Politica
Parmignola, Lera di Patto per il Nord: «Battilana resta a rischio, basta interventi di facciata»
Mentre sulla sponda ligure del torrente Parmignola i lavori di consolidamento e messa in sicurezza dell'argine si sono conclusi positivamente lo scorso luglio, l'argine sul…

Anche il Pd di Carrara, come il sindaco Arrighi, critica le dichiarazioni del presidente degli industriali di Spezia sul porto di Marina
Le recenti dichiarazioni del Presidente degli Industriali di La Spezia, Laghezza, che ha criticato l'allocazione di troppi fondi destinati al Porto di Marina di Carrara è…

Allagamenti e frane a Massa, la consigliera Santi: “Partiti i sopralluoghi. Ora un tavolo tecnico e un cronoprogramma degli interventi”
MASSA – Allagamenti e frane rappresentano un tema particolarmente sentito dalla presidente della Commissione Affari Istituzionali Giovanna Santi, che negli anni ha mantenuto alta l’attenzione sulle…

"Basta varianti urbanistiche a macchia di leopardo. Difendiamo la vocazione produttiva di Massa": l'appello di Futuro Nazionale
Futuro Nazionale, attraverso il coordinatore provinciale Luca Guadagnucci e Stefano Benedetti, interviene sulla variante urbanistica relativa all'area ex Olivetti-Synthesis: "Parliamo di un compendio di oltre 92…

Salita San Ceccardo: il verde non come arredo urbano, ma funzione vitale per la città. La proposta di Associazione Arca
«Non una questione di decoro, ma di qualità ambientale della città. Le nostre proposte applicano letteralmente i criteri del nuovo Regolamento del Verde. Confidiamo che Comune…

Manifestazione per la Giornata Internazionale della Pace: "No alla guerra, no al riarmo: scendiamo in piazza!"
In occasione della Giornata Internazionale della Pace, la cittadinanza, le associazioni e i movimenti locali si uniscono…

Polizia municipale negli orari di ingresso e uscita della scuola Gentili di Fossola: la richiesta del consigliere Manuel di FdI
La riapertura delle scuole ha riproposto un annoso problema che riguarda la viabilità all'esterno della scuola primaria Gentili di Fossola. A segnalare il disagio…

Difficoltà della polizia nel rilievo dei sinistri stradali: la posizione di FP CGIL UIL FP CSA
Le segreterie provinciali di FP CGIL UIL FP CSA hanno firmato il seguente comunicato: "Facciamo seguito al recente comunicato sindacale del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), pubblicato dalla…

Bollo auto, Patto per il Nord: "Il Governo taglia la tassa, ma decide ancora tutto Roma"
Patto per il Nord ha sempre sostenuto la riduzione della pressione fiscale. Per questo non saremo certo noi a lamentarci se milioni di cittadini nel…

Il presidente della Provincia Roberto Valettini incontra il nuovo comandante dei Carabinieri di Massa e Carrara colonnello Andrea Fabi
Si è svolto nella mattinata di giovedì 17 settembre a Palazzo Ducale il saluto istituzionale tra il Presidente della Provincia Roberto Valettini e il Colonnello Andrea…

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Il consigliere civico di Arcipelago Massa Andrea Barotti risponde alle dichiarazioni del consigliere di Iv Dina Dell’Ertole e scrive: “Il comunicato della collega mi ha sorpreso poiché non immaginavo che Italia Viva esortasse il centrosinistra all’unità ed invocasse le primarie forse perché continuo ad avere forti dubbi sull’identità del partito di Renzi. Per essere più chiaro, limitandomi al quadro locale, ricordo l’appoggio dato da Ferri, per le amministrative di Carrara, al candidato della destra sovranista perciò mi chiedo in base a quali condizioni Italia Viva scelga di far parte di un campo politico. Mi verrebbe da dire che per la forza politica in questione non vi sia alcuna differenza tra la destra e il centrosinistra come se i valori, la storia non contassero nulla”.
Barotti è restio ad un tavolo con Italia Viva: “Tali ragioni mi spingono ad invitare Dina Dell’Ertole a chiarire quale sia la posizione del suo partito poiché, per quanto mi riguarda, ho notevoli difficoltà a sedermi accanto ad una forza politica che avrebbe consegnato Carrara nelle mani della destra; se la Consigliera è di centrosinistra perché non ha preso le distanze da Ferri quando al ballottaggio ha stretto l’accordo con Caffaz? È doveroso considerare quanto accaduto oltre foce poiché è in gioco l’identità, la coerenza, la credibilità di una possibile compagine perciò spero che si apra una seria riflessione preliminare ad ogni ulteriore passaggio politico”.
Barotti prende posizione sulle primarie: “In merito alle primarie, rilanciate dal capogruppo Pd Carioli e sostenute da Dell’Ertole, esprimo la mia contrarietà a tale soluzione poiché non favorisce la sintesi ma acuisce le distanze; ci saranno dei candidati, ciascuno con un programma, che si scontreranno quindi non vi sarà spazio per la concertazione, per condividere un programma. Il vincitore, legittimamente, avrà la sua agenda che non potrà essere rivista al più potrà restare qualche ritaglio agli sconfitti. Ed ancora, ritengo non sia serio immaginare di recuperare con le primarie quanto non è stato fatto in cinque anni. In sintesi, non ho visto neppure un principio di rinnovamento, non è stata costruita una candidatura, non sono state avanzate proposte da opporre al malgoverno della Giunta Persiani”.
Il civico progressista pone una serie di domande: “È serio presentare un programma, magari da scrivere nel giro di qualche settimana, finalizzato alla campagna elettorale? È un bel segnale la candidatura di volti del passato o di perfetti sconosciuti che mai hanno scritto una riga di politica? creare una coalizione a pochi mesi dal voto ha il sapore di una unità vera ritrovata o di un comitato elettorale? Perché le primarie vanno bene soltanto a Massa?”
Per Barotti non c’è più tempo: “Temo che non ci siano più i tempi per rimediare ai danni delle divisioni, del correntismo, delle mancate assunzioni di responsabilità; la situazione in cui versa il centrosinistra è la conseguenza di una classe dirigente che si è autoassolta e crede ancora di vincere le elezioni con le tessere”.
La nota termina con un impegno: “Per quanto mi riguarda non intendo cedere il campo alla destra sovranista e sono pronto ad affrontarla, rispettando il progetto politico del civismo che rappresento, con quanti vedono in quello schieramento un avversario e non un alleato”.
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La querelle tra Europa Verde e sindaco Arrighi si arricchisce di un nuovo capitolo. Non sono passate nemmeno tre settimane dal consiglio “incriminato” del 18 ottobre, in cui, nonostante la giunta in carica avesse lasciato la porta aperta al partito ecologista, si era poi dimenticata di invitarlo alla riunione: un “disguido” che ha portato ad uno strappo insanabile, perlomeno tra sindaco e verdi, e che ha visto il partito di Amerigo Blosi posizionarsi con convinzione tra i banchi dell’opposizione.
Un atteggiamento che per i verdi, per bocca di Blosi, tra l’altro consigliere nazionale federale di partito, ha però una sua “logica”, visto che il programma della Arrighi, e chi la appoggia, hanno tutto tranne che un’impronta ecologista.
“Il presente comunicato viene redatto in risposta all’articolo pubblicato dalla stampa il primo di ottobre, nel quale la coalizione dichiara di lasciare la porte aperte ad Europa Verde Carrara. Riteniamo sia importante fare chiarezza sugli argomenti riportati. Notiamo innanzitutto che le dichiarazioni di apertura sono sottoscritte dai segretari, e che la sindaca Arrighi, guida della coalizione, non compare tra i firmatari. La scelta di passare all’opposizione, come già comunicato, è stata dettata proprio dall’assenza di coinvolgimento ed informazione, da parte della sindaca stessa, in merito alle questioni politiche locali fino alla clamorosa “dimenticanza” della mancata convocazione alla riunione di maggioranza tenutasi il 18 ottobre. Riunione peraltro supportata da un corposo dossier che abbiamo ricevuto quattro ore prima della riunione stessa, ma che era già in possesso delle altre forze da diversi giorni. Poco prima della riunione, della cui esistenza ricordiamo abbiamo appreso dai giornali ed alla quale ci siamo praticamente autoinvitati, abbiamo avuto un breve colloquio con la sindaca, durante il quale abbiamo annunciato, per i succitati motivi, la nostra intenzione di passare all’opposizione, senza ricevere dalla prima cittadina obiezione alcuna. Di fronte a questo atteggiamento, riteniamo che la sindaca Arrighi trovi quantomeno scomoda, se non incoerente con il suo programma, la presenza di un partito ecologista nella coalizione; pur utilizzando, in ogni occasione, la frase “sviluppo sostenibile”, ha ritenuto di allontanare il partito che da sempre in Italia e in tutta Europa, si batte per il rispetto della natura e dello sviluppo equo e sostenibile”.
Discorso chiuso? Sembrerebbe proprio di no. Nonostante l’addio alla maggioranza, Europa Verde ammette che sono ancora molti i membri della giunta Arrighi che vedono di buon occhio le loro proposte: un’occasione dunque, più che una vera alleanza, per discutere su alcune norme in grado di rendere Carrara una città realmente “sostenibile”, senza usare, come detto nello stesso comunicato, questa parola a sproposito per meri interessi elettorali.
“Proseguendo nell’analisi – continua Blosi – notiamo anche che tra le forze politiche che vogliono mantenere l’apertura ad Europa Verde, troviamo il nome dell’ex sindaco Angelo Zubbani. Il partito Socialista di Carrara non ha fatto parte della coalizione dall’inizio della campagna elettorale, entrandovi poi al ballottaggio. La sua visione politica è decisamente lontana dalle posizioni di Europa Verde, ma saremmo felicissimi di un cambio di rotta per sposare le politiche ecologiste in cui siamo impegnati. Infine, prima di scegliere una linea di comportamento, ribadiamo la richiesta alla sindaca di pubblicare il bilancio del suo comitato elettorale, affinché in nome della trasparenza, sia chiaro quali sono le realtà del territorio che hanno sostenuto e soprattutto sponsorizzato la sua campagna elettorale e la compatibilità di queste con Europa Verde e la nostra visione politica. Europa Verde Carrara, come sempre, dichiara la propria apertura al dialogo e ringrazia le forze della coalizione. Attendiamo una risposta in merito dalla sindaca”.
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Le Linee programmatiche dell’esecutivo Arrighi, per quanto riguardo l’abbattimento di una buona parte del tessuto verde della città, sembrano procedere a gonfie vele, ma i mormorii, tra la popolazione, l’opposizione e persino nella maggioranza, si fanno sempre più forti.
Le voci di dissenso per il progetto messo in piedi della giunta carrarina trovano ogni giorno di più degli appoggi giuridici e istituzionali: un riassetto della flora urbana è doveroso, ma di certo non seguendo le ultime disposizioni del comune.
Sulla questione, è entrata, a gamba tesa, anche l’associazione ecologista “Gruppo d’intervento giuridico, presidio Apuane”, che si dichiara fermamente contraria al progetto di abbattimento, nonostante l’Arrighi abbia già rassicurato che verranno piantati nuovi alberi e siepi in tutte le zone che verranno colpite dai lavori di taglio.
Per il GrIG, il piano del sindaco carrarino sarà un danno sotto tutti i punti di vista, danneggiando la salute dei cittadini, che avranno un “alleato” in meno nella lotta all’inquinamento, del verde urbano, che potrebbe impiegare decenni prima di un ritorno allo stato attuale, e persino per il turismo, con i viaggiatori che potrebbero trovarsi spaesati di fronte ad una città, perlopiù marittima, con meno alberi rispetto alle loro città di provenienza.
Cosa fare dunque? L’apertura di un tavolo delle trattative è, per l’associazione, sacrosanta, anche per limare quelle questioni che renderebbero il progetto di abbattimento attuale persino contro la legge nazionale, in ragione della salvaguardia degli alberi negli ambienti urbani.
“Durante l’ultimo Consiglio Comunale – si legge nel comunicato – la sindaca si affida a tre parole: dialogo, coraggio, immaginazione, per qualificare il modo di operare della giunta impegnata a fornire alla città “un domani più sostenibile dal punto di vista ecologico e ambientale”. In effetti, occorre davvero coraggio e immaginazione per ritenere che un ambiente più ecologico si raggiunga con l’abbattimento di tutte le piante esistenti (nelle pinete, nei parchi urbani e nei parchi ludici), sostituendo parte di esse (neppure tutte, dunque) con alberi di nuovo impianto, magari anche con siepi e arbusti se ritenuti più adatti al contesto. Eppure, l’assessore Lorenzini, nel corso di un incontro organizzato dalla CGIL, confessava di aver imparato molte cose sugli alberi: ad esempio, che i benefici ecosistemici di una pianta adulta non sono minimamente confrontabili con quelli di una giovane pianta, a parità di specie. Per non parlare del confronto tra specie diverse. Coraggio e immaginazione, dunque, non difettano. Non vediamo, però, il dialogo, sebbene collocato al primo posto del trinomio. Nelle linee programmatiche la giunta insiste sulla “co-programmazione, co-progettazione, processi partecipativi sui singoli progetti”: un abbattimento generale dei pini e degli altri alberi già presenti sul territorio appare un progetto di grande portata, decisamente impattante sulla qualità della vita dei cittadini; in quanto tale, meriterebbe condivisione. Ancora una volta assistiamo alla messa in scena della triste ritualità sul dialogo. Inaccettabile, non solo da un punto di vista di ecologia scientifica, ma anche da un punto di vista normativo abbattere alberi (qui, addirittura, interi parchi e pinete!) in assenza di una valutazione preventiva sia delle condizioni delle singole piante (stabilità, stato di salute, caratteristiche generali) sia del rapporto benefici/disvalori (anche in termini di servizi ecosistemici), cioè in assenza di un bilancio dei benefici, quantitativi e qualitativi, esplicati dagli alberi attuali rispetto a quali e quanti benefici saranno prodotti dalle nuove piantumazioni. Un danno in termini di salute pubblica, ma anche un danno economico. Conosce davvero, la giunta, il potere degli alberi nel combattere l’inquinamento, nell’assorbire le polveri sottili, responsabili di migliaia di morti ogni anno, la cui utilità ecosistemica è tanto più rilevante nei centri urbani, dove maggiore è l’inquinamento? Con orgoglio (essendo ingegnere e dunque, esperto di numeri), ancora l’assessore Lorenzini faceva osservare, durante un incontro con il comitato Rinverdi-amo Marina, che anche nel settore del verde sono importanti i numeri. Ha ragione. E i numeri parlano chiaro. Ad esempio, un albero di pino del diametro di 70 cm e alto 16 metri in un anno accumula 2.236 kg di CO2 nel legno (fusto, radici e rami) e sequestra 101 kg di CO2 mediante la fotosintesi. Riesce a rimuovere annualmente O3 (492 gr), diossido di Azoto (176 gr), anidride solforosa (36 gr), polveri sottili (21 gr). Può inoltre intercettare, sempre annualmente, 0,9 m3 di acqua e produce 73,6 kg di ossigeno. È poca roba? Due pini producono metà del fabbisogno necessario ad una persona adulta, tanto più necessari là dove maggiore è la richiesta di aria “pulita”: vicino alle case. Ma anche concepire piste ciclabili in un contesto desertificato o, addirittura, una Caravella privata di tutti i pini, perfino di quelli sopravvissuti alla tempesta agostana e alla furia umana successiva, è un’idea davvero molto fantasiosa. Perché un “villeggiante” dovrebbe venire a villeggiare in una località dove troverebbe meno verde che nella propria città? Dunque, la mancanza di una valutazione preventiva, l’abbattimento “ingiustificato” non rispondono neppure alla legge. E la tutela del patrimonio arboreo è stata ribadita da una sentenza di grande interesse e rilevanza depositata proprio in questi giorni dal Consiglio di Stato (sentenza n. 9178 del 27. 10. 2022, Sez. V), “un’autorevole pronuncia giurisprudenziale in favore degli alberi e del buon senso”, come la sintetizza Deliper, Presidente del GrIG. La sentenza sancisce un concetto basilare per la salvaguardia degli alberi, sempre più spesso vittime di un perverso accanimento che li vede abbattuti sulla base di una sbrigativa sentenza di colpevolezza, sempre più spesso indicati come “pericolo” per l’incolumità pubblica in mancanza di una reale e documentata motivazione. Nel nostro caso, non ci si appella neppure a questa motivazione: si abbattono e basta così. Noi siamo ancora in attesa di leggere le relazioni dei “verificatori” incaricati dall’amministrazione comunale, sulla cui base si presume siano state tratte le conclusioni per gli innumerevoli abbattimenti che, dal 18 agosto in poi, si sono susseguiti e ancora si susseguono, in aree pubbliche e private. Se tali relazioni da qualche parte esistono, è anche possibile che vi si trovi qualche riferimento ad una eventuale, futura caduta di qualche pianta, ma, quasi certamente, nessun riferimento, e semmai pochi, alla tenuta dell’albero alla trazione o ad altri riscontri di carattere strumentale. Noi siamo ancora in attesa di trovare, sull’albo pretorio, l’ordinanza contingibile e urgente in concomitanza con l’evento calamitoso, strumento che si adotta per far fronte a situazioni di carattere eccezionale e impreviste, non gestibili con i mezzi ordinari. La mancata informazione da parte dell’amministrazione, anche pubblicamente e formalmente sollecitata, la mancata pubblicazione sull’albo Pretorio di un’ordinanza contingibile e urgente (e, per inciso, la sola sovrintendenza ha risposto, informando che non risulta alcuna ordinanza, e che, se promulgata, deve per legge essere pubblicata) rendono illegittimi i tagli, se non di tutti, certamente di molti alberi. Rinnoviamo la richiesta, a sindaco e assessore all'ambiente, di trasparenza e di dialogo, da loro offerti spontaneamente. Chiediamo un'analisi razionale e "laica" e una valutazione pro/contro (funzionale ed economica) tra lo stato ante-massacro e quanto l'amministrazione prevede. Vogliamo valutare, con i numeri alla mano, come si riuscirà a controbilanciare le polveri sottili sottratte dagli alberi abbattuti, in corso di abbattimento e che saranno abbattuti, con gli alberelli, cespugli e arbusti previsti dal Piano del Verde che la Giunta ha in mente. Confrontiamoci sui numeri; vediamo se ci si dovrà arrampicare sugli specchi e se si dovrà ricorrere all’immaginazione per colmare il vuoto della realtà”.
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Avverrà nel 2023, ma sembra ormai che la campagna elettorale per le future elezioni comunali a Massa sia già iniziata. Il centrodestra, al governo da quasi cinque anni sotto la presidenza Persiani, sembra più sfilacciato che mai, con molte correnti che vorrebbero addirittura un cambio di figure nei piani alti della giunta, sindaco compreso. Anche il centrosinistra non se la passa però bene, con una galassia di partiti che lotta per quisquiglie e vede la possibilità di andare unito sempre più remota.
L’idea di andare compatti contro Persiani sembrano avercela tutti, ma tra il dire e il fare…
Qualche timido passo in direzione di un piano comune con cui presentarsi alle prossime elezioni sta uscendo nelle ultime settimane, e a rilanciarlo oggi è stata la consigliera di Italia Viva Dina Dell’Ertole, certa che un accordo si possa trovare: un progetto condiviso che sappia superare le anime di liste e partiti.
“In qualità di Consigliera Comunale di Italia Viva – si legge nel comunicato – non posso che sentirmi personalmente coinvolta dalle parole espresse dal nuovo direttivo del Partito Democratico, nonché, pochi giorni or sono, dal mio collega Gabriele Carioli. Concordo, infatti, sulla necessità che le persone e i movimenti politici che in questi anni si sono opposte con forza all’attuale amministrazione debbano rivestire un ruolo di primo piano nel tentativo di aggregazione delle forze politiche di centrosinistra che si riconoscono in un progetto alternativo all’attuale governo della città di Massa, che si è distinto per mancanza di programmazione e vuota arroganza”.
La Dell’Ertole si dichiara disponibile, sin da subito, ad intavolare una discussione sui possibili punti principali del programma, col PD che sembra già intenzionato a seguirla.
Le differenze sono molte, la consigliera non lo nega, ma durante gli ultimi cinque anni l’opposizione massese si è trovata d’accordo nella maggior parte delle questioni spinose, mostrando un’unità d’intenti sorprendente se pensiamo al numero di partiti coinvolti.
“Per questo motivo – rilancia Dell’Ertole – rispondo con chiarezza all’appello formulato dalla nuova dirigenza del Partito Democratico, e invito i miei colleghi di opposizione, nessuno escluso, a fare altrettanto, dichiarandomi disponibile ad un confronto paritetico e democratico con tutte le forze riformiste e progressiste che possa suscitare una ritrovata partecipazione attiva di tutti coloro che, come me e molti altri, hanno la volontà di confrontarsi apportando il proprio contributo in termini di idee, programmi e possibili candidati a sindaco per arrivare ad indicare democraticamente un figura rappresentativa unitaria in esito alle primarie del centrosinistra, che ritengo continui ad essere il più utile strumento di partecipazione condivisa. Concludo affermando che l’esperienza consiliare degli ultimi anni ha trovato noi consiglieri di opposizione spesso concordi sui temi fondamentali per lo sviluppo della nostra città: necessità di lavoro, tutela e valorizzazione della zona industriale, sviluppo del turismo, e molto altro ancora. Non dobbiamo, quindi, consentire che le divisioni prevalgano sui buoni programmi e una visione condivisa della città”.
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I comunicati degli ultimi giorni, firmati dal Comitato Primo Soccorso e Urgenza di Carrara, sembrano aver fatto finalmente breccia. La narrazione del comitato, senza proclami e basata solo su fatti e statistiche, ha reso chiara a tutti l’attuale condizione di precarietà dei servizi sanitari al monoblocco di Carrara, che si ritrova ormai con un organico ridotto all’osso e con sempre più richieste di visite e interventi.
I cittadini sono preoccupati, ma sembra, perlomeno, che qualche politico inizi ad alzare la voce contro un’inerzia di fatto che sta portando l’ospedale al collasso.
Il consigliere di Italia Viva Cosimo Maria Ferri ha infatti appoggiato in toto le idee e le critiche del Comitato, esortando l’attuale giunta Arrighi ad una presa di posizione decisa per salvare un luogo che fornisce un servizio essenziale alla popolazione, dopo anni di gestione superficiale in cui si era persino parlato di demolizione.
“Ho letto con interesse – si legge nella nota redatta da Ferri – le recentissime uscite sui quotidiani de Comitato Primo Soccorso e Urgenza di Carrara, da sempre impegnato in difesa della Sanità, che con dati puntuali, sta presentando il quadro di alcuni servizi sanitari attivi al Monoblocco, quali Oncoematologia e Endocrinologia, chiedendone il potenziamento. Argomentazioni valide da rilanciare e che sono accompagnate dai numeri delle prestazioni complesse rivolte a pazienti con varie e delicate problematiche: dietro tutti questi numeri da una parte c’è l’impegno di medici, infermieri, oss seri e preparati, dall’altra una popolazione che si trova in una situazione difficile, anche in stato di sofferenza, e che ha diritto al meglio dell’assistenza sanitaria. Il Comitato ha ragione, e si rivolge alle Istituzioni affinché veramente potenzino i servizi presenti al centro polispecialistico “Sicari”, al monoblocco, che è stato oggetto in un passato recente di una politica superficiale che ne voleva l’abbattimento, per poi cambiare idea grazie ad un appello firmato da numerosi cittadini. Ci pare opportuno ricordarlo anche oggi, perché non è certo positivo il silenzio di molti di fronte alle difficoltà della sanità pubblica sul nostro territorio e a Carrara in particolare. Anche chi è stato eletto in regione Toscana, e rappresenta il nostro territorio, dovrebbe essere più attento ai problemi della sanità. Ora, in Consiglio comunale siamo tornati a discutere a livello politico della sanità pubblica, e abbiamo soffermato la nostra attenzione, tra l’altro, anche sul Monoblocco e non solo. Il 18 ottobre scorso la commissione sanità del comune ha fatto un sopralluogo. Un passo importante che deve avere un seguito”.
Ferri lo ribadisce: non è di certo il primo a parlare dei guai della sanità apuana, ma vorrebbe che, per una volta, dalla parole si passasse ai fatti, rendendo la questione dei tagli al personale, specialmente nei reparti oncoematologia e endocrinologia, prioritaria nei prossimi consigli comunali, e di creare un tavolo delle trattative, con regione Toscana e Asl, per provare a dare all’ospedale quegli specialisti che ormai servono come l’acqua.
“Non basta raccontare – sottolinea il consigliere renziano – occorre entrare nei dettagli come ha fatto il comitato: parlare di organici effettivamente presenti, servizi svolti e di quelli che sono stati ridotti, sospesi o eliminati, proprio per carenza di personale, arrivando a “spremere” quello in servizio. Gli esempi di oncoematologia e di endocrinologia sono un esempio lampante di questa politica al ribasso da parte dell’ASL e della regione nel nostro territorio. A ciò deve aggiungersi che radiologia è rimasta chiusa in un periodo ad agosto, nel silenzio della sindaca Arrighi e della sua vice Crudeli. Per quanto riguarda oncoematologia e endocrinologia si sono espressi la vicesindaca Crudeli, con deleghe alla sanità, e il dottor Guido Bianchini, presidente della commissione sanità: mi auguro che anche nei fatti sappiano prendere le distanze dalla regione e dall’azienda in cui lavorano o hanno lavorato. Vanno difesi i servizi e i cittadini a costo di andare contro queste istituzioni. Per ora da parte della giunta, e della maggioranza, ho visto tante parole e pochi fatti. Venendo a endocrinologia voglio ricordare che a giugno di questo anno rivolsi un appello ad ASL per evitare il declassamento del reparto dopo il pensionamento della dottoressa Manfredini. Purtroppo, avevo ragione, e ASL ha declassato di fatto endocrinologia, nel silenzio di tutti coloro che oggi parlano dei nostri servizi come eccellenze. Non basta dirlo, vanno difesi realmente! Quello che ci interessa, nel caso specifico di endocrinologia, è che giunga finalmente un medico con le competenze necessarie, quelle di un endocrinologo, proprio per poter continuare a gestire e potenziare (lo chiedono tutti!) un reparto che resti veramente un “fiore all’occhiello”. Per questi motivi continueremo a tenere alta l’attenzione sui servizi del monoblocco. Il sopralluogo effettuato il 18 ottobre ha un significato importante: adesso passiamo ai fatti e alle risposte concrete, vogliamo vedere i risultati”.
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La piccola Miseglia, frazione a monte di Carrara, costituita da case popolari, è flagellata da numerosi problemi. Dopo anni di appelli rimasti quasi sempre inascoltati, i cittadini sono tornati a segnalare le condizioni di abbandono della frazione a pochi chilometri dalla città, ostaggio di vegetazioni fuori controllo con alberi pericolanti, di una discarica,, di canali di scolo pieni di marmettola, buche sull’asfalto, polveri sottili alzate dai mezzi che si dirigono alla galleria della strada dei marmi e dimenticati persino dal ritiro dei rifiuti.
I residenti ormai quasi rassegnati, dopo essersi costituiti in un comitato, hanno chiesto più volte un intervento concreto all’amministrazione che solo recentemente sembra aver recepito i disagi degli abitanti, tanto da aver promesso telecamere e cartelli stradali per regolare la velocità dei camion del marmo nella zona della pesa e più lavaggi ai mezzi che trasportano scaglie e blocchi e un lavoro importante di pulizia di via dei Campi, sia per la vegetazione sia per le strade, e pare anche che sarà installata (forse) una telecamera di videosorveglianza per la discarica.
La Lega Salvini premier di Carrara, appresa la notizia dell’interessamento del sindaco Arrighi e dell’assessore di riferimento Carlo Orlandi, auspica che tali promesse vengano mantenute e afferma che “vigilerà su questo tema anche perché i paesi a monte sono immersi nel degrado: zero decoro urbano, zero bagni pubblici, scarso rispetto per l’ambiente a causa di contenitori dell’immondizia ricolmi di rifiuti, strade a buchi, dissestate e pericolose, senza servizi postali , senza ambulatori, senza banda larga né internet”.
“Inoltre - commenta Andrea Tosi consigliere comunale e segretario comunale Lega Salvini Premier – “non si hanno notizie da parte della Giunta Arrighi sulla ripianificazione degli acquedotti finalizzata ad evitare la totale assenza di acqua potabile per i residenti (come succede spesso a Bedizzano)”.
“A fronte di tutte queste gravissime condizioni – continua Tosi – “possiamo dire che, la riunione con i residenti di Miseglia bassa è stata fatta all’indomani della approvazione delle linee di mandato della Arrighi, documento sostanziale di ogni amministrazione perché fissa nero su bianco gli obiettivi e le azioni che saranno portate a termine nei 5 anni di amministrazione della città. Nelle 50 pagine purtroppo nemmeno una riga sulle promesse fatte ai residenti di Miseglia. Invece nelle poche parole scritte e dichiarate qua e la sui paesi a monte si legge che per loro qualificazione la Sindaca avrebbe in mente di avviare la vendita di prodotti locali enogastronomici incentivando con le pro loco la realizzazione di manifestazioni e a pag 25 sarebbe prevista l’ organizzazione perfino di festival itineranti e di una biblioteca itinerante, ma niente pulizia, niente manutenzione delle strade, niente miglioramenti della raccolta rifiuti , né telecamere di video sorveglianza e nemmeno i lavaggi dei camion”.
“La Lega Salvini Premier non molla – chiude il consigliere – “e farà verifiche continue sugli impegni presi e sulle promesse annunciate in tale riunione e più in generale fatte ai cittadini”.
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L’area compresa nell’anello stradale di via Massa- Avenza come altre zone del territorio della città di Carrara risulta in completo abbandono. Numerose sono state, anche per questa situazione di disagio, le richieste di interventi arrivati da cittadini e forze politiche che, allarmate, hanno denunciato la pericolosità dell’area. I pericoli sono legati non solo all’alta velocità dei mezzi, ma anche agli allagamenti, alla vegetazione incolta, ai rifiuti che fanno da cornice a topi e animali vari, nonché la presenza di un pesante e grave inquinamento atmosferico.
Anche Cosimo Ferri, ex magistrato, ex sottosegretario alla Giustizia, deputato di Italia Viva, candidato a sindaco e oggi consigliere comunale, si fa portavoce delle proteste dei cittadini, chiedendo all’attuale amministrazione di intervenire concretamente per salvaguardare la sicurezza e il decoro dell’area in oggetto e di un ulteriore zona, quella del Lavello, “che - afferma il consigliere - , merita vigilanza e interventi continui per evitare discariche a cielo aperto”.
Inoltre Ferri chiede chiarimenti sull’azienda multi servizi Nausicaa che ha i suoi vertici scaduti dal 30 ottobre 2022. “Per il futuro di Nausicaa- dichiara Cosimo Maria Ferri – “ chiediamo competenza, professionalità e velocità nelle scelte. Nomine non politiche”.
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Stamani gli assessori al Decoro urbano e alla Partecipate, Elena Guadagni e Carlo Orlandi, assieme a una delegazione di cittadini hanno effettuato un lungo sopralluogo nelle strade e nelle piazze del centro. Dai cestini mancanti alla pavimentazione di piazze e marciapiedi fino, ovviamente, alla pulizia e al decoro sono stati tanti gli aspetti che sono finiti sotto la lente di ingrandimento degli amministratori.
“Abbiamo voluto fare questa passeggiata per poter toccare con mano quali possano essere i principali problemi del centro e, assieme a chi il territorio lo vive tutti i giorni, provare a immaginare le soluzioni – spiega Orlandi -. La pulizia e il decoro per la nostra amministrazione sono due aspetti importantissimi e, non a caso, fin dal nostro insediamento abbiamo subito messo in campo azioni mirate in diverse zone della città. Sappiamo però che di strada da fare ce n'è ancora tanta e per questo qualsiasi contributo che ci possa indicare non solo delle zone dove intervenire, ma suggerire anche delle soluzioni, è bene accetto”.
“Siamo partiti da San Francesco e siamo poi scesi giù verso piazza d'Armi e il centro storico – aggiunge Guadagni – e abbiamo avuto modo di vedere tanti piccoli e grandi problemi sui quali dovremo intervenire. Penso, per esempio, all'aiuola tra via Verdi e via Dell'Amico che attende di essere risistemata, ma più in generale anche a tanti altri interventi che possono servire a rendere non solo la città più bella, ma anche più vivibile per i cittadini: da un cestino in più a uno specchio per compiere più agevolmente una manovra. La nostra intenzione con questa visita, la prima di una lunga serie in tutto il territorio, è d'altronde anche quella di ascoltare residenti e commercianti, prendere nota dei loro problemi e dei loro suggerimenti e poi metterci al lavoro per risolverli”.
Tra i promotori del sopralluogo anche il circolo del Pd di Carrara centro il cui segretario Lucio Morotti ha accompagnato gli assessori nei diversi angoli della città. “Siamo convinti che il centro storico abbia bisogno di numerosi interventi per migliorarne il decoro – spiega Morotti -. Si tratta di una strada difficile da percorrere che va a toccare anche problematiche di tipo sociale che necessitano il coinvolgimento di diversi settori e diversi enti per essere risolte. L'amministrazione in questi mesi ha già dimostrato di pensarla come noi mettendo in campo azioni concrete per migliorare la pulizia di strade e piazze, da parte nostra vogliamo ora aiutarla segnalandole quelle criticità su cui intervenire e, essendo anche noi tutte persone che vivono il territorio quotidianamente, suggerendole possibili soluzioni per rendere la nostra Carrara ancora più bella”.
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"Squadra che vince non si cambia, Persiani e la squadra che hanno lavorato (tanto e bene) per Massa non possono essere osteggiati dall'interno, aiutando così una sinistra inesistente e divisa. Servono serietà e coerenza per portare a termine un progetto iniziato assieme nel 2018. Per il centrodestra sarebbe un suicidio politico non sostenere un sindaco che ha cambiato il volto della città risanando i bilanci del Comune, il primo a vincere dopo tanti decenni di centro sinistra. Nessun massese capirebbe i motivi di una scelta tanto incoerente, tutta ispirata da logiche politiche e non certamente dall'interesse della città. Abbiamo amministrato insieme quasi cinque anni e lo abbiamo fatto bene. Meglio di chiunque altro nel passato. Dobbiamo dare continuità a questa esperienza, ai progetti e alla programmazione messa nero su bianco in questi anni. Se qualcuno prova a dividere il centrodestra fa un regalo alle sinistre, non certo il bene di Massa".
Lo dichiara il deputato della Lega Andrea Barabotti.
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