Politica
Scritte contro Meloni a Massa: Tenerani FDI- "Atti vigliacchi. lo stato non arretra davanti ai ricatti di anarchici e delinquenti"
Tornano le scritte offensive contro il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul territorio massese. Un episodio che si ripete a distanza di pochi mesi e che…

Le scritte contro Meloni non sono atti di vandalismo ma segnali d'odio che non deve avere cittadinanza: la critica del consigliere regionale di FdI Marco Guidi
"Un altro messaggio macabro nei confronti di Giorgia Meloni, un'altra riprova dell'odio e dell'intolleranza che anima la sinistra radicale. Sempre più minoritari e incapaci di accettare…

Il referendum sulla giustizia è una sfida di civiltà: così l'onorevole Barabotti della Lega al gazebo di Massa
Nell'ambito del tour toscano sul referendum sulla giustizia, che vede la Lega Toscana impegnata con oltre 130 gazebo su tutto il territorio…

L'analisi fatta da Andrea Figaia Responsabile del Dipartimentro Socio Sanitario Cisl Toscana Nord, dei principali indicatori sanitari della provincia di Massa-Carrara
L’analisi dei dati disponibili evidenzia un quadro sanitario complesso per la provincia di Massa-Carrara, con alcune criticità strutturali ma anche elementi che richiedono una lettura attenta…

Massa, On. Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale di Forza Italia: "Inaccettabili scritte contro Giorgia Meloni. Solidarietà a premier"
In merito alle minacce contro la premier Giorgia Meloni, è arrivata la netta condanna da parte dell'On. Deborah Bergamini vicesegretario nazionale di Forza Italia, che dichiara:…

Minacce contro Giorgia Meloni. Coordinamento comunale Fratelli d'Italia Massa: "Episodi come questo non sono accettabili e devono essere condannati senza esitazioni. Sempre"
Nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 marzo nel centro storico di Massa sono apparse nuove scritte minatorie contro la premier Giorgia Meloni. A…

Massa approva il PEBA: un passo verso una città più accessibile e inclusiva
Il Consiglio Comunale di Massa ha approvato il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), uno strumento atteso da anni che segna un passaggio importante nel…

L'alternanza al governo di una città è il simbolo della democrazia, non un problema: il consigliere FdI Manuel replica alle dichiarazioni del 5 stelle Martinelli
Il consigliere di Fratelli d'Italia Massimiliano Manuel ha replicato alle dichiarazioni del consigliere 5 Stelle Matteo Martinelli che ha accusato il sindaco di Carrara Serena Arrighi…

Il Polo P&S: M.ARTE sia molto più che una “casa delle arti”
“Ho presentato un’interrogazione per capire le intenzioni dell’amministrazione comunale sul futuro uso pubblico del M.ARTE al Pomario. Ritengo che la visione di una casa delle arti sia limitante…

Marmo: bene la lavorazione in loco, crescita a due cifre negli ultimi tre mesi
Lavorazione in loco: dati positivi negli ultimi mesi. Questa mattina il dirigente al settore Marmo Giuseppe Bruschi è intervenuto nel corso della commissione presieduta da Nicola Marchetti per…

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Ben quattro milioni 170 mila euro per i 1700 metri quadri della Casa di comunità di Montignoso che, di fatto, andrà a potenziare il territorio apuano, così finanziati: due milioni 950 mila sono i fondi finanziati con Pnrr, 270 mila sono i fondi statali opere indifferibili e 950 mila sono i fondi aziendali. Si è tenuta venerdì 1 marzo la presentazione del progetto, alla presenza del prefetto dottor Guido Aprea, di Gianni Lorenzetti, sindaco di Montignoso e presidente della provincia di Massa Carrara, Simone Bezzini assessore alla sanità regione Toscana, Andrea Cella vice sindaco di Massa, Serena Arrighi sindaco di Carrara, Giacomo Bugliani consigliere regione Toscana e tutti i vertici e rappresentanti di ASL Toscana Nord. Il tempo stimato decorrente tra l'inizio dei lavori e la concreta attivazione del servizio, è marzo 2026. L'avvio dei lavori è calendarizzato per 11 marzo e la fine è prevista per il 31dicembre 2025. La struttura sarà una casa di Comunità "spoke", rappresentata da un nuovo immobile di circa 1700 metri quadri, ripartito tra piano seminterrato (posti auto, spogliatoi, ambienti tecnici); primo piano (prelievi, ambulatori, centro vaccinale); secondo piano (medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, servizi sociali). Ospiterà medici di base, infermieri di famiglia che rappresenta una delle riforme proprie del Pnrr e di continuità, ambulatori, un centro prelievi e vaccinale, un nuovo consultorio, i pediatri di libera scelta e peraltro gli studi di specialisti che consentiranno la presa in carico unitamente ai medici di medicina generale, il geriatra, il cardiologo, l'otorinolaringoiatra e l'oculista.
In specie il prefetto, dottor Guido Aprea ha energicamente rimarcato in presenza anche del dottor Santi Allegra, questore di Massa Carrara e del Colonnello Amerigo Di Pirro, comandante dei carabinieri di Massa Carrara, la fondamentale importanza del fare rete definendo questo progetto una vera e propria "squadra delle istituzioni" al servizio della comunità sempre presente. "
"Questo progetto - ha dichiarato Maria Letizia Casani, direttrice della ASL Toscana Nord Ovest - rappresenta un tassello molto importante con specifico riferimento alla riforma del territorio che stiamo comunque portando avanti e che ci vedrà impegnati nel corso degli anni a venire".
"Realizzare una casa di comunità spoke – ha evidenziato Monica Guglielmi, direttrice della zona distretto Apuane- significa garantire l'accesso unitario fisico per la comunità di riferimento ai servizi di assistenza primaria pertanto in questo modo, si andrà a potenziare la rete territoriale".
"Questo è davvero un tassello, la posa della prima pietra di un percorso sulla medicina – ha rimarcato Gianni Lorenzetti - un tassello necessario se consideriamo che si viene a collocare nel momento più difficile che il sistema sanitario sta di fatto vivendo a far data 1978, dalla sua istituzione in forza della conclamata carenza di risorse. Il progetto è un piccolo germoglio che vedrà la sua fioritura tra due anni coincidenti con la realizzazione della nuova struttura".
In tal senso, rientra anche la cabina di regia della Conferenza zonale dei sindaci, rappresentata dalla presidente Serena Arrighi: "Un felice metodo - ha sottolineato Arrighi - che va a supportare l'ASL e che va oltre i confini amministrativi. Stiamo facendo un investimento per il bene pubblico e negli interessi dell'intera comunità e sicuramente incontreremo qualche problema che cercheremo di superare collaborando attivamente con ASL, regione Toscana e organizzazione sindacale e monitorando l'andamento delle opere".
"La sinergia e la collaborazione – ha dichiarato Andrea Cella - rappresenta la concreta risposta che i cittadini ci chiedono. Apprezzo lo spirito collaborativo che si è creato tra tutte le istituzioni territoriali e lo dico non per forma, ma perchè abbiamo affrontato step e passaggi estremamente complessi e delicati e di fatto, qui abbiamo trovato una sorta di collaborazione proficua e un terreno molto fertile. Io credo che si debba continuare a credere nel carattere pubblico della tutela e promozione del diritto alla salute sancito dalla carta costituzionale e ciò implica fare anche scelte coraggiose e piuttosto complesse. Bisogna inventarsi allora modelli nuovi, sviluppare l'innovazione e dunque occorre investire in maniera massiccia sulle nuove tecnologie: teleconsulto, telemedicina, tele-riabilitazione televisiva, tele-monitoraggi a distanza. Sono proprio queste tecnologie applicate alla sanità che possono dare impulso ad erogare prestazioni qualificate in modo innovativo e sostenibile".
"Lo sforzo della regione Toscana nel trovare le risorse – ha concluso Giacomo Bugliani - rappresenta una vera e propria sfida in forza del momento complesso che vive la nostra sanità in termini di risorse disponibili. Una sfida connessa alla capacità delle istituzioni e ciò attribuisce al progetto in esame, un valore ancora più nobile. Ancora di più, apprezzo il consenso trasversale e ciò a riprova che l'obiettivo si prefigge solo ed esclusivamente, il benessere dei cittadini. Grazie alla Asl!"
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Fratelli d'Italia solidarizza con le forze dell'ordine, prese di mira in particolare nelle ultime settimane da inaccettabili aggressioni fisiche, ma anche mediatiche e politiche. Lo ha fatto recandosi presso la questura questa mattina, con una delegazione, formata da Alessandro Amorese, insieme al coordinatore provinciale Marco Guidi, al capogruppo in Consiglio Comunale a Massa Massimo Evangelisti, al capogruppo in Consiglio Comunale a Carrara Massimiliano Manuel, ai dirigenti provinciali Manuela Aiazzi e Massimiliano Fornari. La delegazione si è soffermata a colloquio con il questore Santi Allegra per fare, inoltre, il punto, sulle necessità del territorio apuano, caratterizzato, storicamente, da varie peculiarità. "Il lavoro e l'impegno per la sicurezza e per le esigenze dei cittadini tutti da parte delle donne e degli uomini delle forze dell'ordine sono costanti e non possiamo che essere loro grati per questo. Con regolarità il nostro deputato eletto incontra il Prefetto Guido Aprea, così come ha fatto quest'oggi per esprimergli la nostra vicinanza e solidarietà, per aggiornamenti costanti ed una condivisione delle necessità del nostro territorio. Le istituzioni hanno il dovere di sostenere con convinzione gli agenti impiegati nella pubblica sicurezza, dobbiamo respingere con ogni mezzo i gravi tentativi di delegittimazione messi in atto nei giorni scorsi. E’ necessario fermare immediatamente questo clima d’odio - sottolinea la delegazione - che rischia di provocare conseguenze come quelle accadute a Torino, dove una volante e gli agenti che stavano fermando un irregolare per condurlo in un centro di rimpatrio sono stati aggrediti dai manifestanti dei centri sociali. Ci aspettiamo che anche la sinistra, che è stata prontissima nel mettere sotto processo mediatico polizia e carabinieri, esprima oggi solidarietà alle forze dell’ordine e condanni senza tentennamenti le violenze fisiche messe in atto con regolarità da centri sociali e antagonisti. Gli agenti ci hanno ringraziato per la nostra visita e la solidarietà espressa: Fratelli d’Italia continuerà a far sentire loro tutto il sostegno di cui necessitano per garantire a tutti noi la sicurezza e la legalità, come ogni giorno fanno con dedizione”.
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Il sindaco di Massa Francesco Persiani ha voluto rendere pubblico il suo benvenuto ai comuni di Carrara e di Montignoso all'interno del protocolo d'intesa sul turismo nell'area vasta del Mar Ligure e di Lunigiana e Garfagnana. Ecco il testo del suo messaggio:
"Auguri ai colleghi sindaci di Carrara e Montignoso per essersi uniti a noi nel Protocollo di Intesa sul Turismo dell’Area Vasta.Con grande soddisfazione ho appreso dell’unione delle città di Carrara e Montignoso nella sottoscrizione del Protocollo di Intesa sul Turismo dell’Area Vasta. Questo importante passo rappresenta un segno di collaborazione e sinergia tra le nostre comunità. Nel tavolo congiunto, a cui purtroppo non ho potuto partecipare personalmente, ho appreso che sono state ribadite le stesse unità di intenti che ho ampiamente condiviso 4 mesi fa con il Sindaco Peracchini. La gestione coordinata e sinergica delle attività legate al turismo in un territorio eterogeneo, ma storicamente e geograficamente collegato, è fondamentale per il nostro sviluppo congiunto.La valorizzazione dei nostri progetti che stiamo portando avanti in un’ottica di abbattimento dell’overtourism, destagionalizzazione sviluppo ad esempio della rete dei castelli, il nostro Malaspina ne costituisce un esempio prestigioso di cui vado davvero orgoglioso, sono elementi che contribuiranno a far conoscere sempre di più ai turisti le bellezze del nostro territorio. Fare squadra è essenziale per il progresso e la crescita dell’intera area. Desidero quindi inviare un sincero augurio ai sindaci di Carrara e Montignoso per essere entrati a far parte di questa squadra, portando un valore aggiunto all’intero sistema".
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Uno stadio adeguato per la Carrarese è quanto chiede il consigliere del gruppo civico Massimiliano Bernardi nella sua analisi dello stato dell’impianto in cui gioca la squadra locale. Non lesina, Bernardi, frecciatine all’indirizzo del sindaco di Carrara Serena Arrighi, che accusa di disinteresse nei confronti della questione “stadio”. “Il manto del campo è inaccettabile e pericoloso – ha detto Bernardi – ed è una vergogna che il comune non si attivi per rifarlo. Rimandare l’intervento potrebbe far convergere sullo stadio l’interesse di altri soggetti”. Bernardi ha ironizzato sulla possibilità che qualcuno dei concessionari di cave a cui è stato rinnovato il contratto dal comune, abbia presentato un progetto per rinnovare lo stadio ed ha sollecitato una risposta in merito ad un eventuale progetto presentato. “Occorre considerare che lo stadio di Carrara è stato inaugurato nel 1955 e che rispetti agli altri stadi delle squadre che militano in Lega Pro sembra da Repubblica delle Banane. I tifosi vorrebbero avere uno stadio a norma per la serie B, e attualmente c’è un campo che non è a norma nemmeno per la C. La squadra infatti, al momento, si allena a Fossone e non sa quale sarà il suo destino. Il terreno di gioco dello stadio è sempre più vecchio e consumato ed impedisce alla squadra di lavorare nella migliore maniera possibile. Dopo le forti precipitazioni di questi giorni, il campo è risultato decisamente appesantito e infangato. Ma i calciatori, i tifosi e i cittadini sperano che una soluzione possa essere trovata in tempi brevi, viste anche le ambizioni della società apuana. Per questo chiedo all’amministrazione di impegnarsi da subito sulle soluzioni. Le amministrazioni sarebbero obbligate per legge a sostenere le spese per trasformare il campo in sintetico, ma il panorama locale è sconfortante e le soluzioni sembrano non arrivare. Il calcio è la forma di cultura popolare più importante e più diffusa nel nostro paese ed è sconvolgente scoprire che lo sport non è nemmeno uno degli obiettivi dell’amministrazione, che, invece, dovrebbe ridare slancio all’attività sportiva, tenendo conto della posizione strategica dell’impianto rispetto alla città, con la possibilità di dotare anche la curva nord di una tribuna e predisporre una riorganizzazione più funzionale degli spazi presenti, quali gli spogliatoi, il parcheggio, e il servizio bar/ristoro”. Bernardi ha, poi, ricordato che anche la zona destinata ai disabili è troppo piccola e dotata di un arredo “grottesco” ed ha ammesso di sognare uno stadio degno di una squadra tanto amata dalla città, pur temendo che nulla, ancora una volta, verrà fatto, ma augurandosi di essere smentito.
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"L'idrovora di Marina est funziona ed è costantemente sotto controllo. Presto riprenderanno i lavori per l'installazione del nuovo impianto". Dopo i problemi segnalati da alcuni cittadini circa il pompaggio delle acque dalla zona di Marna est in occasione delle piogge dei giorni scorsi il sindaco Serena Arrighi fa il punto su quanto accaduto e illustra i prossimi progetti. "L'attenzione per la sicurezza idrogeologica del territorio è sempre massima, così come quella per la manutenzione di tutti gli impianti – spiega Arrighi -. Questo riguarda, ovviamente, anche l'idrovora di Marina est le cui condizioni sono costantemente monitorate tanto in loco quanto direttamente dalla sala operativa comunale dalla nostra Protezione civile. E' stato così che martedì scorso, in occasione delle forti piogge che hanno interessato tutto il territorio, i nostri tecnici si sono subito accorti di un problema all'impianto e sono prontamente intervenuti per risolverlo: una manichetta per idrovore mobili era cascata in un canale e questo aveva comportato un blocco dell'impianto. Appena identificato il problema la manichetta è stata rimossa, le pompe hanno ricominciato a fare il loro lavoro e la situazione è visibilmente migliorata. Quanto accaduto è però la dimostrazione di come tutti dobbiamo essere attori protagonisti della sicurezza del territorio e di come sia importante che tutti non solo facciano attenzione a quello che finisce in fossi e canali, ma si preoccupino anche di segnalare tempestivamente ai tecnici e alle autorità eventuali problemi. Tornando infine alla situazione di Marina est sono in corso i lavori di realizzazione di una nuova idrovora più moderna della attuale. Sarà realizzata, tra l'altro, una grande vasca di cemento armato a tenuta stagna e sarà installata una pompa più potente. Il cantiere è al momento fermo a causa del livello della falda troppo alto, ma appena questo scenderà, presumibilmente entro il mese di aprile, i lavori ripartiranno regolarmente".
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E adesso vediamo che cosa studieranno e si inventeranno i pontefici e i soloni del politicamente corretto per nascondere, interpretare, confondere, rifiutare quella che, finalmente, è una realtà fondamentale non solo per il nostro Paese, ma per tutto il cattolicesimo e l'Occidente. Per la prima volta e a lettere chiarissime, papa Francesco ha manifestato un giudizio che non ammette repliche sulla teoria Gender che sta minacciando seriamente le giovani generazioni sin dall'infanzia e che rischia di compromettere quella che è stata, fino ad oggi, una stabilità millenaria.
Chiedo di leggere, così non mi affatico tanto; ho ancora il raffreddore e mi affatica leggere per un po'. Ma vorrei sottolineare una cosa: è molto importante che ci sia questo incontro, questo incontro fra uomini e donne, perché oggi il pericolo più brutto è l'ideologia del gender, che annulla le differenze. Ho chiesto di fare studi a proposito di questa brutta ideologia del nostro tempo, che cancella le differenze e rende tutto uguale; cancellare la differenza è cancellare l'umanità. Uomo e donna, invece, stanno in una feconda "tensione".
Lo ha detto papa Francesco ricevendo i partecipanti al convegno sull'Antropologia delle Vocazioni. Parole che suonano come una sentenza definitiva, addirittura, se così possiamo dire, passata in giudicato. Finalmente una scelta di campo ben precisa, probabilmente dovuta anche alle proteste sempre più forti in senso alla parte più conservatrice e illuminata a nostro avviso, della Chiesa, che in alcuni continenti si oppone, per fortuna, ad una deriva che costituisce a tutti gli effetti una sorta di suicidio dell'Occidente e per le nuove generazioni.
State, però, sicuri che i mass media del pensiero unico dominante si guarderanno bene dal dare a questa notizia il valore e il risalto epocale che merita. Lo tratteranno come una normale presa di posizione nemmeno tanto forte da parte di un pontefice che, durante il suo magistero, ha perso credibilità e appoggio in milioni di fedeli che, ormai, non sanno più se la Chiesa è diventata un'associazione di volontariato del tanto ormai sfruttato terzo settore o se, al contrario, è ancora qualcosa di sacro che eleva gli animi e non soltanto i corpi.
Papa Bergoglio è stato illuminato sulla via di Damasco se ha dichiarato, testualmente, che oggi il pericolo più brutto è l'ideologia del gender, che annulla le differenze . Attenzione, non ha detto che la guerra è il pericolo più brutto e nemmeno il Covid o le malattie che ci vogliono convincere ci colpiranno negli anni a venire e neanche il denaro, la droga, la violenza che stravolge l'universo. No, il papa ha detto senza esitazioni che il peggior pericolo su questa terra è, appunto, la teoria Gender.
Questo rappresenta un primo passo, ci auguriamo sostanziale, affinché insegnanti, medici, infermieri, tecnici, tutti coloro, in sostanza, he ancora credono nell'umanità così come è sempre stata, escano allo scoperto e ci mettano la faccia per stroncare sul nascere una ideologia portata, come al solito, dagli Stati Uniti e che sta distruggendo l'Occidente dalle sua fondamenta. Mentre il resto del mondo va in un senso di rafforzamento della tradizione e della propria identità oltre che del sentimento nazionale, l'Occidente, l'Europa, l'Italia svenduta agli Stati Uniti e all'Unione Europea, messa in mutande dai grandi organismi sovranazionali e dalle multinazionali del consumo sempre e ovunque, si dirigono verso il baratro di una omogeneizzazione senza identità, senza differenze, senza difese.
L'omino bianco d'Oltretevere non ci è mai piaciuto, molto, ma molto meglio papa Ratzinger, non c'è alcun paragone, ma vogliamo sperare che questo sia soltanto l'inizio e attenzione: la teoria Gender è portata avanti anche da coloro che minano alla radice la società pretendendo soltanto diritti e niente doveri, il tutto permesso perché niente sia proibito. O combattiamo questa deriva o non ci sarà speranza alcuna,
Come il marchese del Grillo anche papa Francesco pare essersi destato da un sonno pressoché costante e senza sussulti. Vedremo se sarà l'inizio di una nuova epoca o se, come temiamo, una delle sue solite uscite spesso senza capo né coda.
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Il consigliere dell’opposizione in quota Fratelli d’Italia, Massimiliano Manuel, ha effettuato un sopralluogo nel paese di Fontia a seguito delle intense piogge dei giorni scorsi ed ha segnalato molte gravi criticità: “La viabilità di Fontia è fortemente dissestata – ha fatto notare il consigliere Manuel – e il paese vive uno stato di abbandono. Ho ricevuto molte segnalazioni da parte dei residenti di Fontia per i problemi del manto stradale causati dalle abbondanti piogge e anche per diverse situazioni di mancanza di sicurezza e di decoro per cui ho voluto subito segnalare la situazione al comune di Carrara e alla provincia. Ci sono stati diversi smottamenti con cadute di tronchi a bordo strada che hanno richiesto anche l’ intervento della protezione civile e allagamenti nella zona centrale della fontana che hanno paralizzato il paese peraltro ancora in attesa di messa in sicurezza di via San Nicolò che ha dei cedimenti da almeno due anni. Troppo spesso le frazioni montane vengono dimenticate e questo è inammissibile. Bisogna smettere di lasciare i cittadini in pericolo per gli smottamenti e l'incuria di interventi che da anni vengono sempre rimandati. Senza contare che il paese è meta di molti turisti che vanno a godersi il panorama ed i percorsi della linea gotica rendendo la strada provinciale molto frequentata”.
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Il comitato Cittadini di Cava Fornace ha commentato gli esiti dell’incontro avvenuto a Firenze tra l’assessore all’ambiente della Regione Toscana Monia Monni e i sindaci di Pietrasanta e Montignoso, Gianni Lorenzetti e Alberto Giovannetti e i rispettivi assessori comunali all’ ambiente, Tatiana Gliori e Matteo Francesconi. “ Sappiamo che Giovannetti ha ribadito la ferma contrarietà alla riapertura della discarica e a nuovi conferimenti – fanno sapere dal comitato - mentre Lorenzetti, ha sottolineato che se non si chiudesse la discarica si dovrebbe ragionare su una gestione differente e una revisione dei codici di conferimento. Lorenzetti si è detto preoccupato per il post mortem della discarica, quando i cancelli saranno chiusi definitivamente, ma non appare preoccupato, visto che non ci risulta abbia richiesto nuove analisi, dai risultati delle verifiche Arpat del maggio 2023, che hanno trovato nei piezometri di controllo sforamenti di manganese, tricloromentano, solfati e arsenico. Il sindaco di Montignoso, grande assente all’inchiesta pubblica, parla di revisione dei codici di rifiuti da conferire, e questo non può non lasciarci perplessi, come ci lasciò perplessi e furiosi la mozione votata all’unanimità nell’estate scorsa dalla sua amministrazione, nella quale si vorrebbe, nel caso la Regione autorizzasse il progetto di riempimento, che fossero conferiti solo marmettola e terre di scarto. La mozione votata in agosto, come le parole oggi di Lorenzetti non dimostrano assolutamente fermezza nel volere chiusa la discarica, ma lasciano aperta una porta, anzi un intero cancello per nuove autorizzazioni. Rispetto alla riunione di Firenze ci sarebbe piaciuto che le amministrazioni coinvolte, una volta parlato con Monni, avessero convocato un tavolo aperto con i comuni limitrofi e con i rappresentanti dei comitati e cittadini, per riferire di quanto detto. Un intero comprensorio è coinvolto, la dimostrazione sono le decine di osservazioni presentate al progetto di Programma Ambiente Apuane spa per il completamento da quota 43 a quota 98 metri sul livello del mare Dai resoconti letti, non sappiamo però la posizione espressa dall’assessora Monni. Vorremmo conoscere quale futuro vede l’assessora e la Regione Toscana per la discarica e quindi per il Lago di Porta. Noi siamo fermi ancora alle parole della Consigliera Giachi nelle quali la discarica sarebbe propedeutica al piano di economia circolare della Regione. Abbiamo assistito allarmati ad una inchiesta pubblica inconsistente e svuotata di significato. Abbiamo inoltrato durante i 90 giorni concessi all’inchiesta numerose richieste di sospensione alla Regione, ma non siamo stati minimamente ascoltati. Da anni chiediamo all’assessora Monni di venire qui ad incontrarci, a parlare con i cittadini, i comitati e le associazioni di un problema sentito da un intero territorio, ma purtroppo Monni, come Giani non hanno mai il tempo per farlo. Noi vogliamo confrontarci con i politici che dovranno decidere del nostro futuro, ma sembra che questi si vogliano sottrarre ad una discussione franca e aperta con la gente. Non siamo del resto in campagna elettorale e quindi si può fare a meno dei cittadini.
Ai sindaci di Pietrasanta e Montignoso ricordiamo che i loro comuni saranno chiamati ad esprimersi in conferenza dei servizi sul progetto presentato dal gestore. Lì dovrà essere chiara la posizione, senza giochi di parole e fraintendimenti. Noi ci aspettiamo che la volontà dei cittadini non venga tradita, e che gli impegni presi a partire dalle campagne elettorali siano rispettati. NO al progetto, senza trattare codici, senza eventuali prescrizioni, che farebbero il gioco solo di chi vuole la discarica aperta. Un NO secco a nuove autorizzazioni. La discarica deve essere chiusa”.
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Quello che pensiamo del ministro Guido Crosetto, a capo del dicastero della Difesa, lo abbiamo già detto e scritto più volte. Quando un uomo e un politico che ricopre un ruolo di così alto profilo e responsabilità, dichiara di essere laureato e lo ha anche pubblicato nonostante non fosse vero, perde ogni forma di credibilità. Almeno per noi. E di stima che, in fondo, va a braccetto con la prima. Quello che lo stesso ministro in quota Fratelli d'Italia - il peggior partito e quello che ci ha deluso più di tutti sotto tutti i punti di vista, poi, per carità, sempre meglio Meloni di Schlein della serie Cencio dice a Straccio - disse appena uscito il libro di Roberto Vannacci, lo ricordiamo benissimo: disse che si trattava delle farneticazioni di un generale. Peccato che quelle farneticazioni hanno venduto oltre 240 mila copie a dimostrazione che gli italiani, forse, sono meno categorici e, soprattutto, magari il libro lo hanno letto. Ricordiamo benissimo la devozione e il rispetto pronunciati da Vannacci nei confronti del ministro dopo aver letto quel giudizio che non ammetteva repliche. Probabilmente adesso il generale sospeso la penserà un po' diversamente.
Ebbene, dopo essere stato messo sotto procedimento disciplinare senza alcun ragionevole motivo se non quello di aver scritto un libro ricco di buonsenso e tutt'altro che razzista o omofobo, ecco che lo Stato italiano, quello Stato che dovrebbe premiare i suoi figli e non bastonarli o degradarli o umiliarli sulla scia di ciò che scrivono e dicono gli intellettuali e i giornalisti servi sciocchi del politicamente corretto e di editori ligi al potere dispotico del pensiero unico dominante, sceglie di lanciare nel vuoto uno dei suoi migliori generali.
Roberto Vannacci, un uomo e un militare che all'estero tutti ci invidiano, qui in Italia proprio il partito che, per tradizione, storia, spirito, morale e valori dovrebbe essergli vicino, lo abbandona a se stesso e lo lascia nel tritacarne di una Sinistra che definire un male assolutamente incurabile di questo emisfero è un eufemismo. Ma Vannacci è in buona compagnia. Infatti, analogo trattamento, lo ha ricevuto un dirigente della polizia, Silvia Conti, che paga sulla propria pelle quanto accaduto a Pisa dove per decine di minuti giovani con ancora il latte sulle labbra hanno offeso, deriso e aggredito verbalmente, ma non soltanto, uomini che si trovavano in strada solamente per fare il proprio lavoro. Anche qui la società civile, quella schierata a sinistra, quella che ha 'occupato' e governa la scuola, l'università, i giornali, la cultura con la c minuscola, invece di difendere chi cerca di tutelare l'ordine pubblico, vomita addosso alle divise il peggio del peggio.
E i giudizi sprezzanti di alcuni politici, sindacalisti, esponenti di associazioni, persino il presidente della Repubblica Mattarella con le sue parole, lui che non perde mai l'occasione di stare zitto, hanno gettato fango e merda delegittimando una istituzione anzi, un pezzo importante di una istituzione e il risultato è facile da prevedersi: antagonisti, delinquenti, criminali, terroristi o aspiranti tali, sanno che, come negli anni di piombo nelle strade d'Italia, quando l'estrema sinistra poteva agire impunita. potranno da ora in poi agire indisturbati. La Sinistra, pur di abbattere un Governo di destra, farebbe insorgere anche i peggiori criminali senza badare a costi e spese.
Undici mesi di sospensione a Roberto Vannacci per aver leso l'immagine dell'Esercito quando, a nostro avviso, casomai l'ha arricchita di prestigio visto lo squallore che governa la nostra classe militare dall'8 settembre 1943 in poi. Nessuno oggi, noi per primi, può aver fiducia in queste forze armate che permettono che un loro esponente tra i più prestigiosi venga trattato alla stregua di un folle o di uno psicopatico quando, al contrario, è l'unico ad aver avuto il coraggio di mettere nero su bianco quello che tutti pensano, ma si guardano bene dal dire per paura di perdere stellette, soldi e cadreghino.
Noi lo avremmo promosso, altro che sospeso e ci sorprende che Giorgia Meloni, ma l'avevamo già adocchiata a casa Almirante nel 2015 e non ci aveva fatto una bella impressione, non abbia mosso un dito né detto una parola lasciando al collega Matteo Salvini l'incombenza di difenderlo a spada tratta. A questo punto appare chiaro che Vannacci deve candidarsi e senza indugio. Tutta la melma che gli hanno spalmato addosso merita e grida vendetta. Allucinante leggere le motivazioni che hanno spinto l'esercito a cui Vannacci ha dedicato la vita, a sospendere dimezzandogli lo stipendio, il generale che ha comandato, non dimentichiamocelo, la brigata Folgore e gli incursori del Col Moschin. E mentre soffiano venti di guerra in Europa e in Medio Oriente, mentre l'Islam e gli arabi stanno occupando letteralmente il nostro Paese e l'Occidente e l'Europa è sempre più una farsa, l'Italia, che di uomini avrebbe un grande bisogno, che fa? Umilia e deride uno di coloro che sarebbe chiamato per meriti a difenderla.
Ecco, se noi fossimo agenti di polizia o carabinieri o militari, non avremmo dubbi: di fronte a quanto accade in questi giorni a persone di schiena dritta come Silvia Conti e Roberto Vannacci, incroceremmo le braccia e che vengano i politici in mezzo alla pubblica via a prendersi offese minacce derisione e anche oggetti e botte. Se le forze di polizia si fermassero, lo Stato salterebbe in aria, ma i vertici sono troppo legati a filo doppio con chi distribuisce loro prebende e pensioni dorate.
Che dire?, ma, soprattutto, che fare? Noi, in attesa di scegliere, diamo la nostra totale e incondizionata solidarietà sia a Roberto Vannacci del quale ci onoriamo di essere amici sia a Silvia Conti spedita senza nemmeno un briciolo di gratitudine a Pescara in esilio dorato. E senza che, provocatoriamente e ironicamente, ad Ortona ci sia una nave pronta ad accoglierla per trasportarla oltre le linee nemiche come accadde al re e allo stato maggiore che il 9 settembre lasciarono in tutta fretta Roma per fuggire dai tedeschi abbandonando il paese alla loro sete di vendetta. Ma solidarietà anche agli agenti di polizia che a Pisa hanno subito prima di partire e ristabilire un minimo di regole. I manifestanti? Visto che si lamentano, che provino ad andare a manifestare con Hamas in Palestina, o in Egitto, o in Iran e Arabia Saudita o ancora nel Qatar o in Cina, in Russia o nella Corea del Nord. Ridicoli e ridicoli i genitori, i docenti, tutti quelli che si sciacquano la bocca soltanto perché ce l'hanno sotto il naso dal quale gocciolano soltanto mediocrità, ignoranza, ideologia e strumentalizzazione.
L'unica consolazione è l'età anagrafica. La nostra. Che, ci auguriamo, non ci consentirà di assistere allo sfascio e allo sfacelo verso cui questo povero disgraziato stivale sta camminando. Senza speranza. E quando chiederanno aiuto contro la barbarie, allora i militari come il generale Vannacci, se sono intelligenti, avranno da tempo abbandonato la divisa.
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Abbiamo letto con interesse la nota del deputato massese alessandro Amorese sull'analisi politica della situazione locale, nella quale afferma di stare lavorando per l'unità del centrodestra e che tale unità a Massa non sia possibile a causa della presenza in maggioranza di Azione. Con ciò, ci viene spontaneo fargli alcune domande: Non è stato Fratelli d'iItalia ad aver diviso il centrodestra a Carrara, non riuscendo ad arrivare neanche al ballottaggio e candidando l'ex vicesindaco di centro sinistra, storico dirigente del Partito democratico, Andrea Vannucci? Non è stato sempre Fratelli d'Italia ad aver sfiduciato il sindaco Persiani, portando la città nel caos del commissariamento prefettizio? E ancora, non è stato Fratelli d'Italia che, a Massa, non arrivando neppure al ballottaggio,è andato in maniera nascosta a votare al secondo turno contro Persiani? Sono convinto che, se veramente sei impegnato all'unità del centrodestra, non sfiduci il tuo sindaco, opponendogli il segretario provinciale Marco Guidi alle amministrative e poi, al ballottaggio, non tergiversi, ma decidi di fare campagna per Francesco Persiani e non per il candidato del Partito Democratico. Inoltre è un controsenso attaccare in consiglio comunale l'amministrazione Persiani, che noi di Azione sosteniamo lealmente, votando poi le sue linee di mandato? Questi sono comportamenti che denotano grande confusione dentro il partito di Giorgia Meloni. La sensazione è, anche dopo le recenti elezioni in Sardegna, che dietro al grande consenso di Fratelli d'Italia, a livello nazionale, non ci sia una classe dirigente all'altezza nei territori. Una dirigenza che parla di unità, ma intende egemonia, una dirigenza con uno sguardo rivolto esclusivamente al passato, con mozioni nostalgiche su Mussolini e Almirante o minacce di cancellazione di murales. Vogliamo tranquillizzare l'onorevole Amorese. La presenza di Azione in maggioranza a Massa non è compatibile con quella di Fratelli d'Italia. Noi sosteniamo e sosterremo il sindaco Persiani lealmente. Azione non sfiducia i suoi sindaci.
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