Politica
Paolo Balloni della Lega si dimette dalla carica di consigliere comunale di Massa
"Nella giornata odierna ho rassegnato formalmente le dimissioni dalla carica di Consigliere Comunale di Massa.Si tratta di una decisione maturata alla luce della naturale evoluzione del…

Telefoni Asl in tilt da giorni, Barabotti (Lega): «Inaccettabile. I cittadini di questo territorio non sono di serie B»
«Linee telefoniche dell'Asl Toscana Nord Ovest sono fuori uso: prelievi prenotati non disdetti, utenti arrivati agli sportelli senza alcun preavviso, assistenza domiciliare sospesa per due giorni.

Sos elettricità nelle frazioni montane di Massa: la denuncia del gruppo consiliare del Pd
MASSA – Una raccolta firme per chiedere maggiore sicurezza e continuità dei servizi essenziali a Forno e nelle frazioni montane. A promuovere l’iniziativa sono Daniele…

"Dopo anni di incertezze, finalmente una prospettiva concreta per Sanac Massa": l'annuncio dell'onorevole Barabotti della Lega
MASSA, 2 novembre 2026 – «Dopo anni di difficoltà, cassa integrazione e incertezze sul futuro, Sanac può finalmente guardare avanti con maggiore fiducia. L'aggiudicazione a Erre…

250 mila euro per la provincia di Massa-Carrara, Dika: “Aumentiamo la sicurezza dei territori con interventi mirati”
"Nuove risorse in arrivo per la provincia di Massa-Carrara: sono 250 mila euro destinati alla riduzione del rischio idrogeologico e alla messa in sicurezza del territorio"…

Per Carrara servono soluzioni prima dei nomi: "I grandi temi ancora tutti sul tavolo" - Confartigianato incontra la politica il 5 novembre
Prima dei candidati, e dei nomi, bisogna affrontare i problemi e trovare le soluzioni. E a Carrara i grandi temi che ne determineranno il futuro…

Dubbi sul rispetto delle procedure sulla gestione dell’aeroporto: il polo P&S chiede arimenti I
l Polo Progressista e di Sinistra (PPS) torna a sollevare con forza la questione della gestione dell’aeroporto comunale. Già diversi mesi fa avevamo denunciato pubblicamente la…

Trasporto blocchi di marmo: serve certezza per chi muove la filiera
Barabotti (Lega): «Costi del gasolio e incertezza contrattuale frenano il rinnovo dei mezzi. A rischio la sicurezza e l'intera filiera lapidea. L'allarme lanciato da CNA Fita…

Caos Rette Nidi a Carrara, Lapucci lancia l'offensiva: «Bandi illegittimi e uffici allo sbaraglio. Il Regolamento comunale demolisce il "muro" dell'Amministrazione su ISEE e rimborsi arretrati»
CARRARA – "Si aggrava la posizione del Comune di Carrara nella gestione delle tariffe dei nidi d’infanzia" Lo dice l'ex consigliere comunale del comune di Carrara…

Il verde pubblico è un bene comune. Avs chiede trasparenza e che si applichi il regolamento adottato
Nei giorni scorsi ci sono arrivate diverse segnalazioni per il taglio di altri otto pini sulla salita S. Ceccardo e di un albero maestoso nel parco…

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Mercoledì 9 settembre la città di Massa è stata colpita da un evento meteorologico di eccezionale intensità: grandinate con chicchi di dimensioni inconsuete e un vero e proprio fiume d'acqua che ha invaso strade e quartieri, in particolare lungo la costa e nel centro cittadino. Un fenomeno che, per intensità e rapidità, molti residenti hanno definito come mai visto prima.A fronte di un evento di queste proporzioni, la Regione Toscana aveva emesso per la giornata di ieri una “semplice allerta gialla”. Un livello che si è rivelato del tutto inadeguato rispetto a quanto si è poi verificato sul territorio, lasciando di fatto la città impreparata. A fare la differenza, anche in questa occasione, sono state le previsioni di nowcasting elaborate da Piovontroton, che avevano correttamente individuato in anticipo il passaggio della perturbazione più intensa sulla nostra zona, indicandone anche la collocazione oraria, intorno all'ora di pranzo. Un'informazione preziosa, arrivata però da un circuito informale e non da quello istituzionale.
Non è un caso isolato: oggi, per lo stesso territorio, il Centro Funzionale della Regione ha invece emesso un'allerta arancione, che si sta rivelando eccessiva rispetto ai fenomeni attesi nel nostro territorio. Comprendiamo e non contestiamo le ordinanze di chiusura di parchi e spazi pubblici adottate in via precauzionale dalle amministrazioni: sono scelte prudenti e giustificate. Ma il continuo disallineamento tra i livelli di allerta e i fenomeni reali segnala che qualcosa non funziona nel collegamento tra sistema previsionale e protezione civile e che questo meccanismo andrebbe corretto.Come Comitato, riconosciamo che l'evento di ieri sia stato oggettivamente fuori scala rispetto ai modelli studiati finora, modelli che il cambiamento climatico renderà sempre più inadeguati.Ma vogliamo evidenziare come la città ha dimostrato di non essere in grado di reggere simili volumi d'acqua concentrati in tempi così brevi.Non si è trattato purtroppo di un'eccezione: è la nuova normalità con cui dovremo convivere, ed è compito delle istituzioni che governano il territorio prendere in mano la questione, mettendo al primo posto la sicurezza delle persone.Di fronte a un problema che ha portata globale ma impatti profondamente locali, riteniamo necessario un intervento strutturale sul sistema di canalizzazione delle acque, oggi non più adeguato a reggere fenomeni di questa intensità.Ma soprattutto chiediamo lo stop immediato al consumo di nuovo suolo, bloccando tutti i progetti di nuova cementificazione attualmente in corso, comprese le varianti urbanistiche in discussione, a partire in primo luogo dal progetto di costruzione della nuova Questura al Parco degli Ulivi.Il consumo di nuovo suolo in un'area fortemente urbanizzata come quella di Camponelli, alla luce degli eventi che si stanno verificando, rappresenta oggi un atto di irresponsabilità istituzionale.Non possiamo continuare a pianificare il territorio facendo finta di nulla. La sicurezza delle persone e del territorio non può più essere rimandata a domani.
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Ieri, nella prima riunione sul dimensionamento scolastico presieduta dal consigliere Tarabella, abbiamo appreso a pochi giorni dal primo giorno di scuola che l’Istituto Gentileschi è in estrema difficoltà per la gestione in sicurezza dei propri spazi e che rischiano di pagarne il prezzo ancora una volta in modo particolare i disabili dell’Istituto.
Diciamo ancora una volta perché il Gentileschi è una delle scuole su cui si è già abbattuta più duramente la scure dei tagli di Tagliaferri sui nostri docenti di sostegno (quella che i nostri colleghi della CISL faticano tanto a vedere): in quell’Istituto sono sette e mezzo le cattedre di sostegno che mancano all’appello rispetto alle ore richieste dai GLO.
Quest’anno, ai noti problemi di accessibilità che caratterizzano tutti gli edifici dell’Istituto, si è aggiunta una ulteriore limitazione degli spazi per ragioni di sicurezza al Palma, emersa il 5 giugno scorso ad iscrizioni ampiamente concluse: con enorme disagio, la Dirigente dell’Istituto ha dichiarato durante l’incontro che se la Provincia non riuscirà a trovare su Massa almeno tre aule in più rispetto a quelle disponibili, non avrà altra scelta che trasferire in corridoio lo spazio morbido pensato per accogliere il bisogno di calma, intimità e riposo degli alunni che soffrono di crisi di tipo convulsivo.
Uno schiaffo intollerabile alla tradizione inclusiva ed alle professionalità riconosciute del Gentileschi che hanno portato anche in questo anno scolastico, malgrado i problemi strutturali delle sue sedi, ben 96 disabili a scegliere di frequentarlo.
57 tra questi alunni con bisogni speciali, iscritti agli indirizzi presenti a Massa, si troveranno a condividere il disagio dei compagni e dei docenti nelle classi e nei laboratori compressi e gestibili solo con turnazioni e spostamenti tra diversi edifici; solo che a qualcuno di loro toccherà anche, oltre ad una notevole riduzione delle ore di sostegno cui avrebbero diritto, anche uno spazio morbido disponibile solo in corridoio.
Noi conosciamo bene le carenze di personale e di risorse che affliggono la Provincia, ma quando apprendiamo che alle PEC dei Dirigenti la Presidenza (o i suoi delegati) non avvertono neppure l’esigenza di rispondere a pochi giorni dalla riapertura delle scuole ci pare innegabile una palese inadeguatezza politica nella individuazione e gestione dei veri problemi delle cittadine e dei cittadini, anche quando si tratta dei più fragili.
Al Presidente Valettini chiediamo una risposta immediata e concreta ed un segnale tangibile della sincerità del suo impegno per la scuola e la disabilità. Pochi giorni fa è toccato al segretario CGIL della Funzione Pubblica lamentarsi che non sia seguito alcun fatto alle sue belle parole sul dovere della Provincia di garantire fin dai primi giorni di scuola la presenza degli educatori a fianco dei docenti di sostegno.Adesso questo: è veramente troppo.
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MASSA – «La questione dell’obitorio comunale non si ferma. Continuano ad arrivarmi segnalazioni da parte dei cittadini e quanto viene raccontato merita la massima attenzione da parte delle istituzioni».A intervenire nuovamente sulla situazione è il consigliere comunale Daniele Tarantino, che nelle ultime settimane aveva già sollevato il tema in Consiglio comunale a seguito delle prime segnalazioni ricevute.«Da allora le testimonianze non si sono fermate, anzi. Sono numerose le persone che mi hanno contattato e, tra le segnalazioni ricevute, ci sono anche due lettere particolarmente toccanti scritte da due cittadine che hanno perso i propri cari soltanto poche settimane fa».«Nelle loro lettere vengono descritte situazioni che, per come vengono raccontate, definirei indescrivibili. Parliamo di momenti estremamente delicati della vita delle persone, nei quali una famiglia che ha appena perso un proprio caro dovrebbe trovare rispetto, dignità e condizioni adeguate».Secondo Tarantino, proprio la quantità delle segnalazioni ricevute rende necessario andare fino in fondo alla vicenda.«Quando arriva una segnalazione è nostro dovere verificarla. Quando ne arrivano molte, accompagnate anche da testimonianze scritte di persone che hanno vissuto direttamente determinate situazioni, non possiamo limitarci ad ascoltare e poi voltare pagina. È necessario capire cosa stia accadendo e soprattutto intervenire affinché episodi di questo genere non possano più ripetersi».Il consigliere annuncia quindi la volontà di proseguire attraverso tutti gli strumenti istituzionali a disposizione.«Siamo pronti a compiere tutti i passaggi necessari nelle sedi competenti per fare piena chiarezza e chiedere che vengano adottate le misure necessarie. Non ci interessa alimentare polemiche: ci interessa tutelare i cittadini e la dignità delle persone, soprattutto in un momento doloroso come quello della perdita di un familiare». «Continueremo insieme alla Consigliera Santi e ai gruppi consiliari, a raccogliere le segnalazioni, a portarle nelle sedi istituzionali e a chiedere risposte. Su una questione così delicata non possiamo permetterci superficialità. Il rispetto e la dignità delle persone devono venire prima di tutto e faremo quanto è nelle nostre possibilità affinché situazioni come quelle che ci sono state raccontate non accadano più».
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Futuro Nazionale si rafforza su tutto il territorio nazionale e le adesioni sono in costante aumento anche in Toscana. La provincia apuana ha ormai raggiunto la soglia dei 600 iscritti, a conferma di un consenso e di una partecipazione che continuano a crescere.Il partito, che si presenta come alternativa al linguaggio tradizionale della politica, punta su temi come sicurezza, decoro e giustizia sociale, offrendo — come sottolineano gli esponenti locali — risposte chiare e impegni concreti da attuare non appena gli elettori affideranno loro la responsabilità di amministrare.A guidare la provincia apuana sarà Luca Guadagnucci, neo Referente Provinciale di Massa Carrara, che ha commentato così la propria nomina:"Ringrazio i vertici regionali e nazionali per il prestigioso incarico affidatomi e gli amici che, con affetto e stima, hanno voluto proporre la mia candidatura alla guida politica di Futuro Nazionale nella nostra provincia. È un incarico che accolgo con senso di responsabilità e con la consapevolezza dell'importanza del lavoro che ci attende." Guadagnucci ha poi tracciato le linee programmatiche del suo mandato, sottolineando l'apertura al confronto ma anche la determinazione a procedere in autonomia se necessario: "Siamo disposti ovviamente al dialogo con le altre forze politiche, ma pronti ad andare da soli qualora nessuno ci volesse aprire la porta; a noi interessano la città ed i cittadini. Non ci sarà spazio per personalismi né verranno assecondate richieste o interessi particolari: il consenso popolare dovrà tradursi in un'azione politica trasparente, coerente e orientata esclusivamente all'interesse della collettività." Sulle sfide che attendono la provincia apuana, il neo referente ha aggiunto:"La provincia apuana presenta numerose criticità, ma anche grandi potenzialità che devono essere valorizzate. Avremo presto modo di entrare nel merito delle singole questioni e di presentare nel dettaglio le soluzioni che intendiamo proporre per affrontare e risolvere i molti problemi della nostra provincia, con concretezza, determinazione e nell'esclusivo interesse dei cittadini."
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Bruno Casotti, Umberto Faita, Giacomo Saisi di Fim Fiom Uilm hanno firmato il seguente comunicato sulla vertenza Tisg: "Per gestire la grave situazione venutosi a determinare, l'azienda, a seguito della comunicazione di 270 esuberi, ha proposto alle OO.SS. l'apertura del contratto di solidarietà. Le richieste delle OO.SS., anticipo, rotazione, maturazione dei ratei e mancata trattenuta dei negativi di ferie per le interruzioni dei rapporti di lavoro e confronto con la RSU sulla gestione della cassa, sono state accolte. Tuttavia, l'attivazione dell'ammortizzatore resta vincolato al nodo dell'autorizzazione da parte del tribunale che sarà propedeutico alla presentazione al ministero. È evidente che da parte nostra c'è un monitoraggio continuo in merito alla gestione dell'ammortizzatore consapevoli che lo stesso è legato a doppio filo al piano di risanamento presentato all'interno della procedura e sarà oggetto del giudizio del tribunale il 16 settembre. L'azienda ha altresì comunicato il proprio orientamento rispetto alla procedura competitiva palesando una preferenza per lo strumento dello share deal, rispetto all’asset deal che potrebbe invece prevedere anche l’acquisizione di singoli rami d’azienda. Ad oggi abbiamo poi appreso che ci sarebbero circa 15 manifestazioni d’interesse che saranno valutate nelle prossime settimane, così come previsto dalla procedura. Continueremo a monitorare la situazione, anche alla luce degli sviluppi che potranno esserci, informando le maestranze nell'assemblea che si terrà lunedì 14 settembre. Un polmone di ossigeno decisivo anche per l'indotto
L'accordo assume un valore strategico straordinario non solo per il cantiere, ma per l'intero tessuto produttivo del territorio. Questo passaggio è infatti determinante anche per le aziende dell'indotto, che potranno a loro volta richiedere lo stesso ammortizzatore sociale. Un passaggio cruciale visto che, in questo ultimo periodo, tutte le domande di CIGO (Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria) presentate dalle ditte esterne erano state rigettate dall'INPS. L'intesa odierna apre quindi una via di tutela indispensabile anche per centinaia di lavoratori della filiera.
Chiediamo con forza ai giudici incaricati di fare la scelta e agli organi della procedura di non valutare esclusivamente la consistenza economica del miglior offerente. La scelta della nuova proprietà deve mettere al primo posto soggetti che puntino sulla tenuta industriale e sulla salvaguardia degli attuali livelli occupazionali. Le competenze delle maestranze dirette e dell'indotto sono il vero patrimonio di questa azienda e da lì si deve ripartire".
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«Come annunciato nei giorni scorsi, ho depositato un'interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro della Salute in merito al secondo Congresso nazionale dell'Associazione Italiana di Ostetricia (AIO), in programma a Riccione i prossimi 3 e 4 ottobre». Lo dichiara in una nota il deputato della Lega, on. Andrea Barabotti. «L'evento – spiega Barabotti – è inserito nel circuito dell'Educazione Continua in Medicina con 10,5 crediti formativi per medici e ostetriche. Scorrendo il programma, tuttavia, si riscontrano sessioni che rivelano una palese forzatura ideologica: si arriva a teorizzare la dissociazione della nascita dalla figura della madre, con la partecipazione di relatori-attivisti privi di qualifiche sanitarie e temi che nulla hanno a che vedere con la medicina basata sull'evidenza scientifica». «Il paradosso politico e istituzionale – sottolinea il parlamentare – è evidente: si mobilitano le istituzioni sanitarie, i crediti formativi e le prassi cliniche per costruire percorsi ad hoc e rimodellare l'intero sistema su casi del tutto eccezionali, come quello di persone in transizione di genere che affrontano poi una gravidanza, pretendendo la riscrittura di modulistica, protocolli e linguaggi. Riteniamo assurdo che la sanità pubblica debba piegarsi a queste rivendicazioni anziché tutelare e valorizzare la centralità naturale, biologica e insostituibile della madre». «Così come la Lega si è battuta contro la propaganda gender nella scuola – conclude Barabotti –, vigileremo affinché i canali istituzionali dell'aggiornamento medico non diventino il cavallo di Troia per imporre certe ideologie. Al Ministro Schillaci abbiamo chiesto verifiche immediate tramite Agenas e piena chiarezza sull'eventuale impiego, anche indiretto, di risorse pubbliche».
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Alla stazione di Carrara-Avenza un'altra scelta che lascia perplessi. Con il rifacimento dell'asfaltatura lungo via Filippo Turati e delle ringhiere sul lato Sarzana, sono stati eliminati almeno una decina di posti auto, sostituiti da numerosi stalli per motocicli che risultano in parte inutilizzati, in particolare quelli più lontani dalla stazione.Altri tre posti auto sono stati sacrificati per una colonnina di ricarica elettrica, collocata proprio davanti alla stazione. Come Associazione siamo ovviamente favorevolissimi a tutto ciò che serve per incentivare la mobilità elettrica, quello che mettiamo in discussione è il posizionamento: una scelta discutibile, considerando la possibilità di installarla a un centinaio di metri di distanza e destinare quello spazio a una zona di sosta temporanea per le numerose auto che si fermano davanti alle scale in attesa di persone, intralciando anche il passaggio pedonale.E le biciclette? Gli spazi sono del tutto insufficienti. Dopo che, nel dicembre 2024, erano state rimosse circa 40 biciclette dalla zona della stazione, sono state collocate due rastrelliere, per un totale di appena 10 posti, sottolineando ancora una volta l'acuta perspicacia nel valutare il rapporto tra domanda e offerta. Tra l'altro, il modello di rastrelliera è vecchio e inadeguato, perché consente di assicurare soltanto la ruota e non il telaio. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: decine di biciclette vengono legate a ringhiere e pali, contribuendo a peggiorare l'aspetto già squallido e degradato della stazione, dopo l'abbattimento degli alberi che la caratterizzavano, compresa la splendida grande magnolia all'ingresso.
Eppure, un miglioramento in direzione della sostenibilità sarebbe stato semplice. Si sarebbe potuto valutare di disporre le auto in linea, invece che a lisca di pesce, lungo il lato Sarzana e realizzare sul lato Massa un percorso ciclabile, accompagnato da rastrelliere moderne e sufficienti.Gli stalli per le moto potrebbero invece essere collocati lungo la curva di fronte alla stazione che, non essendo demarcata, viene attualmente occupata dalle auto, che finiscono per intralciare il passaggio degli autobus. C'è poi un'altra possibilità che migliorerebbe decisamente la situazione: a monte della stazione (via Piombara) esiste un'ampia area ferroviaria dismessa e in evidente stato di degrado, che potrebbe essere oggetto di un accordo con le Ferrovie per realizzare nuovi parcheggi. Una soluzione già adottata in altre realtà, come alla stazione di Forte dei Marmi e a Massa. L'acquisizione dell'area da parte del Comune e la sua destinazione a parcheggio consentirebbero inoltre di ridurre la sosta lungo via Petacchi e recuperare spazio per realizzare un percorso ciclabile, creando così un collegamento sicuro con la stazione. Il parcheggio dovrebbe essere realizzato con una pavimentazione drenante e permeabile, utilizzando soluzioni che favoriscano l'assorbimento delle piogge, e dovrebbe essere alberato: una scelta coerente con la necessità di limitare il consumo di suolo, ridurre le temperature e contrastare gli effetti del cambiamento climatico.
Esiste inoltre l'area un tempo destinata al parcheggio degli ex ferrovieri, che potrebbe essere utilizzata per realizzare una velostazione, come a Forte dei Marmi, o comunque uno spazio adeguato e sicuro per le biciclette.
Infine, l'apertura della stazione sul lato di via Piombara consentirebbe di creare un secondo accesso, decisamente più comodo rispetto a quello attuale, riqualificando tutta l'area.Perché è proprio questo il punto: una stazione facilmente raggiungibile in auto, in moto, in bicicletta e con il trasporto pubblico favorisce l'uso del treno e contribuisce a rafforzarne il ruolo e i servizi. Carrara-Avenza è stata trasformata in fermata impresenziata nel 2012. Oggi mantiene comunque un ruolo importante nel sistema ferroviario locale. Invece di continuare a ragionare per interventi separati, sarebbe forse il momento di progettare una stazione davvero funzionale all'intermodalità.Legambiente è da sempre impegnata per la mobilità sostenibile e propone all'Amministrazione di rivedere il piano dei parcheggi della stazione, di cercare un accordo con RFI per la realizzazione di un parcheggio più ampio e sostenibile e di incentivare concretamente l'uso della bicicletta, iniziando anche da piccole tratte, come via Turati e via Petacchi, con percorsi ciclabili che possano un giorno essere collegati tra loro e diventare parte di una rete capillare, come avviene ormai in molte città moderne. Una stazione ferroviaria dovrebbe essere progettata per favorire, non ostacolare, l'utilizzo del treno.
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"Nella giornata di martedì 8 settembre sono comparse nel 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗮 nuove scritte vandaliche: frasi violente, minacce esplicite e messaggi d'odio rivolti a chi ricopre incarichi istituzionali, compresa la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni" comincia così la segnalazione del consigliere comunale di Massa Bruno Tenerani, dirigente provinciale di FdI Massa Carrara che spiega: "Non parliamo di periferie dimenticate, ma del cuore della nostra città, il biglietto da visita che Massa offre ogni giorno a residenti e visitatori.Non si tratta di dissenso politico, ma di autentico vandalismo. C'è una differenza sostanziale tra la libertà di espressione, che questo partito ha sempre difeso e continuerà a difendere, e l'inciviltà di chi si nasconde dietro una bomboletta spray per lanciare minacce e insulti proprio nei luoghi più frequentati e simbolici della città. Chi scrive certe frasi sui muri del centro storico non sta facendo politica: sta soltanto danneggiando l'immagine di Massa e offendendo la comunità che la abita.Esprimo la mia piena e convinta solidarietà alla Presidente Meloni e a tutti i militanti e amministratori di Fratelli d'Italia che quotidianamente vengono presi di mira da questo tipo di aggressioni verbali scritte. Un Paese democratico si confronta nelle urne, nei consigli comunali, nei dibattiti pubblici: non attraverso minacce anonime vergate sui muri di casa. Come consigliere comunale e come dirigente di partito, mi farò portavoce di due richieste precise all'Amministrazione, con particolare urgenza vista la zona colpita: i𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗲 𝗹'𝗮𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘁𝗲𝗹𝗲𝗰𝗮𝗺𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗼𝗿𝘃𝗲𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝘇𝗮 presenti nel centro storico, al fine di identificare i responsabili e procedere con le dovute conseguenze legali; l𝗮 𝗿𝗶𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘁𝘁𝗲, per restituire decoro a un'area centrale e ad alta frequentazione, evitando che certi messaggi restino esposti agli occhi di residenti, turisti e commercianti.
Il centro storico di Massa è il luogo che più di ogni altro rappresenta la nostra identità cittadina. Non possiamo permettere che venga trasformato in un bollettino d'odio da parte di chi non ha argomenti se non l'insulto. Continueremo a vigilare e a chiedere interventi concreti e immediati, nell'interesse di tutta la cittadinanza".
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Il ministro italiano dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e la ministra argentina del Capitale Umano, Sandra Pettovello, hanno siglato oggi a Buenos Aires un nuovo Memorandum d'Intesa per potenziare i legami tra i due Paesi nel campo dell'istruzione e della formazione professionale.L'intesa dà seguito a uno degli obiettivi prioritari fissati dai due governi all'interno del Piano d'Azione congiunto Italia-Argentina 2025-2030, che indica nella formazione tecnica e professionale un asse centrale della collaborazione bilaterale. Lo scopo dichiarato è quello di sviluppare competenze sempre più allineate alle richieste del mercato del lavoro.Commentando la firma, il ministro Valditara ha sottolineato come l'accordo rappresenti un ulteriore passo nel consolidamento del legame storico tra Roma e Buenos Aires, questa volta declinato in una collaborazione concreta sul piano educativo, pensata per offrire ai giovani di entrambi i Paesi strumenti utili ad affrontare le trasformazioni in corso. Il ministro ha inoltre evidenziato come investire sul capitale umano significhi, allo stesso tempo, sostenere la competitività e lo sviluppo economico dei due sistemi Paese, in una visione che pone lo studente al centro dei percorsi formativi.
Il documento amplia il perimetro della cooperazione a diversi ambiti considerati strategici per i due sistemi scolastici: la lotta alla dispersione scolastica, l'integrazione dell'Intelligenza Artificiale nella didattica, la personalizzazione dei percorsi di apprendimento e la promozione di una cittadinanza digitale consapevole.
Un capitolo specifico dell'accordo è dedicato all'uso responsabile delle nuove tecnologie, alla formazione dei docenti sulle competenze socio-relazionali e alla diffusione, nelle scuole, di una cultura fondata sul rispetto reciproco.
Fonte: ITALPRESS
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