Politica
Il verde pubblico è un bene comune. Avs chiede trasparenza e che si applichi il regolamento adottato
Nei giorni scorsi ci sono arrivate diverse segnalazioni per il taglio di altri otto pini sulla salita S. Ceccardo e di un albero maestoso nel parco…

Massimiliano Bernardi: "Campo scuola verso la chiusura, ma lo sport diventa "a numero chiuso": le contraddizioni della Giunta Arrighi"
"Una decisione annunciata in Commissione Presidente Silvia Barghini del PD che lascia sul campo più perplessità che certezze. Nel corso del recente dibattito, l'Assessore allo Sport…

Carrara, sicurezza, Barabotti (Lega): "Arrighi chiede più Stato, poi la sua maggioranza boccia "Strade Sicure". Ai cittadini gli appelli non bastano"
"La sindaca Arrighi chiede più presenza dello Stato, ma quando in Consiglio comunale arriva una proposta concreta per richiedere i militari di "Strade Sicure",…

Futuro Nazionale Massa-Carrara: “Immigrazione, il centrodestra predica serietà ed efficienza, ma i fatti raccontano un’altra realtà”
Futuro Nazionale Massa-Carrara esce col seguente comunicato nel quale il movimento presenta la sua posizione sulla gestione dell’immigrazione, sugli sbarchi nel porto di Marina di Carrara e sul…

Carrara, il Centrodestra fa squadra e guarda al futuro: “Pronti a scrivere una nuova pagina per la città”
"Grande partecipazione al gazebo unitario del Centrodestra in Piazza 2 Giugno a Carrara, un’importante occasione di incontro e confronto con i cittadini, che hanno voluto fermarsi…

Oscuramento dei profili social e responsabilità dei genitori: le proposte di Cantalamessa
Quando la criminalità conquista i social, anche la risposta legislativa deve guardare lì. Nell'intervista a Format Lab Academy, il senatore leghista Gianluca Cantalamessa, componente della Commissione…

Fratelli d’Italia Massa-Carrara: proposta per l’istituzione del garante provinciale dei diritti delle persone con disabilità
Fratelli d’Italia scende in campo a tutela delle persone con disabilità e delle loro famiglie, presentando…

Comunicato stampa. Trasporto dei blocchi di marmo, CNA Massa Carrara: «Un'eccellenza del territorio a rischio. Serve una prospettiva per il futuro»
Il trasporto di marmo in blocchi è un settore di nicchia, altamente specializzato, che rappresenta un'eccellenza del territorio apuano e un servizio essenziale per il funzionamento…

Cava Fornace, Barabotti e Montemagni (Lega): «La costa apuo-versiliese non è la pattumiera della Toscana»
«Su Cava Fornace siamo davanti a un paradosso democratico che non può essere ignorato. Il Consiglio regionale della Toscana ha impegnato la Giunta a perseguire la…

Con la variante ex Olivetti la città di Massa è all'asta: lo dice l'associazione Polis Lab
"Si completa con la variante ex Olivetti, il trittico delle beffe per la città di Massa". Lo dice Michele Porcu, coordinatore dell'associazione Polis Lab che spiega:…

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AULLA (Massa-Carrara) – Futuro Nazionale Massa-Carrara si schiera a favore della realizzazione del Centro di permanenza per i rimpatri (CPR) nel territorio di Aulla. Con una nota firmata dal coordinatore provinciale Luca Guadagnucci, il movimento esprime pieno sostegno alla posizione del Ministro dell'Interno e invita le istituzioni competenti a superare le contrapposizioni politiche e ad accelerare le procedure.Secondo Futuro Nazionale, i CPR sono uno strumento previsto dall'ordinamento per rendere effettivi i provvedimenti di espulsione. "Non possiamo continuare a parlare di sicurezza, legalità e controllo dell'immigrazione irregolare senza dotarci delle strutture necessarie a garantire l'esecuzione dei rimpatri", sottolinea il movimento. Guadagnucci sostiene dunque il centro a Pallerone e si esprime anche sulle opposizioni sorte a livello locale all'ipotesi di realizzare la struttura in quell'area. Futuro Nazionale dichiara di rispettare le preoccupazioni di una parte della cittadinanza e delle amministrazioni locali, ma ritiene che "non possano prevalere opposizioni esclusivamente ideologiche". Le eventuali criticità tecniche, urbanistiche e ambientali, precisa la nota, vanno valutate e affrontate nelle sedi competenti, senza diventare un ostacolo pregiudiziale alla realizzazione del centro.
Per Futuro Nazionale è necessario che lo Stato disponga di strumenti concreti per gestire l'immigrazione irregolare, nel rispetto delle leggi, dei diritti fondamentali e delle esigenze di sicurezza dei territori. "Non è più il momento dei rinvii", afferma il movimento, che chiede al Governo e al Ministero dell'Interno di procedere rapidamente con le verifiche necessarie e, accertata l'idoneità dell'area, con la realizzazione del CPR ad Aulla. "La politica deve assumersi le proprie responsabilità e dare risposte concrete, anziché alimentare continue contrapposizioni", conclude la nota.Futuro Nazionale ha infine annunciato che manterrà alta l'attenzione sul tema della sicurezza e della legalità nel territorio provinciale.
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Sui finanziamenti PNRR per il sociale a Carrara interviene il consigliere della Lista Ferri Filippo Mirabella: "Da un lato si destinano risorse del PNRR (Missione 5) al sostegno dei nuclei vulnerabili e al programma P.I.P.P.I.; dall'altro si attivano canali regionali ed europei. Sulla carta assistiamo a una pioggia di risorse e progetti per l'Ambito Territoriale Sociale Apuane, di cui Carrara è Comune capofila insieme a Massa e Montignoso, ma nella realtà quotidiana dei cittadini dei tre Comuni occorre verificare quanti di questi finanziamenti si siano tradotti in servizi effettivamente accessibili.Una conferma di questa criticità arriva dalla pubblicazione dell'avviso pubblico d'Ambito dello scorso 12 ottobre per la co-progettazione e gestione del nuovo Centro per le Famiglie, con termine perentorio fissato per le ore 13 del 30 ottobre. L'ennesima corsa contro il tempo, contrassegnata da soli 18 giorni a disposizione, che solleva seri interrogativi sulla programmazione dell'Assessorato alle Politiche Sociali: mentre si attivano diverse linee di finanziamento per finalità che meritano di essere chiarite e coordinate, resta da capire quali azioni concrete siano state effettivamente realizzate sul territorio.
Le tre aree di intervento sono previste da tempo: dopo quattro anni quali servizi sono oggi realmente operativi sul territorio?
Gli atti amministrativi dell'Assessorato guidato da Roberta Crudeli indicano tre pilastri fondamentali di assistenza per il Centro per le Famiglie. Tuttavia, dopo quattro anni di annunci, tra quanto viene previsto sulla carta e quanto viene concretamente garantito ai cittadini c'è un divario su cui la Giunta deve fare immediata chiarezza:
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Area Informazione e Accoglienza: uno sportello unico d'Ambito per il primo contatto e l'orientamento dei nuclei familiari.
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Area Orientamento e Consulenza Specialistica: percorsi dedicati di mediazione familiare, consulenza pedagogica e sostegno psicologico alle fragilità.
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Area Sviluppo Risorse Familiari e di Comunità: gruppi di mutuo aiuto, spaces aggregativi e percorsi di prevenzione del burnout genitoriale.
Ad oggi, quale di queste tre aree di intervento e' effettivamente operativa per la cittadinanza? Si continuano a frammentare i capitoli di spesa e a pubblicare avvisi con scadenze estremamente ravvicinate, imponendo al Terzo Settore di predisporre proposte progettuali complesse in tempi ristrettissimi. Il rischio concreto è che possano partecipare quasi esclusivamente gli enti che dispongono già di progetti pronti. Ma, al di là degli avvisi arrivati dopo quattro anni, quali servizi sono concretamente accessibili? Quali sportelli sono aperti, quali percorsi di mediazione sono attivi e quali gruppi di sostegno sono già partiti?
PNRR SOCIALE: RITARDI, SOVRAPPOSIZIONI E CARENZE NELLA GESTIONE AMMINISTRATIVA
Questo quadro solleva interrogativi più ampi sulla gestione delle politiche sociali da parte della Giunta a guida PD:
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Stazione di Posta ad Avenza (Via Toniolo): l'intervento PNRR per l'accoglienza degli indigenti è in ritardo rispetto alle attese, tra proteste della cittadinanza per la mancata condivisione, polemiche sul decoro urbano e slittamenti dei lavori da chiarire.
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Progetti Disabilità e Housing First: le risorse della Missione 5 destinate alla vita indipendente e all'emergenza abitativa procedono a rilento tra le maglie della burocrazia d'Ambito, mentre resta da chiarire quanti patti personalizzati per le persone con disabilità siano stati attivati e quali risposte concrete siano state garantite sul fronte dell'emergenza abitativa.
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Doppio binario senza regia: si rincorrono i fondi PNRR P.I.P.P.I. e al contempo si apre un bando d'Ambito FSE+/Regione per il Centro Famiglie senza chiarire come queste risorse si integrino, con il rischio di sovrapposizioni burocratiche che producono carte anziché servizi.
Basta con gli annunci sui finanziamenti se non seguono risultati verificabili: l'Assessore e Vicesindaco Roberta Crudeli spieghi quali servizi siano realmente attivi.Disporre di più canali di finanziamento senza chiarire come si integrino e quali risultati producano rappresenta, a nostro avviso, un grave insuccesso politico e gestionale.Non siamo più disponibili ad accettare ritardi e mancanza di chiarimento dopo quattro anni su interventi che riguardano persone fragili e famiglie dei tre Comuni dell'Ambito. Chiediamo che la Giunta venga in Consiglio Comunale a rendere conto di ogni singolo euro assegnato all'Ambito Apuane per la Missione 5 e per i bandi regionali: vogliamo date certe, sedi aperte, personale operativo e trasparenza totale. Se non sono in grado di trasformare le risorse disponibili in servizi concreti e verificabili, si assumano la responsabilità politica dei risultati mancati e lascino il passo ad altri".
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Ci sono notizie che non si commentano soltanto: si denunciano. Quella che arriva da una Rsa in provincia di Milano è una di queste.
Quattro anziane ospiti sarebbero state afferrate per i capelli, schiaffeggiate, insultate, derise e minacciate durante le operazioni quotidiane di messa a letto e vestizione. Tre operatori sociosanitari, due uomini e una donna, sono stati interdetti dalla professione su tutto il territorio nazionale, e ai due uomini viene contestata anche la violenza sessuale, che sarebbe stata commessa durante l'igiene personale delle vittime. L'indagine è dei Nas, coordinati dalla Procura di Lodi, e una quarta dipendente risulta indagata per minacce. A documentare i fatti sarebbero state intercettazioni audio e video, che avrebbero registrato reiterate vessazioni fisiche e psicologiche.
𝗜𝗹 𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗼 𝗴𝗶𝘂𝗿𝗶𝗱𝗶𝗰𝗼.
Siamo nella fase delle indagini e vale la presunzione di non colpevolezza (art. 27 Cost.): gli indagati sono innocenti fino a sentenza definitiva. Ma i reati ipotizzati sono tra i più gravi. Il maltrattamento (art. 572 c.p.) punisce chi maltratta una persona a lui affidata per ragioni di cura, vigilanza o custodia, con la reclusione da tre a sette anni. La violenza sessuale (art. 609-bis c.p.) è punita con la reclusione da sei a dodici anni, e qui il profilo da valutare è la condizione di totale vulnerabilità delle vittime, che incide sulle aggravanti. L'interdizione dalla professione è una misura cautelare, il divieto temporaneo di esercitare determinate attività professionali (art. 290 c.p.p.), disposta per evitare che il rischio si ripeta nel corso del procedimento.
𝗟𝗮 𝘃𝗶𝗱𝗲𝗼𝘀𝗼𝗿𝘃𝗲𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝘇𝗮: 𝘂𝗻𝗮 𝗻𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮.
Il D.Lgs. 29/2024 (art. 31) consente alle strutture sociosanitarie di dotarsi di sistemi di videosorveglianza, anche gradualmente. Esiste inoltre un fondo, previsto dall'art. 5-septies del D.L. 55/2019, destinato a finanziare impianti a circuito chiuso nelle strutture di residenza e cura degli anziani. Ma resta una facoltà: installare o no le telecamere dipende dal gestore. In passato le proposte per rendere sistematica la videosorveglianza si sono fermate in Parlamento: un disegno di legge approvato dalla Camera non è mai arrivato all'esame dell'Aula del Senato.
Per questo mi accodo alla posizione di Souad Sbai, responsabile del Dipartimento Pari Opportunità della Lega, che chiede di trasformare la facoltà in obbligo. Dal punto di vista tecnico la strada è tracciata, ma va percorsa con rigore. Servono telecamere negli ambienti in cui sono davvero necessarie a prevenire e accertare gli abusi. Servono regole chiare su finalità, conservazione e accesso alle immagini, nel rispetto della privacy degli ospiti (Codice privacy e GDPR). Servono le garanzie per i lavoratori, a partire dall'art. 4 dello Statuto dei lavoratori, che richiede l'accordo sindacale o l'autorizzazione dell'Ispettorato. Privacy e sicurezza non si escludono: la riservatezza non può diventare un alibi per lasciare soli i più fragili.
𝗟𝗲 𝘁𝗲𝗹𝗲𝗰𝗮𝗺𝗲𝗿𝗲, 𝗱𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗲, 𝗻𝗼𝗻 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮𝗻𝗼.
Servono ispezioni a sorpresa, canali sicuri per le segnalazioni, formazione e selezione attenta del personale. E va detto con onestà che in questa vicenda le immagini le hanno raccolte gli inquirenti: senza un'indagine, nessuno avrebbe visto. È la prova che la prevenzione non può dipendere dalla buona volontà di chi gestisce la struttura.
𝗡𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲.
Commenta l'Avv. Carmen Federico: "Sostengo questa battaglia da avvocato e da cittadina. Non è una questione di colore politico: è il coraggio di alzare la voce davanti a questo scempio. Chi è affidato alle nostre cure non ha voce, e allora la voce dobbiamo prestargliela noi. La dignità dei più fragili non è negoziabile, e la loro sicurezza è un dovere preciso delle istituzioni."
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Massa, 16 ottobre 2026 – Nuovi interventi di manutenzione e riqualificazione della viabilità comunale. La Giunta ha approvato oggi il progetto di fattibilità tecnico-economica per un investimento complessivo di 320mila euro, destinato al risanamento delle pavimentazioni stradali in diverse zone della città.L'intervento si inserisce nel più ampio programma triennale delle opere pubbliche 2026-2028, che prevede 1 milione e 350mila euro per il risanamento e la riqualificazione della viabilità comunale, di cui 750mila euro riferiti all'annualità 2026.L'obiettivo è intervenire sulle strade che presentano condizioni di deterioramento del manto stradale, migliorando la sicurezza della circolazione, la percorribilità e il decoro urbano, anche in prossimità delle aree interessate dagli interventi finanziati attraverso il PNRR. Nel dettaglio, il progetto approvato riguarda:
- Via delle Grazie;
- Via Castagnola di Sopra;
- Via della Pieve;
- Dossi tra viale Mazzini e via Paolo Ferrari;
- Via Partaccia, zona del complesso commerciale;
- Via Forlanini e via Menzione;
- Rotatoria di piazza Unità d'Italia;
- Rotatoria tra via Carducci e via Marina Vecchia;
- Rotatoria tra viale Mattei e via delle Pinete;
- Via Lungobrugiano.
Le opere prevedono la fresatura delle pavimentazioni deteriorate, il ripristino degli strati stradali, la posa di nuovo conglomerato bituminoso e il successivo rifacimento della segnaletica.«La manutenzione delle strade rappresenta una delle esigenze più sentite dai cittadini e una priorità sulla quale continuiamo a investire risorse importanti – dichiara il sindaco Francesco Persiani –.Siamo consapevoli che sul nostro territorio esistono ancora situazioni che richiedono attenzione e interventi. Per questo stiamo portando avanti un programma di riqualificazione che interessa progressivamente diverse zone della città, con l'obiettivo di rendere la nostra viabilità più sicura, funzionale e decorosa».Questo nuovo progetto da 320mila euro – prosegue il sindaco – si inserisce in una programmazione più ampia, che prevede investimenti per oltre un milione e trecentomila euro. Non si tratta di interventi isolati, ma di un percorso di manutenzione e miglioramento della rete stradale che intendiamo proseguire, compatibilmente con le risorse disponibili e con le priorità individuate dagli uffici tecnici».
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"Il tour del sindaco Francesco Persiani, a partire dal 21 ottobre, nelle frazioni del territorio comunale, e in particolare nelle zone della montagna: Casette il 2 dicembre e Forno e Canevara il 17 febbraio, senza però toccare i paesi della valle del Renara, ha tutto il sapore di un’iniziativa di campagna elettorale" Lo dicono i rappresentanti di Rifondazione Comunista Massa Circolo della Montagna che spiegano: "Una comparsa tardiva che arriva dopo otto anni di amministrazione durante i quali la presenza del sindaco e l’ascolto delle comunità montane sono stati del tutto insufficienti.Appuntamenti che arrivano dopo anni in cui i cittadini della montagna hanno atteso attenzione, ascolto e risposte concrete. Viene spontaneo chiedersi se questo improvviso interesse per le frazioni sia il segnale di una nuova sensibilità amministrativa o, piuttosto, di una precisa esigenza di visibilità politica. Dove è stato Persiani in questi otto anni? Dov’era quando i cittadini chiedevano attenzione, quando le frazioni avevano bisogno di risposte, quando i problemi quotidiani aspettavano soluzioni concrete e non promesse? Dov’era quando le comunità della montagna chiedevano di essere ascoltate e considerate parte integrante del territorio e non realtà periferiche da ricordare soltanto in prossimità degli appuntamenti elettorali?Oggi il sindaco si presenta nelle frazioni, visita i paesi e incontra i cittadini, ma non basta farsi vedere per dimostrare di esserci, così come non basta organizzare un tour per recuperare anni di distanza dalle persone e dai loro problemi. La montagna non è una vetrina da esibire in campagna elettorale, ma è un territorio vivo, abitato da persone che ogni giorno fanno i conti con difficoltà concrete, con servizi da garantire, collegamenti da mantenere, manutenzioni da assicurare e bisogni che meritano risposte puntuali. Sono comunità che non possono essere trattate come una comparsa nel calendario politico di un’amministrazione.Il punto non è contestare una visita in sé. Il punto è chiedersi perché questo interesse arrivi soltanto adesso, dopo otto anni di governo della città. Perché ascoltare i cittadini non è un gesto da compiere quando si avvicina il momento di chiedere consenso: è un dovere quotidiano di chi amministra.Le frazioni montane hanno bisogno di una presenza costante, di confronto vero, di impegni verificabili e di interventi concreti. Hanno bisogno di un’amministrazione che non si limiti a passare, ma che sappia rimanere, ascoltare e rispondere.I cittadini della montagna non hanno bisogno di visite di cortesia né di promesse dell’ultima ora, ma hanno diritto a essere ascoltati sempre e non soltanto quando il consenso torna utile.Dopo otto anni, un tour non cancella le assenze e una passerella non sostituisce una politica per la montagna".
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MARINA DI CARRARA – Il prossimo 19 ottobre rappresenta un passaggio decisivo e fondamentale per il futuro di The Italian Sea Group, per le lavoratrici, i lavoratori del cantiere, le imprese dell’indotto e per l’intero sistema industriale della nautica di Marina di Carrara. Un appuntamento cruciale che deciderà la sorte di centinaia di famiglie e di un intero territorio.
In questi mesi, come FIM-CISL e UILM-UIL, abbiamo condotto una battaglia difficile con un obiettivo chiaro: difendere l’occupazione, garantire la dignità dei lavoratori e fare in modo che nessuno venisse lasciato indietro. L’avvio del contratto di solidarietà ha rappresentato un risultato sindacale importante e non scontato. La garanzia della rotazione del personale — da attuare in modo equo e trasparente — e l’impegno dell’azienda ad anticipare l’integrazione salariale costituiscono tutele concrete per la tenuta sociale del territorio.
Seguiamo tuttavia l'evoluzione della vertenza con la massima attenzione e rigidità: attualmente l’utilizzo della solidarietà si attesta su una media del 20%, ma l’azienda ha già annunciato un incremento delle percentuali per i mesi di novembre e dicembre. Questo scenario aumenta la preoccupazione tra i lavoratori e rende ancora più urgente fare chiarezza sul futuro della struttura. Il prolungarsi di uno stato di incertezza rischia infatti di spingere molti addetti specializzati ad accettare offerte dalla concorrenza, scatenando un'emorragia di competenze e know-how che il cantiere e il territorio non possono assolutamente permettersi.
Il contratto di solidarietà deve essere esclusivamente un ponte verso la piena ripresa produttiva. Per questo guardiamo con estrema fermezza alla scadenza del 19 ottobre, termine per la presentazione delle offerte vincolanti e l'apertura delle buste nell'ambito della procedura competitiva.
Di fronte alle due strade prospettate — da un lato le operazioni di asset deal (cessione separata di beni, immobili, stabilimenti o rami aziendali) e dall’altro quelle di share deal (ingresso di nuovi investitori nel capitale per proseguire l'attività nella sua attuale dimensione societaria e industriale) — la nostra posizione è chiara e non ammette equivoci: il frazionamento e lo "spezzatino" dell'azienda non possono essere la soluzione.
La vendita separata dei capannoni e la dispersione del patrimonio industriale e professionale metterebbero a rischio la tenuta occupazionale complessiva e distruggerebbero una storia industriale che ha portato Marina di Carrara ai vertici mondiali della nautica di lusso.
Non spetta al sindacato scegliere l'investitore e riponiamo la massima fiducia negli organi e nelle istituzioni coinvolte. Tuttavia, rivolgiamo un appello forte, accorato e responsabile al Consiglio di Amministrazione di The Italian Sea Group, ai suoi advisor, al Tribunale e a tutti i soggetti chiamati a valutare le offerte:
* La valutazione non si basi esclusivamente sull'offerta economica, ma metta al centro un piano industriale credibile, la garanzia della continuità occupazionale e il mantenimento dell'unità del gruppo.
* Si tuteli l'intero bacino di lavoratori, inclusi quelli dell'indotto, preservando le competenze di alto livello ed evitando che la crisi diventi l'ennesima svendita aziendale.
* Si favorisca l'ingresso di soggetti industriali solidi, capaci di apportare risorse, commesse e investimenti strategici di lungo periodo.
Non abbiamo lottato per ottenere il contratto di solidarietà per poi assistere alla liquidazione pezzo per pezzo del cantiere. Il cantiere deve continuare a costruire yacht e non trasformarsi in un insieme di capannoni da vendere. Continueremo a vigilare con determinazione affinché il lavoro, il futuro delle persone e il patrimonio industriale della nostra comunità rimangano la priorità assoluta di ogni scelta economica e finanziaria.
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Giovedì mattina, 15 ottobre, nella sala di rappresentanza del Comune di Carrara si è svolta la presentazione ufficiale del nuovo Coordinamento territoriale UIL Massa Carrara, alla presenza della Segreteria regionale UIL Toscana e dei rappresentanti delle categorie e dei servizi. L'incontro è stato introdotto dalla Segretaria Organizzativa UIL Toscana Ilaria Landi, che ha illustrato il percorso di rafforzamento della presenza territoriale avviato dalla UIL Toscana. È stato quindi presentato il nuovo Coordinamento, composto dal coordinatore Massimo Graziani, da Claudio Salvadori e da Giancarlo Leorin. Graziani assume le deleghe relative alla politica sindacale e all'organizzazione delle attività, ai rapporti con le istituzioni, le parti datoriali e le altre organizzazioni sindacali del territorio, alla sicurezza sul lavoro e alla privacy, ai rapporti con il personale e con gli uffici Vertenze e Legale, alla comunicazione e stampa, alle crisi e politiche industriali, all'artigianato e ai lavoratori in somministrazione, al trasporto pubblico locale e alle reti e infrastrutture. Salvadori seguirà le politiche sanitarie e i rapporti con gli enti pubblici, il terzo settore, le pari opportunità e la gestione dell'Ufficio Mobbing e Stalking, la formazione e i giovani, le politiche abitative e la rigenerazione urbana, la cultura e la scuola, oltre alla gestione degli spazi comuni della sede. Leorin avrà competenza sulle politiche sociali, previdenziali, sull'immigrazione, sul turismo e sul commercio. Il sindaco di Carrara Serena Arrighi ha portato i saluti istituzionali, formulando gli auguri di buon lavoro e richiamando il ruolo del sindacato nel confronto quotidiano con le amministrazioni locali. Il neo-coordinatore territoriale, Massimo Graziani, ha sottolineato la volontà di rilanciare la presenza della UIL sul territorio con un'organizzazione rinnovata, ma in continuità con il lavoro svolto negli anni, richiamando l'identità della UIL come sindacato dei cittadini e delle persone, un impegno che il nuovo Coordinamento intende tradurre in presenza, ascolto e capacità di rappresentanza nelle vertenze e nei rapporti istituzionali. Il Segretario Generale UIL Toscana Paolo Fantappiè ha richiamato in maniera approfondita il quadro generale, soffermandosi soprattutto sulle ricadute che le dinamiche economiche e contrattuali hanno sul territorio apuano, già segnato da crisi industriali e da vertenze aperte. La discussione si è concentrata sulle principali questioni locali: a partire da The Italian Sea Group, poi la Sanac, le situazioni di crisi presenti nell'area, la necessità di un presidio costante nei confronti delle istituzioni e il ruolo del sindacato nei protocolli sulla sicurezza, a partire da quello dedicato alle attività di cava, richiamato anche dal sindaco. Il Tesoriere UIL Toscana Gianluca Cavallaro ha illustrato i dati sulla solidità dei servizi e sulle progettualità future, con particolare attenzione agli strumenti di assistenza ai cittadini e alle evoluzioni tecnologiche che interesseranno il sistema dei servizi. Erano inoltre presenti i segretari confederali Riccardo Imperiosi e Claudia Tolomei. Sono intervenuti rappresentanti delle categorie, dalla Feneal ai Pensionati fino alla Scuola, portando contributi di sostegno al percorso avviato dalla Segreteria regionale.
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Marciapiedi invasi dalla vegetazione, percorsi pedonali sempre più difficili da utilizzare, sporcizia e sacchi di rifiuti non ritirati. È la situazione denunciata dai consiglieri comunali del Partito Democratico Daniele Tarantino e Santi, che accendono i riflettori sulle condizioni di degrado presenti nel quartiere di Castagnola.«Castagnola merita di più. Non possiamo accettare che i cittadini siano costretti a camminare lungo la strada perché i marciapiedi sono occupati dalla vegetazione e dalla sporcizia. Non è soltanto una questione di decoro urbano, ma soprattutto di sicurezza e accessibilità», dichiarano i due consiglieri.Una situazione che rischia di penalizzare soprattutto le persone più fragili: anziani, cittadini con disabilità, genitori con passeggini e chiunque abbia difficoltà a muoversi autonomamente.«I marciapiedi devono essere percorribili, non diventare ostacoli. Quando un cittadino è costretto a scendere sulla carreggiata per proseguire il proprio percorso, significa che c’è un problema concreto di sicurezza che non può essere sottovalutato». A questo si aggiunge la presenza di sacchi di rifiuti accumulati lungo la strada, una situazione che contribuisce a peggiorare le condizioni igieniche e l’immagine del quartiere e sulla quale i consiglieri chiedono una verifica del servizio di raccolta.
«Non è possibile che per ottenere la pulizia di un marciapiede o il ritiro dei rifiuti debbano essere sempre i residenti a intervenire con continue segnalazioni. Parliamo di servizi ordinari che devono essere garantiti attraverso una programmazione seria e costante». Per Tarantino e Santi, il problema riguarda anche l’attenzione che l’amministrazione comunale riserva ai quartieri e alle esigenze quotidiane dei cittadini.
«Troppo spesso si parla di grandi progetti e riqualificazioni, dimenticando che la qualità della vita si misura anche dalle piccole cose: poter uscire di casa, camminare in sicurezza, accompagnare un bambino a scuola o raggiungere un’attività commerciale senza dover affrontare ostacoli e situazioni di degrado».
I due consiglieri chiedono quindi un intervento immediato per liberare i marciapiedi dalla vegetazione, rimuovere la sporcizia, verificare il mancato ritiro dei rifiuti e ripristinare condizioni adeguate di sicurezza e accessibilità, accompagnato da un piano di manutenzione periodica.
«Non servono interventi occasionali soltanto dopo le proteste. Serve un’organizzazione capace di prevenire queste situazioni, garantendo la stessa attenzione al centro cittadino e a tutti i quartieri».
«Castagnola non chiede privilegi, ma attenzione e servizi che spettano a ogni cittadino. Una città civile si riconosce anche dalla possibilità di percorrere un marciapiede in sicurezza e dalla pulizia dei propri spazi pubblici. Sono diritti fondamentali, non richieste straordinarie. Continueremo a farci portavoce delle esigenze dei residenti finché queste criticità non saranno affrontate concretamente», concludono Tarantino e Santi.
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ROMA, 15 ottobre 2026. Dopo l'inchiesta sui presunti maltrattamenti in una casa di riposo lombarda, la responsabile Pari Opportunità della Lega, Souad Sbai, chiede di rendere obbligatoria la videosorveglianza nelle residenze per anziani. Nella struttura del Milanese alcune ospiti sarebbero state vittime di schiaffi, insulti e umiliazioni e, secondo quanto emerso, anche di presunte violenze sessuali. Per Sbai i fatti sono sconvolgenti e impongono di passare dall'indignazione a misure concrete.
Sbai ricorda che una struttura di cura dovrebbe essere un luogo di protezione e sicurezza, non di paura e sopraffazione. Maltrattare un anziano, sottolinea, significa tradire la fiducia delle famiglie e calpestare la dignità di persone che spesso non hanno la possibilità di difendersi o di denunciare. Una società civile, aggiunge, si misura anche da come tutela i più vulnerabili, e la fragilità non deve diventare un'occasione per chi abusa del proprio ruolo.
Il nodo, per Sbai, è l'attuale quadro normativo. L'articolo 31 del decreto legislativo 15 marzo 2024, n. 29 permette già alle strutture residenziali e semiresidenziali sociosanitarie di dotarsi di sistemi di videosorveglianza, anche in modo graduale. L'obiettivo è garantire la sicurezza del lavoro di cura e delle persone accolte, nel rispetto della normativa sul lavoro e della riservatezza. Sono previste inoltre misure di sostegno per installare impianti a circuito chiuso. Ma tutto resta affidato alla scelta dei gestori.
Di qui la proposta di modificare la legge, trasformando la facoltà in obbligo. Le telecamere dovrebbero essere presenti in tutte le RSA, con un'applicazione omogenea e negli ambienti in cui servono davvero a prevenire e accertare gli abusi. Sbai chiede regole chiare su tutela della privacy, conservazione delle immagini e accesso alle registrazioni, per proteggere la dignità degli ospiti e le garanzie dei lavoratori. Le registrazioni, osserva, possono essere uno strumento decisivo per far emergere le violenze e accertare le responsabilità. Privacy e sicurezza, precisa, non sono valori in contrasto: la riservatezza non può diventare un alibi per lasciare soli i più fragili, e i due piani vanno garantiti insieme con sistemi mirati, trasparenti e sottoposti a controlli effettivi.
Le telecamere, però, non bastano. Secondo Sbai servono anche controlli rigorosi, ispezioni a sorpresa, canali sicuri per le segnalazioni e una formazione adeguata del personale. La prevenzione, avverte, deve essere una priorità e non una risposta tardiva a fatti già accaduti.
"La difesa della dignità umana non può fermarsi davanti alla porta di una RSA", conclude Sbai, ribadendo che chi si rende responsabile di violenze deve risponderne davanti alla giustizia. Il suo appello è che non ci siano più anziani lasciati soli né abusi nascosti dietro le porte delle strutture assistenziali: la sicurezza dei più fragili, afferma, è un dovere preciso delle istituzioni.
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"La vicenda affonda le radici negli anni Ottanta, con appartamenti nati sotto il vincolo dell'edilizia convenzionata e a canoni sociali. La società ha più volte richiesto una nuova convenzione con il Comune per la presa in carico di una parte degli appartamenti sfitti ma il Comune ha sempre risposto di no. Tra l’altro la convenzione permetteva al Comune di avere alloggi da destinarne alle persone in difficoltà ma che potevano permettersi un affitto agevolato . Allo stesso tempo dopo la firma della convenzione la Società si impegnava a ristrutturare i palazzi. Negli ultimi anni l'assessorato al Bilancio ha preteso dalla società proprietaria (la SEN) migliaia di euro di tasse, emettendo massicce cartelle esattoriali IMU come se si trattasse di immobili sul libero mercato.La società si è opposta e la Corte di Giustizia Tributaria di Secondo Grado della Toscana, con la sentenza n. 1056/2024, ha dato totalmente ragione alla SEN, sancendo il diritto all'esenzione totale dell'IMU. Nel 2024 il sindaco Serena Arrighi , il vicesindaco Roberta Crudeli e l'assessore al Bilancio Mario Lattanzi erano già sulle loro poltrone. Perché questa vittoria della SEN è stata nascosta alla città e al Consiglio Comunale? Perché nessuno sapeva niente? Non c'è stata alcuna trasparenza. Hanno preferito insabbiare il verdetto dei giudici tributari pur di non ammettere che le loro pretese fiscali erano illegittime. Un muro contro muro che ha esasperato la proprietà fino a spingerla a non rinnovare i contratti e far partire gli sfratti”.Le conseguenze: zero euro incassati e 50 famiglie nel baratro
Cosa ha portato questa gestione fallimentare?
• Un buco nelle casse: il comune di Carrara ha perso definitivamente il contenzioso, non vedrà un solo euro di quell'IMU pretesa ingiustamente e rischia la condanna al pagamento delle spese legali.
• Una bomba sociale: cinquanta famiglie, inquilini regolari e non morosi, si ritrovano oggi con l'avviso di sfratto in mano per colpa dell'accanimento burocratico dell'amministrazione.
Ancora una volta assistiamo ad un fallimento del sindaco Arrighi e della sua giunta".
- Tutelare i servizi sociali e culturali del Convento dei Capppuccini di Massa: il consigliere Pd Alberti presenta un'interrogazione in consiglio comunale
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