Politica
Consiglio regionale toscano: la terza sezione del Tar ribalta il risultato elettorale, fuori Guidi entra Bulleri
Una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, pubblicata oggi 18 giugno e con effetto immediato, riscrive la composizione del consiglio regionale toscano all'interno di Fratelli…

Due auto parcheggiate male e Carrara va nel caos: traffico bloccato fino al viale, odissea per una donna malata di diabete che si recava a Monterosso per le cure
Una vera e propria odissea è quella vissuta, nella mattinata di giovedì 18 giugno, da una ex caposala del Monoblocco, diabetica, per raggiungere la diabetogia al…

"Palazzo Rosso sarà un motore della rinascita di Carrara": il sindaco Serena Arrighi replica alle critiche del consigliere Mirabella
«Palazzo Rosso sarà uno dei motori della rinascita del centro storico. Come abbiamo già avuto modo di spiegare in passato, palazzo Rosso non tornerà semplicemente a…

Aumento biglietto Tpl, Stella e Ferri (FI): "Convocazione d'urgenza Giani, assessore Boni e vertici AT in 2° e 4° Commissione"
Firenze, 18 giugno - "Chiediamo la convocazione d'urgenza del governatore Giani, dell'assessore regionale ai Trasporti, Boni e dei vertici di Autolinee Toscane nelle prossime sedute…

Ordinanze della Corte di Cassazione sulle rette RSA. CNA Pensionati Massa Carrara: “Una tutela importante per le famiglie dei malati di Alzheimer. Ora servono informazioni chiar
CNA Pensionati Massa Carrara richiama l’attenzione delle famiglie e delle istituzioni locali sulle recenti ordinanze della Corte di Cassazione in materia di rette RSA per pazienti affetti da Alzheimer…

AFAM: Conferenze nazionali chiedono il ritiro dello schema di revisione del DPR 132/2003
Le Conferenze Nazionali dei Direttori e dei Presidenti delle Accademie di Belle Arti, dei Conservatori di Musica, degli ISIA e la Conferenza Nazionale delle Consulte degli Studenti AFAM…

Tpl, Stella e Ferri: "Raccolta firme e gazebo Forza Italia contro aumento biglietti bus. Mozioni in tutti i Consigli comunali
"Forza Italia Toscana ha deciso di avviare gazebo in tutta la regione per raccogliere le firme dei cittadini contro l'aumento di biglietti e abbonamenti del…

Caso Palazzo Rosso: il valzer delle varianti e i dubbi sul rispetto delle procedure ministeriali: la critica del consigliere Mirabella
L'annuncio unilaterale del sindaco Arrighi su Palazzo Rosso appare difficilmente conciliabile con le procedure che regolano i finanziamenti pubblici ed evidenzia una preoccupante approssimazione amministrativa.

Avanti – Più Europa Carrara: "Su Villa Ceci serve aprire una discussione pubblica seria"
Carrara - Avanti - Più Europa interviene nel dibattito sulla destinazione dell'area di Villa Ceci, chiedendo un confronto approfondito, trasparente e partecipato che coinvolga tutte le forze…

Il comitato No Variante Aurelia lancia l'allarme ai cittadini sulle conseguenze della realizzazione del progetto
Il Comitato No Variante Aurelia rivolge un avviso urgente ai residenti lungo il tracciato della Variante Aurelia perché, purtroppo, il Comune di Massa non ha…

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In merito alle accuse ed eventuali inadempienze attribuite al Parco delle Apuane, il Presidente dell'ente Alberto Putamorsi risponde così: "Accetto il dialogo e tutte le critiche, ma non le falsità. Queste sono disoneste, non solo nei miei confronti, ma anche nei confronti di tutta la collettività".
"A chi ci dice cosa avremmo dovuto fare rispondo così:
1) Si accusa il Parco di aver rilasciato negli anni pca illegittime e che questo sia addirittura sostenuto dall'Avvocatura! Disonestà intellettuale o delirio? Lo chiedo perché nessuna, dico nessuna delle pronunce di compatibilità rilasciate dal Parco negli anni (si parla dell'ordine di una media di 20/25 pca rilasciate all'anno), è stata dichiarata illegittima. Anzi, una è stata annullata dal Tar per eccesso di protezione ambientale a scapito della ditta che l'aveva richiesta e non ottenuta dal Parco!
2) Sulla cava Biagi il Parco non ha taciuto, semplicemente non era tenuto a doversi pronunciare. Era il Comune di Massa a doverlo fare!
3) Quanto alla modifica dei confini. Per l'ennesima volta ribadiamo che ci si è limitati ad un intervento di correzione di meri errori materiali nell'ordine di pochi metri quadrati, cui è competente il Parco, come è riconosciuto dalla Regione Toscana.
4) Il Pit non prevede la chiusura delle cave della Tambura, ma vieta soltanto di modificare le parti esterne visibili dal mare, per cui le cave possono continuare in galleria.
5) La galleria dal versante di Minucciano procede in direzione opposta al rifugio Aronte, per cui non è possibile scavare sotto il rifugio!
Infine, invito chi rivolge accuse così gravi con tanta leggerezza di essere più accorto nel parlare, qualità che spesso chi è abituato a salire in cattedra tende a dimenticare"
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In seguito alle affermazioni apparse recentemente sulla stampa in tema cave, le associazioni ambientaliste CAI, GrIG (Gruppo di Intervento Giuridico), Italia Nostra, La Pietra Vivente cercano risposte e puntano il dito.
Pucci viene accusato di aver negato il consiglio comunale della materia cave e di aver emanato una determina mal indirizzata, in cui venivano specificati i motivi per cui le cave andavano chiuse. Un comportamento discutibile per le associazioni ambientaliste: "La settimana successiva ha autorizzato il Padulello, pur avendolo trovato a scavare senza autorizzazione".
Si punta il dito anche verso Volpi, secondo le associazioni, colpevole di danno ambientale per aver fatto riattivare cava Rocchetta Calacatta, e al presidente del parco delle Apuane, Putamorsi. Secondo gli ambientalisti, infatti, era stato deciso di aspettare il PIT per chiudere le cave, ma nonostante questo non è stata intrapresa nessuna azione.
Anche il sindaco di Minucciano viene chiamato in causa: "Ha violato ancora una volta il piano estrattivo in presenza di PABE; non ha rispettato più e più volte le prescrizioni per la tutela della buca carsica (violando gli artt. 28 e 29 del Codice dell'Ambiente); ha avuto una "deroga politica" in violazione del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (ma è possibile?)".
A Persiani, inoltre, viene chiesta la pubblicazione sul sito del comune tutto il materiale inerente ai PABE (I piani attuativi dei bacini estrattivi).
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“La Fondazione Cassa di Risparmio è un ente di fondamentale importanza per la crescita e lo sviluppo del nostro territorio. Per questo non si riescono a comprendere le ragioni delle polemiche comparse in questi giorni sui quotidiani” esordisce il sindaco Persiani nel suo commento alle polemiche sorte recentemente circa l’insufficienza di quote di genere tra le nomine dei membri del Consiglio di amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio.
Per quanto venga evidenziato che “è il Comitato di indirizzo che, istituzionalmente, ha il compito di affrontare la questione sotto ogni profilo, compresi gli aspetti giuridici, al fine di garantire sia la doverosa rappresentanza di tutti i generi negli organi, sia la concreta operatività dell’Ente nei mesi a venire”, Persiani aggiunge che “mai all’interno del Comitato di indirizzo è stata sollevata la questione del mancato rispetto della quota di genere all’interno del C.d.a.” e che “non è mai stata presentata formalmente una candidatura diversa da quella del dott. Isoppi”.
Le polemiche proverrebbero da persone che hanno ricoperto ruoli di rilievo nella Fondazione CrC e “a quegli stessi soggetti, espressione delle forze politiche che hanno amministrato il territorio per anni e che hanno sempre avuto poco rispetto dell’autonomia della Fondazione, - ammonisce Persiani - occorrerebbe, semmai, chiedere conto delle avventate decisioni che hanno provocato il depauperamento del patrimonio dell’Ente negli anni passati.”
“Lasciamo dunque lavorare serenamente gli organi della Fondazione, - conclude - che è e resta un ente autonomo sia dalle Amministrazioni pubbliche sia dalle forze politiche, ed evitiamo di creare l’ennesimo terreno di scontro o di rivendicazioni inutili. Invito piuttosto chi ha responsabilità istituzionali a favorire per quanto possibile una soluzione condivisa, e ciò non può che valere anche per chi riveste importanti ruoli all’interno della stessa Fondazione, che farebbe bene ad evitare dichiarazioni estemporanee in una fase così delicata.
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Questa mattina, alle 11 si è svolta la conferenza stampa, in sala Giunta del comune di Massa, per dare comunicazioni sul tema cave-agri marmiferi.
In seguito al pubblico dibattito, sopraggiunto dopo la proposta in sede di consiglio comunale, per l'approvazione del regolamento degli agri marmiferi, e alla protesta avvenuta nei giorni scorsi, che ha visto vastissima partecipazione da parte dei cittadini, il primo cittadino ha deciso di fare chiarezza sull'argomento. Il regolamento è un'assoluta novità per il comune, non c'era mai stato. Ciò che preme far comprendere ai cittadini è che questo regolamento è volto a tutelare l'aspetto ambientale e a rispettarlo, non il contrario.
"Il regolamento degli agri marmiferi è importante. In questo modo diamo delle regole." Ribadisce il sindaco: "Le regole discendono dalle leggi regionali al quale ci dobbiamo attenere"
Si cercherà quindi di rispettare l'ambiente, la sicurezza, salvare posti di lavoro e la filiera, inoltre verranno rispettate le sorgenti naturalmente presenti sulle Apuane.
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Hanno voluto ribadire la loro operatività all’interno dell’amministrazione di centro destra del sindaco Persiani, e, soprattutto il loro sostegno a produrre una regolamentazione che favorisca lo sviluppo del settore lapideo con un occhio di riguardo alla qualità della coltivazione delle cave e all’aumento occupazionale. Il gruppo consiliare di Forza Italia, composto da Giovanbattista Ronchieri e Stefano Benedetti ha quindi sollecitato una rapida approvazione del regolamento degli agri marmiferi proposto dalla maggioranza con l’auspicio che possa finalmente mettere in ordine un comparto fino ad oggi vissuto nella totale anarchia, a causa di una scellerata posizione politico-amministrativa delle amministrazioni di Centro Sinistra che non hanno mai voluto regolamentare il settore.
Il gruppo consiliare di FI ha ribadito i cinque cardini della loro visione sul lapideo: coltivazione delle cave controllata e nel rispetto dell’ambiente; classificazione e tracciabilità del marmo estratto; introiti adeguati della tassa marmi; ricognizione costante della montagna per l’eventuale apertura di nuove cave; provvedimenti amministrativi ed iniziative varie tese a favorire la lavorazione in loco. “Sull’ultimo punto poniamo particolare attenzione hanno detto Benedetti e Ronchieri - poiché un aumento della lavorazione in loco, incentiverebbe sicuramente l’occupazione diretta e quella dell’indotto. Concludiamo, sottolineando che l’attuale amministrazione ha già previsto all’interno dei Pabe ( Piani Attuativi dei Bacini Estrattivi, che hanno la finalità di organizzare le regole del settore estrattivo in relazione alla tutela del paesaggio ), quasi tutte le proposte avanzate dalle varie associazioni ambientaliste, definendo, inoltre, la quantità di marmo che sarà estratta nei prossimi dieci anni, i siti previsti per l’estrazione del marmo e il metodo di estrazione.Ciò significa regolamentare un settore fino ad oggi abbandonato, avviando, quindi, un percorso che ci porti a perfezionare e migliorare le regole, sia per garantire una qualità superiore dell’escavazione, sia per un maggior rispetto dell’ambiente.”.
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Era stata approvata dalla giunta Volpi, all’interno del Regolamento urbanistico approvato in extremis al finire della legislatura,ma è stata stralciata dall’amministrazione Persiani sulla base delle controdeduzioni alle osservazioni e della Conferenza Paesaggistica regionale. In sostanza l’edificabilità dell’ambito territoriale di Ronchi e Poveromo è durato circa un anno e non ha potuto essere in alcun modo apprezzato da residenti e proprietari dei terreni della zona. Lo stralcio dell’edificabilità di Ronchi e Poveromo rappresenta un problema abbastanza importante con ricadute economiche per tutta la città, secondo l’analisi fatta dal Pd di Massa. “L’amministrazione Volpi aveva portato a termine il Regolamento Urbanistico, che comprendeva anche la zona di Ronchi-Poveromo, per la quale si prevedeva una quota di edificabilità compatibile con la presenza delle aree boscate da tutelare. L’amministrazione Persiani ha bloccato il provvedimento e rinviato per l’ennesima volta la pianificazione della zona che in 50 anni ha visto passare continui piani regolatori, varianti e piani attuativi non conclusi e inconcludenti alimentando nei proprietari la legittima aspettativa di poter realizzare le abitazioni.” Il Pd ha ricordato che la zona di Ronchi-Poveromo, secondo i piani regolatori che si sono succeduti, è edificabile fin dal dopoguerra, e come tale è stata trattata ai fini fiscali, tant’è che su quei terreni sono state pagate le imposte come edificabili.
“Anche il Piano Strutturale vigente, che orienta lo sviluppo del territorio, conferma l’edificabilità di Ronchi-Poveromo, disponendo che l’edificazione possa avvenire mediante il solo Regolamento Urbanistico, senza la necessità di un successivo Piano Particolareggiato. – hanno spiegato dal Pd - Il Regolamento Urbanistico portato al termine dalla precedente amministrazione Volpi aveva attuato questa previsione, iniziando con una quota di edificazione contenuta rispetto alle previsioni del Piano Strutturale, e rispettosa dei problemi ambientali e paesaggistici della zona che era comunque un inizio. Ma lo stralcio operato dall’attuale amministrazione Persiani ha riportato tutto in alto mare: bisognerà aspettare il nuovo Piano Strutturale, non ancora avviato, e poi il successivo Piano Operativo: quindi ancora molti anni.”. Secondo il Pd saranno penalizzati non solo i proprietari dei terreni ma anche i proprietari degli edifici già esistenti che potranno solo fare interventi conservativi, e sarà penalizzato tutto il territorio perché non si potranno costruire servizi parcheggi e strutture di pubblica utilità. Inevitabile la preoccupazione per la ricaduta economica negativa che questo comporterà per il settore dell’edilizia e per l’immagine della città, per questo il Pd ha chiesto il ripristino del piano urbanistico precedente allo stralcio.
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Il comune di Massa torna ad assumere e lo farà anche tramite concorsi pubblici. La Giunta nei giorni scorsi ha approvato il Piano triennale del fabbisogno 2020-2022 in cui indica la consistenza della dotazione organica e la sua eventuale rimodulazione. E se lo scorso anno l’amministrazione del sindaco Francesco Persiani aveva attivato la “mobilità volontaria”, ovvero il trasferimento di un dipendente da un'amministrazione ad un’altra, per il futuro sono in programma diversi concorsi pubblici.
“Nel 2019 abbiamo dovuto far fronte a molti pensionamenti, dovuti anche a “Quota 100”, sia per quanto riguarda il personale amministrativo sia a livello dirigenziale ed anche quest’anno diversi dipendenti cesseranno l’attività lavorativa. Tramite le procedure di mobilità sono arrivati in comune e alla Polizia Municipale molti volti nuovi ed in questo 2020 proseguiremo con assunzioni e con la riorganizzazione dell’ente”: il sindaco Francesco Persiani anticipa il piano triennale del fabbisogno approvato dalla Giunta proprio per perseguire obiettivi di performance organizzativa, efficienza, economicità e qualità dei servizi ai cittadini.
Nel dettaglio, nel 2020 è previsto l’arrivo di 24 unità a fronte di 26 pensionamenti dello scorso anno a cui si aggiungerebbero altre 18 assunzioni derivanti dal Piano del fabbisogno del 2019; 23 nuovi arrivi sono in programma nel 2021 ed altri 9 nel 2022. “Se per molte figure professionali è stabilita sia l’opzione mobilità sia concorso pubblico, per altre ci sarà solamente il concorso” spiega l’assessore al Personale Nadia Marnica. “Le prime assunzioni le faremo in primavera quindi prevediamo di aprire le fasi preselettive già in queste settimane. Ci sono poi le dieci assunzioni stagionali degli agenti di Polizia Municipale a cui ricorreremo tramite la graduatoria a tempo determinato”. Saranno quindi attivati concorsi pubblici, ad esempio, per dirigenti, un farmacista, assistente sociale, collaboratori amministrativi; per l’assunzione di due operai invece, tramite il Centro per l’impiego, è stata avviata la selezione.
L’amministrazione comunale con il Piano triennale del fabbisogno conta di passare dai 384 dipendenti del 2019 a 429 nel 2022 andando a rafforzare principalmente il Corpo di Polizia Municipale, ma anche quei settori che hanno mostrato criticità. E come previsto dalle normative vigenti, l’operazione garantisce la riduzione complessiva della spesa di personale.
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«Dalle notizie apparse sulla stampa appare evidente come le obiezioni che erano state sollevate dall’amministrazione carrarese durante la riunione per la nomina del presidente e del vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, oggetto successivamente di un nostro esposto all’organismo di vigilanza del Ministero Economia e Finanza fossero fondate»: si apre così il commento del sindaco Francesco De Pasquale alle informazioni divulgate oggi dal quotidiano “Il Tirreno” in merito all’intervento del Mef sulla vicenda delle nomine del consiglio di amministrazione della Fondazione. Pur precisando che Palazzo Civico non è in possesso della comunicazione ufficiale, il primo cittadino afferma che «in base all’articolo pubblicato oggi, pare evidente che il processo di nomina sia stato viziato da un grosso errore». «Tutto questo non ci stupisce affatto perché, come abbiamo avuto modo di dire a suo tempo, purtroppo l’iter ha visto prevalere vecchie logiche partitocratiche, a discapito della richiesta di rinnovamento espressa chiaramente dai cittadini anche attraverso le urne. Le nomine, al contrario, sono state fatte trascurando qualsiasi criterio di competenza e hanno seguito solo ed esclusivamente la logica della spartizione delle poltrone. In questo senso ribadiamo di essere rimasti stupiti e delusi dal comportamento del presidente Enrico Isoppi e del collegio sindacale, che durante la riunione per le nomine non hanno tenuto conto delle obiezioni da noi immediatamente sollevate. La lettera Mef conferma che avevamo ragione e che le nostre indicazioni erano corrette» prosegue il sindaco.
Il primo cittadino ammonisce poi il vicepresidente Sergio Chiericoni: «Secondo quanto riporta la stampa, sarebbe intenzionato a ricorrere alle vie legali. Mi sembra la scelta peggiore perché oltre a non risolvere il problema, comporterebbe l’ennesimo spreco di risorse. L’obiettivo della Fondazione non è salvare le poltrone della vecchia politica ma erogare risorse sul territorio. Per questo speriamo che non venga sperperato denaro in consulenze legali e che non si continui a dilapidare in modo sconsiderato il patrimonio della fondazione. Ricordo solo che dal 2011 al 2017 questo è passato da 150 a 75 milioni di euro e le erogazioni dell’ente sul territorio sono scese da 2,5 milioni di euro a poco più di 400mila euro. Per risolvere il pasticcio delle nomine, è sufficiente ristabilire le “quote rosa” nel consiglio di amministrazione. Capisco che questo possa risultare indigesto perché qualcuno, magari proprio il vicepresidente, potrebbe perdere la poltrona tanto ardentemente desiderata. A questo punto però, dopo l’intervento del Mef, - conclude De Pasquale - auspico che i vertici della Fondazione prendano atto degli errori commessi e chiedano scusa alla città per quanto accaduto negli ultimi anni».
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“Apprendiamo con sgomento ma con nessuno stupore dell’ennesimo “incidente” capitato ad una scuola del nostro territorio.” Esordisce così Loredana Soffio, referente scuola per il movimento politico Vox Italia sezione di Massa-Carrara.
“Il presidente della Provincia Lorenzetti – continua la referente - in effetti si è affrettato ad esprimere la propria preoccupazione, ponendo l’accento sul fatto che sebbene le scuole cadano a pezzi la provincia è costretta sempre ad effettuare “interventi tampone” poiché mancano i fondi per interventi strutturali.”
“Incrociando i dati di due ricerche, il XVII rapporto di Cittadinanzattiva (settembre 2019) e il rapporto sull’edilizia scolastica della Fondazione Agnelli (Novembre 2019), emerge la fotografia di una realtà che sembra il risultato di un campo di battaglia.
Tra il settembre 2018 e il luglio 2019 si è verificato un crollo ogni tre giorni di scuola.”
“Guardando alle scuole nel loro complesso si scopre che la stragrande maggioranza è stata costruita tra il 1958 e il 1983 e due su tre prima del 1976. L’8,6% degli edifici presenta problemi strutturali e solo una minima parte ha effettuato lavori per aumentarne la sostenibilità ambientale. Praticamente nessuno degli edifici frequentati dai nostri figli è costituito da ambienti che possano favorire innovazioni didattiche significative. Per rinnovare i 40 mila edifici scolastici presenti sul territorio servirebbero 200 miliardi di euro, pari all’11% del PIL.”
Il movimento si chiede come sia possibile che “malgrado la buona volontà di singoli amministratori locali e gli studi di settore la situazione rimanga immutata”
“Vox trova la spiegazione logica nelle politiche neoliberiste –incalza - che ininterrottamente governi di destra e di sedicente sinistra hanno effettuato per decenni, sottraendo risorse alla comunità civile e chiedendo al popolo di far continui sacrifici nell’ottica di una politica di Austerity indirizzata solo a preservare il privilegio di pochi a scapito della sofferenza dei più.”
“In ragione di tutto ciò- conclude Loredana Soffio- Vox si muove nell’ottica politica di una riconquista della sovranità nazionale che possa restituirci la possibilità di effettuare massicci interventi statali nei settori strategici fondamentali della comunità civile.”
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Avrebbe dovuto essere completamente ristrutturato per restituire a Marina un impianto sportivo nuovo di zecca: così aveva assicurato l’allora assessore allo sport Alessandro Trivelli prima di mollare l’assessorato congiunto con lo spinoso settore marmo. Quasi nello stesso tempo in cui Trivelli garantiva la ristrutturazione del Campo dei Pini, storica sede della Portuale, amatissima squadra marinella, l’assessore ai lavori pubblici Andrea Raggi dava per certa, pubblicamente,l’acquisizione di 30 milioni dal progetto regionale per le scuole con i quali avrebbe costruito un modernissimo polo scolastico in cui ospitare tutte le scuole di villa Ceci, proprio negli spazi dove si trova il Campo dei pini - e forse già da lì si poteva immaginare la sua personale antipatia per la pianta più tipica della macchia mediterranea. Alla fine ovviamente, non se n’è fatto nulla in alcun senso: Trivelli si è dimesso, Raggi ha scoperto che invece di 30 milioni la Regione non dava un bel niente al progetto, costosissimo, presentato dal suo assessorato. La conclusione più drammatica è rimasta quella dell’impianto sportivo che versa oggi nel più pesante degrado. A ripercorre le tappe della annunciata e subito abortita rinascita del Campo dei Pini è stata la Lega di Carrara che ha deciso di sostenere la petizione popolare a favore del recupero dello storico impianto. “Il piano di Raggi per il nuovo polo scolastico se l’è giocato da solo lo stesso assessore che pensava di sfruttare il bando di edilizia scolastica attraverso i riscontri di falsa pericolosità dello stato degli edifici scolastici e in particolare dalle verifiche di vulnerabilità sismica che aveva spaventato i cittadini di Carrara dai monti al mare. La colpa dello stato in cui si trova lo Stadio dei Pini è del Movimento 5 Stelle per le promesse fatte e non mantenute in tutti i sensi e sempre.”. Nicola Pieruccini, coordinatore comunale della Lega ha fatto notare: “La giunta De Pasquale nel 2018 aveva preso in giro i residenti di Marina nel deliberare l’atto di indirizzo per la conduzione e gestione del Campo dei Pini a Marina di Carrara, andato miseramente deserto. Per queste motivazioni La Lega se la prende aspramente con l' assessore Andrea Raggi in quanto non ha mai avuto il coraggio di informare i residenti tra la rispondenza dei risultati dei finanziamenti persi e il fallimento degli indirizzi impartiti sulla ricostruzione del Polo scolastico di Villa Ceci e contemporaneamente perché si è defilato anche sulla possibile realizzazione dello Stadio.”.
La Lega ha posto anche l’accento su una dichiarazione dell’amministrazione grillina del 2018 in base alla quale viene definita come appartenente al comune di Carrara l' area di via Firenze, dove oggi c è un campo pieno di rovi, che quindi, potenzialmente, potrebbe essere destinata a qualsiasi scopo. La Lega ha quindi chiesto alla giunta di rispettare le oltre duemila firma raccolte dai residenti di Marina a favore del recupero del Campo dei Pini e di revocare la delibera di atto di indirizzo o di trovare il finanziamento per far eseguire i lavori di adeguamento della struttura rimediando ad un danno enorme che è stato fatto ad un territorio che ha vissuto una lunga storia sportiva di eccellenza.
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