Politica
Gravi carenze nella gestione della sicurezza idraulica: Benedetti e Rivieri di Futuro Nazionale fanno un esposto contro l’amministrazione di Massa per le responsabilità nei danni del maltempo
Mauro Rivieri in qualità di Coordinatore Provinciale e Stefano Benedetti di responsabile Enti Locali del Movimento Futuro Nazionale hanno fatto un esposto contro l’amministrazione di Massa ritenendola responsabile…

Commissione urgente per gli allagamenti causati dal maltempo: la richiesta del consigliere Tarantino
Massa, allagamenti in città: il consigliere Tarantino chiede una commissione urgente sulle criticità nelle frazioni. Tornano gli allagamenti e con essi le polemiche. Dopo le ultime piogge, diverse…

Pontile di Massa, fondi pubblici o assicurazione? Il dibattito divide la città secondo il consigliere Pd Daniele Tarantino
Torna al centro del dibattito cittadino il tema del pontile e delle risorse destinate ai suoi interventi. Dopo lo stanziamento di fondi pubblici per lavori e manutenzione, si…

Degrado Lavello, Barabotti e Tosi (Lega): «Inerzia di Carrara mette a rischio sicurezza e ambiente. Comune responsabile»
«Le immagini che arrivano dalla zona del Lavello confermano una situazione ormai fuori controllo. Non è solo una questione di decoro: qui siamo di fronte a…

Carrara, Campione (FdI): “Più entrate ma tasse alte e una città che soffre, la sindaca Arrighi spieghi dove vanno a finire i soldi”
«Carrara incassa come una grande città ma continua a far pagare ai cittadini tasse ben sopra la media, senza garantire servizi adeguati. È un paradosso che…

Nasce il nuovo direttivo provinciale di Fipe Baristi Massa Carrara: Thomas Bini è il presidente
Prosegue il grande impegno sindacale sul territorio di Massa Carrara da parte di Confcommercio, che nella giornata di giovedì scorso ha formalizzato la nascita del nuovo…

Il Polo P&S: il Presidente Incoronato deve rispettare le leggi della Repubblica
Il Polo Progressista e di Sinistra ha richiesto per la terza volta, in poco più di un anno, l’intervento del Prefetto di Massa Carrara per attivare…

"Insicurezza non più tollerabile": il commento di Rossella Lera di Patto per il Nord Toscana sulla rissa avvenuta in centro a Carrara
Sull'episodio di violenza avvenuto il 30 aprile in via Roma interviene Rossella Lera, Responsabile Consulta Giustizia Patto per il Nord-Toscana: "L'episodio di violenza del 30…

Gruppo consigliare lista Serena Arrighi sindaca: “La nostra opposizione sembra aver ormai scelto la via della mistificazione e dello stravolgimento della realtà su qualsiasi tema come filo conduttore per la campagna elettorale per il 2027”
"La nostra opposizione sembra aver ormai scelto la via della mistificazione e dello stravolgimento della realtà su qualsiasi tema come filo conduttore per la campagna elettorale…

Simone Caffaz, consigliere comunale di opposizione Carrara: "Il premio patacca: capitale regionale ma 0 euro dalla Regione"
"L'ansia di dimostrare di aver fatto qualcosa anche nel settore culturale e artistico ha indotto l'amministrazione carrarese a superare ampiamente il senso del ridicolo nella vicenda…

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Il deputato e capogruppo della commissione Sport Alessandro Amorese assieme a Francesco Michelotti deputato e vice coordinatore regionale toscano di Fratelli d'Italia annunciano un importante finanziamento legato allo sport a otto comuni toscani tra cui Massa. I due parlamentari mettono al corrente: "Sono 2,2 i milioni in totale finanziati di cui sono beneficiari otto comuni della Toscana che hanno partecipato all'avviso pubblico previsto nel progetto 'Sport Illumina', iniziativa promossa dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, tramite il Dipartimento per lo Sport e ideata da Sport e Salute S.p.A. Nello specifico, i contributi sono destinati alla realizzazione di playground, strutture che caratterizzeranno aree pubbliche di libero accesso, nell'ottica di favorire l'aggregazione attraverso lo svolgimento di attività sportive e ricreative, e che assicureranno, al contempo, una riqualificazione urbana di quelle specifiche zone. In particolare, per quanto riguarda la Toscana, il Comune di Firenze beneficia di 800mila euro e agli altri sette, Siena, Massa, Empoli, Pistoia, Arezzo, Lucca, Pisa sono destinati 200mila euro ciascuno. È alta l'attenzione del governo Meloni non solo alla promozione dell'attività sportiva, ma anche e soprattutto alla cura ed alla valorizzazione di spazi pubblici ed urbani, affinché tornino ad essere luoghi vissuti e condivisi dalle comunità".
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Martedì 15 luglio, alle 11,30 ci sarà la sottoscrizione del Protocollo di intesa per il Servizio integrato inclusione lavoro tra Società della Salute della Lunigiana e l’ARTI, Agenzia Regionale Toscana per l’Impiego Pisa e Massa Carrara. La Lunigiana così formalizza una collaborazione tra servizi sociali, sociosanitari e del lavoro, che già si stava sperimentando da tempo. Il modello di presa in carico integrata tra servizi sociali, sociosanitari e lavoro, infatti, è stato sviluppato negli anni grazie alla collaborazione tra Società della Salute e Centro per l’Impiego che, insieme, hanno lavorato per favorire i processi di attivazione sociale e lavorativa delle persone più fragili. L’approccio multidisciplinare offre il vantaggio concreto di approfondire la conoscenza delle singole situazioni e di progettare percorsi personalizzati, calibrati sulle caratteristiche delle persone, le loro potenzialità e i loro bisogni. La persona è al centro del progetto: la richiesta di aiuto ai servizi trova risposte nel coinvolgimento attivo della rete territoriale, delle comunità locali, degli enti del terzo settore. I principali obiettivi sono incrementare l’autonomia e favorire l’occupabilità. Appuntamento alle 11,30 all’Auditorio San Caprasio di Aulla con i saluti istituzionali di Roberto Valettini, presidente Sds sindaco di Aulla; Matteo Mastrini, componente della giunta esecutiva e sindaco di Tresana. Sono previsti gli interventi di: Alessandra Nardini, assessora all’Istruzione, formazione professionale, università e ricerca, lavoro, relazioni internazionali e politiche di genere; Stefania Dini, dirigente Settore servizi per il lavoro di Pisa e Massa Carrara Arti; Marco Formato, direttore Sds; Serena Spinelli, assessora alla Politiche sociali, edilizia residenziale pubblica, cooperazione internazionale.
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Una descrizione idilliaca e virtuosa della gestione dell’aeroporto del Cinquale sotto le amministrazioni dem, quella fatta sulla stampa locale dalla segretaria Claudia Giuliani, che tuttavia si scontra – dati alla mano, con una realtà che dice tutt’altro. A smentire la Giuliani e a mettere a tacere i dubbi che la segretaria dem ha cercato di sollevare al riguardo è il dottor Pierlio Baratta, esperto di finanza e ex assessore al bilancio della prima giunta Persiani, quella che, per l’appunto, emanò il bando per la gestione dell’aeroporto del Cinquale. “Le dichiarazioni della segretaria del Pd di Massa relative all’aeroporto del Cinquale, in qualche modo mi chiamano in causa, dal momento che ero assessore al bilancio nel comune di Massa quando venne emesso il bando per l’ampliamento dell’aeroporto, per cui ritengo doveroso riepilogare la sequenza dei fatti con la massima precisione e correttezza. Quando si insediò la prima amministrazione Persiani, trovò un buco da 300 mila euro, relativo alla gestione dell’Aeroporto del Cinquale a carico di Aeroclub Marina di Massa, associazione storica con un illustre passato, che ha gestito l’aeroporto del Cinquale per oltre sessant’anni, ma che, in quel momento risultava insolvente da dieci anni. A far diventare Aeroclub soggetto debitore nei confronti del comune di Massa, era stata la scarsa capacità amministrativa di alcuni soci e la generale tendenza a considerare la struttura pubblica dell’aeroporto del Cinquale come un luogo di semplice divertimento per un ristretto gruppo di appassionati di volo. Il problema, in tutta la sua entità, era già stato preso in considerazione durante l’amministrazione precedente, tanto che lo stesso sindaco Alessandro Volpi, aveva fatto due decreti ingiuntivi e autorizzato dei pignoramenti per porre rimedio al notevole danno erariale. Tuttavia, nessuno dei provvedimenti firmati da Volpi aveva avuto un seguito effettivo. Quando mi sono insediato, con la giunta Persiani, come assessore al bilancio con delega al patrimonio, e ci siamo resi conto della gravità del danno erariale connesso all’aeroporto del Cinquale, abbiamo deciso di intervenire per riportare la situazione alla regolarità ed abbiamo proposto ad Aeroclub un accordo per un piano di rientro, nel quale era prevista anche l’emanazione di un bando di gara per potenziare la funzionalità dell’aeroporto e renderlo più efficiente. Quel bando è stato studiato e redatto da me insieme all’allora assessore ai lavori pubblici Marco Guidi e all’allora dirigente Fernando Della Pina, persona di grande competenza, che oggi riveste un incarico regionale. Il bando è quello che è stato correttamente vinto dalla società svizzera TrueStar Real Estate, un player internazionale che sta avviando un importante progetto di “Versilia diffusa” che punta a migliorare tutta l’aerea attigua all’aeroporto, portando grandi investimenti in loco e una ricaduta economica positiva per tutto il territorio. Quindi una logica non più basata sullo sfruttamento di un luogo pubblico per mero clientelismo – storia, fra l’altro, non priva di vicende dalle tinte fosche – ma un progetto che porti un affettivo miglioramento al tessuto economico e sociale della zona”.
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Un passo decisivo e immediato per affrontare l’emergenza abitativa e ridare dignità a chi attende da tempo una casa. La Giunta comunale ha approvato una delibera strategica e coraggiosa. Grazie a uno stanziamento straordinario di 270.000 euro di risorse comunali, verranno riqualificati e resi rapidamente abitabili fino a 15 alloggi popolari, attualmente inutilizzati, che saranno restituiti in tempi brevi alla disponibilità del Comune per essere assegnati a famiglie in difficoltà. L’intervento, frutto di una convenzione operativa con ERP Massa Carrara S.p.A., punta ad abbattere il numero di alloggi sfitti e ad aumentare il numero di assegnazioni già rese più rapide e trasparenti dall’Amministrazione Persiani, per sbloccare la disponibilità abitativa e offrire risposte reali, tempestive e concrete a chi è in attesa.“Oggi non facciamo un annuncio, ma prendiamo un impegno reale verso chi ha bisogno. Di fronte a un’emergenza reale e urgente, abbiamo scelto di rispondere con un’azione forte, concreta e autonoma. Il nostro obiettivo è chiaro: ridurre drasticamente i tempi di attesa per un alloggio pubblico, restituire dignità a tante persone in difficoltà e rimettere in moto un patrimonio pubblico prezioso. Non ci siamo limitati ad attendere ed utilizzare nel migliore dei modi le risorse esterne: abbiamo deciso di agire investendo 270.000 euro comunali per trasformare immediatamente immobili chiusi in nuove opportunità abitative. È un investimento non solo economico, ma sociale e umano. Le politiche per la casa sono al centro della nostra azione politica: dopo aver destinato oltre 750.000 euro al contributo affitto negli ultimi 2 anni, ora interveniamo direttamente sul patrimonio ERP. Questo è il nostro modo di governare: con responsabilità, con coraggio, con visione.”
Francesco Mangiaracina, Assessore alle Politiche Abitative:“L’amministrazione Persiani sta segnando un prima e un dopo nelle politiche abitative di questa città. Questo intervento – completamente finanziato con fondi comunali – ci permette di riattivare fino a 15 alloggi in pochi mesi, una risposta immediata e strutturale per abbattere le liste d’attesa. È un’operazione importantissima, sia per lo sforzo economico che per la visione politica: con questa delibera portiamo avanti una strategia che unisce interventi urgenti e programmazione di lungo periodo. Ma c’è di più: questo intervento si inserisce dentro una strategia più ampia, che include l’importante accelerazione registrata nelle assegnazioni, la costruzione di nuovi alloggi in arrivo nel 2026 nel complesso dell’ex mattatoio e lo sviluppo dei progetti di Housing First, già attivi e che espanderemo nei prossimi mesi. Chi ha bisogno di una casa, a Massa, trova un’amministrazione che agisce e non promette.”
Luca Panfietti, Presidente di ERP Massa Carrara S.p.A.:“Accogliamo con grande favore l’impegno del Comune di Massa, che con questa delibera dimostra visione e responsabilità. Siamo pronti a intervenire con l’obiettivo di riconsegnare velocemente circa 15 alloggi pienamente efficienti e a norma. Il nostro lavoro sarà improntato alla massima efficacia e trasparenza. Con lo sforzo di ERP e l’ Amministrazione di Massa gli alloggi da ripristinare sono già scesi da più di 100 a 72, di cui 29 in corso di ristrutturazione. Gli alloggi non finanziati sono ad oggi 43 e con questo finanziamento del Comune potranno scendere ulteriormente sotto i 30 alloggi sfitti. Bisogna altresì ricordare che ogni anno vengono riconsegnati alloggi ad ERP per numerosi motivi; decessi, sfratti e trasferimenti e che il saldo degli alloggi da ristrutturare è dunque sempre dinamico” Il patrimonio ERP nel territorio di Massa-Carrara presenta sfide importanti: quasi il 74% degli alloggi è stato costruito prima del 1970, rendendo ogni intervento di riqualificazione più complesso e urgente. In questo contesto, l’azione del Comune di Massa si conferma come una delle poche realtà in Toscana capaci di intervenire con fondi propri e tempi rapidi sulle criticità strutturali.L’Amministrazione conferma così una linea chiara e determinata: politiche abitative come priorità, attraverso il sostegno diretto ai cittadini con contributi economici, la riattivazione del patrimonio ERP, l’ottimizzazione delle assegnazioni, e l’implementazione di soluzioni innovative come l’Housing First. Tutto questo con un unico obiettivo: rispondere con dignità, concretezza e tempestività a chi è in difficoltà. Per il Comune di Massa, la casa è un diritto. E oggi questo diritto trova risposte vere.
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Consumerismo No Profit e U.Di.Con. (Unione per la Difesa dei Consumatori) hanno assegnato oggi all'Onorevole Andrea Barabotti il prestigioso "Onorevole Consumatore Award" in riconoscimento del suo significativo impegno nella difesa dei diritti dei consumatori, in particolare nel contrasto al telemarketing aggressivo e illegale. La cerimonia di premiazione si è svolta presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.Il Deputato Barabotti, esponente della Lega, è stato premiato per la sua azione concreta su più fronti. Tra le motivazioni del premio spicca il suo ruolo di primo firmatario della proposta di legge C.2045, volta a inasprire le norme contro gli abusi nel settore del telemarketing e a proteggere i consumatori da chiamate indesiderate e pratiche commerciali scorrette.Oltre al suo impegno contro il telemarketing, il Deputato Barabotti è stato riconosciuto per il suo ruolo centrale come relatore di provvedimenti in materia di energia del Governo Meloni, dimostrando la capacità di bilanciare le esigenze del mondo produttivo con la tutela dei consumatori e dei soggetti vulnerabili.Il "Consumatore Award" è un'iniziativa di Consumerismo No Profit e U.Di.Con. dedicata ai politici che si sono distinti nella tutela dei diritti dei cittadini-consumatori. Quest'anno, oltre a Barabotti, sono stati premiati anche Pierantonio Zanettin, Alberto Luigi Gusmeroli e Carmen Letizia Giorgianni."I leghisti sono abituati a fare politica dal basso, accogliendo le istanze dei cittadini. Per questo motivo, sono onorato da questo riconoscimento che arriva da due primarie associazioni di consumatori, un riconoscimento che mi stimola a portare avanti le nostre battaglie con sempre più determinazione," conclude Barabotti.
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Arriva da Arca un'attenta anilisi sul sito dell'ex hotel Mediterraneo: "Tra cementificazione, vincoli ignorati, opportunità PNRR mancate e democrazia dimezzata, la storia dell’ex Mediterraneo a Marina di Carrara è un paradigma nazionale delle contraddizioni ambientali e urbanistiche del nostro tempo. Nel cuore di Marina di Carrara, una colata di cemento lunga oltre un decennio racconta molto più di un cantiere abbandonato: è la radiografia di un’intera politica urbana, fatta di vincoli elusi, promesse mancate e verde pubblico cancellato. Questo dossier documenta i passaggi tecnici e amministrativi che hanno trasformato un giardino vincolato in un’area degradata, e solleva interrogativi sulla gestione dei beni comuni, sull’uso distorto dei fondi europei e sulla crisi della partecipazione democratica. Ma pone anche una domanda semplice e cruciale: vogliamo ancora vivere nel cemento?
Ex Hotel Mediterraneo: un caso emblematico di criticità urbana e ambientale
Negli ultimi anni, l’intera area compresa tra l’ex Mediterraneo, viale Colombo, via Genova e Caravella è stata interessata da numerosi abbattimenti arborei, spesso privi di perizie strumentali e non sempre giustificati da eventi climatici eccezionali, come il downburst del 2022. Tali abbattimenti non sono mai stati accompagnati da un autentico piano di reimpianto vegetale, trasparente e verificabile. Nel frattempo, l’amministrazione ha continuato a evocare termini come “well life” (forse intendendo “well being”), “rigenerazione urbana” e “turismo sostenibile”, promuovendo progetti e fondi europei mentre, concretamente, il paesaggio viene eroso pezzo dopo pezzo. Non si tratta soltanto di un cantiere abbandonato o di un albergo demolito. L’ex Hotel Mediterraneo è il cuore simbolico di un modello urbano fallimentare, un microcosmo di contraddizioni che si estende all’intera zona portuale e cantieristica di Marina di Carrara: un territorio gravemente compromesso da traffico pesante, emissioni industriali, speculazioni fondiarie e una gestione opaca del verde pubblico. Documenti tecnici, giuridici e ambientali impongono una svolta: occorre ripensare in modo radicale le politiche urbane, a partire dalla riconversione delle aree dismesse in spazi verdi pubblici, fruibili e sani.
- Un vuoto urbano nel cuore della città Nel centro di Marina di Carrara, tra via Genova e via Nazario Sauro, a pochi metri dal mare e dalla sede della Guardia di Finanza, si estende oggi una colata di cemento di oltre 5.500 metri quadrati. Qui sorgevano l’Hotel Mediterraneo, il Cinema Vittoria, la Casa del Portuale e un giardino pubblico vincolato. Tutto demolito per far posto a un complesso edilizio privato con albergo e parcheggio interrato da 111 posti. Il progetto è rimasto incompiuto, ma la colata di cemento è rimasta: fondazione di 80 cm, solaio di 25 centimetri, parcheggio interrato allagato e inutilizzabile.
- Un giardino pubblico cancellato Il giardino storico, sottoposto a vincolo paesaggistico (D.lgs. 42/2004, artt. 10, 134, 142), fu rimosso con autorizzazione paesaggistica n. 118/2012, a condizione del ripristino integrale al termine dei lavori (art. 146). L’impegno è stato disatteso. Il giardino non è mai stato ripristinato. L’area, chiusa e impermeabilizzata, è sottratta all’uso collettivo da oltre dieci anni. Va aggiunto che l’intera autorizzazione era viziata da un presupposto inverosimile: ripristinare un giardino sopra una soletta pensile.
- Concessioni scadute e responsabilità eluse
- Titoli edilizi scaduti nel 2013 per mancato avvio dei lavori;
- Concessione demaniale decaduta nel 2014;
- Vincoli contrattuali disattesi: l’ex Casa del Portuale, ceduta nel 1939 al Comune con vincolo d’uso, in caso di variazione prevedeva il pagamento del “giusto prezzo” stimato con perizia. Nel 2014, valutata in 1,7 milioni di euro, la cifra fu definita “pretestuosa” dalla società proprietaria, senza che il Comune intraprendesse azioni per il recupero;
- Fideiussione da 800.000 € riscossa dal Comune dopo causa legale, da destinare alla riqualificazione del giardino e della pineta, ma tuttora senza tracciabilità sull’utilizzo.
- Acquisto pubblico con rinuncia ai diritti Nel 2022 il Comune ha acquistato l’area per 1,28 milioni di euro (+ IVA), chiudendo il contenzioso (R.G. 1773/2016) e rinunciando:
- al ripristino del giardino, mantenuto illegalmente oltre scadenza;
- a ogni pretesa risarcitoria;
- al valore accertato dell’area nel 2014. Un atto che legittima l’inadempienza della proprietà privata, configurando un potenziale danno erariale (D.lgs. 174/2016, art. 52) e una grave violazione dell’interesse pubblico.
- Cemento sotto il tappeto: maquillage da 50.000 euro Nel 2023 l’Amministrazione ha speso quasi 50.000 euro per installare una recinzione opaca e impattante, presentata come intervento di “riqualificazione visiva”. Una soluzione puramente cosmetica: il degrado rimane, solo nascosto alla vista. Si tratta di una "pulizia visiva" che occulta, ma non risolve.
- Un degrado che va oltre l’estetica: le criticità tecniche Secondo la relazione dell’ing. Ottani:
- la falda acquifera si trova a 30 cm dal piano campagna;
- l’interrato è instabile e zavorrato con 2 metri d’acqua, senza alcuna valutazione sanitaria (es. rischio legionella);
- gabbioni metallici occupano il 32% del parcheggio, durano meno di 10 anni e hanno un bilancio statico insostenibile;
- materiali di scavo non analizzati pubblicamente, conferiti a un impianto già indagato per smaltimenti illeciti;
- documentazione geologica mancante e nessun monitoraggio su cedimenti negli edifici vicini. Un quadro che impone verifiche immediate da parte di ARPA/ISPRA e un piano di sicurezza sanitaria (D.lgs. 81/2008).
- Partecipazione pilotata e democrazia dimezzata Il processo partecipativo promosso dal Comune ha escluso l’opzione più radicale e coerente: demolire il cemento, restituire suolo vivo. Nessun campionamento rappresentativo, linguaggio binario, assenza di confronto pubblico sui dati tecnici. Le alternative discusse erano tutte fondate sul mantenimento del basamento in cemento:
- cementificazione mascherata da verde pensile;
- edilizia leggera ecosostenibile;
- ripresa del progetto originario (un albergo).
Lo stesso processo partecipativo ha tuttavia evidenziato, non solo nel suo “nomadismo” itinerante alla ricerca di un luogo, ma anche nei contributi dei cittadini, la necessità di uno spazio pubblico multifunzionale, con funzioni culturali, educative e aggregative. Alcuni hanno avanzato proposte orientate alla bioedilizia: edifici a impatto quasi zero, realizzati con materiali naturali e reversibili, destinati a laboratori, sale civiche, coworking, spazi verdi coperti e aperti alla cittadinanza. Esempi simili sappiamo già essere realtà in molte città italiane – dal Bosco di Ostia al Parco Dora di Torino – dove l’architettura sostenibile è stata adottata per riqualificare ex aree industriali, come anche il piccolo “Teatro di Terra” a Carrara. Purtroppo, però, nessuna di queste proposte ha messo in discussione il presupposto più illogico: la permanenza della colata di cemento. la vera sfida è costruire senza sigillare il suolo perché il cemento impedisce all’acqua piovana di infiltrarsi provocando aumento delle acque di ruscellamento, perdita della ricarica delle falde acquifere, morte biologica del suolo sottostante, aumento delle isole di calore urbane. Anche chi si mostrava sensibile alla bioarchitettura ha accettato come inevitabile quel basamento, vanificando in partenza la coerenza ecologica delle ipotesi progettuali: la coltre di cemento quale precondizione tacitamente accettata che struttura il campo del dibattito. È questa la vera contraddizione: parlare di sostenibilità, ma sopra 5.500 mq di calcestruzzo. Green superficiale, stricto sensu e non solo.
- Verde pensile o foglia di fico? Il “verde pensile” proposto assomiglia più a una foglia di fico che a un progetto ecologico:
- terreno troppo sottile per piantare alberi;
- costi alti di irrigazione e manutenzione;
- assenza di biodiversità reale;
- parcheggio interrato non agibile senza nuovi investimenti.
Inoltre, si configura:
- una violazione normativa: il giardino storico non è stato ripristinato (D.lgs. 42/2004);
- un processo partecipativo predeterminato, con esclusione delle vere alternative.
- Opportunità PNRR ignorate L’area poteva accedere a:
- Missione 2 (Green): 275.000 € per deimpermeabilizzazione dei suoli;
- Missione 5 (Inclusione): fondi per verde urbano. Nessuna progettazione alternativa risulta attivata.
- Un terreno che non poteva essere venduto L’area era parte del patrimonio indisponibile dello Stato, assegnata alla Guardia di Finanza. La sua successiva riclassificazione come disponibile (atto notarile 28/05/2022) risulta in contrasto con:
- art. 823 c.c.;
- L.R. Toscana 65/2014. Possibile violazione del principio di inalienabilità dei beni pubblici.
- Le voci rimaste inascoltate Tra il 2013 e il 2016, l’arch. Claudia Bienaimé presentò numerose interpellanze consiliari, mai realmente discusse. Un ulteriore segnale di chiusura e opacità che ha attraversato le diverse amministrazioni.
Conclusione – La vera scelta: cemento o città vivibile Marina di Carrara ha ancora davanti un bivio:
- continuare a mascherare il fallimento con maquillage costosi;
- oppure demolire il cemento, restituire suolo vivo, ripristinare il giardino pubblico, dare nuova vita alla città.
Il vincolo paesaggistico è tuttora vigente, e l’obbligo di ripristino è chiaro. L’ex Hotel Mediterraneo è il simbolo di una città che promette rigenerazione urbana ma produce solo vuoti, fondi PNRR ignorati, spazi pubblici cancellati e memoria collettiva dissolta.
Per invertire la rotta servono coraggio, trasparenza: serve una svolta che non è (solo) tecnica, ma (soprattutto) culturale e politica.
E, soprattutto, serve una cittadinanza attiva, vigile, consapevole. Noi non siamo esperti, ma ci impegniamo a interpretare i dati con onestà. Chiediamo il supporto di chi ha saperi tecnici, mossi non da interessi personali, ma per etica della res publica. E non sarebbe poco"
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È stato accolto dal governo l’ordine del giorno presentato dall’onorevole Andrea Barabotti, che delinea una strategia chiara e sostenibile per lo sviluppo del porto di Marina di Carrara, conciliando le esigenze del comparto produttivo con le legittime aspettative del settore turistico e dei comuni costieri coinvolti. L’iniziativa, illustrata alla stampa lo scorso 28 giugno dal deputato della Lega, è stata poi condivisa e perfezionata in stretta collaborazione con il collega on. Alessandro Amorese. Il testo punta a riaprire un confronto approfondito sul futuro dello scalo nel rispetto dell’equilibrio ambientale e paesaggistico del litorale apuano e versiliese, attraverso l’istituzione di un tavolo tecnico nazionale. Tra gli impegni assunti dal governo figurano la promozione di dragaggi tempestivi e la definizione di modalità per rendere strutturali gli interventi di ripascimento, anche valorizzando i depositi sabbiosi presenti al largo della costa. Il Parlamento chiede inoltre di sostenere concretamente il comparto della nautica, valutando il finanziamento per la realizzazione di un Travel lift, infrastruttura strategica per l’operatività e la competitività del settore. Infine, l’ordine del giorno imprime un nuovo slancio alla realizzazione di un’opera fondamentale per il territorio: il raddoppio ferroviario della Pontremolese, cruciale per rafforzare i collegamenti della Lunigiana e dell’intera provincia.“Un grande risultato per il nostro territorio – dichiara l’onorevole Andrea Barabotti – che conferma la centralità della nostra azione politica e l’attenzione del governo verso le istanze che arrivano da chi vive e lavora quotidianamente nell’area. Ringrazio le forze di maggioranza, il collega Alessandro Amorese per il prezioso lavoro svolto insieme sull’ultima stesura del testo, il viceministro Edoardo Rixi per la sensibilità e la competenza dimostrate sul tema, e soprattutto il Ministro Matteo Salvini, il cui sostegno e la visione strategica in materia di infrastrutture si sono rivelati determinanti.”
“Nell’interesse del nostro territorio – aggiunge l’onorevole Alessandro Amorese – ho collaborato con serietà all’ultima stesura del testo, certo che questo ordine del giorno rappresenti un passo concreto verso uno sviluppo equilibrato del nostro porto e dell’intero sistema infrastrutturale provinciale.”
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Una buca profonda e molto larga presente sul manto stradale di via Pisa a Marina di Massa è diventata un grande pericolo per l’incolumità di ciclisti e motociclisti. La segnalazione al comune e alla polizia municipale l’hanno fatta Stefano Benedetti presidente dell’associazione Massa Città Nuova e Mauro Rivieri, responsabile Movimento Indipendenza: “Ricordiamo che la responsabilità della salute dei cittadini è del sindaco e che quindi è necessario agire tempestivamente per eliminare il pericolo. Ormai le cause e le richieste di danni inoltrate presso il comune per incidenti e traumi subiti, a causa di una palese mancanza di sicurezza nelle strade, sono centinaia, ma non solo. Siamo a conoscenza di gravi danni fisici subiti da motociclisti e persone cadute con la bicicletta e ciò non fa merito a nessuno, soprattutto perché siamo una città turistica che nel periodo estivo accoglie migliaia di persone. In questi giorni abbiamo effettuato un accurato sopralluogo insieme ad alcuni residenti nella fascia di costa che va da Via San Giuseppe Vecchio a Viale della Repubblica, dove insistono importanti articolazioni stradali che ospitano appunto residenti turistici come Via Firenze, Via Magliano, Via Arezzo, Via Modena, Via Pandolfino e altre: una zona dove manca completamente la manutenzione stradale e che al contrario abbisogna di un rifacimento complessivo perché il manto stradale è ormai obsoleto e pericoloso. Tutto ciò, è estremamente vergognoso, perché va ad aggiungersi alla carente manutenzione generale di tutta la costa, dal verde alle spiagge libere. È maggiormente inaccettabile che una città che viene proposta dal sindaco come Capitale della Cultura si trovi in queste pietose situazioni”.
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- Sabato 12 luglio a Marina di Massa il nostro primo "Firma Day" per il referendum sulla sanità pubblica in Toscana
- Fiaccolata di Avenza Si R-Esiste per protestare contro la costruzione di alloggi ERP in area contaminata
- Stadio: ancora tutto fermo: i dubbi e le critiche dei tifosi e dei consiglieri Manuel e Bernardi
- Festa de l’Unità Provinciale- Programma 11 e 12 luglio Francesca Fialdini e Chiara Geloni aprono la Festa: si parla di disturbi alimentari e disagio giovanile
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- Azione si congratula con Angelo Zubbani per la nomina ne comitato Portuale di sistema: competenza ed esperienza al servizio del Porto e del territorio
- Cisl Toscana Nord: eletti il nuovo segretario generale e la segreteria confederale


