Politica
Evento Nazionale CISL SCUOLA per Lucca, Pistoia e Massa Carrara
Montecatini Terme si prepara ad accogliere una delle più significative occasioni di confronto sindacale e culturale dedicate oggi al mondo della scuola in Toscana. Martedì 26 maggio, nella…

Palazzetto dello sport di via Giovan Pietro: quasi conclusi i lavori di manutenzione straordinaria del tetto
Sono in corso i lavori di manutenzione straordinaria del tetto del palazzetto dello sport di via Giovan Pietro. In queste settimane la ditta incaricata del Comune sta procedendo alla…

Piano dell'arenile, Rocchi (LEGA): «Giunta Arrighi lontana dalla realtà, noi al fianco di commercianti e balneari. Pronti alla raccolta firme»
La Lega Carrara, attraverso il segretario comunale Cristina Rocchi e il direttivo, prende una posizione netta contro il nuovo piano dell’arenile. Una visione che rischia di compromettere l’identità…

Il Polo P&S: Persiani trovi delle soluzioni sulla mobilità dei massesi il 19 e 20 Maggio
“L’ordinanza del sindaco che chiude le scuole per il passaggio del Giro d’Italia conferma, una volta di più, la sua incapacità di calarsi nei bisogni della vita quotidiana…

Mirteto, FdI Massa: "Basta degrado e furti al cimitero. Serve decoro e più telecamere"
Il cimitero di Mirteto non può più essere lasciato a se stesso. Come Coordinamento di Fratelli d'Italia Massa, facciamo nostra la voce di tanti cittadini indignati per…

Palazzetto dello sport di Avenza a rischio chiusura: il consigliere della Lega Tosi chiede delucidazioni all'amministrazione su voci insistenti che annunciano l'imminente chiusura
"Da giorni circolano tra i cittadini e negli ambienti sportivi voci sempre più insistenti circa una presunta chiusura del Palazzetto dello Sport di Avenza". A sollevare…

Sempre al fianco del sindaco Persiani: l'intervento dei Civici Apuani
I Civici Apuani intervengono a sostegno del sindaco di Massa Francesco Persiani: "Il confronto con i cittadini è sempre utile, ma oggi la priorità è una sola: ricostruire…

Chiede una visita di neuropsichiatria infantile per il figlio e il Cup le dà l'appuntamento tra qualche anno: l'insostenibile realtà degli appuntamenti del servizio sanitario pubblico locale raccontati da Valeria Pedrini dei 5 Stelle
"Mi può aiutare?". Una mamma ha fermato qualche giorno fa Valeria Pedrini responsabile area sociale del Movimento 5 Stelle, che riferisce la sua storia: "La signora…

Trasporto pubblico in provincia di Massa-Carrara: Fratelli d'Italia denuncia mezzi obsoleti, corse saltate e servizi insufficienti
Fratelli d'Italia torna a denunciare con forza la situazione ormai non più sostenibile del trasporto pubblico locale nella provincia di Massa-Carrara, dove cittadini, studenti,…

"Nessuno ha applicato la legge sulle attività estrattive come Carrara": l'intervento del sindaco Arrighi al convegno "La Toscana delle attività estrattive
Il sindaco di Carrara Serena Arrighi ha partecipato stamani a Firenze al convegno 'La Toscana delle attività estrattive' organizzato dalla Regione Toscana. «La legge 35/2015 è una buona…

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Il partito della Rifondazione Comunista di Massa interviene, con un comunicato, in merito alla fontana di Canevara ancora transennata e quindi inutilizzabile
"Ancora transennata la fontana di Canevara. E dire che la provincia ha speso decine di migliaia di euro di soldi pubblici per allargare la strada e poter permettere l'agevole utilizzo della fontana. Tutto inutile, mesi di disagi per il traffico che non sono serviti a nulla - si legge nella nota - . Molto probabilmente le analisi non sono ancora buone. Il sindaco promise che le avrebbe rese pubbliche ma così non è stato, stiamo ancora aspettando da mesi che mantenga la promessa data. Una delle tante. Il risultato, al netto delle promesse di trasparenza non mantenute, è che per la cittadinanza non c'è possibilità di attingere alla fonte, storica, di Canevara. Un bene pubblico non è reso disponibile e, ancora più grave, non se ne conoscono le ragioni.
Rifondazione Comunista - precisano nel comunicato - denunciò questa estate la situazione assurda in cui versava, e versa tutt'oggi a questo punto, questa fonte.
Al di là di qualche autoreferenziale pulizia di facciata, l'amministrazione di destra non ha fatto nulla affinché questa fontana tornasse utilizzabile, affinché si potesse tornare a bere l'acqua di Canevara.
Temiamo a questo punto che l'amministrazione tenga nascosto qualcosa di molto grave su quella fonte e che magari il tutto sia passato nelle mani della Procura della Repubblica. Se fosse così l'amministrazione dovrebbe dirlo alla città, nel rispetto dell'istruttoria penale, e informare la cittadinanza su quello che sta succedendo. Le denunce sono state diverse e non ci meraviglierebbe che fossimo arrivati agli atti giudiziari. Naturalmente non ci aspettiamo nulla di particolare da questa amministrazione che in quanto a trasparenza non ha mai brillato, anzi, ma riteniamo che la cittadinanza, privata di un bene comune, dovrebbe essere correttamente informata su quello che accade.
Lo abbiamo detto ad agosto e lo ripetiamo oggi: per noi l'acqua è un diritto, per altri un privilegio" conclude Rifondazione Comunista di Massa.
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Il Piano Attuativo dell’Arenile e dei Viali a mare (più comunemente conosciuto come Paav) sembrava non piacere proprio a nessuno, e la sua bocciatura ha fatto tirare un sospiro di sollievo a buona parte della politica massese, anche quella di maggioranza, associazioni ambientali e stabilimenti balneari.
C’è però una voce fuori dal coro, ed è quella del presidente di Italia Nostra Bruno Giampaoli, che vede nel rifiuto del Paav il rischio di un nuovo, e lungo, periodo in cui la costa apuana verrà lasciata nuovamente a sé stessa, senza nessun tipo di piano regolatore.
Giampaoli, nel comunicato da lui firmato, afferma con certezza che il Paav aveva delle lacune, anche grosse, ma era perlomeno uno strumento pianificatore con una forte impronta ambientalista (anche se molte associazioni improntate alla tutela ambientale avevano dato un parere tutt’altro che entusiasta).
Il tempo per migliorarlo c’era, sottolinea Giampaoli, ma si è preferito non “interferire” per trasformare una possibile grande occasione in un buco nell’acqua.
“In qualità di associazione che cura interessi diffusi quali i beni ambientali e culturali, non condizionata da interessi economici sia pur legittimi o da interessi politici elettoralistici, sentiamo il dovere di intervenire sulla non edificante vicenda della bocciatura del piano urbanistico in oggetto. Nel ricordare doverosamente – afferma Giampaoli – che il piano, fin da agosto, era stato pubblicato sul sito del comune per la trasparenza, che era stato consegnato nella sua versione integrale nel luglio 2022 con un percorso che il 14 novembre vedeva il parere favorevole di due commissioni comunali (urbanistica e attività produttive) a seguito di molte riunioni e di molti gettoni di presenza, è veramente difficile motivare adeguatamente, se non con una guerra interna alla maggioranza, l'improvviso voltafaccia di tanti consiglieri che al dunque lo hanno respinto quando avrebbero potuto benissimo adottarlo e poi esprimere, come da legge e da consuetudine, osservazioni per modificarlo anche sostanzialmente prima della eventuale sua approvazione. Ci sembra proprio che le prese di posizione durissime da parte di chi non accettava il tentativo di regolarizzare una situazione confusa come quella che rimane alla Partaccia, anche dopo il regolamento urbanistico, e non accettava norme dettagliate per l'organizzazione degli stabilimenti balneari siano state prese come pretesto per una bocciatura tutta politica, tesa solo a mettere in difficoltà il sindaco Persiani curandosi molto degli interessi particolari e poco di quelli generali che interessano tutta la collettività. Il Paav avrà avuto certo delle lacune che si potevano evidenziare nel periodo delle osservazioni, ma a noi sinceramente piaceva soprattutto per la visione orientata alla salvaguardia ambientale e paesaggistica, oltre che per le previsioni nella zona di Ronchi Poveromo, dove era salvaguardata la naturalità della foce del Poveromo, si prevedeva il recupero della Buca degli Sforza e il mantenimento delle dune residue. Ci pare strano poi che qualche consigliere di opposizione abbia affermato Crediamo che questo piano sia fatto su misura degli attuali balneari, allorché invece gli stessi balneari lo hanno aspramente criticato. Per quanto riguarda poi la spiaggia libera prevista davanti alla Torre Fiat (noi preferiamo chiamarla così) – continua il presidente di Italia Nostra – è chiaro che anche come spiaggia libera sarebbe stato possibile e logico darla comunque in convenzione a quell'attività ed il piano urbanistico lo prevedeva esplicitamente. Per quanto riguarda la pista ciclopedonale prevista anche dal regolamento urbanistico che all'articolo 88 prevedeva un percorso ciclopedonale che consenta la prosecuzione della passeggiata a mare, si poteva e si doveva aprire una discussione seria, valutando senza pregiudizi di sorta se questa fosse davvero fattibile nell'attuale situazione di erosione e davvero incompatibile con la forte presenza turistica utilizzando lo strumento delle osservazioni dopo l'adozione. Dovrebbe essere però molto chiaro a tutti che la spiaggia e la porzione di territorio davanti alla torre sono di proprietà demaniale, non di proprietà privata e che certe affermazioni che parlavano di esproprio mascherato erano molto fuori luogo. Non entriamo in merito all'ubicazione delle spiagge libere – conclude la nota – e alle norme sulle attività degli stabilimenti balneari, evidenziando comunque la necessità di lasciare se non dei veri e propri varchi di accesso almeno degli spazi visuali verso il mare liberi dalle cabine come il piano aveva previsto. In definitiva, una vera discussione sul piano è stata elusa riportando il territorio costiero della città nell'incertezza non pianificata come evidentemente fa comodo a molti; ci auguriamo comunque che ci sia un ripensamento, e tutto il lavoro svolto non venga, tanto per restare in argomento, gettato a mare”.
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Tra crisi interne e feroci attacchi dalle opposizioni, la giunta guidata dal sindaco Francesco Persiani arranca verso le prossime elezioni comunali, con una possibilità sempre più infinitesimale di veder nuovamente lo stesso blocco di alleanze all’apertura delle urne.
Le critiche al primo cittadino, tra alleati e avversari, ormai si sprecano, e vanno dai progetti proposti per il finanziamento del Pnrr alle gravi difficoltà del ceto medio in questo periodo di rincari e incertezze occupazionali.
Anche il problema abitativo sta diventando sempre più pressante, e il Polo Progressista (composto da Unione Popolare, Movimento Cinque Stelle e Massa Città in Comune) accusa l’attuale amministrazione di essersi ormai definitivamente allontanata dai problemi della gente comune, ed essersi persa in faide e conflitti interni utili solo per riorganizzarsi in vista del voto di giugno.
Attraverso una nota ufficiale, il PP vede nella crisi massese delle case popolare l’ennesimo fallimento della giunta Persiani, colpevole di lasciare fuori dagli appartamenti centinaia di richiedenti solo per negligenza, non avendo mai compiuto quei piccoli lavori di ristrutturazione che avrebbero permesso lo sblocco di centro case popolari.
“Mentre i cambia-casacca della politica si stanno occupando calorosamente delle vicende tutte personali della destra, creando un'attenzione mediatica molto discutibile, i problemi reali, quelli che toccano la carne viva delle persone, continuano a segnare il quotidiano di molte famiglie nel silenzio assoluto. I dati ci dicono che nel territorio esiste una criticità legata alle case popolari molto grave. Nel comune di Massa ci troviamo nella situazione paradossale che su oltre 1000 case di proprietà del comune, e in gestione ad Erp, oltre 100 sono vuote, inutilizzate perché non abitabili, a causa della mancanza della manutenzione necessaria. Allo stesso tempo – rimarca il Polo Progressista – quasi 240 nuclei familiari sono in graduatoria per assegnazione ordinaria o di emergenza di alloggi pubblici e non riescono a trovare soddisfazione alla propria basilare esigenza. In poche parole, la gente ha necessità di case, le case ci sono, ma non si provvede a renderle abitabili: quasi la metà di questi nuclei potrebbero essere sistemati con delle banali opere di ristrutturazione. Avere una casa che offra garanzie di salute, sicurezza e prospettive per il futuro è una esigenza primaria di ogni essere umano. Pensare che oggi il pubblico non riesca a soddisfare questo bisogno si scontra con il concetto di civiltà. Purtroppo, da molto tempo si è abbandonato a livello nazionale un piano case popolari lasciando alla speculazione edilizia e alla cementificazione incontrollata il compito di sopperire a richieste che spesso non
possono essere soddisfatte a causa del lievitare dei prezzi immobiliari. Visto il denaro speso per lavori pubblici non prioritari o per concerti riservati a chi si poteva permettere biglietti da decine di euro, riteniamo che si sarebbe potuto pensare ad uno stanziamento importante per permettere alla maggior parte di quelle famiglie di poter avere un tetto sopra la testa e poter garantire un futuro ai propri figli. Nello stesso tempo siamo anche di fronte al fallimento totale della costruzione di edilizia residenziale pubblica: due i cantieri importanti aperti nella nostra città, in via Pisacane e in Via Galvani sono fermi o addirittura mai partiti, lasciando la città orfana di appartamenti destinati al sostegno delle famiglie in cerca di casa. Sono questi i fallimenti della giunta Persiani che sarebbero da rimettere al centro della discussione politica, al posto delle lotte intestine nell'attuale maggioranza”.
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Antonio Cofrancesco, consigliere del Gruppo Misto di maggioranza, ha deciso di intervenire nuovamente in merito alla situazione economica della casa di riposo “Casa di Ascoli”, ormai vessata da quasi cinque milioni di euro di debiti.
Cofrancesco, con una nota ufficiale, critica aspramente l’operato del commissario e del subcommissario addetti proprio alla gestione debitoria della struttura, che per il consigliere è lievitata proprio durante il loro mandato.
“Il dottor Massimo Tognocchi, nominato ad interim prima direttore, poi subcommissario e poi nuovamente direttore, al 31 di dicembre ha lasciato la struttura per fine mandato, qualche mese prima anche il supercommissario nominato dal sindaco Francesco Persiani ha terminato il suo
mandato. Il duo, commissario e subcommissario, invece di risanare il debito con la loro gestione, hanno fatto sì che il debito aumentasse, e più volte si è parlato anche nella commissione sociale, dove avevo denunciato pubblicamente durante le audizioni sia del commissario che del subcommissario una gestione fallimentare di Casa Ascoli. Infatti – spiega il consigliere del Gruppo Misto – dai circa 3 milioni di euro di debito ora ci troviamo con un debito di circa 4milioni e 800mila euro. Questo è stato un fallimento per l'intero sistema: erano stati esclusi dalla nomina professionisti che avevano sanato in poco tempo grosse situazioni debitorie in altri contesti pubblici, per nominare commissario un professionista, nulla da eccepire sulla sua bravura, ma in campo privatistico e non pubblico”.
Il consigliere Cofrancesco non ci sta, e attacca l'amministrazione comunale per la scellerate gestione di Casa Ascoli che si ripercuote anche su altre strutture, dove ora a pagarne le conseguenze sono i lavoratori delle cooperative che da tre mesi ricevono solo acconti.
“Vorrei sapere se il sindaco è a conoscenza che l'ultimo bilancio di previsione porta la data del 18 aprile 2018 per gli anni 2018-2019 e 2020, approvato contestualmente al bilancio consuntivo 2017. Ad oggi, ci troviamo a discutere su un bilancio consuntivo 2020 approvato e
pubblicato il 31 dicembre 2021, attendiamo che si decidano a pubblicare almeno il bilancio consuntivo 2021. Premetto – continua il consigliere – che su questo esercizio manca il bilancio di previsione. Vorrei capire se il commissario e il Rup hanno restituito la somma di circa 27mila euro per un grossolano errore fatto su una gara dove venivano appaltati i servizi della Rsa, gara impugnata e decaduta. Invito l'amministrazione comunale a costituirsi contro tutti i personaggi che si sono susseguiti negli anni nella gestione della struttura, e che hanno provocato questo enorme debito in capo a Casa Ascoli. Vorrei anche capire – conclude Cofrancesco – come mai fino ad oggi non è stata avviata da parte dell'amministrazione comunale alcuna procedura. Invito il presidente Casotti a riferire su quanto riscontrato dopo la gestione del commissario e del sub commissario: se ci sono state negligenze, queste vanno denunciate pubblicamente. Non possiamo più tollerare che gestioni simili si ripercuotano sull'intera struttura dove a farne le spese sono sempre, solo e soltanto, gli utenti e i lavoratori”.
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Il futuro dei Centri Educativi Aggregativi, più comunemente noti come CEA, sembrano avere un futuro tutt’altro che roseo.
La soppressione da parte dell’amministrazione sembra dietro l’angolo, con buona pace di chi si appoggiava a questi luoghi pensati per creare tempo di qualità per centinaia di bambini e ragazzi.
Infatti, per le famiglie difficili e quelle costrette a restare a lavoro tutto il giorno, i CEA hanno rappresentato un vero e proprio punto di riferimento: uno spazio sicuro in cui i più giovani potevano trascorrere una buona parte della giornata che, senza questo servizio, avrebbero passato in solitudine.
Sembra non ci sia niente di male nei CEA, ma probabilmente la politica massese non la pensa tutta allo stesso modo. Di certo, il PD locale sta combattendo strenuamente per il loro mantenimento: riprova ne è l’interpellanza diretta al presidente del consiglio comunale, e firmata dal consigliere PD Stefano Alberti, dal titolo “Centri Educativi Aggregativi, si sopprime un servizio di qualità per l’infanzia e le famiglie”.
La presa di posizione di Alberti e del PD tutto è confermata, a parer loro, dal fondamentale ruolo di collante che questi centri hanno assunto nel tessuto sociale massese, arrivando a essere un punto di incontro e dialogo tra le famiglie, i ragazzi e gli istituti scolastici.
Alberti ne richiede l’immediata attivazione: non è possibile eliminare un luogo che così bene ha fatto nell’economia sociale di Massa.
“Premesso che per moltissimi anni, nel comune di Massa, sono stati attivati centri per l'infanzia denominati Ciaf-Cea, e che tale attività, con finalità ricreative e educative, ha rappresentato un'opportunità per tanti bambini e bambine e un punto di riferimento e un servizio importante per le loro famiglie; considerato che i centri aggregativi erano operanti in vari quartieri della città comprese quelle realtà con un accentuato disagio sociale quali Castagnara e Poggi; posto che la qualità del servizio offerto dai centri aggregativi era costantemente monitorato dal servizio sociale del comune di Massa che ne valutava così le diverse attività svolte; dato che i Cea - Ciaf, in un'azione di integrazione e sinergico rapporto con il mondo della scuola – sottolinea Alberti – consentono a centinaia di bambini e bambine di poter usufruire di un servizio pomeridiano la cui offerta aggregativa mette al centro l'inclusione, la socializzazione e il sostegno ai loro bisogni educativi; e valutato che attraverso tale servizio è possibile rispondere alle esigenze di tanti genitori che intendono assicurare ai loro figli un'adeguata cura e qualità del tempo libero in alcune ore del pomeriggio; Si interpella l'amministrazione comunale, per sapere se intende attivare e secondo quali tempi e modalità i Cea che nelle diverse realtà della città danno risposta ai bisogni e alla richiesta di centinaia di famiglie, tra cui alcune dalla particolare fragilità e vulnerabilità sociale”.
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Che ne sarà della zona del Pomario Ducale, anche impropriamente chiamata “ex deposito Cat”? Il finanziamento, in arrivo dal Pnrr, è pronto, ma i tempi per la progettazione stringono, e sono in molti, tra opposizioni e associazioni cittadine, a temere un nulla di fatto che sarebbe catastrofico per tutta l’area interessata dai lavori di riqualificazione.
PD e Verdi hanno già espresso tutte le loro perplessità, sia sul progetto in sé che le tempistiche, e ora anche Italia Nostra torna con forza a chiedere alla giunta Persiani delucidazioni in merito a un pieno sempre più fumoso.
Dopo l’ultimo appello, risalente ormai a più di un mese fa, Italia Nostra prova nuovamente la carta dell’incontro con la giunta e i tecnici incaricati alla supervisione dei lavori. Sono parecchie le note di su cui IN vuole fare chiarezza, tutte minuziosamente descritte nel comunicato ufficiale firmato dal presidente di sezione Bruno Giampaoli: si va dal rischio di aumento del traffico fino ai (pochi) soldi stanziati per lo sviluppo del giardino, specialmente se messi a confronti con i milioni pensati per il nuovo tratto stradale e la rotatoria.
Per Italia Nostra si parla palesemente di errori, su cui però è ancora possibile mettere una toppa prima che diventino irrimediabili, e inficino definitivamente sulla buona riuscita del progetto e il conseguente finanziamento.
“Egregio signor sindaco, facendo seguito alla nostra richiesta del 18 novembre 2002 torniamo a chiedere un incontro con l'amministrazione da lei guidata e con il tecnico, o i tecnici, incaricato della progettazione esecutiva dell’intervento di valorizzazione del Pomario Ducale e dell’area adiacente impropriamente spesso indicata come ex Cat, ma in realtà da sempre comunale in cui il Cat era ospitato senza pagare alcun canone. Vorremmo poter chiarire – spiega Italia Nostra – carte alla mano, le ragioni della nostra perplessità su alcuni punti esposti nelle linee di progettazione, augurandoci che ci si ragioni meglio sopra prima che eventuali errori divengano irrimediabili, una volta approvato il progetto. Ci pare anche che le nostre preoccupazioni siano condivise da altre associazioni e da gran parte dell'opinione pubblica, per cui sarebbe davvero il caso di prenderle in considerazione. Per essere chiari, vogliamo ripetere che non siamo assolutamente d'accordo sulla rotatoria, del tutto inutile, e sul prolungamento di via Giampaoli: interventi che tolgono spazio al parcheggio che ha solo bisogno di manutenzione spezzano il collegamento con il Pomario e peggiorano le condizioni del traffico convogliandolo sul semaforo ineliminabile tra via Palestro e via Bassa Tambura. Questi interventi sbagliati sono stati previsti da precedenti amministrazioni nel Piuss, e a nostro parere non dovrebbero essere riproposti. Fra l'altro, ad oggi non si capisce che fine farebbe l'edificio attualmente adibito a mostra della Resistenza Ribadiamo che la cifra di 400mila euro per il giardino appare troppo bassa rispetto al finanziamento di oltre 4 milioni; ci pare di capire che c'è un altro finanziamento specifico per il giardino, ma non è chiaro come si possa legare con l'altro. Dobbiamo poi rilevare – continua Giampaoli – che nessuno ha risposto alla nostra domanda su che fine ha fatto la proposta progettuale vincitrice del bando di idee, mai presentata pubblicamente, che metteva al primo posto il recupero del giardino storico. Prendiamo atto della sua affermazione che alcuni spunti di riflessione di Italia Nostra potrebbero in parte essere senz'altro condivisibili e quindi Le chiediamo di poterci incontrare per meglio documentarli proprio perché anche noi riteniamo che la progettazione vada condivisa con la cittadinanza, e soprattutto che questa sia un'occasione irripetibile che non può andare sprecata”.
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Il settore cultura ha una nuova dirigente: Cinzia Compalati è stata assunta a tempo determinato a decorrere dallo scorso 31 dicembre e rimarrà ora in carica fino alla scadenza del mandato del sindaco Serena Arrighi. La nuova dirigente è stata selezionata al termine di una selezione pubblica e andrà ora a coprire un posto vacante nella dotazione organica dell’ente dopo la riorganizzazione dei settori. “Voglio anzitutto dare il mio benvenuto a Cinzia Compalati, una professionista con un curriculum importante e, soprattutto, una tecnica della cultura – dice il sindaco Arrighi -. Come ho avuto modo di ribadire più volte, è mia ferma convinzione che la cultura possa essere un importantissimo volano di sviluppo e di rilancio per il nostro territorio, ma proprio per questo credo anche che sia necessario rivedere in toto l'approccio a questo settore. Anche la cultura ha i suoi specialisti e la nuova dirigente è una di questi, sono certa che, assieme all'assessore Gea Dazzi, saprà portare un importante contributo a tutta la città”.
Il sindaco replica poi alle polemiche sollevate da parte dell'opposizione in questi giorni. “Mi sembra che sulla selezione per l'individuazione del nuovo dirigente si sia voluta creare una polemica assolutamente strumentale – aggiunge la prima cittadina -. Chi critica oggi omette anzitutto di dire che stiamo parlando di un incarico a tempo determinato ai sensi dell'articolo 110 e assegnato in maniera fiduciaria dalla sindaca. La nuova dirigente è stata scelta al termine di una selezione durata oltre due mesi e che, posso assicurare, non è assolutamente 'costata migliaia di euro'. Tutta la procedura è stata caratterizzata da un'assoluta trasparenza e la dottoressa Compalati è stata scelta sulla base del suo curriculum e delle sue competenze”.
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"Non possiamo accettare che l'azione amministrativa di un municipio, pure quella ordinaria, sia messa sotto scacco dalle beghe politiche di esponenti dell'amministrazione. Ci troviamo di fronte alle ripicche fra galli nel pollaio che per interessi e ambizioni personali rischiano di congelare una città chissà fino a quando. Ci auguriamo non fino a giugno e soprattutto chiediamo di non trascinare in questa bagarre i dipendenti di palazzo civico che quotidianamente, nonostante le difficoltà, cercano di portare avanti la macchina amministrativa per raggiungere obiettivi e risultati dettati dalla stessa amministrazione, qualunque essa sia".
A parlare è il segretario della Uil Fpl, Claudio Salvadori, che interviene per cercare di riportare la serenità all'interno del municipio di Massa dove da alcune settimane si sta consumando una guerra politica che è arrivata a tirare in ballo pure i dipendenti comunali. E' accaduto pochi giorni fa, a seguito di una protesta di don Lorenzo Corradini sulla mancanza di decoro a Borgo del Ponte.
"Il sindaco ha parlato di persone che in Comune vogliono far fare brutta figura al primo cittadino. Speriamo e crediamo che le parole non fossero rivolte ai dipendenti – prosegue Salvadori -. Nessuno dei lavoratori ha interesse a boicottare questa e nessun'altra amministrazione: cercano piuttosto di farsi carico dei problemi della città costantemente e in maniera certosina, sopperendo alle mancanze organiche e strumentali. Paletti divelti, disservizi stradali, alberi di Natale, strade irraggiungibili a causa dei cantieri aperti in maniera improvvida, non dipendono dai dipendenti. Se il sindaco deve cercare qualcuno che fa ostruzione, si guardi in casa e vada dritto al punto. Ci sono soggetti responsabili, politicamente e tecnicamente, assessori e dirigenti. E su entrambi ha il potere di intervenire se davvero pensa che remino contro. Ricordiamo al primo cittadino che la responsabilità dirigenziale o di risultato nasce con l'obiettivo di migliorare l'efficienza dell'azione amministrativa, ottimizzare l'organizzazione della pubblica amministrazione e quindi migliorare la qualità della performance amministrativa. Per fare ciò, il Testo Unico del pubblico impiego attribuisce al dirigente pubblico poteri di manager. E il dirigente risponde nell'azione all'assessore di riferimento. L'assessore al sindaco. E' così che funziona la catena. Invece ci troviamo di fronte a un 'Municipio 2' che agisce in piena autonomia". L'assenza di serenità e lo scontro politico sul futuro candidato a sindaco del centrodestra stanno stravolgendo gli equilibri e per il sindacato questo non deve però influire con la vita e il lavoro dei dipendenti.
"Crediamo che sia il caso di riportare la serenità all'interno dell'azione amministrativa tecnica. Il sindaco se la veda con i suoi rivali politici fuori da palazzo civico. Intervenga invece con il segretario generale – conclude Salvadori – per effettuare invece una rotazione delle figure dirigenziali, in base all'articolo 16 della legge 165 del 2001 che dispone l'obbligo della rotazione straordinaria dei dirigenti anche per evitare il consolidarsi di relazioni che possano alimentare dinamiche improprie nella gestione amministrativa, ma anche di valutazione della performance dei dipendenti, assegnati allo stesso Dirigente da troppo tempo".
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I mesi (o forse sarebbe meglio dire gli anni) passano, e nonostante un “normale” disinteresse di una grossa fetta di popolazione, continuano ad aumentare le voci di dissenso sullo sviluppo della nuova Variante Aurelia.
Il progetto, spinto fortemente dall’attuale sindaco di Massa Francesco Persiani, non è visto di buon occhio da chi afferma di “aver studiato il piano”, poiché considera le nuove disposizioni viarie per nulla vantaggiose né sul breve né sul lungo termine.
Il comitato per il No alla variante, da mesi in movimento per spingere la popolazione a dare un parere sulla questione, ha deciso di inviare una “letterina” di fine anno al sindaco in persona, mettendolo davanti ad una lista di incongruenze che per il comitato rendono la Variante un’opera (e un esborso) completamente inutile.
Addirittura, secondo quanto riportato nella nota, la costruzione del secondo e del terzo lotto della variante andrebbe a inficiare i possibili lavori per la nuova casa della salute, anch’essa “fiore all’occhiello” della giunta reggente e da costruire nei pressi della stazione.
Per quale progetto Persiani deciderà di tifare?
“Caro Sindaco Persiani, in relazione ad articoli di stampa a seguito delle dichiarazioni del ministro Salvini, come Comitato No Variante Aurelia siamo costretti a delle precisazioni, visto che, purtroppo per noi, sembra che siamo gli unici massesi ad aver studiato il progetto della Variante Aurelia. Per prima cosa parliamo dei costi. L’importo di 43 milioni di euro – afferma il comitato – è stato riservato nel Fondo sviluppo e coesione 2014-2020, con delibera Cipe già nel lontano 2016, per realizzare intero percorso della Variante ss numero 1 Aurelia in comune di Massa così come presente nel piano strutturale: da Turano fino a Romagnano. Per lo sviluppo del territorio e della viabilità, la invitiamo a tirare fuori dal cassetto i progetti relativi al secondo e terzo lotto, per quel tratto che dalla stazione giunge fino al semaforo ex-Eaton, di cui da anni non si ha più notizia: erano e sono parte del progetto Variante Aurelia! Purtroppo per i cittadini massesi, caro sindaco si accorgerebbe che tale percorso incide sulla scelta strategica della sua amministrazione di costruire la casa della salute (per tutti: “la Mutua”) in via Carducci. I due progetti cozzano e non sono compatibili tra loro per evidenti motivi: il signor sindaco quale sceglie? Per secondo punto, è da sottolineare che il progetto Anas è del 2008. Lo sbandierato, da Lei, aggiornamento del 2018 è lo spostamento della rotatoria R.01: prevista davanti al cimitero di Turano è stata ridisegnata “sul” distributore Eni, quello nuovo ristrutturato con permesso del comune del 2017. Per favore noti che “sul” significa proprio “sopra” con tanto di esborso aggiuntivo per bonificare area. Se questo è esempio di progettazione e sviluppo con i soldi del cittadino – sentenzia il comitato – caro sindaco è da mettersi le mani nei capelli (per chi ancora li ha). Sulla creazione dei posti di lavoro, abbiamo ancora tutti in memoria cosa è successo in Toscana per la costruzione delle strade in provincia di Firenze: la mafia ci ha sepolto rifiuti pericolosi avvelenando la campagna e le falde acquifere (inchiesta Keu). Ultima nota relativa alla via Francigena che gli onorevoli suoi colleghi di partito hanno indicato motivo di sviluppo turistico: il progetto Anas interferisce con Francigena senza alcun miglioramento, ma solo mettendo in pericolo i pellegrini. Addirittura, non vi è appositamente riferimento al percorso ciclabile. Forse gli onorevoli non hanno mai letto il progetto? Oppure gli è comodo capire fischi per fiaschi? Resta solo di ribadire che la Variante Aurelia primo Lotto non serve a nulla: solo blocca la città per altri cinquant’anni. Ci è stato promesso un incontro con assessore Guidi in commissione lavori pubblici: pensiamo che sia il caso che lei sia presente, per erudirci sul motivo per cui più di mille elettori dovrebbero cambiare idea sull’inutilità della Variante. Buon anno nuovo a tutti i massesi!”.
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