Politica
Il verde pubblico è un bene comune. Avs chiede trasparenza e che si applichi il regolamento adottato
Nei giorni scorsi ci sono arrivate diverse segnalazioni per il taglio di altri otto pini sulla salita S. Ceccardo e di un albero maestoso nel parco…

Massimiliano Bernardi: "Campo scuola verso la chiusura, ma lo sport diventa "a numero chiuso": le contraddizioni della Giunta Arrighi"
"Una decisione annunciata in Commissione Presidente Silvia Barghini del PD che lascia sul campo più perplessità che certezze. Nel corso del recente dibattito, l'Assessore allo Sport…

Carrara, sicurezza, Barabotti (Lega): "Arrighi chiede più Stato, poi la sua maggioranza boccia "Strade Sicure". Ai cittadini gli appelli non bastano"
"La sindaca Arrighi chiede più presenza dello Stato, ma quando in Consiglio comunale arriva una proposta concreta per richiedere i militari di "Strade Sicure",…

Futuro Nazionale Massa-Carrara: “Immigrazione, il centrodestra predica serietà ed efficienza, ma i fatti raccontano un’altra realtà”
Futuro Nazionale Massa-Carrara esce col seguente comunicato nel quale il movimento presenta la sua posizione sulla gestione dell’immigrazione, sugli sbarchi nel porto di Marina di Carrara e sul…

Carrara, il Centrodestra fa squadra e guarda al futuro: “Pronti a scrivere una nuova pagina per la città”
"Grande partecipazione al gazebo unitario del Centrodestra in Piazza 2 Giugno a Carrara, un’importante occasione di incontro e confronto con i cittadini, che hanno voluto fermarsi…

Oscuramento dei profili social e responsabilità dei genitori: le proposte di Cantalamessa
Quando la criminalità conquista i social, anche la risposta legislativa deve guardare lì. Nell'intervista a Format Lab Academy, il senatore leghista Gianluca Cantalamessa, componente della Commissione…

Fratelli d’Italia Massa-Carrara: proposta per l’istituzione del garante provinciale dei diritti delle persone con disabilità
Fratelli d’Italia scende in campo a tutela delle persone con disabilità e delle loro famiglie, presentando…

Comunicato stampa. Trasporto dei blocchi di marmo, CNA Massa Carrara: «Un'eccellenza del territorio a rischio. Serve una prospettiva per il futuro»
Il trasporto di marmo in blocchi è un settore di nicchia, altamente specializzato, che rappresenta un'eccellenza del territorio apuano e un servizio essenziale per il funzionamento…

Cava Fornace, Barabotti e Montemagni (Lega): «La costa apuo-versiliese non è la pattumiera della Toscana»
«Su Cava Fornace siamo davanti a un paradosso democratico che non può essere ignorato. Il Consiglio regionale della Toscana ha impegnato la Giunta a perseguire la…

Con la variante ex Olivetti la città di Massa è all'asta: lo dice l'associazione Polis Lab
"Si completa con la variante ex Olivetti, il trittico delle beffe per la città di Massa". Lo dice Michele Porcu, coordinatore dell'associazione Polis Lab che spiega:…

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MASSA – Via Prado è un ingresso alla città e dovrebbe rappresentare un biglietto da visita curato e accogliente. A richiamare l’attenzione sulle condizioni della strada sono Daniele Tarantino, Giovanna Santi e Carolina Farneti, tutti esponenti del Partito Democratico, che chiedono interventi sulla manutenzione del verde pubblico e sulla pulizia, con attenzione anche alla vicina zona della Martana.«Via Prado merita maggiore cura, per chi ci vive e per chi la percorre entrando a Massa. Il verde trascurato e la sporcizia restituiscono un’immagine di incuria che penalizza questa parte della città. Pulizia e manutenzione sono servizi essenziali e devono essere garantiti con continuità». I tre esponenti del Pd sottolineano anche la vicinanza al mercato coperto, già inaugurato dopo un importante investimento di risorse pubbliche attraverso i fondi PNRR.«Sono state impiegate risorse significative per riqualificare il mercato coperto. È quindi doveroso accompagnare quell’investimento con la cura delle strade e degli spazi circostanti, a partire proprio da via Prado. La valorizzazione del mercato deve portare benefici a tutta l’area, ai residenti, alle attività commerciali e a chi arriva in città».La richiesta all’amministrazione comunale riguarda interventi di pulizia, manutenzione del verde e una programmazione ordinaria che coinvolga anche la zona della Martana. «Chiediamo una verifica delle criticità e un calendario degli interventi, con tempi chiari. Occorre dare continuità alla manutenzione, evitando che le situazioni di degrado si ripresentino».«Via Prado è una porta d’ingresso a Massa – concludono Tarantino, Santi e Farneti –. Prendersene cura significa rispettare chi abita nella zona e accogliere dignitosamente chi raggiunge la nostra città. Dopo le importanti risorse investite nel vicino mercato coperto, ci aspettiamo un’attenzione adeguata anche per il quartiere che lo circonda».
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Porte aperte in via Marco Polo per la nuova sede della scuola media 'Taliercio'. Durante lo scorso fine settimana è stato completato il trasloco degli ultimi arredi dai moduli di via Prampolini stamani sono così potute cominciare le lezioni in quella che sarà la casa dell'istituto per molti anni a venire. "Poco più di un mese fa abbiamo già avuto il piacere di mostrare la nuova scuola a tutta la città e in quella occasione avevamo assicurato che il trasloco si sarebbe concluso entro fine ottobre: promessa mantenuta – dice il sindaco Serena Arrighi -. Le ultime settimane sono servite a completare gli ultimi passaggi tecnici e burocratici e ora siamo davvero felici che questo magnifico edificio abbia aperto le sue porte. Ancora una volta ci tengo a ringraziare le tantissime persone che negli ultimi due anni hanno lavorato non solo per realizzare la scuola, ma anche per minimizzare i disagi che necessariamente ci sono stati per permettere la costruzione di un'opera di queste dimensioni. Grazie anzitutto alle ragazze e ai ragazzi della 'Taliercio' e alla loro famiglie che hanno fin da subito capito l'importanza di quello che stavamo facendo, grazie alle dirigenti scolastiche Marcella Bertocchi e Maria Concetta Consoli, alle insegnanti e al personale ata, grazie a Riccardo Gasparotti, a Nicola Festa, agli uffici Lavori pubblici e Istruzione del Comune di Carrara e agli assessori Moreno Lorenzini e Gea Dazzi. Oggi è iniziato un nuovo capitolo per la 'Taliercio' e la sua comunità, ma il nostro impegno non è ancora finito. Il prossimo passo sarà la sistemazione di tutta la parte esterna: attorno alla scuola realizzeremo un bellissimo giardino, ma parallelamente abbiamo anche intenzione di andare a intervenire sul campo dei Pini. L'area di via Prampolini ha ospitato egregiamente negli ultimi due anni la sede provvisoria della 'Taliercio' ora che è stato completato il trasloco i moduli saranno portati via e il campo dei Pini potrà tornare a essere quel punto di riferimento per Marina e i marinelli che è sempre stato».
L'edificio della nuova 'Taliercio' occupa la stessa superficie del vecchio che è stato demolito nella primavera del 2024, ma si presenta in una veste più moderna ed efficiente. Un grande campo fotovoltaico sul tetto garantisce buona parte del fabbisogno energetico dell'intera struttura che, completamente climatizzata, è circondata da due ampie terrazze e da grandi vetrate su tutti i lati. La vera protagonista della nuova Taliercio è così soprattutto la luce che filtra da quattro lucernari posti sul tetto e che illuminano i due piani della scuola, mentre le pareti delle aule e degli uffici sono tutte di vetro. Particolare attenzione nella costruzione della nuova Taliercio è stata infine data alla destinazione musicale della scuola e per questo sono state previste diverse aree attrezzate dove poter svolgerle prove ed esibizioni e, soprattutto, è stato realizzato un auditorium con un palco modulato per poter ospitare un'orchestra.
La progettazione della nuova scuola media Taliercio è stata affidata a un raggruppamento temporaneo di professionisti composto dall'architetto Tommaso Rossi Fioravanti, capogruppo mandatario con Bstr Architects Stp, Tecneas srl, Aei Progetti srl. Ad aggiudicarsi i lavori è stato Consorzio Innova Soc Cooperativa (operatore singolo) di Bologna, la ditta consorziata esecutrice è la Tecno Service. Riccardo Gasparotti è il responsabile unico del procedimento.
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Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è intervenuto al congresso federale della Lega, il 25 ottobre nell'area milanese. Nel suo discorso ha rivendicato i risultati del dicastero, attaccato quella che chiama la "deriva woke" e annunciato il proprio voto per Matteo Salvini. Ha aperto sostenendo che la Lega celebra un avvenimento straordinario, che solo "una stampa disattenta" non avrebbe ancora colto. Per lui il dibattito democratico in corso smentisce le polemiche del passato sulla "poca democrazia" nel partito, uno dei pochi in cui ci si confronta davvero. Ha ringraziato Salvini e Massimo, invitando tutti a restare amici. Le differenze interne, ha spiegato, sono meno significative di quanto sembri, c'è una missione da compiere e fuori ci sono avversari che non consentono di dividersi.
𝗟𝗲 𝗿𝗮𝗱𝗶𝗰𝗶: 𝗖𝗮𝘁𝘁𝗮𝗻𝗲𝗼, 𝗦𝘁𝘂𝗿𝘇𝗼, 𝗘𝗶𝗻𝗮𝘂𝗱𝗶. Valditara ha ricordato che la Lega è nata contro il centralismo e lo "Stato clientelare", come grande partito popolare di massa fondato sulla libertà responsabile, dopo il tradimento della Democrazia Cristiana, che aveva abbandonato l'insegnamento di Don Sturzo e De Gasperi. Ha citato Sturzo "non a caso", come espressione di un liberalismo cattolico attento alla centralità della persona rispetto allo Stato. Accanto a lui ha posto il federalismo di Carlo Cattaneo, "grande ispiratore della Lega delle origini e di oggi", il liberalismo di Cavour e quello di Einaudi. Federalismo, libertà e responsabilità, ha detto, vanno nella stessa direzione. Da questa corrente nascerebbe l'idea di una solida unità nazionale che dà voce ai territori e valorizza la forma democratica delle comunità, a partire dall'"Italia delle cento città" di Cattaneo. La missione, ha spiegato, è esaltare la forza e la bellezza dei comuni e al tempo stesso riunire Nord e Sud, centro e periferia. Lo starebbe facendo Salvini con le grandi opere infrastrutturali, e lo avrebbe fatto il ministero nella scuola con "Agenda Sud" e "Agenda Nord".
𝗨𝗻'𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝘂𝗺𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮. Per il ministro l'Italia ha una caratteristica unica, "umanità e bellezza". È la patria dell'arte e della qualità, e solo qui poteva nascere, prima ancora del Made in Italy, un modo italiano di vivere e di lavorare. Ha ricordato che la Costituzione, nata dopo la sconfitta della dittatura nazifascista, mette al centro il valore della persona. Ha indicato come tratti del popolo italiano equilibrio, buon senso e senso di responsabilità, qualità che ci hanno reso un esempio apprezzato nel mondo.
𝗟'𝗮𝘁𝘁𝗮𝗰𝗰𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮. "Cosa difendiamo?", ha chiesto, e ha risposto attaccando. Secondo Valditara la sinistra comunista, poi la deriva sessantottina e quindi il wokismo hanno cercato di disgregare il senso di identità in nome di un internazionalismo cosmopolita. Avrebbero messo sotto accusa autorità e responsabilità individuale, cancellato il merito in nome di una società egualitaria che "umilia di differenza i tanti talenti", parlato solo di diritti e mai di doveri e calpestato l'orgoglio di appartenere a una storia, a una nazione e alla civiltà occidentale. Avrebbero anche cercato di corrodere culturalmente la proprietà privata.Nel mirino anche le politiche di sicurezza, che a suo dire sono state delegittimate parlando di repressione, securitarismo e autoritarismo anche quando si trattava di vietare i rave party, le occupazioni abusive di case e l'ingresso a scuola con i coltelli, o di espellere immigrati clandestini pericolosi. Ha aggiunto che sono state attaccate le forze di polizia, a cui ha rivolto il proprio "sincero apprezzamento" per un lavoro che definisce pilastro della libertà.Il ministro ha poi accusato la sinistra di aver cercato di disgregare la famiglia e l'identità di genere dei bambini "a partire dalle scuole elementari", con rappresentazioni che ha definito sciocche. Ha ironizzato con l'esempio di chi dice "io mi chiamo Mario ma potrei chiamarmi Maria" o "una terza cosa ancora", concludendo: "andiamo pure ad insegnare queste cose ai nostri bimbi e li distruggeremo". Citando Fromm, ha sostenuto che senza identità c'è alienazione e senza radici non c'è un futuro solido: "noi vogliamo uomini e donne con identità, popoli con identità".
𝗙𝗲𝗱𝗲𝗿𝗮𝗹𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗲 𝘀𝗼𝘃𝗿𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀. Per Valditara la Lega è nata federalista perché il federalismo è "l'espressione più autentica della democrazia e della sovranità popolare". In questo senso è diventata anche sovranista, "nel nome del popolo sovrano", perché a contare siano i cittadini italiani, le comunità e i territori, in applicazione del principio di sussidiarietà e dell'articolo 1 della Costituzione. Che cosa c'è di più costituzionale, ha domandato, che dire che la Repubblica appartiene al popolo e non a organizzazioni internazionali, consorterie, associazioni, poteri o istituzioni non elettive?
𝗙𝗮𝘁𝘁𝗶, 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗰𝗰𝗵𝗲𝗿𝗲. Sulla polemica del giorno prima, "siamo di destra o di sinistra", il ministro ha evocato Gaber e ha detto che a lui interessano i fatti, ragione per cui la Lega è nata. Ha però precisato: "io sono anticomunista e sarò sempre anticomunista, mai con la sinistra". Poi ha portato alcuni esempi concreti, partendo dagli studenti.
𝗟𝗲 𝗿𝗶𝘃𝗲𝗻𝗱𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮. Ecco il bilancio che il ministro ha presentato, diviso per temi.
Studenti e lavoratori:
dal 2022 sarebbero stati recuperati 520.000 ragazzi che non andavano più a scuola e che rischiavano di ingrossare le file del lavoro nero o della criminalità organizzata;
la "dispersione implicita", cioè le carenze in italiano, matematica e inglese al termine dei 13 anni di scuola, è al 6,3%, contro il 7,5% del 2019 prima del Covid e quasi il 10% con il governo Conte;
dopo 15 anni di blocchi contrattuali sono stati fatti tre contratti in una sola legislatura;
è stata varata l'assicurazione sanitaria gratuita per 1,2 milioni di lavoratori e quella contro gli infortuni per circa 200.000, con la promessa di proseguire sulle politiche di welfare.
Responsabilità e autorità: norme sulla condotta ("chi sbaglia paga"), maturità legata a responsabilità e impegno, fine degli studenti che "volevano fare i furbi" e non si presentavano all'orale, regole sul cellulare ed educazione al rispetto.
Identità:
reintroduzione della storia dei valori occidentali e della storia dei territori;
centralità di grammatica e sintassi e più peso alla geografia fisica e politica, "non solo all'ambientalismo";
tetto del 30% per gli alunni che non parlano adeguatamente l'italiano e un docente specializzato per l'italiano;
"eliminato il burka dalle nostre scuole".
Legalità: chiusura dei "diplomifici".
Edilizia scolastica:
2.800 scuole riqualificate secondo gli obiettivi Pnrr, pari al 25% del patrimonio edilizio scolastico, "mai come oggi";
215 scuole nuove contro le 166 previste e 700 palestre contro le 100 previste;
circa 5 miliardi di risorse nazionali spesi in quattro anni, più 10 miliardi del Pnrr, mentre da Monti a Draghi se ne sarebbero spesi 6.
Giovani, imprese e famiglia: ha citato il lavoro per i giovani, la competitività per le imprese, il 4+2, il consenso informato, la scelta del docente di sostegno da parte dei genitori, il buono scuola e il merito. Sugli asili nido l'obiettivo era 150.000 posti e ne sarebbero stati realizzati 177.000.
𝗜𝗹 𝘃𝗼𝘁𝗼 𝗮 𝗦𝗮𝗹𝘃𝗶𝗻𝗶 𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗰𝗰𝗮𝘁𝗮 𝗮 𝗩𝗮𝗻𝗻𝗮𝗰𝗰𝗶. Valditara ha descritto la Lega come il movimento che rappresenta tutti i cittadini onesti e la "grande massa di produttori", cioè chi si alza la mattina per pensare al futuro proprio, dei figli e del Paese. Ha rivendicato un nuovo modo di fare politica, "pane al pane, vino al vino, fatti e non chiacchiere".
Annunciando che voterà "convintamente" per Salvini, ha parlato di tre motivi e ha ricordato la propria storia: ha partecipato alla stesura della costituzione di Assago con Gianfranco Miglio, è "nato politicamente nella Lega" e ha predisposto il patto Maroni-Segni, che a suo giudizio fu un errore non attuare. Ha sempre avuto in mente una Lega federale e nazionale, e con l'elezione di Salvini nel dicembre 2013 ha trovato "l'uomo giusto" per quell'idea, perché il federalismo "o è nazionale o non è".
Sul calo nei sondaggi ha risposto di girare i territori, tra Puglia, Taranto, Lecce, Reggio Calabria, Macerata, Friuli e Veneto, dove dice di aver trovato risultati straordinari. La Lega è in calo, ha sostenuto, quando non ci si dà da fare sul territorio. Ha poi affermato che da qualche settimana è in ricrescita e che Vannacci "sta crollando", forse anche perché il partito ha messo in cantiere nelle scuole il tetto agli stranieri, il no al burka e l'obbligo per gli stranieri di imparare l'italiano. "Da qua dobbiamo ripartire con Matteo Salvini", ha concluso.
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“Sto seguendo con particolare preoccupazione la discussione nella commissione comunale sport sull’impiantistica sportiva. L’audizione del Sindaco Persiani è servita non solo a nascondere il fatto che da otto anni amministra Massa senza mostrare particolare attenzione per l’impiantistica comunale, ma soprattutto che sul Palazzetto dello Sport stanno puntando dritto verso una concessione e gestione a una società sportiva privata. La nostra posizione invece è sempre quella di un rafforzamento della gestione diretta aumentando le risorse destinate a questo scopo” dichiara la consigliera Bennati. “L’amministrazione Persiani invece non ha investito risorse per migliorare gli impianti sportivi esistenti e neppure di utilizzare il PNRR per costruirne di nuovi, così ci ritroviamo un palazzetto con un parquet danneggiato da rifare” sottolinea Bennati.Come Polo Progressista e di Sinistra abbiamo detto, in solitudine, un chiaro No in consiglio comunale al nuovo Regolamento del palazzetto dello sport due anni fa. La ragione è semplice, in quella stesura si apriva alla gestione privata del Palazzetto e la logica conseguenza di una scelta del genere potrebbe comportare un aumento dei costi per tutte le società che lo utilizzano. Stiamo parlando da mesi con molte società sportive che gestiscono direttamente impianti comunali, uno dei problemi che continua a ritornare riguarda i costi fissi delle bollette. Su chi andrebbero a scaricarsi i costi fissi nella gestione del palazzetto? La situazione nell’uso degli impianti sportivi non calcistici è al collasso, ci sono problemi di organizzazione del calendario che si scaricano sulle società sportive. Succede così che le società sportive si ritrovino nello stesso orario a dover usare palestre e palazzetto senza un coordinamento pubblico del calendario. Chiediamo all’Amministrazione comunale di rafforzare il settore sport comunale aumentando sia il personale che le risorse per gli straordinari, visto che in questi anni sono andate sempre e soprattutto in altre direzioni.
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Stefano Benedetti presidente di Massa Città Nuova chiama in causa l'amministrazione del sindaco di Massa Francesco Persiani sul castello Malaspina: "Il Castello Malaspina, uno dei monumenti più importanti della città di Massa, continua a rimanere chiuso al pubblico dopo anni di lavori e promesse di riapertura. Gli interventi di restauro, avviati nel settembre 2023, con finanziamenti complessivi inizialmente indicati in circa 1,3 milioni di euro, avrebbero dovuto concludersi in parte nel 2025. Successivamente, per il progetto ministeriale, è stata indicata la scadenza di settembre 2026. Siamo ormai alla fine di ottobre e il castello è ancora chiuso. Nel frattempo è scomparso anche il cartello di cantiere, non si vedono lavori in corso e non esistono comunicazioni pubbliche chiare sulla loro conclusione e sulla riapertura. Numerosi cittadini, soprattutto residenti nelle zone limitrofe, mi hanno contattato e hanno organizzato un incontro per denunciare questa situazione ormai insostenibile. Ogni giorno pellegrini della Via Francigena, escursionisti e turisti raggiungono il castello trovando il cancello chiuso, anche durante la stagione estiva. Un danno evidente per l'immagine turistica di Massa e per le attività commerciali del centro storico, che potrebbero beneficiare del passaggio dei visitatori. Ricordo, inoltre, che il castello ospitava importanti manifestazioni, come lo Spino Fiorito, capace di richiamare migliaia di persone da tutta la Toscana, contribuendo alla valorizzazione della città. Ritengo grave la responsabilità politica dell'Amministrazione comunale, che dopo anni non è ancora riuscita a restituire questo patrimonio storico ai cittadini.
Per queste ragioni chiedo formalmente al sindaco Francesco Persiani di chiarire:
- Se i lavori siano effettivamente terminati e, in caso contrario, perché risultino fermi.
- Per quale motivo sia stato rimosso il cartello di cantiere.
- Quali siano gli ostacoli che impediscono la riapertura.
- Quando il Castello Malaspina sarà finalmente riaperto al pubblico.
Massa non può permettersi di tenere ancora chiuso uno dei suoi monumenti più rappresentativi. I cittadini chiedono risposte, trasparenza e fatti concreti, non altri rinvii".
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Il gruppo d'opposizione del Partito Democratico, Massa è un’altra cosa e il gruppo misto di minoranza di Massa escono con un comunicato congiunto dedicato al tema delle varianti urbanistiche e del rischio idraulico a Massa, sostenendo che il Canale Fossa Grande rappresenti una "bomba a orologeria". Il documento porta le firme di: Enzo Romolo Ricci, Stefano Alberti, Daniele Tarantino, Gabriele Carioli, Giovanna Santi, Ivo Zaccagna e Dina Dell’Ertole.
"Pianificare lo sviluppo urbanistico della città ignorando le leggi della fisica e dell'idraulica non è solo un errore politico, ma un pericolo concreto per la sicurezza pubblica e una trappola giuridica per gli stessi dipendenti comunali". Questo l’allarme lanciato dai Consiglieri Comunali, che accendono i riflettori "su una grave criticità legata alle due più grandi varianti urbanistiche recenti del Comune di Massa: la ex Universal Bench (già approvata a monte) e la ex Olivetti-Synthesis (attualmente in fase di adozione a valle)". Al centro della denuncia c'è il canale Fossa Grande, "un’infrastruttura idrica lineare strategica che scorre in gran parte tombata (coperta) proprio al di sotto e ai margini di queste aree produttive. Il canale subisce un fortissimo dislivello topografico – ben 3 metri di pendenza tra il confine nord di via Aurelia e il confine sud di via Aprilia – correndo con forte energia cinetica verso il suo naturale recapito finale: il fiume Frigido, situato proprio all'interno del comparto ex Olivetti".
L’Istruttoria "Cieca" e il Rischio Idraulico. "Siamo di fronte a una pericolosa frammentazione del rischio idraulico", spiegano i consiglieri. "Nella variante ex Universal Bench, il canale tombato è stato liquidato come una pratica puramente geometrica, limitandosi a verificare il rispetto dei 10 metri di distanza dagli edifici previsto dal Regio Decreto 523/1904. Oggi, con la variante ex Olivetti in adozione, si rischia di ripetere lo stesso identico errore: analizzare il rischio idraulico a compartimenti stagni, ignorando il carico d'acqua e la pressione idraulica che arriva da monte. Questo approccio viola palesemente le norme della Regione Toscana sull'invarianza idraulica (DPGR 64/R/2013). Il rischio reale, in caso di eventi meteorici intensi, è l'effetto rigurgito: se la sezione di sbocco a valle non viene calcolata in modo cumulativo tenendo conto delle trasformazioni a monte, la condotta andrà in pressione, minacciando di allagare le aziende e le aree produttive intermedie".
Uno "Scudo" a Tutela dei Tecnici Comunali. La denuncia dei consiglieri punta a "tutelare anche la macchina tecnocratica del Comune. Ai sensi dell'Articolo 6 della Legge Regionale Toscana 41/2018, la gestione e la custodia dei tratti coperti dei corsi d'acqua in aree urbanizzate appartengono al Comune. La politica approva le varianti in aula, ma la responsabilità penale, civile ed erariale per il rilascio dei successivi Permessi di Costruire ricade interamente sui dirigenti e sui funzionari tecnici che firmano gli atti. Rilasciare titoli edilizi basati su studi idraulici parziali ed erronei espone i tecnici al rischio di concorso in abuso edilizio per illegittimità dei permessi, a imputazioni per inondazione colposa in caso di disastro e ad azioni di rivalsa per danno erariale davanti alla Corte dei Conti. Portare alla luce questa criticità serve a dare ai tecnici la forza di fermarsi e pretendere chiarezza".
Le Richieste: Sospensione e Studio di Terzo Livello. I consiglieri annunciano "il deposito immediato di un emendamento vincolante e l'invio di una segnalazione formale al Genio Civile Toscana Nord e al Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord. Chiediamo formalmente che l'adozione della variante ex Olivetti venga sospesa. Il Comune deve commissionare immediatamente uno Studio Idraulico di Terzo Livello dell'intera tratta del canale Fossa Grande, dalla via Aurelia fino allo sbocco nel Frigido. Non accetteremo che si metta a rischio l'incolumità dei cittadini e delle imprese in nome della fretta urbanistica".
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Si è chiuso il primo fine settimana della stagione congressuale di Azione in Toscana. In tre giorni si sono tenuti i congressi provinciali di Arezzo, Siena e Pistoia, che hanno rinnovato gli organismi dirigenti e affrontato, in ciascun territorio, un tema politico specifico scelto dagli iscritti.
È il risultato del percorso avviato da Giulio Sottanelli, deputato e commissario regionale del partito da un anno, che ha assunto l’incarico con un mandato preciso: chiudere la fase del commissariamento e riportare Azione Toscana a un assetto ordinario, con dirigenti eletti dagli iscritti in ogni provincia. In questi mesi il lavoro del commissario si è concentrato sulla ricostruzione dell’organizzazione territoriale, sulla verifica delle strutture provinciali, sulla definizione di un calendario congressuale unitario e sull’impostazione dei congressi come momenti di confronto politico e non soltanto di rinnovo delle cariche.
Ad Arezzo, venerdì, il congresso ha eletto Alberto Cruciani segretario provinciale, mentre Luca Calugi, segretario uscente, assume la presidenza provinciale. A Siena, sabato mattina, sono stati eletti Roberto Bozzi segretario e Giorgio Masina presidente, con un direttivo espresso dalla lista “Siena in Azione” e un confronto dedicato alle infrastrutture e alle vertenze occupazionali della provincia. Nel pomeriggio a Pistoia, nell’ambito della Festa provinciale di Azione ospitata al Toscana Fair, il congresso ha eletto Emanuele Niccoli segretario provinciale e Lorenzo Landi presidente. La giornata pistoiese, alla quale ha partecipato anche il senatore Marco Lombardo, si è aperta con un confronto sulla cybersecurity e sulla protezione di cittadini, imprese e democrazie, e si è chiusa con un dibattito sulle prospettive dei giovani nella provincia, con gli amministratori locali di Azione.
"Quando ho assunto l’incarico di commissario regionale l’obiettivo era uno solo: riportare Azione Toscana a congresso e restituire agli iscritti la scelta di chi li rappresenta", ha dichiarato Giulio Sottanelli, deputato e commissario regionale di Azione Toscana. "Questo fine settimana quell’obiettivo ha cominciato a diventare realtà. Ad Arezzo, Siena e Pistoia ho visto sale piene, dibattiti veri e persone che si candidano a guidare il partito con un mandato pieno. Sono orgoglioso e felice di quello che abbiamo costruito insieme, e ringrazio chi ha lavorato all’organizzazione e chi ha scelto di esserci".
"Ai nuovi segretari e presidenti provinciali, e a tutti i componenti dei direttivi eletti, auguro buon lavoro", ha aggiunto Sottanelli. "La responsabilità che si assumono è grande, perché il nostro modo di fare politica parte dai problemi concreti dei territori, non dagli slogan. I temi affrontati in questi tre congressi, dalle infrastrutture al lavoro, dicono che la classe dirigente che sta nascendo ha già una direzione chiara".
La stagione congressuale prosegue nelle prossime settimane in tutte le altre province toscane. Venerdì 6 novembre alle ore 16 si terrà il congresso provinciale di Pisa alla Leopolda Centro Congressi (via Francesco da Buti, 1). Sabato 7 novembre sarà la volta di Livorno, alle ore 9 alla Bottega del Caffè (viale Caprera, 35), e di Massa-Carrara, alle ore 16 al Teatro Guglielmi (piazza del Teatro).
"Ci aspettano altri fine settimana come questo", ha concluso Sottanelli. "Pisa, Livorno e Massa-Carrara sono le prossime tappe di un percorso che restituirà alla Toscana un partito con dirigenti eletti in ogni provincia, radicato e pronto a fare la sua parte".
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Nella mattinata di venerdì 23 ottobre il circolo di Sinistra Italiana - AVS Carrara ha presentato ufficialmente la sua proposta per il primo rifugio climatico della città, lanciando una raccolta firme affinché la proposta venga discussa in consiglio comunale.
"Da mesi lavoriamo sul tema del verde e della riqualificazione urbana", dichiara il segretario comunale Carlo Perazzo. "Questo progetto è un esempio di come intendiamo la politica: siamo partiti da azioni di cura collettiva del quartiere che va da via guelfa al baluardo; abbiamo fatto assemblee con associazioni e cittadinanza per individuare bisogni e criticità e chiedere una mano a tutti; abbiamo poi lanciato una petizione affinché l'ex mulino forti diventi una casa di quartiere, chiedendo al Comune che avvii un percorso partecipato con la cittadinanza. Oggi lanciamo questa proposta e ringraziamo gli abitanti che ci hanno aiutato a costruirla: un'area verde, un rifugio climatico per il quartiere. Sappiamo quanto il riscaldamento climatico sia un problema per la vivibilità delle città e per la salute dei più fragili, anziani su tutti. Sappiamo che è solo l'inizio e sappiamo che i Comuni hanno gli strumenti per contrastare questo fenomeno. La depavimentazione, di cui abbiamo già parlato in passati interventi, e la gestione del verde. Il quartiere in questione offre un'area verde pubblica di circa 600m2, completamente abbandonata da molti anni, compresa tra via vezzala e via carriona. Oggi è invasa da spazzatura e rovi che spesso impediscono il normale passaggio sul marciapiede. Carrara sarebbe una città migliore se solo valorizzasse il suo potenziale. La nostra proposta è semplice e concreta, rivolta al Comune, alle associazioni e alla cittadinanza: si avvii un percorso partecipato per co-progettare insieme il primo rifugio climatico della città. Il verde pubblico non è solo arredamento urbano: è un spazio di salute che non discrimina in base alle possibilità economiche; è luogo di socializzazione e un'occasione di educazione civica. Per questo nella nostra proposta chiediamo che il rifugio climatico abbia anche spazi informativi sia per l'educazione ambientale che per la storia del territorio. E per questo chiediamo che venga dedicato a Cesarina Tosi, figura importante per la storia di Carrara, testimone della rivolta del 7 luglio e simbolo del coraggio delle donne carraresi. Un luogo del genere, recuperando anche la memoria dei lavatoi che vi erano ospitati, sarebbe davvero un luogo di tutti e dimostrerebbe che la cura e la partecipazione contrastano il degrado molto meglio delle ronde che qualcuno invoca. In tutti i Comuni toscani in cui AVS è presente si sta facendo un lavoro importante su questo tema. Non aspettiamo la prossima bomba di calore: si parta subito anche a Carrara. Noi ci siamo".
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MASSA – In merito all'interruzione dei lavori - aggiudicati a settembre 2023 ed avviati nel marzo 2024 presso l'Istituto Professionale "Barsanti" - la Provincia di Massa-Carrara interviene per fare chiarezza sulla vertenza con la ditta appaltatrice e per tracciare il bilancio complessivo degli interventi finanziati con fondi PNRR sul territorio.«Ad oggi – precisa la Dirigente del Settore Edilizia Scolastica, l'Arch. Marina Tongiani – non vi è stata alcuna risoluzione contrattuale e pertanto il contratto risulterebbe formalmente in essere. Pur essendovi tutti gli elementi per procedere ad una risoluzione in danno all'operatore – come accertato a fine agosto 2026 anche dal Collegio Consultivo Tecnico (CCT) appositamente nominato – l'Ente ha proseguito privilegiando l'obiettivo del risultato: la conclusione del cantiere per poter consegnare la scuola ai ragazzi, supportata fino a quel momento dalla Cabina di Coordinamento sul PNRR istituita presso la Prefettura ai sensi del decreto legge 19/2024.».Nonostante l'incertezza legata alle tempistiche del PNRR, la volontà di tutelare la copertura finanziaria ha spinto la Provincia a tentare la prosecuzione del rapporto contrattuale oltre il 31 agosto per evitare lo stop dei lavori, laddove in altri contesti si sarebbe proceduto tempestivamente alla risoluzione.«Pochi giorni fa, ad inizio ottobre è però pervenuta la notifica con cui la ditta ha citato in giudizio l'Amministrazione Provinciale al fine di far accertare la risoluzione contrattuale. Dopodiché, l'operatore economico ha subito provveduto, senza alcun'altra formalità, ad avviare la dismissione del cantiere», dichiara la Dirigente.Un'interruzione lavori, dunque, per nulla imputabile alla Provincia che, anzi, sul fronte delle risorse PNRR sta proseguendo le interlocuzioni a ogni livello istituzionale per monitorare l'evoluzione dei quadri finanziari. L'obiettivo dell'Amministrazione rimane quello di intercettare, ove necessario, canali di finanziamento alternativi per garantire la totale realizzazione e il completamento delle opere.L'impegno dell'Amministrazione sul fronte dell'edilizia scolastica e del PNRR resta imponente e dimostrato dai numeri. Su un totale di 14 cantieri avviati con fondi PNRR, ben 9 sono già stati conclusi con successo: Istituti Scolastici Professionali "Minuto" (Massa); Istituto "Tacca" (Carrara); Licei Classici "Rossi" (Massa) e "Leopardi" (Aulla); Liceo Linguistico "Montessori" (Carrara); Istituto Tecnico "A. Meucci" (Carrara); Palestra dell'Istituto Professionale "Belmesseri" di Pontremoli e annessa struttura; Polo dell'I.S. Liceo "Da Vinci" e I.S. Professionale "Belmesseri" (Villafranca). Un ulteriore cantiere risalente alla programmazione 2023, quello dell'Istituto Pascoli di Massa, pur avendo subito ritardi, si trova ormai in fase conclusiva (completato all'80%).
Rimangono attualmente 4 cantieri che presentano criticità in fase esecutiva dovute a problematiche con le ditte appaltatrici: oltre all'Ipsia "Barsanti", figurano l'I.S. "Zaccagna", la palestra di Villafranca e la palestra dell'Istituto "Galilei" di Carrara.
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A Massa la TARI aumenta, ma nelle frazioni montane i cittadini continuano a fare i conti con cassonetti vecchi e fatiscenti, una raccolta differenziata insufficiente e la mancanza totale di isole ecologiche. Intanto, al magazzino delle Jare, ci sono cassonetti metallici nuovi, diversi ancora imballati. La domanda è semplice: se le tariffe aumentano, perché il servizio non migliora? I numeri parlano chiaro: una famiglia, a parità di superficie dell'abitazione e di numero di occupanti, è passata da 352 euro nel 2023 a 435 euro nel 2026. Sono 83 euro in più in tre anni, con un aumento del 23,6%. Nel solo ultimo anno, la stessa famiglia è passata da 397 a 435 euro: 38 euro in più, pari a un aumento del 9,6%, ben oltre quanto previsto. Un rincaro che pone una domanda legittima: a fronte di una spesa crescente, quali miglioramenti concreti hanno ricevuto i cittadini nel servizio di raccolta e gestione dei rifiuti? A fronte di aumenti così significativi, si dovrebbe poter contare su un servizio adeguato, efficiente e proporzionato a quanto pagano. Non è accettabile che le bollette crescano mentre nelle frazioni montane persistono ancora problemi legati alle condizioni dei cassonetti, alle difficoltà nel conferimento differenziato e alla mancanza di strutture adeguate. Non contestiamo soltanto l'aumento della TARI: chiediamo che a tariffe più alte corrispondano servizi migliori e risultati verificabili. A rendere ancora più urgente un chiarimento sono le fotografie scattate al magazzino delle Jare, che mostrano numerosi cassonetti metallici, diversi dei quali ancora avvolti nella pellicola protettiva. Perché questi contenitori sono ancora in magazzino mentre nelle frazioni si segnalano cassonetti fatiscenti? Qual è la loro destinazione? Quando saranno eventualmente installati? E quali interventi sono previsti per migliorare concretamente il servizio nelle località montane? Chiediamo risposte pubbliche e verificabili, un calendario per il rinnovo dei contenitori, interventi per migliorare la raccolta differenziata e punti di conferimento adeguati alle caratteristiche e alle necessità delle frazioni montane, che non sono territori di serie B. Chi vive a Forno, Canevara, Antona, Altagnana, Pariana, San Carlo, Casette e Resceto, così come nelle altre località, ha diritto a servizi efficienti e a una gestione trasparente delle risorse che versa attraverso la TARI. Pagare di più deve significare ottenere un servizio migliore, non continuare a convivere con gli stessi problemi. Vogliamo una montagna rispettata, interventi concreti e risposte precise.
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