Politica
Il verde pubblico è un bene comune. Avs chiede trasparenza e che si applichi il regolamento adottato
Nei giorni scorsi ci sono arrivate diverse segnalazioni per il taglio di altri otto pini sulla salita S. Ceccardo e di un albero maestoso nel parco…

Massimiliano Bernardi: "Campo scuola verso la chiusura, ma lo sport diventa "a numero chiuso": le contraddizioni della Giunta Arrighi"
"Una decisione annunciata in Commissione Presidente Silvia Barghini del PD che lascia sul campo più perplessità che certezze. Nel corso del recente dibattito, l'Assessore allo Sport…

Carrara, sicurezza, Barabotti (Lega): "Arrighi chiede più Stato, poi la sua maggioranza boccia "Strade Sicure". Ai cittadini gli appelli non bastano"
"La sindaca Arrighi chiede più presenza dello Stato, ma quando in Consiglio comunale arriva una proposta concreta per richiedere i militari di "Strade Sicure",…

Futuro Nazionale Massa-Carrara: “Immigrazione, il centrodestra predica serietà ed efficienza, ma i fatti raccontano un’altra realtà”
Futuro Nazionale Massa-Carrara esce col seguente comunicato nel quale il movimento presenta la sua posizione sulla gestione dell’immigrazione, sugli sbarchi nel porto di Marina di Carrara e sul…

Carrara, il Centrodestra fa squadra e guarda al futuro: “Pronti a scrivere una nuova pagina per la città”
"Grande partecipazione al gazebo unitario del Centrodestra in Piazza 2 Giugno a Carrara, un’importante occasione di incontro e confronto con i cittadini, che hanno voluto fermarsi…

Oscuramento dei profili social e responsabilità dei genitori: le proposte di Cantalamessa
Quando la criminalità conquista i social, anche la risposta legislativa deve guardare lì. Nell'intervista a Format Lab Academy, il senatore leghista Gianluca Cantalamessa, componente della Commissione…

Fratelli d’Italia Massa-Carrara: proposta per l’istituzione del garante provinciale dei diritti delle persone con disabilità
Fratelli d’Italia scende in campo a tutela delle persone con disabilità e delle loro famiglie, presentando…

Comunicato stampa. Trasporto dei blocchi di marmo, CNA Massa Carrara: «Un'eccellenza del territorio a rischio. Serve una prospettiva per il futuro»
Il trasporto di marmo in blocchi è un settore di nicchia, altamente specializzato, che rappresenta un'eccellenza del territorio apuano e un servizio essenziale per il funzionamento…

Cava Fornace, Barabotti e Montemagni (Lega): «La costa apuo-versiliese non è la pattumiera della Toscana»
«Su Cava Fornace siamo davanti a un paradosso democratico che non può essere ignorato. Il Consiglio regionale della Toscana ha impegnato la Giunta a perseguire la…

Con la variante ex Olivetti la città di Massa è all'asta: lo dice l'associazione Polis Lab
"Si completa con la variante ex Olivetti, il trittico delle beffe per la città di Massa". Lo dice Michele Porcu, coordinatore dell'associazione Polis Lab che spiega:…

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Alla vigilia dell’incontro «Il verde pubblico che vogliamo», organizzato sabato 17 ottobre dal Movimento 5 Stelle in viale Colombo, avevamo chiesto a chi amministrava Carrara nel 2019, tre gesti semplici. Riconoscere che quei tagli furono un errore, scusarsi con i cittadini trattati come un intralcio e impegnarsi a sostituire le palme con pini. Non ne è arrivato nessuno. Nelle conclusioni del convegno l’ex sindaco Francesco De Pasquale ha preferito riscrivere la storia, riproponendo la propaganda di allora con una serie di affermazioni che non corrispondono al vero. A quelle affermazioni rispondiamo con i documenti, una per una.
Il marciapiede, i disabili e i parcheggi
Secondo De Pasquale i pini furono abbattuti per realizzare un marciapiede accessibile alle persone con disabilità, eliminando la sosta delle auto. Ma, come denunciò allora il Comitato dei cittadini, il progetto approvato dalla giunta prevedeva il parcheggio proprio su quel marciapiede, che è diventato libero solo dopo la nostra mobilitazione. Usare la causa delle persone con disabilità come paravento per un parcheggio è un’operazione che si commenta da sola. Il programma dei lavori prevedeva di eliminare in più lotti l’intera alberatura, 63 pini fino a viale Galilei. Se l’obiettivo era davvero l’accessibilità, perché ci si è fermati ai primi 17? La risposta è semplice: l’accessibilità finiva dove cominciavano le proteste. Senza la mobilitazione dei cittadini, il cronoprogramma dell’assessore avrebbe abbattuto tutti i pini entro la fine di agosto 2019. Intanto i marciapiedi di Marina restano impraticabili per tutti, pini o non pini, come in via Genova, dove i pini sono stati abbattuti e non è stato ripiantato nulla. In compenso, guarda caso, i posti auto sono salvi.
Le palme? Le scelse il Comune
Altrettanto infondata è la tesi delle palme “imposte dalla Soprintendenza”. Le palme le scelse il Comune. Lo studio di fattibilità redatto dagli uffici comunali scriveva che «in questa prima fase progettuale si è optato per la palma ‘washingtonia robusta’». Nel giugno 2019 fu l’assessore Raggi ad annunciare la sostituzione dei pini con le palme messicane, poi difese in quanto scelta storicamente fondata in un video diffuso sui social. Le palme furono piantate in numero doppio rispetto ai pini abbattuti, e doppio anche rispetto al progetto: per essere un’imposizione subita, fu accolta con singolare entusiasmo. Accadde appena nove giorni dopo che il Movimento aveva portato in Consiglio comunale, il 15 luglio 2019, la dichiarazione di emergenza climatica e l’impegno a piantare due alberi per ogni albero abbattuto. L’impegno fu rispettato alla lettera e tradito nella sostanza: al posto di ogni pino, due palme che fanno poca ombra e quasi nulla contro il caldo: piante con benefici ecosistemici vicini allo zero.
La Soprintendenza mai interpellata
Quanto alla Soprintendenza, fu la giunta a tenerla fuori. L’area è vincolata dal decreto ministeriale del 10 gennaio 1953, integrato nel 1969. Eppure, la delibera che approvò il progetto, come documentò allora anche il GrIG, richiamava la norma che esenta dall’autorizzazione paesaggistica. Ne seguirono istanze ed esposti del GrIG, del nostro Comitato, cui aderirono Italia Nostra Apuo-lunense e Massa-Montignoso, fino a un’interrogazione parlamentare. La risposta della Soprintendenza di Lucca arrivò con nota del 17 ottobre 2019: nessuna richiesta mai ricevuta, e un’autorizzazione ritenuta, «purtroppo», non necessaria. Un ufficio a cui il progetto non fu mai sottoposto, e che ritenne di non doversene occupare, non poteva imporre nulla, tanto meno la specie da piantare. Le palme non le impose Lucca: le scelse la giunta pentastellata di Carrara.
Le radici e i sistemi antiradice
Ancora più rivelatrice è stata la frase di De Pasquale sulle radici: “Dicono che ci sono sistemi per impedire l’affioramento delle radici: io non li conosco, ma vedremo”. Eppure, quei sistemi glieli avevamo documentati noi già nel 2019, chiedendo un incontro per valutarli: l’assessore lo promise, e con lui il sindaco De Pasquale. Ai primi di novembre lo stavamo ancora aspettando, quando le motoseghe ripartirono. Nello stesso mese, dopo le nostre segnalazioni, anche Legambiente presentò pubblicamente i sistemi antiradice, in una proposta nata da una richiesta dello stesso Comune. Da allora quei sistemi si sono diffusi in moltissime città, li usa l’Autorità portuale nel waterfront di Marina e sono stati recepiti dal nuovo Regolamento del Verde, discusso e approvato pochi mesi fa in Consiglio comunale: un testo che i consiglieri pentastellati e di Sinistra Italiana dovrebbero conoscere. Nel 2019 il sindaco De Pasquale promise di valutarli; sette anni dopo, l’ex sindaco dice di non conoscerli.
Il luogo comune dei “pini pericolosi”
Né è bastato un intero convegno, organizzato dal suo stesso Movimento, a smontare il luogo comune dei “pini pericolosi”, che De Pasquale ha ripetuto in chiusura. Eppure, già nel 2019 i pini di viale Colombo erano stati descritti come maturi, sani e stabili, e il dissesto del marciapiede era stato ricondotto alla compattazione del suolo causata dalle auto in sosta. Nel dicembre 2020, per sostituire cinquanta pini in città, la sua stessa giunta si affidò alla relazione di un’agronoma, in cui si legge che il problema «non è legato alla specie», ma al sito, e che servono aiuole adeguate. Basterebbe rileggerla.
Un metodo, non una svista
Non è una svista, è un metodo: negare l’evidenza, riscrivere il passato, attaccare chi ricorda. Avevamo scritto che una conversione senza confessione è solo un riposizionamento. Sabato non si è vista nemmeno la conversione: si è visto soltanto un cambio di cavallo, con le elezioni all’orizzonte. Delle due l’una: o De Pasquale sa di non dire il vero, oppure, ora come allora, chi gli sta intorno gli riferisce una versione diversa dei fatti. In entrambi i casi è una mancanza di rispetto verso i suoi elettori e verso tutti i cittadini. Anche lui, come Trump (si parva licet!) sa che qualunque cosa dica verrà creduta dai suoi sostenitori più convinti?
Gli attacchi sui social
Il metodo, del resto, si vede già. Da giorni chi questa battaglia l’ha combattuta in prima persona è bersaglio su Facebook di attacchi da parte di sostenitori del Movimento. Nessuna risposta nel merito, nessun documento: solo discredito personale e allusioni offensive. È lo stesso copione del 2019, quando chi difendeva i pini veniva liquidato con sufficienza e poi aggredito sulle bacheche social. Il movimento dell’uno vale uno, in viale Colombo, fece valere zero i cittadini; oggi prova a zittire chi glielo ricorda. Non ci riuscirà. Gli attacchi coordinati sui social non ci spaventano: li conosciamo dal 2019, e non ci impedirono di salvare quasi tre pini su quattro tra quelli condannati. Chiediamo al Movimento 5 Stelle di Carrara di prendere pubblicamente le distanze da questi attacchi. E rilanciamo: invitiamo Francesco De Pasquale a un confronto pubblico, documenti alla mano, nel luogo e nella data che preferirà. La documentazione citata in questo testo è fin da ora a disposizione della stampa e di chiunque la chieda: chi ha le carte in regola non teme di mostrarle.
L’assenza che pesa: il Piano del Verde
C’è infine un’assenza che pesa su tutti gli interventi di sabato, anche su quelli condivisibili. Si è parlato bene di funzioni ecosistemiche, isole di calore e salute psicofisica, concetti ormai consolidati che per chi amministra dovrebbero essere l’abc. Nessuno però, nemmeno AVS, ha posto come primo punto l’adozione del Piano del Verde, che a Carrara ancora manca. Il Piano è lo strumento strategico che dà trama e direzione alla città: la cornice che integra i singoli progetti nella pianificazione strutturale del Comune e orienta priorità, risorse e scelte nel medio e lungo periodo. Senza di esso ogni intervento resta un frammento isolato, incapace di costruire un sistema organico di infrastrutture verdi e di rispondere agli obiettivi di qualità ambientale e di giustizia climatica e sociale. Anche i “rifugi climatici” evocati dalla rappresentante di AVS, senza Piano, non possono essere realizzati, né seriamente pensati. Per questo, come ARCA, ci siamo battuti a lungo perché il Comune redigesse prima il Piano e poi il Regolamento del verde. Invertire l’ordine significa rovesciare la piramide logica e fissare le regole prima di aver definito la visione. Non siamo stati ascoltati. Discutere di verde senza il Piano significa continuare a produrre interventi atomistici e scollegati, e ridurre il dibattito a un esercizio retorico che non incide sulla città reale. Significa, soprattutto, non aver capito che è attorno al Piano del Verde che deve ruotare la pianificazione strutturale di ogni Comune.
Le nostre richieste, che rivolgiamo a chiunque si candidi a governare Carrara, restano dunque due: l’adozione del Piano del Verde e la sostituzione delle palme di viale Colombo con pini, come chiediamo dal 2019, affiancati in ciò, fin da subito, anche da Legambiente. Fino ad allora, il “verde che vogliamo” resterà un titolo da campagna elettorale.
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Grazie all’interessamento dell’onorevole Alessandro Amorese e all’impegno di Fratelli d’Italia Carrara, giovedì 22 ottobre il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno Wanda Ferro sarà in città per una visita istituzionale al Commissariato di Polizia.Una visita importante, che offrirà l’opportunità di portare direttamente all’attenzione del Governo le principali questioni legate alla sicurezza di Carrara, dalle criticità del centro storico a quelle di Avenza e Marina di Carrara, con particolare attenzione alla vivibilità dei quartieri e alla necessità di garantire ai cittadini maggiore tranquillità.«Ringraziamo l’onorevole Alessandro Amorese per l’attenzione e la sensibilità dimostrate verso la nostra città e il sottosegretario Wanda Ferro per la disponibilità a venire a Carrara. La sua presenza rappresenta un’occasione importante per sottoporre all’attenzione del Governo le problematiche del territorio e favorire un confronto concreto sulle esigenze di sicurezza della nostra comunità», dichiara il Direttivo provinciale di Fratelli d’Italia Massa-Carrara e Lunigiana.La sicurezza è una priorità che non può essere affrontata soltanto dopo gli episodi di cronaca. Occorre ascoltare il territorio, conoscere le criticità e lavorare per individuare risposte concrete. È fondamentale che le esigenze di Carrara e della provincia di Massa-Carrara arrivino direttamente ai rappresentanti del Governo e al Ministero dell’Interno, affinché possano essere valutate nelle sedi competenti.«Parliamo della sicurezza delle persone, della tutela delle attività commerciali e del diritto dei cittadini di vivere serenamente i propri quartieri. Non ci limitiamo a denunciare i problemi: vogliamo contribuire a individuare soluzioni, mantenendo aperto un confronto costante con tutte le istituzioni competenti», prosegue il Direttivo.L’obiettivo è trasformare le segnalazioni e le esigenze della comunità in un confronto istituzionale concreto, affinché le problematiche di Carrara ricevano la necessaria attenzione e possano essere valutate le risposte più adeguate.«La sicurezza : riguarda tutti. Per questo continueremo a lavorare con serietà e determinazione, nell’interesse della nostra comunità, affinché Carrara possa contare su maggiore attenzione e su risposte adeguate alle esigenze dei suoi cittadini», conclude il Direttivo provinciale di Fratelli d’Italia Massa-Carrara e Lunigiana.
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Sul caso della 18enne drogata e stuprata dal branco al Vasto, il Dipartimento Pari Opportunità nazionale della Lega torna ad alzare la voce sul tema della sicurezza femminile, prendendo spunto da un episodio di inaudita gravità avvenuto a Napoli. Secondo quanto denunciato da una diciottenne residente a Pozzuoli, la giovane sarebbe stata sequestrata, drogata con sostanze somministrate per via endovenosa e violentata da un gruppo di uomini in un appartamento del quartiere Vasto, nei pressi di via Bologna e della Stazione Centrale. La ragazza è stata presa in carico dal "Percorso Rosa" dell'ospedale Cardarelli, con una prognosi di trenta giorni. Ore di angoscia anche per la madre, prima che scattassero l'allarme e i soccorsi. Sulla vicenda interviene con durezza Souad Sbai, responsabile nazionale del Dipartimento Pari Opportunità della Lega. "Non è soltanto un fatto di cronaca di inaudita gravità, ma un'offesa intollerabile alla dignità di ogni donna e alla sicurezza di tutta la comunità", dichiara Sbai, esprimendo "la più profonda vicinanza e solidarietà" alla giovane vittima e a sua madre.
Poi l'affondo: "Di fronte a tanta barbarie, il Dipartimento Pari Opportunità della Lega lo ribadisce con forza: non resteremo a guardare. Non si può tollerare che interi quartieri a ridosso della stazione centrale di Napoli diventino zone franche d'illegalità e degrado, dove la vita e la libertà delle donne vengono messe a rischio da veri e propri branchi in immobili abusivi o fuori controllo."
Per il Dipartimento nazionale la risposta deve essere immediata. "Servono risposte inflessibili", prosegue Sbai, indicando le priorità: tolleranza zero verso l'abusivismo abitativo, bonifica capillare degli stabili sospetti nella zona del Vasto, presidi fissi delle forze dell'ordine e certezza della pena per i responsabili di questi crimini.
"La libertà delle donne passa prima di tutto dal diritto di vivere e camminare sicure nelle nostre città", conclude Sbai. "La Lega continuerà a battersi ad ogni livello istituzionale per restituire sicurezza, decoro e giustizia al territorio."
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«Portare l'istruzione internazionale di alto livello a coloro che ne sono normalmente esclusi e creare una rete di solidarietà antifascista che sostenga intellettuali che hanno dovuto lasciare il proprio paese per ragioni politiche»: è questo uno degli obiettivi dichiarati di Nova Schola, un percorso di alta formazione universitaria che sta nascendo a Carrara.Nova Schola è un progetto sviluppato dalla filosofa e saggista carrarese Chiara Bottici, insieme ad altri colleghi della New School di New York, con il contributo e il supporto del Comune di Carrara. Si tratterà di una scuola che avrà sede a Carrara e offrirà lezioni, corsi ed eventi di alto livello tenuti da studiosi e studiose di riconosciuta fama internazionale, in modalità ibrida. Gli studenti potranno partecipare alle lezioni e ai corsi sia in presenza sia online, attraverso le piattaforme della scuola. Nova Schola offrirà corsi intensivi su temi specifici, affrontati da una prospettiva multidisciplinare. In una prima fase saranno organizzati corsi della durata di una settimana, che comprenderanno lezioni tenute da un gruppo di studiosi e studiose selezionati appositamente per ciascun tema specifico: Scienze umane, Scienze sociali, Architettura e design, Arti performative e Somatica.Mercoledì 28 e giovedì 29 al ridotto del teatro degli Animosi la presentazione ufficiale con il convegno dal titolo 'Radical pedagogies, antifascist solidarity: Towards a university for the people' ('Pedagogie radicali, solidarietà antifascista: verso un'università popoplare', ndr). Venerdì 30 ottobre si terrà invece un'assemblea generale aperta e partecipata con l'obiettivo di sancire ufficialmente la nascita di Nova Schola, definendo le linee guida organizzative, il manifesto teorico e il calendario della futura offerta formativa. Tantissimi gli accademici e gli attivisti di tutto il mondo che hanno già aderito al progetto e che a fine mese saranno in città. Tra loro anche una delle più importanti filosofe contemporanee: Judith Butler che terrà una lectio magistralis mercoledì 28 alle 17.Docente di retorica e letteratura comparata all'Università di Berkeley, Judith Butler ha rivoluzionato gli studi di genere, concependo il genere come pratica sociale e non come identità innata. Il suo pensiero attraversa filosofia politica, etica e teoria critica, ed è attiva da decenni nel dibattito pubblico su diritti, vulnerabilità e giustizia sociale.«È per noi un grande onore ospitare nella nostra città questo importante convegno e, ancor di più, partecipare come Comune al progetto Nova Schola – dice il sindaco di Carrara Serena Arrighi -. Crediamo che di fronte all'avanzata di un nuovo oscurantismo che pervade la politica internazionale non ci sia miglior risposta che puntare su istruzione, formazione e cultura. Carrara è da sempre una città libera, antifascista e democratica e crediamo che un progetto come questo sia perfettamente in linea con le tradizioni e lo spirito della nostra città. Nova Schola rappresenta però anche una grande opportunità per Carrara e il suo rilancio. Tutto ciò si inserisce in un percorso virtuoso che abbiamo avviato da anni e che ha visto questa amministrazione investire in maniera importante sulla scuola e sulla formazione, tanto per quanto riguarda le strutture, quanto per lo sviluppo di nuove sinergie e nuove iniziative come, tra le tante, quelle che ci ha permesso di portare in città i corsi dell'Università di Pisa. Grazie infine a Chiara Bottici per averci coinvolto in questo progetto».
«Ospitare qui un team di filosofi e ricercatori internazionali di eccellenza, legati alla New School di New York e poter avviare con loro progettualità sul nostro territorio, dietro il prezioso coordinamento della nostra illustre concittadina Chiara Bottici, che ha avuto l'onore proprio alla New School di insegnare nella stessa cattedra di filosofia politica che fu di Hannah Arendt, significa offrire alla città di Carrara un'occasione unica per attestarsi come luogo di formazione qualificata – sottolinea l'assessore alla Cultura del Comune di Carrara Gea Dazzi -. Insieme all'avvio del recente corso universitario dell'Università di Pisa e all'offerta artistica tradizionalmente garantita dalla nostra Accademia di Belle Arti, progettare una formazione politico-filosofica risponderebbe bene all'idea che si ha di questa città , come di un luogo in cui la storia anarchica, le rivendicazioni operaie e le lotte per i diritti umani e sociali non sono mai venute meno e anzi costituiscono un dato culturale fortemente identitario. Il convegno, che per tre giorni si terrà nelle sale del Ridotto degli Animosi, tra momenti aperti al pubblico e occasioni di confronto più specialistico, sarà l'inizio di un percorso che ci auguriamo fecondo».
«La New School di New York dove ho insegnato per 16 anni è nata negli anni 20 da un gruppo di professori che si era staccato dalla Columbia University per ragioni di antimilitarismo e che ha accolto per decenni intellettuali Europei perseguitati dal nazi-fascismo – racconta Chiara Bottici -. Ancora oggi, quella scuola ha un sezione chiamata 'The University in Exile' che sostiene circa 400 studiosi a rischio, gente che ha perso il proprio lavoro o il diritto di vivere nel proprio paese per le loro idee politiche o, a volte, per il loro orientamento sessuale. Adesso, quella stessa University in Exile ha bisogno di sostegno. Dopo l'avvento al potere di Donald Trump, ed in particolare dopo il gennaio 2025, abbiamo infatti assistito al movimento inverso: decine e decine di intellettuali sono adesso in fuga dall'attacco alle università ed alla libertà di pensiero lanciata dall'amministrazione Trump. Che sia proprio Carrara ad accoglierli è qualcosa di cui noi tutti dovremo essere estremamente orgogliosi e orgogliose. La Nova Schola è un progetto in formazione che ha bisogno di sostegno e di solidarieta'. Spero che saranno in molti ad aiutarci a costruire questa realtà. Quando la storia verrà a bussare alla nostra porta chiedendoci: 'Voi cosa avete fatto?' Carrara potrà dire: 'Almeno noi ci abbiamo provato!'».«La Nova Schola – prosegue Bottici - è una chiamata alla solidarietà antifascista ma è anche una grande opportunità. Si tratta di un patrimonio intellettuale enorme. Per me è un onore di poter lavorare a questa possibilità, mettere insieme i fili, fare qualcosa per la New School e le università americane, ma anche per la mia città natale. Ho avuto il privilegio di avere per sedici anni la cattedra di filosofia che era appartenuta ad Hannah Arendt, filosofa ebrea di origine tedesca e sfuggita al nazismo, probabilmente la più grande filosofa della storia occidentale. Ho potuto raggiungere quell'obiettivo grazie alla formazione scolastica di altissimo livello ricevuta al liceo classico Emanuele Repetti e all'Universtà di Firenze. Adesso per me è il momento di ridare a questa città ed alla regione toscana un poco di quello che ho ricevuto, portando qui il network di intellettuali, pensatori e pensatrici che ho incontrato nel mio cammino».
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"Non basta amministrare risorse ottenute da chi ha governato prima: bisogna anche dimostrare quali nuovi finanziamenti si è stati capaci di conquistare e trasformare in opere e servizi". Parte così la critica del consiliere della Lista Ferri Filippo Mirabella all'amministrazione di Serena Arrighi. "Quali fondi ha ottenuto questa amministrazione e quali risultati può indicare ai cittadini?- prosegue Mirabella - Impianti sportivi fatiscenti, presidi culturali abbandonati al proprio destino, cantieri eterni e promesse elettorali trasformate in poco di fatto. Sullo stato delle strutture comunali chiediamo risposte alla Giunta Arrighi e, in particolare, ai due assessori di riferimento: Gianmaria Nardi per lo Sport e Gea Dazzi per la Cultura. Sul fronte dello sport, il bilancio politico di questa amministrazione è pesantemente negativo, e le condizioni degli impianti cittadini alimentano interrogativi che la giunta non può ignorare. L'assessore allo Sport ha ereditato una situazione disastrosa, ma sul fronte degli impianti sportivi la continuità con i suoi predecessori sembra essere soprattutto quella degli annunci. Che fine ha fatto il progetto del nuovo palazzetto dello sport nel padiglione IMM? Dopo l'annuncio e lo stanziamento regionale fino a 4 milioni di euro, la città ha diritto di sapere a che punto siamo.Da quel trionfalismo iniziale è calato un silenzio sepolcrale. Intanto la piscina di Carrara, nonostante le passerelle sui fondi PNRR, resta sbarrata e chiusa da ben otto anni, mentre sulla piscina di Marina di Carrara, anche dopo la riapertura, restano da chiarire le condizioni dell'impianto e gli interventi necessari.Per non parlare poi dei campi da calcio comunali, abbandonati a se stessi con manti sintetici ormai usurati, e di un impianto emblematico come la ex Dogali che si presenta in condizioni indecorose e impresentabili.Il campo scuola? Il palazzetto di Avenza: anni di interventi senza risultati concreti. È questa la risposta che l'assessore allo Sport intende dare alle società sportive e ai cittadini?Anche sul fronte delle strutture culturali e di aggregazione, le criticità sono evidenti e l'assessore Gea Dazzi è chiamata a dare risposte concrete.Il giudizio è altrettanto severo sulla gestione delle politiche culturali. Anche qui, PD e assessore Dazzi devono dimostrare che alle dichiarazioni seguono risultati concreti: le criticità delle strutture comunali non possono essere affrontate soltanto con gli annunci.Pensiamo alla Sala Amendola di Avenza, una struttura di aggregazione fondamentale per l'intero quartiere, attesa da anni e ancora lontana da una piena funzionalità. La Giunta ha approvato il documento di fattibilità per il restyling: ma dopo anni di attesa, quando si passerà finalmente dalle carte ai lavori?Pensiamo alle nostre biblioteche comunali: tra criticità, interventi attesi e servizi da migliorare, la domanda resta una. Qual è la visione strategica della Giunta per la lettura e lo studio dei giovani di Carrara?Il sindaco Arrighi parla di grande offerta culturale: ma quale offerta può dirsi davvero tale se non è accompagnata da spazi adeguati, accessibili e pienamente fruibili?A rendere la situazione ancora più grave è la presenza di occasioni concrete di finanziamento che il Comune rischia di lasciarsi sfuggire. L'Istituto per il Credito Sportivo e Culturale ha infatti prorogato ufficialmente al 5 dicembre 2026 la scadenza dei bandi "Sport Missione Comune 2026" e "Cultura Missione Comune 2026".I bandi mettono a disposizione dei Comuni mutui con interessi totalmente azzerati (abbattimento del 100%) . Per Carrara potrebbe esserci la possibilità di richiedere finanziamenti per lo sport e per la cultura, utili per riqualificare gli impianti, ristrutturare la Sala Amendola e le biblioteche, abbattere le barriere architettoniche ed efficientare gli edifici, nel rispetto dei requisiti previsti dagli avvisi. La Giunta deve chiarire quali di questi interventi siano ammissibili e quali progetti siano effettivamente candidabili.A questo punto chiediamo un'operazione di verità e trasparenza agli assessori Nardi e Dazzi e al sindaco Arrighi: il Comune di Carrara ha già presentato, o intende presentare, progetti ammissibili entro la scadenza del 5 dicembre per accedere ai finanziamenti a tasso zero? Oppure anche questa opportunità rischia di restare soltanto sulla carta?La pazienza dei cittadini, delle società sportive e del mondo della cultura di Carrara, dei Paesi a Monte, di Avenza e di Marina è finita. Pretendiamo risposte immediate prima che questa opportunità di finanziamento vada perduta e che le risorse disponibili finiscano per essere utilizzate da altri comuni capaci di presentare progetti ammissibili".
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Ho deciso di scrivere questo articolo per loro: le donne e gli uomini delle forze dell'ordine che sabato a Milano si sono trovati davanti una piazza trasformata in campo di battaglia.Per ore hanno subito un assalto continuo. Sassi, transenne, bottiglie e bombe carta hanno colpito agenti in tenuta antisommossa che avevano un solo compito: garantire una piazza dove migliaia di cittadini volevano protestare in modo pacifico. Secondo le ricostruzioni, i giovani sfruttavano l'ampiezza di piazza Duomo per attacchi improvvisi, lanci di pietre e transenne e fuga immediata. È una tattica da guerriglia, e a subirla c'era chi non può rispondere come vorrebbe, perché lo Stato di diritto glielo impedisce.Un testimone ha raccontato di una quantità di violentissimi contro uno sparuto gruppo di poliziotti. La polizia ha dovuto arretrare in attesa di rinforzi, e non per codardia: prima di ogni altra cosa viene la vita dei propri uomini. Intanto un'auto dei Carabinieri veniva assalita con le spranghe e ridotta a un relitto, e alcuni mezzi blindati venivano danneggiati.Sul numero dei feriti le fonti ancora divergono: l'ANSA parla di almeno quattro agenti feriti a Milano, Sky TG24 di 38 poliziotti e sei carabinieri. Il dato definitivo spetta agli accertamenti, ma anche un solo agente ferito da una bomba carta è troppo.
𝐄 𝐩𝐨𝐢 𝐜'è 𝐢𝐥 𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐟𝐚𝐫𝐜𝐢 𝐭𝐫𝐞𝐦𝐚𝐫𝐞: 𝐥'𝐞𝐭à. Gli oltre cinquanta fermati sono per quasi la metà minorenni. Ragazzini, spesso arrivati in centro già mascherati, vestiti di nero e pronti allo scontro, che secondo la Polizia si sono organizzati da soli dalle periferie, dall'hinterland e da altre province. Italiani e stranieri: l'origine non conta, la legge è uguale per tutti.Parliamoci chiaro, da avvocato. Dai quattordici anni si è imputabili (art. 97 c.p.). Tra i quattordici e i diciotto anni il giudice accerta la capacità di intendere e volere, e se c'è si risponde dei propri atti, con una pena diminuita (art. 98 c.p.). Non è un salvacondotto. Chi tira una bomba carta addosso a un carabiniere sa cosa fa, e la minore età non lo rende un'altra persona. Il processo minorile prevede percorsi come la messa alla prova, che hanno senso se il ragazzo li affronta davvero e non come una scorciatoia per cavarsela.Poi ci sono gli adulti. L'art. 2048 del Codice civile chiama i genitori a rispondere dei danni causati dai figli minori, salvo che provino di non aver potuto impedire il fatto. Una domanda va fatta, senza giri di parole: dove erano le famiglie? Come si arriva a quattordici o quindici anni con un passamontagna nello zaino e la voglia di colpire un uomo in divisa? Lo stesso vale per la scuola e per chi, sui social, ha trasformato una protesta in una chiamata alle armi. La mobilitazione, a quanto risulta, è nata spontaneamente sul web, e questo non assolve nessuno: pone un problema di educazione e di controllo che non possiamo continuare a ignorare.
Resta il dovere di proteggere anche questi ragazzi dalla gogna: la legge vieta di diffondere dati che identifichino un minorenne coinvolto in un procedimento penale (art. 13 DPR 448/1988), e io, che amo la legalità, il divieto lo rispetto. Ma chiedere giustizia non è chiedere vendetta. È chiedere che chi sbaglia, anche a quindici anni, ne risponda.
Le istituzioni devono dire con chiarezza da che parte stanno. Non basta un comunicato di circostanza. Servono tutele concrete per chi opera in piazza, strumenti adeguati, pene certe per chi aggredisce un agente e una vera politica di prevenzione per i più giovani. Chi alza le mani su chi indossa una divisa non attacca una persona, attacca lo Stato, cioè tutti noi.
Troppo spesso in questo Paese chi veste la divisa deve difendersi prima di tutto dal sospetto. Io dico che è il momento di invertire la rotta. A loro, 𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞. A chi li ha aggrediti, il peso della legge. E a chi ha il compito di educare quei ragazzi, la responsabilità di non voltarsi dall'altra parte.
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CARRARA – Trasporto marmo: l’On. Andrea Barabotti ha incontrato questa mattina a Carrara, presso la sede di CNA, i rappresentanti della neonata associazione di settore, dando il via a un percorso che vedrà l'attivazione di tavoli di lavoro dedicati e mirate iniziative parlamentari. L'incontro con la neonata Lega trasporto marmo in blocchi segna un passaggio storico per il comparto, riunendo per la prima volta tutte le 35 aziende attive sul territorio.Al centro del confronto, le specificità e le sfide di un settore strategico per l’intera filiera lapidea apuana, autentico patrimonio di competenze e identità locale.«Il trasporto del marmo non è una semplice attività logistica, ma un saper fare straordinario che rende Carrara un punto di riferimento globale», dichiara l’On. Andrea Barabotti. «Parliamo di autisti e professionisti capaci di manovrare carichi di decine di tonnellate lungo tracciati scoscesi e complessi, unici per pendenze e conformazione, alla guida di mezzi speciali progettati e sviluppati ad hoc per affrontare condizioni estreme di lavoro. È un mestiere duro, ad altissima specializzazione, che merita il massimo rispetto e una concreta attenzione istituzionale senza le quali rischierebbe di scomparire».Durante l’incontro sono emerse con chiarezza le criticità che le aziende stanno affrontando, strette tra le ripercussioni delle tensioni geopolitiche internazionali e complesse dinamiche interne di filiera nei rapporti con gli altri comparti produttivi locali.«La nascita di questa Lega, che per la prima volta unisce tutte le realtà del territorio con una voce sola, è un segnale di maturità fondamentale», sottolinea Barabotti. «Questo primo incontro, tenutosi presso la sede di CNA, segna l'avvio di un percorso di ascolto e confronto che proseguirà e andrà a coinvolgere tutte le rappresentanze di categoria legate alla filiera».«Ho raccolto con attenzione ogni istanza – conclude il parlamentare – e il mio impegno sarà massimo su tutti i livelli. Oltre a promuovere nelle prossime settimane specifici tavoli operativi di lavoro per affrontare punto per punto le criticità emerse, mi farò portavoce di queste esigenze portandole direttamente all’attenzione del Parlamento: dagli esiti di questi confronti nasceranno precise proposte di legge e iniziative istituzionali mirate a tutelare, valorizzare e dare certezze a chi, ogni giorno, tiene in moto l’economia delle nostre montagne».
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