Politica
Consiglio regionale toscano: la terza sezione del Tar ribalta il risultato elettorale, fuori Guidi entra Bulleri
Una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, pubblicata oggi 18 giugno e con effetto immediato, riscrive la composizione del consiglio regionale toscano all'interno di Fratelli…

Due auto parcheggiate male e Carrara va nel caos: traffico bloccato fino al viale, odissea per una donna malata di diabete che si recava a Monterosso per le cure
Una vera e propria odissea è quella vissuta, nella mattinata di giovedì 18 giugno, da una ex caposala del Monoblocco, diabetica, per raggiungere la diabetogia al…

"Palazzo Rosso sarà un motore della rinascita di Carrara": il sindaco Serena Arrighi replica alle critiche del consigliere Mirabella
«Palazzo Rosso sarà uno dei motori della rinascita del centro storico. Come abbiamo già avuto modo di spiegare in passato, palazzo Rosso non tornerà semplicemente a…

Aumento biglietto Tpl, Stella e Ferri (FI): "Convocazione d'urgenza Giani, assessore Boni e vertici AT in 2° e 4° Commissione"
Firenze, 18 giugno - "Chiediamo la convocazione d'urgenza del governatore Giani, dell'assessore regionale ai Trasporti, Boni e dei vertici di Autolinee Toscane nelle prossime sedute…

Ordinanze della Corte di Cassazione sulle rette RSA. CNA Pensionati Massa Carrara: “Una tutela importante per le famiglie dei malati di Alzheimer. Ora servono informazioni chiar
CNA Pensionati Massa Carrara richiama l’attenzione delle famiglie e delle istituzioni locali sulle recenti ordinanze della Corte di Cassazione in materia di rette RSA per pazienti affetti da Alzheimer…

AFAM: Conferenze nazionali chiedono il ritiro dello schema di revisione del DPR 132/2003
Le Conferenze Nazionali dei Direttori e dei Presidenti delle Accademie di Belle Arti, dei Conservatori di Musica, degli ISIA e la Conferenza Nazionale delle Consulte degli Studenti AFAM…

Tpl, Stella e Ferri: "Raccolta firme e gazebo Forza Italia contro aumento biglietti bus. Mozioni in tutti i Consigli comunali
"Forza Italia Toscana ha deciso di avviare gazebo in tutta la regione per raccogliere le firme dei cittadini contro l'aumento di biglietti e abbonamenti del…

Caso Palazzo Rosso: il valzer delle varianti e i dubbi sul rispetto delle procedure ministeriali: la critica del consigliere Mirabella
L'annuncio unilaterale del sindaco Arrighi su Palazzo Rosso appare difficilmente conciliabile con le procedure che regolano i finanziamenti pubblici ed evidenzia una preoccupante approssimazione amministrativa.

Avanti – Più Europa Carrara: "Su Villa Ceci serve aprire una discussione pubblica seria"
Carrara - Avanti - Più Europa interviene nel dibattito sulla destinazione dell'area di Villa Ceci, chiedendo un confronto approfondito, trasparente e partecipato che coinvolga tutte le forze…

Il comitato No Variante Aurelia lancia l'allarme ai cittadini sulle conseguenze della realizzazione del progetto
Il Comitato No Variante Aurelia rivolge un avviso urgente ai residenti lungo il tracciato della Variante Aurelia perché, purtroppo, il Comune di Massa non ha…

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"I numeri dei centri estivi comunali per questo 2026 parlano chiaro: 535 bambini e ragazzi accolti sono un traguardo storico per la nostra città e la dimostrazione plastica di cosa significhi fare politica per le famiglie, con i fatti e non con gli slogan". Lo dichiarano in una nota congiunta Eleonora Cantoni, segretario comunale della Lega di Massa, e Filippo Frugoli, capogruppo del Carroccio in Consiglio Comunale."Parliamo di numeri davvero importanti, che certificano un salto di qualità mai visto prima: raggiungere quota 535 rappresenta un risultato storico che polverizza i vecchi standard. Passare dai nemmeno 200 posti del 2020 a oggi è il risultato di una programmazione seria e di un investimento costante che la Lega sta portando avanti con determinazione. Cifre così alte sono il sinonimo lampante di un servizio che funziona e che risponde ai bisogni reali del territorio. Un plauso e un ringraziamento particolare vanno al nostro assessore alle Politiche Sociali, Francesco Mangiaracina, che ha lavorato pancia a terra per ampliare il servizio in modo così importante, mettendo una grande attenzione all'inclusione e garantendo l'esenzione totale per le fasce più deboli e tutele reali per i genitori che lavorano o che hanno figli con disabilità. Si tratta di una gestione che appare, anno dopo anno, un vero e proprio vanto per l'intera amministrazione comunale".. "Per la Lega, il sociale e il sostegno alla famiglia non sono temi da salotto, ma priorità assolute della nostra azione di governo. Conciliare i tempi di vita e di lavoro durante l'estate è una delle sfide più grandi per le mamme e i papà del nostro territorio, e dare una risposta così forte, inclusiva e accessibile significa stare davvero vicino ai cittadini. Continueremo su questa strada: il buon governo della Lega a Massa continua a fare la differenza nei servizi che contano"
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Il patto per la buona movida e l’istituzione degli street tutor non convincono il consigliere della Lista Ferri, Filippo Mirabella che spiega: “ Due progetti annunciati con enfasi, comunicazione istituzionale e slogan positivi. Ma con un elemento comune: molti annunci e pochi dettagli concreti.Un progetto calato dall'alto, annunciato come innovativo, ma senza una reale e chiara spiegazione ai cittadini dei benefici concreti attesi. Tra l'altro il comune di Carrara non aveva preso nessun finanziamento (mentre Massa aveva finanziamenti per 110 mila euro) per accrescere il livello di sicurezza delle nostra città, come aveva spiegato il presidente della Regione Eugenio Giani, attuando invece un'operazione prevalentemente comunicativa, sostenuta da una forte esposizione a mezzo stampa e annunciata in tempi molto rapidi, prima che fossero chiariti tutti gli aspetti operativi del progetto. L'annuncio della Arrighi e dell'assessore Nardi sull'attivazione dei primi dieci "street tutor" a Marina di Carrara e nel centro storico sta sollevando numerosi interrogativi. Mentre l'amministrazione presenta l'iniziativa con toni molto positivi la gente si chiede : chi sono gli operatori messi in servizio? Hanno la formazione obbligatoria per legge e i requisiti prefettizi necessari? Per molti cittadini infatti la percezione è quella di un'iniziativa più comunicativa che operativa.
I quesiti, quindi sono: chi sono davvero gli street tutor? Quali titoli professionali possiedono? Che tipo di formazione hanno ricevuto per operare in contesti delicati, a contatto con giovani e minori? Sono educatori, mediatori sociali, operatori della sicurezza o personale assunto tramite società esterne? Con quale procedura sono stati selezionati? E soprattutto: quanto costa questo servizio ai cittadini?
Non si tratta di essere contrari a priori, il punto è un altro: permangono interrogativi sulla trasparenza e sulle modalità operative del progetto. Quando si introducono nuovi progetti che incidono sulla gestione della città e utilizzano risorse pubbliche, i cittadini hanno diritto a conoscere non solo gli obiettivi dichiarati, ma anche: chi li realizza, con quali competenze e con quali costi. Ma soprattutto con quali risultati attesi e verificabili. Gestire la malamovida, l'abuso di alcolici e le tensioni notturne nei fine settimana non è un gioco, né un compito che si può affidare se non a professionisti formati. La legge della Regione Toscana 11/2020 parla chiaro: Art. 21 "Collaborazione con associazioni di volontariato", con la quale gli enti locali possono stipulare convenzioni per realizzare collaborazioni rivolte a favorire l'educazione alla convivenza, al senso civico e al rispetto della legalità e alla mediazione sociale. In ogni caso, la Giunta regionale prevede che i volontari impiegati in questi progetti ricevano una formazione specifica sui limiti del loro ruolo e sulle tecniche di comunicazione non violenta. I requisiti di natura psichica e fisica necessari allo svolgimento delle azioni devono essere adeguatamente assicurati, e gli enti locali inoltre definiscono specifiche tariffe per l'esecuzione di attività a favore di terzi, a condizione che riguardino comunque attività di pubblico interesse. La stessa legge prevede anche la "sicurezza partecipata", riconoscendo la promozione di iniziative tramite i gruppi di vicinato o i gruppi di cittadinanza attiva, con l'obiettivo di promuovere il rispetto della legalità, la mediazione dei conflitti, l'integrazione e l'inclusione sociale. Ma su questo tema l'amministrazione ha già espresso parere contrario bocciando una mozione della nostra lista. In numerose esperienze analoghe realizzate sul territorio nazionale, la formazione in materia di sicurezza, nella quasi totalità dei protocolli italiani, richiede che il personale addetto sia iscritto negli appositi elenchi della Prefettura. Qualora il personale impiegato non fosse in possesso dei requisiti richiesti, potrebbero sorgere criticità sotto il profilo della sicurezza e delle tutele. Se un tutor non formato dovesse intervenire in una rissa o subire un'aggressione, chi ne risponderebbe? Palazzo Civico ha calcolato i rischi legali e assicurativi di questa scelta?La sensazione è che l'amministrazione stia privilegiando l'aspetto comunicativo dell'iniziativa, con modalità che rischiano di apparire più orientate alla ricerca di consenso politico che alla presentazione di un progetto dettagliato e verificabile. In conclusione, al quarto anno di mandato, si parla molto di sicurezza, di movida, di prevenzione e di vivibilità. Ma tra un annuncio e l'altro resta una sensazione diffusa: quella di iniziative calate dall'alto, raccontate bene, ma spiegate solo a metà. E quando le informazioni restano parziali, la domanda dei cittadini non può che essere una: stiamo assistendo a un vero progetto di città oppure ad una sequenza di comunicati senza sufficiente trasparenza operativa. Perché, alla fine, al di là degli slogan, la città non si governa con le parole ma con i fatti.
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Sabato 6 giugno alle 21 attraccherà alla banchina Buscaiol del porto di Marina di Carrara la nave Open Arms. La nave dell'omonima ong sta facendo rotta in queste ore verso lo scalo apuano con a bordo 58 migranti soccorsi nelle acque del Mediterraneo Meridionale. Quello di sabato 6 giugno sarà il secondo sbarco del 2026 al porto di Marina di Carrara, complessivamente il conto degli attracchi di navi ong nello scalo apuano sale a 22 a partire dal 30 gennaio 2023.Da allora con quelli di sabato saranno arrivati complessivamente a Marina di Carrara 2.443 migranti.Il picco di arrivi nel porto apuano si è registrato nel 2023 con 9 attracchi e 1.101 persone sbarcate, nel 2024 gli attracchi furono invece 5 con 708 migranti. Nel 2025 il numero di navi giunte fino a Marina di Carrara è cresciuto, sei, mentre è calato quello delle persone sbarcate, 460.Per la Open Arms sabato sarà la terza volta a Marina di Carrara. I primi due attracchi risalgono entrambi al 2023: il 22 agosto con 196 migranti a bordo e il 4 ottobre con 176.Anche questo sabato le operazioni di accoglienza seguiranno una routine ormai ben consolidata. Tutte le operazioni saranno coordinate dalla Prefettura di Massa-Carrara, i migranti una volta sbarcati saranno accompagnati al padiglione C di Imm-CarraraFiere per il primo soccorso e le operazioni di riconoscimento quindi partiranno per strutture di accoglienza.
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In merito al taglio della Linea 19 – il collegamento vitale tra Pontremoli, Filattiera, Villafranca, Terrarossa, Aulla e l’ospedale NOA di Massa – la Provincia ha risposto ai sindacati liquidando la tratta come una "linea sperimentale" e affermando che "tutti i soggetti coinvolti ne erano perfettamente al corrente". Non sappiamo esattamente cosa si intenda con questa ultima affermazione, ma una cosa è certa: le Organizzazioni Sindacali non sono mai state coinvolte in queste decisioni. Le linee della Lunigiana tagliate nel T2, così come quelle considerate "deboli" e rientrate nella relativa gara d'appalto, non sono mai state oggetto di un confronto preventivo con i rappresentanti dei lavoratori. C’è una differenza sostanziale tra il ricevere una comunicazione passiva su decisioni già prese da altri e l'essere parte attiva nelle scelte strategiche. Oltretutto i pochi tavoli istituzionali a cui abbiamo partecipato sono stati convocati esclusivamente su nostra esplicita richiesta. Le scelte dell'epoca furono pianificate e deliberate unicamente tra Autolinee Toscane e i tecnici della Provincia allora in carica.Scelte che, lo ribadiamo, abbiamo solo subito e sul cui merito abbiamo sempre espresso forti perplessità. Basti pensare che una parte dei chilometri tagliati in Lunigiana e trasferiti sulla Costa invece di essere utilizzati per potenziare le linee con poche corse giornaliere o per attivarne di nuove per rispondere alle reali esigenze dell'utenza, si è scelto di sovraccaricare il transito sul Viale XX Settembre a Carrara. Parliamo di una direttrice già ampiamente servita dalla Linea 52 (con passaggi ogni 12 minuti), a cui si aggiungono i transiti delle linee 51 e 70. Anche in quel caso, le Organizzazioni Sindacali furono relegate a semplici destinatarie di una "informativa", senza alcuna possibilità di intervento diretto. Attualmente abbiamo instaurato un canale di comunicazione positivo con l’Amministrazione Provinciale. Purtroppo, però, i nuovi interlocutori si trovano a gestire un'eredità pesante fatta di scelte passate e non se la devono prendere se esterniamo i nostri pensieri sulla stampa. Loro rappresentano anche la “vecchia” Provincia!
Inoltre, pur riconoscendo l'ottima volontà dei nuovi rappresentanti e il loro desiderio di invertire la rotta, è fondamentale comprendere che Autolinee Toscane è un’azienda privata e, come tale, tende legittimamente a fare i propri interessi. Un Assessore o un tecnico dell'ente locale, per quanto competenti e impegnati, non potranno mai avere quella visione d’insieme e quella conoscenza capillare del territorio che possiedono gli addetti ai lavori: i dipendenti del trasporto pubblico, rappresentati dalle loro sigle sindacali.
Per queste ragioni, rivolgiamo un invito chiaro alla Provincia di Massa-Carrara: facciamo in modo di ripristinare la Linea 19, continuiamo a lavorare insieme, intensifichiamo il dialogo e facciamo fronte comune. L'obiettivo deve essere doppio: migliorare la qualità del servizio offerto ai cittadini e tutelare le condizioni di lavoro dei dipendenti. Se oggi la professione dell'autoferrotranviere vive una crisi attrattiva senza precedenti e nessuno vuole più svolgere questo mestiere, significa che le criticità strutturali sono profonde e vanno affrontate subito, insieme.
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«'Dopo di noi', il Comune di Carrara è capofila di un progetto di ambito che ha portato all'allestimento di spazi a Massa. Si tratta di locali destinati a residenti in tutti e tre i Comuni di costa: Carrara, Massa e Montignoso. La scelta degli appartamenti, di proprietà di Asl, è stata dettata unicamente da motivi logistici e di fattibilità con l'unico obiettivo di garantire un migliore servizio alle persone che vi avrebbero abitato. Tutto questo è stato oggetto anche di un preciso approfondimento nel corso di una commissione consiliare, mi sembrano quindi fuoriluogo i tentativi di strumentalizzare un argomento tanto delicato da parte dell'esponente del Movimento 5 Stelle Valeria Pedrini con quelle che sembrano solo anacronistiche motivazioni campanilistiche. Colgo infine l'occasione per ricordare come, grazie ad Anffas, in città vi siano da anni spazi dedicati proprio al 'Dopo di noi', delle vere eccellenze che rimarcano in maniera concreta ed efficace l'importanza in progetti di questa rilevanza della collaborazione di tutto il territorio: enti locali, associazioni e famiglie».
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In merito alle dichiarazioni diffuse da Rifondazione Comunista, GAIA ritiene opportuno richiamare alcuni elementi oggettivi già illustrati in occasione dell'approvazione del Bilancio 2025.Le proposte relative alla destinazione dell'utile vengono formulate dalla Società e sottoposte all'approvazione dell'Assemblea dei Soci che si riunisce per l'approvazione del Bilancio e che è composta da tutti i Comuni proprietari di GAIA. In tale sede, i soci hanno deliberato di non procedere alla distribuzione degli utili, destinandoli invece a riserva, con l'obiettivo di rafforzare ulteriormente la capacità della Società di sostenere investimenti, qualità del servizio e tutela del territorio. Si tratta quindi di decisioni assunte nell'ambito di un percorso pienamente pubblico e trasparente, condiviso con gli enti locali che rappresentano le comunità servite.La logica che ha guidato tali scelte è quella del reinvestimento delle risorse nella gestione del servizio e nel territorio. Un orientamento di restituzione del valore agli utenti coerente con la natura interamente pubblica di GAIA, che opera non per finalità di distribuzione degli utili ma nell'interesse della collettività e dello sviluppo del territorio.I risultati di Bilancio 2025 confermano questa impostazione. Nel solo 2025 GAIA ha realizzato investimenti per circa 53 milioni di euro, pari a 129 euro per abitante, uno dei livelli più elevati della propria storia, destinati al rafforzamento delle infrastrutture, al miglioramento della qualità del servizio e alle sfide ambientali e tecnologiche del settore.A ciò si aggiunge l'impegno sociale della Società: anche nel 2025 è stato destinato un milione di euro al Fondo Utenze Disagiate. Inoltre, oltre 3 milioni di euro sono stati destinati al Fondo Nuovi Investimenti, finanziato con risorse proprie, consentendo la realizzazione di opere sul territorio senza ulteriori impatti tariffari per l'utenza.Dal 2011 ad oggi, GAIA ha restituito agli utenti oltre 15 milioni di euro attraverso il Fondo Nuovi Investimenti e oltre 11 milioni di euro come Fondo Utenze Disagiate, per un totale superiore a 26 milioni di euro investiti in strumenti sociali e ambientali a favore della collettività.GAIA è interamente partecipata dai Comuni del territorio e opera esclusivamente nell'interesse delle comunità servite. Proprio per questo, la solidità economica dell'azienda non rappresenta un fine, ma uno strumento per garantire investimenti, qualità del servizio, tutela della risorsa idrica e sostegno alle fasce più fragili della popolazione.Il confronto sul futuro del servizio idrico è sempre legittimo e utile. Tuttavia, riteniamo che debba basarsi sulla valutazione concreta dei risultati raggiunti. I 53 milioni di euro investiti nel 2025, il sostegno alle utenze disagiate, il finanziamento di nuove opere senza aggravare le bollette dei cittadini e il costante miglioramento delle infrastrutture rappresentano fatti verificabili che testimoniano come il valore prodotto da una gestione pubblica venga reinvestito e restituito al territorio e ai suoi utenti.
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Arriva dalla nuova associazione 'Città al Centro, dai monti al mare' fondata da Gianni Ilari e Silvia Dell'Amico, un'analisi sulla situazione del settore balneare:"La stagione balneare è ufficialmente iniziata, ma sotto gli ombrelloni italiani si respira un’aria tutt’altro che serena. A dominare il bagnasciuga non sono i primi flussi di turisti, ma l'incertezza e la profonda delusione di un'intera categoria. Nonostante le promesse della politica, il comparto balneare si ritrova ancora una volta senza un quadro normativo chiaro, schiacciato tra i ritardi del Governo nell'emanare un bando-tipo per le aste e la scure della Direttiva Bolkestein che pende sulle concessioni. Una situazione giudicata "inaccettabile" dai sindacati di categoria. Di fronte a questo persistente silenzio istituzionale, il Sib (Sindacato Italiano Balneari) ha proclamato lo stato di agitazione, avviando una massiccia campagna di informazione per spiegare a cittadini e clienti il rischio che sta correndo quello che a tutti gli effetti è un pilastro del turismo nazionale.
I numeri di un "polmone economico" unico in Europa
Per capire la portata dello scontro, basta guardare i numeri. Con quasi 8.000 chilometri di coste, l’Italia è il terzo Paese in Europa per estensione costiera e il turismo balneare rappresenta un vero e proprio polmone economico-finanziario per la penisola. Secondo l’ultimo Rapporto Spiagge di Legambiente, si contano complessivamente 24.658 concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo. Di queste, ben 12.166 riguardano gli stabilimenti balneari in senso stretto, mentre 1.838 sono relative a campeggi, circoli sportivi e complessi turistici. Le imprese attive sul territorio sono oltre 7.244, con una media di 2,3 concessioni ciascuna: una galassia di piccole e medie aziende a gestione spesso familiare. Il turismo balneare italiano è un modello storico, nato agli inizi del Novecento, che ha fatto da traino alla nascita di alberghi, ristoranti e attività commerciali lungo tutte le coste. Eppure, proprio questa unicità rischia di essere azzerata dall'applicazione della normativa europea.
Il nodo della "scarsità della risorsa" e il confronto con l'UE
Il cuore della Direttiva Bolkestein (in particolare l'articolo 12) stabilisce che, quando le autorizzazioni disponibili per una determinata attività sono limitate a causa della "scarsità delle risorse naturali", gli Stati membri devono applicare una procedura di selezione pubblica trasparente e imparziale. In pratica: le gare d'appalto. I balneari, tuttavia, contestano radicalmente la tesi che le spiagge italiane siano un bene scarso. "Abbiamo 8.000 chilometri di coste", ricordano i rappresentanti della categoria, sottolineando come nella valutazione complessiva della risorsa demaniale dovrebbero essere inserite anche le spiagge di laghi e fiumi utilizzate per scopi turistici. Inoltre, il paragone con gli altri Stati membri dell'Unione Europea (come Spagna, Grecia, Portogallo o Francia) non regge: l'Italia ha una legislazione e una storia uniche. Nel corso dei decenni, i gestori – fidandosi delle istituzioni e degli enti locali – hanno investito cifre enormi. Hanno ottenuto mutui sulla proprietà superficiaria, hanno trasformato semplici cabine in bar, ristoranti e pizzerie aperti tutto l'anno, hanno realizzato camere e terrazze vista mare, sempre avallati dalle autorizzazioni comunali e dai pareri delle Soprintendenze.
Lo spettro degli espropri e l'incertezza sugli indennizzi
Il problema principale, ereditato da oltre dieci anni di proroghe automatiche e rinvii delle gare, è la totale frammentazione normativa che ha costretto i singoli Comuni a muoversi in ordine sparso. Oggi i nodi vengono al pettine, e i dubbi principali riguardano la tutela degli investimenti effettuati. A spaventare di più la categoria è l'applicazione dell'articolo 49 del Codice della Navigazione, che prevede il cosiddetto "incameramento": allo scadere della concessione, le opere non amovibili costruite sulla spiaggia passano direttamente nel patrimonio dello Stato, senza che al concessionario uscente sia dovuto alcun compenso o indennizzo. I "bagnini" si sentono traditi. Lo Stato chiede oggi di cedere gratis i frutti di investimenti di una vita, mentre dal Governo tutto tace sul fronte della definizione di indennizzi economici equi in caso di subentro di un nuovo gestore. La stagione estiva è partita, ma la battaglia per il futuro delle spiagge italiane è appena iniziata".
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Arriva da Federico Cenderelli del Comitato Avenza Si R-Esiste la segnalazione di una situazione di degrado che si è verificata nel ponte del 2 giugno: "Quello appena terminato poteva essere un bel ponte da passare a Marina di Carrara. Purtroppo si è rilevato, per molti, un’altra occasione persa. Non ci voleva sicuramente un genio per capire che, in un festivo, le spiagge si sarebbero affollate e di conseguenza sarebbe stato necessario rendere usufruibili i servizi igienici pubblici del Paradiso e della Fossa Maestra, e invece: i bagni erano chiusi, per cui le porte che sono state forzate e i servizi igienici pubblici vandalizzati da rifiuti ed escrementi. Uno spettacolo disgustoso e degradante per chi ha fruito delle spiagge libere, di certo non un bel biglietto da visita per il turista occasionale. Le stesse docce, seppur funzionanti, sono risultate in precarie condizioni igieniche. Il Comitato Si R-Esiste, pur riconoscendo la mancanza di educazione e di rispetto nei confronti dei luoghi pubblici da parte di alcuni incivili, condanna la totale incapacità organizzativa del settore turismo di questa amministrazione: aprire i servizi sanitari il 10 giugno a fronte di una richiesta che era facile e doveroso prevedere è un segno di mancanza di programmazione e di vicinanza ad un intera comunità già messa in difficoltà dai numerosi cantieri presenti in città che rendono sia il trasporto che il parcheggio complicati. Se il mare non avesse soddisfatto le aspettative dei turisti del ponte del 2 giugno e dei locali, un’alternativa ovvia sarebbe stata la piscina comunale. Ma in questo ponte le piscine di Marina di Carrara siano rimaste chiuse: la piscina all’aperto è ancora senza una data di apertura, mentre quella al chiuso era proprio letteralmente chiusa, mentre a Massa (nonostante le risibili polemiche sulla scaletta da sostituire) le nuove piscine comunali sono rimaste aperte fino alle 19:30. Un ponte disastroso per la costa carrarese nonostante continui a fregiarsi della bandiera blu".
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“Qualora la revoca dell’assessora alla cultura Bertoneri fosse dovuta al venir meno del rapporto fiduciario con il Sindaco Persiani, allora mal si comprenderebbe perché lo stesso giorno della defenestrazione il Presidente del Consiglio Comunale Incoronato abbia consegnato il nuovo Regolamento della Biblioteca Comunale voluto e realizzato dall’assessora revocata” dichiara Bennati. “E’ forse un chiaro segnale politico che il Presidente Incoronato ha voluto mandare al Sindaco Persiani sul licenziamento dell’assessora? Sarebbe il primo sussulto di volontà che mostra in tre anni di mandato presidenziale dove è parso piegarsi, giorno dopo giorno, ai diktat del Sindaco. Questo però dimostra, una volta di più, come le amministrazioni Persiani siano disconnesse dalla vita reale delle persone: la biblioteca comunale è chiusa e nessuno sa quando potrà riaprire, i lavori sono in ritardo rispetto alle scadenze previste. Sarebbe stata necessaria maggiore attenzione a questo cantiere, sia da parte dell’ex assessora che del sindaco, visto l’importante ruolo che la biblioteca ha sempre svolto nella vita quotidiana della città e soprattutto delle e dei giovani” sottolinea Bennati.
Il Polo Progressista e di Sinistra non è interessato alle faide fra centro riformista e destre anche in vista del voto alle prossime elezioni provinciali. Il nuovo Regolamento della Biblioteca comunale è un pessimo atto, figlio di una visione antica e superata del ruolo di uno dei principali spazi culturali della nostra città. Invitiamo il Sindaco Persiani a ritirare questo atto in attesa della nuova assessora alla Cultura che potrà valutarlo con maggiore attenzione. Il licenziamento dell’assessora Bertoneri è anche la palese dimostrazione del totale fallimento delle politiche culturali del centrodestra negli ultimi otto anni. Siamo alla terza assessora cacciata in malo modo da parte del sindaco di cui due proprio alla Cultura; l’errore è sempre quello di confondere la Cultura con l’intrattenimento e il sindaco ne è il principale responsabile. La Cultura è stata trattata come strumento di narrazione e propaganda di un mondo fantastico dove la città risplende sotto il governo di Persiani, tutto per soddisfare le sue personali ambizioni politiche nazionali che si scontrano con quelle dell’onorevole Amorese.
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Arriva da Marco Amorese del coordinamento comunale di FdI Massa una critica sullo stato di degrado di Marina di Massa: "Un tempo meta di un turismo balneare per famiglie , artisti e poeti , celebre per i suoi villini Liberty, la vista mozzafiato sulle Alpi Apuane e una movida elegante, oggi Marina di Massa offre uno spettacolo ben diverso. Chi passeggia oggi per il centro o sul lungomare non può fare a meno di notare i segni di un declino che sembra farsi ogni anno più profondo.Tra arredo urbano fatiscente, aree abbandonate e una crescente percezione di insicurezza, la nostra Bella Marina lancia un grido d'allarme che residenti , commercianti e turisti non possono più ignorare. L'arredo urbano che non c'è: cartolina sbiadita di un'estate che fu. l primo impatto visivo è purtroppo legato alla mancanza di cura del dettaglio. L'arredo urbano, che dovrebbe essere il biglietto da visita di una località turistica, versa in condizioni critiche: Molte panchine e fioriere pubbliche sono danneggiate, altre come in via Colombo sono " sparite" e ci auguriamo che possano essere nuovamente ricollocate al piu' presto. Inoltre non vi e' una linea uniforme, le panchine per Marina di Massa sono una differente dalle altre. Le fioriere, anziché ospitare piante curate, spesso si trasformano in cestini improvvisati per i rifiuti.Pavimentazione e marciapiedi , camminare in alcune zone del centro o nelle strade interne , significa fare i conti con piastrelle divelte e buche pericolose , un rischio per pedoni e per la ciclabilità . Illuminazione carente in alcune strade , lasciano intere zone d'ombra non appena cala il sole.
Il simbolo di questa paralisi resta per molti la gestione delle aree pubbliche e delle piazze principali, che mancano di una visione d'insieme e di una manutenzione costante, riducendo il centro a uno spazio spoglio e poco accogliente. Servirebbe avere un piano ben definito anche per le zone pedonali, la nostra piazza Betti, e' in realta' una rotonda, e le strade ai lati della piazza dovrebbero essere una vera e propria passeggiata, magari rifacendo le stesse strade con materiali alternativi che non sia asfalto e al posto delle solite e brutte transenne che delineano la ztl , delle belle fioriere removibili.Il degrado passa anche dalle strutture abbandonate, non è solo un fattore estetico,ma strutturale. A pesare sono soprattutto i grandi complessi abbandonati. immobili privati un tempo gloriosi e cantieri mai terminati si sono trasformati in veri e propri "buchi neri" urbani.Questi spazi, oltre a deturpare il paesaggio a due passi dalla spiaggia, diventano inevitabilmente ricettacolo di sporcizia e discariche abusive a cielo aperto. Marina di Massa inoltre, non è solo piazza Betti, la cura del verde nelle strade e nei parcheggi e' limitata a qualche taglio e non ad una programmazione costante .
Sicurezza urbana: la percezione dei cittadini è ai minimi storici
La conseguenza diretta del buio e dell'abbandono è il crollo della sicurezza, reale e percepita. Con l'arrivo della sera ,ma non solo, alcune aree di Marina di Massa – in particolare la zona intorno al pontile, piazza Bad Kissingen ,parchi pubblici e i vicoli meno illuminati – cambiano volto. Alcune testimonianze dei residenti descrivono un cambiamento nelle abitudini, se prima si poteva tranquillamente passeggiare fino a tarda sera con serenità, oggi dopo una certa ora, c'è da aver paura, le telecamere di videosorveglianza non bastano se non vi è un presidio costante sul territorio, .Si moltiplicano le segnalazioni di episodi di spaccio alla luce del sole o nei pressi delle pinete e dei parchi, vandalismi, risse e schiamazzi , servono piu' controlli da parte delle forze dell'ordine
Serve un piano di rilancio immediato guardando al futuro .
Marina di Massa non merita questo presente. Le sue potenzialità restano enormi: la vicinanza alla Versilia, la bellezza naturale del territorio e l'eroica resistenza dei commercianti locali che, nonostante tutto, continuano a investire nelle proprie attività. Per invertire la rotta non bastano più i piccoli interventi-tampone prima dell'inizio della stagione estiva. È necessario un piano straordinario di riqualificazione urbana che preveda sostituzione di panchine , fioriere e potenziamento dell'illuminazione pubblica; eventi costanti che possano portare persone tutto l'anno, perchè Marina di Massa, come la zona di Ronchi , Poveromo e Partaccia non possono esistere solo nella stagione estiva. Tutti questi problemi sono riscontrati in tutta la nostra costa purtroppo , Ronchi , Poveromo e Partaccia, hanno bisogno di una ripartenza immediata, non basta dare un tocco di trucco qua e la', servono interventi programmati seri e importanti. Solo restituendo bellezza, decoro e sicurezza la nostra bellissima costa potrà sperare di vederla tornare ai fasti di un tempo, non più come una Cenerentola , ma come la perla che è sempre stata.
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