Politica
The Italian sea group: "Non ci saranno tagli nè cassa integrazione", il report del sindaco Arrighi dopo il primo incontro tra le parti
«E’ stata una prima riunione importante che ha visto la partecipazione di tutte le parti coinvolte: proprietà dell’azienda, rappresentanti dei lavoratori e istituzioni - dice il sindaco…

Cimitero del Mirteto in condizioni di degrado: l'appello di Benedetti per un intervento immediato
Il presidente di Massa Città Nuova Stefano Benedetti ha segnalato una situazione grave al cimitero del Mirteto: "La nostra associazione è stata contattata diverse volte,…

Fosso Lavello: approvata la mozione della Lega per la revisione degli accordi tra Massa e Carrara
Il Consiglio Comunale di Massa ha approvato la mozione del gruppo Lega, presentata dal Consigliere Comunale Paolo Balloni, volta alla revisione dell’accordo con il Comune di…

Pd Massa, Massa è un'altra cosa e gruppo misto di minoranza sparano a zero sull'amministrazione Persiani: basta slogan, più concretezza
Una lunga serie di critiche arriva dal gruppo consiliare del Pd di Massa, da Massa è un'altra cosa e dal gruppo misto di minoranza contro l'amministrazione Persiani: "Per…

Proroga agli imprenditori del marmo: per Bernardi e Caffaz una mossa dell'amministrazione per evitare proteste e ulteriore perdita di consenso
I consiglieri dell'opposizione Massimiliano Bernardi e Simone Caffaz hanno commentato la proroga concessa dall'amministrazione agli imprenditori del marmo per il raggiungimento della lavorazione del 50 per…

PNRR Carrara al bivio: se i fondi saranno revocati, il bilancio sarà a rischio”, secondo il consigliere Mirabella
"Stupiti ed increduli apprendiamo dall'assessore del PRI Moreno Lorenzini che a 20 giorni circa dalla chiusura dei cantieri del PNRR: va tutto bene nonostante i conclamati…

Nuovo direttivo della sezione della Lega di Carrara: il nuovo segretario è Cristina Rocchi
Si è ufficialmente insediato il nuovo direttivo della sezione della Lega di Carrara. A guidare il partito cittadino è il nuovo segretario Cristina Rocchi, laureata in…

Giuseppe Bergitto si dimette da segretario comunale di Forza Italia Carrara
Da stamani Giuseppe Bergitto ha lasciato l'incarico di segretario comunale di Forza Italia Carrara. Ecco le motivazioni che ha reso pubbliche: "La decisione è…

Dopo la bocciatura nazionale, nasce il titolo regionale Carrara “capitale toscana” dell’arte contemporanea: una mossa che sembra più propaganda politica in vista delle amministrative del 2027 secondo il consigliere Mirabella
A Carrara lo chiamano il 'contentino' e, in effetti, proprio questo suggerisce la roboante assegnazione del titolo di "Carrara, Capitale toscana dell'arte contemporanea 2026" da parte…

Il Polo P&S: il danneggiamento del trionfo di Afrodite è un fatto culturale
“Il danneggiamento del Trionfo di Afrodite è l’ultimo di una lunga serie di episodi che stanno accadendo da mesi nel quartiere della Martana e che ho più volte…

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Arriva dal neonato comitato ARCA -Assieme per la Rigenerazione e la Cura dell'ambiente, una accurata riflessione sulla gestione del verde urbano a Carrara. ARCA è affiliato a ONDA, Organismo Nazionale Difesa Alberi ed è un nuovo comitato che desidera impegnarsi per la tutela e la valorizzazione dell’ambiente, partendo dal nostro territorio. Il nome richiama simbolicamente un luogo che protegge e custodisce: vuole essere una presenza attiva per vigilare, proporre e intervenire nel rispetto della legalità, a difesa del bene comune. ARCA si propone di: monitorare ciò che accade sul territorio, promuovere azioni di difesa ambientale, sostenere pratiche di cura e rigenerazione. Ecco il primo atto del nuovo comitato; "Carrara continua a perdere il proprio patrimonio arboreo, e con esso frammenti di identità urbana e paesaggio costiero. Sei pini domestici adulti sono stati recentemente abbattuti lungo Viale Colombo, davanti alla sede di The Italian Sea Group. Secondo la perizia agronomica ufficiale, commissionata dall’Autorità Portuale, quegli alberi non erano da rimuovere: classificati in classe C, non presentavano problemi di stabilità. Tuttavia, è emerso che – probabilmente – il loro abbattimento era previsto nel progetto “Waterfront”, approvato anni fa. Ma la gravità resta. Perché a oggi resta difficile per il cittadino una verifica tra gli alberi già abbattuti e le tavole progettuali. Quelle disponibili – ottenute tramite canali non istituzionali - sono, se non ambigue, certamente di difficile interpretazione. In questo contesto di opacità istituzionale, si rende di fatto impossibile comprendere quali pini siano effettivamente previsti per l’abbattimento secondo il progetto approvato. Sembrerebbe che ulteriori abbattimenti siano in programma – forse tre pini, forse più – ma non è dato sapere con certezza né il numero né l’esatta ubicazione delle piante coinvolte. Una tale vaghezza su opere già autorizzate e finanziate appare del tutto inaccettabile, soprattutto quando riguarda un bene paesaggistico vincolato e sensibile come Viale Colombo.A peggiorare ulteriormente il quadro è arrivata la dichiarazione dell’Assessora ai Lavori Pubblici, Guadagni, secondo cui si starebbe valutando l’eliminazione di ulteriori pini, “su richiesta di una categoria” non meglio identificata. Una frase sconcertante, che lascia intendere la possibilità di modificare un progetto pubblico, già approvato, per assecondare pressioni di parte e senza alcuna motivazione tecnica né percorso partecipativo. È il segnale che, oltre all’opacità, siamo di fronte a una pericolosa deriva arbitraria delle scelte pubbliche.
Gli alberi non sono un imprevisto: c’erano prima. Prima dei cantieri, dei rendering, delle conferenze dei servizi. Sono parte integrante del paesaggio urbano, del microclima e della memoria collettiva. Nei paesi civili, non si ignorano, si integrano. La progettazione seria e lungimirante parte dalla realtà esistente, e lavora con essa, non contro di essa. Qui, invece, si continua a trattare il verde pubblico come un intralcio da rimuovere, anziché come un bene da preservare e valorizzare. Particolarmente intollerabile è che a essere ignorato non sia solo il presente, ma anche il passato recente. Il progetto Waterfront – oggi soggetto a possibili “varianti di comodo”, come si legge, appunto – nacque da un autentico processo partecipativo, che coinvolse 80 cittadini, istituzioni, tecnici e realtà locali. Quel percorso, serio e trasparente, è oggi completamente rimosso dal dibattito istituzionale. La parola “partecipazione” è stata svuotata fino a designare il suo opposto.
Il Comitato ARCA denuncia tutto questo come un tradimento del patto tra cittadinanza e istituzioni. Il verde urbano non è un ostacolo, non è un ingombro. È un’infrastruttura vitale, un bene comune tutelato dalla Costituzione (art. 9 e art. 32), dalla legge (D.lgs. 42/2004; Legge 10/2013) e da una giurisprudenza consolidata: come ha affermato il T.A.R. Toscana (sent. 1303/2018), gli abbattimenti non motivati da necessità tecniche reali sono illegittimi; e il T.A.R. Lazio (sent. 2582/2020) ha chiarito che l’albero urbano è parte integrante dell’identità del luogo. Anche la Soprintendenza, che dovrebbe essere il presidio della tutela paesaggistica, appare spesso subalterna alle logiche delle Conferenze dei Servizi, anziché esercitare il ruolo critico e indipendente che le compete. Così come il Comune, che dovrebbe anteporre la salute pubblica e la bellezza urbana a qualunque pressione economica, e che invece continua a tacere. Carrara ha già perso troppo del suo verde. Talora per eventi naturali, ma molto più spesso per scelte politiche e progettuali che non hanno saputo – o voluto – tutelarlo. E mentre si continua ad abbattere, si racconta la favola della “compensazione” con nuove piante. Ma lo sappiamo tutti che non è così. Anche se gli alberi nuovi saranno effettivamente messi a dimora – e non sempre succede – ci vorranno 30 o 40 anni prima che possano restituire i benefici ambientali, paesaggistici, microclimatici e identitari che oggi vengono cancellati in un attimo. I rendering ingannevoli non sostituiscono la realtà. Se si continuerà con questa erosione lenta ma costante, tra qualche anno resteranno solo asfalto e parole.
E qui si pone una questione fondamentale: un’autorizzazione non è garanzia di legittimità. Firmare un atto che consente l’abbattimento di alberi sani, senza nuove perizie, in un viale tutelato dal vincolo paesaggistico, può costituire una violazione di legge, anche se formalmente approvato. Non basta dire “l’autorizzazione c’è”: va dimostrato che essa è conforme alle norme, ai principi, alle finalità pubbliche.
Chiediamo:
- la sospensione immediata di qualsiasi nuovo abbattimento lungo Viale Colombo;
- la pubblicazione integrale e leggibile delle tavole progettuali;
- la verifica pubblica della coerenza tra progetto originario, perizie agronomiche e interventi realizzati;
- l’accertamento di eventuali responsabilità amministrative, anche da parte della Corte dei Conti, in caso di danno paesaggistico o uso improprio di fondi pubblici.
Carrara ha bisogno di radici, non di ruspe. E ha diritto a un’amministrazione che non tradisca la fiducia dei cittadini".
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“Il TAR boccia il sindaco Arrighi” lo dice il consigliere dell’opposizione Massimiliano Bernardi che parla di “figuraccia epocale” sulla questione marmo. “Il verdetto del TAR è una vera e propria batosta perché il disciplinare sull’articolo 21, frutto di mesi di imposizioni unilaterali, viene annullato. Il tribunale dà ragione agli industriali del marmo, sconfessando l’arroganza e la chiusura totale con cui Arrighi ha gestito la vicenda. Per mesi ha rifiutato ogni proposta di mediazione, convinta di poter imporre le sue regole a colpi di delibera. Il risultato? Una figuraccia istituzionale e politica: quel disciplinare, approvato mesi dopo la firma delle concessioni del 31 ottobre, oggi vale meno di zero. Carta straccia, come la credibilità di chi lo ha voluto a ogni costo”. Bernardi non ha potuto non ricordare di aver sempre messo in guardia dalla possibilità dell’esito che poi, puntualmente si è verificato: “ Nel merito il TAR ritiene che occorre evidenziare che l’art. 13 D. Lgs. 36/2023 esclude l’applicazione del Codice dei contratti pubblici per i rapporti negoziali, dai quali non scaturisce alcuna prestazione a carico dell’Amministrazione, e si connotano pertanto come gratuiti. La norma citata, che disciplina l’«Ambito di applicazione» del decreto n. 36/2023, stabilisce infatti che: le disposizioni del codice si applicano ai contratti di appalto e di concessione e le disposizioni del codice non si applicano ai contratti a titolo gratuito, anche qualora essi offrano opportunità di guadagno economico, anche indiretto. Il secondo comma della disposizione rende evidente inoltre che non sono assoggettate alle procedure di evidenza pubblica le prestazioni da eseguire in attuazione di contratti a titolo gratuito, cioè che prevedano l’esecuzione (a titolo esemplificativo) di un dare o di un facere da parte del privato. Quanto al comune di Carrara, mediante le medesime convenzioni il civico ente non aveva assunto alcuna obbligazione nei confronti degli operatori economici. Invero, l’amministrazione cittadina si limitava a dare atto (anche nelle premesse) dell’utilità generale del progetto e del conseguente prolungamento della durata della concessione.La sentenza del TAR non è solo una bocciatura tecnica, ma è una sconfitta politica per la Arrighi, che esce delegittimata e isolata. Ha voluto trasformare una questione amministrativa in una battaglia ideologica, scegliendo lo scontro invece del dialogo. Ora paga il prezzo della sua arroganza: il suo modello autoritario di governo si è infranto contro la realtà dei fatti e delle regole. La città, intanto, resta ferma, ostaggio di un’amministrazione incapace di ascoltare, di mediare e di governare davvero e ora è legittimo chiedere le sue dimissioni”.
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E’ stato compiuto il passaggio conclusivo per la realizzazione della nuova Questura e Sezione di Polizia Stradale di Massa, un’opera strategica attesa da tempo. Il progetto prevede la costruzione di un edificio moderno, su cinque piani fuori terra, oltre ad un piano interrato, di ampia metratura, pari a metri quadrati. 8.200,00 circa, in un lotto di circa metri quadrati 2.600,00 per un investimento complessivo pari a € 31.570.000,00. L’iter è iniziato con la richiesta della Polizia di Stato di disporre di una nuova e più funzionale struttura, ove allocare e riunire i propri uffici. Il comune di Massa ha condiviso le finalità di tale complessiva operazione, poichè rispondenti all’esigenza di garantire il presidio del territorio e la pubblica sicurezza. Con atto del Consiglio Comunale n. 66 del 20.05.2024 è stato costituito, a favore del Demanio dello Stato, il diritto di superficie per 99 anni, a titolo gratuito, su una porzione di terreno, di proprietà comunale, destinato attualmente a sgambatoio e posto a margine del Parco degli Ulivi.
Ricordiamo che il 9 settembre 2024 avanti al Prefetto di Massa Carrara Guido Aprea è stato sottoscritto tra il cmune di Massa e il Ministero dell’Interno un Protocollo di Intesa per la realizzazione della nuova Questura. Presente nell’occasione per il Ministero dell’Interno il Sottosegretario Nicola Molteni. Sono stai acquisiti il Quadro Esigenziale, il Quadro Economico e il Cronoprogramma delle attività e delle spese relativi alla realizzazione della stessa. I fondi sono stati individuati nelle risorse rese disponibili dall’art. 1 c. 346 della L. 213/2023, recante “Bilancio di Previsione dello Stato per l’anno finanziario 2024 e bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026”. In data 19.05.2025 è pervenuta la Convenzione da sottoscrivere, a cura del Dirigente, con cui la Direzione Centrale per i Servizi di Ragioneria del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, si impegna a trasferire prontamente le risorse finanziarie necessari per l’avvio delle attività preliminari secondo le seguenti modalità;
anno 2025: € 7.000.00,00
anno 2026: € 12.500.000,00
anno 2027: € 10.000.000,00
anno 2028: € 2.070.000,00
Trattandosi di una gara sopra soglia si dovranno rispettare le tempistiche di legge, ma si tratta di un percorso avviato con decisione. Pertanto le procedure amministrative seguiranno l’iter previsto, che includerà la redazione del bando di tipo europeo, l’apertura della gara del tipo a offerta economicamente più vantaggiosa e l’affidamento dei lavori. Il Sindaco Persiani: “L’iter che ha condotto a questo risultato è stato lungo e complesso, ma il raggiungimento di questo traguardo, grazie al fondamentale contributo del Prefetto Dr. Guido Aprea, rappresenta un’opportunità di straordinaria importanza per il territorio, sia in termini di sicurezza che di riqualificazione urbana ed impulso economico. Un ringraziamento al Governo ed in particolar modo al Ministero dell’Interno per averci offerto questa opportunità”.
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"È emergenza mezzi operativi presso RAC - Reti Ambiente Carrara, la nuova società nata dalla scissione parziale del settore Igiene Urbana dalla multiservizi Nausicaa S.p.A. del comune di Carrara". A segnalarlo è Luca Mannini, segretario FIT Cisl Massa Carrara Toscana Nord che aggiunge: "Un’emergenza che rischia di aggravare ulteriormente le criticità già esistenti nel servizio di raccolta rifiuti, con ripercussioni dirette sul decoro urbano e sulla qualità della vita dei cittadini. I mezzi adibiti alla raccolta, attualmente in dotazione, risultano in larga parte obsoleti, con un chilometraggio elevato e condizioni generali precarie. La manutenzione ordinaria e straordinaria è fortemente penalizzata dalla scarsità di investimenti degli ultimi anni, nonostante l’encomiabile impegno e la competenza del personale d'officina. Un contesto che compromette la regolarità del servizio e genera continue emergenze operative.In passato avevamo segnalato come la Governance di Nausicaa stesse privilegiando settori destinati a rimanere sotto il proprio controllo, trascurando progressivamente l’Igiene Urbana. Oggi, alla luce dei fatti, purtroppo le nostre preoccupazioni si sono rivelate fondate: la nuova realtà aziendale eredita una situazione compromessa, e non possiamo permettere che i mesi che precedono il pieno ingresso in Reti Ambiente vengano vissuti con inerzia o attendismo. In vista del passaggio definitivo a Reti Ambiente, previsto entro l’anno, è urgente un piano straordinario di investimenti per il rinnovo e la messa in efficienza del parco mezzi. Questo anche alla luce del periodo estivo, che storicamente vede un aumento significativo dell’utenza e quindi una maggiore pressione sui servizi. E non dimentichiamoci che, quando entrerà, Reti Ambiente non avrà certo la bacchetta magica per risolvere in tempi brevi la problematica. Ma il problema non si limita ai mezzi. RAC sta ereditando anche numerose criticità strutturali e organizzative che non possono essere ignorate:
- Organizzazione del Porta a Porta inadeguata, con zone di lavoro sbilanciate e carichi di lavoro disomogenei;
- Carenza cronica di personale, considerate le numerose limitizioni/prescrizioni mediche in un settore altamente usurante per il fisico, che rende difficile garantire turni regolari e risposte tempestive alle emergenze;
- Assenza di isole ecologiche di cortesia ad integrazione del servizio Porta a Porta, che penalizza l’efficienza della raccolta e genera disagio per i cittadini, soprattutto in un territorio così esteso quale è Carrara;
- Mancanza di formazione per il personale, fondamentale in un settore in continua evoluzione anche in ottica delle necessarie sostituzioni dello stesso tra le varie mansioni.
Chiediamo dunque con forza che l’attuale Governance, divenuta operativa dal 5 febbraio scorso, si attivi con ulteriori sforzi rispetto a quelli che già sta facendo, per trovare le risorse necessarie per riorganizzare il servizio, tutelare i lavoratori e garantire ai cittadini un servizio di igiene urbana efficiente, decoroso e all’altezza delle aspettative.Non possiamo permettere che la città continui a pagare scelte politiche e gestionali del passato. Il tempo delle parole è finito e crediamo che RAC e Reti Ambiente possano fare la differenza a patto che si inizi fin da subito a cambiare rotta con una programmazione degli investimenti necessari".
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Parla di svendita della città da parte dell’amministrazione del sindaco Serena Arrighi, il consigliere dell’opposizione Massimiliano Bernardi, in relazione al caso Baker Hughes nel quale, secondo lui, abbondano le promesse mancate, i disagi reali e mancano completamente le ricadute sul territorio. “Nel 2023 l’amministrazione Arrighi - spiega Bernardi - aveva celebrato come un grande successo politico l’autorizzazione concessa alla Baker Hughes per l’ampliamento dello stabilimento di Avenza. Un’operazione definita “strategica per l’occupazione locale” e salutata come un volano di crescita, anche attraverso un indotto promesso e sbandierato a ogni occasione utile. A un anno di distanza, tuttavia, non si registra alcun beneficio concreto per il tessuto economico e sociale del territorio. Anzi, i problemi sembrano moltiplicarsi. La città di Carrara ha regalato spazi, suolo e silenzio istituzionale a un colosso industriale che, a fronte di presunte assunzioni, ha invece contribuito a un’invasione caotica di manodopera esterna: operai extracomunitari (e in parte comunitari) che ogni mattina arrivano in treno alla stazione di Avenza, per poi riversarsi in bicicletta o su monopattino verso lo stabilimento. Un flusso giornaliero che nulla ha lasciato a Carrara se non disagi, tensioni sociali e un mercato immobiliare drogato: appartamenti affittati anche a cinque o sei persone in due locali, sporcizia e degrado fuori controllo in strada, piccoli imprenditori locali tagliati fuori da qualsiasi reale beneficio. E qui arriva il paradosso: mentre si chiudono occhi e naso sull’inquinamento e sul traffico generato da questo insediamento industriale, a pagare il prezzo più alto sono proprio quei commercianti che avevano stretto convenzioni con le ditte dell’indotto per fornire pasti agli operai. Tra questi c’è Valerio Musetti, imprenditore serio e dinamico, che ha investito tempo, risorse e fiducia per costruire un’attività ristorativa al servizio del territorio. Musetti con la la sua attivita Venus di Viale Zaccagna, aveva stretto una convenzione con la RAM, una delle aziende dell’indotto, per fornire pasti buoni a prezzo contenuto a numerosi operai. Il suo impegno, portato avanti con spirito di iniziativa e responsabilità sociale, ha permesso di mantenere occupati diversi dipendenti e di dare dignità economica a un’attività locale che credeva davvero nello “sviluppo del territorio”. Ma cosa è accaduto? Con la prossima apertura della mensa interna alla Baker Hughes il 22 maggio è arrivata la comunicazione del recesso della convenzione. Un colpo durissimo, tanto che Musetti è stato costretto ad annunciare il licenziamento di quattro lavoratori. Il giorno successivo, in un maldestro tentativo di copertura, la ditta RAM aveva smentito la cessazione del rapporto. Ma nessuno ci ha creduto. I fatti parlano da soli, e la sensazione che dietro tutto questo ci sia una precisa volontà di escludere le attività locali dalla partita è fin troppo concreta. Valerio Musetti oggi si trova solo, lasciato senza alcuna tutela da un’amministrazione che aveva promesso crescita e collaborazione. Noi, invece, lo sosteniamo perché non è accettabile che chi si rimbocca le maniche e lavora, venga messo da parte da logiche industriali che nulla hanno a che vedere con il bene della città. Perché Carrara ha bisogno di imprenditori come lui, non di multinazionali che prendono e non lasciano. La domanda è: dov’erano il comune e la Arrighi mentre accadeva tutto questo? Dov’erano quando si trattava di pretendere vere ricadute sul territorio in cambio di autorizzazioni, cemento e impatto ambientale? Dov’erano mentre Carrara veniva trasformata in una periferia industriale sfruttata… ma mai davvero coinvolta? Infatti quando si governa una città non basta inaugurare spazi o stringere mani ai dirigenti. Bisogna difendere i propri cittadini, i lavoratori, gli imprenditori, il tessuto sociale, la dignità di un’intera comunità. Carrara non merita di essere terra di conquista industriale dove si promette sviluppo e si consegna sfruttamento e se la politica ha scelto di non vedere, allora sarà la cittadinanza a pretendere risposte”.
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Con una variazione di bilancio adottata in via d'urgenza la giunta comunale ha deliberato lo stanziamento di 150mila euro da destinare alla progettazione dell'ampliamento della capienza dello stadio dei Marmi fino a 5.500 spettatori. Si tratta di un intervento necessario al completamento delle opere di adeguamento ai parametri richiesti dalla Lega Calcio per lo svolgimento del campionato di serie B."Come amministrazione ci siamo presi l'impegno di farci trovare pronti per l'adeguamento richiesto dello stadio dei Marmi e questa delibera è un primo, importante, passo in questa direzione – dice la sindaca Serena Arrighi -. I lavori da fare sono numerosi e vanno oltre il semplice ampliamento della capienza, ma prevedono anche tutta una serie di opere complementari necessarie ad ottenere l'agibilità. Da parte nostra stiamo già da tempo lavorando a fare quanto nelle nostre possibilità per fare sì che questi possano partire il prima possibile". I prossimi lavori necessari all'ampliamento della capienza dello stadio dei Marmi si andranno ad aggiungere ad una lunga serie di interventi portati a termine dall'amministrazione comunale sull'impianto di piazza Vittorio Veneto negli ultimi anni. Solo la scorsa estate, all'indomani della storica promozione in serie B, l'amministrazione comunale ha investito circa 2 milioni di euro che sono serviti per sostituire il terreno di gioco in erba sintetica, installare dieci tornelli ai varchi di accesso ai vari settori, cambiare completamente l'impianto di illuminazione, ma anche per eseguire numerosi altri interventi tra cui il cablaggio di tutto il perimetro dell'impianto o ancora la realizzazione di nuovi bagni e nuovi spogliatoi, una moderna sala stampa, nuove postazioni per la telecamere, la posa di nuove panchine e tanto altro ancora. Tutto ciò ha permesso alla Carrarese di tornare a giocare allo stadio dei Marmi già il 20 ottobre 2024, vale a dire 133 giorni dopo la promozione in cadetteria e dopo aver giocato appena tre partite a Pisa. Durante tutto il campionato scorso, infine, i lavori allo stadio dei Marmi non si sono di fatto mai interrotti come dimostra, per esempio, il nuovo settore riservato ai disabili che è stato completato e inaugurato nei mesi scorsi".
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È bastato un colpo d'occhio alle spiagge di Massa per capire che qualcosa non sta funzionando nel servizio": lo dicono Marco Amorese dirigente Fdi Massa Carrara e Massimiliano Fornari coordinatore comunale massa FdI che spiegano: "Il lavarone,i rifiuti spiaggiati e i rifiuti antropici che il mare riversa sulla costa durante l'inverno sono ancora lì, indisturbati, stoccati nei punti di raccolta sulle nostre spiagge, a pochi giorni dall'inizio ufficiale della stagione balneare. Le spiagge, che dovrebbero essere il biglietto da visita della città, sono un ammasso di rifiuti naturali e non, mentre gli operatori balneari e turisti aspettano invano che qualcuno dall'alto si prenda la briga di fare il proprio dovere. Nessuna comunicazione, nessuna data certa e assunzione di responsabilità ma una colpevole mancanza di pianificazione. I rifiuti dovevano essere rimossi settimane fa, non, certo all'apertura della stagione estiva, di fronte ai turisti già a godersi le spiagge. Chiediamo all' amministrazione, ad Asmiu e all' operatore economico incaricato di attivare un piano straordinario di pulizia che consenta di ridare dignità alla nostra costa. Nella vicina Versilia ci riescono, forse dobbiamo prendere esempio o se, non in grado, imparare a copiare".
- Consiglio Provinciale: convocata per il 22 maggio 2025 la prossima seduta
- Trasloco della biblioteca, destinazione sconosciuta e servizi sospesi: la preoccupazione del comitato Ugo Pisa
- Atti vandalici contro la sede di Fratelli d'Italia a Carrara: "Bisogna identificare e punire i responsabile" dice la senatrice Susanna Campione
- Frazioni montane di Massa lasciate da sole nel rischio di dissesto geologico: la segnalazione del Movimento 5 Stelle
- Minacce di morte a Susanna Ceccardi: la solidarietà di Filippo Frugoli coordinatore regionale Lega Giovani
- Troppi fondi sfitti e abbandonati e iniziative culturali che non trovano il patrocinio del comune: la riflessione del consigliere Manuel
- "Partecipa, cambia, costruiamo": primo incontro partecipativo organizzato dal Pd Massa Carrara per discutere dei problemi sociali
- Carrara, antenne e salute: una politica distratta, tra piani dimenticati e cittadini lasciati soli, secondo il consigliere Bernardi
- Cantieri ovunque, mancanza di parcheggi e area ex hotel Mediterraneo nel dimenticatoio: l'analisi del consigliere Filippo Mirabella
- Il monopolio della Regione Toscana nella formazione di OSS non risponde alle esigenze effettive delle strutture: la critica di Bergitto e Turato di Forza Italia


