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Nessun cambio all'assessorato allo sport di Carrara: il presidente del Coni Massa Carrara Vittorio Cucurnia conferma che la notizia dell'assessore Benfatto fatta fuori dall'amministrazione Arrighi era solo una bufala
Il giallo - a dir il vero, assai sbiadito - dell'annunciata eliminazione dell'assessore allo sport, Turismo e commercio del comune di Carrara, Lara Benfatto, a favore…

Massa, il Consiglio Comunale approva all'unanimità la mozione sull'endometriosi: un impegno concreto per la salute delle donne
Il Consiglio Comunale di Massa ha approvato all'unanimità la mozione intitolata "Per la salute di tutte le donne: superiamo l'endometriosi", presentata dalla Consigliera Comunale di Forza…

Nuovo sopralluogo del consigliere della Lega Andrea Tosi a Sorgnano: bene i lavori sulla strada che collega a Gragnana, ma serve un intervento sul verde nel primo livello del parcheggio del paese
A distanza di circa un anno dal precedente sopralluogo e intervento in Consiglio comunale, il consigliere Andrea Tosi è tornato nel paese di Sorgnano per un…

Annunciano il benservito a Lara Benfatto, assessore allo sport, turismo e commercio del comune di Carrara ma l'interessata smentisce totalmente
La notizia è apparsa su una pagina facebook locale che si occupa di politica: l'assessore allo sport, turismo e commercio del comune di Carrara, Lara Benfatto,…

Proroga di due anni agli imprenditori del marmo che hanno mancato l'obiettivo del 50 per cento di lavorazione in loco: l'annuncio di Pd, Pri e Psi
Due anni in più, agli imprenditori del marmo locali, per raggiungere la soglia, imposta dall'articolo 21 sul lapideo, del 50 per cento della lavorazione del…

Cedimento di una griglia per la raccolta acque piovane a San Carlo: il consigliere Ortori ha attivato l'intervento del comune
Nello svincolo di piazza San Carlo a San Carlo Terme si è verificato un cedimento della griglia per la raccolta delle acque piovane che è stato…

Tagliati, a Miseglia, alberi anche in terreni privati per un costo di 46 mila euro: la critica del consigliere Bernardi
"Prendiamo atto che i lavori di pulizia del fronte strada dai rovi e dagli alberi pericolanti deve essere eseguita dai proprietari dei terreni che hanno l’obbligo…

Scritte contro Meloni a Massa: Tenerani FDI- "Atti vigliacchi. lo stato non arretra davanti ai ricatti di anarchici e delinquenti"
Tornano le scritte offensive contro il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul territorio massese. Un episodio che si ripete a distanza di pochi mesi e che…

Le scritte contro Meloni non sono atti di vandalismo ma segnali d'odio che non deve avere cittadinanza: la critica del consigliere regionale di FdI Marco Guidi
"Un altro messaggio macabro nei confronti di Giorgia Meloni, un'altra riprova dell'odio e dell'intolleranza che anima la sinistra radicale. Sempre più minoritari e incapaci di accettare…

Il referendum sulla giustizia è una sfida di civiltà: così l'onorevole Barabotti della Lega al gazebo di Massa
Nell'ambito del tour toscano sul referendum sulla giustizia, che vede la Lega Toscana impegnata con oltre 130 gazebo su tutto il territorio…

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È un vero e proprio fiume in piena il consigliere civico di Arcipelago Massa Andrea Barotti sulla questione sanità. In un lungo comunicato, Barotti critica le posizioni, considerate ottimisticamente “fuori luogo” del sindaco di Massa Francesco Persiani e del consigliere regionale del PD Giacomo Bugliani, colpevoli, secondo Barotti, di “esultare” per pochi posti letto e un nuovo ospedale di comunità che si porta dietro mille perplessità.
“La soddisfazione del Sindaco mi è parsa fuori luogo – sentenzia Barotti – poiché venti posti letto per le lunghe degenze sono una goccia in un mare; non alleggeriranno la pressione sugli ospedali e non compenseranno i tagli causati con l’accorpamento dei nosocomi. Per quanto mi riguarda, ho sostenuto la necessità di procedere, celermente, approfittando dei fondi previsti dal Pnrr, alla realizzazione delle strutture dedicate all’assistenza territoriale; troppi anni sono stati sprecati discutendo dove costruire la nuova casa della salute: ne potevamo restare privi dell’ospedalino di comunità ma è davvero eccessivo presentare come un successo venti posti letto affidati ai medici di famiglia”.
Per il consigliere civico sarebbe invece fondamentale ripensare al sistema organizzativo dell’intera sanità regionale, puntando, piuttosto che sulla troppo economicizzata legge della “prestazione”, su obiettivi e risultati di cure: un nuovo modo di vedere il reparto sanitario, in cui il cittadino, e non il denaro, torna protagonista.
“Mi chiedo, ad esempio – spiega il consigliere di Arcipelago Massa – se gli ospedali di comunità funzioneranno o se, invece, resteranno scatole vuote per mancanza di medici di base disposti a lasciare i propri studi; sul tema ho chiesto, con una lettera rivolta all’assessore Bezzini e al presidente Giani, quale sia la posizione della Toscana sulla proposta di riforma del direttore dell’istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, che immagina, ad esempio, la ricollocazione giuridica e contrattuale (passaggio dal rapporto in convenzione a quello di dipendenza), dei medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e delle diverse forme di aggregazione all’interno del sistema delle cure primarie, affinché il rapporto di lavoro venga strutturato per obiettivi e risultati di salute e non per prestazioni fornite. Spero che il governo regionale dica cosa pensa su quella ipotesi di riforma e se possa appoggiare la nascita di una disciplina universitaria e relativa scuola di specializzazione che formi alle cure primarie, alla medicina generale e alla medicina di comunità”.
Nella nota, Barotti non lesina critiche al vecchio-nuovo centrosinistra massese – “In sintesi, la situazione odierna, cantieri ancora da aprire, vecchio ospedale in cerca di un futuro, sono il risultato del nostro passato e presente politico. Oggi, il consigliere regionale Bugliani promette, mentre l’edificio chiude i battenti (riferendosi al vecchio nosocomio) – ma lascia spazio al dialogo, e soprattutto propone un’idea per trasformare il vecchio ospedale in un centro di virologia regionale.
“Credo che la funzione avuta, durante la pandemia, dal vecchio ospedale (ben 27 posti di terapia intensiva a servizio dell’intera Asl Toscana nordovest) debba essere mantenuta, trasformando il San Giacomo e Cristoforo in un centro di virologia (cura e ricerca) per la nostra regione, magari aprendo una collaborazione con l’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani”.
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Nessuna sentenza definitiva, ci mancherebbe altro, ma i ritardi che l’azienda Asmiu sta accumulando per la creazione delle isole ecologiche interrate, specialmente in via Casamicciola e in via Largo Brugiano, non stanno piacendo per niente all’amministrazione massese.
È questo il motivo per cui l’assessore al comune di Massa con delega alle attività produttive, politiche del lavoro, ambiente, sport e innovazione tecnologica Paolo Balloni ha convocato la ditta stessa per un incontro col comune fissato per l’11 gennaio.
“L’assessore Paolo Balloni con delega all’Ambiente – si legge in un estratto della nota ufficiale – convocava Asmiu per il giorno 11 gennaio 2023, al fine di discutere ed approfondire il tema della raccolta dei rifiuti a Marina di Massa, per quanto riguarda le utenze domestiche e non domestiche. All’amministrazione comunale risulta infatti che Asmiu abbia riscontrato l’impossibilità nella realizzazione delle isole ecologiche previste in via Casamicciola per problemi legati all’ingombro della stessa nel punto previsto, ed in via Lungo Brugiano per problematiche relative alla gestione dell’acqua di falda durante gli scavi. L’eventuale modifica del sistema di raccolta, che potrebbe derivare da errate o non approfondite valutazioni in sede di progettazione da parte di Asmiu, e che certamente ha comportato il dispendio di risorse pubbliche, necessita di un tavolo allargato a tutta l’amministrazione comunale, al fine di individuare delle strategie eventualmente alternative e non può essere una scelta unilaterale della azienda, che, lo ricordiamo, esercita per conto del comune un servizio strategico e fondamentale”.
Un sistema di raccolta, quello delle isole ecologiche, che per il comune non è trattabile, essendo sancito addirittura nel contratto di servizio che regola i rapporti tra il comune e Asmiu.
La situazione, dunque, nonostante “sembri” sotto controllo, è parecchio rovente, e l’amministratore unico di Asmiu, Massimiliano Fabbri, dovrà “fornire tutta la documentazione richiesta dalla amministrazione comunale in merito all’iter amministrativo inerente la realizzazione delle isole ecologiche”, o il rischio è quello che il caso delle “isole ecologiche” scoppi definitivamente.
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''Se lo scopo dell'annuncio dei progetti dell'assessore Lorenzini - da lei stessa definiti "interventi choc" - era di stupire, ci è riuscito benissimo. Si è tanto parlato di ambiente nell'ultima campagna elettorale, il sindaco è stato ben attento a prendere il massimo dei voti dalle associazioni ambientaliste, ma ora è svelato l'inganno e si vedono le reali intenzioni dell'mministrazione Arrighi.'' Si apre così la critica del consigliere comunale Matteo Martinelli alle deleterie prospettive dell'assessore all'Urbanistica Lorenzini.
''Gli eventi alluvionali degli ultimi anni – continua il consigliere – dovrebbero suggerire una maggiore prudenza rispetto al tema di nuove edificazioni nelle aree verdi del territorio comunale.
Per questo nel nuovo Regolamento Urbanistico (POC) abbiamo posto "la questione ambientale al centro", partendo dalla consapevolezza che Carrara avesse già pagato un caro prezzo e meritava di essere risarcita in termini ambientali e abbiamo deciso di contenere il nuovo consumo di suolo e di favorire il riuso dell'esistente abbandonando le strategie dell'età dell'espansione. Per Villa Ceci avevamo scelto di disinnescare il processo perequativo, che non ha visto attuazione e di azzerare le volumetrie previste dal piano strutturale puntando invece sull'esproprio di una quota consistente dell'area da destinare a parco urbano.
La precedente amministrazione ha sottoposto l'area di ''Villa Ceci'' a esproprio e ha reperito le risorse per l'acquisizione delle aree, e così ha fatto per il Mediterraneo, che non appare nei sogni dell'assessore: ci auguriamo che non rispunti sotto forma di variante a iniziativa privata.
Tutti gli altri progetti citati dall'assessore Lorenzini sono una continuazione del lavoro dell'amministrazione De Pasquale, dal progetto di Bonascola al Lotto 4 del Waterfront, passando per la ciclovia sul tracciato della ex-marmifera, l'intervento sulla ''Caravella'', la costruzione della nuova Buonarrotti e della nuova Taliercio. Ognuno di essi è frutto del lavoro della precedente amministrazione, che queste idee le ha coltivate e trasformate in progetti finanziati o finanziabili, in una visione coerente della Carrara che verrà. Laddove l'attuale amministrazione su quella visione inserisce le proprie idee, da Villa Ceci a via Roma, si rischiano dei danni irreparabili. Comprendiamo la necessità politica di dover lasciare il proprio segno, ma se queste sono le loro idee ci permettiamo di suggerire alla giunta di limitarsi a svolgere il compitino e portare avanti diligentemente i progetti già avviati. Condurli a termine sarà comunque un risultato epocale per la città.
Le dichiarazioni dell'amministrazione rispecchiano invece la volontà di un deplorevole ritorno al passato, ad una gestione spregiudicata e aggressiva del territorio che certamente non ha favorito il benessere della comunità.'' Conclude il consigliere del Movimento 5 stelle.
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Continua la diatriba attorno alle strutture abitative popolari del comune di Massa. Dopo un prima considerazione del Polo Progressista (formato di Movimento Cinque Stelle, Unione Popolare e Massa Città in Comune) sullo stato attuale delle case popolari massesi (di certo non lusinghiera), ci ha pensato lo stesso presidente dell’Edilizia Residenziale Pubblica (Erp), Luca Panfietti, ad invitare gli stessi membri del polo a visitare i lavori, già partiti, per la costruzione di sessanta appartamenti tra via Pisacane e via Galvani angolo via Fratta, nella zona dell’ex Mattatoio.
Neanche a dirlo, il PP ha immediatamente risposto alla replica di Panfietti, accusando lo stesso di non aver compreso appieno il loro primo comunicato, incentrato più sullo stato delle strutture già costruite piuttosto che l’edificazione di nuove, e di proporre le stesse conclusioni che aveva condiviso con la stampa già cinque anni fa: anni in cui, sentenzia il Polo, nella zona del Mattatoio l’unica cosa a muoversi “è stata l’erba”.
“Le parole del presidente di Erp Panfietti, uscite oggi sulla stampa, da un certo punto di vista ci risultano familiari. Sarà perché sono le stesse parole uscite sui giornali in data 27 dicembre 2018? Verificare per credere. Esprimiamo la nostra solidarietà ai titolisti che lavorano nei giornali perché, come in un loop infinito, si ritrovano a battere nuovamente le stesse parole pronunciate dagli amministratori nel 2018 senza che gli alloggi popolari vengano veramente alla luce. Invitiamo gli stessi giornali a verificare quanto sosteniamo, e cioè che dagli annunci fatti da Panfietti, e dal comune di Massa nel 2018, nulla è cambiato al Mattatoio. Noi non abbiamo bisogno, come ci invita a fare il dottor Panfietti – sottolinea il PP – di verificare personalmente lo svolgersi dei cantieri, perché le nostre segnalazioni nascono proprio dai cittadini che in quell'area vivono e che testimoniano, senza problemi di sorta, che l'unica cosa in movimento nel cantiere è l'erba, che cresce senza sosta. La cosa che più ci lascia perplessi, però, è che Erp e comune di Massa si sentono toccati dalle nostre dichiarazioni, ma non rispondono nel merito di quanto mettiamo nero su bianco, anzi glissano il tema. Infatti, avevamo sollevato il tema della ristrutturazione delle case popolari che necessitano manutenzione, non di quelle che verranno costruite ex novo. I numeri che abbiamo riportato, ben 104, ci sono stati forniti dall'Erp stesso su domande chiare che avevamo posto: quanti alloggi in costruzione, quanti alloggi non utilizzati. Se i numeri sono sbagliati – sentenzia il Polo – allora è stato ERP a dire inesattezze, non certamente noi. Il fatto, dunque, si fa molto più grave. Torniamo quindi a chiedere a Panfietti e al comune di farsi carico di queste problematiche. Problematiche reali che necessitano di risposte reali, non parole vuote e annunci di ipotetiche inaugurazioni”.
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Contiene a tenere banco la questione sulla gestione e la situazione debitoria della casa di riposo “Gioacchino Ascoli” di Massa.
Dapprima era stato il consigliere del Gruppo Misto Antonio Cofrancesco a sollevare dei dubbi, accresciuti nuovamente dal comunicato firmato dal segretario generale della funzione pubblica delle Cgil Alessio Menconi.
Una situazione potenzialmente esplosiva, in grado di creare nuovi attriti in una maggioranza che il primo cittadino massese, Francesco Persiani, sta provando a tenere unita con le unghie e con i denti.
Ed è proprio per questo che il sindaco ha deciso di rispondere con garbo sulla questione, sempre attraverso il mezzo del comunicato, evidenziando come l’amministrazione sia sempre stata disponibile ad un confronto tra le parti coinvolte: una riunione già programmata per lunedì 9 gennaio.
L’altro tasto dolente su cui Persiani è voluto tornare è la situazione dei mancati stipendi a 370 dipendenti, che per il sindaco non possono essere imputati alla questione del vecchio debito di Casa Ascoli, dato che ad oggi il personale non supera i quaranta lavoratori.
“Alla luce del comunicato stampa apparso sulla cronaca locale a firma del segretario generale della funzione pubblica della Cgil Alessio Menconi, in ordine ad una presunta latitanza del comune su Casa Ascoli, è doveroso fare alcune importanti precisazioni. L'amministrazione ha dato ampia disponibilità all'incontro, e questo era già stato anticipato al segretario Menconi. Oltretutto, per il 9 gennaio prossimo venturo è da tempo fissata (e ben prima della richiesta della Cgil) una riunione tra comune, Casa Ascoli e Compass. Fatti i passaggi propedeutici, un incontro, doveroso, con le parti sociali verrà subito dopo convocato, contando infatti a quel punto di avere ulteriori elementi di confronto. In ogni caso, chiariamo sin d’ora che appare fuorviante e ingiusto additare il mancato stipendio di 370 dipendenti alla questione del vecchio debito di Casa Ascoli, dato che nella rsa operano non oltre 40 lavoratori della Compass, e se quello che è stato scritto fosse vero, allora i lavoratori non dovrebbero aver ricevuto la loro retribuzione sin dal momento della creazione del debito, che risale a parecchi anni fa, ben prima di questa amministrazione”.
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Continua il tavolo delle discussioni riguardo alla gestione dell’impianto di smaltimento rifiuti Cermec.
Con il passaggio al gestore unico RetiAmbiente, lo stabilimento andrà incontro a un vero e proprio restyling, e diverrà un biodigestore per la produzione di biometano.
Una scelta che di certo porterà Cermec nell’industria del terzo millennio, ma che è inficiata da alcune ombre su cui la politica carrarina vuole fare luce al più presto.
È il consigliere di Italia Viva Cosimo Maria Ferri a farsi carico dei dubbi di molti, chiedendo direttamente al sindaco Arrighi, attraverso una nota ufficiale, quale sarà il futuro dei molti impiegati dell’attuale Cermec, senza dimenticare i grandi costi di spesa, al momento anticipati da RetiAmbiente, che dovranno essere stanziati per la creazione del biodigestore e delle bonifiche dell’area.
Infatti, Ferri evidenzia come nel contratto per la gestione di Cermec non ci siano garanzie per i lavoratori attualmente impiegati, né si danno informazioni certe sulla restituzione dei quasi 47 milioni di euro che serviranno per i lavori di riqualificazione.
Persino la questione dei rifiuti da trasportare al Cermec risulta fumosa: tutti elementi che per il consigliere renziano non sono altro che i sintomi di una politica senza una visione progettuale seria.
“La Giunta Arrighi ha approvato lo schema di addendum contrattuale per la prosecuzione in deroga della gestione da parte di Cermec Spa del sistema impiantistico, sito in località Gotara, nel comune di Massa. Ho letto gli atti e ci sono diversi punti da chiarire, che intendo sollevare e su cui vorrei cortesemente risposte dalla sindaca di Carrara. Rilevo infatti che nel contratto transitorio firmato per la gestione del Cermec non ci sia il minimo accenno ai posti di lavoro. Con il passaggio al gestore unico Retiambiente cosa succederà ai lavoratori del Cermec? Chi li garantisce? Saranno salvaguardati tutti oppure no? Nel documento non c'è alcun impegno di RetiAmbiente in questo senso. RetiAmbiente si farà carico sia di trasformare l'attuale impianto in un biodigestore per la produzione di biometano, per una spesa di 36 milioni di euro, da realizzarsi con o senza i fondi del Pnrr, sia di effettuare le bonifiche, versando di propria tasca 11,1 milioni totali. Si tratta di una cifra enorme, quasi pari ai 12 milioni stanziati dalla regione per la bonifica unitaria della falda Sin/Sir apuana. Nel contratto transitorio – continua Ferri – si dice che RetiAmbiente dovrà poi rientrare in possesso di tutte le somme, quindi non solo gli 11,1 milioni destinati alle bonifiche dell'area Cermec, ma anche i 36 milioni necessari alla costruzione del biodigestore, ma non è chiaro come avverrà la restituzione del denaro messo a disposizione del Cermec. Tutto, infatti, è rimandato alla stipula di un ulteriore accordo, che dovrà essere firmato nel 2023. Chiediamo assicurazioni che non ci rimettano i cittadini con aumento di costi, servizi e tariffe. Nel contratto transitorio inoltre c’è scritto che per tutto il 2023 Ato e Retiambiente si faranno carico di garantire al Cermec un flusso di rifiuti essenziale per il suo funzionamento. Ato, addirittura, si impegna, se necessario, a garantire flussi di rifiuti provenienti anche da fuori ambito e fuori Toscana, ma questo non è possibile senza il permesso della regione. Insomma, ci sono troppe cose non scritte e chiarite, e i cittadini e i lavoratori devono sapere e conoscere questi punti. Ancora una volta il comune di Carrara va a traino di altri e non pensa al territorio: manca un progetto serio e soprattutto l’idea concreta della partita in gioco”.
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Ci sarà una vera e propria “transizione” energetica per il rifugio “Città di Massa”, situato a 900 metri sul Pian della Fioba.
La struttura infatti verrà adeguata con nuove strumentazioni che permetteranno un sostenuto risparmio energetico nei prossimi anni: una vera e propria vittoria per uno dei luoghi di riposo più gettonati di tutto il turismo apuano.
La regione ha deciso di finanziare il progetto, che in totale verrà a costare 239mila euro, con una liquidazione di 75mila, ma solo se ci sarà l’impegno da parte del comune di Massa di investire la parte mancante della somma totale (che ammonta a circa 165mila euro).
Un grande risultato, dunque, ma l’ottimismo deve essere cauto. I primi a proporre questo modus pensandi sono i membri della sezione di Massa della Lega, che nonostante l’apprezzamento per il risultato ottenuto, rimarcano l’importanza di stanziare, e trovare, i soldi mancanti per lo sviluppo del progetto.
La soluzione? Il Carroccio la propone in una nota ufficiale: fine delle divisioni all’interno della maggioranza e un voto unanime al bilancio 2023, senza il quale anche la tranche in arrivo dalla regione potrebbe svanire in un nulla di fatto.
La Lega però non si ferma a mere pratiche burocratiche: nel comunicato, i lavori al rifugio vengono mostrati come l’ennesimo successo della giunta Persiani. Un vero e proprio endorsement in vista delle prossime elezioni comunali.
“Un passo avanti per ridurre le bollette di luce e acqua del rifugio Città di Massa: il progetto elaborato dall'amministrazione Persiani ottiene i primi 75mila euro a fronte di una spesa complessiva di 239mila, necessari per garantire un futuro all'avanguardia alla struttura ricettiva di Pian della Fioba, meta di un turismo escursionistico in forte crescita sulla montagna massese. La sezione comunale della Lega di Massa esprime cauta soddisfazione: è importante ricordare che lo sviluppo del turismo legato ai cammini sia al centro degli obiettivi del sindaco Persiani e dell'intero ambito turistico. Il finanziamento – spiega il Carroccio massese – aiuterà nel sostituire gli impianti di produzione di energia elettrica e calore tramite pannelli solari collegati a impianti di climatizzazione, risparmiando in bolletta e producendo energia totalmente da fonti rinnovabili. Sono state ottenute risorse economiche importanti, ma che da sole non bastano a garantire un intervento completo; la regione ha inoltre specificato che la liquidazione delle risorse avverrà solo se ci sarà disponibilità da parte del comune a cofinanziare l’intervento per la parte restante; quindi, dovranno essere trovati 165mila euro nel bilancio comunale per non perdere i 75mila: un altro motivo per cui si invita i partiti della coalizione a non portare più beghe elettorali in consiglio comunale e quindi a votare senza indugi il bilancio 2023, per evitare di mettere a rischio interventi richiesti da decenni come questo, e che il centro sinistra ha sempre snobbato. Anche questo progetto è un successo dell'intera amministrazione di centrodestra, che ha fin da subito creduto nello strutturare un efficiente ufficio sui bandi europei che ha prodotto molti risultati, fra cui la ricerca del bando regionale in oggetto e la cura di tutti gli aspetti di presentazione del progetto, interfacciandosi con l'ufficio lavori pubblici per ottenere i dati necessari alla sua presentazione”.
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Ecco le foto della strada di via dei Corsi nella quale la giunta Arrighi ha previsto il senso unico direzione salita per il problema della chiusura del cavalcavia. Hanno coperto qualche buca nella strada ma il resto del manto stradale si trova nelle condizioni rappresentate nelle fotografie. La Giunta ha speso quasi un milione di euro per le strade dei bacini marmiferi, per la pulitura delle cunette e per il decespugliamento del verde a lato delle strade e in ultimo per rifare l'illuminazione della rotatoria di Miseglia. Quindi i soldi ci sono ed eccome ci sono. Peraltro lo ripeto ancora una volta per quanto riguarda le strade che portano ai bacini marmiferi occorre chiedere un impegno economico maggiore a chi fa impresa grazie all’estrazione del marmo e non ai cittadini. Tutti gli interventi nel territorio sono utili e importanti ma occorre indicare delle priorità e far capire alla cittadinanza il perché s’intervenga in un luogo anziché in un altro e quale sia la strategia.
Questa strada penso che meritasse un intervento immediato e che la giunta non abbia chiaro quali siano gli interventi da fare. Ho presentato un’interrogazione per fare chiarezza e chiedere all’assessora Guadagni sulla base di quali elementi abbia deciso di destinare le somme a disposizione e di trascurare via dei Corsi pur avendo a disposizione circa un milione di euro.
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Erp di Massa Carrara replica al Polo progressista e di Sinistra (Movimento 5 Stelle, Massa Città in Comune e Unione Popolare) affermando che l'ente di edilizia residenziale pubblica, da sempre sensibile alle legittime esigenze delle famiglie bisognose che hanno diritto alla casa popolare, con il Lode, la società di cui fanno parte tutti i Comuni della provincia apuana proprietari degli immobili pubblici, ha già reperito risorse che permetteranno nei tempi tecnici la realizzazione di 60 alloggi popolari nel territorio massese già progettati e finanziati. "I lavori di ristrutturazione sono iniziati. Al termine degli interventi i sessanta alloggi verranno riassegnati a famiglie in lista di attesa".
Erp tiene a sottolineare che opera "in sinergia e sintonia con l'amministrazione comunale massese per dare risposte, compatibilmente con le risorse a disposizione, a chi necessita di un alloggio popolare". L'ente di edilizia residenziale pubblica precisa che trentasette alloggi sono stati finanziati attraverso i fondi del Piano nazionale complementare del Pnrr, tre con le risorse di Erp Massa Carrara e gli altri con altri fondi. Inoltre Erp replica al Polo Progressista e di Sinistra, che aveva affermato senza alcun dubbio che erano fermi o non erano partiti i cantieri di via Pisacane e all'ex Mattatoio, con i fatti e con l'invito "a venire a vedere di persona, se lo ritengono interessante, gli operai al lavoro nei cantieri di via Pisacane e di via Galvani angolo via Fratta, ex Mattatoio. In particolare, nel complesso di via Pisacane sono in corso di realizzazione gli impianti elettrici, gli impianti idrotermosanitari e le pareti divisorie degli interni. Il crono programma prevede di finire i lavori per 31 alloggi popolari entro fine maggio. All'ex Mattatoio i lavori sono iniziati e saranno completati entro la fine di quest'anno, come da cronoprogramma condiviso con il ministero delle infrastrutture. L'intervento per trenta alloggi, del costo di circa 4 milioni di euro, rientra nel Pru, il programma di riqualificazione urbana a canone sostenibile".
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Le perplessità sul progetto della nuova Variante Aurelia crescono ogni giorno di più su tutto il territorio massese. Se prima sono state alcune associazioni a lanciare l’allarme su un possibile dispendio di denaro per un cambiamento irrisorio, ora sono anche i cittadini di Massa e le opposizioni a dare parere contrario su un’opera sempre più nel mirino.
La giunta Persiani procede dritta nell’attuazione del progetto, e le parole del sindaco sul Tg regionale ne sono la riprova, ma il rischio è che le lamentele dei cittadini possano creare crepe anche all’interno di una maggioranza ormai parecchio sfilacciata.
A rincarare la dose è stato il Polo Progressista (costituito da Movimento Cinque Stelle, Unione Popolare e Massa città in Comune), che attraverso un comunicato ufficiale ha espresso tutta la propria contrarietà nei confronti della Variante, anche in virtù dei dati forniti dalla stessa Anas.
Le valutazione dell’azienda nazionale sono infatti poco lusinghiere: ad esempio, per 43 milioni di spesa, il traffico a Turano avrà un abbassamento del solo 5 per cento.
La nota del PP mette sul tavolo dati e statistiche che di certo non piaceranno a chi si definisce pro-variante, ma propone una via alternativa: il divieto di transito dei mezzi pesanti nel tratto di Turano.
“Come Polo Progressista crediamo che sulla Variante Aurelia si stia facendo molta propaganda, e che tale propaganda non permetta ai cittadini e alle cittadine di farsi un'idea di ciò di cui stiamo parlando. Per questo lasceremo parlare i dati forniti da Anas. I dati di Anas- spiega il Polo Progressista – chiariscono che questo investimento, del valore di 43 milioni di euro, andrà a ridurre solo del 5percento il traffico veicolare nella frazione di Turano. Una percentuale irrisoria a fronte di una progettazione estremamente costosa che, è evidente, non permetterà agli abitanti del quartiere di registrare un miglioramento della qualità della vita, perché non cambierà di una virgola l'impatto, in termini di inquinamento, del traffico. Quindi i dati, e non le sensazioni, ci stanno dicendo che quel progetto non risolverà gli innegabili problemi dei cittadini di Turano, ma sposterà il problema su altri abitanti di zone ad alta emergenza inquinamento da emissioni veicolari e ferrovia, come il Bagaglione, via Pellegrini, piazza e viale stazione e tutta la via Carducci e traverse. Infatti, sempre guardando i numeri, tale intervento genererà un aumento del 30percento del transito dei veicoli in un'altra strada, cioè via Carducci; una strada che subirà oltre a questa modifica, l'impatto provocato dalla costruzione del nuovo distretto sanitario. Non solo: la nuova strada andrà a deturpare una delle poche zone rurali tipiche del nostro territorio dove passa la Francigena nel suo tratto al di sotto dell'Aurelia, un tratto dove il viandante può apprezzare il paesaggio dei nostri orti tra mare e monti, dove lavorano piccole realtà agricole e che offre un polmone verde alla parte sud della città. Come Polo – continua la nota – torniamo a ripetere che una soluzione alternativa potrebbe essere applicata da subito e a costo zero, cioè il divieto di transito dei mezzi pesanti nel tratto di Turano. Perché non viene presa in considerazione, dato che migliorerebbe di sicuro la qualità di vita del quartiere senza peggiorarla agli altri? Come mai nessuna amministrazione lo ha fatto?”.
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