Politica
Museo della Memoria di Bergiola, anni di promesse: la critica del consigliere Mirabella
"Ancora oggi, a ben 82 anni dall'eccidio (1944-2026), il sindaco Arrighi parla di "lavori ancora da ultimare", infatti la struttura non è ancora ufficialmente e pienamente…

Cerimonia per l'82° anniversario della strage di Bergiola Foscalina: presenti tutte le istituzioni
Si è tenuta mercoledì 16 settembre, la cerimonia commemorativa dell'82° Anniversario della Strage di Bergiola Foscalina, evento patrocinato dalla Provincia di Massa-Carrara. A rappresentare l'amministrazione…

Villaggio San Luca, infiltrazioni e promesse disattese. «Adesso basta, il Comune intervenga»
«È il momento di dire basta. Basta promesse non mantenute e basta con il menefreghismo di un'amministrazione che continua a lasciare soli i cittadini». Lo…

CPR ad Aulla: Schianchi di FdI definisce "ideologico" l'atteggiamento del Governo, Valettini prenda le distanze
Arriva dalla segreteria provinciale di FdI Massa Carrara e Lunigiana un'analisi critica sul Cpr di Aulla che chiama in causa il sindaco di Aulla e…

Importanti nomine regionali per i dirigenti FdI del territorio: quattro apuani ai vertici dei dipartimenti regionali Toscana di Fratelli d'italia
Fratelli d'Italia Massa Carrara attraverso il coordinatore provinciale del partito Marco Guidi esprime grande soddisfazione per le recenti nomine regionali che vedono protagonisti alcuni dirigenti…

Cantieri elettorali e città paralizzata: il grande bluff del restyling di Carrara
Opere urbanistiche come strumento di propaganda elettorale: è quanto suggerisce Cristina Pinelli di Forza Italia nei confronti dell'amministrazione di Serena Arrighi: "L’amministrazione comunale uscente merita un…

Via Bigioni, una strada sempre più pericolosa: FdI annuncia un'interpellanza in consiglio comunale
Via Bigioni, a Marina di Carrara, è diventata una situazione di rischio quotidiano per residenti, automobilisti e soprattutto per i pedoni.La…

Sicurezza: Persiani, anche a Massa pronti a sostenere l'aumento dei militari per l'operazione Strade Sicure
Massa, 15 setembre. - "La priorità per la nostra Amministrazione e per il territorio è la sicurezza dei nostri cittadini, di chi lavora e dei tanti turisti che…

Difesa della costa e sedimenti marini, Barabotti: «La Regione si sveglia dopo anni di ritardi. Giani intervenga prima dell'inverno»
Massa, 15 settembre 2026 – «L'approvazione da parte della Giunta regionale della delibera sui valori chimici locali dei sedimenti marini non è una vittoria da celebrare,…

Carrara pronta a fare la propria parte per chiedere più personale di sostegno nelle scuole secondarie
Nel giorno della prima campanella nelle scuole cittadine si è riunita oggi la commissione Sanità presieduta da Guido Bianchini per ascoltare il garante per i…

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immagine creata con I.A.
Il Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara presenta i nuovi programmi scolastici come una svolta profonda per il sistema educativo italiano, con l'italiano e la matematica al centro della didattica di elementari e medie.
𝐈𝐥 𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐚𝐢 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢
Valditara rilancia lo slogan "carta, libro, penna", sottolineando il peso che torneranno ad avere la calligrafia e il corsivo, insieme allo studio della storia occidentale. Per la matematica, il Ministro punta a un approccio che parta dall'osservazione della realtà per arrivare alla teoria, cercando di appassionare anche chi non ha una predisposizione naturale per i numeri. A supporto di questa scelta cita i risultati non brillanti delle prove INVALSI, che avrebbero spinto il dicastero a intervenire con un metodo più concreto, legato a esempi pratici.
𝐈𝐥 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥'𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞
Pur ribadendo la centralità dell'intelligenza umana, il Ministro rivendica investimenti per circa 500 milioni di euro complessivi tra formazione digitale del personale scolastico, corsi con Indire per gli insegnanti e diffusione dell'IA nelle scuole. L'uso del cellulare in classe resta vietato, anche a fini didattici, sulla scia di quanto già fatto dalla Svezia: secondo Valditara, l'uso precoce e intensivo degli smartphone comprometterebbe l'attenzione, la creatività e la memoria dei più piccoli. La comprensione del linguaggio dell'IA entrerà comunque nelle scuole a partire dalle elementari, mentre alle superiori sarà introdotta soprattutto per potenziare le materie STEM.
𝐏𝐨𝐞𝐬𝐢𝐞 𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐞 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢
Tra le novità, il recupero della memorizzazione delle poesie alle elementari, giustificato dal Ministro come argine alla perdita di attenzione e memoria legata all'uso dei dispositivi digitali. Valditara cita tra i suoi componimenti preferiti L'Infinito di Leopardi, studiato a memoria durante i suoi anni scolastici. Alle superiori, i testi dei grandi cantautori italiani (da Mogol-Battisti a De André, De Gregori, Guccini) potranno entrare nella didattica letteraria, così come già previsto per il melodramma, da Verdi a Puccini. Anche la Bibbia farà parte delle letture nei nuovi programmi, elementari comprese: per il Ministro si tratta di un testo che appartiene al patrimonio culturale occidentale e non di un'imposizione religiosa.
𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐞 𝐞 𝐛𝐮𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚
Sul fronte delle scuole paritarie, Valditara rivendica un aumento dei finanziamenti e l'estensione dei fondi PNRR, prima riservati alle sole statali. Sottolinea inoltre la misura del "buono scuola", di cui avrebbero già usufruito circa 7mila famiglie per un totale di 9 milioni di euro sui 20 disponibili, definendola una misura da rendere strutturale e potenziare ulteriormente.
𝐂𝐥𝐚𝐬𝐬𝐢 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐚𝐟𝐟𝐨𝐥𝐥𝐚𝐭𝐞, 𝐧𝐨𝐧 "𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐢 𝐠𝐡𝐞𝐭𝐭𝐨"
Il calo demografico, spiega il Ministro, ha già di fatto eliminato le cosiddette "classi pollaio" secondo i dati INVALSI, con le classi sopra i 27 alunni ormai residuali. Priorità, dice, è evitare la chiusura di scuole nelle zone montane o insulari. Sul tema degli studenti di origine straniera, Valditara respinge l'idea di una percentuale ideale, ma insiste sul fatto che le classi non dovrebbero avere una maggioranza di alunni stranieri, per non creare quelle che definisce "classi ghetto": una concentrazione troppo alta di studenti con scarsa padronanza dell'italiano peggiorerebbe, a suo dire, il rendimento di tutti. Ha inoltre proposto di rendere obbligatorio lo studio dell'italiano per i genitori dei ragazzi con maggiori difficoltà scolastiche.
Sulla proposta di Vannacci di creare classi separate per alunni con disabilità o in base al merito, il Ministro si dichiara contrario, ribadendo che la valorizzazione dei talenti passa dall'integrazione e da una formazione personalizzata, non dalla separazione.
𝐄𝐝𝐮𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐞𝐬𝐬𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐞 "𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐨"
Sulla nuova legge sul consenso informato per l'educazione sessuale, Valditara chiarisce che l'educazione sessuale in senso biologico (differenze uomo-donna, concepimento, sviluppo puberale, prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili) resta obbligatoria, così come l'educazione al rispetto e al contrasto della violenza di genere. Ciò che richiede invece il consenso informato dei genitori sono i percorsi legati alle teorie che, secondo il Ministro, presentano l'identità sessuale come un fatto puramente culturale e non biologico. Cita come esempio contenuti ritenuti inadatti ai bambini, sostenendo che affrontare certi temi con i più piccoli ne comprometterebbe lo sviluppo identitario; per adolescenti e ragazzi delle superiori, invece, la decisione spetterà ai genitori, con un percorso alternativo di materie curricolari garantito a chi non aderisce.
La critica alla "cultura woke"
Il Ministro distingue nettamente tra la lotta storica al patriarcato — che considera un traguardo raggiunto con la riforma del diritto di famiglia del 1975 — e quello che definisce un uso improprio del concetto da parte del pensiero woke, che a suo avviso userebbe il termine per colpire la figura paterna e materna e, più in generale, l'istituto della famiglia. Valditara collega questa critica anche alle teorie gender e ad alcune pratiche linguistiche (schwa, termini "neutri"), oltre che a fenomeni come la trasformazione di festività tradizionali. Rivendica al contempo i valori occidentali di libertà e democrazia come patrimonio da preservare, richiamando anche l'importanza pedagogica dei classici (Odissea ed Eneide) come strumenti di formazione culturale.
Fonte: intervista di Francesco Anfossi al Ministro Giuseppe Valditara, pubblicata su Famiglia Cristiana.
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Mauro Rivieri Segretario Provinciale di Futuro Nazionale di Vannacci, Mario Cipollini e Andrea Lepore di Futuro Nazionale hanno voluto fare una precisazione sui contenuti ideologici espressi nell'evento di Futuro Nazionale alla Colonia Fiat di Marina di Massa: "Il coordinamento provinciale di Futuro Nazionale di Vannacci ritiene opportuno intervenire in merito alla nota diffusa agli organi di stampa dal "Comitato Remigrazione e Riconquista",relativa all'iniziativa svoltasi presso la Colonia Fiat di Marina di Massa.Nel programma del nostro Movimento, il sostegno alla natalità e la Remigrazione sono due pilastri fondamentali, ma che devono restare ben distinti, richiedendo risorse e strategie dedicate.Riteniamo pertanto inesatto concettualmente il messaggio, lanciato dal Comitato, di "dirottare" i fondi dalle questioni migratorie verso le politiche familiari.Al contrario, la nostra linea prevede che i fondi pubblici destinati alla Remigrazione debbano essere ottimizzati e utilizzati in maniera decisamente migliore. La Remigrazione non è un mero slogan da sbandierare, ma un processo politico e amministrativo complesso e necessario. Nel nostro programma rappresenta la ferma volontà di ripristinare la legalità, promuovendo il rimpatrio strutturato di chi non ha titolo per permanere sul nostro territorio. Per fare questo, le risorse non vanno azzerate, ma gestite con efficienza, affinché non si disperdano nel pozzo senza fondo di un'accoglienza ideologica e incontrollata.Parallelamente, di fronte al drammatico "inverno" demografico che minaccia il futuro e l'identità della nostra Nazione, Futuro Nazionale ritiene vitale che lo Stato stanzi nuovi e maggiori fondi pubblici per investire sui propri cittadini. Questo si traduce in politiche strutturali chiare:incentivi concreti per le giovani coppie, reale tutela della maternità, potenziamento dei servizi per l'infanzia e robusti sgravi fiscali per chi decide di mettere al mondo dei figli. La vera tutela del nostro futuro passa dal mettere gli italiani nelle condizioni economiche e sociali di poter costruire una famiglia; un obiettivo che richiede competenza, risorse mirate e il coraggio del buon senso, non certo azioni estemporanee.Tuttavia, proprio per l'importanza di questi argomenti, è essenziale che vengano trattati anche con la massima precisione storica e culturale. Nel loro comunicato, i promotori dell'iniziativa scrivono: "La scelta della Colonia Fiat non è casuale, ha il preciso scopo di ricordare che un tempo lo Stato si prendeva cura dei propri figli".Questa affermazione contiene un'inesattezza storica. La Colonia Fiat era infatti una struttura privata, espressione del welfare aziendale per i figli dei dipendenti, e non un'infrastruttura statale.Affrontare battaglie politiche così delicate incorrendo in simili sviste storiche rischia di indebolire il messaggio stesso, prestando il fianco a facili strumentalizzazioni. Riteniamo che i grandi temi politici richiedano un'attenta preparazione, evitando iniziative estemporanee che possono generare confusione.Per questi motivi, Futuro Nazionale di Vannacci ribadisce la propria indipendenza ed estraneità rispetto alle attività di questo Comitato, invitando a non sovrapporre iniziative non concordate all'azione politica e al nome del nostro Movimento.
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Arriva da Ugo Malatesta segretario unione comunale PD Aulla e da Elisabetta Sordi Segretaria Federazione Territoriale PD Massa-Carrara" una dura critica al presidente della Provinica Roberto Valettini:"Quanto è emerso in questi giorni sulla stampa, conferma il "peccato originale" non confessato dal sindaco di Aulla per opportunità politica. La prima maschera: il civismo con cui si finge indipendente. Peccato che il siparietto pubblico con l'Onorevole Barabotti mostri un uomo politico e un rappresentante delle istituzioni che cambia la propria posizione di volta in volta per opportunità politiche contingenti al fine di non perdere l'appoggio delle forze che oggi lo sostengono in Provincia. A costo anche di perdere la faccia, insieme alla maschera, perché ci si arrampica su equilibrismi di parole a seconda del pulpito da cui si parla. L'altra maschera che oggi cade è la sbandierata contrarietà, come già evidenziato, al Cpr ad Aulla; fin dall'inizio, Valettini ha dato disponibilità all'amministrazione periferica del Ministero degli interni ad individuare quale sede idonea Pallerone di Aulla. Altri Sindaci della provincia a fronte delle predette interlocuzioni hanno risposto direttamente che non avevano zone idonee, come presumiamo moltissimi altri sindaci della Regione Toscana. Le gravi conseguenze per il Comune di Aulla e per l'intera Lunigiana dell'operato del sindaco emergono chiaramente dalle parole dell'on. Donzelli il quale afferma che il Sindaco è d'accordo sul Cpr perché "ha capito". Basta seguire le giravolte sui post pubblici, in cui vengono "limate" le parole per non offendere, di volta in volta, i vari esponenti del centrodestra. E allora il "No al Cpr ovunque" diventa "No al Cpr ad Aulla", ma si toglie quell'avverbio, che proprio non piace ai suoi nuovi amici. Siamo certi che anche i cittadini abbiano capito e ci auguriamo che tale comportamento del Sindaco venga valutato elettoralmente, avendo piena conoscenza dei fatti, alle prossime elezioni amministrative. Così come alle prossime elezioni politiche si tenga doverosamente conto delle imposizioni di questo centro destra alle legittime rimostranze degli organi regionali e locali. In questo quadro pare altrettanto opportunistico e meschino il comunicato della sua maggioranza che, sotto "mutata veste", continua a sostenere il proprio no al Cpr ovunque, rendendo ancora più surreale la scena. Lo dicano al loro Sindaco che il Cpr è uno strumento inumano e inadeguato a gestire le politiche migratorie. Lo dicano a lui che non condividono le politiche del governo. Oppure, semplicemente, prendano atto che il loro Sindaco è ormai palesemente allineato alle forze di centro- destra, per non dar prova anch'essi di altrettanto trasformismo politico".
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Il Comune di Carrara intende conferire un incarico professionale di direttore della programmazione di musica classica per il Teatro degli Animosi e per il Ridotto, mediante l'espletamento di una procedura comparativa, per titoli e progetto.Il direttore sarà incaricato per anni due a partire dalla sottoscrizione dell'incarico e dovrà curare la progettazione e la realizzazione delle attività di musica classica organizzate sia al teatro degli Animosi che al Ridotto, proponendo progetti che abbiano come finalità quella di promuovere la musica classica, coinvolgendo artisti emergenti, nazionali e internazionali.«Vogliamo sviluppare quanto è già stato fatto negli anni passati e strutturare maggiormente l'offerta di musica classica in città – dice l'assessora alla Cultura Gea Dazzi -. Tanto i concerti del Ridotto, quanto quelli organizzati agli Animosi nel recente passato hanno sempre avuto un ottimo riscontro di pubblico e critica, segno di come in città ci sia richiesta di questo tipo di eventi. La scelta di affidarsi ad un professionista che curi tutta la programmazione per i prossimi due anni va nella direzione da un lato di garantire la qualità dei concerti che si andranno a proporre, dall'altro di permettere a queste rassegne di crescere, radicarsi sempre più sul territorio e aprirsi ai più giovani».Le attività dovranno essere svolte in costante raccordo e in stratta collaborazione con il Settore Cultura e Turismo e in coerenza con gli obiettivi, le risorse e i tempi indicati dall'Amministrazione comunale.Tra i compiti del direttore, l'elaborazione del progetto culturale e il cartellone annuale dei concerti, la selezione degli artisti, la progettazione di attività di promozione della musica classica anche attraverso attività che precedano i singoli spettacoli, la programmazione di iniziative formative finalizzate all'ampliamento e alla diversificazione del pubblico.
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Il 30 giugno si è conclusa la scadenza ministeriale dei lavori relativi alla linea d'intervento PNRR (Missione 5 - "Sport e Inclusione Sociale") che riguardava la riqualificazione del Parco della Caravella a Marina di Carrara, ma per il consigliere della Lista Ferri ci sono ancora molti dubbi e perplessità che saranno oggetto di un’interrogazione da presentare al prossimo consiglio comunale: “Nel quadro della programmazione complessiva dell'ente e del relativo indirizzo progettuale per l'area erano originariamente previsti il restauro della recinzione monumentale in marmo e la nuova piantumazione delle alberature. Tali opere infatti erano state non solo approvate ed esaminate nelle sedute di Conferenza dei Servizi come un progetto unitario di rigenerazione urbana e sportiva, ottenendo anche specifiche autorizzazioni in deroga legate alle prescrizioni del Piano dell'Arenile per l'edificio della scherma. In ordine a tale programmazione, si evidenzia come le originarie determinazioni dell'amministrazione avessero già subito pesanti modifiche a seguito delle prescrizioni all'allora agronoma incaricata, la quale aveva portato alla bocciatura delle scelte iniziali sulle alberature, obbligando il Comune al ripristino filologico dei soli pini domestici vincolati dalla Soprintendenza; La natura UNITARIA del progetto originario risulta dagli atti progettuali iniziali e dai verbali di Conferenza dei Servizi dato che il restauro del decoro urbano (recinzione in marmo, illuminazione e verde) costituivano parte integrante del disegno complessivo di recupero dell'area verde Parco della Caravella. Appare evidente che la separazione della recinzione e della ripiantumazione dal corpo principale e del cantiere PNRR costituisca un'operazione tecnica di "stralcio" dell'ultimo minuto. Tale impostazione gestionale e' chiaramente dettata dall'impossibilità di terminare l'intera opera entro il termine perentorio del 30 giugno, evitando così la revoca dei fondi europei ma restituendo alla cittadinanza un parco incompleto e ancora parzialmente in cantiere. L'impiego inoltre dei proventi del settore lapideo per coprire opere inizialmente previste dal progetto complessivo della Caravella, unito all'emanazione di determine del Settore Lavori Pubblici per l'affidamento di incarichi a tecnici ed esperti esterni, evidenzia forti perplessità sotto il profilo dell'efficienza e della corretta gestione finanziaria;
L'incarico esterno affidato per la piantumazione e la recinzione in marmo infatti presenterebbe un rischio concreto di danno erariale (responsabilità amministrativo-contabile dinanzi alla Corte dei Conti)). E, in base alle leggi vigenti in materia di contabilità pubblica e contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023 - Codice dei Contratti e T.U. Enti Locali), gli organi di controllo potrebbero sinistramente ravvisare in tale incarico a un tecnico/esperto esterno un profilo di criticità contabile. Inoltre si evince una potenziale duplicazione dei costi per la stessa prestazione, infatti il progetto originario per la Caravella (approvato in Conferenza di Servizio) prevedeva già nel suo quadro Economico la progettazione e la direzione dei lavori comprese la sistemazione del verde e della recinzione. Per cui, pagare un secondo professionista per ri-progettare o supervisionare ciò che doveva essere già curato dai progettisti potrebbe costituire una duplicazione di spesa. Emerge un ipotizzabile danno da "Cattiva Programmazione" e di "grave Ritardo" per cui la giurisprudenza della Corte dei Conti potrebbe stabilire che, se un Ente fosse costretto a spendere soldi extra a causa di errori, ritardi o eventuale cattiva gestione dei dirigenti e amministratori, il maggior costo sostenuto potrebbe essere addebitato direttamente a chi ha firmato gli atti. Peraltro perché si rischia il danno erariale? Se l'incarico esterno si fosse reso necessario soltanto perché il Comune è arrivato in ritardo sulla scadenza del 30 giugno del PNRR (dovendo così "stralciare" i lavori e fare un nuovo incarico d'urgenza finanziato con i soldi del marmo), la parcella dell'esperto potrebbe rischiare di configurarsi come la conseguenza di una criticità amministrativa derivante da tale scelta metodologica. Inoltre si potrebbe ipotizzare il Rischio di "Frazionamento Artificioso" essendo l'importo dell'incarico sotto la soglia, la magistratura contabile potrebbe contestare il frazionamento del progetto principale per eludere le procedure ad evidenza pubblica”.
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La Croce della Brugiana rappresenta uno dei simboli più riconoscibili del territorio massese. Dalla sua posizione domina la città e costituisce un punto di riferimento visibile da gran parte della costa.A proporre l'iniziativa sono Bruno Tenerani e Marco Guidi, Consiglieri Comunali di Massa, che chiedono all'Amministrazione comunale di valutare la possibilità di tornare ad illuminare la Croce della Brugiana.«Crediamo sia importante restituire alla Croce, anche nelle ore serali, quella visibilità che per molti anni l'ha caratterizzata – sottolineano Tenerani e Guidi –. Si tratta di un simbolo della nostra città e di un elemento importante del paesaggio massese».L'illuminazione della Croce rappresenta inoltre il recupero di una tradizione storica: in occasione della sua inaugurazione, nel 1957, era prevista l'illuminazione e negli anni successivi la struttura veniva illuminata con fari elettrici, risultando visibile anche da Marina di Massa.
Una soluzione moderna e sostenibile
La proposta guarda al futuro e punta su una soluzione tecnologicamente moderna e rispettosa dell'ambiente.«Oggi possiamo pensare a una soluzione completamente diversa rispetto al passato – spiegano Tenerani e Guidi – verificando la fattibilità di un impianto di illuminazione LED alimentato da pannelli fotovoltaici e batterie di accumulo». L'energia necessaria per illuminare la Croce potrebbe quindi essere prodotta direttamente sul posto, riducendo i consumi e i costi di gestione. «Un sistema programmabile permetterebbe inoltre di stabilire gli orari di accensione e spegnimento, evitando sprechi e garantendo un'illuminazione adeguata nelle ore serali». «Un piccolo intervento dal grande valore simbolico». Per i due consiglieri comunali si tratta di un intervento che potrebbe avere un investimento contenuto rispetto ad altre opere pubbliche, ma un significativo valore per la comunità. «La Croce della Brugiana non è soltanto una struttura sulla vetta del monte – concludono Tenerani e Guidi –. È parte della storia, della memoria e del paesaggio di Massa. Riaccenderla significherebbe valorizzare un simbolo della nostra città attraverso una soluzione moderna, sostenibile e alimentata da energia rinnovabile».Per questo Bruno Tenerani e Marco Guidi chiedono all'Amministrazione comunale di avviare una verifica di fattibilità dell'intervento, valutando una soluzione basata su illuminazione LED, pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo. «La Croce della Brugiana può e deve tornare a illuminarsi e a essere nuovamente visibile dalla città nelle ore serali», concludono Tenerani e Guidi.
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Masterplan erosione costiera, solo l'ambientalismo potrà salvarci : l'appello di Legambiente Carrara
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Il Masterplan 2026 della Regione per contrastare l’erosione del litorale e le critiche mosse dalle associazioni di operatori balneari, turistici, commerciali e immobiliari rivelano l’inadeguatezza radicale dell’analisi delle cause di fondo e, quindi, delle soluzioni proposte da entrambi i fronti.Da oltre 50 anni si accumulano infatti dati scientifici inconfutabili: il consumo di combustibili fossili e l’accumulo atmosferico di anidride carbonica (Fig. 1) e di altri gas climalteranti hanno innescato il riscaldamento globale che ha condotto all’attuale crisi climatica (di cui stiamo sperimentando solo le prime avvisaglie): scioglimento dei ghiacciai e del permafrost, , intensificazione della frequenza e dell’intensità dei fenomeni meteorologici estremi (alluvioni e siccità), riscaldamento dei mari e innalzamento del loro livello (da +30 cm a oltre 1 metro entro il 2100) e conseguente sommersione ed erosione delle coste.
Inadeguatezza radicale degli interventi previsti
Di fronte a questi processi su scala planetaria innescati dall’uomo e mai verificatisi in modo così repentino, sia gli interventi previsti dal masterplan che quelli suggeriti dai suoi critici sono paragonabili a quelli di formichine che, essendo prive di memoria storica e vedendo solo a pochi centimetri di distanza, dopo ogni forte mareggiata corrono indaffarate a spostare un granello di sabbia da un punto all’altro nell’intento – evidentemente illusorio – di risolvere il problema.È, anzi, prevedibile che, con lo scioglimento delle calotte polari e dei ghiacciai, anche i raggi solari – oggi da essi riflessi nello spazio – saranno assorbiti, accentuando ulteriormente il riscaldamento del pianeta (terre, mari ed atmosfera) e le sue conseguenze, comprese alluvioni, siccità, incendi e altri fenomeni catastrofici (come quello recente al confine Cina-Nepal).Di fronte all’evidenza scientifica conclamata di questi fenomeni suscita sconcerto l’inadeguatezza delle misure previste dal masterplan costiero regionale e di quelle suggerite dai suoi critici: un confronto rivelatore di una visione miope, non all’altezza del carattere planetario del fenomeno da affrontare. Ricorrendo all’immagine delle formichine, il masterplan prevede il ripascimento con qualche granello di sabbia e i suoi critici reclamano qualche granello in più. In entrambi i casi, l’effetto del ripascimento sarà di breve durata e le nuove sabbie saranno trascinate al largo.Con queste considerazioni non intendiamo sostenere che tanto vale non fare nulla (anzi, forniremo nel seguito alcune indicazioni), ma evidenziare la necessità di una presa di coscienza collettiva: data la natura planetaria e in accelerazione del riscaldamento globale, i ripascimenti saranno comunque interventi tampone sempre più costosi e meno efficaci. È pertanto necessaria la consapevolezza che qualsiasi tipologia di intervento messa in campo per contrastare l’erosione costiera, anche alternativa o integrativa al ripascimento, si rivelerà comunque solo un palliativo per rallentare un fenomeno ormai irreversibile se non si agirà con urgenza per rimuoverne le cause.
Perché apportare sabbia con camion? Favorire il ripascimento costiero naturale!
In condizioni naturali l’alimentazione del litorale è assicurata dagli apporti solidi fluviali che veicolano i materiali provenienti dalla disgregazione delle rocce montane, dalle frane e dall’erosione fluviale (per il litorale apuano, prevalentemente dal bacino del F. Magra). Ma i comuni (costieri e montani), per stabilizzare il territorio, svolgono continuamente un’opera di contrasto (stabilizzazione di frane, muri di contenimento, argini, briglie, difese spondali ai fiumi ecc.) il cui risultato è proprio la riduzione degli apporti solidi fluviali al litorale. In sostanza, la mancanza di una gestione unitaria e coerente del territorio fa sì che gli interventi di difesa del suolo accelerino l’erosione del litorale.Sempre in condizioni naturali, vi sono altri aspetti che frenano, significativamente, i fenomeni erosivi. Il primo è rappresentato dai sistemi dunali, che se correttamente “rispettati” (ad esempio permettendo la crescita della loro vegetazione tipica) frenano la dispersione dovuta ai venti. L’altra è il mantenimento in situ, dei materiali vegetali spiaggiati (in particolare di posidonia) che frenano l’erosione dovuta al moto ondoso. Non è un caso che i maggiori fenomeni erosivi si verifichino nei litorali più antropizzati, con la presenza di lidi e stabilimenti balneari. Ugualmente, andrebbe promosso il massimo ripristino di spiagge libere e la ricostituzione delle dune (come previsto dal progetto Life TerrAmare (di cui Legambiente è partner), con una gestione sostenibile anche della pulizia delle spiagge.Come interventi sostitutivi o complementari al previsto ripascimento artificiale suggeriamo misure volte a incrementare l’apporto naturale di sedimenti al litorale, quali: demolizione di buona parte delle centinaia di briglie e soglie presenti sul Magra e affluenti (intrappolano sedimenti da decenni); demolizione delle difese spondali poste a protezione di terreni incolti o comunque non abitati (impediscono l’erosione laterale dei fiumi e riducono il ripascimento naturale); dragaggio dei bacini di ritenuta (dighe) con restituzione al fiume dei sedimenti in essi intrappolati; introduzione in alveo di materiali rocciosi provenienti da lavori di scavo; favorire la franosità pilotata in alcuni versanti montani.Si tratta di suggerimenti che abbiamo avanzato (come osservazioni a un progetto di barriere frangiflutti a Marinella) già 30 anni fa e che sono state ritenute dal Ministero LL.PP. “molto pertinenti e ben argomentate”.
- Primum non nocere (fermare l’ampliamento del porto)
Dovrebbe essere scontato ma – visti gli insistenti tentativi di ampliamento del porto – è bene esplicitare che il primo requisito degli interventi pubblici a difesa del litorale deve essere la coerenza. Non è dunque ammissibile che, con una mano, l’ente pubblico spenda soldi per ripascere il litorale mentre, con l’altra, spende in interventi che ne aggravano l’erosione. Pertanto, come abbiamo argomentato nelle nostre osservazioni, il nuovo piano regolatore portuale deve essere respinto.
Conclusioni
Il quadro acclarato della crisi climatica globale e delle sue cause impone oggi a tutti (cittadini e amministratori) una radicale “conversione ambientalista” a tutti i livelli, da quello locale a quello globale. L’impegno comune dovrebbe essere un percorso accelerato per l’abbandono delle fonti fossili e la loro completa sostituzione con le energie rinnovabili. Non compiere questa scelta ha costi molto salati, anche sul piano economico (per fare un solo esempio, la resistenza all’abbandono del motore termico ha già portato al tracollo dell’industria automobilistica nazionale, spazzata via dai veicoli elettrici).Eppure ancora oggi l’Italia (Regione Toscana compresa: si veda la legge sulle aree idonee per gli impianti da fonti rinnovabili) procede con troppe resistenze e timidezza sulla via della conversione alle rinnovabili. È invece urgente la loro pronta e massiccia adozione, nella consapevolezza che le fonti energetiche fossili sono fonte di catastrofi ambientali, economiche e sociali (oltreché di guerre) e che solo le rinnovabili potranno salvare il territorio e il paesaggio (dai monti al mare). Occorre dunque acquisire la consapevolezza diffusa della necessità della loro adozione su larga scala e adottare ogni accorgimento affinché questa transizione sia accompagnata dall’impegno per la pace, la riduzione delle disuguaglianze e della povertà.
- Un grazie sentito ai nostri Carabinieri: il saluto di Bruno Tenerani agli ufficiali uscenti e un benvenuto ai nuovi comandanti
- Focus sull'agricoltura alla Festa Tricolore di Massa
- Piano Nazionale Prevenzione, Sbai (Lega): "I consultori familiari al centro della strategia"
- I consiglieri di maggioranza difendono le scelte del sindaco di Carrara Arrighi rispetto alle critiche di Sinistra Italiana e Avs
- La Carrara di domani. Un masterplan strategico per il rilancio del centro. Presentazione martedì 8 settembre a palazzo Binelli
- Preoccupazione per la vertenza Tisg: il coordinatore provinciale M5S De Pasquale chiede un consiglio comunale straordinario
- Dal primo ottobre il parcheggio sotto la ex Montecatini torna a pagamento: così cominciano i 'ristori' annunciati dal sindaco Arrighi
- CPR ad Aulla, Patto per il Nord: «No a Pallerone, la Lunigiana non subisca scelte calate dall'alto»
- CPR a Pallerone, Giannetti: "Volevamo un'azienda, ci hanno mandato un centro di detenzione"
- Questione CPR: la replica di Roberto Valettini, Sindaco di Aulla e Presidente della Provincia di Massa-Carrara


