Politica
Il verde pubblico è un bene comune. Avs chiede trasparenza e che si applichi il regolamento adottato
Nei giorni scorsi ci sono arrivate diverse segnalazioni per il taglio di altri otto pini sulla salita S. Ceccardo e di un albero maestoso nel parco…

Massimiliano Bernardi: "Campo scuola verso la chiusura, ma lo sport diventa "a numero chiuso": le contraddizioni della Giunta Arrighi"
"Una decisione annunciata in Commissione Presidente Silvia Barghini del PD che lascia sul campo più perplessità che certezze. Nel corso del recente dibattito, l'Assessore allo Sport…

Carrara, sicurezza, Barabotti (Lega): "Arrighi chiede più Stato, poi la sua maggioranza boccia "Strade Sicure". Ai cittadini gli appelli non bastano"
"La sindaca Arrighi chiede più presenza dello Stato, ma quando in Consiglio comunale arriva una proposta concreta per richiedere i militari di "Strade Sicure",…

Futuro Nazionale Massa-Carrara: “Immigrazione, il centrodestra predica serietà ed efficienza, ma i fatti raccontano un’altra realtà”
Futuro Nazionale Massa-Carrara esce col seguente comunicato nel quale il movimento presenta la sua posizione sulla gestione dell’immigrazione, sugli sbarchi nel porto di Marina di Carrara e sul…

Carrara, il Centrodestra fa squadra e guarda al futuro: “Pronti a scrivere una nuova pagina per la città”
"Grande partecipazione al gazebo unitario del Centrodestra in Piazza 2 Giugno a Carrara, un’importante occasione di incontro e confronto con i cittadini, che hanno voluto fermarsi…

Oscuramento dei profili social e responsabilità dei genitori: le proposte di Cantalamessa
Quando la criminalità conquista i social, anche la risposta legislativa deve guardare lì. Nell'intervista a Format Lab Academy, il senatore leghista Gianluca Cantalamessa, componente della Commissione…

Fratelli d’Italia Massa-Carrara: proposta per l’istituzione del garante provinciale dei diritti delle persone con disabilità
Fratelli d’Italia scende in campo a tutela delle persone con disabilità e delle loro famiglie, presentando…

Comunicato stampa. Trasporto dei blocchi di marmo, CNA Massa Carrara: «Un'eccellenza del territorio a rischio. Serve una prospettiva per il futuro»
Il trasporto di marmo in blocchi è un settore di nicchia, altamente specializzato, che rappresenta un'eccellenza del territorio apuano e un servizio essenziale per il funzionamento…

Cava Fornace, Barabotti e Montemagni (Lega): «La costa apuo-versiliese non è la pattumiera della Toscana»
«Su Cava Fornace siamo davanti a un paradosso democratico che non può essere ignorato. Il Consiglio regionale della Toscana ha impegnato la Giunta a perseguire la…

Con la variante ex Olivetti la città di Massa è all'asta: lo dice l'associazione Polis Lab
"Si completa con la variante ex Olivetti, il trittico delle beffe per la città di Massa". Lo dice Michele Porcu, coordinatore dell'associazione Polis Lab che spiega:…

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I consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra Lorenzo Falchi, Diletta Fallani e Massimiliano Ghimenti esprimono totale sostegno e adesione alla mobilitazione generale proclamata per mercoledì 14 ottobre 2026 in Toscana, con particolare riferimento alle iniziative di protesta previste a Massa."Saremo al fianco della CGIL, dei lavoratori, degli studenti e dei cittadini che scenderanno in piazza per difendere il diritto costituzionale alla manifestazione e per rispedire al mittente i pericolosi 'Pacchetti Sicurezza' voluti dal Governo, che comprimono gli spazi democratici e criminalizzano il dissenso","Un'adesione convinta e un messaggio di netta solidarietà vanno in particolare alle cittadine, ai lavoratori, agli studenti e ai dirigenti sindacali e di AVS Massa Carrara citati a giudizio davanti al Tribunale di Massa per i blocchi simbolici della stazione del 3 ottobre 2025, nati per chiedere la fine del genocidio e la pace a Gaza. La protesta sociale e la solidarietà internazionale non possono e non devono essere trattate come un crimine. Mercoledì saremo a Massa, al presidio davanti al Palazzo di Giustizia e al corteo, per ribadire che la voce di chi chiede giustizia sociale e diritti non si processa."
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Richiesti chiarimenti all’Amministrazione comunale di Massa, alla Federazione Ciclistica Italiana e all’ACSI provinciale sulle condizioni dell’area e sugli interventi necessari per garantire sicurezza e decoro agli atleti, in particolare ai più giovani.Le condizioni dello stadio comunale di Massa e dell’anello ciclistico che circonda l’impianto meritano un’attenzione concreta da parte degli enti e degli organismi interessati. L’anello viene utilizzato dalle società sportive del territorio per gli allenamenti ciclistici, in particolare delle categorie giovanili, durante un periodo molto ampio dell’anno, indicativamente da febbraio-marzo fino a settembre-ottobre.Proprio perché si tratta di uno spazio frequentato da bambini, ragazzi, tecnici e società sportive, appare fondamentale garantirne condizioni adeguate sotto il profilo della sicurezza, della manutenzione, della pulizia e del decoro.Le immagini raccolte nell’area mostrano una situazione che necessita di attenzione: vegetazione cresciuta lungo i margini del percorso, rovi che in alcuni punti arrivano a interessare gli spazi di passaggio, erba alta, accessi e cancelli che presentano evidenti segni di usura e aree perimetrali che necessitano di manutenzione.La questione, tuttavia, non riguarda soltanto l’anello ciclistico. Anche le aree circostanti lo stadio comunale presentano condizioni che, secondo le segnalazioni raccolte, richiederebbero un intervento complessivo di manutenzione e riqualificazione.A rendere la situazione ancora più significativa è quanto riferito dalle società sportive che frequentano l’impianto: nel corso del tempo sarebbero stati effettuati numerosi solleciti all’Amministrazione comunale affinché venissero eseguiti interventi di manutenzione e sistemazione dell’area, senza che, secondo le stesse società, siano finora intervenuti cambiamenti sostanziali.
Non si tratta solamente di una questione estetica. Quando un impianto viene utilizzato per l’attività sportiva giovanile, la cura degli spazi deve essere considerata parte integrante delle condizioni necessarie per consentire agli atleti di allenarsi in un ambiente adeguato.Per questo motivo si chiedono risposte chiare all’Amministrazione comunale di Massa, alla Federazione Ciclistica Italiana – anche alla luce dell’utilizzo dell’anello da parte del movimento ciclistico locale – e all’ACSI provinciale, affinché venga chiarito il quadro delle rispettive competenze e soprattutto quali interventi siano previsti.In particolare, sarebbe opportuno conoscere chi abbia la responsabilità della manutenzione ordinaria e straordinaria dell’area, quali segnalazioni siano state ricevute, quali interventi siano eventualmente già programmati e con quali tempistiche si intenda procedere.Tra le priorità segnalate vi sono lo sfalcio della vegetazione, la rimozione dei rovi e delle sterpaglie, la pulizia dei margini dell’anello, la verifica di cancelli e accessi, il controllo delle recinzioni e una ricognizione generale delle condizioni di sicurezza e manutenzione dello stadio e delle sue pertinenze.Alle società sportive, ai tecnici, alle famiglie e soprattutto ai giovani atleti devono poter essere fornite indicazioni chiare sul futuro dell’area.La richiesta è quindi quella di aprire un confronto tra Comune di Massa, Federazione Ciclistica Italiana, ACSI provinciale e realtà sportive utilizzatrici, così da individuare competenze, interventi e tempi certi per la sistemazione degli spazi.L’obiettivo è semplice: garantire che un luogo dedicato allo sport e alla crescita dei giovani possa essere utilizzato in condizioni adeguate di sicurezza, funzionalità e decoro.
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Il consigliere della lista Ferri Filippo Mirabella fa un'analisi dell'offerta per i giovani del comune di Carrara. "La puntata di "PresaDiretta", andata in onda 11 ottobre su Rai 3, ha riportato all'attenzione nazionale il tema della devianza giovanile a Massa dopo la tragedia di Giacomo Bongiorni. Ma anche a Carrara il disagio giovanile e gli episodi di violenza legati alla movida rappresentano un problema che non può essere ignorato. Basta scorrere le cronache locali su Marina di Carrara per trovare segnalazioni di risse, abuso di alcol e altri comportamenti problematici, con il coinvolgimento anche di minorenni.Di fronte a questa emergenza sociale e generazionale, la risposta del sindaco Serena Arrighi si è concentrata soprattutto sulla richiesta al Prefetto di maggiori controlli e interventi sul fronte della sicurezza. Una risposta che, da sola, non può affrontare le cause del disagio giovanile. Nel frattempo, l'assessore al Sociale Roberta Crudeli non ha ancora dimostrato, con un piano organico e risultati verificabili, di aver messo in campo una prevenzione adeguata per gli adolescenti, mentre l'assessore al Commercio Gianmaria Nardi aveva presentato gli street tutor come una risposta alla movida. Sui tutor estivi a Marina poniamo una domanda diretta: a cosa sono serviti davvero? Quali criticità hanno rilevato, quali interventi hanno favorito e quali risultati concreti hanno prodotto? Senza dati e rendicontazioni, l'efficacia del servizio resta da dimostrare. Esiste una relazione scritta sul loro operato? Chi li ha incaricati ha preteso un resoconto formale sui risultati ottenuti o rischiamo di trovarci di fronte a una spesa priva di risultati dimostrabili e a un controllo soltanto apparente?
La verità è che repressione e controlli, da soli, non bastano a risolvere il disagio giovanile se non sono accompagnati da una prevenzione concreta sul campo. I nostri ragazzi e le nostre ragazze non possono essere considerati soltanto un problema di ordine pubblico: hanno bisogno di ascolto, formazione e luoghi di ritrovo sani. Un tempo Carrara era un modello virtuoso grazie a una rete capillare di centri di aggregazione giovanile, progressivamente smantellata prima dalla precedente Giunta e poi ulteriormente ridimensionata dall'Amministrazione Arrighi sostenuta dal PD, che proprio su questi centri aveva costruito una parte importante della propria storia politica. Fu proprio Livia Turco, esponente di spicco dei Democratici di Sinistra, poi confluiti nel Partito Democratico, che, in veste di Ministra per la Solidarietà Sociale, presentò insieme al Governo il disegno di legge da cui nacque la storica Legge 28 agosto 1997, n. 285 ("Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza").
I centri di aggregazione funzionavano e rappresentavano, per tanti ragazzi e per le loro famiglie, un punto di riferimento concreto.
Il Centro Saffi in via Solferino (Carrara centro): nato grazie ai fondi europei del progetto Urban, era un polo di creatività e prevenzione socio-sanitaria. Ospitava una sala d'incisione musicale professionale ideata da Sergio Gabbani (padre di Francesco Gabbani) e, grazie alla preziosa collaborazione con il Dott. Maurizio Varese, responsabile del SerD, venivano organizzati incontri formativi su droghe e alcol molto partecipati e apprezzati da ragazzi e ragazze, capaci di fare reale ed efficace prevenzione sul campo.
Il Centro Colori a Pontecimato: un presidio socio-educativo importante per bambini e ragazzi di una zona periferica, che favoriva anche l'inclusione dei giovani con disabilità nei gruppi dei coetanei. A questo si aggiunge la perdita della Ludoteca, un ulteriore spazio di socializzazione per i più piccoli.
Il Centro di Piazza Palestro a Colonnata: uno spazio vitale per combattere l'isolamento dei paesi a monte e dare ai giovani delle frazioni montane un luogo di ritrovo sicuro.
Il Centro presso la Scuola Elementare Paradiso A a Marina di Carrara: un presidio importante sul litorale, la cui perdita ha ridotto le opportunità di aggregazione educativa pubblica per bambini e ragazzi.
A questo quadro si aggiunge la perdita della precedente funzione sociale dell'ex Mulino Forti, storico spazio di comunità per gli anziani, insieme alla riduzione delle occasioni di socialità negli oratori e negli spazi parrocchiali, un tempo luoghi di incontro spontaneo per giocare a calcio o a ping-pong.
È politicamente grave che l'Amministrazione continui a presentare misure di controllo senza dimostrare di aver costruito una strategia altrettanto concreta per prevenire il disagio giovanile. La strada non può e non deve essere l'unico centro di aggregazione per gli adolescenti. Senza una rete adeguata di luoghi educativi e centri d'ascolto, i genitori rischiano di essere lasciati soli e i ragazzi privati di opportunità fondamentali per il loro futuro. Chiediamo con forza un cambio di rotta e la riapertura dei centri di aggregazione chiusi, insieme a un piano concreto per restituire ai giovani spazi educativi e sociali. È un impegno che inseriremo nelle nostre linee politiche per il futuro".
immagine generata con I.A.
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Il sindaco Francesco Persiani lancia "Incontriamoci, parliamo di Massa", una serie di appuntamenti serali nei quartieri, nelle frazioni e nei borghi. Il primo incontro è a Ronchi, nella sala della chiesa di San Giuseppe, mercoledì 21 ottobre alle 18.30, in via Pisa 18. Il calendario completo, promette il sindaco, arriverà nei prossimi giorni. Su questa scelta abbiamo alcune domande da rivolgere alla Diocesi e ai Civici Apuani. Le motivazioni sono nel post del sindaco. Dice di voler raccontare ciò che è stato fatto e, soprattutto, ascoltare i cittadini. E spiega che "manca ancora un anno e mezzo alla conclusione del mandato" e che desidera "capire come possiamo e dobbiamo ancora intervenire concretamente". Parole che meritano una lettura attenta, perché ammettono che a metà del mandato la comprensione dei problemi concreti della città non è ancora completa. Ascoltare i cittadini non è una cortesia da inaugurare con un manifesto. È la funzione ordinaria di chi amministra, e si esercita ogni giorno: con le segnalazioni, con il ricevimento, con la presenza nei quartieri, con i consigli e le commissioni. Se oggi serve un tour serale per scoprire che cosa non funziona in manutenzione, decoro, viabilità e sicurezza, la domanda è inevitabile: dove si è ascoltato finora? E perché l'urgenza arriva proprio quando il termine del mandato comincia a vedersi all'orizzonte?
C'è poi un fatto di contesto. L'annuncio, pubblicato dal sindaco con lo stemma del Comune e il marchio dell'Amministrazione, è stato rilanciato dalla pagina Facebook dell'Associazione Civici Apuani, l'associazione a finalità politica che è la lista civica del sindaco dal 2018. Un'iniziativa istituzionale, quindi, viaggia anche sui canali della forza politica di chi governa. Non è un illecito, e non lo scriviamo. Ma è esattamente il tipo di sovrapposizione che dovrebbe consigliare prudenza a chi ha a cuore la distinzione tra l'amministrazione di tutti e la parte politica di qualcuno.
Qui la questione investe la Chiesa. Perché il primo incontro non si tiene in un luogo pubblico, ma in una sala parrocchiale. E lo spazio parrocchiale non è neutro: è la casa della comunità dei fedeli, il luogo dove si va per pregare, per educare i figli, per chiedere aiuto, e dove ci si aspetta di trovare accoglienza senza etichette.
L'insegnamento della Chiesa, in questo, è chiaro. Il Concilio Vaticano II, nella Gaudium et spes (76), afferma che la Chiesa, nel proprio ambito, è indipendente dalla comunità politica e non si lega ad alcun sistema politico. Benedetto XVI, nella Deus caritas est, ricorda che l'impegno diretto nella battaglia politica spetta ai fedeli laici, non alla Chiesa come istituzione. La missione delle parrocchie è l'annuncio, la carità, l'accoglienza di tutti. Non è fare da sede, anche involontaria, a chi governa. La buona fede di chi concede uno spazio non cambia ciò che i cittadini vedono: un'Amministrazione in carica, un manifesto con lo stemma, una chiesa.
Per questo ci rivolgiamo alla Diocesi, a fra' Mario Vaccari e ai parroci con domande precise, che crediamo i fedeli e i cittadini abbiano diritto di vedere chiarite.
Con quali criteri vengono concessi gli spazi parrocchiali a iniziative promosse da un'Amministrazione comunale in carica, a meno di due anni dal voto?
Gli stessi spazi, alle stesse condizioni, sarebbero messi a disposizione di opposizione, altre liste e altre forze politiche che chiedessero di incontrare i cittadini?
Come si garantisce che nessuna parrocchia diventi, anche solo per immagine, un palcoscenico? E chi risponde ai fedeli, se questo accade?
Domande anche al sindaco e ai Civici Apuani. Perché un'iniziativa che si dichiara istituzionale è stata rilanciata dai canali della lista del sindaco? E perché partire da una sede religiosa, se l'intento è incontrare tutti, credenti e non, senza che nessuno si senta ospite in casa d'altri?
Rivolgeremo formalmente queste domande al sindaco Persiani, all'Associazione Civici Apuani e alla Diocesi. Attendiamo le loro repliche e le pubblicheremo integralmente, con pari evidenza.
I cittadini non chiedono passerelle, ma risposte. E hanno diritto di riceverle in luoghi che appartengano davvero a tutti.
Fonti: pagina fb del si daco e fb dell'associazio e civici Apuani
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In vista dello sciopero generale regionale indetto dalla Cgil Toscana per il 14 ottobre, "La protesta non è reato", con manifestazione a Massa (conclusioni di Maurizio Landini e intervento di Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale Anpi), i Giovani Democratici ribadiscono il proprio sostegno a una mobilitazione che difende un pilastro della nostra Costituzione: il diritto di manifestare e di esprimere il proprio dissenso.La giornata di mobilitazione è promossa contro i cosiddetti "Pacchetti Sicurezza", che mettono sempre più in discussione la libertà di manifestare, e in solidarietà alle persone citate in giudizio dopo la manifestazione massese contro il genocidio in Palestina. Decine di persone, tra giovani, lavoratori, pensionati, sindacalisti ed esponenti della società civile, sono state citate a giudizio per i fatti del 3 ottobre 2025, quando, in occasione dello sciopero generale, il corteo raggiunse la stazione. ferroviaria di Massa Centro.Ilaria Orlandi, segretaria dei Giovani Democratici di Massa:
"Noi eravamo lì e saremo ancora lì a sostenere chi insieme a noi non ha scelto la strada del silenzio, ma ha percorso pacificamente le strade di questa città per chiedere un cessate il fuoco. La maggioranza della nostra generazione ha dimostrato un netto dissenso per ogni forma di conflitto. Ci vogliono muti e divisi, parte della stampa e della politica ci dipinge negativamente, mentre il nostro obiettivo è solo uno e chiaro: impedire che i principi democratici del nostro Paese vengano messi in discussione e promuoverne una dimensione cosmopolita, capace di andare oltre i confini nazionali."Alessio Fatticcioni, segretario provinciale dei Giovani Democratici di Massa-Carrara:
"Riteniamo fondamentale difendere il diritto di manifestare, di esprimere il proprio dissenso e di mobilitarsi contro le ingiustizie. La protesta non è reato: una democrazia matura deve saper tutelare il dissenso e garantire a tutte e tutti la possibilità di far sentire la propria voce, nel rispetto dei diritti e delle libertà costituzionali.La nostra adesione nasce dalla convinzione che la solidarietà con il popolo palestinese e la difesa dei diritti umani siano responsabilità politiche e morali imprescindibili. Continueremo a sostenere ogni forma di mobilitazione democratica e pacifica per la pace, la giustizia e il rispetto del diritto internazionale.Siamo contenti di vedere migliaia di ragazze e ragazzi scendere in piazza pacificamente."Bernardo Taddei, segretario regionale dei Giovani Democratici della Toscana:
"In Italia c'è un clima di repressione che va avanti da anni e che vuole bloccare le grandi mobilitazioni di questi anni, che non si vedevano dai tempi del G8 di Genova. Il governo Meloni procede a colpi di decreti sicurezza, aumentando reati e aggravanti, tra cui il blocco stradale, che oggi colpisce chi sta subendo un processo penale. Ma non finisce qui: sono state inasprite anche le multe amministrative, dove le garanzie difensive sono ridotte e le possibilità di impugnazione limitate rispetto al procedimento penale. Per studenti e operai è difficile far fronte a sanzioni che arrivano fino a 5mila euro. Per ogni atto di repressione, noi continueremo a scendere in piazza, come faremo mercoledì 14 ottobre a Massa."
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«Mercoledì sarò a Massa allo sciopero generale della Cgil Toscana, che ringrazio per averlo convocato. Lo sciopero generale per Gaza del 3 ottobre è stata una giornata storica, in cui milioni di persone hanno dato voce alla propria indignazione di fronte ai crimini di Netanyahu e alla complicità del governo Meloni con il genocidio». Lo dichiara Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea.«È bene ricordare che l'occupazione e il blocco di strade e stazioni erano sanzionati sul piano amministrativo, in quanto forme tradizionali di protesta popolare e sindacale. Questo governo di eredi del fascismo ha voluto, con i suoi presunti decreti sicurezza, farne di nuovo un reato penale per zittire la protesta sociale», prosegue Acerbo.«Lo stesso governo che ha abolito l'abuso d'ufficio, ridimensionato la Corte dei conti e indebolito l'indipendenza della magistratura sceglie oggi di criminalizzare chi esercita pacificamente e democraticamente il proprio diritto di protestare e ora sta per approvare un ddl sull'antisemitismo per criminalizzare chi critica e condanna i crimini di Israele. Le compagne e i compagni imputati rappresentano esempi di cittadinanza attiva e meritano una medaglia, non di essere perseguiti», sostiene il segretario nazionale di Rifondazione Comunista.«È ora di scendere in piazza contro questo governo che, con la nuova legge elettorale, sta tentando il golpe istituzionale. Il 14 a Massa e sabato 17 tutte/i a Roma con la Cgil», conclude Acerbo.
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«Riteniamo fondamentale ribadire un principio che dovrebbe essere indiscutibile in ogni democrazia: ogni cittadino ha il diritto di esprimere liberamente il proprio dissenso, manifestare le proprie opinioni e partecipare attivamente alla vita politica e civile del Paese. La protesta, quando si esprime nel rispetto delle persone e dei diritti altrui, rappresenta uno strumento essenziale di partecipazione democratica e non può essere trattata, per il solo fatto di esistere, come una violazione della legge o come un comportamento penalmente rilevante».La libertà di espressione, il diritto di manifestare e la libertà di organizzazione sono pilastri irrinunciabili del nostro ordinamento democratico. Non si tratta di concessioni, ma di diritti fondamentali che devono essere garantiti e tutelati, anche quando le opinioni espresse sono scomode, critiche o in contrasto con quelle di chi esercita il potere.«Ogni tentativo di restringere gli spazi di partecipazione, delegittimare il dissenso o scoraggiare la libera espressione delle idee deve suscitare una risposta ferma e consapevole da parte delle istituzioni e della società civile. Una democrazia è davvero solida quando sa ascoltare le voci critiche, non quando cerca di marginalizzarle o metterle a tacere».Per il Movimento 5 Stelle, partecipare alla vita democratica significa anche difendere il diritto di chi la pensa diversamente, riconoscendo nel confronto, nella pluralità delle idee e nella possibilità di manifestare pacificamente elementi essenziali della convivenza civile.«Per queste ragioni – conclude De Pasquale, coordinatore provinciale del Movimento 5 Stelle – guardiamo con attenzione e sostegno alla mobilitazione del 14 ottobre a Massa. Difendere il diritto al dissenso significa difendere la Costituzione, la partecipazione e la qualità stessa della nostra democrazia. Su questi principi non possono esserci ambiguità: gli spazi democratici vanno tutelati e ogni loro possibile ridimensionamento deve essere affrontato con determinazione, responsabilità e una forte reazione civile».
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Rifondazione Comunista Massa Carrara aderisce allo sciopero generale del prossimo 14 ottobre, indetto a livello regionale dalla CGIL e a livello provinciale da USB, per ribadire con forza che la solidarietà al popolo palestinese, vittima di un genocidio, non può essere considerata un reato, né può essere oggetto di criminalizzazione e repressione. Scendiamo in piazza perché riteniamo inaccettabile che chi manifesta contro il genocidio, l’occupazione e la violazione dei diritti fondamentali del popolo palestinese debba subire denunce e affrontare procedimenti giudiziari per aver esercitato il proprio diritto di esprimere dissenso e solidarietà. La libertà di manifestazione e il diritto di protesta sono principi fondamentali della democrazia, che devono essere difesi soprattutto quando vengono messi in discussione.Questi episodi si inseriscono in un quadro politico sempre più preoccupante, segnato dalle politiche securitarie del Governo e dai cosiddetti ddl Sicurezza, che introducono e inaspriscono strumenti repressivi nei confronti di chi lotta, protesta e si mobilita. Si vuole alimentare un clima di intimidazione, nel quale il dissenso sociale e politico rischia di essere trattato come un problema di ordine pubblico anziché come una componente essenziale della vita democratica.Per questo, saremo presenti e porteremo la nostra piena solidarietà alle persone denunciate, tra cui anche compagni e compagne della nostra federazione, per aver partecipato alle mobilitazioni in sostegno della Palestina dello scorso autunno, chiamate ora ad affrontare i rispettivi procedimenti giudiziari, il cui avvio è previsto per il 12 ottobre e il 9 novembre. A tutte le compagne e a tutti i compagni coinvolti esprimiamo vicinanza e sostegno, nella consapevolezza che colpire chi manifesta per la Palestina significa colpire il diritto di tutte e tutti a prendere posizione contro le ingiustizie.Non accettiamo che la solidarietà internazionale venga trasformata in una colpa, né che la denuncia di un genocidio e la richiesta di pace, giustizia e libertà diventino motivo di persecuzione giudiziaria. Saremo al fianco di chi ha scelto di non voltarsi dall'altra parte davanti alla tragedia del popolo palestinese, perché nessuna intimidazione potrà cancellare le ragioni della solidarietà e della giustizia.Contro la repressione e i ddl Sicurezza, per il diritto di manifestare, al fianco del popolo palestinese. La solidarietà non è reato, la solidarietà non si processa.
Legambiente Toscana, con i circoli di Carrara, Massa-Montignoso, Lunigiana e Versilia, aderisce con convinzione allo sciopero generale della Toscana e alla manifestazione del 14 ottobre a Massa perché ovviamente la protesta non può essere un reato.Siamo convinti che i provvedimenti racchiusi nei “pacchetti Sicurezza” del Governo rappresentano una grave lesione al diritto di manifestare pacificamente, come abbiamo fatto – per mesi – per la Palestina, contro il genocidio e per i diritti umani e civili dei cittadini e delle cittadine di Gaza.Per questo il 14 ottobre ci saremo: per rivendicare il pieno diritto a manifestare e a protestare e per testimoniare la nostra solidarietà alle persone che sono state portate davanti al Tribunale perché, anche assieme a moltissimi di noi, quel diritto lo hanno, lo abbiamo esercitato.
- "Che fine ha fatto il 'fognone'?": il consigliere Mirabella chiede risposte sugli allagamenti di Avenza e Marina
- Sciopero generale regionale di quattro ore. Coinvolto il servizio urbano ed extraurbano di tutta la Toscana
- Giornate FAI d’Autunno 2026: la Provincia di Massa-Carrara alla visita istituzionale presso le Ex Segherie Walton a Carrara
- Case popolari a Carrara, Sinistra Italiana - AVS: quanti sono gli alloggi disponibili ?
- Il Polo P&S: sullo stadio comunale tornare al modello di gestione ante Persiani
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- Fantozzi e Lavorini (FDI): “La Regione Toscana deve ripristinare il contributo annuale per le famiglie con figli minori gravemente disabili, un problema per tante famiglie di Massa-Carrara e di tutta la Toscana”
- Dalla logistica alla cantieristica, fino al turismo: come la mappa del P.R.P. disegna il futuro dello scalo apuano secondo Ilari presidente di Aisop
- «Case Sen: stop agli sfratti e si assegnino gli alloggi sfitti»: le richieste dell’amministrazione alla proprietà
- Nuovi fondi in arrivo al comune di Carrara per il sostegno ai servizi dedicati alla prima infanzia


