siamo felici di poter mettere a disposizione di tutti una struttura così bella e funzionale, ma quanto è stato fatto alla 'Rodari' è solo un ulteriore traguardo raggiunto e presto ne seguiranno molti altri».
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Il polo progressista e di sinistra replica all'ex assessore Amelia Zanti: "Veramente non abbiamo capito l'uscita di Amelia Zanti, neo-presidente del CDA di Casa Ascoli. Non sarà certo il Polo Progressista e di Sinistra a difendere la Regione Toscana che colpe, almeno indirette sulla questione Casa Ascoli, ne ha, ma non sono certo quelle indicate dalla Zanti. Che il piano industriale di salvataggio di Casa Ascoli fosse altamente aleatorio e che gli incastri per la buona riuscita fossero tanti, troppi, lo avevamo detto in tempi non sospetti. Oggi i nodi vengono al pettine. E sono tutti dentro il bilancio.L'utile conseguito è il risultato di tre operazioni una tantum e straordinarie: l'acquisto da parte del comune di un terreno di Casa Ascoli e una plusvalenza dovuta ad una transazione hanno garantito, da soli, l'utile all'azienda. Se poi consideriamo i 4 dipendenti che sono stati scaricati sui bilanci del Comune e di ASL, ecco che l'utile non è effetto di risanamento strutturale, ma di puri fatti straordinari e in realtà dovrebbe essere stato anche più elevato.
E' sufficiente leggere i rapporti tra le voci di bilancio, o meglio degli equilibri che un bilancio sano che dovrebbe presentare per capire che il risanamento strutturale dell'azienda non solo è lungi da palesarsi, ma i passi in avanti sono talmente piccoli che gli effetti sui conti sono quasi impercettibili. Permangono squilibri tra attività e passività strutturali, lo sproporzionato indebitamento con i fornitori è ancora lì e l'ipoteca sui beni accesa da uno di questi fornitori dimostra che le garanzie di buona riuscita del piano industriale non convincono, inoltre la cassa e le disponibilità bancarie non sono in grado di coprire che una minima parte dei debiti a breve. Questa condizione è coerente con quanto riportato in Nota Integrativa circa le tensioni con i creditori e conferma che l'equilibrio operativo dell'Azienda si regge, di fatto, sulla dilazione dei pagamenti ai fornitori. Leggendo la relazione allegata al bilancio redatta dal predecessore della sig.ra Zanti, anche le banche hanno fatto mancare il loro sostegno: forse il piano industriale e i conti dell'azienda non le hanno convinte?Il Polo Progressista e di Sinistra è convinto, come premesso, che la signora Zanti da pochi mesi alla guida della società non ha responsabilità sul passato, ci auguriamo che, per il bene di Casa Ascoli, si muova con cognizione di causa e intervenga, assieme al Sindaco, per chiedere invece alla Regione quote di convenzione congrue con il nostro territorio di costa. Sempre che non ritenga che questo possa arrecare danno economico alle RSA private della costa e della Lunigiana".
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- “Il porto di Marina di Carrara resti con La Spezia, Giani giù le mani dal porto". Attacco di Guidi e Manuel (FdI) al presidente Giani: "No a campanilismi e logiche di potere, si a investimenti e governance anche apuana"
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- ASMIU: fuori dai termini di legge l'approvazione del bilancio secondo il Polo progressista e di sinistra


