Politica
Il Polo P&S: gigantesco danno erariale sulle utenze dello stadio comunale
“L’interrogazione sulle utenze dello stadio comunale ha disvelato una preoccupante gestione dell’immobile pubblico da un decennio a questa parte. Le utenze infatti sono tutte intestate al…

Sentenza Tar su variante Aurelia: "Stop forzato che rischia di disperdere le risorse e anni di lavoro" il commento dell'onorevole Barabotti della Lega
L'onorevole della Lega Andrea Barabotti ha commentato la sentenza del Tar sulla variante Aurelia:«Prendiamo atto con rammarico della sentenza TAR che, pur non contestando gli esiti…

Sogni freschi: quasi completata l’installazione di nuovi impianti di aria condizionata negli asili nido comunali
Si sta concludendo in questi giorni l'installazione di nuovi impianti di aria condizionata negli asili nido comunali. Gli interventi sono stati realizzati dal Comune per adeguare gli…

"False le dichiarazioni di Bernardi sulla scuola Taliercio. Scuola pronta per l'autunno": l'assessore Lorenzini replica al consigliere Bernardi
«La Taliercio sarà pronta per il nuovo anno scolastico, il finanziamento Pnrr non è a rischio e, non ultimo, i pavimenti sono già…

Futuro Nazionale Massa: 250 tesserati in dieci giorni in attesa dell'arrivo del generale Vannacci
Massa, 19 giugno 2026 – Dopo l'assemblea costituente di Roma abbiamo ripreso l'attività di iscrizioni da circa dieci giorni nei quale abbiamo tesserato solo a Massa…

Convegno in senato su proposta per la tutela inno nazionale in Costituzione organizzato dalla senatrice di FdI Susanna Campione
(DIRE) Roma, 19 giugno- Si svolgerà lunedì 22 giugno alle ore 10.30 in Sala Kock a Palazzo Madama il convegno dal titolo: "Il canto degli Italiani…

Sicurezza a Massa: per il consigliere Frugoli servirebbero deroghe
"Massa deve poter vivere la sua Notte Bianca e le attività del centro devono poter lavorare. Per questo rivolgo un appello a Sua Eccellenza il Prefetto…
Nido Estivo 2026: accolte a Massa tutte le domande presentate dalle famiglie
L'Amministrazione comunale ha deciso di garantire l'accoglimento di tutte le domande di iscrizione al Nido Estivo 2026.Alla scadenza del bando sono pervenute infatti 90…

Consiglio regionale toscano: la terza sezione del Tar ribalta il risultato elettorale, fuori Guidi entra Bulleri
Una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, pubblicata oggi 18 giugno e con effetto immediato, riscrive la composizione del consiglio regionale toscano all'interno di Fratelli…

Due auto parcheggiate male e Carrara va nel caos: traffico bloccato fino al viale, odissea per una donna malata di diabete che si recava a Monterosso per le cure
Una vera e propria odissea è quella vissuta, nella mattinata di giovedì 18 giugno, da una ex caposala del Monoblocco, diabetica, per raggiungere la diabetogia al…

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"Come gruppo consiliare del Polo Progressista di Sinistra lanciamo l'allarme sul futuro dell'Aeroporto del Cinquale. Dalle ultime verifiche è emerso che, nel dicembre 2025, la società svizzera Truestar Real Estate SA ha ceduto il ramo d'azienda di gestione dell’area aeroportuale alla neonata nel gruppo “Talin”, “Aeroporto dei Marmi srl”.Questa operazione di “finanza creativa” svela un disegno preciso: trasformare un piccolo scalo turistico e sportivo in una vera e propria speculazione edilizia e finanziaria. Il progetto, messo nero su bianco in un atto notarile nel dicembre 2025, non potrebbe concretizzarsi senza l’avallo di Comune di Massa, Comune di Montignoso, Provincia di Massa Carrara e Regione Toscana.“Il sig. Talin non è uno sprovveduto” e dobbiamo ipotizzare che abbia già avviato i passaggi istituzionali necessari a garantire l’operazione, che a nostro modesto avviso prevede impatti devastanti per il territorio. Il progetto delineato comporterebbe prima di tutto una cementificazione selvaggia: l'area è classificata nel RU come PIME (area a rischio inondazione). L'edificazione aggraverebbe il rischio idrogeologico, peggiorando anche il rischio inondazione delle zone residenziali adiacenti.Aumenterebbe l’insicurezza della zona vista la creazione di un deposito carburanti, anche per autotrazione, con agevolazioni fiscali, a ridosso delle abitazioni. Il pensiero va alla tragedia del deposito Eni di Calenzano del 2024, un monito che non può essere ignorato. La realizzazione di un hotel, di un centro commerciale d’élite, di un teatro, infine, sposterebbe l'asse commerciale verso Forte dei Marmi, assestando il colpo di grazia alla Marina e al centro Massa , già messi a dura prova dopo una stagione 2025 decisamente opaca e con le prossime che non si preannunciano di certo migliori. Siamo di fronte a un bivio: o le amministrazioni locali ammettono che quanto depositato in Camera di Commercio è frutto di un percorso condiviso politicamente, oppure devono smentire immediatamente e pretendere chiarezza dalla TrueStar Real Estate SA. Il Polo Progressista di Sinistra denuncia il silenzio assordante della politica locale, che forse per pigrizia o forse per interesse, sostiene un progetto che sacrifica la sicurezza dei massesi, il nostro ambiente e l’economia locale agli appetiti di un grande gruppo finanziario".
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I Giovani comunisti di Massa Carrara criticano le misure del governo sulla scuola:"Il recente decreto ministeriale n. 29 del 19 febbraio, pubblicato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito lo scorso 9 marzo, andrà ad incidere pesantemente su quadro e monte orario degli istituti tecnici delle scuole secondarie di secondo grado. Infatti, dal prossimo anno scolastico sarà definitiva la modifica del quadro orario, con meno ore per diverse discipline chiave. In particolare, in tutti gli indirizzi ci sarà una riduzione delle ore di lingua e letteratura italiana da quattro a tre ore settimanali in quinta, tagli sugli autori del canone letterario italiano, diminuzione delle interrogazioni orali a fronte di una prova orale che vale un terzo alla Maturità; tutto questo porterà ad una minore preparazione per affrontare la prima prova della Maturità. A questo aggiungiamo l'importanza di padroneggiare la nostra lingua madre, sia nella produzione scritta che nell'esposizione orale. Nel settore tecnologico: riduzione delle ore di scienze e fisica da 528 a 297 nel biennio, con un nuovo unico insegnamento: “Scienze sperimentali”. Diminuire le materie STEM significa tagliare le gambe a quegli studenti che vorranno, poi, frequentare corsi di laurea scientifici e dovranno accedervi tramite un test di ingresso. Senza aggiungere i vari tagli di organico che porteranno alla perdita di cattedre in ogni scuola. Nel settore economico è prevista la diminuzione delle ore di geografia, dalle 132 ore attuali alle 99 ore nel biennio. Questo porterà alla sciagurata conseguenza della diminuzione di una disciplina essenziale in un indirizzo di studio come il Turistico, senza considerare il fatto che questi tagli porteranno alla scomparsa della classe di concorso A21 (Geografia negli istituti secondari di secondo grado).
Questi nuovi e ulteriori tagli non fanno altro che umiliare, ancora una volta, il mondo della scuola e compromettono il futuro di noi studenti. Anche la Gilda degli Insegnanti esprime preoccupazione, evidenziando un progressivo smantellamento della scuola pubblica statale. Quello che risulta chiaro, e che noi contestiamo, è la volontà di aggiornare i curricula scolastici alle richieste del mercato. Una decisione sciagurata, che noi rigettiamo convintamente. Notiamo sempre più la tendenza a trasformare l'istruzione in un prodotto, privilegiando competenze tecniche richieste dalle imprese, a scapito della formazione critica. La scuola dovrebbe essere un momento di formazione umana, di crescita personale e dovrebbe formare cittadini consapevoli con un pensiero critico sulla realtà, in grado di leggere la complessità e di incidere sulla società, e non soltanto lavoratori pronti per essere lanciati nel mercato del lavoro, in base alle necessità produttive. La scuola non è un'azienda e l'istruzione non è una merce e lo Stato dovrebbe promuovere una formazione libera e pubblica, senza sottostare alle logiche del mercato. Solo così sarà possibile crescere come persone e cittadini consapevoli, in grado di sognare e realizzare un futuro migliore".
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I miracoli della politica: uno degli storici esponenti del centro destra massese, Stefano Benedetti, già presidente del consiglio nel primo mandato Persiani - e non nel secondo - e il polo progressista e di sinistra, cioè l'estremo opposto, cantano all'unisono la stessa canzone di discutibile vittoria per la mancata elezione di Massa a Capitale italiana della cultura 2028, col ritornello "la colpa è tutta di Persiani". Ecco il canto e il controcanto di chi condivide solo lo stesso nemico:
Il Polo P&S: è il sindaco Persiani ad aver fallito non Massa
Il Polo Progressista e di Sinistra, composto da M5S RC e Mcc, ritiene una sconfitta personale del Sindaco Persiani la mancata indicazione di Massa a capitale della cultura per l’anno 2028. Il metodo con cui ha impostato la candidatura a Luglio 2025, volto unicamente a ottenere un giuramento di fedeltà senza un contributo effettivo della nostra coalizione, è stato il primo di tantissimi errori. Per questo non comprendiamo l’inserimento, della consigliera Bennati, in una lista di proscrizione pubblica fatta da un collaboratore dell’amministrazione comunale. In questi anni con fatti, non con discorsi, abbiamo provato a migliorare l'offerta culturale della città ricevendo dei rifiuti ideologici, perché abbiamo dimostrato di tenere al nostro territorio e non "scappiamo". Lo abbiamo fatto senza prendere incarichi ben remunerati, perché abbiamo continuato, fuori e dentro il consiglio, a proporre momenti di riflessione critica rispetto a quello che accade. Siamo dei "cattivi" per tutto questo? Bene, non possiamo che esserne orgogliosi, di fronte alla città e alla nostra coscienza. Quando ci siamo presentati ai massesi ci eravamo assunti questa responsabilità e siamo coerenti con la nostra funzione. Crediamo che forse più che liste di proscrizione di triste memoria, andrebbe fatta un'analisi di chi veramente ha remato contro all'interno della grande famiglia di destra per continuare un regolamento di conti che va avanti dal 2023.
La figuraccia di Persiani secondo Stefano Benedetti
Mi chiedo se in giro per Massa ci sia stato in questo periodo qualche illuso che ha pensato di vedere la nostra città sul podio di Capitale della Cultura…il risultato era scontato, perché questo Governo di Centro Destra non si presta ai giochini clientelari ai quali ci aveva abituato il Centro Sinistra.Era impensabile che Massa potesse diventare la Capitale della Cultura e in effetti siamo stati declassati, perché alla fine è palese a tutti che non possediamo le caratteristiche né i requisiti di una città della cultura.La nostra è una città in stato di degrado assoluto, sporca e dominata da un Sindaco autoritario e comunque incapace di amministrare , vedi il malcontento degli operatori turistici, dei commercianti, dei cittadini tutti.Ma il Settore più colpito dall’inerzia e dalla incapacità gestionale, è quello del sociale che in tutti questi anni ha saputo fare solo propaganda elettorale senza, peraltro, ottenere nessun risultato concreto per quanto riguarda l’assistenza alla povera gente e gli alloggi popolari che continuano ad essere assegnati solo a stranieri.La città, al di là dei costosi progetti messi in campo per partecipare alla selezione, dei quali sarebbe interessante conoscerne i costi, in questi anni ha vissuto uno stato di decrescita continua e costante : carenza di manutenzioni, strade colabrodo, degrado del verde pubblico, rifiuti da tutte le parti, turismo in calo e zona della partaccia abbandonata, ma non solo. Proprio giorni fa i commercianti della Marina hanno protestato fortemente per l’assenza totale di iniziative culturali,commerciali e spettacoli. Per Massa centro dicasi la stessa cosa : città svuotata completamente con decine di attività ormai definitamente cessate, anche a causa di una gestione sbagliata del traffico : Ztl h24, mancanza di parcheggi e una amministrazione di parte a favore della grande distribuzione; paradossalmente potremmo chiamarla la città dei supermercati, altro che della “Cultura”. Il simbolo dello scarso interesse per la cultura e turismo é rappresentato dal Castello Malaspina chiuso da anni… Credo che il Sindaco Persiani di fronte a questa figuraccia, dovrebbe dimettersi immediatamente,presentando il conto ai cittadini, cioè quanto è stato speso per questa iniziativa a partire dai 50.000 euro impegnati per pagare il video promozionale. Sindaco, quanto ci è costata in definitiva e in totale la partecipazione alla selezione della Capitale della Cultura ?Potevano questi soldi essere investiti magari sul sociale?
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Martedì 17 marzo il consiglio comunale ha approvato il Regolamento del verde pubblico e privato e le linee guida per la progettazine e gestione del verde urbano. Il Regolamento si inserisce in un più complesso e vasto percorso messo in campo dall'amministrazione comunale: va di pari passo con il censimento del patrimonio arboreo ed è un passaggio necessario per arrivare poi alla stesura del nuovo Piano comunale del verde.«Il Regolamento del verde è frutto di un lungo lavoro con le commissioni Ambiente e Lavori pubblici dove ci siamo confrontati con consiglieri comunali, tecnici e tante associazioni del territorio: Legambiente, Arca, Italia Nostra, Lipu e Apuane libere. Tutti loro hanno portato al tavolo le proprie sensibilità e hanno contribuito con consigli, indicazioni e suggerimenti e per questo li ringrazio – spiega l'assessore ai Lavori pubblici Elena Guadagni –. Il Regolamento ci fornisce oggi le linee guida da seguire per la gestione del verde, sia pubblico che privato, sul territorio comunale. Fa tutto ciò con un approccio di ampio spettro che inquadra il verde e la natura come parte integrante della nostra città e come elemento funzionale per il benessere di tutti i cittadini. Le aree verdi sono un patrimonio indispensabile per migliorare la qualità della vita, contribuiscono alla mitigazione degli effetti del cambiamento climatico, alla conservazione della biodiversità e alla riduzione dell'inquinamento atmosferico e acustico e per questo è importante che ci siano documenti come questo che ne guidino lo sviluppo. Con questo regolamento il Comune di Carrara si allinea alle normative in materia con un quadro di principi finalizzati alla tutela, gestione e valorizzazione delle aree verdi. Oltre al regolamento abbiamo già a disposizione il nuovo censimento del patrimonio arboreo comunale e ora con questi due strumenti possiamo andare a redarre, sempre seguendo la strada del dialogo e del confronto con tutto il territorio, il Piano del verde ovvero lo strumento di pianificazione delle aree verdi di tutto il territorio comunale finalizzato a guidare uno sviluppo ordinato e sostenibile della città».Il Regolamento del Verde ha tra i propri scopi quello di preservare il patrimonio arboreo esistente e promuovere interventi mirati alla riqualificazione degli spazi verdi, privilegiando l'utilizzo di specie vegetali autoctone o storicizzate, sostenibili e ad elevata performance ecologica. Il regolamento mira, inoltre, a promuovere una maggiore consapevolezza sul valore ecologico, culturale e sociale del verde, attraverso iniziative di educazione ambientale e il coinvolgimento attivo della cittadinanza nella gestione e cura del patrimonio verde. Infine, il documento dà indicazioni operative sulla manutenzione, il controllo, l'abbattimento e la sostituzione delle alberature, garantendo che ogni intervento sia effettuato nel rispetto delle norme e degli equilibri ambientali.
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Il consiglio comunale ha deliberato nella seduta di martedì 17 marzo l'approvazione della modifica alla disciplina di attuazione del regolamento dell'articolo 21 del regolamento comunale degli agri marmiferi.«Numeri chiari e regole certe. In questi anni le tante novità che abbiamo introdotto nel mondo marmo, ma non solo, sono sempre partite da questi due assunti di base - dice la sindaca di Carrara Serena Arrighi -. Le decisioni vengono prese anzitutto sulla base di dati oggettivi ed è quello che abbiamo fatto anche in questa occasione. La soglia del 50 per cento è al centro di tutto l'impianto legislativo della 35 del 2015 eppure fino a due anni non vi era alcuno strumento per avere contezza della percentuale di materiale lavorato in loco sul territorio. Nel corso delle prime riunioni che abbiamo avuto subito dopo il nostro insediamento ci siamo spesso sentiti ripetere da alcuni imprenditori che arrivare al 50 per cento sarebbe stato impossibile, ma chi diceva questo non aveva mai nessun dato per sostenere la propria tesi. E' proprio per questo motivo che tra le tante cose che abbiamo fatto in questi anni per portare trasparenza e regole certe all'intero settore del lapideo c'è stata la costituzione dell'osservatorio del marmo. E' un organismo questo di cui in città si è parlato per decenni, ma che fino al 2023 non esisteva. E' un organismo che rappresenta una parte fondamentale di un sistema di governo e controllo del mondo marmo che noi abbiamo costruito e che affonda le sue radici nelle convenzioni che sono state firmate da tutte le imprese e che prosegue con altre riforme che abbiamo introdotto come il regolamento per la tracciabilità o quello per le gare. E' proprio partendo dai numeri certi dell'Osservatorio che trae origine la nostra modifica al disciplinare. Oggi abbiamo dei dati da cui partire e questi dati ci dicono che tutte le imprese di Carrara in questi anni hanno intrapreso un percorso per aumentare le ricadute sul territorio. I primi numeri della lavorazione in loco, lo ricordo, sono dello scorso novembre e allora una cava su tre, il 31%, rispettava gli obblighi della filiera. Alla seconda valutazione, a fine febbraio, questa percentuale è già salita al 40%, ma se guardiamo a chi è in procinto di raggiungerli arriviamo addirittura a una cava su due, il 49%. Certe cifre non possono essere ignorate e per questo crediamo che la decisione di fare slittare dopo quattro anni, anziché dopo due, il primo rilevamento sia un atto di responsabilità. Grazie al grande lavoro che è stato svolto in questi anni abbiamo ora finalmente strumenti puntuali per monitorare l'andamento del settore è quindi necessario ora leggere i dati e agire di conseguenza con dei correttivi funzionali a raggiungere i due principali obiettivi della legge regionale: aumentare l'occupazione e le ricadute sul territorio attraverso una maggiore lavorazione in loco. Grazie alla regole che abbiamo già introdotto abbiamo innescato un percorso virtuoso che sta evidentemente portando frutti. Con questa modifica non cancelliamo nulla, ma semplicemente sposteremo più avanti il momento del primo rendiconto in modo da permettere a chi è sulla strada giusta di continuare a lavorare per raggiungere l'obiettivo del 50 per cento. Questo ritengo significhi fare politica per il bene del proprio territorio, questo è lo spirito della 35: tutelare lavoro, ambiente e sicurezza».
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Il consigliere della lista Ferri, Filippo Mirabella, ha commentato l'annuncio della modifica dell'articolo 21 fatta dal sindaco Serena Arrighi: "I lavoratori del marmo in questo periodo sono passati dalla fatica quotidiana alla sopravvivenza della filiera perchè, va ribadito, il marmo di Carrara vive grazie a tutte le imprese, grandi e piccole, ai lavoratori e alle loro famiglie, che ogni giorno affrontano sfide enormi per mantenere viva una tradizione millenaria. Il riconoscimento è doveroso: accettare questa proroga, pur nelle difficoltà, è un atto di sopravvivenza e responsabilità. Senza queste aziende e senza questi lavoratori, la filiera marmo sarebbe già sparita. La delibera sulla proroga di due anni della lavorazione in loco del Sindaco Arrighi dimostra debolezza e rinvia i problemi. La delibera addirittura è stata emendata per correggere l'atto in quanto non conteneva alcuna motivazione concreta, limitandosi a parlare di una “piccola modifica”. Questo vuoto amministrativo evidenzia la debolezza della gestione Arrighi: un atto senza motivazione è di fatto fragile e privo di visione politica. Il problema, però, ha radici più profonde. Dire che si tratta di una 'piccola modifica' è un insulto all'intelligenza di chi lavora. Non esistono piccole modifiche quando in ballo c'è la sopravvivenza di centinaia di famiglie. La verità è che il comune di Carrara sta tenendo in ostaggio il settore: da una parte impone vincoli teorici (il 50 per cento di lavorazione in loco), dall'altra non offre nemmeno un metro quadro di infrastrutture pubbliche o agevolazioni per permettere alle PMI di adeguarsi. La gestione Arrighi dimostra una distanza siderale dalla realtà operativa. Pensare di risolvere la complessità della filiera con un tratto di penna su una scadenza significa ignorare i cicli del mercato, i costi energetici e le difficoltà logistiche. Il marmo di Carrara merita una regia industriale, non una gestione da condominio fatta di rinvii e silenzi. La 'mossa della Sindaca è in realtà il passo del gambero: si torna indietro perché non si è stati capaci di andare avanti con un piano serio." Questa estensione da due a quattro anni non è un aiuto alle imprese, è un salvagente lanciato dalla Sindaca a se stessa. A ridosso delle scadenze politiche, la Giunta si accorge improvvisamente che i tempi imposti inizialmente erano campati in aria. È la politica decide di rimandare il problema per non affrontare il fallimento di un regolamento scritto senza conoscere la polvere e il sudore delle cave. Non è lungimiranza, è paura del consenso che svanisce."Quando la Arrighi decise, in fretta e furia, il termine di due anni, dimostrò di non conoscere il lavoro “al monte” e la realtà operativa delle imprese. Successivamente, nonostante le richieste e i tavoli di confronto con le aziende, ha buttato all’aria ogni dialogo. Ora, a pochi mesi dalla sua presunta seconda candidatura, con l’allungamento da due a quattro anni crede di avere trovato una soluzione tattica per salvarsi politicamente, ma che non risolve affatto il problema strutturale della filiera marmo. La legge regionale Toscana 35/2015 stabilisce chiaramente l’obiettivo della lavorazione in loco per almeno il 50 per cento dell’escavato, per valorizzare la filiera locale e creare lavoro sul territorio. I due anni iniziali erano una scelta della Arrighi e del PD che la sostiene , non un obbligo di legge. Dare più tempo, quindi, non produce alcun risultato concreto: è solo un rinvio politico. Le alternative reali ci sarebbero: creare laboratori pubblici o consorziati accessibili alle PMI, riconvertire impianti industriali esistenti in laboratori di lavorazione; ripensare le modalità di lavorazione in loco, mantenendo comunque il principio di filiera regionale.
La delibera della Arrighi che, ripetiamo, è stata corretta durante il Consiglio comunale, non è solo un atto formale: è l’emblema di una gestione che rinvia i problemi, ignora le richieste delle imprese e tenta scorciatoie politiche, mostrando una debolezza amministrativa che il territorio paga in termini di lavoro e sviluppo.Carrara non ha bisogno di elemosine temporali, ma di certezze strutturali. Continuare a rattoppare delibere fragili serve solo a prolungare l'agonia di un sistema che chiede dignità e investimenti, non proroghe dell'ultimo minuto. Se l'amministrazione non ha il coraggio di ammettere i propri errori e di sedersi a un tavolo tecnico reale, abbia almeno l'onestà di dire che il futuro della nostra pietra non è più una sua priorità.
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Arriva dal giornalista e scrittore di origine massese, Riccardo Jannello, una bellissima e attenta lettera alla città di Massa e a chi, per sole ragioni di tifoseria politica, ha remato contro e ora sta esultando per la mancata nomina a capitale italiana della cultura 2028. Ci si potrebbe consolare pensando a un altra nomina- contentino che provenga dalla regione, come quella che il presidente Giani ha assegnato a Carrara nei giorni scorsi: capitale toscana dell'arte contemporanea, vincitrice di un concorso mai bandito e a cui non ha partecipato nessuno (e sorvoliamo sul ridicolo capitale toscana- concetto che non esiste), ma forse, nel caso di Massa, proprio per le stesse ragioni che Riccardo Jannello evidenzia così bene nella sua lettera, sembrerebbe assai difficile che arrivino nomine regionali estemporanee e consolatrici. Ecco il testo della lettera di Jannello alla sua città:
"Oggi è una giornata triste per la città e nonostante questo sono certo che (quasi) metà di essa, quella che è riuscita a perdere le elezioni comunali nel 2023, festeggerà con grande spiegamento di forze perché i “fascisti” che avevano sostenuto la candidatura a Massa Capitale della Cultura 2028 sono stati sconfitti, per una incollatura, da Ancona. Chi sono i festeggianti? Alla loro testa c’è chi guida la Regione: Eugenio Giani e la “zarina” Cristina Manetti: stracciata Fiesole da loro sostenuta con frasi tipo (Giani) “la Toscana è Fiesole”, hanno fatto in modo che Massa venisse messa in secondo piano trovando nei loro accoliti apuani, il centrosinistra massese che ha votato contro in comune e soprattutto il sindaco di Carrara Serena Arrighi, il giusto humus. Ma c’è a Massa chi più di altri ha sempre giocato contro la candidatura. Non ho paura a fare alcuni nomi: Daniela Bennati, Giancarlo Albori, Marco Rovelli, Ivo Zaccagna, Rossana Lazzini e altri blogger o titolari di siti o presunti intellettuali, Bruno Giampaoli e mi scuso con chi dimentico e sarebbe felice di finire nella lista. E poi c’è chi, pur potente in città, non ha mai detto una parola e mi riferisco a Martina Nardi o Roberto Pucci: la loro influenza è nota, anche sulla sconfitta del 2023.
E’ bruttissimo pensare che Massa – e perfino Forlì – abbiano perduto perché nelle loro città metà persone tifavano contro: l’esempio contrario più bello è Colle Val d’Elsa dove ieri mattina, fascisti e comunisti abbracciati, si sono riuniti al Teatro del Popolo per seguire trepidanti la diretta streaming dalla Sala Spadolini del ministero (guarda caso alla guida di Massa c’è stato anche un repubblicano, e che personaggio!…) auspicando che la candidatura, fortemente voluta da tutti, andasse a buon fine. Oggi io piango per la sconfitta della città dove sono nato, e avrei pianto comunque, qualsiasi colore la governasse, perché quando ci sono battaglie da fare tutti devono essere uniti perché dobbiamo pensare sempre allo sviluppo del nostro territorio, della nostra società. “Con la cultura – scrive Tahar Ben Jelloun - si impara a vivere insieme; si impara soprattutto che non siamo soli al mondo, che esistono altri popoli e altre tradizioni, altri modi di vivere che sono altrettanto validi dei nostri”.
Chi oggi festeggia la sconfitta di Massa non vuole bene alla sua città. Perché se le voleva bene doveva pensarci tre anni fa".
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