Politica
Paolo Balloni della Lega si dimette dalla carica di consigliere comunale di Massa
"Nella giornata odierna ho rassegnato formalmente le dimissioni dalla carica di Consigliere Comunale di Massa.Si tratta di una decisione maturata alla luce della naturale evoluzione del…

Telefoni Asl in tilt da giorni, Barabotti (Lega): «Inaccettabile. I cittadini di questo territorio non sono di serie B»
«Linee telefoniche dell'Asl Toscana Nord Ovest sono fuori uso: prelievi prenotati non disdetti, utenti arrivati agli sportelli senza alcun preavviso, assistenza domiciliare sospesa per due giorni.

Sos elettricità nelle frazioni montane di Massa: la denuncia del gruppo consiliare del Pd
MASSA – Una raccolta firme per chiedere maggiore sicurezza e continuità dei servizi essenziali a Forno e nelle frazioni montane. A promuovere l’iniziativa sono Daniele…

"Dopo anni di incertezze, finalmente una prospettiva concreta per Sanac Massa": l'annuncio dell'onorevole Barabotti della Lega
MASSA, 2 novembre 2026 – «Dopo anni di difficoltà, cassa integrazione e incertezze sul futuro, Sanac può finalmente guardare avanti con maggiore fiducia. L'aggiudicazione a Erre…

250 mila euro per la provincia di Massa-Carrara, Dika: “Aumentiamo la sicurezza dei territori con interventi mirati”
"Nuove risorse in arrivo per la provincia di Massa-Carrara: sono 250 mila euro destinati alla riduzione del rischio idrogeologico e alla messa in sicurezza del territorio"…

Per Carrara servono soluzioni prima dei nomi: "I grandi temi ancora tutti sul tavolo" - Confartigianato incontra la politica il 5 novembre
Prima dei candidati, e dei nomi, bisogna affrontare i problemi e trovare le soluzioni. E a Carrara i grandi temi che ne determineranno il futuro…

Dubbi sul rispetto delle procedure sulla gestione dell’aeroporto: il polo P&S chiede arimenti I
l Polo Progressista e di Sinistra (PPS) torna a sollevare con forza la questione della gestione dell’aeroporto comunale. Già diversi mesi fa avevamo denunciato pubblicamente la…

Trasporto blocchi di marmo: serve certezza per chi muove la filiera
Barabotti (Lega): «Costi del gasolio e incertezza contrattuale frenano il rinnovo dei mezzi. A rischio la sicurezza e l'intera filiera lapidea. L'allarme lanciato da CNA Fita…

Caos Rette Nidi a Carrara, Lapucci lancia l'offensiva: «Bandi illegittimi e uffici allo sbaraglio. Il Regolamento comunale demolisce il "muro" dell'Amministrazione su ISEE e rimborsi arretrati»
CARRARA – "Si aggrava la posizione del Comune di Carrara nella gestione delle tariffe dei nidi d’infanzia" Lo dice l'ex consigliere comunale del comune di Carrara…

Il verde pubblico è un bene comune. Avs chiede trasparenza e che si applichi il regolamento adottato
Nei giorni scorsi ci sono arrivate diverse segnalazioni per il taglio di altri otto pini sulla salita S. Ceccardo e di un albero maestoso nel parco…

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Martedì 8 settembre alle 17 a palazzo Binelli l'architetto Alfonso Femia presenterà alla città il Masterplan strategico per Carrara che ha redatto assieme al suo studio su incarico del Comune. Il documento immagina lo sviluppo del centro storico su un orizzonte di breve, medio e lungo periodo andando a individuare strumenti da mettere in atto per portare a termine un percorso di rigenerazione urbana.«Una città più verde, una città più a misura delle esigenze di chi la vive e di chi ci lavora, ma anche più attrattiva per chi viene da fuori per visitarla o per trasferircisi – spiega il sindaco Serena Arrighi -. In questi anni abbiamo avviato un profondo cambiamento in tutta la città. I tantissimi cantieri che abbiamo realizzato, e ancora stiamo realizzando, dai monti fino al mare sono una grandissima opportunità per rendere più bella, sicura e funzionale Carrara. Abbiamo costruito scuole, recuperato spazi pubblici, siamo intervenuti per mitigare il rischio idrogeologico e anche per restituire decoro a quartieri interi, questo masterplan è un passo successivo che vuole, tra l'altro, mettere a sistema tutto quello che è stato fatto. L'architetto Alfonso Femia assieme al suo studio hanno disegnato un progetto per la Carrara di domani. Si tratta di un documento estremamente completo che parte dall'analisi della situazione attuale e indica strade da percorrere subito, domani e in un futuro un po' più lontano. Martedì prossimo il masterplan sarà illustrato alla città e tutti sono invitati a partecipare e ad ascoltare quello su cui abbiamo lavorato e i progetti proposti, alcuni realizzabili già in tempi brevi. I dettagli saranno illustrati dall'architetto Femia, possiamo però intanto dire come la Carrara di domani, per come ce la siamo immaginata, sarà una città molto più verde con tanti alberi che prenderanno il posto dell'asfalto».
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E meno male che dovevano esserci dei ristori per le attività commerciali di Carrara est fortemente penalizzate dal mega cantiere Canal del Rio durato da novembre 2025 ad agosto 2026! Il primo passo nella direzione di andare incontro a chi ha visto la propria attività finire sul lastrico, non avendo più clienti disposti a muoversi tra le macerie del cantiere, è quello di ripristinare il pedaggio per il parcheggio sotto la ex Montecatini. Gli operai hanno cominciato nella mattinata del 2 settembre a cambiare le colonnine delle sbarre e della cassa perchè, come hanno spiegato loro stessi, dal 1 ottobre il parcheggio tornerà a essere a pagamento. La possibilità di usare i quasi 400 stalli del parcheggio sotterraneo della ex Montecatini è stata, forse, la sola, misera ancora di salvezza per oltre metà del centro cittadino che, diversamente, non avrebbe più potuto parcheggiare l'auto in città ed è stato anche la ancor più misera opportunità di far arrivare qualche sparuto cliente a far compere in centro, nei lunghissimi nove mesi in cui la parte est della città si è presentata come devastata da un attacco terroristico. Ma soprattutto ha salvato l'amministrazione da un probabile linciaggio, se gran parte dei residenti fossero stati costretti a lasciare l'auto a San Ceccarso, per venire in città a piedi. La viabilità è stata ripristinata solo un mese fa, dopo un Natale, una Pasqua e tutti gli eventi previsti per l'estate già passati in uno stato di penalizzazione pesantissima dal punto di vista commerciale. Nessuna attività è ancora tornata, neppur vagamente, ai ritmi precedenti il cantiere. Le stesse strade interessate dai lavori non sono ancora tornate completamente a posto, perchè la segnaletica orizzontale non è ancora stata sistemata, nè sono stati ripristinati gli stalli che c'erano prima di Canal del Rio. Anzi, una consistente parte degli stessi, in via Don Minzoni e in via Manzoni, non sono stati ripristinati affatto (e pare che non lo saranno più), e l'unica speranza di attirare clienti a Carrara è ancora legata al parcheggio gratuito della ex Montecatini che sta per essere cancellata con il ripristino del parcheggio a pagamento. E questo mentre già è stato aperto un altro mega cantiere in via Verdi, che si somma, ovviamente ai molti rimasti fermi da tempo, tipo quello della piscina, e che concorre, con gli altri, a rendere sempre più esiguo il numero di parcheggi nel centro di Carrara, che già, peraltro, nemmeno nelle sue condizioni migliori, ha mai avuto un'offerta incredibile. Il quadro vede una città dove le attività commerciali capaci di generare un richiamo per turisti e clienti cominciano ad essere contate sulle dita di due mani, degradata dal proliferare di attività di bassissimo livello gestite da stranieri, abitata da un numero crescente di migranti, in pianta stabile o passeggera, che, logicamente, non hanno alcuna conoscenza nè interesse a preservare la storia e le tradizioni locali, devastata da una criminalità che è diventata la nuova padrona dei luoghi un tempo considerati il salotto della città, sporcata da troppa mancanza di rispetto e di civiltà ed anche da servizi spesso sommari di pulizia e, ciliegina sulla torta, adesso, anche con pochissimi parcheggi. Chi dovrebbe aver voglia di venire a passeggiare a Carrara, a prendersi un caffè, a guardare due vetrine e magari fare qualche acquisto, in una città in queste condizioni? Ma, soprattutto: questa sarebbe la strada per cercare di risollevare il centro cittadino? Il consigliere dell'opposizione Massimiliano Bernardi ha assicurato tutto il suo sostegno a residenti e commercianti di Carrara est che subiranno l'ennesima penalizzazione con la chiusura del parcheggio della ex Montecatini. Il consigliere di FdI Massimiliano Manuel ha annunciato un'interrogazione in consiglio comunale al riguardo. Dai commercianti e residenti di Carrara est, invece: sorpresa e sconforto.
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Il sindaco di Fivizzano Gianluigi Giannetti non usa mezzi termini per commentare la notizia che il Governo ha scelto l'area industriale di Pallerone come sede del nuovo Centro di Permanenza per il Rimpatrio. Dopo anni in cui, dice, la Lunigiana è stata lasciata fuori da qualsiasi agenda politica nazionale, il territorio è tornato improvvisamente sotto i riflettori di Roma. Ma non per il motivo che gli amministratori locali si aspettavano. "Pensavamo che questo interesse significasse un'azienda, un investimento produttivo, posti di lavoro, opportunità per i giovani", ha scritto Giannetti, ripercorrendo le attese che si erano create attorno all'improvviso interesse del Governo per un piccolo borgo come Pallerone. Invece, l'annuncio è arrivato in tutt'altra direzione: non un insediamento produttivo, ma una struttura destinata al trattenimento amministrativo di cittadini stranieri in attesa di rimpatrio.Per il sindaco la delusione è netta. Dove si aspettava industria e occupazione, è arrivato invece un CPR: una scelta che, sottolinea, ribalta completamente le priorità di sviluppo che la Lunigiana si è costruita negli ultimi anni con le proprie forze, tra crescita del turismo, nuovi residenti e investimenti privati.
La critica di Giannetti, però, non si ferma alla sola localizzazione dell'impianto. Il primo cittadino di Fivizzano contesta il modello stesso dei CPR, definendoli strutture nelle quali persone che non hanno commesso alcun reato vengono private della libertà per una procedura di natura puramente amministrativa. Un sistema che, a suo giudizio, rischia di trasformarsi in un meccanismo di segregazione più che in uno strumento efficace di gestione dei flussi migratori, e che non vuole veder replicato sul territorio che amministra.
Non è la prima volta che un amministratore locale della zona si espone su questo tema. Anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e il sindaco di Aulla Roberto Valettini avevano espresso perplessità sulla scelta del sito, ritenuto inadeguato dal punto di vista logistico. Giannetti si inserisce in questo fronte critico, ma aggiunge un affondo più politico: quello di un Governo che, a suo dire, "continua a scegliere la strada della propaganda e dei cpr" invece di costruire politiche più strutturate di accoglienza e integrazione.
Il sindaco collega la vicenda anche a un più ampio giudizio sulla gestione governativa dell'immigrazione, definendo la scelta di Pallerone la conseguenza di una strategia che, secondo lui, non ha prodotto i risultati promessi negli anni. "Costruiamo qualche CPR in giro per l'Italia e siamo a posto": è così, con toni sarcastici, che riassume quello che considera un approccio semplicistico a un problema complesso.
Nel chiudere il suo intervento, Giannetti rivendica con fermezza la propria contrarietà, non solo per il proprio territorio. "No CPR a Pallerone, no CPR in Lunigiana, no CPR ovunque": una posizione, precisa, che non intende ritrattare sotto nessuna pressione politica.
Fonti: Città della Spezia, La Voce Apuana, Eco della Lunigiana; dichiarazioni pubblicate dal sindaco Gianluigi Giannetti sui propri canali social.
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Riportiamo il comunicato emesso da Roberto Valettini, Sindaco di Aulla e Presidente della Provincia di Massa-Carrara, in risposta alle polemiche legate alla questione CPR:
"Come Presidente della Provincia e Sindaco, il mio primario dovere è agire sempre con cura, equilibrio e responsabilità, così come ho sempre fatto, con l'intento di tenere unite le comunità.
Per l'ennesima volta, e senza che nessuno abbia mai potuto smentire quanto da me sostenuto, preciso che non c'è proprio nulla da "smascherare": ho sempre espresso la mia ferma e assoluta contrarietà alla realizzazione di un CPR nel mio Comune e, in particolare, a Pallerone.
Sono convinto che, se non si farà, come non si farà, il merito sia stato soprattutto di questa posizione assolutamente intransigente. Non c'è nessuno che, nei colloqui avuti con me, possa, se vuole essere onesto, affermare il contrario.
Riportando il gran polverone sollevato ai fatti, posso innanzitutto ricordare le tre delibere consiliari, votate all'unanimità, con le quali è stata espressa la contrarietà alla realizzazione del CPR.
La stessa posizione è stata rappresentata con chiarezza anche nelle diverse interlocuzioni istituzionali avute sul tema. In occasione dell'incontro con il ministro Piantedosi ho illustrato, anche sotto il profilo tecnico, le ragioni per cui ritengo Pallerone e, più in generale, il territorio di Aulla e della Lunigiana non idonei a ospitare una struttura di questo tipo, evidenziandone le criticità logistiche, territoriali e sociali. Le medesime considerazioni sono state rappresentate anche ad altri esponenti istituzionali e politici.
Quanto all'espressione "ovunque", preciso che, come Sindaco, istituzionalmente posso impegnarmi per il Comune e, come Presidente della Provincia, posso impegnarmi per il territorio provinciale, così come Consiglio regionale si è impegnato, con una propria delibera, per il territorio della Regione.
Diverso, poi, è il giudizio politico rispetto alla sfera istituzionale, nell'ambito del quale possono legittimamente sussistere sensibilità diverse.
I veri motivi di tanta rabbiosa acredine, e anche delle falsità che sono state dette, sono da ricercare altrove, su un terreno nel quale, per il rispetto e la serietà che la politica dovrebbe sempre avere, non voglio essere io ad avventurarmi.
Preferisco restare ai fatti. E i fatti, in questa vicenda, sono chiari e documentati".
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"Per questo trovo paradossale la posizione assunta dal Partito Democratico e da alcuni suoi amministratori locali. Contestare la localizzazione di una determinata struttura è legittimo. Dire invece no ai CPR sempre e comunque senza mettere sul tavolo alcuna alternativa significa nei fatti voler impedire i rimpatri.
Oggi la situazione è molto semplice: sul tavolo esiste un'ipotesi avanzata dallo Stato, quella di Pallerone, e dall'altra parte esiste soltanto una sequenza di no. In queste condizioni è difficile pretendere dal Governo una soluzione diversa se la Regione Toscana e gli enti locali rifiutano persino di partecipare alla ricerca di un'alternativa.
È proprio per rompere questo schema che la Lega ha promosso una proposta di legge regionale di iniziativa popolare. Chiediamo che la Toscana faccia quello che dovrebbe fare un'istituzione responsabile: collaborare lealmente con lo Stato e individuare almeno un'area del territorio regionale potenzialmente idonea alla realizzazione di un CPR. È questo il cuore della proposta.
E non chiediamo di scegliere un luogo a caso. La nostra proposta stabilisce criteri molto precisi: privilegiare territori a bassa o nulla pressione abitativa, aree produttive, logistiche, infrastrutturali o demaniali; verificare la qualità dei collegamenti viari, preferire immobili e aree pubbliche, tenere conto della presenza di luoghi sensibili, della compatibilità urbanistica e delle condizioni ambientali e territoriali.
È dunque esattamente l'opposto di una scelta calata dall'alto. Vogliamo mettere Regione, Comuni e Governo nelle condizioni di confrontarsi preventivamente e di trovare la soluzione che produca il minore impatto possibile sulle comunità interessate. La proposta prevede infatti anche collaborazione istituzionale, accordi con gli enti locali e la possibilità di discutere misure di riequilibrio e compensazione territoriale.
Per questo rivolgo un appello molto chiaro al presidente della Regione, alla maggioranza regionale e ai sindaci, a partire da quelli che in queste ore protestano contro Pallerone (frazione di Aulla): se davvero volete contribuire a individuare una soluzione migliore, sostenete questa proposta e partecipate alla scelta.
Non si può pretendere il coinvolgimento degli enti locali e poi trasformare quel coinvolgimento in un diritto di veto generalizzato.
La nostra proposta offre una via d'uscita ragionevole: sì ai rimpatri, sì a un CPR in Toscana, ma attraverso una scelta condivisa, tecnicamente sostenibile e rispettosa dei territori.
Il PD scelga quindi cosa vuole fare: contribuire responsabilmente all'individuazione della soluzione migliore oppure continuare con il "no" ideologico ai CPR sempre e dovunque. Perché quest'ultima posizione non danneggia il Governo: rende semplicemente più difficile rimpatriare chi non ha diritto di rimanere nel nostro Paese.
La Lega raccoglierà le firme dei cittadini proprio per costringere la politica regionale a confrontarsi con questa responsabilità. La nostra proposta chiede alla Toscana di svolgere un ruolo attivo e responsabile nell'individuazione delle aree e nel sostegno agli enti locali".
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Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato del PD Massa-Carrara in merito alle azioni di diffida inviate da Tigs al Segretario di Fiom.
"Il Partito Democratico di Massa-Carrara ritiene molto gravi le azioni di diffida inviate da TISG al segretario generale della FIOM CGIL di Massa-Carrara Umberto Faita,a cui esprimiamo massima solidarietà.
È inaccettabile che vengano esercitate pressioni di qualsiasi genere sui rappresentanti sindacali per limitarne la libertà di azione.
Ma ancora più incomprensibile è che, in un momento storico grave, con un tavolo di crisi che coinvolge territorio e istituzioni per trovare una soluzione che possa tutelare i lavoratori e garantire la continuità industriale, la principale preoccupazione di TISG sia quella di esacerbare lo scontro con il sindacato, nel tentativo di nascondere le proprie responsabilità"
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Si è chiusa domenica 30 agosto, al Parco della Comasca di Ronchi (Marina di Massa), la XII edizione della Festa Tricolore, la tre giorni organizzata dal coordinamento provinciale di Fratelli d'Italia per Massa Carrara, Lunigiana che ogni anno porta in Versilia esponenti di primo piano del partito e del governo, tra cui i ministri Andrea Abodi, il sottosegretario Patrizio La Pietra e il deputato Giovanni Donzelli. Tre serate dense di appuntamenti, tra politica nazionale, temi identitari, economia del territorio e agricoltura, con spazio anche al Cpr di Aulla e alle prospettive amministrative di Massa, e un pubblico che ha affollato il parco fino all'ultimo giorno.
𝐈𝐥 𝐫𝐢𝐞𝐩𝐢𝐥𝐨𝐠𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐭𝐫𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢
𝐕𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝟐𝟖 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 l'apertura è stata affidata, alle 18:30, all'incontro "Decisi a difendere ancora l'Italia", con gli interventi degli onorevoli Alessandro Amorese, Francesco Micheletti, Francesco Torselli, Alice Buonguerrieri, Galeazzo Bignami e Carlo Fidanza, insieme al coordinatore provinciale Marco Guidi, a Chiara La Porta e a Diego Petrucci. Alle 21:00 il focus si è spostato sui territori con "L'Italia profonda: borghi, aree interne, città", tavola rotonda con amministratori locali a cui ha preso parte, tra gli altri, il sindaco di Lucca Mario Pardini.
𝐒𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟐𝟗 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 la giornata è partita nel pomeriggio, alle 15:00, con "Lo sport d'Italia", incontro che ha visto la partecipazione del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi. Alle 18:30 si è passati ai temi economici con "Energia e lavoro, una sfida epocale", dedicato alle prospettive occupazionali e industriali del territorio apuano.
𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟑𝟎 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨, giornata conclusiva, il programma si è aperto alle 18:30 con l'appuntamento politicamente più atteso, "Governo Meloni e le sfide del 2027", a cui ha preso parte il deputato Giovanni Donzelli, responsabile nazionale dell'organizzazione di Fratelli d'Italia. La festa si è chiusa alle 21:00 con "Coltiviamo l'Italia: agricoltura e sovranità alimentare", incontro con il sottosegretario al Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Patrizio La Pietra.
𝐋'𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐋𝐚 𝐏𝐢𝐞𝐭𝐫𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥'𝐚𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚
Proprio l'appuntamento conclusivo con il sottosegretario La Pietra è stato apprezzato nel corso dell'intera manifestazione. Il sottosegretario è intervenuto egregiamente sui temi della sovranità alimentare, illustrando la linea del governo a sostegno del comparto agricolo e delle produzioni tipiche del territorio, in un dialogo che ha saputo coniugare la dimensione nazionale delle politiche del Masaf con le esigenze concrete dell'agricoltura apuana e lunigianese. Un intervento che ha chiuso in modo convincente il programma della festa, confermando l'attenzione del governo verso un settore centrale per l'economia locale.
È intervenuto anche Bruno Quieti, responsabile del Dipartimento Agricoltura provinciale di Fratelli d'Italia, che ha affrontato le principali problematiche che oggi interessano il comparto agricolo, sottolineando la necessità di tornare a valorizzare il territorio e sostenere concretamente gli agricoltori. Quieti ha inoltre evidenziato l'importanza delle risorse messe a disposizione dal Governo per il settore agricolo, sottolineando come questi interventi rappresentino un'opportunità concreta per sostenere le imprese, favorire gli investimenti e contrastare le difficoltà che stanno mettendo a rischio numerose realtà agricole. Particolare attenzione è stata dedicata anche al fenomeno dell'abbandono dei terreni, soprattutto nelle aree collinari e montane, che negli anni ha determinato il progressivo degrado di vaste zone del territorio. In questo contesto, è stata evidenziata la necessità di un vero e proprio rilancio dei castagneti, attraverso il recupero dei terreni abbandonati e la valorizzazione della castanicoltura.
Nel panel dedicato a "Coltiviamo l'Italia: agricoltura e sovranità alimentare" sono intervenuti anche l'onorevole Irene Gori, impegnata alla Camera dei Deputati sui temi dell'agricoltura e promotrice di interessanti proposte di legge rivolte soprattutto ai giovani, con l'obiettivo di costruire nuove opportunità e dare un futuro al settore agricolo, e il consigliere Luca Minucci, da sempre attento alle problematiche del comparto agricolo e alle tematiche faunistiche del nostro territorio. Un confronto che ha permesso di mettere al centro le difficoltà del settore, ma anche le opportunità e le prospettive per un'agricoltura capace di tornare a essere una risorsa strategica per il territorio, favorendo il ricambio generazionale, il recupero dei terreni abbandonati e la valorizzazione delle nostre produzioni e delle nostre aree rurali.
Nello stesso appuntamento ha preso la parola anche Bruno Tenerani, consigliere comunale di Massa e dirigente provinciale di Fratelli d'Italia, con un intervento degno di nota proprio in virtù del suo duplice ruolo istituzionale e di partito. Ha poi focalizzato l'attenzione sulle ondate di maltempo del periodo 2020/2021, facendo rilevare che la Regione Toscana applicò criteri stringenti e mirati per la gestione degli stati di emergenza, limitando la richiesta di tutele nazionali a territori rigorosamente circoscritti. Ha poi posto l'accento sul legame tra la Psa e il mondo della caccia che è strettissimo laddove si articola su tre fonti principali ed in specie, ha definito i cacciatori "vere sentinelle sul territorio" giacché a loro viene richiesto di monitorare i boschi per la ricerca e segnalazione immediata delle carcasse di cinghiale. Il virus resiste a lungo nei resti degli animali morti e di qui la necessità di identificare e rimuovere rapidamente una carcassa infetta per bloccare i focolai sul nascere.
𝐀𝐦𝐨𝐫𝐞𝐬𝐞 𝐞 𝐆𝐮𝐢𝐝𝐢: «𝐔𝐧'𝐚𝐠𝐨𝐫𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐢𝐠𝐢𝐚𝐧𝐚»
Presente nei tre giorni anche il coordinatore provinciale Marco Guidi, che insieme al deputato Amorese ha definito la Festa Tricolore "un'agorà necessaria per ascoltare le istanze della nostra provincia e della Lunigiana, portandole direttamente all'attenzione del Governo". Un bilancio positivo, sottolineato dagli organizzatori, per una manifestazione che negli anni si è consolidata come punto di riferimento del partito sul territorio provinciale.
𝐃𝐨𝐧𝐳𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐞 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐝𝐨 𝐂𝐩𝐫 𝐝𝐢 𝐀𝐮𝐥𝐥𝐚
Nel dibattito di domenica, a margine dell'incontro sulle sfide del 2027, Donzelli ha affrontato anche il tema del Centro di permanenza per i rimpatri che il Viminale vorrebbe realizzare a Pallerone, frazione di Aulla, questione che da mesi tiene banco nella politica della Lunigiana. Il deputato ha espresso un giudizio positivo sul modo in cui il sindaco di Aulla, Roberto Valettini, ha gestito il dossier: secondo Donzelli, il primo cittadino ha sollevato le proprie perplessità sulla collocazione della struttura confrontandosi direttamente con il ministero, senza però arroccarsi su un rifiuto totale, atteggiamento che il deputato considera politicamente sbagliato. Donzelli ha inoltre annunciato che, con l'apertura del Cpr, verrebbero chiusi i centri di accoglienza attualmente presenti sul territorio.
La vicenda si trascina da tempo: le prime indiscrezioni risalgono a fine 2023, quando il quotidiano Domani aveva rivelato progetti di fattibilità del Ministero della Difesa per individuare nuove aree in diverse regioni italiane. La svolta è arrivata in primavera 2026, con l'indicazione ufficiale dell'area di Pallerone da parte del ministero. Il Comune ha risposto con due delibere consiliari contrarie approvate all'unanimità e con una lettera di Valettini al ministro dell'Interno Piantedosi, ai sindaci del territorio e al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, anch'egli contrario all'ipotesi.
Sulla vicenda pesa anche la posizione particolare di Valettini, che oltre a essere sindaco di Aulla è dallo scorso inverno anche presidente della Provincia di Massa-Carrara, eletto con l'appoggio del centrodestra: da sindaco ha votato contro il Cpr nel proprio territorio, mentre da presidente della Provincia si è astenuto su una mozione del centrosinistra che chiedeva un no generalizzato a tutti i Cpr, ribadendo comunque di considerare illegittimi questi centri e di essersi opposto in particolare alla struttura prevista nella sua provincia.
𝐋𝐨 𝐬𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟖
Sempre nel suo intervento, Donzelli ha allargato il discorso alla città di Massa, dove le elezioni comunali sono attese nel 2028, esprimendo l'auspicio che il centrodestra si presenti con un candidato unico, evitando le divisioni interne che in passato hanno complicato le sfide elettorali nel capoluogo. Un appello alla coesione della coalizione che arriva in un momento in cui, come dimostra proprio la posizione ambigua di Valettini tra Comune e Provincia, i confini tra centrodestra e centrosinistra sul territorio massese appaiono meno netti del solito.
L'auspicio di Donzelli si spiega anche alla luce della situazione politica interna a Massa, dove Fratelli d'Italia siede tuttora tra i banchi dell'opposizione in consiglio comunale, nonostante il Comune sia amministrato da una giunta che si presenta come di centrodestra. In realtà la maggioranza che governa la città è centrodestra solo formalmente e apparentemente, mentre nella sostanza è retta da Lega, Forza Italia dalla lista "Civici Apuani" e dalla "Persiani Sindaco" — quest'ultima anch'essa civica solo sulla carta, avendo accolto nel tempo esponenti confluiti da Pd, Udc, Azione e Italia Viva — con Fratelli d'Italia relegato all'opposizione insieme al centrosinistra.
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La proposta leghista che punta a regolamentare le organizzazioni religiose senza intesa con lo Stato merita una lettura che vada oltre l'annuncio politico, perché tocca almeno tre piani distinti: quello giuridico, quello geopolitico e quello del rapporto tra maggioranza di governo e comunità islamica in Italia.
𝐈𝐥 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐠𝐢𝐮𝐫𝐢𝐝𝐢𝐜𝐨. Il punto tecnico più delicato è la scelta di intervenire proprio sugli enti privi di intesa con lo Stato. In Italia le confessioni religiose che hanno firmato un'intesa (ebraismo, valdesi, buddisti, e altre) godono di un regime di relativa autonomia regolato da leggi ad hoc; l'islam italiano, nella sua grande maggioranza, non ha mai raggiunto un'intesa di questo tipo, restando quindi nel campo delle associazioni di diritto comune. Creare un registro obbligatorio e un albo dei predicatori per questa fascia significa, di fatto, introdurre per via legislativa ordinaria un controllo statale che altre confessioni riconosciute non subiscono nella stessa forma. Questo squilibrio è probabile che diventi il terreno principale di contestazione costituzionale, dato che l'articolo 8 della Costituzione tutela l'uguale libertà di tutte le confessioni religiose davanti alla legge.
𝐈𝐥 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐠𝐞𝐨𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨. La proposta italiana non nasce isolata. Si inserisce in un movimento più ampio, visibile già in Austria (dove circola da mesi l'ipotesi di mettere fuori legge i Fratelli Musulmani) e in altri paesi europei, che collega la galassia della Fratellanza musulmana ai temi del finanziamento estero e dell'islam politico. Il fatto che il tracciamento dei fondi esteri sia il cuore tecnico della proposta suggerisce che l'obiettivo dichiarato — la sicurezza — si intreccia con un obiettivo più politico: ridurre l'influenza di reti transnazionali percepite come vicine a governi o organizzazioni di Doha, Ankara o del Golfo, in un momento in cui i rapporti tra diversi esecutivi europei e queste reti sono già sotto osservazione.
𝐈𝐥 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨. Sul piano nazionale, la misura arriva in un contesto in cui la Lega ha già puntato più volte, negli ultimi mesi, su temi identitari e securitari legati all'immigrazione e all'islam. Registrare gli imam "autorizzati" pone però un problema pratico non banale: chi stabilisce i requisiti di accreditamento, e con quali criteri, in assenza di un'autorità religiosa islamica riconosciuta unitariamente dallo Stato italiano? Il rischio, segnalato spesso da giuristi ed esperti di diritto ecclesiastico, è che un simile registro finisca per essere gestito con criteri discrezionali dal Viminale, aprendo la strada a contenziosi.
𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐬𝐢. Trattandosi per ora di una proposta e non di un testo approvato, il percorso parlamentare sarà probabilmente lungo e conflittuale, sia per le obiezioni delle opposizioni sia per il vaglio di costituzionalità che una misura del genere inevitabilmente attirerebbe. Il vero banco di prova non sarà l'annuncio, ma la scrittura tecnica dell'articolato: è lì che si vedrà se la misura riesce a restare nei confini della sicurezza pubblica o se finisce per configurarsi come una limitazione mirata della libertà religiosa di una specifica comunità.
Fonte: Alma News 24
- Dichiarazione Sindaco Francesco Persiani su articolo apparso sulla stampa
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