Politica
Museo della Memoria di Bergiola, anni di promesse: la critica del consigliere Mirabella
"Ancora oggi, a ben 82 anni dall'eccidio (1944-2026), il sindaco Arrighi parla di "lavori ancora da ultimare", infatti la struttura non è ancora ufficialmente e pienamente…

Cerimonia per l'82° anniversario della strage di Bergiola Foscalina: presenti tutte le istituzioni
Si è tenuta mercoledì 16 settembre, la cerimonia commemorativa dell'82° Anniversario della Strage di Bergiola Foscalina, evento patrocinato dalla Provincia di Massa-Carrara. A rappresentare l'amministrazione…

Villaggio San Luca, infiltrazioni e promesse disattese. «Adesso basta, il Comune intervenga»
«È il momento di dire basta. Basta promesse non mantenute e basta con il menefreghismo di un'amministrazione che continua a lasciare soli i cittadini». Lo…

CPR ad Aulla: Schianchi di FdI definisce "ideologico" l'atteggiamento del Governo, Valettini prenda le distanze
Arriva dalla segreteria provinciale di FdI Massa Carrara e Lunigiana un'analisi critica sul Cpr di Aulla che chiama in causa il sindaco di Aulla e…

Importanti nomine regionali per i dirigenti FdI del territorio: quattro apuani ai vertici dei dipartimenti regionali Toscana di Fratelli d'italia
Fratelli d'Italia Massa Carrara attraverso il coordinatore provinciale del partito Marco Guidi esprime grande soddisfazione per le recenti nomine regionali che vedono protagonisti alcuni dirigenti…

Cantieri elettorali e città paralizzata: il grande bluff del restyling di Carrara
Opere urbanistiche come strumento di propaganda elettorale: è quanto suggerisce Cristina Pinelli di Forza Italia nei confronti dell'amministrazione di Serena Arrighi: "L’amministrazione comunale uscente merita un…

Via Bigioni, una strada sempre più pericolosa: FdI annuncia un'interpellanza in consiglio comunale
Via Bigioni, a Marina di Carrara, è diventata una situazione di rischio quotidiano per residenti, automobilisti e soprattutto per i pedoni.La…

Sicurezza: Persiani, anche a Massa pronti a sostenere l'aumento dei militari per l'operazione Strade Sicure
Massa, 15 setembre. - "La priorità per la nostra Amministrazione e per il territorio è la sicurezza dei nostri cittadini, di chi lavora e dei tanti turisti che…

Difesa della costa e sedimenti marini, Barabotti: «La Regione si sveglia dopo anni di ritardi. Giani intervenga prima dell'inverno»
Massa, 15 settembre 2026 – «L'approvazione da parte della Giunta regionale della delibera sui valori chimici locali dei sedimenti marini non è una vittoria da celebrare,…

Carrara pronta a fare la propria parte per chiedere più personale di sostegno nelle scuole secondarie
Nel giorno della prima campanella nelle scuole cittadine si è riunita oggi la commissione Sanità presieduta da Guido Bianchini per ascoltare il garante per i…

"Femminicidio" è la parola più cercata su Treccani nel 2026: la classifica dei dieci termini simbolo
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Roma, 19 agosto 2026 — È "femminicidio" la parola più consultata sul portale Treccani.it dall'inizio dell'anno. Tra i dieci neologismi più cercati figurano anche maranza, fake news e overtourism (ANSA), secondo quanto riportato dall'agenzia ANSA il 18 agosto scorso.Il termine, che indica l'uccisione di una donna in quanto tale, spesso per mano del partner o dell'ex, era stato scelto dall'Istituto come parola dell'anno già nel 2023 per la sua rilevanza socioculturale (Radiostudio90italia) , dopo essere stato inizialmente registrato tra i neologismi ed entrato poi nel vocabolario ufficiale.Al secondo posto della classifica si colloca "maranza", termine dal significato mutato nel tempo: nato negli anni '80-'90 per indicare individui rozzi di periferia, si è recentemente evoluto nel linguaggio giovanile per definire gruppi di strada chiassosi e dall'abbigliamento vistoso (Corriere Adriatico) . Chiude il podio "fake news".Completano la top ten, nell'ordine: overtourism, influencer, smart working, follower, rider, meme e selfie (L'Eco di Bergamo) — parole che, come sottolineano diverse testate, fino a pochi anni fa erano quasi sconosciute e oggi sono entrate stabilmente nell'informazione e nel linguaggio quotidiano.
La classifica, elaborata dall'Istituto dell'Enciclopedia Italiana sulla base delle ricerche degli utenti sul portale treccani.it, fotografa i temi che hanno dominato il dibattito pubblico italiano nella prima parte del 2026: dalla violenza di genere alla disinformazione, dal turismo di massa ai fenomeni social.
Fonti:
ANSA, "Femminicidio è la parola più consultata sul portale Treccani", 18 agosto 2026
Open, ""Femminicidio" è la parola più cercata sulla Treccani, "Maranza" al secondo posto", 18 agosto 2026
Corriere Adriatico, "Treccani, le parole più cercate del 2026", 18 agosto 2026
Askanews (ripreso da Radio Studio90 Italia), 18 agosto 2026
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Sabato 22 Agosto i Giovani Democratici della Toscana entreranno nella Casa di reclusione di Massa come terzo appuntamento di un percorso di ascolto e confronto dal titolo: "Dimenticat3", che attraverserà le carceri della Toscana. Un viaggio dentro gli istituti penitenziari della regione, accanto alle associazioni, agli operatori, ai volontari e a tutte le realtà che ogni giorno vivono e lavorano nel sistema carcerario, con l'obiettivo di costruire una proposta per un nuovo modello penitenziario.
Entrare in carcere significa, per i Giovani Democratici, scegliere di guardare da vicino una realtà che troppo spesso rimane ai margini del dibattito pubblico, ascoltando le voci di chi ogni giorno affronta le difficoltà di un sistema che oggi mostra profonde fragilità e che non riesce a garantire la dignità delle persone detenute, la tutela della salute, condizioni di vita adeguate e percorsi efficaci di reinserimento.
Il percorso dei GD Toscana nasce dalla consapevolezza che il carcere non può essere affrontato soltanto attraverso la logica dell'emergenza. Sovraffollamento, carenza di personale, difficoltà nell'accesso alle cure e ai percorsi di formazione e lavoro, insieme alla crescente attenzione necessaria sul tema della salute mentale, sono problemi strutturali che richiedono una visione nuova. Un sistema penitenziario efficace deve essere capace di tenere insieme sicurezza e dignità, responsabilità e rieducazione, pena e possibilità concreta di reinserimento nella società.
«Dimenticatə. Un percorso nelle carceri toscane per conoscere il sistema penitenziario e costruire una giustizia umana nasce dalla convinzione che per cambiare davvero il sistema sia necessario prima di tutto conoscerlo e ascoltare chi lo vive ogni giorno. Per questo abbiamo scelto di entrare negli istituti penitenziari della Toscana e confrontarci con le persone detenute, gli operatori, gli agenti della Polizia Penitenziaria, le associazioni e il volontariato, mettendo insieme esperienze e punti di vista diversi. Vogliamo riportare al centro del dibattito pubblico le persone detenute, troppo spesso dimenticate e relegate ai margini della società, perché una pena che esclude e rende invisibili non può dirsi davvero orientata al reinserimento. Il nostro obiettivo è costruire, tappa dopo tappa, una proposta politica per un nuovo modello carcerario, capace di superare un sistema oggi profondamente inadeguato e di dare piena attuazione alla funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione. Al termine del percorso raccoglieremo quanto emerso in un documento che sarà un contributo concreto e uno stimolo per le istituzioni regionali e nazionali», dichiara Bernardo Taddei, Segretario regionale dei Giovani Democratici della Toscana.«Il 22 agosto, come Giovani Democratici di Massa-Carrara, parteciperemo alla visita al carcere di Massa. Lo facciamo perché conoscere e ascoltare ciò che accade all'interno di una struttura penitenziaria è un dovere politico e civile. Il carcere di Massa vive una situazione di sovraffollamento e sconta l'assenza del Garante dei detenuti, una figura fondamentale per garantire ascolto, tutela e legalità a chi è privato della libertà. Riteniamo grave che questo ruolo non sia oggi adeguatamente garantito: non è un semplice dettaglio amministrativo, ma una questione politica e istituzionale che richiede risposte e ha responsabilità precise da parte dell'amministrazione di destra che governa la città. La situazione di Massa si inserisce nella più ampia crisi del sistema penitenziario, che non può essere affrontata soltanto con interventi emergenziali. Servono attenzione, responsabilità e soluzioni concrete. Entreremo nel carcere senza pregiudizi, con l'obiettivo di ascoltare chi vive e lavora nella struttura e comprendere criticità e possibili soluzioni. Crediamo che sicurezza e diritti non siano contrapposti: un sistema penitenziario efficace deve garantire condizioni dignitose, sicurezza e reali percorsi di rieducazione e reinserimento.», afferma Alessio Fatticcioni, segretario provinciale dei Giovani Democratici di Massa-Carrara.
A partecipare all'ingresso nella Casa di Reclusione di Massa saranno Gianni Lorenzetti, consigliere regionale della Toscana; Bernardo Taddei, Segretario regionale dei GD Toscana; Alessio Fatticcioni, segretario provinciale dei GD Massa - Carrara; Ilaria Orlandi, segretaria comunale dei GD Massa; Niccolò Ghelardini e Matilde Coluccini, della segreteria dei GD Toscana; Michela Votino e Luca Massa, della segreteria dei GD Massa - Carrara, rispettivamente delegati alla giustizia e all'istruzione.
Quella di Massa sarà la terza tappa di un percorso che proseguirà negli altri istituti penitenziari della Toscana. Un viaggio per conoscere da vicino il sistema, ascoltare chi lo attraversa e provare, insieme, a immaginare un modello diverso. Perché parlare di carcere significa parlare di sicurezza, di giustizia e, soprattutto, del tipo di società che vogliamo costruire.
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E' possibile presentare la domanda per ottenere i Buoni scuola per l'anno scolastico 2026/2027, riservati alle bambine e ai bambini dai 3 ai 6 anni che frequenteranno una scuola dell'infanzia paritaria privata convenzionata con il Comune di Carrara.Con una delibera di Giunta, il Comune ha infatti aderito al progetto regionale, pubblicando poi un apposito avviso. Il contributo è rivolto ai residenti in Toscana con un indicatore della situazione economica equivalente I.S.E.E. in corso di validità non superiore a euro 30.000 e consiste nell'erogazione di uno sconto del costo mensile per le rette di frequenza, mentre non sono soggette a rimborso le spese di iscrizione.La domanda di ammissione al contributo deve essere presentata entro le 12.30, del prossimo 18 settembre, all'Ufficio protocollo del Comune, oppure inviata tramite PEC all'indirizzo:
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MASSA – Perdite d’acqua e tubature danneggiate in diversi punti del territorio comunale. È questa la situazione segnalata da alcuni residenti di Via Volpina 40, Via del Fagiano 24, Via Salvetti 43 e Via Molinara 2, che hanno chiesto un intervento per porre fine a una situazione di disagio che, secondo quanto riferito, si protrae ormai da diversi giorni.A raccogliere le segnalazioni è stato il consigliere comunale di Massa Bruno Tenerani, in collaborazione con lo Sportello del Cittadino di Fratelli d’Italia e con Mauro Bonini e Michele Balderi, nell’ambito dell’attività di ascolto e raccolta delle problematiche evidenziate dai cittadini.«Attraverso lo Sportello del Cittadino – spiega Tenerani – abbiamo ricevuto diverse segnalazioni relative a perdite d’acqua in più zone di Massa. Insieme a Mauro Bonini e Michele Balderi abbiamo raccolto le segnalazioni dei residenti e deciso di portare formalmente la questione all’attenzione dei soggetti competenti».A seguito delle segnalazioni, Tenerani ha inviato una PEC a GAIA, società competente per la gestione del servizio idrico, mettendo contestualmente a conoscenza della situazione anche il Comune di Massa, affinché il problema venga preso in carico e vengano effettuate le necessarie verifiche.Alla comunicazione sono state allegate anche fotografie delle situazioni segnalate, a documentazione delle perdite.«I cittadini hanno già segnalato più volte queste problematiche – sottolinea Tenerani – e non è accettabile che una perdita d’acqua possa continuare per giorni senza una soluzione. Stiamo parlando di una risorsa fondamentale che viene dispersa inutilmente e di un servizio essenziale per la comunità».La questione non riguarda quindi soltanto il disagio provocato ai residenti, ma anche la necessità di una gestione attenta e responsabile delle risorse idriche.«L’acqua non può essere sprecata. Chiediamo che, davanti a una segnalazione documentata, si intervenga rapidamente per individuare la causa della perdita e procedere alla riparazione. I cittadini devono poter contare su risposte concrete».L’iniziativa rientra nell’attività dello Sportello del Cittadino di Fratelli d’Italia, attraverso il quale vengono raccolte le problematiche quotidianamente evidenziate dai residenti e successivamente portate all’attenzione degli enti e dei soggetti competenti.«Ringrazio Mauro Bonini e Michele Balderi per la collaborazione e per il lavoro di ascolto che viene svolto sul territorio – conclude Tenerani –. Il nostro obiettivo è dare voce ai cittadini e trasformare le loro segnalazioni in richieste concrete di intervento. Su queste perdite d’acqua ci aspettiamo ora una risposta rapida da GAIA e dal Comune di Massa e, soprattutto, la risoluzione del problema».
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Il consigliere della Lista Ferri Filippo Mirabella fa una disanima sulla situazione dei finanziamenti Pnerr al comune di Carrara:"PNRR: mentre la Giunta esulta per i "salvataggi" dell'ultimo minuto, i numeri dei bilanci comunali raccontano un'altra realtà: ritardi record, progetti rivelatisi problematici e circa 2 milioni di euro complessivi di risorse comunali impiegate per far fronte alle criticità e ai maggiori costi emersi nella gestione dei due interventi dell'Amministrazione Arrighi sostenuta dal PD.I cantieri della Piscina Comunale "Francesco Tosi" e della Scuola Media "Michelangelo Buonarroti" rappresentano, più che un modello di efficienza, la fotografia delle difficoltà con cui il sindaco Serena Arrighi e l'assessore ai progetti speciali Moreno Lorenzini avrebbero gestito tempi, progettazione e attuazione di due importanti interventi finanziati con risorse pubbliche. Ritardi cronici e una programmazione che sembra essersi dovuta correggere strada facendo.Sia chiaro, non è stato emanato alcun decreto specifico del Governo solo per la piscina Tosi o per la Buonarroti, come avrebbe fatto capire Lorenzini in Consiglio comunale. Ma il Comune di Carrara invece avrebbe sfruttato le norme e le proroghe nazionali sui progetti in grave ritardo per salvare il finanziamento europeo ed evitare di perdere i soldi. Il paradosso politico è evidente: una Giunta di sinistra celebra come un proprio successo la possibilità di salvaguardare interventi grazie a provvedimenti assunti dal Governo di destra guidato da Giorgia Meloni.
I cittadini devono sapere la verità: il Governo e i Ministri di Fratelli d'Italia, espressione della destra, non hanno premiato l'efficienza della sinistra che governa Carrara, ma hanno semplicemente evitato che i ritardi accumulati sui cantieri del PNRR lasciassero la città sotto una montagna di scheletri di cemento armato, finanziamenti a rischio e ulteriori costi per i cittadini.
Il cantiere della Piscina Tosi di via Sarteschi peraltro, è l'emblema dello "spezzatino burocratico" che sarebbe stato attuato da questi amministratori. La Giunta Arrighi sembra che abbia approvato un progetto esecutivo che, alla prova dei fatti, si sarebbe rivelato carente sotto diversi profili tecnici: a lavori già avviati sarebbero infatti emerse la necessità di intervenire sugli aspetti legati alla sicurezza sismica e agli adeguamenti alle normative antincendio, con conseguenti ripercussioni sui tempi e sui costi dell'opera. Risultato? Tutto fermo per mesi, rincorrendo varianti dell'ultimo minuto. Ma il vero problema, che la propaganda non può cancellare, è l'aumento dei costi intervenuto nel corso dell'opera.
Come è cambiato in corso d'opera il progetto della piscina? Per accelerare e rientrare nei costi, il Comune avrebbe approvato delle varianti tecniche opinabili : Niente tetto nuovo! Mentre nel progetto originale era prevista la demolizione e il rifacimento dell'intera copertura. Ma semplicemente per risparmiare tempo e danaro, l'Assessore Lorenzini e i suoi tecnici avrebbero cambiato piano: "la struttura esistente pare che sará mantenuta e che andrebbero a sostituire soltanto i vecchi cavi d'acciaio". La domanda politica è semplice: quali verifiche tecniche avrebbero accompagnato questa scelta e quali garanzie sarebbero state fornite sulla sicurezza e sulla piena conformità della struttura?
La decisione presa non era campata in aria e infatti con i risparmi della copertura e l'aggiunta di 600.000 euro del Comune, sarebbero stati appaltati nuovi lavori per rifare completamente gli impianti idraulici, le nuove vasche e installare moderne pompe di calore che non risultavano ricomprese nella progettazione originaria. Chiedo come mai allora il progetto iniziale prevedeva infatti un quadro economico di 1.878.118 euro (di cui 1,28 milioni finanziati dal PNRR e 136mila euro dal fondo statale FOI) era stato finanziato dall'Europa? Forse solo in un secondo momento, per rimediare agli evidenti errori emersi in fase di progettazione e agli imprevisti sopraggiunti in corso d'opera, e per poter appaltare le vasche e i nuovi impianti meccanici che non erano stati previsti nei tempi iniziali, la Giunta Arrighi pare che abbia dovuto fare pesanti variazioni di bilancio.
Ecco tutti i numeri della Piscina Tosi: euro 1.030.000, è il totale dei soldi dei contribuenti di Carrara che la Arrighi ha dovuto aggiungere per coprire le varianti tecniche (600.000 euro per rifare le vasche e gli spogliatoi, più altri 430.000 euro per l'adeguamento degli impianti, antincendio e le nuove pompe di calore) arrivando al costo complessivo di 2.908.118 euro, quando Inizialmente era di 1.878.118 euro. L'ingegner Lorenzini in Consiglio comunale, a seguito di specifica interrogazione del sottoscritto, rispondeva che ci poteva essere un decreto con la nuova data di consegna nel 2027 concessa in extremis dal Governo Meloni, per evitare la revoca totale dei fondi europei, che avrebbe privato la città di un impianto sportivo essenziale per altri anni.
Scuola Buonarroti: ritardi, ombre sul contenzioso e un milione di risorse comunali.
Se la piscina piange, la scuola Buonarroti a Marina di Carrara è probabilmente il caso che più di ogni altro mette alla prova la credibilità della programmazione amministrativa.Pare che nel 2025 il cantiere della Buonarroti sia stato indicato, nell'ambito del monitoraggio della Cabina di Regia della Prefettura, tra quelli maggiormente problematici per i ritardi accumulati. Ma oggi ai cittadini va raccontato il vero retroscena e l'Amministrazione ha il dovere di fare immediata chiarezza: è vero che tra il Comune e il consorzio delle ditte appaltatrici, CICMS di Bologna, è in corso un durissimo confronto contrattuale che rischia di provocare ulteriori rallentamenti e di prolungare ancora i tempi del cantiere?Cos'è e come nasce quello che parrebbe essere un vero e proprio contenzioso sulla Buonarroti? Corrisponde al vero che si tratta di un confronto formale in cui sono state sollevate contestazioni reciproche sugli adempimenti contrattuali?
- È vero che il Comune avrebbe notificato atti di diffida e contestazione formale sul cronoprogramma al Consorzio appaltatore (CICMS) in relazione al mancato avanzamento dei lavori rispetto ai patti?
- Corrisponde al vero che l'impresa avrebbe risposto sollevando riserve e contestazioni tecniche sui progetti presentati dal Comune, attribuendo agli uffici di Piazza Civico parte delle responsabilità per lo stallo?
- È vero che il Comune si starebbe avvalendo di un legale esterno pagato con i soldi dei cittadini ed è impegnato nella ricerca di un accordo stragiudiziale con l'impresa per evitare che la situazione precipiti ulteriormente in un contenzioso giudiziario?
Se quanto sopra fosse confermato, chi sarebbe il professionista incaricato di assistere il Comune nella gestione di questo delicato contenzioso e quanto costerà alle tasche dei cittadini carraresi? La determina di affidamento, in tal caso, dovrebbe essere già pubblica per legge sull'Albo Pretorio, ma ad oggi le cifre e il nome rimangono nel silenzio di Palazzo Civico. Un'opacità su cui l'opposizione esige immediata trasparenza.
Esattamente come per la piscina Tosi, anche per la scuola Buonarroti l'Amministrazione ha dovuto mettere mano al bilancio dell'ente. Tra variazioni e modifiche dei capitoli, il Comune ha dovuto stanziare circa 1 milione di euro di risorse proprie per far fronte alle spese impreviste dell'appalto, alla logistica dei trasferimenti degli studenti e all'assistenza legale e tecnica necessaria a gestire lo stallo, sottraendo queste risorse ad altri servizi urbani.
Mentre gli uffici della Giunta Arrighi si sarebbero impantanati in questo scambio incrociato di diffide e contestazioni formali con l'impresa, per mediare una transazione difficilissima i nostri amministratori avrebbero chiesto al Governo Meloni di "slegare" l'opera dal PNRR, correndo a farsi proteggere dal Ministero dell'Istruzione a Roma con un rinvio al 2027. E quanto ci costerebbe questo pasticcio contabile? La propaganda della giunta dice che l'opera da 8,6 milioni di euro complessivi è coperta dai finanziamenti superiori, ma le carte di bilancio cantano un'altra canzone:
- 7.150.000 euro: il finanziamento originario ex-PNRR che il Ministero ha dovuto assorbire sui canali statali ordinari per evitare la perdita dei fondi europei a seguito del mancato rispetto della scadenza di metà 2026.
- Circa 1.000.000 di euro: La quota di risorse proprie per le variazioni che il Comune ha dovuto vincolare e muovere tra variazioni straordinarie di bilancio per gestire le spese collaterali, la sicurezza, il supporto tecnico esterno e i costi derivati da un cantiere lumaca che non finisce mai.
CHI PAGA IL CONTO DEI RITARDI?
L'opposizione lo ha denunciato con forza in Consiglio Comunale, e continuerà a farlo. Spacciare per "vittorie politiche" rinvii concessi per disperazione burocratica è un insulto all'intelligenza dei cittadini. La realtà è che Carrara si trova con le tasse al massimo e oltre 2 milioni di euro di fondi comunali propri sacrificati (un milione sulla Tosi e uno sulla Buonarroti) per rimediare all'inabilità strutturale di gestire i tempi dell'Europa.I nastri prima o poi si tagliano. Quello che non si può tagliare è il filo della responsabilità politica: ai cittadini devono essere spiegati i ritardi, i costi (soldi pubblici dei cittadini) e le scelte che hanno accompagnato questi cantieri".
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MASSA – La situazione dell’obitorio comunale torna al centro del dibattito in Consiglio comunale. A sollevare nuovamente la questione è il consigliere comunale Daniele Tarantino, che nel corso dell’ultima seduta ha richiamato l’attenzione dell’Amministrazione su un tema nato anche dalle segnalazioni e dalle richieste arrivate direttamente dai cittadini.«Ho portato nuovamente all’attenzione del Consiglio la situazione dell’obitorio comunale – spiega Tarantino – perché dietro le nostre interpellanze non ci sono semplicemente atti amministrativi, ma persone che ci contattano, ci segnalano problemi e attendono risposte concrete dalle istituzioni».Nel suo intervento il consigliere è tornato anche su quanto accaduto nella precedente seduta dedicata alle interpellanze, alla quale la maggioranza non aveva partecipato.«La maggioranza ha di fatto disertato un appuntamento istituzionale importante. Le interpellanze non sono una formalità e, soprattutto, non appartengono né alla maggioranza né all’opposizione. Sono uno degli strumenti attraverso i quali vengono portate dentro il Consiglio comunale le richieste, le difficoltà e le segnalazioni dei cittadini». Da qui la volontà di dare un segnale forte affinché la giornata riservata alle interpellanze venga rispettata e non venga più spostata. «Quando un cittadino si rivolge a un consigliere comunale – prosegue Tarantino – si aspetta che la propria segnalazione venga presa in carico e portata nelle sedi competenti. È una questione di rispetto verso le persone e anche verso il ruolo del Consiglio comunale».Il consigliere ribadisce quindi l’impegno a proseguire nell’attività di ascolto e presenza sul territorio: «Continueremo ad ascoltare i cittadini, a raccogliere le loro istanze e a portarle in Consiglio comunale. Il nostro obiettivo non è alimentare polemiche, ma contribuire a trovare soluzioni e ottenere risposte. Portare risposte concrete ai cittadini resta il nostro impegno».
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Lo spettacolo pirotecnico è un appuntamento che da decenni e decenni ricorre sulla spiaggia di Marina di Carrara. È lecito che un gruppo di cittadini osservi che nel tempo possa cambiare qualcosa anche nel modo di divertirsi? Che le tradizioni a volte vadano conservate, a volte modificate? Che venga ascoltato chi ha la sensibilità di vedere oltre quei 20 minuti di luci sfavillanti e frastuono?Dopo di loro, inquinamento — non solo nell'aria che tutti respiriamo, ma anche nel mare e nella sabbia su cui l'indomani torneremo a camminare e a fare il bagno: i residui della pirotecnica non svaniscono con il fumo, si depositano dove viviamo. Polveri sottili (PM10 e PM2.5) i cui livelli, in poche decine di minuti, in una zona costiera possono impennarsi fino a raggiungere livelli paragonabili a quelli di una città altamente trafficata per un'intera giornata. Metalli pesanti e tossici, perché, per dare i colori vivaci, si usano composti di stronzio (rosso), bario (verde), rame (blu) e alluminio (bianco), che si depositano sul suolo e in mare, finendo nella catena alimentare. Ozono e CO2, perché la combustione produce gas serra e ozono troposferico, dannoso per le vie respiratorie di chi è sensibile (bambini, anziani, asmatici).
Dopo di loro, animali atterriti che non possono capire come si diverte l'uomo e si sentono male, molto male. Animali con padrone e, ancor peggio, animali senza padrone, senza nessuno che li protegga da quel boato. Il trauma per gli animali non è una questione di "paura", ma di fisiologia: gl i animali domestici (cani e gatti) hanno un udito fino a 4-5 volte più sensibile del nostro. Lo scoppio a 120-150 decibel per loro è un vero e proprio dolore fisico (non fastidio), paragonabile a un'esplosione bellica per noi.Gli animali selvatici (uccelli, ricci, pipistrelli) vanno in stato di shock. Gli uccelli, in particolare, possono abbandonare i nidi in preda al panico, disorientarsi e morire di sfinimento durante il volo notturno. Gli studi ornitologici registrano cali di popolazione significativi intorno alle zone degli spettacoli pirotecnici.
Dopo di loro, tanti soldi bruciati in pochissimi minuti.
Perché non cambiare? Attivare la fantasia per alternative migliori? Non è un'utopia: in diverse località del Lago di Garda, i comuni hanno già sostituito i fuochi con spettacoli di droni luminosi, registrando il tutto esaurito di pubblico. Torino è da anni un punto di riferimento italiano per questo tipo di eventi. E città come Shanghai, o negli Stati Uniti diverse municipalità di California, Colorado e Utah, hanno scelto i droni al posto della pirotecnica proprio per ridurre l'impatto su aria e territorio. Dove i droni non bastano, ci sono anche i fuochi d'artificio a basso impatto acustico e gli spettacoli laser: soluzioni già disponibili, non ipotesi lontane. Abbiamo la speranza che nella prossima campagna elettorale qualcuno provi ad essere impopolare... che poi tanto impopolare non sarà: i cittadini capiscono, i giovani capiscono, e finalmente cambi la visione delle proprie azioni a partire da chi ci amministra. Facciamo festa, mangiamo e beviamo, ma senza nuocere e senza buttare soldi danneggiando ambiente e noi stessi. E non dimentichiamo chi è più debole.
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Il caso è esploso il 17 agosto e coinvolge ormai Rai, politica e le testate coinvolte, in un intreccio reso ancora più delicato dal fatto che arriva a ridosso dell'inchiesta sull'attentato subito da Sigfrido Ranucci.
𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗵𝗮 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗜𝗹 𝗧𝗲𝗺𝗽𝗼
Il quotidiano della famiglia Angelucci, in un'inchiesta firmata da Dario Martini, ha reso pubblici i dati sui compensi versati a giornalisti e autori di Report, definendoli particolarmente elevati. Secondo le cifre riportate, la spesa complessiva per compensi sarebbe cresciuta in modo significativo in tre stagioni: da poco più di 2,2 milioni di euro nel 2022-2023, a circa 2,5 milioni nel 2023-2024, fino a superare i 2,9 milioni nel 2024-2025. Tra i nomi citati come esempi delle cifre più alte figurano Giulia Innocenzi e Giorgio Mottola.
𝗟𝗮 𝗿𝗲𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗙𝗿𝗮𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗱'𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮
Francesco Filini, capogruppo di FdI in Commissione di Vigilanza Rai, ha ribattezzato il caso "Reportopoli", parlando di cifre sconcertanti e definendo la situazione un vero e proprio salasso per le casse pubbliche e per i contribuenti. Filini ha annunciato la presentazione di un'interrogazione parlamentare, chiedendo alla Rai piena trasparenza sui criteri di spesa, sostenendo che la redazione di Report non possa considerarsi esente da logiche di controllo economico.
𝗟𝗮 𝗿𝗲𝗽𝗹𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗶 𝗥𝗮𝗻𝘂𝗰𝗰𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲
Dal fronte opposto la risposta è stata durissima. Gli inviati del programma hanno sostenuto che i numeri diffusi non rappresenterebbero gli stipendi netti dei singoli giornalisti, ma includerebbero anche i costi di produzione delle inchieste (trasferte, montaggio, grafica). Hanno inoltre annunciato azioni legali contro chi diffonderà quelle che considerano informazioni scorrette. Sempre secondo la redazione, Report sarebbe in realtà il programma di approfondimento meno costoso della prima serata Rai, con una spesa di circa 150mila euro a puntata, contro cifre doppie per altri format nella stessa fascia oraria. Ranucci stesso ha definito grave la diffusione di quello che ritiene un documento interno riservato, annunciando un esposto al Comitato Etico Rai.
𝗜𝗹 𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗽𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶
Il Movimento 5 Stelle ha attaccato sia FdI sia il quotidiano, accusando Il Tempo di aver omesso che nei compensi rientrano anche le spese di produzione, e denunciando quello che definiscono uno schema ricorrente tra la testata di Angelucci e Fratelli d'Italia. Angelo Bonelli, di Alleanza Verdi e Sinistra, ha chiesto un audit interno immediato per verificare chi fosse a conoscenza dei dati e chi li abbia diffusi all'esterno, ipotizzando un uso strumentale degli audit Rai contro giornalisti scomodi al governo.
𝗜𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗼
La vicenda si inserisce in un momento già teso per Ranucci: la pubblicazione arriva mentre è ancora in corso l'inchiesta sull'attentato subito dal conduttore, per il quale Valter Lavitola è stato arrestato come presunto mandante.
𝗜𝗻 𝘀𝗶𝗻𝘁𝗲𝘀𝗶
I fatti accertati sono la pubblicazione dei dati da parte del Tempo e la crescita delle cifre nei tre anni indicati. Resta invece politicamente conteso se quei numeri rappresentino stipendi netti individuali o costi di produzione aggregati: su questo specifico punto non ci sono, al momento, conferme indipendenti da fonti terze.
Fonti: DIRE.it; Secolo d'Italia; Agensocial; Libero Quotidiano; Il Tempo; Il Giornale; AGI
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Il caso del murale, opera dell'artista Pierpaolo Perretta, (nome d'arte Mr. Save the wall) realizzato nell'ambito del progetto "Massa Street Art", torna al centro del dibattito politico. A intervenire sono i gruppi consiliari Partito Democratico, Massa è un'Altra Cosa e Gruppo Misto di minoranza, che chiedono all'amministrazione comunale chiarimenti sul futuro dell'opera e ricordano di essere già intervenuti sulla vicenda un anno fa. «Quanto riportato sulla stampa locale e la polemica che ne è seguita in questi giorni non può lasciarci indifferenti. Già nel luglio 2025 avevamo sollevato pubblicamente la questione, presentando anche un'interpellanza e chiedendo al Sindaco spiegazioni sull'investimento complessivo di centonovemilaeuro di risorse pubbliche, e sul futuro della struttura una volta rimossa dal pontile di Marina di Massa. Oggi, il murale si trova abbandonato in uno spazio all'interno delle Jare, e le condizioni di degrado e incuria in cui versa l'area riaprono, secondo le opposizioni, tutti gli interrogativi posti allora.Avevamo chiesto quale sarebbe stata la destinazione definitiva dell'opera, e nel merito abbiamo fatto anche una proposta: collocarla all'interno dell'area dell'ex Ugo Pisa, area in fase di riqualificazione. A distanza di un anno quelle domande non solo rimangono senza risposta, ma assumono una rinnovata attualità e necessità ».
I tre gruppi precisano che la questione che viene posta non riguarda il valore artistico dell'opera né il lavoro dell'artista.«Il tema posto riguarda piuttosto come un'opera d'arte, realizzata con l'impegno di risorse pubbliche, quale bene e patrimonio comunale, trova valorizzazione e tutela in un quadro di atti coerenti e trasparenti. Perché non basta finanziare un progetto artistico e inaugurare l'opera d'arte realizzata : occorre assicurare la sua tutela e valorizzazione; avere idee chiare e garantire la dovuta trasparenza alle scelte amministrative che si fanno; vista la natura dell'opera,(un murale di geo block, lungo 40 metri) è facile immaginare che l'attività di ricollocazione futura implichi una voce di spesa non banale; sarebbe opportuno sapere se, a tale scopo, esistono risorse già allocate o se dovranno essere di nuovo impegnate». PD, Massa è un'Altra Cosa e Gruppo Misto di minoranza chiedono quindi all'amministrazione come sia possibile che, rispetto ad un progetto di tale natura e impegno finanziario, permangano ancora tante incertezze in merito al luogo dove collocare definitivamente l'opera. Inoltre, sarebbe opportuno sapere se la proposta di collocazione all'ex Ugo Pisa, avanzata anche in consiglio comunale, sia stata discussa con l'artista Perretta e, nel caso, quale sia stata la sua valutazione. Le perplessità che avevamo espresso un anno fa, purtroppo, si sono dimostrate fondate. Le domande che abbiamo posto allora sono ancora necessarie e ineludibili. Una risposta chiara l'amministrazione deve darla non solo a chi in consiglio svolge un'opposizione puntuale e animata dallo spirito costruttivo, ma ancor più la deve all'intera città, che merita di sapere come e secondo quali logiche si programmano scelte culturali e si impegnano ingenti risorse pubbliche.
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