Politica
Mancanza di parcheggi a Canevara: la segnalazione di Rifondazione Comunista Massa Circolo della Montagna
Ancora una volta, ci troviamo nella condizione di dover segnalare una criticità nota ormai da molto tempo e sempre ignorata dalle istituzioni locali:…

Il Polo P&S: gigantesco danno erariale sulle utenze dello stadio comunale
“L’interrogazione sulle utenze dello stadio comunale ha disvelato una preoccupante gestione dell’immobile pubblico da un decennio a questa parte. Le utenze infatti sono tutte intestate al…

Sentenza Tar su variante Aurelia: "Stop forzato che rischia di disperdere le risorse e anni di lavoro" il commento dell'onorevole Barabotti della Lega
L'onorevole della Lega Andrea Barabotti ha commentato la sentenza del Tar sulla variante Aurelia:«Prendiamo atto con rammarico della sentenza TAR che, pur non contestando gli esiti…

Sogni freschi: quasi completata l’installazione di nuovi impianti di aria condizionata negli asili nido comunali
Si sta concludendo in questi giorni l'installazione di nuovi impianti di aria condizionata negli asili nido comunali. Gli interventi sono stati realizzati dal Comune per adeguare gli…

"False le dichiarazioni di Bernardi sulla scuola Taliercio. Scuola pronta per l'autunno": l'assessore Lorenzini replica al consigliere Bernardi
«La Taliercio sarà pronta per il nuovo anno scolastico, il finanziamento Pnrr non è a rischio e, non ultimo, i pavimenti sono già…

Futuro Nazionale Massa: 250 tesserati in dieci giorni in attesa dell'arrivo del generale Vannacci
Massa, 19 giugno 2026 – Dopo l'assemblea costituente di Roma abbiamo ripreso l'attività di iscrizioni da circa dieci giorni nei quale abbiamo tesserato solo a Massa…

Convegno in senato su proposta per la tutela inno nazionale in Costituzione organizzato dalla senatrice di FdI Susanna Campione
(DIRE) Roma, 19 giugno- Si svolgerà lunedì 22 giugno alle ore 10.30 in Sala Kock a Palazzo Madama il convegno dal titolo: "Il canto degli Italiani…

Sicurezza a Massa: per il consigliere Frugoli servirebbero deroghe
"Massa deve poter vivere la sua Notte Bianca e le attività del centro devono poter lavorare. Per questo rivolgo un appello a Sua Eccellenza il Prefetto…
Nido Estivo 2026: accolte a Massa tutte le domande presentate dalle famiglie
L'Amministrazione comunale ha deciso di garantire l'accoglimento di tutte le domande di iscrizione al Nido Estivo 2026.Alla scadenza del bando sono pervenute infatti 90…

Consiglio regionale toscano: la terza sezione del Tar ribalta il risultato elettorale, fuori Guidi entra Bulleri
Una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, pubblicata oggi 18 giugno e con effetto immediato, riscrive la composizione del consiglio regionale toscano all'interno di Fratelli…

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«Nessun regalo, nessuno sconto, ma un correttivo basato su dati certi che permetterà all'intero settore di proseguire in una crescita costante». Così il sindaco Serena Arrighi replica alle critiche del consigliere Matteo Martinelli sulla modifica al disciplinare dell'articolo 21 presentata l'altro giorno in commissione Marmo. «Oggi il settore lapideo carrarese è un punto di riferimento riconosciuto a livello nazionale grazie a regole certe e trasparenza istituzionale e tutto ciò grazie al lavoro degli uffici comunali e alle scelte di questa amministrazione – sottolinea Arrighi -. Dal momento del nostro insediamento sono state firmate convenzioni con tutte le imprese escavatrici, è stato approvato un nuovo disciplinare per la concessione degli agri marmiferi, è stata introdotta la tracciabilità dei materiali estratti, si sono cominciati a realizzare i progetti dell'articolo 21 ed è stato creato l'osservatorio sul marmo, organismo di cui tanti hanno parlato per anni, ma senza mai riuscire a concretizzarlo. Proprio grazie a questi importanti risultati che sono stati per la prima volta raggiunti, oggi abbiamo dati chiari e certificati sullo stato di salute del settore e sulla base di questi si è ragionato su possibili modifiche. Spostare la prima misurazione del raggiungimento del 50 per cento della lavorazione dopo 4 anni, e non dopo solo due come attualmente previsto, significa prendere atto della situazione attuale nel solco di quello che è lo spirito della legge regionale: garantire lavoro e occupazione. Dare più tempo per continuare a lavorare a chi in questi anni ha dato evidenti segnali di crescita riteniamo possa essere segno di responsabilità per consentire a tutti di proseguire nel percorso virtuoso della filiera. Questi imprenditori avranno ora solo più tempo per raggiungere l'obiettivo e recuperare nei prossimi due anni quello che ancora non hanno raggiunto in questa prima fase. Rimangono ovviamente validi tutti gli impegni che gli imprenditori si sono assunti in questi anni, a partire dalla firma delle nuove convenzioni, e noi continueremo a vigilare giorno per giorno perché questi vengano rispettati».
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Rossella Lera, esponente di Patto per il Nord, interviene pubblicamente in merito alle condizioni attuali della nuova passeggiata del molo di Marina di Carrara, inaugurata nell'agosto 2024 e ancora oggi oggetto di criticità strutturali e segnalazioni da parte dei cittadini.«Lo stato attuale dell'area – dichiara Lera – presenta un pericolo concreto e attuale per i cittadini. Si è infatti creato un fenomeno di sottoscavo in corrispondenza della parte terminale di cemento che forma la cosiddetta "duna" artificiale, con formazione di cavità suborizzontale e primi segni di cedimento».Secondo Lera, il progetto avrebbe dovuto coniugare estetica e funzionalità: «Un'opera pubblica non deve essere solo bella dal punto di vista estetico, ma deve essere soprattutto funzionale alle caratteristiche del territorio su cui viene costruita. Il mare, da anni, durante le mareggiate sale di parecchi metri, tuttavia questa struttura, anche in assenza di mareggiate è inidonea al progetto. Era evidente anche ad un occhio inesperto che le assi della pedana in legno, realizzata a sfioro sul mare, sarebbero state divelte».
Già dal mese di novembre del 2024 erano stati rilevati i primi segnali di deterioramento della struttura. Precisa Lera: « si era registrato un iniziale sfogliamento della base in cemento, realizzata su suolo sabbioso e posta a diretto contatto con l'acqua. Successivamente hanno iniziato a staccarsi le prime assi di legno della pavimentazione e ad oggi nonostante il tempo trascorso la situazione risulta irrisolta e sottovalutata con conseguente aggravamento. Nonostante la presenza di transenne da diversi mesi, l'area rimane facilmente accessibile sia dalla battigia sia dal molo, rendendo le misure adottate insufficienti a garantire la sicurezza". Rossella Lera propone quindi interventi concreti: «Una possibile soluzione è la rimozione completa della parte in legno, che ha esaurito la sua unica funzione estetica senza offrire reale utilità. In secondo luogo, occorre valutare con tecnici esperti – preferibilmente professionisti che conoscano il territorio – la rimozione almeno parziale della struttura in cemento che ha dato origine alla "duna" artificiale. Dal 2024 si tratta di fatto di una aiuola artificiale di cemento e sabbia, con vegetazione scarsa e secca, anch'essa ormai priva di funzione estetica e con l'unico risultato di aver ridotto lo spazio di spiaggia libera a disposizione dei cittadini».L'esponente di Patto per il Nord riconosce come «la parte della passeggiata direttamente sul mare sia molto bella», ma sottolinea che anche questa «ha presentato problemi a un solo anno dall'inaugurazione» e che continuano le segnalazioni relative alla presenza di escrementi lungo il percorso.«È necessario intervenire con tempestività – conclude Lera – per valorizzare al meglio il nostro territorio, anche in vista delle prossime festività pasquali, garantendo sicurezza, decoro e piena fruibilità ai cittadini e ai visitatori».
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Il decreto sicurezza del governo avrà conseguenze anche a livello locale: lo dice il consigliere della Lista Ferri Filippo Mirabella: "Il nuovo decreto sicurezza varato in Cdm il 5 febbraio scorso ottiene la cosiddetta “bollinatura” e contestualmente il via libera del Quirinale. Tra le modifiche più significative l’articolo 6, dedicato alla tutela delle città: il fondo destinato agli enti locali viene incrementato fino a raggiungere 48 milioni di euro. Ormai sulla sicurezza della nostra città avevamo perso tutte le speranze. Da quando si è insediata il Sindaco Arrighi, i cittadini — specialmente di Avenza — denunciano una situazione di disagio crescente legata a episodi di microcriminalità, furti, spaccio, aggressioni e allarme di ordine pubblico locale. A causa del deterioramento della sicurezza urbana si sono visti furti ripetuti ai danni di negozi e attività commerciali, con un supermercato che ha subito danni per circa 150.000 euro a causa dei colpi messi a segno da bande dedite alle spaccate e ai furti con scasso, al punto da mettere a rischio la stessa continuità dell’attività commerciale. Nel territorio si registrano soprattutto attività di microcriminalità diffusa e spaccio di sostanze stupefacenti; periodicamente vengono identificate decine di persone, alcune delle quali con precedenti, proprio nella zona di Avenza e delle aree limitrofe. Eppure, di fronte a questa realtà, la risposta del Sindaco Arrighi è stata lenta, incerta e spesso indebolita da apparenti contraddizioni amministrative. Nonostante le segnalazioni insistenti dei residenti, l’Amministrazione sostenuta dal PD non è riuscita a dare una risposta significativa e duratura. Le promesse sull’apertura della sede della Polizia Municipale sono rimaste lettera morta: infatti sia l’Assessore Guadagni del PSI che Arrighi stessa avevano più volte assicurato che sarebbe stata istituita una sede distaccata della Polizia Municipale ad Avenza, per dare un presidio più costante sul territorio e rispondere alle richieste dei comitati di cittadini.
Era stato annunciato che si stava lavorando all’individuazione di locali idonei — come nell’area ex Cat — per ospitare gli uffici della municipale e finalmente garantire una presenza quotidiana di agenti. Tuttavia, l’apertura concreta di quel presidio non è ancora avvenuta. Ed è qui che emerge la principale contraddizione tra parole e fatti: promesse pubbliche su ordine pubblico locale rimaste per il momento senza traduzione operativa concreta sul territorio. Le richieste avanzate da cittadini e opposizione includono: un presidio fisso della Polizia Municipale sul territorio, un rafforzamento dell’organico, turni serali e notturni, servizio costante di controllo del territorio. Ma la risposta ricorrente dell’Amministrazione è stata spesso limitata alla formula “non abbiamo organico sufficiente”, una giustificazione che rischia di apparire sempre più evanescente per la popolazione, soprattutto dopo anni di episodi che riportano quotidianamente paura e insicurezza nelle testimonianze dei residenti.
Commercianti e residenti parlano apertamente di paura, di rassegnazione, di un quartiere che la sera diventa un Far West. Quando le promesse non vengono mantenute, si genera sfiducia. Quando il tempo passa e nulla cambia, si genera rabbia. E quando un quartiere continua a denunciare insicurezza senza vedere risposte stabili, si genera la percezione – pericolosa – che quel territorio non sia una priorità.Da ora in poi però non ci potranno essere più scuse perché nel Decreto Sicurezza i fondi ci sono. Il Governo ha approvato un nuovo decreto sicurezza, firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La norma prevede un incremento fino a 48 milioni di euro del fondo destinato agli enti locali per la sicurezza urbana, specificando che i Comuni possono utilizzare queste risorse anche per finanziare ore di lavoro straordinario della Polizia Municipale, stipulare contratti a termine per agenti e superare vincoli di spesa tradizionali.Questo significa che oggi gli strumenti economici e normativi per rafforzare la sicurezza urbana esistono. Non si può più parlare solo di mancanza di risorse. Non si può più evocare esclusivamente i limiti di bilancio. Il quadro è cambiato. E quando cambiano le condizioni, devono cambiare anche le responsabilità. Ora la responsabilità è tutta politica. La disponibilità dei fondi nazionali rappresenta un’opportunità concreta per superare la cronica carenza di personale e per attivare finalmente servizi di presidio urbano più strutturati.Se dopo questo stanziamento nulla dovesse cambiare, allora il problema non sarebbe più tecnico. Sarebbe una scelta. Una scelta di priorità. Una scelta politica".
I cittadini non chiedono proclami. Chiedono presenza. Chiedono sicurezza reale. Chiedono che gli impegni presi vengano rispettati.
Perché la sicurezza urbana non può essere evocata solo nei comunicati. Va garantita nei quartieri. Ogni giorno.
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In merito alle recenti dichiarazioni apparse sulla stampa locale riguardanti presunti rischi ambientali per il Lago di Porta correlati all'attività della discarica ex Cava Fornace, la società Programma Ambiente Apuane S.p.A. (PAA) si vede costretta a intervenire per ristabilire la realtà dei fatti, supportata da evidenze scientifiche e atti ufficiali.Pur comprendendo le preoccupazioni dei cittadini è necessario cessare la diffusione di notizie false e allarmanti circa l'evento del 06/05/2024. Le verifiche condotte dalle massime autorità competenti escludono categoricamente qualsiasi danno ambientale:
• Nessun danno ambientale: L'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), in accordo con ARPAT, ha concluso ufficialmente che l'evento non ha causato alcun deterioramento significativo delle risorse naturali tutelate, incluse le specie protette e le acque superficiali.
• Sicurezza e Stabilità: Indagini sismiche e topografiche hanno confermato l'integrità delle celle contenenti amianto. Gli interventi di ripristino post-frana sono già stati completati e validati da relazioni tecniche depositate.
• Tutela delle acque: La discarica opera a circuito chiuso e non scarica nel Lago di Porta. Il percolato viene rimosso quotidianamente tramite autobotti verso impianti terzi. In questa fase emergenziale, lo scarico parziale in fognatura nera avviene nel pieno rispetto delle autorizzazioni rilasciate dalle autorità competenti proprio per garantire la massima sicurezza del sito.
• Monitoraggio continuo: La discarica è monitorata continuamente sulla base di un piano di monitoraggio definito dalla Regione che copre le acque di falda, il percolato e le acque meteoriche. Dai risultati delle analisi effettuate si evince il rispetto dei limiti autorizzativi come ben sintetizzato anche dall'ultimo rapporto Arpat.
Programma Ambiente Apuane S.p.A. diffida chiunque dal continuare a strumentalizzare eventi tecnici ampiamente chiariti dagli enti di controllo.
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Nel 2006 l'ONU ha varato la Convenzione per i diritti delle persone disabili che stabilisce che i disabili sono persone e cittadini come tutti gli altri e come tali dovrebbero essere riconosciuti dal resto della cittadinanza. L'Italia ha recepito questa norma nel 2009, ma in pratica non ha fatto nulla negli anni successivi per applicarla veramente.Con il COVID il Governo riuscì a farsi dare i fondi del PNRR dall'Europa a condizione di varare una serie di riforme. Tra queste riforme l'Europa ci chiese anche una riforma che recepisse davvero la Convenzione dell'ONU per i diritti delle persone disabili. Per questo motivo l'Italia ha varato nel 2021 la legge delega n. 227 e i tre decreti attuativi (il 222 del 2023 e il 20 e il 62 del 2024) che costituiscono l'impianto di una riforma complessiva della normativa riguardante il mondo della disabilità.La riforma sulla disabilità disegna un nuovo paradigma per come deve essere vista da tutti la disabilità stessa. Il decreto 62/2024 definisce in dettaglio come va predisposto il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato. La finalità è quella di realizzare i sogni e le aspettative della persona con disabilità. Non ci sarà più nessun obbligo imposto per scegliere solamente tra i servizi disponibili. Il potere decisionale, durante gli incontri con l'Unità di Valutazione Multidimensionale, sarà solamente della persona disabile.Queste sono solo alcune delle novità introdotte dalla normativa nazionale. La riforma della disabilità richiede tanti cambiamenti. Esistono però delle resistenze che ostacolano l'applicazione della riforma. In primis la riforma supera il vecchio modello di istituto, il cui unico scopo é solamente la cura e la protezione della persona con disabilità, escludendo la socializzazione e una vita vissuta sul territorio e in comunità. Il processo di de-istituzionalizzazione viene osteggiato da chi gestisce oggi le strutture residenziali e semi-residenziali. Questa notizia può cambiare l'esistenza di moltissimi soggetti disabili, delle loro famiglie e di tutte le persone che con loro interagiscono ogni giorno.
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"Il sindaco di Carrara Serena Arrighi getta la maschera e propone al consiglio una norma salva imprenditori del marmo – anche il consigliere Matteo Martinelli del Movimento 5 Stelle critica fortemente l'intervento dell'attuale amministrazione sull'articolo 21 relativo al mono del marmo: "La Arrighi, infatti, ad un anno dalle prossime elezioni comunali vuole modificare il regolamento approvato dall'amministrazione 5 stelle per accontentare i concessionari di cava. Siamo di fronte, quindi, a quella che sembra essere a tutti gli effetti una clamorosa marchetta elettorale a favore degli industriali. La proposta infatti permette agli imprenditori, che non hanno rispettato l'impegno di lavorare il 50 per cento dei blocchi in loco, di continuare comunque a sfruttare le nostre cave. In questo modo, si impedisce agli uffici comunali di procedere con la revoca della concessione e la messa a gara della cava, così come previsto dal regolamento approvato nel 2020 dall'amministrazione De Pasquale. La Arrighi inoltre procede con questa vergognosa manovra avendo la possibilità di sapere quali sono i singoli soggetti a cui sta facendo questa legge di favore. Insomma, ancora una volta il sindaco Arrighi dimostra di essere debole con i forti, anteponendo gli interessi di qualcuno agli interessi della città.
Ancora una volta, i bisogni dei comuni cittadini vengono messi da parte al fine di favorire le richieste di pochi. Mentre la città cade a pezzi tra incuria e degrado, l'amministrazione comunale si concentra su bieche manovre elettorali in vista delle prossime elezioni comunali. Carrara avrebbe invece bisogno di un sindaco attento al decoro cittadino, pronto a farsi in quattro per far fronte alle necessità della parte più deboli di cittadini. Invece, si rifiutano a più riprese di investire nelle case popolari da ristrutturare come da noi proposto, mandano le persone nel ghetto del Murlungo nonostante la nostra contrarietà e quella di tutto il fronte progressista. Ma il tempo per avvantaggiare gli imprenditori del lapideo lo trovano sempre. Qualcuno dica alla Arrighi che la sinistra è un'altra cosa, e non si misura con gesti simbolici e populisti come statue e festicciole di paese".
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"Quando la politica si accorge dei problemi solo quando non può più evitarli, non sta governando: sta rincorrendo gli errori. E a Carrara questo è accaduto nella Commissione Marmo, sulla pelle delle piccole e medie imprese del lapideo. L’amministrazione Arrighi a parole difende il lavoro, nei fatti ha alzato un muro" comincia così la severa critica mossa dal consigliere della lista Ferri, Filippo Mirabella che spiega: "Sulla questione cruciale della lavorazione in loco del 50 per cento prevista dall’articolo 21 del Regolamento degli Agri marmiferi, Arrighi e il Partito Democratico hanno scelto da tempo di fare orecchie da mercante davanti alle richieste delle piccole e medie imprese del lapideo. Aziende che non chiedevano privilegi, ma modalità sostenibili e strumenti realistici per adeguarsi senza chiudere.Per anni si è ignorato un dato evidente: molte cave non erano strutturate per raggiungere quella soglia nei modi imposti. Era stato detto in Commissione più volte e ribadito pubblicamente, spiegato con i numeri alla mano. Ma da Palazzo civico nessuna apertura. Nessuna correzione. Nessun confronto vero.Ora, improvvisamente, arriva la proposta di spostare il primo traguardo da due a quattro anni. È un’operazione di avvilente opportunismo politico.Perché se davvero l’obiettivo fosse stato tutelare lavoro e filiera, il correttivo sarebbe arrivato prima, quando si chiedeva di evitare la chiusura di cave e di non mettere decine di famiglie in mezzo alla strada. Invece si è preferito irrigidire le posizioni, respingere ogni proposta migliorativa e difendere un’impostazione che, nei fatti, favorisce un modello di oligopolio, un’impostazione che concorre a valorizzare operatori già strutturati per gestire vincoli stringenti.
Il risultato? Le piccole e medie realtà vengono schiacciate, mentre il settore si polarizza sempre di più. Oggi la maggioranza prova a presentare lo slittamento come un atto di responsabilità, ma è un rinvio che serve a prendere tempo senza assumersi fino in fondo il peso delle conseguenze politiche. Spostare tutto di quattro anni significa, molto probabilmente, lasciare che il nodo esploda nella prossima consiliatura. Un macigno che cadrà su chi verrà dopo.Se davvero l’Osservatorio sul marmo dimostra che alcune cave superano già il 50 per cento e altre sono lontane, la risposta non può essere un generico allungamento dei tempi deciso all’ultimo minuto. Serve una revisione strutturale, calibrata sulla realtà del territorio, capace di salvaguardare occupazione, ambiente e pluralità imprenditoriale. Altrimenti il rischio è evidente: meno imprese, meno concorrenza, più concentrazione.La città merita una politica industriale seria, non aggiustamenti temporanei utili solo a spostare il problema più avanti.Il marmo è il cuore economico di questo territorio. Giocare con le scadenze non è responsabilità. È calcolo. E quando il calcolo politico viene prima della tutela reale del tessuto produttivo, il prezzo lo pagano le imprese, i lavoratori e le loro famiglie. Non chi oggi prova a rinviare".
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Arriva dal Partito Repubblicano di Carrara un'analisi sul tema della sicurezza sul lavoro: "Dopo il recente grave infortunio sul lavoro nel bacino di Miseglia, tutta la comunità è tornata ad interrogarsi sul tema della sicurezza nel mondo del lavoro.Purtroppo, il nostro territorio ha visto negli ultimi anni decessi e infortuni che si sono susseguiti, segnando profondamente la città e le famiglie coinvolte. La mortalità e gli infortuni non riguardano soltanto le cave, ma interessano anche altri settori lavorativi del nostro territorio: rappresentano il principale nemico contro cui i repubblicani carraresi intendono lottare con determinazione.Il fenomeno non è certo locale: nel nostro Paese le leggi che hanno permesso la precarizzazione del lavoro non favoriscono la stabilizzazione dei rapporti e la fidelizzazione dei lavoratori e questo porta troppo spesso a trascurare la formazione, elemento fondamentale per garantire comportamenti corretti e sicurezza operativa.Non entriamo nel merito del recente infortunio in cava di cui non conosciamo tutti i dettagli; piuttosto desideriamo mettere in luce un fatto allarmante e non esclusivamente locale che ci viene confermato da professionisti che operano nel mondo della Sicurezza come consulenti o membri degli organi di vigilanza: nel nostro Paese troppe aziende si inseriscono fraudolentemente nel tessuto produttivo: solo attraverso la piena legalità possiamo aspirare ad una maggiore sicurezza sul posto di lavoro. Le ditte irregolari tolgono ossigeno alle aziende sane, ignorando le normative e creando una concorrenza al ribasso che penalizza chi rispetta le regole. Per queste aziende, la sicurezza è un costo sacrificabile pur di massimizzare i profitti.I repubblicani di Carrara vogliono un nuovo modello di lavoro, in cui la sicurezza e il rispetto della vita umana siano priorità assolute. E’ essenziale garantire ambienti di lavoro sicuri e sani e promuovere leggi che premino le aziende virtuose e cioè quelle che rispettano le regole e le norme.Ogni lavoratore ha diritto di fare ritorno la sera dai propri cari incolume senza correre rischi per la propria vita.La sfida non si ferma qua: la legalità richiede controlli assidui nelle aziende. Tuttavia, chi è incaricato della vigilanza si trova quotidianamente a fronteggiare difficoltà per superare le quali non basta l’abnegazione e l’impegno dei singoli; ad esempio, nella nostra Provincia possiamo contare solo su due ispettori INPS, nessun ispettore INAIL e meno di dieci ispettori INL. La richiesta dei Repubblicani carraresi al Governo nazionale è chiara: servono nuove assunzioni ed interventi mirati. I controlli non devono essere percepiti come repressione, ma come strumenti vitali per la prevenzione e la diffusione della cultura della sicurezza.Per questo, i repubblicani carraresi propongono un incontro–dibattito pubblico, che si affianchi a quello istituzionale opportunamente convocato dalla Sindaca, con tutti i soggetti interessati alla legalità e alla sicurezza nel mondo del lavoro. Solo lavorando insieme è possibile gettare le basi per raggiungere un obiettivo chiaro e non negoziabile: ZERO MORTI SUL LAVORO. È tempo di agire, è tempo di unire le forze per garantire ad ogni lavoratore il diritto di tornare a casa sano e salvo. Insieme, possiamo costruire un futuro più sicuro per tutti".
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- Tari, compostaggio e sconti dimenticati: a Carrara il regolamento c’è, ma non si vede secondo il consigliere Mirabella
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