Politica
Il verde pubblico è un bene comune. Avs chiede trasparenza e che si applichi il regolamento adottato
Nei giorni scorsi ci sono arrivate diverse segnalazioni per il taglio di altri otto pini sulla salita S. Ceccardo e di un albero maestoso nel parco…

Massimiliano Bernardi: "Campo scuola verso la chiusura, ma lo sport diventa "a numero chiuso": le contraddizioni della Giunta Arrighi"
"Una decisione annunciata in Commissione Presidente Silvia Barghini del PD che lascia sul campo più perplessità che certezze. Nel corso del recente dibattito, l'Assessore allo Sport…

Carrara, sicurezza, Barabotti (Lega): "Arrighi chiede più Stato, poi la sua maggioranza boccia "Strade Sicure". Ai cittadini gli appelli non bastano"
"La sindaca Arrighi chiede più presenza dello Stato, ma quando in Consiglio comunale arriva una proposta concreta per richiedere i militari di "Strade Sicure",…

Futuro Nazionale Massa-Carrara: “Immigrazione, il centrodestra predica serietà ed efficienza, ma i fatti raccontano un’altra realtà”
Futuro Nazionale Massa-Carrara esce col seguente comunicato nel quale il movimento presenta la sua posizione sulla gestione dell’immigrazione, sugli sbarchi nel porto di Marina di Carrara e sul…

Carrara, il Centrodestra fa squadra e guarda al futuro: “Pronti a scrivere una nuova pagina per la città”
"Grande partecipazione al gazebo unitario del Centrodestra in Piazza 2 Giugno a Carrara, un’importante occasione di incontro e confronto con i cittadini, che hanno voluto fermarsi…

Oscuramento dei profili social e responsabilità dei genitori: le proposte di Cantalamessa
Quando la criminalità conquista i social, anche la risposta legislativa deve guardare lì. Nell'intervista a Format Lab Academy, il senatore leghista Gianluca Cantalamessa, componente della Commissione…

Fratelli d’Italia Massa-Carrara: proposta per l’istituzione del garante provinciale dei diritti delle persone con disabilità
Fratelli d’Italia scende in campo a tutela delle persone con disabilità e delle loro famiglie, presentando…

Comunicato stampa. Trasporto dei blocchi di marmo, CNA Massa Carrara: «Un'eccellenza del territorio a rischio. Serve una prospettiva per il futuro»
Il trasporto di marmo in blocchi è un settore di nicchia, altamente specializzato, che rappresenta un'eccellenza del territorio apuano e un servizio essenziale per il funzionamento…

Cava Fornace, Barabotti e Montemagni (Lega): «La costa apuo-versiliese non è la pattumiera della Toscana»
«Su Cava Fornace siamo davanti a un paradosso democratico che non può essere ignorato. Il Consiglio regionale della Toscana ha impegnato la Giunta a perseguire la…

Con la variante ex Olivetti la città di Massa è all'asta: lo dice l'associazione Polis Lab
"Si completa con la variante ex Olivetti, il trittico delle beffe per la città di Massa". Lo dice Michele Porcu, coordinatore dell'associazione Polis Lab che spiega:…

- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 349
- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 346
Anche il consigliere della Lista Ferri Filippo Mirabella ha mostrato molte perplessità sul nuovo corso di laurea in partenza al CarMi: "In Consiglio comunale nella giornata di martedì 6 ottobre, sono stati approvati gli investimenti per dare definitivamente gambe al nuovo corso di laurea triennale dell'Università di Pisa in Ingegneria delle tecnologie digitali.Quando il Ministero dell'Università e della Ricerca, attraverso il procedimento di accreditamento, autorizza l'attivazione di un nuovo corso universitario e di una sede decentrata, l'obiettivo strategico dovrebbe essere quello di creare un hub capace di generare attrattività, indotto e valore formativo sul territorio.Partire con 10 soli iscritti non è semplicemente un dato aneddotico o una curiosità da social: è un dato che, a nostro parere, mette seriamente in discussione la valutazione preventiva della domanda potenziale. Aprire un corso universitario significa mobilitare docenti, personale tecnico-amministrativo, infrastrutture logistiche e risorse economiche. Garantire tutto questo per 10 studenti pone inevitabilmente un interrogativo sulla proporzione tra le risorse impegnate e il numero degli studenti effettivamente raggiunti, e sui criteri di efficienza e sostenibilità dell'operazione.
La responsabilità politica della giunta Arrighi sta proprio qui: nell'aver puntato fortemente su un progetto presentato come strategico per il territorio senza che, almeno alla luce dei primi numeri, siano state confermate le aspettative di attrattività e di risposta da parte degli studenti. Un progetto di questa portata avrebbe dovuto essere accompagnato da una riflessione altrettanto rigorosa sulla domanda effettiva, sulla capacità di attrarre giovani anche da fuori provincia e sul rapporto tra le risorse impegnate e i risultati concretamente raggiunti.Trasformare l'alta formazione in un obiettivo da rivendicare sul piano politico rischia di depotenziare l'idea stessa di Università, trasformando quello che avrebbe dovuto essere un potenziale volano di sviluppo in un progetto che rischia di rimanere lontano dagli obiettivi di attrattività con cui è stato presentato.
La notizia è di quelle che fanno riflettere: Ingegneria alla Padula parte, secondo quanto emerso e riportato, con appena 10 iscritti. Non 80, non 40, ma una decina. Un dato che, se confermato, impone una riflessione sulla capacità del progetto di raggiungere gli obiettivi di attrattività e di risposta alla domanda studentesca che ne hanno accompagnato la nascita.
L'operazione, fortemente sostenuta dall'amministrazione Arrighi e presentata come una svolta per il territorio, deve oggi misurarsi con numeri iniziali che appaiono molto lontani dalle aspettative dichiarate. C'era una volta il sogno di fare di Carrara un polo universitario attrattivo, capace di intercettare i giovani e dare respiro al futuro del territorio. Oggi, davanti ai primi numeri, quel sogno rischia di assomigliare più a una promessa ancora tutta da dimostrare che a una svolta già realizzata.Con 10 matricole iniziali, è inevitabile interrogarsi sulla distanza tra le ambizioni dichiarate per il nuovo polo universitario e la risposta registrata nella sua prima fase di avvio.Mentre dalla Giunta Arrighi ci si aspetterebbe una riflessione sull'opportunità e sui costi di un'operazione del genere a fronte di questi numeri, resta il dato di un progetto che, almeno nella sua fase iniziale, appare molto lontano dalle aspettative dichiarate.Resta da capire quale valutazione la sindaca Arrighi intenda dare di questi primi numeri e se ritenga ancora adeguato il rapporto tra investimento sostenuto e risposta iniziale degli studenti.La vicenda si fa ancora più complessa e solleva interrogativi di natura politica, economica e culturale. Non siamo di fronte soltanto a un problema di numeri, ma anche alla necessità di valutare se l'impiego di risorse economiche e di spazi comunali sia proporzionato ai risultati iniziali del progetto.
Il piano portato avanti dall'amministrazione Arrighi per insediare il corso universitario, legato all'Ateneo di Pisa e sostenuto da importanti fondazioni e soggetti del territorio, prometteva di diventare un motore di innovazione, giustificando così l'investimento finanziario. Tuttavia, i costi materiali e immateriali di questo progetto iniziano a pesare sul bilancio della città. Infatti, in Consiglio la sindaca Arrighi aveva illustrato gli impegni del Comune di Carrara: "La messa a disposizione della struttura; la manutenzione ordinaria e straordinaria; il pagamento delle utenze; le pulizie; il servizio di portierato ed un contributo annuo di 75.000 euro".L'attivazione di un corso universitario comporta l'impiego di strutture, servizi, personale e risorse economiche, con un impegno finanziario che nel caso di Carrara coinvolge direttamente anche il bilancio comunale.Il punto più critico però riguarda il CARMI e non se ne è parlato: un'istituzione culturale nata grazie a importanti finanziamenti della Regione Toscana, la cui operatività e disponibilità degli spazi sono state compresse per fare posto alle aule e ai laboratori universitari.
Questo scenario evidenzia una sequenza di criticità strutturali:
• Spostamento delle priorità culturali: Sacrificare e comprimere uno spazio espositivo regionale per fare posto a un corso universitario che, almeno nella fase di avvio, registra un numero di iscritti molto inferiore alle aspettative iniziali significa mettere in discussione l'equilibrio tra l'offerta culturale cittadina e il ritorno formativo atteso dal nuovo progetto.
• Incompatibilità delle risorse: Gli investimenti e le risorse economiche destinate al progetto rischiano di tradursi in una spesa con un impatto strategico molto inferiore a quello annunciato, lasciando il dubbio che l'immagine del progetto abbia finora corso più velocemente dei suoi risultati concreti.
• Criticità nella programmazione: La scelta dell'amministrazione Arrighi solleva interrogativi sulla visione complessiva della programmazione, perché il perseguimento del "polo universitario" ha comportato una significativa riorganizzazione degli spazi culturali esistenti, senza che i primi numeri degli iscritti consentano ancora di verificare la sostenibilità e l'effettiva ricaduta del nuovo progetto.
Il caso di Ingegneria alla Padula si configura dunque come un classico esempio di corto circuito amministrativo: si comprimono spazi e funzioni di un presidio culturale esistente per fare posto a un'infrastruttura universitaria che, al momento dell'avvio, appare decisamente sovradimensionata rispetto al numero iniziale degli studenti. Ma a fronte di tutto ciò Arrighi elenca i finanziamenti del comune: 300.000 euro per l'impianto termico; 75.000 euro per l'anno 2026; 150.000 euro per l'acquisto degli arredi; 300.000 euro per le opere di manutenzione straordinaria; 25.620 euro per la connessione wi fi, 8.500 € per il contributo dei bus; 25.000 per le spese di gestione 2026; 75.000 euro per il contributo 2027; 75.000 euro per il contributo 2028; 80.000 euro per le spese di gestione 2027; 80.000 euro per le spese di gestione 2028; 90.000 euro per il completamento delle opere per la struttura; 110.000 euro per i lavori necessari sul parco di cui usufruirà anche l'università.Le somme già quantificate e riportate nel piano economico-finanziario e negli stanziamenti approvati ammontano, secondo la ricostruzione presentata in Consiglio, a circa 1,249 milioni di euro, mentre ulteriori somme relative alle annualità 2029 e 2030 dovranno essere stanziate successivamente.Parliamo quindi di circa 1 milione e 249 mila euro di risorse già quantificate. Dividendo questa cifra, puramente come dato matematico, per i 10 iscritti iniziali, si arriva a circa 124.912 euro per studente. Caspita, una cifra che, da sola, dovrebbe far riflettere sul rapporto tra le risorse impegnate e la risposta iniziale del progetto.E se quei 10 studenti non fossero neppure, almeno in parte, residenti a Carrara? È un interrogativo che sarebbe interessante poter chiarire, perché il progetto è stato presentato anche come strumento di attrazione e di ricaduta sul territorio".
- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 427
La Regione Toscana difende l'autonomia dei Comuni e i piani approvati, ma l'amministrazione Arrighi rischia di andare a gara a Marina di Carrara senza una pianificazione aggiornata, esponendo il litorale a probabili contenziosi e mettendo a rischio le imprese storiche del territorio.Di fronte alla scadenza ormai ravvicinata delle concessioni balneari, il dibattito sulle gare di evidenza pubblica previste dal quadro normativo europeo e nazionale sta accendendo un duro confronto istituzionale tra Regione Toscana, Governo ed enti locali. La posizione espressa dal Presidente Eugenio Giani e dall'Assessore al Turismo Leonardo Marras si fonda su un principio chiaro: tutelare la pianificazione già effettuata dai Comuni, garantendo il corretto equilibrio tra spiagge in concessione e spiagge libere, il libero e gratuito accesso e transito verso la battigia attraverso i varchi necessari e l'autonomia programmatoria locale.Giani e Marras chiedono di "evitare che verifiche astratte e confronti tra territori diversi mettano in discussione le scelte già approvate", accompagnando le amministrazioni verso un quadro regionale omogeneo per evitare il rischio di paralisi delle procedure.La contraddizione emerge quando queste premesse si scontrano con la realtà amministrativa di Carrara, guidata dalla sindaca Serena Arrighi.
Il cortocircuito della Giunta Arrighi
Mentre la Regione chiede di blindare e rispettare i Piani di Utilizzazione dell'Arenile (PAA) approvati, la gestione del litorale a Marina di Carrara soffre di una contraddizione di fondo: il mancato aggiornamento del Piano dell'Arenile al passo con le nuove prescrizioni ambientali e di fruibilità pubblica. L'amministrazione Arrighi si trova così a gestire il rischio di avviare le procedure di evidenza pubblica e mettere a gara le concessioni storiche mentre il nuovo Piano dell'Arenile è ancora in fase di formazione. Il nodo delle criticità riguarda proprio il rapporto tra le procedure di evidenza pubblica e un Piano dell'Arenile ancora in fase di formazione.Incertezza per gli investimenti: Senza un PAA definitivamente approvato, i concorrenti che partecipano alle gare possono trovarsi a programmare gli investimenti senza avere un quadro pianificatorio definitivo sugli interventi e sulle opere future.Gestione dei varchi e spiagge libere: La Regione sottolinea che la pianificazione deve garantire il bilanciamento tra aree in concessione e varchi di libero accesso. Se il Comune mette a bando i lotti senza un piano aggiornato, si rischia di congelare situazioni preesistenti senza assicurare il corretto rapporto tra aree date in concessione e spiagge liberamente fruibili.Il rischio contenziosi: Mettere a bando i lotti balneari mentre il nuovo Piano dell'Arenile è ancora in fase di formazione potrebbe esporre le delibere comunali a ricorsi al TAR. I vecchi concessionari, i nuovi concorrenti ed eventualmente le associazioni di tutela ambientale potrebbero contestare i bandi sotto il profilo dell'istruttoria e del quadro pianificatorio.
Il rischio per le famiglie storiche del litorale:
Se le dimostranze di Giani e Marras sono dirette a Roma per chiedere regole certe che non smontino la programmazione locale, l'operato della Giunta Arrighi rischia di vanificare queste tutele sul campo, con possibili ricadute umane, sociali ed economiche che il ritardo nella pianificazione potrebbe produrre sul litorale.In questo quadro di incertezza, a mio parere, a pagare il prezzo più alto rischiano di essere quelle famiglie che da tre o quattro generazioni, da nonno a nipote, custodiscono, investono e mandano avanti le imprese balneari del nostro litorale . Gestori storici che hanno contribuito per generazioni all'economia turistica della costa carrarese e che oggi rischiano di trovarsi esposti a una fase di forte incertezza: Istruttorie e rischio di possibili ricorsi al TAR: Procedere con le gare prima di aver completato l'aggiornamento del Piano dell'Arenile potrebbe alimentare contestazioni e contenziosi, proprio mentre la Regione chiede un quadro di regole chiaro e omogeneo. Il rischio potrebbe essere quello di un rallentamento, di una sospensione o di una contestazione delle procedure, lasciando le famiglie nell'incertezza.Perdita degli investimenti e tutela degli indennizzi: Senza un PAA definitivamente aggiornato che definisca con chiarezza lo stato di fatto, la regolarità delle opere e i vincoli di pianificazione, la valutazione degli investimenti e delle conseguenze economiche per chi dovesse perdere la concessione rischia di diventare più complessa e incerta.Criticità nella gestione del territorio: Il mancato aggiornamento del quadro comunale sui varchi, sugli indici di edificabilità e sull'accessibilità non solo può creare incertezza per i partecipanti alle gare, ma rischia di penalizzare proprio chi sul territorio ha investito con continuità, serietà e radicamento sociale. Ritengo che non si possano scaricare le conseguenze di una programmazione comunale ancora incompleta su chi vive e lavora sul litorale da una vita Mentre la Regione chiede tutele per l'autonomia dei Comuni e per i piani approvati, Carrara rincorre le scadenze attraverso provvedimenti amministrativi successivi, rischiando di mettere a repentaglio il futuro di decine di imprese familiari. L'amministrazione Arrighi fermi questa corsa al buio, completi gli strumenti di pianificazione necessari e tuteli il tessuto economico e turistico della nostra città prima che sia troppo tardi.
- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 216
Roma, 15 settembre 2026. Palazzo Madama ha approvato la riforma elettorale con 113 voti favorevoli, 71 contrari e due astenuti. Il testo è stato modificato rispetto a quello licenziato dalla Camera in estate, quindi doveva tornare a Montecitorio per l'ultima lettura. L'ok definitivo è arrivato oggi, 8 ottobre.
𝗟𝗮 𝗻𝗼𝘃𝗶𝘁𝗮̀: 𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗲𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗲, 𝗶𝗻 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 "𝘀𝗼𝗳𝘁". Il punto più discusso era la scelta degli eletti. Il Senato ha reintrodotto le preferenze, che a luglio erano state affossate a Montecitorio con un voto segreto. Il meccanismo è però ibrido. Ogni lista presenta sette nomi per collegio. Il primo, il capolista, lo decide il partito e non si può votare. Sugli altri sei l'elettore può indicare fino a tre preferenze. Se ne esprime più di una, devono riguardare persone di sesso diverso, altrimenti la seconda e la terza vengono annullate.
Le opposizioni hanno provato a cambiare questo impianto. Il loro subemendamento per eliminare i capilista bloccati e introdurre preferenze del tutto libere è stato respinto con 68 sì e 99 no. Il modello della maggioranza è passato con 97 sì, 67 no e due astenuti.
𝗜𝗹 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗮𝗰𝗰𝗵𝗲𝘁𝘁𝗼
Il sistema resta proporzionale. Scatta un premio di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato per la lista o coalizione che supera il 42%, mentre sotto quella soglia il proporzionale resta puro. Il tetto massimo per il vincitore è di 220 deputati e 113 senatori, esclusa la circoscrizione Estero. La soglia di sbarramento è al 3%, con 6.000 firme per collegio, e restano le regole sul voto dei fuorisede.
𝗟𝗮 𝘀𝗲𝗱𝘂𝘁𝗮 𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘀𝘁𝗲
Poco prima del voto finale i senatori di Pd, M5s, Avs e Italia Viva hanno alzato cartelli gialli e rossi con la scritta "No alla legge truffa". Questo ha provocato la reazione del presidente del Senato, Ignazio La Russa. Lo stesso La Russa ha poi definito il via libera un "grande passo avanti".
Nel dibattito Matteo Renzi ha detto che la legge è fatta per paura di perdere. Il capogruppo dem Francesco Boccia ha attaccato il premio, chiedendo quale idea di democrazia ci sia dietro a un 42% che vale 70 deputati e 35 senatori. Ha accusato anche il centrodestra di voler allontanare le donne dal Parlamento, perché per i capilista è stata tolta la quota di genere. Per il M5s le preferenze sono "farlocche": secondo le simulazioni citate dal Fatto Quotidiano, gran parte degli eletti sarebbe comunque formata dai capilista scelti dai partiti. Dal centrodestra Roberto Rosso (Forza Italia) ha definito il testo un punto di equilibrio serio e costituzionalmente sostenibile, mentre l'Udc ha festeggiato soprattutto per le preferenze.
𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗲̀ 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗼𝗽𝗼
Dopo il Senato la riforma è tornata alla Camera. Il governo ha posto tre questioni di fiducia, tutte superate. Oggi il voto finale a scrutinio segreto si è chiuso con 227 sì e 164 no, senza franchi tiratori.
- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 205
'Ennesimo gigantesco pasticcio del sindaco Arrighi: così il consigliere del Movimento 5 Stelle Matteo Martinelli ha definito la delibera di ratifica della convenzione con l'Università di Pisa, necessaria per l'avvio del corso di ingegneria nel nostro comune, presenta evidenti profili di illegittimità. "Questo fatto, sia chiaro, non è solo una nostra opinione - ha spiegato Martinelli - Lo stesso segretario comunale, a fronte delle nostre osservazioni mosse in Consiglio Comunale, ha dovuto ammettere che le critiche sono pertinenti e ha parlato di una situazione di illegittimità forzata. Il sindaco infatti, ha proposto al Consiglio una delibera che, ad essere buoni, viola in un colpo solo gli articoli 107, 183 e 184 del TUEL e gli articoli dal 37 al 43 nel nostro regolamento di contabilità. Il documento, in sintesi, attribuisce erroneamente al Consiglio, competenza sul procedimento di spesa e sull'organizzazione degli uffici che sono di pertinenza dei dirigenti e dei responsabili dei servizi. Emblematico è il fatto che le capogruppo dei partiti politici, PD e PRI, siano rimaste in imbarazzante silenzio durante tutta la discussione in Consiglio e che la delibera abbia fatto un solo passaggio in commissione bilancio, prima di essere posta frettolosamente in votazione. Non è la prima volta che, su atti molto importanti dal punto di vista economico e politico, viene portato in Consiglio in modo superficiale un documento pericolante, cercando di celarne le problematiche durante i passaggi in commissione. Era già successo anche pochi mesi fa con la norma salva imprese del lapideo, incredibilmente priva del necessario supporto motivazionale. Solo nell'ultimo anno, abbiamo contato almeno cinque delibere che presentavano profili di illegittimità. La situazione inizia ad essere molto pesante. Nel merito, rimangono enormi perplessità rispetto all'immobile scelto per accogliere la sede dei corsi. Il Carmi, posto nel Parco della Padula, presenta infatti criticità logistiche evidenti. Inoltre, il Comune si è accollato non solo tutti gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria dell'immobile, ma anche le spese per utenze e portineria. Ad oggi, quindi, il Comune si è esposto per oltre 200.000 euro all'anno sulla spesa corrente e per circa un milione di euro per investimenti. Sottolineiamo che sono rimaste senza risposta le nostre domande sul numero di iscritti (pare solo 10 studenti) e in ordine all'evenienza che alcuni corsi si possano tenere in modalità online. Insomma siamo di fronte all'ennesimo esempio di cattiva amministrazione che rischia di dilapidare un progetto interessante per la città e che presenta palesi profili di illegittimità su un atto importante sia dal punto di vista sostanziale sia per l'impegno economico posto a carico dei cittadini".
- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 859
Dopo lettere, PEC, accorati appelli rimasti inascoltati, incontri in Comune senza una soluzione concreta e ripetute comunicazioni alla Prefettura e alla sindaca, gli inquilini degli immobili SEN Srl hanno deciso di rompere gli indugi e convocare direttamente istituzioni, proprietà e politica.L'appuntamento è per mercoledì 21 ottobre alle ore 10.30 nella sala comunale di Carrara. Saranno invitati anche i rappresentanti politici locali, regionali e nazionali, oltre a giornalisti e televisioni, per confrontarsi pubblicamente sulla situazione di circa 50 famiglie che vivono da mesi nell'incertezza abitativa. «Basta, siamo esasperati – spiega Daniele Sanguinetti, presidente del Comitato Inquilini SEN –. Sono state notificate a tutti noi ”Intimazioni di non rinnovo contratto alla scadenza”, e la volontà della proprietà di sfrattarci tutti. Alcuni contratti del 2026 sono già scaduti, a breve ne arriveranno altri, a valanga. Abbiamo denunciato tutto e nessuno ha alzato un dito. Chiediamo da dieci mesi un tavolo istituzionale e nessuno ci considera. Quindi ora abbiamo deciso di fare noi il primo passo. Questa vicenda non pu più essere affrontata nel silenzio: vogliamo sapere perché nessuno riesca a dare una risposta alle nostre famiglie. Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni.»
Il contenzioso tra SEN e Comune
Secondo quanto riferito dal Comitato, fin dall'inizio SEN ha reso nota l'esistenza di un contenzioso con il Comune relativo alla fiscalità degli immobili, in particolare IMU e TARI, e alla loro destinazione sociale. Si tratta, ricordano gli inquilini, di alloggi costruiti nell'ambito di convenzioni stipulate tra Comune e SEN negli anni Ottanta, con la finalità di ospitare famiglie indicate dall'amministrazione comunale e nell'ambito di condizioni agevolate previste dalle stesse convenzioni. È proprio sulla natura e sulla destinazione di questi immobili che oggi, secondo il Comitato, regna la maggiore confusione. Gli inquilini ricordano che, in una comunicazione del gennaio scorso, la stessa SEN avrebbe fatto riferimento alla controversia su IMU e TARI e alla natura sociale degli alloggi.«Da una parte ci sono comunicazioni della proprietà che fanno riferimento alla natura sociale degli immobili, dall'altra assistiamo a posizioni che sembrano andare in direzioni diverse – afferma Sanguinetti –. Noi chiediamo semplicemente di sapere, una volta per tutte: questi alloggi sono o non sono destinati a una funzione sociale? E, in questo caso, a quale forma di tutela possiamo appellarci?»Per ricostruire la situazione, il Comitato ha presentato al Comune una lunga richiesta di documentazione già dalla fine di luglio, ma, riferiscono gli inquilini, a oggi non avrebbe ricevuto documentazione utile a chiarire la vicenda. «Noi non siamo parte della controversia tra SEN e Comune – sottolinea Sanguinetti – eppure ci chiediamo se le famiglie non stiano finendo per pagare il prezzo di un conflitto che non ci riguarda. Se non è così, allora chiediamo che venga spiegato pubblicamente quale sia il progetto per questi immobili.»
112 appartamenti, di cui oltre la metà vuoti
A preoccupare il Comitato sono anche i numeri: quattro palazzi, complessivamente 112 appartamenti, dei quali oltre la metà risulterebbe oggi vuota, secondo i dati raccolti dagli stessi inquilini. Un dato che, secondo il Comitato, rende ancora più urgente capire quale sia la destinazione futura degli immobili e quale ruolo abbiano avuto, e abbiano tuttora, le istituzioni pubbliche nella gestione di questa situazione.
Una vicenda che si trascina da decenni
Gli inquilini ricordano che situazioni analoghe si sono già verificate in passato. Nel 2004, per esempio, la questione degli alloggi SEN arriv all'attenzione dell'allora sindaco Giulio Conti e del prefetto Domenico Mannino. In quella fase intervenne pubblicamente anche l'associazione ADIPEL, denunciando «molti lati oscuri in questa storia». La vicenda port allora velocemente alla stipula di nuovi contratti. «Sono passati più di vent'anni e ci ritroviamo ancora a parlare dello stesso problema. Ci chiediamo cosa sia cambiato da allora e perché non si riesca finalmente ad affrontare la questione in modo definitivo e trasparente.»
«Ci sentiamo carne da macello». Tra gli abitanti cresce l'esasperazione.
«Ci sentiamo carne da macello nelle mani di chi può decidere, da un momento all'altro, se lasciarci dentro casa oppure mandarci via. Noi siamo famiglie, abbiamo pagato regolarmente l'affitto e qui abbiamo costruito la nostra vita.» Il Comitato denuncia inoltre quella che considera l'assenza di un adeguato monitoraggio della situazione sociale e abitativa delle famiglie coinvolte. «Il Comune conosce quante persone anziane vivono in questi palazzi? Conosce quante persone si trovano in difficoltà economica, quante hanno disabilità o patologie importanti e quanti minori sono presenti?». «Dopo dieci mesi vogliamo sapere cosa è stato concretamente fatto. È stato effettuato un censimento delle situazioni di fragilità? Sono stati coinvolti i servizi sociali? Quale percorso è stato predisposto per queste famiglie?»
La domanda al sindaco Arrighi: «Sindaco, cosa intende fare?»
La richiesta è ora rivolta direttamente all'amministrazione comunale e, in particolare, alla sindaca Serena Arrighi.«Venga il Comune, venga la Prefettura, venga SEN, venga la sindaca, venga la politica e venga la stampa. Ognuno dica pubblicamente cosa ha fatto fino a oggi e cosa intende fare da domani. Non possiamo più accettare il silenzio.» Il Comitato ribadisce di non chiedere privilegi, ma chiarezza e tutela per famiglie che, secondo quanto riferiscono gli stessi inquilini, hanno sempre rispettato i propri obblighi.«Non chiediamo privilegi. Chiediamo chiarezza e che venga tutelato il diritto alla casa. Dietro la cifra di “50 sfratti” non ci sono numeri: ci sono cinquanta famiglie.»
- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 285
Firenze, 6 ottobre 2026 - "Preoccupa la diffusione di un certo pensiero fortemente ideologizzato relativo alla maternità, affrontata non come un appannaggio esclusivo della donna, ma come una scelta arbitraria dettata da una sorta di diritto autoproclamato. Diversi sono i convegni sul territorio nazionale, anche in Toscana, organizzati su tematiche legate all'orientamento sessuale e al genere, persino con panel specifici dedicati alla gravidanza delle persone trans. Si tratta di corsi di aggiornamento obbligatori per medici, infermieri, ostetriche e professionisti della sanità, che danno diritto ai crediti di Educazione Continua in Medicina (ECM), conferiti da vari enti fornitori, tra i quali anche il ministero della Salute. Soltanto ipotizzare che non sia una madre a partorire, rappresenta non solo un paradosso scientifico, ma anche il risultato di una deriva ideologica inaccettabile: il tema della maternità non può essere oggetto di alcuna messa in discussione, e tantomeno di appropriazione. Mi confronterò presto, al riguardo, con il ministro Schillaci". Lo dichiara, il deputato di Fratelli d'Italia Alessandro Amorese.
La responsabile regionale toscana del dipartimento Sociale e Famiglia di FdI Sara Lavorini, aggiunge: "La nostra non è una volontà di esclusione, il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione. Allattamento e maternità però non devono essere in alcun modo percepibili o percepiti come possibilità interscambiabili. Riteniamo che le priorità, nel contesto specificatamente legato alla salute della donna, dovrebbero restare, ad esempio, la prevenzione ai tumori femminili, l'accompagnamento multidisciplinare in alcune fasi della vita, la vaccinazione per l'HPV nei più giovani e l'educazione affettiva e sessuale, percorso più che necessario nel contrasto alla violenza di genere. In convegni come quelli che si sono tenuti in questi giorni invece, sia a Vico Pisano che a Riccione, durante il quale si è persino dato come titolo ad un panel 'Se a partorire non è una madre', è evidente una lettura impossibile da accogliere. La maternità e l'allattamento devono essere appannaggio esclusivo della donna. Lasciamo - ha concluso Lavorini - la maternità alle donne".
- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 274
Una mozione contro il taglio delle ore agli insegnanti di sostegno della provincia è stata presentata dal consigliere di maggioranza del comune di Carrara Guido Bianchini. Ecco il testo della mozione: "II Garante dei Diritti delle Persone con Disabilità, la Consulta delle Persone con Disabilità del Comune di Carrara, l'Osservatorio Provinciale per i Diritti delle Persone Disabili, le organizzazioni sindacali F.L.C.-C.G.I.L. e U.I.L-Scuola hanno in vari modi segnalato una drastica riduzione, da parte dell'Ufficio Scolastico Regionale, organo del Ministero dell'Educazione e del Merito, delle ore assegnate ad insegnanti di sostegno e personale A.T.A. nelle Scuole della Provincia di Massa-Carrara, in particolare in quelle del secondo ciclo, equivalente a circa 60 cattedre da 18 ore ciascuna, rispetto a quanto richiesto nei P.E.I. Piani Educativi Personalizzati, approvati per ogni studente con disabilità dai G.L.O.-Gruppi di Lavoro Operativi per l'Inclusione, organo tecnico collegiale, di cui fanno parte familiari degli studenti disabili, insegnanti, educatori, assistenti sociali, neuropsichiatri. Tale riduzione da parte dell'Ufficio Scolastico Regionale sembra interessare le richieste provenienti dalla nostra provincia ed in particolare dai Comuni di Carrara e Massa, in maniera molto più rilevante rispetto ad altre province e comuni toscani. L'Ufficio Scolastico Regionale non ha fornito alcuna reale motivazione per le sue decisioni, se non una generica presunta maggior incidenza percentuale di studenti con disabilità grave nelle scuole della nostra provincia ed in particolare di Carrara e Massa, rispetto alle medie regionali e nazionali; l'Ufficio Scolastico Regionale non ha in alcun modo contestato specificatamente veridicità e congruenza di nessuno dei P.E.I. prodotto dai G.L.O. del nostro territori. Consolidati precedenti giurisprudenziali ad ogni livello, comprese sentenze della Corte Costituzionale, hanno escluso la possibilità da parte dell'Ufficio Scolastico Regionale di respingere unilateralmente ed arbitrariamente, come avvenuto in questo caso, le richieste contenute nei P.E.I., anche laddove vi siano motivazioni legate a mancanza di disponibilità economiche; risulta particolarmente ingiustificato ed incomprensibile che il taglio colpisca in modo così drastico le richieste di insegnanti di sostegno per le scuole della nostra Provincia ed in particolare dei Comuni di Carrara e Massa; tale riduzione, decisa in violazione delle vigenti normative, determinerà una grave compromissione del diritto alla salute, del diritto all' istruzione e del diritto all'inclusione di un numero rilevante di studenti disabili delle scuole della provincia e soprattutto di Carrara e Massa, con probabile impossibilità per alcuni di terminare il ciclo di studi intrapreso.
Per questo chiediamo al sindaco Arrighi di invitare l'Ufficio Scolastico Regionale a ritirare immediatamente ed integralmente il provvedimento di riduzione delle ore per insegnanti di sostegno e di personale A.T.A. di tutte scuole della provincia, in particolare di quelle dei Comuni di Carrara e Massa, rispettando tutte le indicazioni richieste dai G.L.O. nei vari P.E.I.; di informare tutti i rappresentanti istituzionali del nostro territorio ad ogni livello, chiedendo loro con forza che si associno a questa sua iniziativa; di mantenere anche per l'anno scolastico 2026-27 le risorse necessarie per garantire tutte le attività degli operatori socio-educativi agli iscritti con disabilità nelle scuole primarie del nostro Comune."
- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 555
Dal 7 ottobre alla The Italian Sea Group parte ufficialmente il contratto di solidarietà, con l’attivazione della Cassa Integrazione Straordinaria (CIGS) per accompagnare l’azienda nella fase di riduzione produttiva. Per Fim-Cisl e Uilm si apre ora la fase più importante: verificare che gli impegni concordati con l’azienda vengano applicati concretamente. Gli accordi prevedono precise garanzie per i lavoratori, tra cui:
Anticipo della Cassa Integrazione da parte dell’azienda, così che i dipendenti non debbano aspettare i tempi tecnici necessari per ricevere il trattamento.
Attenzione alle conseguenze della riduzione dell’orario di lavoro, che comporterà inevitabilmente una riduzione della retribuzione.
Rotazione del personale: dal 1° novembre è prevista una prima programmazione. La solidarietà dovrà essere distribuita nel modo più equilibrato, equo e trasparente possibile, evitando che siano sempre gli stessi lavoratori a rimanere al lavoro o, al contrario, a subire periodi più lunghi di sospensione.
La distribuzione delle giornate di Cassa è importante anche dal punto di vista economico: più ore in Cassa significano una maggiore riduzione dello stipendio. Per questo sarà uno degli aspetti principali da controllare.
Sono previsti incontri settimanali tra azienda e RSU per verificare:
l’andamento della solidarietà;
la corretta applicazione della rotazione;
eventuali differenze significative nel trattamento dei lavoratori.
Fim-Cisl e Uilm confermano un atteggiamento di confronto responsabile e costruttivo, ma ribadiscono che gli accordi devono essere rispettati nella sostanza e non solo formalmente.
Dopo la fase delle trattative, quindi, inizia la fase della verifica sul campo: sarà l’applicazione quotidiana del contratto di solidarietà a dimostrare se gli impegni presi saranno realmente rispettati e se i lavoratori saranno effettivamente tutelati.
L’obiettivo finale è salvaguardare il più possibile occupazione e reddito, evitando però che il peso della solidarietà ricada in modo sproporzionato sempre sugli stessi dipendenti. Fim-Cisl e Uilm continueranno quindi a monitorare la situazione, mantenendo il confronto con l’azienda e intervenendo quando necessario per garantire il rispetto degli accordi e una gestione equa della Cassa Integrazione.
- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 350
Un'interrogazione sulla presenza di amianto sui tetti nell'area dell' Asl e dell' ex CAT di Avenza via G. Pietro è stata presentata dal consigliere della lista Ferri, Filippo Mirabella nel consiglio comunale del 6 ottobre. Ecco il testo dell'interrogazione: "Da diverse segnalazioni e denunce pubbliche avanzate dai cittadini di Avenza è stata evidenziata la forte preoccupazione della comunità locale riguardo alla presenza di coperture e manufatti contenenti amianto (o cemento-amianto/eternit) presso la struttura dell'Asl dell'ex CAT e ulteriori edifici limitrofi. L'esposizione alle fibre di amianto rappresenta un noto e gravissimo rischio per la salute pubblica e la qualità dell'aria nei centri abitati, rendendo prioritaria qualsiasi verifica sulla tenuta e sullo stato di degrado di tali coperture. Alcuni cittadini del territorio hanno già presentato formale richiesta di Accesso agli Atti presso gli uffici competenti dell'Azienda USL (ASL Toscana Nord Ovest) e del Comune per acquisire le schede di valutazione dello stato di conservazione dell'amianto, i verbali di ispezione e gli eventuali piani di bonifica o confinamento programmati. Stando a quanto riferito dai cittadini interessati, i riscontri forniti dall'Azienda Sanitaria in sede di accesso agli atti sarebbero risultati parziali, poco chiari e privi di indicazioni stringenti circa il reale livello di rischio e le tempistiche di messa in sicurezza o rimozione dei manufatti stessi. È dovere dell'Amministrazione Comunale, nella figura del Sindaco quale prima autorità sanitaria locale, tutelare la salute pubblica della popolazione e vigilare sul rispetto delle normative ambientali di cui al D.M. 6 settembre 1994 e al D.Lgs. 81/2008 sul territorio comunale. Chiediamo al sindaco e all'assessore di competenza:
- Stato dell'immobile ed eventuali indagini svolte: se il Comune di Carrara sia a conoscenza dello stato di fatto delle coperture dell' Asl , dell'ex CAT di Avenza e degli altri fabbricati oggetto di segnalazione;
- Se siano stati effettuati sopralluoghi o perizie tecniche recenti da parte della Polizia Municipale, del Settore Ambiente o dei tecnici ASL;
- Quale sia l'esito ufficiale delle verifiche condotte sull'indice di degrado delle coperture in cemento-amianto individuate nell'area;
- Se sia stato attribuito un livello di rischio con obbligo di bonifica/incapsulamento o rimozione;
- Se l'Amministrazione intenda farsi parte attiva presso i responsabili del Servizio di Prevenzione dell'ASL per ottenere una relazione esaustiva, chiara e priva di ambiguità procedurale da mettere a disposizione della cittadinanza di Avenza;
- Quali azioni urgenti e contingibili l'Amministrazione Comunale intenda adottare, nei confronti dei soggetti proprietari o gestori delle aree interessate, affinché vengano fissati tempi certi e perentori per la bonifica e la completa rimozione dei materiali contenenti amianto".
- Confimpresa replica a Rifondazione Comunista: "Mai parlato di tavoli privati"
- Il comune di Carrara esulta per 60 parcheggi alla ex Montecatini, anche se i 400 sotterranei tornano a pagamento: l'ennesima beffa per commercianti, residenti e visitatori
- Porti toscani: AVS Toscana presenta una mozione in Consiglio Regionale per monitorare e rendere pubblici i dati sul traffico di armi
- Dossier Nidi Carrara: il Comune ammette il bug sul portale SIMEAL e avvia i rimborsi grazie al ricorso fatto dall'ex consigliere Lapucci
- Stefano Bonaccini del Pd in visita a Carrara e a Pontremoli il 9 ottobre
- Il Pd aderisce allo sciopero generale indetto dalla Cgil per il 14 ottobre per il diritto di manifestare liberamente, che nessuno ha mai negato
- Ex Banca d'Italia a Massa: per FdI potrebbe essere un acquisto importante per liberare Palazzo Ducale e razionalizzare gli uffici di Provincia e comune
- La nostra visione è rilanciare Massa, non lasciarla prigioniera delle scelte del passato: la dichiarazione dell'assessore all'urbanistica Alice Rossetti
- Tavolo sull'urbanistica privato proposto da Confimpresa: la critica di Rifondazione Comunista Massa
- Il "Cubo" di Monterosso: la vittoria di Pirro dell'ASL e il silenzio istituzionale della giunta Arrighi. Il commento del consigliere Filippo Mirabella


