Politica
Museo della Memoria di Bergiola, anni di promesse: la critica del consigliere Mirabella
"Ancora oggi, a ben 82 anni dall'eccidio (1944-2026), il sindaco Arrighi parla di "lavori ancora da ultimare", infatti la struttura non è ancora ufficialmente e pienamente…

Cerimonia per l'82° anniversario della strage di Bergiola Foscalina: presenti tutte le istituzioni
Si è tenuta mercoledì 16 settembre, la cerimonia commemorativa dell'82° Anniversario della Strage di Bergiola Foscalina, evento patrocinato dalla Provincia di Massa-Carrara. A rappresentare l'amministrazione…

Villaggio San Luca, infiltrazioni e promesse disattese. «Adesso basta, il Comune intervenga»
«È il momento di dire basta. Basta promesse non mantenute e basta con il menefreghismo di un'amministrazione che continua a lasciare soli i cittadini». Lo…

CPR ad Aulla: Schianchi di FdI definisce "ideologico" l'atteggiamento del Governo, Valettini prenda le distanze
Arriva dalla segreteria provinciale di FdI Massa Carrara e Lunigiana un'analisi critica sul Cpr di Aulla che chiama in causa il sindaco di Aulla e…

Importanti nomine regionali per i dirigenti FdI del territorio: quattro apuani ai vertici dei dipartimenti regionali Toscana di Fratelli d'italia
Fratelli d'Italia Massa Carrara attraverso il coordinatore provinciale del partito Marco Guidi esprime grande soddisfazione per le recenti nomine regionali che vedono protagonisti alcuni dirigenti…

Cantieri elettorali e città paralizzata: il grande bluff del restyling di Carrara
Opere urbanistiche come strumento di propaganda elettorale: è quanto suggerisce Cristina Pinelli di Forza Italia nei confronti dell'amministrazione di Serena Arrighi: "L’amministrazione comunale uscente merita un…

Via Bigioni, una strada sempre più pericolosa: FdI annuncia un'interpellanza in consiglio comunale
Via Bigioni, a Marina di Carrara, è diventata una situazione di rischio quotidiano per residenti, automobilisti e soprattutto per i pedoni.La…

Sicurezza: Persiani, anche a Massa pronti a sostenere l'aumento dei militari per l'operazione Strade Sicure
Massa, 15 setembre. - "La priorità per la nostra Amministrazione e per il territorio è la sicurezza dei nostri cittadini, di chi lavora e dei tanti turisti che…

Difesa della costa e sedimenti marini, Barabotti: «La Regione si sveglia dopo anni di ritardi. Giani intervenga prima dell'inverno»
Massa, 15 settembre 2026 – «L'approvazione da parte della Giunta regionale della delibera sui valori chimici locali dei sedimenti marini non è una vittoria da celebrare,…

Carrara pronta a fare la propria parte per chiedere più personale di sostegno nelle scuole secondarie
Nel giorno della prima campanella nelle scuole cittadine si è riunita oggi la commissione Sanità presieduta da Guido Bianchini per ascoltare il garante per i…

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"Per questo trovo paradossale la posizione assunta dal Partito Democratico e da alcuni suoi amministratori locali. Contestare la localizzazione di una determinata struttura è legittimo. Dire invece no ai CPR sempre e comunque senza mettere sul tavolo alcuna alternativa significa nei fatti voler impedire i rimpatri.
Oggi la situazione è molto semplice: sul tavolo esiste un'ipotesi avanzata dallo Stato, quella di Pallerone, e dall'altra parte esiste soltanto una sequenza di no. In queste condizioni è difficile pretendere dal Governo una soluzione diversa se la Regione Toscana e gli enti locali rifiutano persino di partecipare alla ricerca di un'alternativa.
È proprio per rompere questo schema che la Lega ha promosso una proposta di legge regionale di iniziativa popolare. Chiediamo che la Toscana faccia quello che dovrebbe fare un'istituzione responsabile: collaborare lealmente con lo Stato e individuare almeno un'area del territorio regionale potenzialmente idonea alla realizzazione di un CPR. È questo il cuore della proposta.
E non chiediamo di scegliere un luogo a caso. La nostra proposta stabilisce criteri molto precisi: privilegiare territori a bassa o nulla pressione abitativa, aree produttive, logistiche, infrastrutturali o demaniali; verificare la qualità dei collegamenti viari, preferire immobili e aree pubbliche, tenere conto della presenza di luoghi sensibili, della compatibilità urbanistica e delle condizioni ambientali e territoriali.
È dunque esattamente l'opposto di una scelta calata dall'alto. Vogliamo mettere Regione, Comuni e Governo nelle condizioni di confrontarsi preventivamente e di trovare la soluzione che produca il minore impatto possibile sulle comunità interessate. La proposta prevede infatti anche collaborazione istituzionale, accordi con gli enti locali e la possibilità di discutere misure di riequilibrio e compensazione territoriale.
Per questo rivolgo un appello molto chiaro al presidente della Regione, alla maggioranza regionale e ai sindaci, a partire da quelli che in queste ore protestano contro Pallerone (frazione di Aulla): se davvero volete contribuire a individuare una soluzione migliore, sostenete questa proposta e partecipate alla scelta.
Non si può pretendere il coinvolgimento degli enti locali e poi trasformare quel coinvolgimento in un diritto di veto generalizzato.
La nostra proposta offre una via d'uscita ragionevole: sì ai rimpatri, sì a un CPR in Toscana, ma attraverso una scelta condivisa, tecnicamente sostenibile e rispettosa dei territori.
Il PD scelga quindi cosa vuole fare: contribuire responsabilmente all'individuazione della soluzione migliore oppure continuare con il "no" ideologico ai CPR sempre e dovunque. Perché quest'ultima posizione non danneggia il Governo: rende semplicemente più difficile rimpatriare chi non ha diritto di rimanere nel nostro Paese.
La Lega raccoglierà le firme dei cittadini proprio per costringere la politica regionale a confrontarsi con questa responsabilità. La nostra proposta chiede alla Toscana di svolgere un ruolo attivo e responsabile nell'individuazione delle aree e nel sostegno agli enti locali".
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Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato del PD Massa-Carrara in merito alle azioni di diffida inviate da Tigs al Segretario di Fiom.
"Il Partito Democratico di Massa-Carrara ritiene molto gravi le azioni di diffida inviate da TISG al segretario generale della FIOM CGIL di Massa-Carrara Umberto Faita,a cui esprimiamo massima solidarietà.
È inaccettabile che vengano esercitate pressioni di qualsiasi genere sui rappresentanti sindacali per limitarne la libertà di azione.
Ma ancora più incomprensibile è che, in un momento storico grave, con un tavolo di crisi che coinvolge territorio e istituzioni per trovare una soluzione che possa tutelare i lavoratori e garantire la continuità industriale, la principale preoccupazione di TISG sia quella di esacerbare lo scontro con il sindacato, nel tentativo di nascondere le proprie responsabilità"
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Si è chiusa domenica 30 agosto, al Parco della Comasca di Ronchi (Marina di Massa), la XII edizione della Festa Tricolore, la tre giorni organizzata dal coordinamento provinciale di Fratelli d'Italia per Massa Carrara, Lunigiana che ogni anno porta in Versilia esponenti di primo piano del partito e del governo, tra cui i ministri Andrea Abodi, il sottosegretario Patrizio La Pietra e il deputato Giovanni Donzelli. Tre serate dense di appuntamenti, tra politica nazionale, temi identitari, economia del territorio e agricoltura, con spazio anche al Cpr di Aulla e alle prospettive amministrative di Massa, e un pubblico che ha affollato il parco fino all'ultimo giorno.
𝐈𝐥 𝐫𝐢𝐞𝐩𝐢𝐥𝐨𝐠𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐭𝐫𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢
𝐕𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝟐𝟖 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 l'apertura è stata affidata, alle 18:30, all'incontro "Decisi a difendere ancora l'Italia", con gli interventi degli onorevoli Alessandro Amorese, Francesco Micheletti, Francesco Torselli, Alice Buonguerrieri, Galeazzo Bignami e Carlo Fidanza, insieme al coordinatore provinciale Marco Guidi, a Chiara La Porta e a Diego Petrucci. Alle 21:00 il focus si è spostato sui territori con "L'Italia profonda: borghi, aree interne, città", tavola rotonda con amministratori locali a cui ha preso parte, tra gli altri, il sindaco di Lucca Mario Pardini.
𝐒𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟐𝟗 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 la giornata è partita nel pomeriggio, alle 15:00, con "Lo sport d'Italia", incontro che ha visto la partecipazione del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi. Alle 18:30 si è passati ai temi economici con "Energia e lavoro, una sfida epocale", dedicato alle prospettive occupazionali e industriali del territorio apuano.
𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟑𝟎 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨, giornata conclusiva, il programma si è aperto alle 18:30 con l'appuntamento politicamente più atteso, "Governo Meloni e le sfide del 2027", a cui ha preso parte il deputato Giovanni Donzelli, responsabile nazionale dell'organizzazione di Fratelli d'Italia. La festa si è chiusa alle 21:00 con "Coltiviamo l'Italia: agricoltura e sovranità alimentare", incontro con il sottosegretario al Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Patrizio La Pietra.
𝐋'𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐋𝐚 𝐏𝐢𝐞𝐭𝐫𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥'𝐚𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚
Proprio l'appuntamento conclusivo con il sottosegretario La Pietra è stato apprezzato nel corso dell'intera manifestazione. Il sottosegretario è intervenuto egregiamente sui temi della sovranità alimentare, illustrando la linea del governo a sostegno del comparto agricolo e delle produzioni tipiche del territorio, in un dialogo che ha saputo coniugare la dimensione nazionale delle politiche del Masaf con le esigenze concrete dell'agricoltura apuana e lunigianese. Un intervento che ha chiuso in modo convincente il programma della festa, confermando l'attenzione del governo verso un settore centrale per l'economia locale.
È intervenuto anche Bruno Quieti, responsabile del Dipartimento Agricoltura provinciale di Fratelli d'Italia, che ha affrontato le principali problematiche che oggi interessano il comparto agricolo, sottolineando la necessità di tornare a valorizzare il territorio e sostenere concretamente gli agricoltori. Quieti ha inoltre evidenziato l'importanza delle risorse messe a disposizione dal Governo per il settore agricolo, sottolineando come questi interventi rappresentino un'opportunità concreta per sostenere le imprese, favorire gli investimenti e contrastare le difficoltà che stanno mettendo a rischio numerose realtà agricole. Particolare attenzione è stata dedicata anche al fenomeno dell'abbandono dei terreni, soprattutto nelle aree collinari e montane, che negli anni ha determinato il progressivo degrado di vaste zone del territorio. In questo contesto, è stata evidenziata la necessità di un vero e proprio rilancio dei castagneti, attraverso il recupero dei terreni abbandonati e la valorizzazione della castanicoltura.
Nel panel dedicato a "Coltiviamo l'Italia: agricoltura e sovranità alimentare" sono intervenuti anche l'onorevole Irene Gori, impegnata alla Camera dei Deputati sui temi dell'agricoltura e promotrice di interessanti proposte di legge rivolte soprattutto ai giovani, con l'obiettivo di costruire nuove opportunità e dare un futuro al settore agricolo, e il consigliere Luca Minucci, da sempre attento alle problematiche del comparto agricolo e alle tematiche faunistiche del nostro territorio. Un confronto che ha permesso di mettere al centro le difficoltà del settore, ma anche le opportunità e le prospettive per un'agricoltura capace di tornare a essere una risorsa strategica per il territorio, favorendo il ricambio generazionale, il recupero dei terreni abbandonati e la valorizzazione delle nostre produzioni e delle nostre aree rurali.
Nello stesso appuntamento ha preso la parola anche Bruno Tenerani, consigliere comunale di Massa e dirigente provinciale di Fratelli d'Italia, con un intervento degno di nota proprio in virtù del suo duplice ruolo istituzionale e di partito. Ha poi focalizzato l'attenzione sulle ondate di maltempo del periodo 2020/2021, facendo rilevare che la Regione Toscana applicò criteri stringenti e mirati per la gestione degli stati di emergenza, limitando la richiesta di tutele nazionali a territori rigorosamente circoscritti. Ha poi posto l'accento sul legame tra la Psa e il mondo della caccia che è strettissimo laddove si articola su tre fonti principali ed in specie, ha definito i cacciatori "vere sentinelle sul territorio" giacché a loro viene richiesto di monitorare i boschi per la ricerca e segnalazione immediata delle carcasse di cinghiale. Il virus resiste a lungo nei resti degli animali morti e di qui la necessità di identificare e rimuovere rapidamente una carcassa infetta per bloccare i focolai sul nascere.
𝐀𝐦𝐨𝐫𝐞𝐬𝐞 𝐞 𝐆𝐮𝐢𝐝𝐢: «𝐔𝐧'𝐚𝐠𝐨𝐫𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐢𝐠𝐢𝐚𝐧𝐚»
Presente nei tre giorni anche il coordinatore provinciale Marco Guidi, che insieme al deputato Amorese ha definito la Festa Tricolore "un'agorà necessaria per ascoltare le istanze della nostra provincia e della Lunigiana, portandole direttamente all'attenzione del Governo". Un bilancio positivo, sottolineato dagli organizzatori, per una manifestazione che negli anni si è consolidata come punto di riferimento del partito sul territorio provinciale.
𝐃𝐨𝐧𝐳𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐞 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐝𝐨 𝐂𝐩𝐫 𝐝𝐢 𝐀𝐮𝐥𝐥𝐚
Nel dibattito di domenica, a margine dell'incontro sulle sfide del 2027, Donzelli ha affrontato anche il tema del Centro di permanenza per i rimpatri che il Viminale vorrebbe realizzare a Pallerone, frazione di Aulla, questione che da mesi tiene banco nella politica della Lunigiana. Il deputato ha espresso un giudizio positivo sul modo in cui il sindaco di Aulla, Roberto Valettini, ha gestito il dossier: secondo Donzelli, il primo cittadino ha sollevato le proprie perplessità sulla collocazione della struttura confrontandosi direttamente con il ministero, senza però arroccarsi su un rifiuto totale, atteggiamento che il deputato considera politicamente sbagliato. Donzelli ha inoltre annunciato che, con l'apertura del Cpr, verrebbero chiusi i centri di accoglienza attualmente presenti sul territorio.
La vicenda si trascina da tempo: le prime indiscrezioni risalgono a fine 2023, quando il quotidiano Domani aveva rivelato progetti di fattibilità del Ministero della Difesa per individuare nuove aree in diverse regioni italiane. La svolta è arrivata in primavera 2026, con l'indicazione ufficiale dell'area di Pallerone da parte del ministero. Il Comune ha risposto con due delibere consiliari contrarie approvate all'unanimità e con una lettera di Valettini al ministro dell'Interno Piantedosi, ai sindaci del territorio e al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, anch'egli contrario all'ipotesi.
Sulla vicenda pesa anche la posizione particolare di Valettini, che oltre a essere sindaco di Aulla è dallo scorso inverno anche presidente della Provincia di Massa-Carrara, eletto con l'appoggio del centrodestra: da sindaco ha votato contro il Cpr nel proprio territorio, mentre da presidente della Provincia si è astenuto su una mozione del centrosinistra che chiedeva un no generalizzato a tutti i Cpr, ribadendo comunque di considerare illegittimi questi centri e di essersi opposto in particolare alla struttura prevista nella sua provincia.
𝐋𝐨 𝐬𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟖
Sempre nel suo intervento, Donzelli ha allargato il discorso alla città di Massa, dove le elezioni comunali sono attese nel 2028, esprimendo l'auspicio che il centrodestra si presenti con un candidato unico, evitando le divisioni interne che in passato hanno complicato le sfide elettorali nel capoluogo. Un appello alla coesione della coalizione che arriva in un momento in cui, come dimostra proprio la posizione ambigua di Valettini tra Comune e Provincia, i confini tra centrodestra e centrosinistra sul territorio massese appaiono meno netti del solito.
L'auspicio di Donzelli si spiega anche alla luce della situazione politica interna a Massa, dove Fratelli d'Italia siede tuttora tra i banchi dell'opposizione in consiglio comunale, nonostante il Comune sia amministrato da una giunta che si presenta come di centrodestra. In realtà la maggioranza che governa la città è centrodestra solo formalmente e apparentemente, mentre nella sostanza è retta da Lega, Forza Italia dalla lista "Civici Apuani" e dalla "Persiani Sindaco" — quest'ultima anch'essa civica solo sulla carta, avendo accolto nel tempo esponenti confluiti da Pd, Udc, Azione e Italia Viva — con Fratelli d'Italia relegato all'opposizione insieme al centrosinistra.
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La proposta leghista che punta a regolamentare le organizzazioni religiose senza intesa con lo Stato merita una lettura che vada oltre l'annuncio politico, perché tocca almeno tre piani distinti: quello giuridico, quello geopolitico e quello del rapporto tra maggioranza di governo e comunità islamica in Italia.
𝐈𝐥 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐠𝐢𝐮𝐫𝐢𝐝𝐢𝐜𝐨. Il punto tecnico più delicato è la scelta di intervenire proprio sugli enti privi di intesa con lo Stato. In Italia le confessioni religiose che hanno firmato un'intesa (ebraismo, valdesi, buddisti, e altre) godono di un regime di relativa autonomia regolato da leggi ad hoc; l'islam italiano, nella sua grande maggioranza, non ha mai raggiunto un'intesa di questo tipo, restando quindi nel campo delle associazioni di diritto comune. Creare un registro obbligatorio e un albo dei predicatori per questa fascia significa, di fatto, introdurre per via legislativa ordinaria un controllo statale che altre confessioni riconosciute non subiscono nella stessa forma. Questo squilibrio è probabile che diventi il terreno principale di contestazione costituzionale, dato che l'articolo 8 della Costituzione tutela l'uguale libertà di tutte le confessioni religiose davanti alla legge.
𝐈𝐥 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐠𝐞𝐨𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨. La proposta italiana non nasce isolata. Si inserisce in un movimento più ampio, visibile già in Austria (dove circola da mesi l'ipotesi di mettere fuori legge i Fratelli Musulmani) e in altri paesi europei, che collega la galassia della Fratellanza musulmana ai temi del finanziamento estero e dell'islam politico. Il fatto che il tracciamento dei fondi esteri sia il cuore tecnico della proposta suggerisce che l'obiettivo dichiarato — la sicurezza — si intreccia con un obiettivo più politico: ridurre l'influenza di reti transnazionali percepite come vicine a governi o organizzazioni di Doha, Ankara o del Golfo, in un momento in cui i rapporti tra diversi esecutivi europei e queste reti sono già sotto osservazione.
𝐈𝐥 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨. Sul piano nazionale, la misura arriva in un contesto in cui la Lega ha già puntato più volte, negli ultimi mesi, su temi identitari e securitari legati all'immigrazione e all'islam. Registrare gli imam "autorizzati" pone però un problema pratico non banale: chi stabilisce i requisiti di accreditamento, e con quali criteri, in assenza di un'autorità religiosa islamica riconosciuta unitariamente dallo Stato italiano? Il rischio, segnalato spesso da giuristi ed esperti di diritto ecclesiastico, è che un simile registro finisca per essere gestito con criteri discrezionali dal Viminale, aprendo la strada a contenziosi.
𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐬𝐢. Trattandosi per ora di una proposta e non di un testo approvato, il percorso parlamentare sarà probabilmente lungo e conflittuale, sia per le obiezioni delle opposizioni sia per il vaglio di costituzionalità che una misura del genere inevitabilmente attirerebbe. Il vero banco di prova non sarà l'annuncio, ma la scrittura tecnica dell'articolato: è lì che si vedrà se la misura riesce a restare nei confini della sicurezza pubblica o se finisce per configurarsi come una limitazione mirata della libertà religiosa di una specifica comunità.
Fonte: Alma News 24
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Nel seguente comunicato il sindaco di Massa Francesco Persiani dichiara di aver letto sulla stampa locale che "a Massa ci sarebbero “frizioni” tra il sindaco e Fratelli d’Italia.
Credo sia corretto chiarire una cosa: se proprio dobbiamo parlare di frizioni, è bene non confondere le cause con gli effetti ricordando da dove sono partite e chi ha compiuto determinate scelte.
Nel 2023 FdI ha promosso la sfiducia nei miei confronti e, successivamente, ha sostenuto una candidatura alternativa alla mia. Una scelta politica legittima, naturalmente, ma che ha portato FdI a collocarsi all’opposizione. Mi sono limitato a prendere atto di questa decisione in attesa che la politica e il tempo permettessero il ritorno dell’unità dell’intero centro destra, che sostenni fortemente io stesso nel 2018.
Recentemente altri due episodi hanno però confermato che la linea politica del partito locale non era cambiata nei miei confronti: il veto alla mia candidatura alla corsa per la presidenza della provincia e l’adesione a FdI di un assessore senza avermi interpellato preventivamente.
Per questo non condivido la rappresentazione di un sindaco in conflitto con Fratelli d’Italia. Semmai ho semplicemente preso atto, volta per volta, delle decisioni assunte da altri continuando a fare il mio lavoro.
Oggi il mio unico obiettivo resta quello per cui sono stato eletto: governare Massa nell’interesse dei cittadini, con autonomia, serietà e responsabilità.
Per quanto concerne l’auspicio dell’On.le Donzelli, circa l’unità del centro destra alle prossime elezioni, non troverà da parte mia alcun ostacolo", conclude Persiani.
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"Il sindaco di Aulla pensi ad amministrare la città e lasci che il governo si occupi delle politiche su immigrazione e rimpatri", a dichiaralo è il coordinatore provinciale di Fratelli d'italia Marco Guidi in merito alla presa di posizione del sindaco Valettini contro i CPR.
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"In qualità di Segretario Provinciale del movimento Futuro Nazionale di Vannacci, ritengo doveroso e urgente un intervento chiarificatore in merito alla recente iniziativa svoltasi presso la Torre Fiat promossa dal sedicente "Comitato Remigrazione....". A scriverlo è Mauro Rivieri che prosegue:
"La Remigrazione è un punto cardine ,serio e qualificante del nostro programma politico nazionale.Proprio per la sua vitale importanza e delicatezza ,è un tema che esige di essere trattato con la massima competenza,preparazione e responsabilità. Non possiamo in alcun modo accettare che un argomento di tale portata venga banalizzato è ridotto a oggetto di manifestazioni estemporanee, organizzate in modo approssimativo e al solo scopo di " fare rumore" o cercare una effimera visibilità mediatica. La recente mobilitazione a Massa ne è il triste esempio:una iniziativa che ha evidenziato gravi lacune storiche e culturali,culminate nel clamoroso strafalcione di definire "dello Stato" un bene che era,ed è, di natura privata.Chi ambisce a fare politica sul nostro territorio non può permettersi simili leggerezze o piegare la storia locale a proprio uso e consumo per mancanza di preparazione.Alla luce di questi fatti,Futuro Nazionale di Vannacci,coordinamento provinciale di Massa Carrara, prende formalmente e nettamente le distanze da questo comitato~ che,come ci è stato confermato, è un ente del tutto estraneo alla gerarchia del nostro partito-dai suoi promotori e dalle iniziative finora messe in campo. A tutela del nostro Movimento e dei nostri simpatizzanti, chiediamo inoltre che venga fatta totale chiarezza sulla natura associativa di queste sigle indipendenti e sulla loro eventuale gestione di fondi, affinché non si generi alcuna confusione nella cittadinanza. Futuro Nazionale continuerà a portare avanti i propri temi programmatici con la serietà,il rigore e la competenza che i cittadini meritano,rifuggendo da ogni forma di dilettantismo". conclude Mauro Rivieri Segretario Provinciale Futuro Nazionale di Vannacci.
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Stefano Benedetti, presidente Associazione Massa Città Nuova, lancia un appello sulla sicurezza nel centro storico massese tramite una lettera aperta indirizzata al Prefetto di Massa-Carrara, al Questore di Massa-Carrara e al Sindaco del Comune di Massa:
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Silvia Dell'Amico e Gianni Ilari dell'associazione "Città al Centro, dai monti al mare" analizzano la situazione del porto di Marina di Carrara:
"C'è una sottile ironia, quasi amara, nel vedere una città di mare rischiare di rimanere impantanata nelle "sabbie mobili". Non quelle reali della nostra costa, ma quelle invisibili e soffocanti della burocrazia, le associazioni contro, hanno portato disinformazione, urlando contro ampliamento dell ampliamento di 140 Mila mq, che il porto è il colpevole dell erosione delle spiagge vicine, che le sabbie del porto sono inquinate e purtroppo hanno coinvolto gente a tutti i livelli.
Il nuovo piano non è fuori dell area portuale, le sabbie non hanno inquinamento, ma solo che provengono da canali e torrenti della Lunigiana che hanno un tipo di rocce particolari, quindi vengono trascinate nel Fiume Magra, depositando anche al nostro porto.
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Al Meeting di Rimini 2026 torna al centro del dibattito il tema dell'abitare, in un'edizione che ha dedicato ampio spazio al disagio abitativo italiano. Tra gli interventi più attesi, quello di Felice Squitieri, commissario straordinario incaricato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di censire i fabbisogni abitativi e coordinare gli interventi del Piano Casa.Il messaggio centrale dell'intervento è una svolta concettuale: la casa non va più pensata come semplice bene privato, ma come un'infrastruttura sociale a tutti gli effetti, paragonabile a strade, reti energetiche o altri servizi essenziali. Un cambio di prospettiva che ridefinisce anche il ruolo del patrimonio immobiliare pubblico, da gestire non più passivamente ma come leva strategica per rispondere a un bisogno collettivo.Il piano parte da una fase preliminare: una ricognizione sistematica degli immobili statali, per distinguere quelli già utilizzabili da quelli che richiedono lavori di riqualificazione. Solo con una mappatura precisa del patrimonio esistente, ha spiegato il commissario, sarà possibile allocare risorse e programmare interventi in modo efficace.
𝗜 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗶: 𝟵𝟳𝟬 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗶𝗻 𝗱𝘂𝗲 𝗳𝗶𝗹𝗼𝗻𝗶
Sul fronte finanziario, Squitieri ha reso noti gli importi complessivi: 970 milioni di euro totali, di cui 700 milioni indirizzati all'edilizia residenziale pubblica tradizionale e 270 milioni destinati all'edilizia sociale.
𝗜𝗹 𝘁𝗮𝗿𝗴𝗲𝘁: 𝗰𝗵𝗶 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼
La parte più significativa dell'intervento riguarda i destinatari del piano. Squitieri ha individuato una categoria di cittadini che oggi non trova risposta né nel sistema pubblico né nel mercato privato: giovani, giovani coppie e genitori separati. È la cosiddetta "fascia grigia" — persone con un reddito troppo alto per rientrare nelle graduatorie dell'edilizia popolare, ma troppo basso per sostenere i prezzi del mercato immobiliare privato.Il tema dell'accessibilità abitativa è emerso anche in altri appuntamenti del Meeting, in particolare nel convegno "Abitare, un privilegio di tutti" promosso da Cdo Edilizia, con la partecipazione di Irene Tinagli (presidente della commissione speciale del Parlamento europeo sulla crisi degli alloggi), dell'assessore capitolino al Patrimonio Tobia Zevi e del presidente di Confindustria Assoimmobiliare Davide Albertini Petroni. Al centro della discussione, la crescente difficoltà di accesso alla casa nelle grandi città, sempre più attrattive ma sempre meno alla portata di chi non dispone di redditi elevati.L'intervento di Squitieri, arrivato dal padiglione del MIT, restituisce dunque il punto di vista dell'amministrazione centrale su un problema che non riguarda tanto l'emergenza abitativa più acuta, quanto quella fascia intermedia di cittadini che il sistema attuale — diviso tra pubblico e privato — fatica a intercettare.
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