Politica
Carrara, Campione (FdI): “Più entrate ma tasse alte e una città che soffre, la sindaca Arrighi spieghi dove vanno a finire i soldi”
«Carrara incassa come una grande città ma continua a far pagare ai cittadini tasse ben sopra la media, senza garantire servizi adeguati. È un paradosso che…

Nasce il nuovo direttivo provinciale di Fipe Baristi Massa Carrara: Thomas Bini è il presidente
Prosegue il grande impegno sindacale sul territorio di Massa Carrara da parte di Confcommercio, che nella giornata di giovedì scorso ha formalizzato la nascita del nuovo…

Il Polo P&S: il Presidente Incoronato deve rispettare le leggi della Repubblica
Il Polo Progressista e di Sinistra ha richiesto per la terza volta, in poco più di un anno, l’intervento del Prefetto di Massa Carrara per attivare…

"Insicurezza non più tollerabile": il commento di Rossella Lera di Patto per il Nord Toscana sulla rissa avvenuta in centro a Carrara
Sull'episodio di violenza avvenuto il 30 aprile in via Roma interviene Rossella Lera, Responsabile Consulta Giustizia Patto per il Nord-Toscana: "L'episodio di violenza del 30…

Gruppo consigliare lista Serena Arrighi sindaca: “La nostra opposizione sembra aver ormai scelto la via della mistificazione e dello stravolgimento della realtà su qualsiasi tema come filo conduttore per la campagna elettorale per il 2027”
"La nostra opposizione sembra aver ormai scelto la via della mistificazione e dello stravolgimento della realtà su qualsiasi tema come filo conduttore per la campagna elettorale…

Simone Caffaz, consigliere comunale di opposizione Carrara: "Il premio patacca: capitale regionale ma 0 euro dalla Regione"
"L'ansia di dimostrare di aver fatto qualcosa anche nel settore culturale e artistico ha indotto l'amministrazione carrarese a superare ampiamente il senso del ridicolo nella vicenda…

Pontile Marina di Massa: otto virgola cinque milioni e un commissario straordinario. la città guarda al 2027
Marina di Massa ha aspettato quattrocentocinque giorni. Quattrocentocinque giorni di silenzio sul lungomare, di transenne, di una nave straniera conficcata nel fianco del suo pontile come…

Case popolari Carrara, Tosi (lega): "Lieti di essere di stimolo. Le chiacchiere passano, gli atti restano"
Riportiamo la replica di Andrea Tosi, consigliere comunale della Lega, in merito alle dichiarazioni del vicesindaco di Carrara Roberta Crudeli riguardo la questione delle case popolari [

Moreno Lorenzini, assessore all'Urbanistica di Carrara, sull'iter di approvazione del nuovo piano dell'arenile
«Il consigliere Martinelli fa una sintesi errata di un incontro a cui non ha partecipato riguardo il piano dell'arenile». Replicando al consigliere…

Vicesindaca di Carrara Crudeli: "300mila euro per ristrutturazione alloggi popolari"
Riportiamo di seguito una dichiarazione della vicesindaca di Carrara e assessore alla Casa Roberta Crudeli riguardo i fondi che saranno inseriti nella prossima variazione di bilancio…

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In merito alla riunione di giovedì 19 febbraio della “cabina di regia” istituita dagli enti interessati e dai sindacati confederali CGIL, CISL e UIL, per continuare a fare il punto in maniera periodica sugli interventi previsti nel piano di riorganizzazione dell’Azienda USL Toscana nord ovest sul territorio di Massa Carrara, si precisa intanto che erano presenti per l’Asl il direttore amministrativo aziendale Gabriele Morotti, il direttore dell’ospedale Apuane e coordinatore della rete ospedaliera aziendale Giuliano Biselli e la direttrice della Zona distretto apuana Monica Guglielmi, che hanno fatto il punto sugli interventi in corso nei comuni di Massa, Montignoso e Carrara. Per quanto concerne gli interventi citati dalle organizzazioni sindacali nel loro comunicato stampa congiunto si evidenzia che gli attesi lavori di ampliamento del Pronto soccorso dell’ospedale Apuane saranno terminati nel mese di maggio 2026, rispetto a una previsione iniziale di marzo. I lavori per la Casa della Comunità di Montignoso e per quella di Carrara verranno conclusi nei tempi programmati. Per ciò che riguarda l’intervento sulla nuova Palazzina in fase di realizzazione a Monterosso (Carrara) e quello sulla Casa della Comunità di Carrara Avenza i lavori procedono invece con un po’ di ritardo, ma sono situazioni che possono verificarsi e si verificano in ogni cantiere, per ragioni di tipo tecnico-amministrativo e anche, a volte, a causa di condizioni meteorologiche avverse come quelle che si sono registrate nelle ultime settimane.L’ufficio tecnico continua a monitorare in maniera attenta e costante tutti questi lavori, in maniera da garantire in tempi adeguati l’apertura dei nuovi servizi sanitari per la cittadinanza di Massa Carrara.
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“Si può far passare come un successo del governo e della Lega i disastri gestionali del cantiere Erp all’ex Mattatoio di Massa quando il presidente Panfietti, votato e sostenuto dal Sindaco Persiani e dalla Lega di Massa, da un decennio non riesce a chiudere il cantiere per la realizzazione di case popolari e di edilizia convenzionata?” dichiara la consigliera Bennati. “Visto che la destra pretenderebbe le dimissioni per ogni motivo che riguardi non i loro rappresentanti, decenza vorrebbe che di fronte a questo disastro e indifferenza verso i bisogni delle persone della città di Massa il presidente di Erp spa rassegnasse le sue dimissioni insieme all’intero Cda. Del resto lo stesso disinteresse lo stanno dimostrando sfrattando persone in forte difficoltà economica dalle case popolari del paese di Altagnana e non assegnando le case popolari per il caos normativo causato dalle scelte ideologiche delle amministrazioni Persiani” rincara Bennati.Il Polo Progressista e di Sinistra, composto da M5S RC e Mcc, attraverso tutte le sue componenti nelle ultime tre consigliature ha duramente contestato la situazione all’ex Mattatoio battendosi per un miglioramento della qualità ambientale dell’intera area destinata a residenze. Ancora la scorsa settimana la consigliera Bennati ha fatto passaggi ufficiali perché permangono tutte le criticità ambientali riguardanti l’inquinamento acustico. Siamo stati noi a chiedere di verificare le condizioni di degrado e abbandono dell’asilo comunale di via Galvani, chiuso dal Sindaco Persiani, che è sempre lì abbandonato a marcire perché il presidente di Erp Spa Panfietti non è capace di chiudere un cantiere di edilizia popolare. La logica conseguenza di questo disastro non può essere quella di consegnare altri fondi pubblici a Panfietti, ma le sue dimissioni insieme all’intero CdA.
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I consiglieri comunali del Pd di Massa Stefano Alberti, Gabriele Carioli, Enzo Romolo Ricci, Daniele Tarantino e Giovanna Santi presentano un’interpellanza per la riqualificazione e valorizzazione, ad uso socio-aggregativo, degli spazi dell’ex scuola di Resceto per chiedere che sia messa a disposizione degli spazi della ex scuola di Resceto, all’associazione “ Resceto vive” per attività a beneficio della comunità. Ecco il testo dell’interpellanza: “Premesso che i paesi montani presentano problemi da risolvere e risorse da valorizzare, e che ad essi devono essere destinate risorse economiche e strutture per rivitalizzare il territorio, contrastare lo spopolamento, mettere in luce e sviluppare potenzialità ambientali e di comunità di cui i diversi territori dispongono. Posto che serve sinergizzare le risorse naturali e il coinvolgimento attivo dei cittadini, per creare territori resilienti, sostenibili e coesi. Considerato il fatto che le associazioni che operano nei paesi montani meritano un peculiare sostegno per la loro fondamentale azione di aggregazione sociale e culturale, in luoghi considerati “aree deboli”, ma che presentano comunità che “resistono” attraverso la valorizzazione delle proprie unicità. Valutato che, in particolare nei mesi estivi, il borgo di Resceto e l'Alta Valle del torrente Renara sono mete frequentate da molti residenti, villeggianti e turisti. Posto che la frazione di Resceto, situata ai piedi della Tambura, famosa per le storiche rievocazioni della lizzatura e l'antica Via Vandelli, è punto di partenza chiave per escursioni sulle Alpi Apuane. Considerato che nel paese di Resceto vivono un centinaio di abitanti, sono attive realtà associative tra cui, ormai da circa. dieci anni, “Resceto vive”, “.. impegnata per la rigenerazione delle aree interne e il contrasto allo spopolamento delle zone montane”. Valutato che l'associazione “Resceto vive” si avvale dell'impegno di 25 soci, e di numerosi volontari nella realizzazione di attività educative, ambientali e sociali. Considerato che negli anni l'azione dell'Associazione si è caratterizzata con l’organizzazione di eventi, passeggiate a dorso d’asino nella via Vandelli, rievocazioni storiche, feste, monitoraggio e pulizia del territorio, apertura di nuovi sentieri escursionisti.Attività svolte in collaborazione con molti enti istituzionali e associazioni. Posto che a Resceto manca una struttura pubblica quale spazio di riferimento in cui la comunità si possa ritrovare, o quale luogo di riferimento per le emergenze. Considerato che la struttura dell'ex scuola di Resceto appartiene al patrimonio comunale, ha una destinazione residenziale, ma non è utilizzata a tale scopo ed è nella disponibilità di ERP.
Posto che da parte di ERP non risultano programmati interventi finalizzati a mettere la struttura nelle condizioni per una successiva assegnazione. Per quanto sopra richiamatosi interpella l'amministrazione comunale per sapere se :non ritenga opportuno dare nuova destinazione d'uso alla struttura ex scuola di Resceto, nella prospettiva di un uso finalizzato a spazio sociale e aggregativo e conseguentemente, se non ritenga di condividere l'idea e la proposta che avanziamo di riqualificare e valorizzare tali spazi, attraverso una locazione in comodato d'uso, a titolo gratuito, all’Associazione "Resceto Vive".
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Il sindaco di Carrara Serena Arrighi ha risposto alle critiche dei sindacati sulla sanità: "I sindacati hanno ragione a denunciare i ritardi nei cantieri della sanità territoriale: comprendo le preoccupazioni espresse e condivido la richiesta di tempi certi e risposte concrete per Carrara. Proprio per questo, come presidente della Conferenza zonale, sono stata la prima a chiedere l’attivazione di un tavolo stabile di confronto tra Comuni, Asl e Regione, uno strumento che in precedenza non esisteva e che oggi consente di monitorare in modo trasparente lo stato di avanzamento degli interventi. È grazie a questo percorso che sono emersi con chiarezza i ritardi e che abbiamo potuto pretendere aggiornamenti puntuali sui cronoprogrammi. In questi anni abbiamo difeso il mantenimento dei servizi sul territorio ottenendo l’apertura delle cure intermedie a Fossone, avviato il percorso per il Monoblocco e dato impulso all’avvio dei lavori ad Avenza. Passaggi concreti che dimostrano un impegno costante. Allo stesso tempo abbiamo già attivato interlocuzioni formali con Regione e Asl affinché gli impegni presi vengano rispettati e le tempistiche riallineate.Il nostro compito è vigilare, esercitare pressione istituzionale e pretendere che quanto annunciato si trasformi in realtà. È quello che stiamo facendo e continueremo a fare, con responsabilità e nell’interesse esclusivo dei cittadini".
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Arriva da Gino Buratti, portavoce dell'Accademia Apuana della pace un invito alla disobbedienza civile come atto contro il governo sgradito di Giorgia Meloni. Buratti tira di nuovo in ballo anche i manifestanti propal multati a Massa per aver invaso i binari e paragona le proteste, spesso tutt'altro che nonviolente, dei manifestanti contro Israele a grandi esempi di movimenti pacifici come quello di Ghandi, forse dimenticando, tuttavia, che, nella Marcia della Pace di Ghandi(vera marcia della pace senza derive volente di alcun genere) non vennero violate le leggi dell'India, a differenza di quello che fanno, proprio per loro stessa dichiarazione di intenti, i manifestanti al grido di "blocchiamo tutto", considerandosi novelli Robin Hood autorizzati a fregarsene della legge restando impuniti, perchè solo loro depositari della giustizia e schierati da quella parte giusta della storia che hanno stabilito da soli. Ecco l'invito alla disobbedienza dell'Accademia Apuana della pace: Le parole pronunciate dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in merito alla vicenda che ha coinvolto la ONG Sea-Watch e la comandante Carola Rackete impongono una riflessione che riteniamo doverosa.Nel dibattito pubblico si tende sempre più spesso a sovrapporre concetti diversi: legalità, legittimità, giustizia.In questo clima, la disobbedienza civile viene descritta come un atto di arroganza o come una negazione dello Stato di diritto. È necessario chiarire che non è così.La disobbedienza civile è una pratica politica e morale che nasce dentro i sistemi democratici, non contro di essi.Si tratta di un atto pubblico, non violento, consapevole, con cui si viola una norma ritenuta ingiusta accettandone le conseguenze, per richiamare l'attenzione su una contraddizione tra legge positiva e principi fondamentali di giustizia.Non è una fuga dalla legge: chi pratica la disobbedienza civile si espone alla sanzione, non la evita; si assume la responsabilità delle proprie azioni davanti ai tribunali e alla società.La storia delle democrazie moderne ne è piena. Mahatma Gandhi guidò campagne di massa nonviolente contro le leggi coloniali britanniche. Martin Luther King Jr. sfidò apertamente le leggi segregazioniste negli Stati Uniti, accettando il carcere pur di affermare l'uguaglianza dei diritti. Potremmo poi ricordare l'insegnamento di don Lorenzo Milani e dei suoi alunni nell' "L'obbedienza non è più una virtù" del 1965.Senza quelle "dimostrazioni", molte conquiste civili oggi considerate ovvie non sarebbero mai esistite.Anche oggi, cittadini scelgono forme di protesta nonviolenta per richiamare l'attenzione su emergenze che la politica fatica ad affrontare.Attivisti di Ultima Generazione e di Extinction Rebellion spesso mettono in atto azioni pubbliche e simboliche per denunciare l'urgenza della crisi climatica. Si può discutere sull'efficacia o sull'opportunità di tali azioni, ma la loro scelta è dichiaratamente nonviolenta e si inserisce nella tradizione della disobbedienza civile: rendere visibile un conflitto per sollecitare una risposta democratica. Così come é avvenuto nel nostro territorio, in occasione dell'iniziativa "Blocchiamo tutto" a sostegno della Sumud Flottilla, a causa della quale alcuni cittadini di Massa sono stati oggetto di indagini, denunce penali e sanzioni amministrative.Oggi viviamo in un tempo segnato da un crescente scontro verbale, da una polarizzazione che tende a delegittimare chi dissente e da un ritorno inquietante alla logica del riarmo e della guerra come strumenti ordinari della politica internazionale. In questo contesto, la protesta pacifica e la disobbedienza civile non violenta non rappresentano una minaccia per la democrazia: rappresentano una risorsa.Quando il linguaggio si fa aggressivo, quando il conflitto rischia di scivolare sul piano fisico, quando l'orizzonte sembra orientarsi verso la militarizzazione, riaffermare la legittimità della nonviolenza e della protesta civile è un atto di responsabilità.L'Accademia Apuana della Pace ritiene che la difesa dello Stato di diritto non consista nell'esigere obbedienza cieca al potere, ma nel garantire la separazione tra i poteri, il rispetto delle decisioni della magistratura e la possibilità per i cittadini di esprimere dissenso in forme pubbliche, non violente e responsabili.La democrazia non si indebolisce quando qualcuno disobbedisce pacificamente per richiamare un principio di umanità. Si indebolisce quando il dissenso viene dipinto come un nemico da abbattere".
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A Carrara esiste una realtà unica e delicata: il Soccorso Cave, presidio sanitario fondamentale in un territorio segnato dalla pericolosità dell’attività estrattiva del marmo. Un servizio essenziale che opera in un contesto ad alto rischio infortunistico, purtroppo non di rado anche mortale.Da tempo denunciamo una situazione gravissima presso i locali del Soccorso Cave di Torano, nel territorio del Comune di Carrara. Nei locali destinati alla permanenza di infermieri e personale sanitario è presente un’enorme quantità di muffa, dovuta a sbalzi termici e a condizioni strutturali che rendono gli ambienti insalubri e non conformi ai requisiti minimi previsti dalla normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.Nonostante le ripetute segnalazioni a oggi non risulta essere stato adottato alcun intervento risolutivo. La stessa situazione di silenzio si è registrata a seguito dei numerosi solleciti inviati all’Amministrazione comunale di Carrara e al sindaco Serena Arrighi.È inaccettabile che lavoratrici e lavoratori impegnati in un servizio così delicato e strategico per il territorio debbano operare e soggiornare in locali angusti, insalubri e privi delle condizioni minime di sicurezza. Parliamo di professionisti che ogni giorno intervengono in contesti estremamente pericolosi, mettendo a rischio la propria incolumità per salvare vite umane.
La permanenza in ambienti contaminati da muffa rappresenta un potenziale rischio per la salute degli operatori stessi, oltre a configurare una possibile violazione delle normative vigenti in materia di tutela della salute nei luoghi di lavoro.Il Soccorso Cave rappresenta un presidio irrinunciabile per un territorio la cui economia è storicamente legata all’estrazione del marmo. Proprio per questo, chi garantisce la sicurezza e la salute dei lavoratori delle cave deve poter operare in ambienti salubri e conformi alle normative. La FP CGIL continuerà la propria battaglia a tutela delle llavoratrici e dei lavoratori del comparto, riservandosi ulteriori iniziative qualora non dovessero arrivare risposte concrete, tempestive e risolutive.
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Il Pinus pinea è tutelato e celebrato come simbolo del paesaggio costiero, ma fuori dalle pinete manca una strategia per garantirne la continuità. Tra prudenza amministrativa e interventi contingenti, il rischio è una perdita progressiva del resto già in atto.
Il comune di Carrara sta adottando il Regolamento del Verde e specifiche Linee guida per la progettazione urbana che, almeno sul piano formale, riconoscono il valore ecologico, paesaggistico e storico del patrimonio arboreo cittadino. In questo quadro, il Pinus pinea – il pino domestico, elemento identitario del paesaggio costiero – occupa una posizione di rilievo: è specie tutelata, cardine delle pinete urbane, oggetto di attenzioni tecniche dedicate. Eppure, proprio una lettura attenta e integrata di questi documenti fa emergere una criticità che merita di essere discussa apertamente: il rischio di un progressivo abbandono dei pini esistenti lungo i viali urbani. L’impostazione di fondo è chiara. Il Pinus pinea non viene trattato come un albero urbano “ordinario”, ma come componente di un ecosistema specifico: la pineta. Tutte le indicazioni progettuali, gestionali e perfino le rare ipotesi di nuovo inserimento sono circoscritte a questo contesto, inteso come sistema forestale continuo, storicizzato e paesaggisticamente riconoscibile. Dal punto di vista ecologico e scientifico, si tratta di una scelta coerente.
Il problema nasce osservando ciò che manca. Nei documenti comunali non esiste una strategia esplicita per i pini che non si trovano in pineta, ma lungo i viali, nei filari storici, negli spazi urbani stratificati. Questi alberi non sono indicati come specie da rinnovare, non compaiono tra le essenze consigliate per il verde stradale, non sono accompagnati da una visione di ricambio generazionale o da criteri di gestione dedicati. Restano così in una sorta di limbo amministrativo: tutelati come specie in astratto, ma privi di una prospettiva concreta di continuità. Questa assenza di indirizzo non è neutra. In amministrazione, ciò che non viene pianificato tende a essere gestito per emergenze. Un pino maturo su un viale, in mancanza di una strategia di lungo periodo, diventa inevitabilmente un “caso”: un potenziale problema di sicurezza, un elemento percepito come sempre meno coerente con il nuovo modello urbano. La valutazione si sposta dal filare come struttura paesaggistica al singolo albero come possibile rischio.A rendere il quadro ancora più delicato contribuisce la mancata sostituzione programmata. Poiché il Pinus pinea non è più indicato come specie da impianto urbano ordinario, ogni abbattimento – anche quando tecnicamente motivato – non viene compensato con nuovi pini. I filari si interrompono, gli alberi rimasti diventano isolati e proprio questa frammentazione diventa, paradossalmente, un ulteriore argomento per giustificare nuove rimozioni. È un meccanismo che si osserva, purtroppo, in molte città italiane: non si dichiara l’intenzione di eliminare una specie, la si lascia scomparire per mancata rigenerazione.
È bene chiarirlo: nel Regolamento in approvazione non c’è alcun divieto esplicito né una dichiarazione di ostilità verso i pini urbani. Il linguaggio è prudente, tecnico, tipicamente amministrativo. Ma è proprio questa “prudenza” a non dover trarre in inganno. In urbanistica e nella gestione del verde (e non solo!) ciò che non viene governato esplicitamente tende a risolversi per inerzia. Il fatto che il Pinus pinea venga riconosciuto e regolato solo come elemento di pineta, senza una strategia dedicata per i viali alberati storici, crea un vuoto amministrativo che può tradursi, nel tempo, in una perdita silenziosa di patrimonio arboreo, non per scelta dichiarata, ma per assenza di visione.E questo processo non è solo teorico, né riguarda solo ipotesi future. Negli ultimi anni, indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni che si sono succedute, una gestione orientata alla progressiva riduzione della presenza del Pinus pinea nel tessuto urbano si è già concretamente manifestata. Abbattimenti ripetuti di pini lungo viali e spazi urbani, peraltro spesso contestati invano da comitati e cittadini, non sono stati accompagnati da politiche di sostituzione coerenti né da un progetto di continuità paesaggistica. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una trasformazione “silenziosa” del paesaggio urbano che avanza senza un dibattito pubblico esplicito. Dove sono i bellissimi pini del Viale Colombo? Dove quelli della Salita di San Ceccardo? In questo quadro, l’attuale impianto regolamentare non introduce una discontinuità, ma semmai rende strutturale e normalizzata una tendenza già avviata da tempo: non una scelta dichiarata, ma una selezione silenziosa, attraverso omissioni e decisioni contingenti.
La contraddizione è evidente. Da un lato il Comune riconosce al pino domestico un valore identitario e ambientale elevato; dall’altro viene progressivamente espulso dallo spazio urbano. ne circoscrive il futuro a pochi ambiti residuali, rinunciando di fatto a governarne la presenza nel tessuto urbano ordinario. Il rischio non è una politica di abbattimento esplicita, ma una selezione silenziosa del paesaggio urbano, operata attraverso omissioni, mancate sostituzioni e decisioni contingenti.
Senza un chiarimento pubblico e una strategia esplicita per i viali alberati storici, l’attuale impostazione rischia di produrre una trasformazione irreversibile del paesaggio urbano di Carrara: una trasformazione che avviene senza un dibattito aperto e senza una decisione dichiarata, ma con effetti permanenti sul patrimonio verde e sull’identità stessa della città.
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Il Comune mette a disposizione gratuitamente per l'organizzazione di iniziative socioculturali e artistiche uno spazio situato in via Santa Maria 9 a Carrara. Tramite avviso pubblico, verranno selezionate attività quali mostre, installazioni temporanee, cicli di incontri, dibattiti, presentazioni, laboratori, workshop, rassegne, attività legate alla rigenerazione culturale del territorio, che dovranno svolgersi con ingresso gratuito e totalmente gestite dai proponenti. Sarà possibile utilizzare il locale individuato per un periodo fino a 30 giorni, comprensivo dei tempi di allestimento e disallestimento necessari per l'iniziativa: il periodo è prorogabile secondo le disponibilità, sentito il Settore 4 Cultura e Turismo del Comune che curerà la calendarizzazione delle attività che verranno individuate. Tutti i progetti che verranno scelti avranno il patrocinio del Comune, mentre ERP sarà lo sponsor tecnico.L'avviso pubblico fa seguito alla delibera di giunta, in cui si approva la convenzione con ERP Massa-Carrara che gestisce l'immobile, e il progetto "Arte Abitata", al quale i promotori delle iniziative si dovranno impegnare ad aderire. Nato in collaborazione tra E.R.P. Massa-Carrara S.p.A. e il Comune di Carrara, il progetto 'Arte abitata' mira a portare attività socioculturali all'interno di immobili ERP, valorizzandoli con il coinvolgimento dei residenti e ispirandosi al concetto generale di rigenerazione urbana volta a rivitalizzare aree dismesse o spazi e luoghi periferici, con l'intento di permettere alla comunità di riappropriarsi di spazi pubblici, con benefici a lungo termine della qualità della vita, della sfera sociale, economica e ambientale. 'Questo progetto, spiega l'assessore alla cultura Gea Dazzi, nasce per dare una risposta alla richiesta di spazi agevolati da parte dei nostri artisti, degli studenti dell'Accademia e delle associazioni del territorio, al fine di realizzare, allestimenti, mostre, laboratori, esposizioni documentaristiche, che non solo accrescono l'offerta culturale della città, ma che, abitando quegli spazi, possono contribuire ad accendere luci nel centro storico contro il degrado e l'abbandono. Una volontà condivisa questa da Comune e Erp che spero possa coinvolgere sempre più luoghi e fondi sfitti della città e costituire così una buona pratica di rigenerazione urbana attraverso la cultura e la creatività'.
Ogni proponente potrà presentare una sola domanda, con riferimento a una sola iniziativa da svolgersi nel corso del 2026, domanda che deve essere redatta esclusivamente utilizzando l'apposito modulo che dovrà essere indirizzato al Settore 4 Cultura e Turismo del Comune di Carrara, Piazza 2 Giugno entro le 12 del 12 marzo 2026, con consegna a mano all'ufficio Protocollo del Comune, con invio a mezzo raccomandata A.R., oppure tramite PEC all'indirizzo
La documentazione è disponibile sul sito del Comune www.comune.carrara.ms.it
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