Politica
Difficoltà della polizia nel rilievo dei sinistri stradali: la posizione di FP CGIL UIL FP CSA
Le segreterie provinciali di FP CGIL UIL FP CSA hanno firmato il seguente comunicato: "Facciamo seguito al recente comunicato sindacale del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), pubblicato dalla…

Bollo auto, Patto per il Nord: "Il Governo taglia la tassa, ma decide ancora tutto Roma"
Patto per il Nord ha sempre sostenuto la riduzione della pressione fiscale. Per questo non saremo certo noi a lamentarci se milioni di cittadini nel…

Il presidente della Provincia Roberto Valettini incontra il nuovo comandante dei Carabinieri di Massa e Carrara colonnello Andrea Fabi
Si è svolto nella mattinata di giovedì 17 settembre a Palazzo Ducale il saluto istituzionale tra il Presidente della Provincia Roberto Valettini e il Colonnello Andrea…

"Carrara non è la sorella minore di La Spezia": la replica del sindaco di Carrara Arrighi alle parole di Laghezza di Confindustria
«Le parole del presidente di Confindustria La Spezia Alessandro Laghezza sul porto di Carrara sono gravi e irricevibili – dice io sindaca di Carrara Serena Arrighi -.

Mercato del lunedì a Carrara: si cambia per la presenza del cantiere in via Verdi. Nuova disposizione dei banchi a partire dal 21 settembre
Da lunedì 21 settembre è prevista una nuova collocazione per i banchi del mercato settimanale a Carrara. Il nuovo assetto provvisorio si è reso necessario visti…

Museo della Memoria di Bergiola, anni di promesse: la critica del consigliere Mirabella
"Ancora oggi, a ben 82 anni dall'eccidio (1944-2026), il sindaco Arrighi parla di "lavori ancora da ultimare", infatti la struttura non è ancora ufficialmente e pienamente…

Cerimonia per l'82° anniversario della strage di Bergiola Foscalina: presenti tutte le istituzioni
Si è tenuta mercoledì 16 settembre, la cerimonia commemorativa dell'82° Anniversario della Strage di Bergiola Foscalina, evento patrocinato dalla Provincia di Massa-Carrara. A rappresentare l'amministrazione…

Villaggio San Luca, infiltrazioni e promesse disattese. «Adesso basta, il Comune intervenga»
«È il momento di dire basta. Basta promesse non mantenute e basta con il menefreghismo di un'amministrazione che continua a lasciare soli i cittadini». Lo…

CPR ad Aulla: Schianchi di FdI definisce "ideologico" l'atteggiamento del Governo, Valettini prenda le distanze
Arriva dalla segreteria provinciale di FdI Massa Carrara e Lunigiana un'analisi critica sul Cpr di Aulla che chiama in causa il sindaco di Aulla e…

Importanti nomine regionali per i dirigenti FdI del territorio: quattro apuani ai vertici dei dipartimenti regionali Toscana di Fratelli d'italia
Fratelli d'Italia Massa Carrara attraverso il coordinatore provinciale del partito Marco Guidi esprime grande soddisfazione per le recenti nomine regionali che vedono protagonisti alcuni dirigenti…

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L'annuncio unilaterale del sindaco Arrighi su Palazzo Rosso appare difficilmente conciliabile con le procedure che regolano i finanziamenti pubblici ed evidenzia una preoccupante approssimazione amministrativa. Cambiare la destinazione d'uso di un immobile storico finanziato con fondi statali non è un diritto esclusivo del sindaco, ma un iter vincolato a precise autorizzazioni del Ministero e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La cronologia dei fatti sottolinea che nella storia del finanziamento di Palazzo Rosso ogni singola modifica ha sempre richiesto passaggi formali a Roma, gli stessi che ad oggi il sindaco di Carrara sembra voler superare, senza averne chiarito il percorso autorizzativo. Riassumiamo i fatti.
Alla fine del 2016 la giunta Zubbani vince 17 milioni di euro nell'ambito del Bando delle Periferie (DPCM 25 maggio 2016). Il piano approvato prevedeva il recupero di Palazzo Rosso come "Agorà del Volontariato" e centro multimediale. Nel 2017/2018 la giunta grillina con De Pasquale sindaco decide di modificare l'indirizzo politico. Consapevoli della legge, gli amministratori si recano a Roma presso il Ministero competente, per presentare una domanda di variante sostanziale e ottengono l'autorizzazione ufficiale per trasformare Palazzo Rosso nella sede della Gipsoteca dell'Accademia di Belle Arti. Dalle informazioni in nostro possesso, a livello ministeriale questo risulta essere l'unico progetto formalmente autorizzato e finanziato a tutt'oggi. Ma i lavori non erano mai stati iniziati. Nel 2022 subentra la giunta Arrighi: essendo il tempo ormai scaduto, l'opera si salva solo grazie alla proroga straordinaria concessa dal Governo Meloni, che fissa il limite massimo per l'ultimazione dei lavori entro il 2027. Dopodiché arriva quello che appare come un vero e proprio colpo di spugna dell'Arrighi sul percorso amministrativo fin qui seguito. Il sindaco di Carrara dichiara a mezzo stampa che i gessi non verranno più trasferiti a Palazzo Rosso a causa di presunti problemi di "carico strutturale", annunciando il ritorno della Biblioteca Civica.Quali criticità normative presenta la decisione annunciata dall'Arrighi ? La decisione del sindaco si scontra con due ostacoli normativi insormontabili, che sembrano evidenziare una gestione amministrativa caratterizzata da evidenti approssimazioni.
Il vincolo del Codice degli Appalti e delle Linee Guida Ministeriali
Secondo la disciplina delle varianti in corso d'opera (art. 120 del Codice degli Appalti), la modifica annunciata dall'Arrighi non è un semplice "aggiustamento tecnico", ma una variante sostanziale. Il progetto "Gipsoteca" è stato approvato con determinati standard di accreditamento e obiettivi sociali e, stravolgere l'oggetto della gara d'appalto per trasformarlo nuovamente in Biblioteca Civica richiede l'invio di una nuova istruttoria a Roma. Qualora non fosse intervenuta l'approvazione ministeriale della variante, si porrebbe il problema della conformità della spesa rispetto al progetto autorizzato, esponendosi al rischio di contestazioni e, nei casi previsti, anche alla possibile revoca del finanziamento. Inoltre il vincolo temporale della proroga concessa dal Governo scade tassativamente nel 2027. Istituire una variante ministeriale per cambiare radicalmente la destinazione d'uso, riprogettare gli spazi interni per i carichi della biblioteca, adeguare la sicurezza e gli impianti richiede almeno alcuni mesi di burocrazia. La pretesa di modificare nuovamente l'indirizzo progettuale a pochi mesi dalla scadenza mette a repentaglio i milioni di euro stanziati per il centro storico di Carrara.
La tesi dei carichi strutturali pare un punto sostanziale della Arrighi, che giustifica il dietrofront sostenendo che Palazzo Rosso non reggerebbe il peso dei gessi. Da una valutazione preliminare, sembrerebbe trattarsi di una motivazione tecnicamente discutibile che solleva seri interrogativi sulla programmazione dell'intervento. Infatti una biblioteca pubblica esercita un carico distribuito sui solai (dovuto a file fitte di scaffalature piene di libri) che spesso supera i 500-600 chili per metro quadrato. Un'esposizione di gessi distribuisce il peso in modo puntuale e localizzato, potenzialmente gestibile attraverso piastre di ripartizione del carico o interventi di consolidamento locale già previsti o integrabili nel progetto esecutivo. Se la struttura presentasse effettivamente criticità di carico tali da non poter ospitare il museo previsto, come può ospitare in sicurezza migliaia di cittadini, aule studio e tonnellate di volumi cartacei? Tutto ciò potrebbe determinare conseguenze economiche rilevanti: il rischio che tale vicenda possa determinare profili di danno erariale, ove accertati dagli organi competenti, oltre alla revoca totale del finanziamento. Se il Ministero dovesse respingere la variante tardiva, o se i tempi della burocrazia facessero sforare la scadenza tassativa del 2027 il Comune perderebbe i fondi. Significherebbe dover restituire i milioni di euro già spesi o coprire i costi mancanti interamente con il bilancio comunale, togliendo risorse a scuole, strade e servizi sociali. La Arrighi non può governare la città sulla base di motivazioni che appaiono sommarie e senza chiarire come intenda rispettare i vincoli imposti dallo Stato. Se la giunta intende riportare la biblioteca a Palazzo Rosso, deve chiarire immediatamente alla città se ha già depositato a Roma la richiesta formale di variante e come intende evitare il rischio di perdere i fondi del Bando Periferie a causa della scadenza del 2027. I finanziamenti pubblici appartengono ai cittadini di Carrara e richiedono decisioni trasparenti, motivate e pienamente rispettose delle procedure previste.
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Carrara - Avanti - Più Europa interviene nel dibattito sulla destinazione dell'area di Villa Ceci, chiedendo un confronto approfondito, trasparente e partecipato che coinvolga tutte le forze politiche e la cittadinanza. Avanti Più Europa prende spunto dalla proposta avanzata dal Movimento 5 Stelle, volta a valutare l'acquisizione dell'area e la sua possibile trasformazione in un grande parco urbano pubblico, considerandola positivamente come un contributo che merita attenzione e approfondimento.
Villa Ceci è da anni un tema particolarmente sentito dalla comunità carrarese: la qualità degli spazi pubblici, la presenza del verde urbano e la sostenibilità dello sviluppo cittadino sono questioni che riguardano il futuro della città e richiedono una visione di lungo periodo. Per questo è fondamentale garantire il massimo coinvolgimento di tutte le forze politiche e dei cittadini nelle scelte strategiche per il futuro di Carrara. È in questo spirito che riteniamo necessario aprire una riflessione seria e documentata sulle possibili modalità di acquisizione e valorizzazione dell'area.
Come forza riformista che sostiene l'Amministrazione comunale all'interno della coalizione di centrosinistra, siamo pienamente consapevoli delle responsabilità di governo e della necessità di valutare con rigore la sostenibilità economica, gli strumenti giuridici e le priorità amministrative. Tuttavia, crediamo che la prospettiva di dotare Carrara di un grande parco urbano sia da considerarsi una opportunità.
Quando una proposta può contribuire a migliorare la qualità della vita dei cittadini, è dovere della politica valutarla con apertura e senso di responsabilità. Continueremo a lavorare affinché il confronto politico cittadino sia fondato sul dialogo e sulla ricerca di soluzioni condivise.
Coordinamento C
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Il Comitato No Variante Aurelia rivolge un avviso urgente ai residenti lungo il tracciato della Variante Aurelia perché, purtroppo, il Comune di Massa non ha segnalato né reso pubblico un dato relativo al progetto che colpisce gli interessi e le proprietà immobiliari vicine.Come già pubblicato, la Variante Aurelia avrà un forte impatto per gli espropri che coinvolge più di 90 tra cittadini ed enti: ricordiamo che c'è tempo fino al 25/06/2026 di proporre le osservazioni a propria tutela. Ma la Variante avrà degli effetti indiretti su tutta la zona: nelle mappe allegate all'avviso pubblicato da ANAS è indicata una sottile linea azzurra che certifica lo spostamento della fascia di rispetto stradale, che in alcuni casi, andrà a includere immobili fino ad oggi liberi da vincolo. La fascia di rispetto è un vincolo che impone in determinate aree, delle limitazioni e divieti assoluti di edificazione e coltivazione: impedisce di fatto alcuni interventi che il proprietario di una casa può potenzialmente richiedere per ampliare, costruire o rendere maggiormente funzionale e godibile il proprio bene. Ad esempio no ampliamenti della casa, no verande, no alberi. Questo vincolo include anche la casa di accoglienza presso Ospedale Pediatrico! Come Comitato riteniamo che i cittadini devono sapere ed essere informati che la Variante Aurelia comporterà questo nuovo vincolo, con conseguente perdita del valore del proprio immobile, senza che siano previsti risarcimenti automatici, come nel caso degli espropri. Quindi se il cittadino non si muove, nulla gli è dovuto.Invitiamo pertanto, i cittadini residenti lungo il percorso della Variante Aurelia ad informarsi, perché è possibile presentare le osservazioni per obiezioni e richieste di rimborso entro il 25/06/2026 inviando una raccomandata AR oppure una PEC ad ANAS.
Il Comitato No Variante Aurelia è disponibile a fornire le copie delle mappe scrivendo una email a
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"Una narrazione patetica, priva di dignità istituzionale e clamorosamente smentita dai fatti" è l'impietoso giudizio che il consigliere della Lista Civica Massimiliano Bernardi dà della vicenda dei lavori alla scuola Taliercio. "Da mesi il sindaco Arrighi e l'assessore al PNRR Moreno Lorenzini continuano a ripetere trionfalmente ai cittadini e alle famiglie che il progetto da oltre 10 milioni di euro per la nuova scuola media "G. Taliercio" è ormai concluso e che le lezioni ripartiranno regolarmente a settembre 2026. Ma, dopo un puntuale sopralluogo autorizzato in cantiere, ho squarciato il velo di propaganda della giunta, portando alla luce una realtà drammatica, pericolosa e totalmente fuori controllo.
Il bluff di settembre: interni sventrati a un passo dalla scadenza PNRR
Le linee guida del PNRR fissano la consegna tassativa dell'opera al 30 giugno 2026, ma a soli 12 giorni lavorativi dal traguardo, l'ottimismo di facciata di Arrighi e Lorenzini si scontra con le fotografie inoppugnabili scattate all'interno del plesso. Altro che "fase di rifinitura": la scuola è un guscio vuoto e sventrato.Ecco il riassunto tecnico e politico: non è possibile rispettare la scadenza. Dal punto di vista tecnico e dei tempi tecnologici dei materiali, è irrealistico ipotizzare la chiusura dei lavori regolamentari entro il 30 giugno per i seguenti motivi: il massetto deve essere perfettamente asciutto prima di posare la pavimentazione definitiva (linoleum, resina o ceramica), pena il deterioramento della struttura. La rasatura, la carteggiatura e le due/tre mani di tinteggiatura sui cartongessi richiedono ambienti privi di polvere e tempi di attesa tra una stesura e l'altra. Non si può pitturare mentre gli impiantisti completano i cablaggi o montano i controsoffitti. Una volta ultimate le opere fisiche, sono necessarie le verifiche e i collaudi di legge (impianto elettrico, termico, idrico e antincendio) per il rilascio delle certificazioni di conformità, indispensabili per dichiarare i lavori "ultimati" ai fini della rendicontazione. Il Comune rischia di perdere il finanziamento: se i ritardi non fossero giustificati da cause di forza maggiore, il Comune potrebbe perdere i fondi. Se invece la Arrighi sta ricorrendo a scappatoie burocratiche per salvare i fondi all'ultimo minuto, come ha cercato di fare per la Buonarroti - sebbene per ora senza riuscirci - ha il dovere di comunicarlo ufficialmente e con trasparenza alla cittadinanza e al Consiglio Comunale, anziché limitarsi a celebrare l'acquisto degli arredi. Inoltre i soffitti sono completamente aperti, i cavi elettrici pendono pericolosamente nel vuoto, non c'è traccia di porte interne e, sostenere pubblicamente che una struttura in queste condizioni possa accogliere centinaia di studenti tra meno di tre mesi è un insulto all'intelligenza dei cittadini e un atto di gravissima irresponsabilità politica. Ma la gravità assoluta è che i lavoratori presenti erano allo sbaraglio: canottiera, scarpe da tennis e polvere respirabile perchè non indossano mascherine nè altri presidi per la sicurezza. Se il ritardo dei lavori è imbarazzante, lo scenario umano e legale all'interno del cantiere è agghiacciante. Naruralmente ho documentato una totale e sistematica violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Gli operai presenti, quasi tutti di origine extracomunitaria, senza un minino di protezione, mostrano un quadro di illegalità diffusa, completato da maestranze che girano per il cantiere in canottiera, senza caschi protettivi, né scarponcini antinfortunistici. Un Far West edile intollerabile per un'opera pubblica di questa portata.
Le violazioni di legge e le colpe della politica: dove sono i controlli?
La gestione del cantiere viola apertamente il Decreto Legislativo 81/2008 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro):
• Articoli 75 e successivi: Violazione totale sull'obbligo di fornitura e utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) per prevenire infortuni e patologie polmonari.
• Articolo 92 (Responsabilità del Coordinatore per l'Esecuzione - CSE): Dov'è la vigilanza sul Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC)? Chi sta permettendo che in una scuola pubblica si lavori in condizioni da terzo mondo? Cio detto siamo di fronte a una situazione assolutamente fuori controllo e priva di dignità, e per questo chiedo l'intervento immediato dell'Ispettorato del Lavoro e dei tecnici dell'ASL. Chi pagherà il disastro se i fondi europei dovessero saltare a causa dei ritardi? La giunta Arrighi non può più nascondersi dietro ai comunicati stampa trionfalistici: la smentita è scritta nei fatti e il re, oggi, è completamente nudo".
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L'incontro con i residenti del Mirteto è stato promosso da Daniele Tarantino, Giovanna Santi e dal gruppo consiliare del Pd per parlare delle criticità di Via Giovan Pietro Vitali, Mirteto Alto e Via Salvetti.Un momento di ascolto e confronto diretto con i cittadini per raccogliere segnalazioni, esigenze e proposte riguardanti la frazione. È questo l’obiettivo dell’incontro promosso dai consiglieri comunali Daniele Tarantino e Giovanna Santi insieme al gruppo consiliare.Tra le principali criticità emerse vi è la situazione di Via Giovan Pietro Vitali, dove i residenti hanno evidenziato la necessità di interventi di manutenzione e messa in sicurezza. La vegetazione ai margini della carreggiata necessita di una maggiore cura, mentre la presenza di due frane e di alcuni fenomeni di cedimento della sede stradale richiede un’attenta valutazione. La carreggiata presenta inoltre buche e tratti dissestati che rendono opportuno programmare interventi di manutenzione.Nel corso dell’incontro è stata segnalata anche la situazione di Mirteto Alto, dove i cittadini chiedono una maggiore attenzione alla manutenzione ordinaria e alla cura degli spazi pubblici. Tra le questioni più sentite vi è inoltre quella della rete fognaria, ancora assente in alcune zone della località. Una problematica che i residenti evidenziano da anni e che merita di essere affrontata attraverso una programmazione condivisa con gli enti competenti, trattandosi di un servizio essenziale per la qualità della vita e per lo sviluppo del territorio. Particolare attenzione è stata dedicata inoltre al tema del decoro urbano. I residenti hanno evidenziato episodi di accumulo di rifiuti lungo le strade e la necessità di una più frequente pulizia e di un regolare svuotamento dei cestini pubblici, spesso pieni per giorni. Aspetti che incidono sulla vivibilità della frazione e sull’immagine complessiva del territorio.Tra le richieste avanzate dai cittadini figura anche quella relativa a Via Salvetti, dove il rifacimento dei marciapiedi, ormai deteriorati dal tempo, potrebbe rappresentare l’occasione per valutare una riorganizzazione degli spazi e la realizzazione di nuovi parcheggi a servizio dei residenti.«L’incontro è stato molto utile – dichiarano Daniele Tarantino e Giovanna Santi – perché ci ha consentito di raccogliere direttamente dai cittadini indicazioni concrete sulle priorità del territorio. Le segnalazioni ricevute rappresentano uno strumento prezioso per portare all’attenzione dell’Amministrazione esigenze reali e individuare possibili soluzioni». «Dalla sicurezza stradale alla manutenzione, dal decoro urbano fino alla questione della rete fognaria a Mirteto Alto, i cittadini hanno indicato priorità chiare. Continueremo a farci portavoce di queste istanze nelle sedi istituzionali, favorendo il dialogo e la ricerca di soluzioni concrete per migliorare la qualità della vita nelle nostre frazioni».
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Mancano le strisce pedonali: in via Marina Vecchia, il tratto di strada su cui si affaccia anche l’istituto Meucci, è stato riasfaltato intorno al 7-8 aprile scorso. Dopo diverse segnalazioni sull’assenza della segnaletica orizzontale, la carreggiata è stata finalmente sistemata con le strisce che delimitano le corsie. Peccato che non siano state ripristinate le zebre pedonali. Alcuni residenti segnalano il problema in quanto la scuola è frequentata, tra studenti, docenti e personale scolastico, da circa 600 persone.Tuttavia le strisce pedonali mancano dalla zona Obelisco fino alla scuola guida davanti al Bar della Madonnina: sette passaggi pedonali che da metà aprile, dopo l’asfalto, non sono segnalati. “Un problema - denuncia il consigliere comunale Daniele Tarantino - che si riscontra anche in altre zone della città tra cui Romagnano , partendo dal ponte di Castagnola. I cittadini in questione, che segnalano questa problematica, chiedono agli organismi competenti di effettuare sopralluoghi e intervenire sui passaggi pedonali rendendoli sicuri e illuminati”.
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"Come Comitato Tra la Gente - spiega Stefano Pucci, portavoce - continuiamo a ricevere segnalazioni da cittadini preoccupati per una situazione che, in diverse zone della città, appare sempre più difficile da ignorare. Cassonetti pieni, rifiuti abbandonati e aree che restano in condizioni di degrado per giorni stanno alimentando un diffuso senso di abbandono.Una problematica che è stata evidenziata anche attraverso le recenti segnalazioni e gli interventi del consigliere Daniele Tarantino, che ha portato all'attenzione pubblica numerose criticità presenti sul territorio. Si tratta di situazioni che i cittadini conoscono bene perché le vivono quotidianamente e che meritano risposte rapide ed efficaci.Il problema dei rifiuti non riguarda soltanto il decoro urbano. È una questione che incide sulla qualità della vita, sull'immagine della città e sul rapporto di fiducia tra amministrazione e cittadini. Per questo non può essere affrontato in modo episodico o emergenziale.Occorre rafforzare i controlli, migliorare la gestione del servizio, intervenire tempestivamente nelle situazioni più critiche e avviare un confronto costante con i residenti per individuare le soluzioni più adatte alle diverse realtà del territorio.Come Comitato Tra la Gente riteniamo che le segnalazioni provenienti dai cittadini e quelle portate nelle sedi istituzionali non debbano cadere nel vuoto. Chi amministra ha il dovere di ascoltare e intervenire.Massa merita una città più pulita, più curata e più attenta alle esigenze quotidiane delle persone. Le criticità esistono e vanno affrontate con serietà, senza minimizzazioni e senza rinvii.
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Massa si prepara ad accogliere una nuova opportunità per muoversi in città in modo più semplice, sostenibile e moderno.Parte da oggi la sperimentazione del nuovo servizio di sharing gestito da BIT Mobility, che per sei mesi metterà a disposizione una flotta composta da monopattini elettrici, biciclette elettriche e biciclette tradizionali distribuite sul territorio comunale: Centro , Stazione e Lungomare .L'obiettivo è offrire un servizio pratico e accessibile per gli spostamenti quotidiani, contribuendo al alla riduzione del traffico e delle emissioni, migliorando la qualità degli spazi pubblici.La nuova flotta sarà composta da 500 mezzi: 300 monopattini elettrici, 150 biciclette elettriche e 50 biciclette tradizionali distribuiti nei principali punti della città con attenzione per la qualità e affidabilità dei mezzi. Per il servizio di biciclette elettriche è stato selezionato un modello di e-bike progettato per garantire comfort. Ogni bicicletta è dotata di cestino anteriore, portapacchi, cavalletto centrale, supporto per smartphone con ricarica wireless e display integrato per consultare tutte le informazioni relative alla corsa. Si tratta di veicoli pensati per adattarsi sia agli spostamenti quotidiani in città sia a percorsi più lunghi. Anche la flotta dei monopattini sarà composta da mezzi di ultima generazione. Sono modelli equipaggiati con frecce direzionali, display digitale e sistemi di interazione vocale che migliorano il livello di sicurezza durante la guida. Tutti i veicoli sono conformi alla normativa italiana e dispongono delle coperture assicurative e dei sistemi identificativi previsti dalla legge.
Servizio semplice e digitale.
Attraverso l'App BIT Mobility gli utenti individuano il mezzo disponibile più vicino, si registrano (serve indirizzo mail, un numero cell e anche foto del documento d’identità con garanzie di privacy fornite da azienda), consultano le regole d’uso, sbloccano il veicolo e terminano il noleggio dal proprio smartphone. La piattaforma consente di gestire la flotta e un monitorare il servizio.
Gestione della sosta.
L’organizzazione dei parcheggi è finalizzata a garantire ordine, sicurezza e decoro urbano. Il sistema è strutturato attraverso stazioni virtuali di presa e rilascio (segnalate in app): aree a parcheggio obbligatorio e zone nelle quali non sarà possibile concludere il noleggio.
Nelle aree più frequentate come il centro storico, la zona della stazione e il lungomare, i mezzi BIT Mobility potranno essere lasciati solo nei punti indicati dall'applicazione. Al di fuori, il sistema non consentirà la chiusura della corsa per evitare il fenomeno dell'abbandono indiscriminato. Sono inoltre individuate aree "No Parking”: luoghi nei quali la presenza dei mezzi potrebbe creare intralcio o problemi di sicurezza. In alcune zone, meno servite, è previsto un sistema di extracosto.
Tutti i mezzi sono dotati di sistemi GPS di localizzazione e di controllo da remoto che permettono di monitorare la posizione dei veicoli, intervenire in caso di anomalie, recuperare eventuali mezzi lasciati fuori area e contrastare utilizzi impropri.
Disponibile un sistema di assistenza dedicato.
Gli utenti potranno chiedere supporto tramite l'applicazione e c’è anche la possibilità di segnalare mezzi parcheggiati in modo scorretto, guasti o altre problematiche. La sperimentazione di sei mesi consentirà di valutare il gradimento del servizio con l'obiettivo di verificare il potenziale di una mobilità più sostenibile, efficiente e accessibile. "Con l'avvio di questa sperimentazione - ha detto il sindaco Persiani - Massa compie un ulteriore passo avanti verso un modello di città più moderna, sostenibile e attenta alla qualità della vita delle persone. La mobilità condivisa rappresenta oggi una risposta concreta alle nuove esigenze di cittadini e visitatori, offrendo un'alternativa pratica all'utilizzo dell'auto privata e contribuendo a ridurre traffico, emissioni e congestione urbana. Abbiamo voluto accompagnare questa innovazione con regole chiare e strumenti di controllo efficaci, affinché il servizio possa integrarsi armoniosamente nel tessuto cittadino, nel rispetto degli spazi pubblici e del decoro urbano. Questa sperimentazione ci consentirà di valutare sul campo nuove opportunità per rendere Massa sempre più accessibile, vivibile e attenta all'ambiente."
Così l'assessore Acerbo:"Questo progetto nasce da un importante lavoro di pianificazione volto a introdurre un servizio innovativo garantendo al tempo stesso ordine, sicurezza e funzionalità. Per questo abbiamo previsto una rete di aree dedicate alla sosta, stazioni virtuali e zone No Parking che consentiranno di gestire correttamente il rilascio dei mezzi, evitando criticità spesso riscontrate in altre esperienze di sharing. La presenza di sistemi GPS e di monitoraggio costante permetterà inoltre di controllare la flotta in tempo reale e intervenire rapidamente in caso di necessità. La disponibilità di monopattini, biciclette elettriche e tradizionali offrirà diverse soluzioni di spostamento, integrandosi con le altre modalità di trasporto e favorendo una mobilità più sostenibile ed efficiente. Nei prossimi sei mesi raccoglieremo dati e osservazioni utili per valutare l'impatto del servizio e le sue potenzialità per il futuro della città."
Dichiarazione Michele Francione, direttore operativo Italia- BIT Mobility. "Siamo particolarmente soddisfatti di poter avviare il servizio anche a Massa, una realtà che presenta caratteristiche ideali per lo sviluppo della mobilità condivisa. Metteremo a disposizione una flotta moderna e tecnologicamente avanzata, composta da monopattini, biciclette tradizionali ed e-bike pensate per garantire semplicità d'uso, sicurezza e comfort. L'obiettivo è offrire ai cittadini e ai turisti uno strumento concreto per muoversi in maniera sostenibile, contribuendo allo stesso tempo a migliorare la qualità della mobilità urbana e l'accessibilità del territorio. Siamo convinti che questo servizio possa rappresentare un valore aggiunto importante per tutta la comunità."
Focus sull'Azienda
BIT Mobility è un’azienda nata nel 2019 a Verona, attiva nel settore della sharing mobility, la cui mission è ridurre la congestione del traffico e le emissioni di CO2 nelle piccole e grandi città italiane, offrendo una reale alternativa all’automobile che sia economica e rispettosa dell’ambiente. Presente in 15 città italiane, BIT Mobility mette a disposizione dei centri urbani una flotta di moderni monopattini, bici elettriche e scooter elettrici. Si tratta di mezzi alimentati da energia elettrica, facilmente reperibili e semplici da usare grazie all’App dedicata, ideati per diventare una soluzione green e comoda per la mobilità urbana. https://bitmobility.it/
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