Politica
Carrara - Palazzo Pisani: partiti i lavori per il miglioramento sismico
Dopo più di 20 anni di chiusura uno dei luoghi più importanti della storia cittadina si prepara a essere restituito ai carrarini. Si è aperto il…

Caro carburanti e taglio delle accise voluto da Salvini: i giudizi positivi di Frugoli e Tosi della Lega
Il caro carburanti torna al centro del dibattito politico e arriva anche da Massa una presa di posizione netta. Il capogruppo della Lega in Consiglio comunale,…

Marmo: via libera del consiglio comunale alla modifica del disciplinare dell'articolo 21
Il consiglio comunale ha deliberato nella seduta di martedì 17 marzo l'approvazione della modifica alla disciplina di attuazione del regolamento dell'articolo 21 del regolamento comunale degli agri marmiferi.«Numeri…

Proroga Marmo: la resa della Arrighi mascherata da vittoria. Il marmo merita sviluppo, non palliativi dice il consigliere Mirabella
Il consigliere della lista Ferri, Filippo Mirabella, ha commentato l'annuncio della modifica dell'articolo 21 fatta dal sindaco Serena Arrighi: "I lavoratori del marmo in questo periodo…

Lettera del giornalista e scrittore Riccardo Jannello alla città di Massa e a tutti quelli che per ragioni politiche hanno tifato contro alla candidatura sfumata di capitale della cultura 2028
Arriva dal giornalista e scrittore di origine massese, Riccardo Jannello, una bellissima e attenta lettera alla città di Massa e a…

Legambiente interviene sulla modifica dell'articolo 21: un errore la proroga per il rispetto della filiera
Ieri sera, in Consiglio comunale, è stata approvata la proroga di due anni per i controlli sul raggiungimento del 50 per cento di lavorazione in filiera…

La maggioranza rifiuta di discutere il caso Benfatto: dura critica dell'opposizione
I consiglieri di maggioranza del comune di Carrara hanno fermato la richiesta dell'opposizione di presentare un'interrogazione sulle voci sempre più insistenti, apparse anche su testate locali,…

Due anni di proroga per gli imprenditori del marmo non in linea con l'articolo 21: i consiglieri di maggioranza approvano la modifica "per privilegiare il lavoro e i lavoratori"
I consiglieri di maggioranza del comune di Carrara giustificano la scelta di modificare l'articolo 21 in favore degli imprenditori che non hanno raggiunto il 50 per…

Solidarietà a Frugoli per le scritte minatorie comparse sui muri dai vertici della Lega e dal centrodestra
Un coro unanime dal centro destra di solidarietà al consigliere comunale della Lega Massa Filippo Frugoli per le scritte minatorie nei suoi confronti apparse sui muri…

"Il decreto sui dragaggi recepisce istanze del territorio. La Regione Toscana aggiorni i limiti": i commenti dell'onorevole Barabotti e del sindaco di Massa Persiani
"L'approvazione del nuovo decreto attuativo sui dragaggi rappresenta una svolta attesa da anni: si supera finalmente una burocrazia che ha frenato interventi fondamentali per la sicurezza…

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Arriva dai consiglieri Stefano Alberti ed Elena Mosti la proposta per dare un sostegno, sia simbolico che istituzionale, ai movimenti di protesta che ormai da mesi stanno sconquassando il sistema islamico vigente in Iran.
“Donna, vita, libertà”: un inno, un coro, un grido che per i due consiglieri deve diventare simbolo di lotta in favore di diritti negati, un monito che permetta di svelare la coltre di soprusi e violenze che il regime di Teheran applica da più di cinquant’anni sulla popolazione, in particolar modo quella femminile.
Come si legge nella nota ufficiale redatta da Alberti e Mosti, l’uccisione di Mahsa Amini, e di molte altre manifestanti, è solo la goccia in un mare di ferocia che ormai pervade il governo iraniano: una situazione che Massa, Toscana e Italia devono costantemente considerare nelle relazioni con il paese mediorentale.
“Vista la protesta che da alcune settimane sta interessando il popolo iraniano – si legge nella risoluzione ufficiale – in particolare le donne, esplosa con l’uccisione di una ragazza di soli 22 anni, Mahsa Amini, avvenuta, in base alle ricostruzioni, mentre era in custodia in una caserma a seguito delle percosse e dei maltrattamenti della polizia morale (cd la pattuglia della morte), perché non rispettava il severo codice di abbigliamento della Repubblica islamica. Il protagonismo delle donne iraniane che, al grido di “donna, vita, libertà”, stanno coraggiosamente pagando con la vita non solo la possibilità di scegliere di indossare il velo ma l’affermazione stessa delle loro libertà e dei loro diritti, come quello allo studio e all’accesso all’università, al risarcimento in caso di ferimento e morte violenta, all’eredità e al divorzio. Gli arresti, i processi sommari e le numerose altre uccisioni di donne e giovani che stanno caratterizzando la protesta e la ribellione ad un sistema dittatoriale e fortemente maschilista, tutelato da leggi che considerano le donne inferiori agli uomini. L’arresto di una giovane travel blogger italiana, Alessia Piperno, che si trova ancora in carcere e che non sarebbe l’unica persona scomparsa dall’inizio delle proteste. Considerato che,
il regime dittatoriale in Iran che opprime da anni il proprio popolo, tanto che è stato condannato
per la violazione dei diritti umani dall’ONU, per ben 66 volte, da Amnesty International, dalla stessa Unione europea e da altre numerose e organizzazioni internazionali; la morte, in poche settimane, di migliaia di manifestanti, tra cui centinaia di donne, e oltre 12.000 arresti, con dati in continua crescita nonostante la difficoltà di reperire informazioni ufficiali e veritiere; l’interruzione della connessione internet, e quindi degli strumenti di comunicazione come WhatsApp e Instagram, perché le autorità iraniane ritengono che la protesta possa crescere in maniera organizzata e, soprattutto, che possano circolare numerosi video di testimonianza degli abusi subiti dalla popolazione;
i continui soprusi e le oppressioni subite soprattutto dalle donne – continua la nota – continuamente discriminate e private delle loro libertà fondamentali, in nome di un presunto credo religioso; i numerosi ragazzi di appena 14 e 15 anni, i tanti giovani e i molti uomini che si sono uniti alla protesta, segno di un cambio culturale importante e della consapevolezza che la sfida per la libertà delle donne è la sfida decisiva per passare da un regime dittatoriale ad una democrazia; l’iniziativa della CRPO che ha incontrato alcune donne iraniane, residenti in Toscana, che chiedono di introdurre qualsiasi azione possa aiutare le loro sorelle e amiche rimaste in Iran, per continuare a combattere, a partire dalla necessità di mantenere alta l’attenzione su questa protesta attraverso un’informazione reale, attraverso manifestazioni e atti di solidarietà diffusi che possano indurre il regime a fermare la repressione; la collaborazione e i rapporti che la CRPO sta mantenendo con gruppi di donne iraniane per mettere a punto, insieme, tutte le possibili azioni a sostegno del loro popolo”.
Ma cosa può fare una città come Massa, o una regione come la Toscana? Per i due consiglieri l’apporto istituzionale alle proteste è possibile, e non solo simbolico, in particolar modo se eseguito con voto unanime, non solo nel capoluogo apuano, ma in tutte gli altri consigli delle grandi città regionali, con il conseguente invio di lettere all’ambasciata in Italia.
La Toscana, come si legge nella proposta, è da sempre terra di diritti, in certi casi vera e propria pioniera di liberta poi copiate in tutto il resto del mondo: dare il proprio supporto ora, anche dedicando simbolicamente alle donne iraniane la festa regionale del 30 novembre, sarà l’ennesimo endorsement ad un movimento che chiede parità, uguaglianza e libertà.
“Ritiene che sia necessario – sottolineano Alberti e Mosti – che l’Europa e tutta la comunità internazionale prendano una ferma posizione di condanna verso le violazioni perpetrate da questo regime, che ogni relazione con il Governo iraniano debba essere condizionata al rispetto dei fondamentali diritti umani di tutte le cittadine e i cittadini dell'Iran; che la Regione Toscana e il Comune di Massa , da sempre state terre di diritti, non possano rimanere silenti di fronte a questa strage e a queste ingiustizie e debbano prendere una posizione forte e ferma nei confronti del regime iraniano. Chiediamo che il consiglio comunale di Massa esprima piena solidarietà alle donne iraniane attraverso l’approvazione piena ed unanime della seguente mozione, aderisca all’invito della Regione Toscana rivolto a tutti i consigli comunali dei comuni toscani di condividere la stessa mozione affinché esprimano allo stesso modo solidarietà; e che, dopo aver raccolto, le adesioni dei comuni toscani, invii un documento all'Ambasciata iraniana in Italia affinché possano inviare il messaggio di pace e di vicinanza a tutte le donne e a coloro che stanno protestando per un futuro di diritti e di speranza, dedichi, simbolicamente, quest’anno, la Festa della Toscana alle donne iraniane, e continui a lavorare sul raggiungimento della piena parità delle donne affinché la nostra Regione possa essere di esempio e di stimolo alle tante donne che in Iran e in altri paesi nel mondo stanno lottando per la loro libertà”.
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Da Simone Caffaz bocciatura senza appello per le linee programmatiche dell'amministrazione. "Sono imbarazzanti - ha dichiarato in consiglio comunale - inadeguate, dannose, antistoriche, false e per certi aspetti autoritarie e chi le vota si assume una grave responsabilità che in futuro non potrà negare".
"Il documento - prosegue - una lunga elencazione di cose da fare senza un progetto e una visione di città e questa carenza di vede soprattutto dalle cose non scritte. Solo per fare un esempio nelle cinquanta pagine in cui è composto il documento non si cita una volta la scultura e non si cita una volta l'arte contemporanea. Quale futuro può avere una città come Carrara senza scultura e senza arte contemporanea?".
"Altrettanto assurdo - prosegue - è il capitolo sul marmo in cui non affronta nessuno dei temi in calendario e nella sostanza la sindaca avoca così a sé ogni potere"
"Ma l'elenco potrebbe continuare a lungo - conclude Caffaz - è tutto il documento a non rispondere ai bisogni della città. È una modesta rielaborazione del vostro programma elettorale che vorreste imporre senza discussione, senza coraggio e senza dialogo".
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La necessità di ripensare ad un futuro sostenibile: un’eredità da lasciare ai posteri e un presente più godibile per cittadini e turisti. La nuova campagna massese di Europa Verde, dal nome Massa 2023, Open City, è senza ombra di dubbio ambiziosa, poggiando le proprie basi su uno sviluppo della città improntato su ecologismo e civismo.
Nella presentazione di ieri mattina, a cui hanno partecipato i due co-portavoce comunali Chiara Bontempi e Maurizio Bonugli, è stato dichiarato come fondamentale la creazione di un campo progressista in grado di battere l’attuale governo di centrodestra, nelle elezioni che si terranno proprio il prossimo anno.
“Con future scelte amministrative all’altezza delle emergenze ambientali e sociali – si legge nel comunicato ufficiale – che ben conosciamo e con cui ci confronteremo d’ora in avanti e sempre di più nei prossimi anni. Occorre farlo ben oltre la propaganda inconcludente della destra attualmente al governo cittadino. Occorre farlo attraverso una radicale innovazione programmatica coniugata al valore della partecipazione della cittadinanza alle decisioni amministrative che la riguarderanno. Vogliamo rilanciare la ricerca di questo “nuovo possibile” sulle coordinate della solidarietà e della cooperazione con al centro la comunità e il suo protagonismo propositivo ed attivo. Ma per tornare a farlo serve battere la destra che anche a Massa e nell’intera provincia gode di un fortissimo seguito elettorale che ha premiato, come primo partito, quello della premier Meloni”.
L’attuale giunta, secondo Europa Verde, non sta facendo quasi niente per il comune apuano, venendo definita addirittura “mediocre”. Un illusione dorata che ha portato gli elettori a dare fiducia ad un gruppo che non ha saputo soddisfare le aspettative nate dall’ultima campagna elettorale. Per Bontempi e Bonugli, questa situazione può essere l’occasione giusta per proporre alla cittadinanza un programma audace ma fondato su solide basi, che possano proiettare Massa nel mondo di oggi.
“Però, a Massa – continuano Bontempi e Bonugli – quel partito e quella destra stanno governando con risultati mediocri, lontani anni luce da chi, nel 2018, ha pensato, illudendosi, di affidargli la guida dell’Amministrazione. Come Europa Verde – Verdi di Massa, vogliamo contribuire con le nostre idee, proposte e persone, alla costruzione di una alleanza di tutte le forze politiche e sociali del campo democratico, progressista, civico, ecologista e di sinistra in grado di tornare a convincere prima e a “vincere” poi. A Massa con 1308 voti alla Camera e 1254 al Senato alle ultime elezioni politiche, siamo al 4% dei consensi! Una dote di responsabilità da cui ripartire, da consolidare e far crescere proseguendo con ottimismo e determinazione il nostro impegno in favore della città. Massa 2023, Open City è un progetto politico offerto al confronto pubblico. Una serie di incontri utili all’approfondimento e all’arricchimento programmatico che da novembre in avanti ci accompagneranno fino alle elezioni amministrative dell’estate che verrà. Appuntamenti a cui, fin d’ora, la cittadinanza è invitata a partecipare!”.
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Sembra un qualcosa che fa parte di un passato lontano, eppure Massa annovera ancora tra i suoi cittadini onorari nientemeno che Benito Mussolini. Una figura che di certo non sembra adatta a rappresentare, se vogliamo usare un eufemismo, i valori di una città medaglia d’oro per la resistenza: motivo per cui ben quattro consiglieri comunali, Stefano Alberti, Gabriele Cairoli, Alessandro Volpi e Giovanni Giusti, hanno proposto una mozione congiunta per l’immediata revoca del titolo.
L’azione dei quattro consiglieri, come da loro stessi ammesso, non si basa sull’idea di cancellare il passato, ma bensì quella di dare un segnale forte in un’epoca come la nostra, in cui certi fantasmi del passato sembrano essere tornati più forti che mai.
“Premesso che, nel biennio 1923-24, furono centinaia i comuni italiani – spiegano i quattro consiglieri – di piccole e grandi dimensioni che, dietro insistente sollecitazione delle prefetture, conferirono la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini; che, il 24 maggio 1924, anche il Consiglio Comunale di Massa, conferiva per acclamazione la Cittadinanza Onoraria di Massa a Benito Mussolini, capo del governo e duce del fascismo, con la seguente motivazione esposta dal Sindaco Carlo Giorgini “Il Comune di Massa, acclama cittadino Massese Benito Mussolini, della stirpe italica espressione sublime, forgiatore della rinnovellata Grandezza d’Italia”, esaltando inoltre il Mussolini desideroso della “guerra redentrice”, la prima guerra mondiale, che Papa Benedetto XV definì “una inutile strage”; che la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini non è mai stata formalmente revocata. Considerato che, i mutamenti nello scenario politico e sociale a cui stiamo assistendo in questi anni, con manifestazioni di xenofobia, razzismo e apologia del fascismo sempre più frequenti, rendono imprescindibili sia il dovere di ricordare le tragedie del passato, sia la necessità di affrontare e opporsi all’indifferenza del presente, riaffermando i valori repubblicani e democratici ed i principi di libertà, rispetto, uguaglianza e solidarietà ripresi dalla nostra Costituzione nata dalla sconfitta del fascismo, e dato atto che Massa e città medaglia d’oro al merito civile per la resistenza…”.
Usando anche le parole del presidente della repubblica Mattarella, ed elencando molti dei crimini ascrivibili al duce, Alberti, Cairoli, Volpi e Giusti giustificano la necessità di un’azione di questo tipo, in grado di rimarcare una volta per tutte la vocazione democratica e antifascista della città di Massa.
“… e che nella sua storia – continua la nota – la città di Massa ha dimostrato un forte impegno per coltivare e tenere viva la memoria, in linea anche con quanto affermato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della celebrazione del Giorno della Memoria: “La memoria … non è, dunque, gettare lo sguardo su una fotografia che sbiadisce con il trascorrere del tempo. Ma un sentimento civile, energico e impegnativo. Una passione autentica per tutto quello che concerne la pace, la fratellanza, l’amicizia tra i popoli, il diritto, il dialogo, l’eguaglianza, la libertà, la democrazia. Sta a noi impedire che quel che, di così turpe, è avvenuto si ripeta. Sta a noi vigilare e guidare gli avvenimenti e trasmettere alle future generazioni i valori della civiltà umana”; che Massa fu scenario di stragi durante la Seconda guerra mondiale contro la popolazione, direttamente ed indirettamente imputabili ai fascisti collaborazionista dell’esercito occupante nazista, e ritenuto che la revoca della più alta onorificenza civica conferita il 24 maggio 1924 a Benito Mussolini costituisca un atto di alto valore simbolico, che non si rivolge al passato per riscrivere la storia, anche quella più cupa come il ventennio fascista, ma che guarda al presente e al futuro per respingere i fascismi contemporanei, per promuovere una cultura di pace, per riaffermare che a Massa i valori antidemocratici di cui il fascismo è stato espressione non possono avere cittadinanza; il consiglio comunale delibera di revocare a Benito Mussolini, per i motivi espressi in premessa, la cittadinanza onoraria della Città di Massa”.
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Con l’approvazione da parte del Consiglio comunale, dopo oltre quarant’anni, la città di Massa ha un Regolamento edilizio aggiornato alla normative nazionali e regionali in materia. Poco meno di cento articoli, frutto di un lungo lavoro degli uffici e di concertazione con tutti gli attori interessati quali la Asl, gli Ordini professionali, cittadini ed associazioni, oltre al contributo del consiglio comunale con diversi emendamenti.
“E’ un momento storico per la nostra città – commenta con grande soddisfazione il sindaco Francesco Persiani - se teniamo conto che l’atto fino ad ora in vigore risaliva al 1981 ed aveva recepito solo alcune modifiche nel corso dei decenni. In altre parole, i cittadini non hanno potuto realizzare molti interventi ai propri edifici perché non previsti dal regolamento precedente. Per questo abbiamo ritenuto doveroso avere un nuovo strumento uniformandoci alla normativa vigente e, di conseguenza, confezionando uno strumento finalizzato alla sostenibilità e alla crescita di Massa, in grado di meglio comprendere e interpretare le necessità della cittadinanza”.
Lo strumento disciplina, all'interno del territorio comunale, l’attività edilizia dando disposizioni sulla sicurezza, la sostenibilità delle opere edilizie realizzate, dei cantieri e dell’ambiente urbano, ma anche indicazioni circa le normative tecnico estetiche, igienico-sanitarie, di vivibilità degli immobili e delle pertinenze degli stessi. Si stabiliscono, infatti, gli interventi consentiti sui fabbricati nel rispetto di date modalità operative e determinati requisiti e prescrizioni, con particolare riguardo agli edifici di valore storico, culturale e ambientale.
E’ importante sottolineare che il nuovo atto tocca gli aspetti della vita di tutti giorni che interessano la quotidianità, quali, tra gli altri: il recupero dei sottotetti, le caratteristiche dei locali seminterrati, soppalchi, l’inserimento dei car port e posti auto coperti, indicazioni sui requisiti acustici, termici, impermeabili, indicazioni circa le opere non soggette a sanatoria, l’adeguamento alla legge regionale 34/2022 sugli impianti fotovoltaici ed impianti solari, soppalchi e, ancora, indicazioni circa l’infrastrutturazione digitale degli edifici. Un punto da segnalare riguarda gli amici a quattro zampe, ovvero i parametri per recinzioni, manufatti, sistemazioni esterne come ricovero animali.
“Il mio personale ringraziamento va a tutti quelli che hanno contribuito in modo costruttivo e dialogante alla realizzazione di questo strumento fondamentale per la crescita e lo sviluppo della nostra città – dichiara l’assessore Giovanbattista Ronchieri - consegniamo un atto che la città reclama da anni, al termine di un percorso complesso di ascolto e di recepimento di tutte le sensibilità coinvolte, con la convinzione di aver reso un buon servizio alla nostra comunità e di aver contribuito all’ammodernamento e allo sviluppo della città e al benessere dei nostri cittadini”.
A supporto del regolamento - novità assoluta entrata in vigore in questi mesi grazie all’attuale amministrazione - nell’ottica di rendere più efficace ed efficiente il lavoro degli Uffici, è stato regolamentato lo sportello unico dell’edilizia grazie al quale ad oggi sono state ricevute quasi più di tremila pratiche.
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Dal progetto culturale del Parco della Scultura Toranese con l'installazione di opere e sculture permanenti per far vivere il borgo tutto l'anno alla riattivazione delle fonti del Pizzuttello, gestita da Gaia ed il cui accesso è impedito da una frana, come attrazione turistica e fonte di approvvigionamento per la comunità fino alla pulizia delle erbe infestanti che nascondono i sette ponti della ferrovia marmifera.
Sono le richieste che l'attivissimo comitato Pro-Torano, che organizza la rassegna estiva di arte e tante altre iniziative per la comunità, ha presentato all'amministrazione comunale di Carrara. All'incontro con l'assessore, Elena Guadagni, hanno partecipato in qualità di rappresentanti del comitato il presidente del Comitato, Aldo Canesi, Tina Buffoni ed il direttore artistico, Emma Castè.
"E' stato un incontro molto positivo di cui ringraziamento l'assessore Guadagni per aver preso in carico le nostre richieste. Richieste che – spiega il presidente Canesi – hanno l'esclusivo obiettivo di creare le condizioni per rendere più accogliente ed attrattivo dal punto di vista turistico, storico e culturale il borgo di Torano non solo in estate, durante la rassegna che ha il merito di richiamare migliaia di visitatori in poche settimane, ma tutto l'anno. L'anima e l'identità di Torano affondano le radici nel marmo, nella vita della cava e nella storia che questo borgo rappresenta per la città di Carrara. Con impegno e sacrifico il comitato, grazie al volontariato dei compaesani, è riuscito a rilanciare, per un largo tratto da solo, la manifestazione d'arte e a riaccendere i riflettori sulla vita del borgo e della sua comunità. Ma per continuare in questa crescita di comunità per tutta la città abbiamo bisogno di un piccolo contributo operativo della nostra amministrazione. Le richieste che abbiamo posto alla sua attenzione crediamo siano fattibili nei tempi e modi più opportuni".
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Anche il sindaco di Massa Francesco Persiani, condivide le preoccupazioni espresse dai sindacati, che vedono nel tema dei terreni da bonificare, un possibile ostacolo alla realizzazione del nuovo impianto di biometano progettato da Cermec, “la cui bontà – afferma il sindaco – “è attestata dal fatto che il biogestore si è collocato al 17esimo posto tra quelli finanziabili dal PNRR e addirittura 1° per l’Ato Toscana Costa”.
“A fronte della valenza del progetto – continua Persiani –“tutte le istituzioni devono provvedere, sempre nel rispetto delle norme, ad eliminare vincoli e problemi che possono portare alla mancata realizzazione. Nella fattispecie, ritengo che vada immediatamente avviata l’opera di bonifica con copertura finanziaria da parte di RetiAmbiente, ed è questa l’opinione che porterò all’incontro con RetiAmbiente, Ato Toscana Costa, Cermec, Comune di Carrara e sindacati, che auspico verrà calendarizzato a breve.”” Questo è il momento di fare sintesi – conclude il primo cittadino di Massa – “e metterci tutti a lavoro, senza perdere ulteriore tempo”.
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La nuova variante all’ex Sensi Garden si farà, questo è certo, nonostante i mormorii delle ultime settimane piovute da più parti politiche. Il sindaco di Massa, Francesco Persiani, ha svelato alla cittadinanza l’ultimo traguardo raggiunto dalla maggioranza proprio nel consiglio comunale svoltosi ieri sera: un aiuto enorme per la viabilità massese, senza considerare il sistema generale di riqualificazione per tutto l’areale che verrà toccato dai lavori.
Persiani, con fare estremamente garbato, si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa, specialmente dopo le ultime dichiarazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia Massimo Evangelisti, che aveva bocciato l’idea della variante, definita come “commerciale”.
“In relazione alle dichiarazioni rese in Consiglio Comunale dal Capogruppo di Fratelli d’Italia, Massimo Evangelisti, e riportate stamani dalla stampa, mi sembra opportuno fornire il mio contributo. La variante urbanistica numero due (la prima infatti ha interessato un adeguamento normativo sul rischio idraulico) approvata l’altra sera, è stata, in 4 anni e mezzo, la prima variante sostanziale che è approdata nel consesso comunale, ed oltretutto si è innestata in una zona che già aveva carattere commerciale, che necessitava di riqualificazione in quanto abbandonata da anni e per giunta dettata da un interesse pubblico ben individuato, senza quindi andare a stravolgere gli equilibri esistenti o ambiti produttivi. Fa tuttavia bene Fratelli d’Italia a ribadire la necessità, per un’amministrazione comunale, di esplicitare e spiegare la propria visione globale della città ed a tratteggiarne la prospettiva di sviluppo. Ed è proprio ciò che questa maggioranza, di cui Fratelli d’Italia è parte integrante, sta facendo; si pensi al Piano degli Arenili e dei Viali a Mare, che da un punto di vista urbanistico andrà a dare una concezione nuova, moderna e di largo respiro a tutta la parte marittima della città e si pensi altresì al nuovo del nuovo Regolamento Edilizio, da tempo atteso e dal quale si attendono sviluppi per l’economia locale, e non ultimo per importanza ma solo in ordine cronologico al nuovo Piano Strutturale, che davvero disegnerà il futuro di Massa.
Gli ultimatum fatti da FdI, che peraltro partecipa nel consesso di maggioranza, stanno dunque a zero. Persiani ribatte alle critiche degli alleati sottolineando come il progetto della nuova variante sia stato il frutto di un continuo dialogo tra tutto le parti politiche, tra cui anche quelle facenti parti della minoranza.
Ovviamente nessuno strappo, ma la conferma che la cosa pubblica si fondi su un sistema di concordanze e conflitti che possono essere ricuciti con la mediazione e il dialogo costante tra tutti i gruppi politici e sociali.
“Questi documenti – continua Persiani – sono stati, e debbono continuare – continua il sindaco – ad essere frutto di dialogo nelle sedi sia politiche (riunioni di maggioranza, confronto con le altre forze politiche, con la cittadinanza e le categorie economiche) che istituzionali (penso alle Commissioni Consiliari ed al Consiglio Comunale stesso). Fratelli d’Italia, come gli altri partiti che formano questa maggioranza, con cui ha sempre dato il proprio apporto in tutte le sedi citate, contribuendo alla creazione delle politiche pubbliche messe in campo dal governo cittadino di centrodestra durante questo mandato amministrativo, non ha bisogno di inviare alcun ultimatum, ma solamente proseguire nel sereno confronto tra componenti politiche che fanno parte della stessa maggioranza, poiché su tutti i temi, in particolare quelli relativi all’urbanistica e allo sviluppo del territorio, troveranno sempre un’amministrazione, di cui essi stessi sono componenti essenziali, disponibile al dialogo e al confronto”.
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Pronto l'avviso pubblico per individuare enti del terzo settore, cooperative, imprese sociali o anche società in house interessati a partecipare.
“Per noi i Puc sono sempre stati una priorità e per questo siamo molto soddisfatti che si sia riusciti a ripartire in tempi tanto rapidi – dice l'assessore al Sociale Roberta Crudeli -. Voglio ringraziare gli uffici per il lavoro svolto in queste settimane, ora spetterà a cooperative, enti del terzo settore, ma anche alla nostra Nausicaa farsi avanti chiedendo di poter stipulare un apposito accordo con il Comune”. Destinatari dei Progetti utili alla collettività sono le persone beneficiarie di reddito di cittadinanza che abbiano sottoscritto il patto per il lavoro o il patto per l'inclusione sociale. La partecipazione ai progetti deve essere coerente con le competenze professionali del singolo beneficiario e con quelle acquisite in ambito formale, non formale e informale, nonché agli interessi e alle propensioni emerse nel corso del colloquio sostenuto al centro per l'impiego o ai servizi sociali dei Comuni. La partecipazione ai progetti è facoltativa per le persone non tenute agli obblighi del reddito di cittadinanza. I Puc dovranno riguardare attività in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni. I progetti presentati dagli enti verranno valutati da un'apposita commissione comunale prima di siglare la convenzione “I Puc – aggiunge Crudeli – sono importanti per tutti i soggetti coinvolti e sotto vari aspetti. Anzitutto sono importanti per i percettori del reddito di cittadinanza che impegnandosi in progetti, intellettuali o manuali, non solo hanno l'occasione di restituire qualcosa alla collettività, ma soprattutto possono recuperare un ruolo attivo in seno alla comunità mediante un fattivo e concreto impegno. La valenza dei Puc è notevole anche per gli enti, le associazioni e le società coinvolte visto che possono contare su un aiuto concreto per occuparsi di piccole e grandi incombenze quotidiane”.
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