Politica
Carrara, Campione (FdI): “Più entrate ma tasse alte e una città che soffre, la sindaca Arrighi spieghi dove vanno a finire i soldi”
«Carrara incassa come una grande città ma continua a far pagare ai cittadini tasse ben sopra la media, senza garantire servizi adeguati. È un paradosso che…

Nasce il nuovo direttivo provinciale di Fipe Baristi Massa Carrara: Thomas Bini è il presidente
Prosegue il grande impegno sindacale sul territorio di Massa Carrara da parte di Confcommercio, che nella giornata di giovedì scorso ha formalizzato la nascita del nuovo…

Il Polo P&S: il Presidente Incoronato deve rispettare le leggi della Repubblica
Il Polo Progressista e di Sinistra ha richiesto per la terza volta, in poco più di un anno, l’intervento del Prefetto di Massa Carrara per attivare…

"Insicurezza non più tollerabile": il commento di Rossella Lera di Patto per il Nord Toscana sulla rissa avvenuta in centro a Carrara
Sull'episodio di violenza avvenuto il 30 aprile in via Roma interviene Rossella Lera, Responsabile Consulta Giustizia Patto per il Nord-Toscana: "L'episodio di violenza del 30…

Gruppo consigliare lista Serena Arrighi sindaca: “La nostra opposizione sembra aver ormai scelto la via della mistificazione e dello stravolgimento della realtà su qualsiasi tema come filo conduttore per la campagna elettorale per il 2027”
"La nostra opposizione sembra aver ormai scelto la via della mistificazione e dello stravolgimento della realtà su qualsiasi tema come filo conduttore per la campagna elettorale…

Simone Caffaz, consigliere comunale di opposizione Carrara: "Il premio patacca: capitale regionale ma 0 euro dalla Regione"
"L'ansia di dimostrare di aver fatto qualcosa anche nel settore culturale e artistico ha indotto l'amministrazione carrarese a superare ampiamente il senso del ridicolo nella vicenda…

Pontile Marina di Massa: otto virgola cinque milioni e un commissario straordinario. la città guarda al 2027
Marina di Massa ha aspettato quattrocentocinque giorni. Quattrocentocinque giorni di silenzio sul lungomare, di transenne, di una nave straniera conficcata nel fianco del suo pontile come…

Case popolari Carrara, Tosi (lega): "Lieti di essere di stimolo. Le chiacchiere passano, gli atti restano"
Riportiamo la replica di Andrea Tosi, consigliere comunale della Lega, in merito alle dichiarazioni del vicesindaco di Carrara Roberta Crudeli riguardo la questione delle case popolari [

Moreno Lorenzini, assessore all'Urbanistica di Carrara, sull'iter di approvazione del nuovo piano dell'arenile
«Il consigliere Martinelli fa una sintesi errata di un incontro a cui non ha partecipato riguardo il piano dell'arenile». Replicando al consigliere…

Vicesindaca di Carrara Crudeli: "300mila euro per ristrutturazione alloggi popolari"
Riportiamo di seguito una dichiarazione della vicesindaca di Carrara e assessore alla Casa Roberta Crudeli riguardo i fondi che saranno inseriti nella prossima variazione di bilancio…

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Il decreto sicurezza del governo avrà conseguenze anche a livello locale: lo dice il consigliere della Lista Ferri Filippo Mirabella: "Il nuovo decreto sicurezza varato in Cdm il 5 febbraio scorso ottiene la cosiddetta “bollinatura” e contestualmente il via libera del Quirinale. Tra le modifiche più significative l’articolo 6, dedicato alla tutela delle città: il fondo destinato agli enti locali viene incrementato fino a raggiungere 48 milioni di euro. Ormai sulla sicurezza della nostra città avevamo perso tutte le speranze. Da quando si è insediata il Sindaco Arrighi, i cittadini — specialmente di Avenza — denunciano una situazione di disagio crescente legata a episodi di microcriminalità, furti, spaccio, aggressioni e allarme di ordine pubblico locale. A causa del deterioramento della sicurezza urbana si sono visti furti ripetuti ai danni di negozi e attività commerciali, con un supermercato che ha subito danni per circa 150.000 euro a causa dei colpi messi a segno da bande dedite alle spaccate e ai furti con scasso, al punto da mettere a rischio la stessa continuità dell’attività commerciale. Nel territorio si registrano soprattutto attività di microcriminalità diffusa e spaccio di sostanze stupefacenti; periodicamente vengono identificate decine di persone, alcune delle quali con precedenti, proprio nella zona di Avenza e delle aree limitrofe. Eppure, di fronte a questa realtà, la risposta del Sindaco Arrighi è stata lenta, incerta e spesso indebolita da apparenti contraddizioni amministrative. Nonostante le segnalazioni insistenti dei residenti, l’Amministrazione sostenuta dal PD non è riuscita a dare una risposta significativa e duratura. Le promesse sull’apertura della sede della Polizia Municipale sono rimaste lettera morta: infatti sia l’Assessore Guadagni del PSI che Arrighi stessa avevano più volte assicurato che sarebbe stata istituita una sede distaccata della Polizia Municipale ad Avenza, per dare un presidio più costante sul territorio e rispondere alle richieste dei comitati di cittadini.
Era stato annunciato che si stava lavorando all’individuazione di locali idonei — come nell’area ex Cat — per ospitare gli uffici della municipale e finalmente garantire una presenza quotidiana di agenti. Tuttavia, l’apertura concreta di quel presidio non è ancora avvenuta. Ed è qui che emerge la principale contraddizione tra parole e fatti: promesse pubbliche su ordine pubblico locale rimaste per il momento senza traduzione operativa concreta sul territorio. Le richieste avanzate da cittadini e opposizione includono: un presidio fisso della Polizia Municipale sul territorio, un rafforzamento dell’organico, turni serali e notturni, servizio costante di controllo del territorio. Ma la risposta ricorrente dell’Amministrazione è stata spesso limitata alla formula “non abbiamo organico sufficiente”, una giustificazione che rischia di apparire sempre più evanescente per la popolazione, soprattutto dopo anni di episodi che riportano quotidianamente paura e insicurezza nelle testimonianze dei residenti.
Commercianti e residenti parlano apertamente di paura, di rassegnazione, di un quartiere che la sera diventa un Far West. Quando le promesse non vengono mantenute, si genera sfiducia. Quando il tempo passa e nulla cambia, si genera rabbia. E quando un quartiere continua a denunciare insicurezza senza vedere risposte stabili, si genera la percezione – pericolosa – che quel territorio non sia una priorità.Da ora in poi però non ci potranno essere più scuse perché nel Decreto Sicurezza i fondi ci sono. Il Governo ha approvato un nuovo decreto sicurezza, firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La norma prevede un incremento fino a 48 milioni di euro del fondo destinato agli enti locali per la sicurezza urbana, specificando che i Comuni possono utilizzare queste risorse anche per finanziare ore di lavoro straordinario della Polizia Municipale, stipulare contratti a termine per agenti e superare vincoli di spesa tradizionali.Questo significa che oggi gli strumenti economici e normativi per rafforzare la sicurezza urbana esistono. Non si può più parlare solo di mancanza di risorse. Non si può più evocare esclusivamente i limiti di bilancio. Il quadro è cambiato. E quando cambiano le condizioni, devono cambiare anche le responsabilità. Ora la responsabilità è tutta politica. La disponibilità dei fondi nazionali rappresenta un’opportunità concreta per superare la cronica carenza di personale e per attivare finalmente servizi di presidio urbano più strutturati.Se dopo questo stanziamento nulla dovesse cambiare, allora il problema non sarebbe più tecnico. Sarebbe una scelta. Una scelta di priorità. Una scelta politica".
I cittadini non chiedono proclami. Chiedono presenza. Chiedono sicurezza reale. Chiedono che gli impegni presi vengano rispettati.
Perché la sicurezza urbana non può essere evocata solo nei comunicati. Va garantita nei quartieri. Ogni giorno.
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In merito alle recenti dichiarazioni apparse sulla stampa locale riguardanti presunti rischi ambientali per il Lago di Porta correlati all'attività della discarica ex Cava Fornace, la società Programma Ambiente Apuane S.p.A. (PAA) si vede costretta a intervenire per ristabilire la realtà dei fatti, supportata da evidenze scientifiche e atti ufficiali.Pur comprendendo le preoccupazioni dei cittadini è necessario cessare la diffusione di notizie false e allarmanti circa l'evento del 06/05/2024. Le verifiche condotte dalle massime autorità competenti escludono categoricamente qualsiasi danno ambientale:
• Nessun danno ambientale: L'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), in accordo con ARPAT, ha concluso ufficialmente che l'evento non ha causato alcun deterioramento significativo delle risorse naturali tutelate, incluse le specie protette e le acque superficiali.
• Sicurezza e Stabilità: Indagini sismiche e topografiche hanno confermato l'integrità delle celle contenenti amianto. Gli interventi di ripristino post-frana sono già stati completati e validati da relazioni tecniche depositate.
• Tutela delle acque: La discarica opera a circuito chiuso e non scarica nel Lago di Porta. Il percolato viene rimosso quotidianamente tramite autobotti verso impianti terzi. In questa fase emergenziale, lo scarico parziale in fognatura nera avviene nel pieno rispetto delle autorizzazioni rilasciate dalle autorità competenti proprio per garantire la massima sicurezza del sito.
• Monitoraggio continuo: La discarica è monitorata continuamente sulla base di un piano di monitoraggio definito dalla Regione che copre le acque di falda, il percolato e le acque meteoriche. Dai risultati delle analisi effettuate si evince il rispetto dei limiti autorizzativi come ben sintetizzato anche dall'ultimo rapporto Arpat.
Programma Ambiente Apuane S.p.A. diffida chiunque dal continuare a strumentalizzare eventi tecnici ampiamente chiariti dagli enti di controllo.
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Nel 2006 l'ONU ha varato la Convenzione per i diritti delle persone disabili che stabilisce che i disabili sono persone e cittadini come tutti gli altri e come tali dovrebbero essere riconosciuti dal resto della cittadinanza. L'Italia ha recepito questa norma nel 2009, ma in pratica non ha fatto nulla negli anni successivi per applicarla veramente.Con il COVID il Governo riuscì a farsi dare i fondi del PNRR dall'Europa a condizione di varare una serie di riforme. Tra queste riforme l'Europa ci chiese anche una riforma che recepisse davvero la Convenzione dell'ONU per i diritti delle persone disabili. Per questo motivo l'Italia ha varato nel 2021 la legge delega n. 227 e i tre decreti attuativi (il 222 del 2023 e il 20 e il 62 del 2024) che costituiscono l'impianto di una riforma complessiva della normativa riguardante il mondo della disabilità.La riforma sulla disabilità disegna un nuovo paradigma per come deve essere vista da tutti la disabilità stessa. Il decreto 62/2024 definisce in dettaglio come va predisposto il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato. La finalità è quella di realizzare i sogni e le aspettative della persona con disabilità. Non ci sarà più nessun obbligo imposto per scegliere solamente tra i servizi disponibili. Il potere decisionale, durante gli incontri con l'Unità di Valutazione Multidimensionale, sarà solamente della persona disabile.Queste sono solo alcune delle novità introdotte dalla normativa nazionale. La riforma della disabilità richiede tanti cambiamenti. Esistono però delle resistenze che ostacolano l'applicazione della riforma. In primis la riforma supera il vecchio modello di istituto, il cui unico scopo é solamente la cura e la protezione della persona con disabilità, escludendo la socializzazione e una vita vissuta sul territorio e in comunità. Il processo di de-istituzionalizzazione viene osteggiato da chi gestisce oggi le strutture residenziali e semi-residenziali. Questa notizia può cambiare l'esistenza di moltissimi soggetti disabili, delle loro famiglie e di tutte le persone che con loro interagiscono ogni giorno.
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"Il sindaco di Carrara Serena Arrighi getta la maschera e propone al consiglio una norma salva imprenditori del marmo – anche il consigliere Matteo Martinelli del Movimento 5 Stelle critica fortemente l'intervento dell'attuale amministrazione sull'articolo 21 relativo al mono del marmo: "La Arrighi, infatti, ad un anno dalle prossime elezioni comunali vuole modificare il regolamento approvato dall'amministrazione 5 stelle per accontentare i concessionari di cava. Siamo di fronte, quindi, a quella che sembra essere a tutti gli effetti una clamorosa marchetta elettorale a favore degli industriali. La proposta infatti permette agli imprenditori, che non hanno rispettato l'impegno di lavorare il 50 per cento dei blocchi in loco, di continuare comunque a sfruttare le nostre cave. In questo modo, si impedisce agli uffici comunali di procedere con la revoca della concessione e la messa a gara della cava, così come previsto dal regolamento approvato nel 2020 dall'amministrazione De Pasquale. La Arrighi inoltre procede con questa vergognosa manovra avendo la possibilità di sapere quali sono i singoli soggetti a cui sta facendo questa legge di favore. Insomma, ancora una volta il sindaco Arrighi dimostra di essere debole con i forti, anteponendo gli interessi di qualcuno agli interessi della città.
Ancora una volta, i bisogni dei comuni cittadini vengono messi da parte al fine di favorire le richieste di pochi. Mentre la città cade a pezzi tra incuria e degrado, l'amministrazione comunale si concentra su bieche manovre elettorali in vista delle prossime elezioni comunali. Carrara avrebbe invece bisogno di un sindaco attento al decoro cittadino, pronto a farsi in quattro per far fronte alle necessità della parte più deboli di cittadini. Invece, si rifiutano a più riprese di investire nelle case popolari da ristrutturare come da noi proposto, mandano le persone nel ghetto del Murlungo nonostante la nostra contrarietà e quella di tutto il fronte progressista. Ma il tempo per avvantaggiare gli imprenditori del lapideo lo trovano sempre. Qualcuno dica alla Arrighi che la sinistra è un'altra cosa, e non si misura con gesti simbolici e populisti come statue e festicciole di paese".
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"Quando la politica si accorge dei problemi solo quando non può più evitarli, non sta governando: sta rincorrendo gli errori. E a Carrara questo è accaduto nella Commissione Marmo, sulla pelle delle piccole e medie imprese del lapideo. L’amministrazione Arrighi a parole difende il lavoro, nei fatti ha alzato un muro" comincia così la severa critica mossa dal consigliere della lista Ferri, Filippo Mirabella che spiega: "Sulla questione cruciale della lavorazione in loco del 50 per cento prevista dall’articolo 21 del Regolamento degli Agri marmiferi, Arrighi e il Partito Democratico hanno scelto da tempo di fare orecchie da mercante davanti alle richieste delle piccole e medie imprese del lapideo. Aziende che non chiedevano privilegi, ma modalità sostenibili e strumenti realistici per adeguarsi senza chiudere.Per anni si è ignorato un dato evidente: molte cave non erano strutturate per raggiungere quella soglia nei modi imposti. Era stato detto in Commissione più volte e ribadito pubblicamente, spiegato con i numeri alla mano. Ma da Palazzo civico nessuna apertura. Nessuna correzione. Nessun confronto vero.Ora, improvvisamente, arriva la proposta di spostare il primo traguardo da due a quattro anni. È un’operazione di avvilente opportunismo politico.Perché se davvero l’obiettivo fosse stato tutelare lavoro e filiera, il correttivo sarebbe arrivato prima, quando si chiedeva di evitare la chiusura di cave e di non mettere decine di famiglie in mezzo alla strada. Invece si è preferito irrigidire le posizioni, respingere ogni proposta migliorativa e difendere un’impostazione che, nei fatti, favorisce un modello di oligopolio, un’impostazione che concorre a valorizzare operatori già strutturati per gestire vincoli stringenti.
Il risultato? Le piccole e medie realtà vengono schiacciate, mentre il settore si polarizza sempre di più. Oggi la maggioranza prova a presentare lo slittamento come un atto di responsabilità, ma è un rinvio che serve a prendere tempo senza assumersi fino in fondo il peso delle conseguenze politiche. Spostare tutto di quattro anni significa, molto probabilmente, lasciare che il nodo esploda nella prossima consiliatura. Un macigno che cadrà su chi verrà dopo.Se davvero l’Osservatorio sul marmo dimostra che alcune cave superano già il 50 per cento e altre sono lontane, la risposta non può essere un generico allungamento dei tempi deciso all’ultimo minuto. Serve una revisione strutturale, calibrata sulla realtà del territorio, capace di salvaguardare occupazione, ambiente e pluralità imprenditoriale. Altrimenti il rischio è evidente: meno imprese, meno concorrenza, più concentrazione.La città merita una politica industriale seria, non aggiustamenti temporanei utili solo a spostare il problema più avanti.Il marmo è il cuore economico di questo territorio. Giocare con le scadenze non è responsabilità. È calcolo. E quando il calcolo politico viene prima della tutela reale del tessuto produttivo, il prezzo lo pagano le imprese, i lavoratori e le loro famiglie. Non chi oggi prova a rinviare".
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Arriva dal Partito Repubblicano di Carrara un'analisi sul tema della sicurezza sul lavoro: "Dopo il recente grave infortunio sul lavoro nel bacino di Miseglia, tutta la comunità è tornata ad interrogarsi sul tema della sicurezza nel mondo del lavoro.Purtroppo, il nostro territorio ha visto negli ultimi anni decessi e infortuni che si sono susseguiti, segnando profondamente la città e le famiglie coinvolte. La mortalità e gli infortuni non riguardano soltanto le cave, ma interessano anche altri settori lavorativi del nostro territorio: rappresentano il principale nemico contro cui i repubblicani carraresi intendono lottare con determinazione.Il fenomeno non è certo locale: nel nostro Paese le leggi che hanno permesso la precarizzazione del lavoro non favoriscono la stabilizzazione dei rapporti e la fidelizzazione dei lavoratori e questo porta troppo spesso a trascurare la formazione, elemento fondamentale per garantire comportamenti corretti e sicurezza operativa.Non entriamo nel merito del recente infortunio in cava di cui non conosciamo tutti i dettagli; piuttosto desideriamo mettere in luce un fatto allarmante e non esclusivamente locale che ci viene confermato da professionisti che operano nel mondo della Sicurezza come consulenti o membri degli organi di vigilanza: nel nostro Paese troppe aziende si inseriscono fraudolentemente nel tessuto produttivo: solo attraverso la piena legalità possiamo aspirare ad una maggiore sicurezza sul posto di lavoro. Le ditte irregolari tolgono ossigeno alle aziende sane, ignorando le normative e creando una concorrenza al ribasso che penalizza chi rispetta le regole. Per queste aziende, la sicurezza è un costo sacrificabile pur di massimizzare i profitti.I repubblicani di Carrara vogliono un nuovo modello di lavoro, in cui la sicurezza e il rispetto della vita umana siano priorità assolute. E’ essenziale garantire ambienti di lavoro sicuri e sani e promuovere leggi che premino le aziende virtuose e cioè quelle che rispettano le regole e le norme.Ogni lavoratore ha diritto di fare ritorno la sera dai propri cari incolume senza correre rischi per la propria vita.La sfida non si ferma qua: la legalità richiede controlli assidui nelle aziende. Tuttavia, chi è incaricato della vigilanza si trova quotidianamente a fronteggiare difficoltà per superare le quali non basta l’abnegazione e l’impegno dei singoli; ad esempio, nella nostra Provincia possiamo contare solo su due ispettori INPS, nessun ispettore INAIL e meno di dieci ispettori INL. La richiesta dei Repubblicani carraresi al Governo nazionale è chiara: servono nuove assunzioni ed interventi mirati. I controlli non devono essere percepiti come repressione, ma come strumenti vitali per la prevenzione e la diffusione della cultura della sicurezza.Per questo, i repubblicani carraresi propongono un incontro–dibattito pubblico, che si affianchi a quello istituzionale opportunamente convocato dalla Sindaca, con tutti i soggetti interessati alla legalità e alla sicurezza nel mondo del lavoro. Solo lavorando insieme è possibile gettare le basi per raggiungere un obiettivo chiaro e non negoziabile: ZERO MORTI SUL LAVORO. È tempo di agire, è tempo di unire le forze per garantire ad ogni lavoratore il diritto di tornare a casa sano e salvo. Insieme, possiamo costruire un futuro più sicuro per tutti".
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Lunedì pomeriggio la sindaca di Carrara Serena Arrighi ha incontrato le rsu di The Italian Sea Group assieme alle segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil e i sindacati di categoria. Durante la riunione i rappresentanti dei lavoratori hanno espresso la propria preoccupazione per il momento vissuto dal cantiere nautico di Marina di Carrara, mentre la sindaca ha assicurato loro il massimo appoggio da parte dell'amministrazione comunale.«Stamani ho chiamato il Prefetto di Massa-Carrara Gaetano Cupello e il presidente dell'Autorità di sistema portuale Bruno Pisano per informarli della riunione di ieri e per chiedere la convocazione di un tavolo istituzionale con i rappresentanti dei lavoratori e la proprietà – spiega il sindaco Arrighi -. Come amministrazione condividiamo le forti preoccupazioni di tutte le parti sociali per il presente e il futuro di un cantiere, The Italian Sea Group, che rappresenta una realtà importante del nostro territorio e che, tra dipendenti diretti e dell'indotto, dà da lavorare a tantissime persone. In questo momento è più importante che mai che la proprietà faccia chiarezza su quale sia la reale situazione che sta attraversando l'azienda e sui propri progetti futuri che dovranno necessariamente garantire il mantenimento dei livelli occupazionali. Chiediamo inoltre chiarezza sugli investimenti previsti sul territorio e sulla base dei quali, lo ricordo, l'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale ha concesso a The Italian Sea group una proroga di 49 anni, fino al 2072, alla concessione per l'utilizzo degli spazi interni al porto di Marina di Carrara».
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"Continuo a ricevere segnalazioni da persone che non riescono a fare la carta d’identità all’Anagrafe comunale. Questo è il drammatico risultato di otto anni di indifferenza del Sindaco Persiani a un settore della macchina comunale che dovrebbe essere strategico per la pianificazione amministrativa. Ho sollevato il problema Anagrafe anche durante il Consiglio comunale sul Bilancio chiedendo maggiori risorse per quel settore che l’assessore Mercanti si è ben guardato dallo stanziare” dichiara la consigliera Bennati. “Il Sindaco Persiani deve capire che la vita dei cittadini è fatta anche di cose piccole e pratiche e non solo di progetti "altisonanti", come acchiappare la luna, che però lasciano a terra i bisogni quotidiani” rincara Bennati.Il Polo Progressista e di Sinistra, composto da M5S RC e Mcc, ritiene il settore Servizi demografici strategico per la mole di dati di cui è in possesso e che dovrebbero essere messi a disposizione del Consiglio comunale per pianificare l’attività amministrativa. Siamo davvero sorpresi della superficialità con cui la maggioranza tende a dimenticare quanto l’Anagrafe sia la porta di ingresso nel palazzo comunale. L’assessore Acerbo dovrebbe, a nostro avviso, affrontare i problemi del suo settore di competenza invece di rispondere in Consiglio comunale con discorsi preconfezionati. L’Anagrafe è il primo luogo che le persone vedono e utilizzano entrando in Comune. Migliorare la vita quotidiana dei massesi è la cosa che proprio non riesce al Sindaco Persiani e alla sua corte, anzi pare quasi che ci sia impegno a renderla ancora più difficile tanto che ormai è quasi impossibile rinnovare o fare una semplice carta d’identità.
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Il 17 febbraio 2026 il Coordinamento regionale degli Ordini TSRM e PSTRP della Toscana ha incontrato l’assessore alla Sanità e alle Politiche Sociali della Regione Toscana, Monia Monni, in occasione dell’avvio della nuova legislatura quinquennale. L’incontro ha segnato l’apertura di un confronto istituzionale sui temi strategici che riguardano le 18 professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione afferenti alla Federazione. In un clima di ascolto e collaborazione, le parti hanno condiviso la volontà di costruire un tavolo di confronto strutturato e permanente tra Regione e Ordini professionali, con l’obiettivo di affrontare in maniera organica le principali criticità del sistema sanitario toscano.Tra i temi centrali emersi nel corso del dialogo, particolare attenzione è stata dedicata all’analisi dei fabbisogni professionali e alla programmazione formativa universitaria, strumenti fondamentali per contrastare la carenza di personale sanitario. Si è discusso inoltre del rafforzamento del rapporto tra Regione, Università e Ordini, per favorire l’attivazione e il consolidamento dei corsi di laurea necessari a rispondere in modo efficace ai bisogni del territorio.
Un altro punto qualificante del confronto ha riguardato l’attrattività delle professioni sanitarie, da promuovere attraverso iniziative di orientamento nelle scuole e campagne informative rivolte ai giovani. Centrale anche il tema dell’integrazione socio-sanitaria, rafforzata dalla riunificazione delle deleghe assessorili, considerata strategica per superare le frammentazioni organizzative e migliorare la presa in carico dei cittadini.Non meno rilevante il richiamo alla valorizzazione dell’autonomia professionale e dei modelli organizzativi, nel rispetto della cornice normativa nazionale, quale leva per garantire qualità, appropriatezza e sostenibilità dei servizi.Il Coordinamento regionale ha espresso piena disponibilità a collaborare con la Regione, mettendo a disposizione dati territoriali, analisi e proposte operative, a partire dall’immediata trasmissione dei fabbisogni regionali delle professioni rappresentate.L’assessore Monia Monni ha manifestato apertura e condivisione del metodo proposto, orientato all’individuazione di priorità comuni, allo sviluppo del lavoro per filoni tematici e alla convocazione, in tempi brevi, di un tavolo congiunto per l’approfondimento operativo delle questioni emerse.Il confronto avviato rappresenta un segnale concreto di attenzione verso le professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, pilastro essenziale del sistema sanitario toscano, e un passo significativo verso una programmazione condivisa capace di rispondere alle sfide presenti e future della sanità regionale.
- Revoca dell'incarico a capo del Cermec a Lorenzo Porzano: una scelta che interroga la politica secondo Fit Cisl
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- Carrara - Assemblea del Comitato Inquilini SEN: determinazione per una soluzione definitiva e strutturale
- Marmo, lavoro e produzione. «Dati dell’Osservatorio sono confortanti, siamo aperti al confronto per eventuali correttivi»
- Tari, compostaggio e sconti dimenticati: a Carrara il regolamento c’è, ma non si vede secondo il consigliere Mirabella
- Ancora criticità sulle strade massesi: l'intervento dei consiglieri del Pd Tarantino e Santi
- Erosione della costa: l’impegno costante di CNA Massa Carrara per soluzioni strutturali e condivise
- Porto, erosione e Cava Fornace: serve coerenza sul modello di sviluppo
- Zona Industriale, il PD apre il confronto sul futuro produttivo del territorio
- Arrighi dà ragione alle critiche dei sindacati sulla sanità ma da tre anni non fa nulla: la critica del consigliere Mirabella


