Politica
Scontri a Torino, il Consigliere comunale di Fratelli d’Italia Bruno Tenerani esprime solidarietà alle Forze dell’Ordine.
Nel corso della seduta del Consiglio comunale del 3 febbraio 2026, il consigliere di Fratelli d’Italia Bruno Tenerani, a nome del gruppo consiliare, ha espresso una ferma condanna…

Cantiere aperto e pieno di rifiuti in via dei Margini a Massa: Italia Nostra Massa Montignoso chiede un intervento immediato
Ci sarebbe una situazione scandalosa e pericolosa in via dei Margini, nel pieno centro cdi Massa davanti all' asilo nido. A segnalarla è l'associazione Italia…

Sondaggio sul gradimento del sindaco Arrighi: "E' un fake" la replica del Pd di Carrara
Il Pd di Carrara smentisce ogni notizia relativa al sondaggio sul gradimento del sindaco Arrighi: "Apprendiamo dalla stampa che avremmo già approntato un sondaggio con tanto…

La lista Arrighi Sindaco a spada tratta in difesa del sindaco contro il consigliere Manuel di FdI
«Programmazione, progettazione e tanto lavoro da parte di uffici e amministrazione: è grazie a tutto questo che sarà allestito il capannone ex Cat di Avenza e si interverrà…

Via Negrelli, tra buche, incroci pericolosi e attesa dei nuovi progetti: l’appello del consigliere Daniele Tarantino
A Massa prosegue la preoccupazione per le condizioni di via Negrelli, teatro di numerose segnalazioni da parte di residenti e automobilisti. La strada, secondo le lamentele…

Al Cinema dei Servi di Massa una breve rassegna di Cinema per la Palestina.
Dopo la partecipata edizione dello scorso anno ospitata al Cinema Scuderie Granducali Seravezza torna anche quest'anno il ciclo di proiezioni della rassegna "C'era una volta una…

Il Polo P&S: il Presidente Incoronato è indifferente alla discriminazione delle persone con disabilità uditive
“A distanza di diciotto mesi ho nuovamente sollecitato il Presidente del Consiglio Comunale ad attivare i sottotitoli per non udenti per il consiglio comunale. Avevo inviato…

Alfredo Camera nominato vicepresidente della Provincia
Il presidente della Provincia di Massa-Carrara, Roberto Valettini, con un decreto approvato nei giorni scorsi, ha nominato il consigliere provinciale Alfredo Camera vicepresidente della Provincia.Camera…

Sede distaccata ad Avenza della Polizia Municipale: si farà grazie a una concessione del governo. L'annuncio di Manuel di FdI
"Grazie allo spostamento delle risorse del bando delle periferie concesso dal Governo Meloni finalmente potrà nascere ad Avenza la sede della polizia municipale"l'anuncio arriva da Massimiliano…

Il consigliere Massimiliano Bernardi di Carrara Civica: "Ancora un volta stiamo assistendo all'ennesimo teatrino del Partito Democratico, del Sindaco Arrighi e la sua Amministrazione"
"Il PD adesso sembrerebbe risvegliarsi dal letargo, proponendo quello che è da 4 anni che l'opposizione chiede: la partecipazione con l'introduzione sostanzialmente dei Consigli dei Cittadini,…

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Faceva caldo ieri davanti alla lapide in marmo nei giardini intitolati a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino a Marina, a fianco della Asl, proprio come allora, in quel torrido pomeriggio del 19 luglio 1992. Il caldo appiccicava i vestiti addosso, proprio come quel giorno. Ma possiamo solo immaginare l'afa che si respirava a Palermo in via D'Amelio, quando Paolo Borsellino e la sua scorta saltarono per aria.
Erano le 16:58 del 19 luglio del 1992: nessuno poteva sapere cosa sarebbe successo dopo, la stagione o meglio l'epoca che si sarebbe aperta in Italia, ma tutti intuirono e in qualche modo immaginarono. Dopo Giovanni Falcone, il creatore e inventore di strumenti all'avanguardia nella lotta alla mafia studiati persino dalla Fbi, tra cui la principale intuizione, la Superprocura per le indagini coordinate sulle organizzazioni mafiose, fu la volta di Paolo.
L'amico fraterno che raccolse il testimone del magistrato ucciso nell' attentato a Capaci e che pur conoscendo bene il destino a cui stava andando incontro ("io sono un cadavere che cammina»" disse in un'intervista dopo l'uccisione di Falcone), non fece un passo indietro. Una trattativa con la mafia che non accettò. La sua Agenda Rossa, si sa, non fu più ritrovata lasciando così un vuoto nelle indagini e allungando l'ombra di inconfessabili sospetti nella popolazione. A saltare in aria in via d'Amelio e a Capaci due mesi prima e in via dei Georgofili un anno dopo, non furono infatti solo i due magistrati, le loro scorte e le cinque vittime di Firenze, fu la identificazione, la compenetrazione tra popolo e Stato. Lo schiaffo destinato al presidente della Repubblica proprio durante i funerali degli agenti della scorta di Borsellino, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, ne fu un segno tangibile.
Tutto questo è stato ricordato dal coordinamento comunale di Fratelli d'Italia assieme al dirigente nazionale Alessandro Amorese e a Marco Guidi, coordinatore provinciale, davanti al monumento nei giardini pubblici marinelli.
Tra loro anche un ex agente di polizia che ebbe la fortuna, come dice lui stesso, di scortare il giudice Borsellino, cinque anni prima dell'attentato. Fu per un giorno solo, racconta e non ebbe paura nemmeno per un attimo. "Io guidavo, andavamo a Roma, venivamo dagli studi giuridici di Pontremoli organizzati da Ferri. Era un tipo taciturno-lo descrive Antimo Grassia, con l'inconfondibile accento di Napoli che stenta sempre a scomparire dalla bocca della sua gente anche quando si allontana e va a vivere altrove, proprio come è successo a Grassia, dal 1973 a Carrara-leggeva tutti quei faldoni e quelle carte e poi fumava. Fumava tanto. Sembrava una persona pacata, molto calma".
Amorese, in particolar modo, ha ricordato la battaglia culturale che vive dietro la lotta alla mafia: «Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo», ha rinnovato le parole pronunciate da Borsellino, il quale, ricorda con orgoglio Amorese, nel 1992 quando si trattò di andare a eleggere il nuovo presidente della Repubblica, e quando bruciò l'ipotesi Giulio Andreotti sul fragore della strage di Capaci, venendo poi eletto Oscar Luigi Scalfaro, l'Msi propose Paolo Borsellino, il quale però raccolse solo i voti del Msi o poco più. "Fu paradossale-rimanda alla cronaca di quei giorni Amorese-da lì nacque la trattativa con la mafia: il popolo insorse ma lo Stato trattava".
Ricorda ancora Alessandro Amorese: Borsellino si avvicina giovanissimo a Giovane Italia, il movimento giovanile studentesco di destra, poi nel Fuan, il movimento universitario di destra, approda infine al Msi:"Poi entrò in magistratura-racconta- e vorrei ricordare un aneddoto: prima di andare a trovare la madre in via D'Amelio, pranzò assieme all'amico Peppino Tricoli, deputato regionale Msi".
Lorenzo Baruzzo, responsabile regionale del dipartimento legalità e sicurezza di Fratelli d'Italia, nonché coordinatore comunale parla di presa di coscienza:"Dopo le stragi di mafia di quel periodo non abbiamo più dimenticato il grido di dolore di Rosaria Costa, vedova di Vito Schifani, agente di Falcone". Io vi perdono, straziata dal dolore e in lacrime disse in Chiesa, però voi dovete mettervi in ginocchio. "E molti allora capirono che la mafia era un nemico da sconfiggere" ha sottolineato Baruzzo.
Soprattutto ha fatto riflettere l'intervento di Marco Guidi, che ci rimanda involontariamente a un fatto singolare ma significativo: il ricorrere così spesso della parola mafia, sui muri delle vie e dei vicoli stretti di Carrara:"In una provincia come questa-ha detto Guidi- dove la disoccupazione è alta, la mafia trova terreno fertile-mette in guardia il coordinatore provinciale-ma come venne scritto su una maglietta di un ragazzo durante una delle tante manifestazione per ricordare i due magistrati: le loro idee cammineranno sulle nostre gambe. Finché li ricorderemo non moriranno mai".
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Ciao a tutti,
quelle appena trascorse sono state per me settimane di ascolto e riflessione.
Dieci anni fa interruppi con una libera scelta la mia esperienza pubblica per dedicarmi interamente al lavoro e alla famiglia. Ho sempre pensato che la politica non sia una professione e quando il contesto nazionale e locale cominciò a non piacermi più, decisi di ritirarmi.
Il riflusso nel privato, come si chiamava negli anni '80, e quindi la lontananza dalla vita pubblica è una comfort zone a cui mi ero abituato e che mi piaceva e, per questo, quando alcuni amici hanno cominciato a ipotizzare una mia candidatura a sindaco di Carrara, prima ho risposto in modo negativo, poi ho cercato qualcun altro che potesse ricoprire tale ruolo al mio posto.
Quando però una sera, tornando a casa, mia moglie mi ha detto che aveva avuto una sensazione di paura a rientrare con mio figlio sul passeggino, ho cominciato a riflettere e più guardavo mio figlio più avvertivo l'esigenza di fare qualcosa.
Non mi potevo più limitare a trasmettergli tutto il mio amore e a lavorare per garantirgli quei beni materiali che gli permettessero di crescere senza bisogni, ma dovevo riprendere a impegnarmi per contribuire a costruire un contesto sociale ed economico migliore in cui potesse crescere e perseguire i suoi sogni e le sue inclinazioni. E questo, sia chiaro, non vale solo per mio figlio, ma per tutti i nostri figli, non vale solo per me ma per tutti. Noi, tutti noi, abbiamo il dovere morale di garantire ai nostri figli di crescere e vivere in una città che offra loro almeno le stesse possibilità che ha offerto a noi, alle nostre madri e ai nostri padri perchè oggi, quelle possibilità, Carrara non le offre più.
Qualcosa la classe politica nelle due ultime generazioni ha sbagliato e forse più di qualcosa. E' un dato oggettivo che supera ogni steccato politico e ideologico che Carrara sia oggi meno bella, meno ricca, offra meno possibilità, abbia al suo interno più disagio di quanto ne avesse due generazioni fa. E questo nonostante tutto il contesto attorno a noi sia intanto cresciuto. Nei prossimi mesi cercheremo insieme di capire il perché e anche i responsabili ma oggi non è questo l'argomento.
Oggi l'argomento è l'esigenza di mobilitarci, tutti insieme, per invertire questa tendenza, per rimediare agli errori e alle scelte sbagliate del passato recente e di quello meno recente. Questa mobilitazione che chiedo a tutti voi è un atto d'amore, il più grande tra quelli possibili per la comunità in cui abitiamo, e si concretizza nel dedicare una parte del proprio tempo per migliorarla. Sottrarre qualche ora al privato per costruire una città migliore.
Io, da solo, non ce la posso fare, tutti insieme invece possiamo far rinascere Carrara.
Ciò che deve unirci non è un'appartenenza politica precostituita e tantomeno interessi personali o di gruppo, ma l'amore. L'amore verso noi stessi, verso i nostri figli, verso la nostra città.
Questo perché, ancor più della cattiva amministrazione, è stato l'odio a ridurre Carrara in queste condizioni. Un odio spesso pilotato dall'alto, dalla politica. Dapprima un odio ideologico che ha impedito a una parte di concorrere al progresso materiale e morale della comunità. Poi sociale, perché la solita politica, incapace di far progredire la città, ha cercato un capro espiatorio su cui scaricare le responsabilità e questo capro espiatorio lo si è individuato nell'impresa. Infine, siccome l'odio è sempre reversibile, si è trasformato in odio politico e si è rivolto a chi in un determinato momento storico amministrava la città per provocare un cambiamento estraneo alle logiche democratiche che, nella sostanza, c'è stato tra il 2014 e il 2017. Ma essendo sempre l'odio il comun denominatore, come scriveva nel Gattopardo Giuseppe Tomasi di Lampedusa, “tutto è cambiato affinchè tutto sia rimasto come prima”.
Oggi decido di riprendere il mio percorso insieme a voi e ringrazio i partiti, le associazioni, i movimenti e le liste che me l'hanno chiesto. Ringrazio tutti coloro che in queste settimane hanno speso una parola buona nei miei confronti, dai leader nazionali, regionali, provinciali e comunali ai tanti cittadini di destra e di sinistra: l'affetto che ho ricevuto mi ha commosso. Ringrazio pure quelli che hanno fatto distinguo, manifestato perplessità e pure quelli che mi hanno attaccato. Nei prossimi mesi spero di convincerli e far cambiare loro idea.
Ciò che vi chiedo è di costruire insieme la città dell'amore. Una città in cui si conviva tutti più felicemente e in cui Carrara possa essere rilanciata. I programmi non vanno annunciati dieci mesi prima delle elezioni ma vanno scritti assieme ai cittadini. Quello che si puo' fare dieci mesi prima delle elezioni, è avere una visione del futuro, l'obiettivo finale per poi trovare insieme gli strumenti per perseguirlo.
E allora noi dobbiamo rilanciare Carrara come città d'arte e di cultura, il centro deve diventare un museo a cielo aperto; dobbiamo promuovere il miglioramento di Avenza e Marina come luoghi residenziali, turistici e commerciali; dobbiamo studiare un ambizioso progetto di nuovo arredo urbano del centro, della Marina, delle frazioni e dei paesi a monte, promuovere il ritorno alla collaborazione tra la città e il settore lapideo, anche attraverso un sincero confronto con imprese e associazioni; una riorganizzazione dei servizi sanitari che, dopo decenni di tagli e accorpamenti, rimetta al centro il territorio e le realtà locali; la riforma organizzativa delle società partecipate caratterizzata da una maggiore efficienza e dalla dismissione dei servizi non strategici; una valorizzazione del porto di Marina come scalo marittimo, sia dal punto di vista turistico che commerciale; una grande attenzione alla sicurezza dei cittadini e alla piena vivibilità della città, di giorno e di sera; una maggior sensibilità verso l'ambiente e la salute sia attraverso il forte impulso alla realizzazione delle bonifiche, sia attraverso la valorizzazione delle aree e dei percorsi green.
Insomma, vogliamo una città più bella, più giusta, più paritaria, più meritocratica, più efficiente, più ricca, più verde.
Prima dicevo che solo tutti insieme potremo cambiare la città e questo accadrà il prossimo maggio. Io però ho deciso di inviare questo messaggio non per chiedere il vostro voto o di candidarvi assieme a me ma per ascoltarvi. In questi mesi voglio parlare con ognuno di voi, incontrarvi per strada, prendere un caffè, un aperitivo, cenare insieme. Contattatemi, telefonatemi, scrivetemi sui social-network, fermatemi per strada. Parliamo, parliamo, parliamo.
Io amo Carrara, se la amate anche voi, incontriamoci.
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Romagnano, frazione periferica del comune di Massa, per lungo tempo apostrofata "Romagnano Dallas", per essere una zona popolare e degradata, si è accesa di colori e vita: i muri grigi ed anonimi dello stadio Raffi si sono trasformati in poesia, grazie all'opera di Luca Marchini, con un grande murales dove si legge, nella bellezza dei colori sfavillanti, tutta la passione per il calcio, essendo lui stesso giocatore nello Spartak.
Un murales dedicato al mito Maradona e un altro su Roberto Baggio: la passione per questa tecnica, nasce da ragazzino, studente di ragioneria, e si mostra con murales realizzati per il locale supermercato e va avanti, affiancata alla sua attività di magazziniere.
Molto popolare su Facebook per le sue creazioni, coadiuvato da Elio e "Patrocolo", vorrebbe eseguirne un altro per Muhammed Alì. Di lui parla la consigliera comunale Elena Mosti: "Vorrebbe portare coloree meraviglia nella sua zona - dice - creando e lavorando sui muri grigi per farli diventare opere usufruibili da tutti e tutte. Parla di autoriqualificazione del territorio, del suo territorio, di casa sua, di quella periferia dove è cresciuto e che ci tiene a precisare, non è quel posto "brutto" che si tende ad immaginare, ma al contrario qualcosa su cui puntare, su cui porre cura ed attenzione:ed ha perfettamente ragione".
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Se dopo cinque anni un sindaco con le valige in mano, ancora non ha compreso a che gioco ha giocato per tutto questo tempo, che non ha capito che quando si parla di marmo si parla di imprese, lavoro, investimenti e che in gioco c’è il futuro della comunità che a lui si era affidata, questo deve preoccupare seriamente.
Caro sindaco, che Le piaccia o no, a Carrara il settore del marmo, nella sua complessità, comprende centinaia di imprese e migliaia di lavoratori che quotidianamente leggono le esternazioni schizofreniche di un’amministrazione e di un sindaco che proprio non ce la fa a capire che amministrare è anche fatica e sofferenza: la fatica di dover scegliere tra quello che si può e il rinunciare a quello che si vorrebbe.
Nelle dichiarazioni che sono spesso il contrario dei comportamenti il sindaco e i suoi fidi grillini non ce la fanno a lasciarsi alle spalle la vuota verbosità residuo dei bei tempi dei Vaffa.
Stando all’opposizione le cose venivano facili: via i “pluricentenari privilegi” le cave al Popolo, i Beni estimati si cancellavano con un semplice atto di consiglio comunale e, infine, via i “psedudomafiosi” dalle poltrone del potere.
In pochi giorni il Sindaco e l’amministrazione sono passati dalla volontà di allungare le concessioni all’infinito in cambio di pochi spiccioli, all’esproprio proletario con dichiarazioni squinternate che possono generare gravi conseguenze al comune e alle imprese.
Ci troviamo davanti alla schizofrenia di chi, dopo anni di Palazzo, vagheggia rivoluzioni incompiute come se in questo tempo avesse vissuto sulla luna e non da sindaco di una città che avrebbe necessità di essere amministrata con una visione di futuro ancorata alla solidità delle montagne e al lavoro in cava e al piano.
La cosa peggiore, stando alle cronache, è che non hanno imparato la lezione, anzi, l’hanno proprio sprecata.
No caro Sindaco: Lei ha sbagliato ancora una volta.
Confonde i sogni che ha fatto e le promesse che non ha mantenuto, con la realtà che la condanna ogni giorno oltre i Tribunali amministrativi e pare che più si avvicina la fine del mandato più tenti di avvelenare le sorgenti.
Carrara è città di fatiche e di lotte storiche ma non ha mai perso il senso della sua identità; quella delle cave è ancora la battaglia più significativa, simbolica anche, ma si fonda sul confronto quotidiano, con una storia propria che va conosciuta e con essa armonizzata.
Finiti i tempi di Nerone e Caligola, oggi, che lo si voglia o no, si amministra con leggi e regolamenti ma anche con un equilibrato dialogo alla luce del sole, cercando di disegnare traiettorie che devono partire con i tempi giusti per puntare verso obiettivi che la nostra Città può raggiungere.
E quando dico la Città intendo quella che verrà e che nascerà solo se oggi sappiamo mettere i semi giusti, di ragionevolezza, di volontà, di conoscenza, di rispetto e di tutela degli interessi di tutti, non dimenticando i lavoratori che ne fanno parte, a pieno titolo, con le loro famiglie.
Molte cose nel tempo si sono tentate, alcune ancora attendono risposte, le avevano avviate diversi sindaci, tutti più seri di Lei, alcuni più arditi altri più prudenti ma tutti sempre coscienti delle responsabilità che portavano davanti ai cittadini che alla fine comunque li hanno sempre rispettati perché li avevano sempre trattati da Cittadini e non da elettori da sedurre con promesse fondate sul nulla.
Per fortuna la primavera è prossima.
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"Si è rotta l'unità del centrodestra - commenta laconico, senza scomporsi, il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Marco Guidi all'indomani della ufficializzazione della candidatura di Simone Caffaz alla carica di sindaco di Carrara per la coalizione formata da Lega, Forza Italia e alcuni liste civiche - Spiace verificare che Lega e Forza Italia vadano avanti col candidato Simone Caffaz. E' rottura e qualcuno se ne dovrà fare carico".
Guidi non ha dubbi sulla rotta che seguirà Fratelli d'Italia: "Continueremo a lavorare con le liste civiche per trovare il candidato giusto che restituisca dignità a Carrara. Prendiamo atto che qualcuno ha voluto lavorare per rompere il centrodestra: per noi Caffaz non poteva fare sintesi tra le varie anime del centrodestra e di fatto stanno cercando di imporla. Ma Caffaz è il candidato di Forza Italia e Lega, non di Fratelli d'Italia".
Parla di liste civiche presenti in città con cui cercare sintonia, Guidi: "Caffaz è espressione di Forza Italia ma io penso che la città chieda un profilo diverso. Cercheremo di operare come abbiamo già fatto su Massa, che con Francesco Persiani ha aggregato e non diviso il centrodestra".
E' estremamente scettico Marco Guidi sulla strada imboccata da Lega e Forza Italia: "Pensare di affrontare la competizione elettorale senza Fratelli d'Italia - ha concluso il coordinatore provinciale - una forza politica attestata al 20 per cento nei sondaggi, non è un buon inizio per il centrodestra: speriamo che qualcuno faccia un passo indietro".
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Stefano Alberti denuncia in un comunicato, il protrarsi delle decisioni da prendersi nei confronti della scuola di Castsgnetola, che avendo pochi iscritti, rischia la chiusura.
"Il tempo scorre - scrive - e ancora non è stato messo un punto fermo, la formazione della classe prima in deroga al limite minimo dei , quindici alunni. C'erano e ci sono però forti motivazioni a supporto della deroga- continua - un numero di iscrizioni, tredici, non lontano dal limite stabilito dalle norme nazionali, con una bambina disabile affetta da una patologia neurodegenerativa. Senza contare l'importanza che la scuola riveste per tutta la comunità della frazione di Castagnetola".
"Non basta, - prosegue - come ha fatto il sindaco e l'assessore invocare che il loro impegno c'è stato tutto affinché la prima di Castagnetola partisse. Cartina tornasole del disimpegno di questa amministrazione è stata la Commissione Istruzione del comune di Massa presieduta dalla Consigliera Tognini. Ad una prima riunione veniva garantita, dal sindaco e dall'assessora, che la soluzione era stata trovata con il congegno della dislocazione, un meccanismo che non risolve del tutto il problema ma che permette di mantenere la prima " fisicamente" a Castagnetola ma con l'iscrizione in un altro plesso, e l'assegnazione di una maestra. Chiedo sia sensato e responsabile una azione amministrativa forte in difesa della scuola di Castagnetola chiedendo l'attivazione in deroga della prima classe con l'assegnazione della maestra di ruolo".
"Questo è quello che dobbiamo fare oggi - conclude - e per il futuro adeguare i criteri di programmazione della scuola dell'infanzia per cercare prevenire la cancellazione delle scuole di prossimità".
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Italia Nostra sez. Apuo-Lunense apre un ciclo di conferenze e di incontri, per parlare delle criticità dell'intero territorio e lo fa attingendo dal suo "quaderno", vale a dire dal suo archivio e dalle sue battaglie storiche. Si parte con Marina: il 21 luglio, alle 18:00, presso il "Fortino" la costruzione storica che si trova nella pineta dietro il campo dei pini in evidente stato di degrado. "Italia Nostra apre i suoi quaderni" è il titolo dell'iniziativa e nel comunicato l'associazione culturale e ambientalista spiega:" L'edificio, diversamente da quanto dice il nome con cui è comunemente designato dai marinelli non era parte di una fortificazione. Era la base di un telegrafo "ottico". Di questo sistema di comunicazione a vista, di cui saranno illustrate storia e funzionamento, vorremmo promuovere un intervento di recupero e di valorizzazione, convinti che anche interventi circoscritti, minimi, possono essere un punto di partenza per una riqualificazione e una manutenzione diffusa del territorio".
"Gli incontri successivi-prosegue la nota stampa di Italia Nostra elencando i nodi che verranno affrontati per quel che concerne Marina-ancora relativi a Marina di Carrara affronteranno anche aspetti molto critici, tra i quali i rischi legati all'ampliamento del porto, la pianificazione di un "sistema del verde", la creazione di un'oasi naturalistica tra Fossa Maestra e Parmignola, il ripristino dello "storico" giardino accanto al defunto hotel Mediterraneo - autentico monstrum in pieno centro -, il recupero a fini sportivi del Campo dei Pini, il miglioramento della mobilità, un sistema di controllo dell'inquinamento acustico, la gestione partecipata e responsabile dei beni comuni (storico-culturali e ambientali, materiali e immateriali)".
"Sarà una serie di incontri aperti ai cittadini aventi come focus alcune criticità a Marina di Carrara. In seguito, si ripeterà lo stesso format per altre frazioni del nostro Comune" si spiega nel comunicato.
Parteciperanno Emanuela Biso e Mario Venutelli, rispettivamente presidente ed ex presidente di Italia Nostra Apuo-Lunense. Interverranno l'ambientalista Riccardo Canesi e gli storici locali Pietro Di Pierro e Beniamino Gemignani.
"Italia Nostra invita i cittadini interessati al nostro territorio a partecipare in modo attivo con contributi di idee e di conoscenze, con la propria capacità critica e di controllo. Li invitiamo a scriverci, fortemente confidenti nella potenzialità incisiva di una cittadinanza attiva, corresponsabile e propositiva. (
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"L'Accademia è stata amministrata nel migliore dei modi possibili". Con questa frase si concludeva la relazione del nucleo di valutazione nominato dal Mef (Ministero Economia e Finanze) del maggio del 2015, durante il governo Renzi (di centrosinistra) al termine dei sei anni di mandato che hanno fatto di Simone Caffaz il più longevo inquilino di Palazzo del Principe nella storia della Repubblica.
"In una città nel degrado più totale dopo 60 anni di amministrazioni di sinistra e 4 a Cinque Stelle - si legge nella nota -, un buon amministratore è una merce rara e preziosa. Carrara deve ripartire da una persona seria, onesta, competente, giovane, proveniente dal civismo e con una comprovata esperienza nell'amministrazione pubblica. Oggi sono finiti i tempi dei dilettanti allo sbaraglio del Movimento 5 Stelle così come cinque anni fa erano terminati quelli della macchina del consenso clientelare della sinistr"a.
I tre partiti (Lega-Salvini Premier, Forza Italia e Cambiamo con Toti), unitamente alle 3 liste civiche e al movimento Verdi Italia per Carrara, dopo un percorso lungo un anno e dopo aver incontrato una parte significativa della città e delle categorie economiche, sono lieti di annunciare di puntare proprio su Simone Caffaz in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera.
Quest'ultimo, dopo una lunga riflessione personale e politica, e dopo aver incontrato le forze politiche e gli ultimi due candidati rimasti in lizza con lui (l'ex presidente provinciale dell'ordine degli avvocati Salvatore Gioè e il segretario provinciale della Lega Nicola Pieruccini) e aver ottenuto da questi ultimi il consenso e il sostegno, ha deciso di accettare la candidatura.
"Quello che va oggi a cominciare - prosegue il comunicato - sarà un viaggio lungo ed entusiasmante nel quale cercheremo di coinvolgere la parte migliore della città e tirare fuori le energie sopite da tanti anni di cattiva amministrazione sulla base di una visione di città nuova e moderna, capace di interrompere la crisi e inaugurare il rilancio. Il programma sarà conseguente a questa visione da tutti noi condivisa e a un'ampissima campagna di ascolto a cui Simone Caffaz, assieme alle forze politiche e alle personalità della coalizione, darà vita in questi mesi estivi. Siamo certi che, già oggi, la nostra sia la prima coalizione della città in termini di consenso elettorale e rappresenti più di un carrarese su tre. Si è formata al termine di un lungo percorso in cui abbiamo condiviso ideali, valori e progetti e su questi vogliamo confrontarci ulteriormente, grazie anche al nostro candidato sindaco, con altri partiti, movimenti e associazioni in modo da puntare alla vittoria al primo turno".
"A tutte le forze politiche e civiche - conclude la nota -, ai movimenti e alle associazioni che non si riconoscono nella falsa rivoluzione del Movimento Cinque Stelle e nella restaurazione del Partito Democratico rivolgiamo un accorato appello a partecipare, assieme a noi, al più grandioso progetto politico e amministrativo di cambiamento, rinascita e rinnovamento della città, trasversale alle ideologie e agli schieramenti politici nazionali. La certezza che abbiamo oggi e che vogliamo trasmettere ai cittadini carraresi è quella di vincere le prossime elezioni amministrative e restituire alla città e ai giovani un futuro all'altezza della nostra storia. In bocca al lupo a Simone Caffaz e a tutti noi".
Chi è Simone Caffaz
47 anni, sposato con un figlio, laureato in scienze politiche, è un imprenditore nel settore tessile. Giornalista professionista, in passato ha collaborato a lungo con quotidiani e periodici ed è stato direttore di Tele Toscana Nord, Tele Riviera e dello Svegliarino, lo storico periodico della città di Carrara. Scrittore di saggi storici, è il massimo esperto del periodo delle leggi razziali e della persecuzione antiebraica in terra apuana. Dal 2009 al 2015 è stato presidente dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, dando un particolare impulso alla scuola che, durante il suo mandato, incrementò notevolmente il numero degli iscritti e recuperò una parte significativa del proprio patrimonio storico e artistico.
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La Regione Toscana faccia chiarezza sulla sanità e sui servizi socio assistenziali. Non ci piacciono le modalità operative del governatore che agisce a mezzo di ordinanze con le quali in modo dispotico gestisce le relazioni sindacali e di conseguenza il personale dipendente della sanità.
Enzo Mastorci spiega che le segreterie regionali hanno chiesto da tempo un incontro urgente con la regione, che però ad oggi non ha ricevuto riscontro.
“L’ordinanza 56 del 23 giugno che dispone per le ASL di mettere a disposizione delle RSA il personale infermieristico – tuona Mastorci - è fuori luogo e fuori tempo. La gestione autoritaria del personale infermieristico non risolve il problema caro presidente, lo rinvia soltanto. Tra poco la stessa sorte toccherà agli operatori socio sanitari”.
Da qui, parte un duro elenco di domande senza risposta, che il segretario Cisl FP rinnova alla regione: “Quale posizione ha assunto la regione Toscana circa la possibilità di aumentare e/o sbloccare il numero chiuso alle facoltà di Scienze Infermieristiche che grazie al decreto Ministero dell’Università e della Ricerca aumenteranno del 13%. La CISL FP a livello regionale ha già detto che l’aumento delle nuove matricole è insufficiente rispetto al fabbisogno”.
Ed ancora: “Quali misure ha disposto la regione Toscana rispetto alla formazione di nuovi OSS che ad oggi rimane ad unico appannaggio delle ASL ? Queste sono le scelte politiche che dovrebbe fare la regione per dare una risposta su servizi e lavoratori?”.
Secondo Mastorci: “Non è tollerabile che dopo mesi di emergenza, con turni doppi e riposi saltati allo stesso personale infermieristico già spremuto e al quale è stato chiesto un ulteriore enorme sforzo nella campagna vaccinale, adesso venga chiesto di andare in soccorso alle RSA. Le residenza sanitaria assistite sono sicuramente in gravi e grandi difficoltà ma il problema non si risolve facendo girare il personale come fosse una trottola “.
Secondo la CISL, dunque, è necessaria una convocazione urgente che imponga scelte coraggiose partendo da un presupposto certo: il personale infermieristico è ormai esausto.
“Nella realtà di Massa Carrara e Lunigiana – spiega Mastorci - gli infermieri in servizio al 31 maggio erano 1129 al netto delle lunghe assenze per malattie: quindi 118 nuovi infermieri in più rispetto all’epoca pre covid, registrati al 31-12-2019, che sono serviti per fronteggiare l’emergenza. A fronte dei nuovi reparti e delle nuove funzioni il personale è attualmente insufficiente anche per una normale ripresa delle prestazioni sanitarie. Allo stesso personale non è possibile chiedere ulteriori sacrifici nemmeno con prestazioni aggiuntive”.
“Ci piacerebbe sapere – incalza Mastorci – dove la regione Toscana ritiene che il personale infermieristico sia in sovrannumero. Il personale sanitario ha risposto alla grande fronteggiando la prima ondata covid con strumenti e dispositivi di protezione individuale insufficienti adattandosi alle continue e necessarie trasformazione dei reparti. Ha sopperito anche alla strutturale carenza organizzativa dei presidi ospedalieri e territoriali meritandosi l’appellativo di “ angeli “ e non vorremmo che questo fosse dimenticaro”.
“La regione Toscana – conclude Mastorci - proceda speditamente con le nuove assunzioni quanto mai necessarie. Ricordiamo al governatore che non è stato neppure approntato il piano ferie ed il riposo per gli operatori è quanto mai necessario”.
M.C.
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La Sezione Apuo-Lunense “L. Biso”” di Italia Nostra organizza una serie di incontri aperti ai cittadini aventi come focus alcune criticità a Marina di Carrara. In seguito, si ripeterà lo stesso format per altre frazioni del nostro Comune.
Con il titolo “Italia Nostra apre i suoi quaderni” si vuole sottolineare che gli argomenti (di diversa rilevanza) non sono nuovi per Italia Nostra, ma fanno parte della sua storia e del suo impegno ultradecennale, purtroppo spesso deluso.
Il primo incontro, che si svolgerà alle 18 di mercoledì 21 luglio, sarà dedicato al “Fortino”, ovvero la struttura circolare in pietra, di oltre due secoli, presente nella pineta in via Garibaldi presso il Campo dei Pini, dove si terrà l’incontro.
L’edificio, diversamente da quanto dice il nome con cui è comunemente designato dai marinelli, non era parte di una fortificazione. Era la base di un telegrafo “ottico”. Di questo sistema di comunicazione a vista, di cui saranno illustrate storia e funzionamento, vorremmo promuovere un intervento di recupero e di valorizzazione, convinti che anche interventi circoscritti, minimi, possono essere un punto di partenza per una riqualificazione e una manutenzione diffusa del territorio.
Gli incontri successivi ancora relativi a Marina di Carrara affronteranno anche aspetti molto critici, tra i quali i rischi legati all’ampliamento del porto, la pianificazione di un “sistema del verde”, la creazione di un‘oasi naturalistica tra Fossa Maestra e Parmignola, il ripristino dello “storico” giardino accanto al defunto hotel Mediterraneo - autentico monstrum in pieno centro -, il recupero a fini sportivi del Campo dei Pini, il miglioramento della mobilità, un sistema di controllo dell’inquinamento acustico, la gestione partecipata e responsabile dei beni comuni (storico-culturali e ambientali, materiali e immateriali).
Parteciperanno Emanuela Biso e Mario Venutelli, rispettivamente presidente ed ex presidente di Italia Nostra Apuo-Lunense. Interverranno l’ambientalista Riccardo Canesi e gli storici locali Pietro Di Pierro e Beniamino Gemignani.
Italia Nostra invita i cittadini interessati al nostro territorio a partecipare in modo attivo con contributi di idee e di conoscenze, con la propria capacità critica e di controllo. Li invitiamo a scriverci, fortemente confidenti nella potenzialità incisiva di una cittadinanza attiva, corresponsabile e propositiva. (
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