Politica
Carrara, Campione (FdI): “Più entrate ma tasse alte e una città che soffre, la sindaca Arrighi spieghi dove vanno a finire i soldi”
«Carrara incassa come una grande città ma continua a far pagare ai cittadini tasse ben sopra la media, senza garantire servizi adeguati. È un paradosso che…

Nasce il nuovo direttivo provinciale di Fipe Baristi Massa Carrara: Thomas Bini è il presidente
Prosegue il grande impegno sindacale sul territorio di Massa Carrara da parte di Confcommercio, che nella giornata di giovedì scorso ha formalizzato la nascita del nuovo…

Il Polo P&S: il Presidente Incoronato deve rispettare le leggi della Repubblica
Il Polo Progressista e di Sinistra ha richiesto per la terza volta, in poco più di un anno, l’intervento del Prefetto di Massa Carrara per attivare…

"Insicurezza non più tollerabile": il commento di Rossella Lera di Patto per il Nord Toscana sulla rissa avvenuta in centro a Carrara
Sull'episodio di violenza avvenuto il 30 aprile in via Roma interviene Rossella Lera, Responsabile Consulta Giustizia Patto per il Nord-Toscana: "L'episodio di violenza del 30…

Gruppo consigliare lista Serena Arrighi sindaca: “La nostra opposizione sembra aver ormai scelto la via della mistificazione e dello stravolgimento della realtà su qualsiasi tema come filo conduttore per la campagna elettorale per il 2027”
"La nostra opposizione sembra aver ormai scelto la via della mistificazione e dello stravolgimento della realtà su qualsiasi tema come filo conduttore per la campagna elettorale…

Simone Caffaz, consigliere comunale di opposizione Carrara: "Il premio patacca: capitale regionale ma 0 euro dalla Regione"
"L'ansia di dimostrare di aver fatto qualcosa anche nel settore culturale e artistico ha indotto l'amministrazione carrarese a superare ampiamente il senso del ridicolo nella vicenda…

Pontile Marina di Massa: otto virgola cinque milioni e un commissario straordinario. la città guarda al 2027
Marina di Massa ha aspettato quattrocentocinque giorni. Quattrocentocinque giorni di silenzio sul lungomare, di transenne, di una nave straniera conficcata nel fianco del suo pontile come…

Case popolari Carrara, Tosi (lega): "Lieti di essere di stimolo. Le chiacchiere passano, gli atti restano"
Riportiamo la replica di Andrea Tosi, consigliere comunale della Lega, in merito alle dichiarazioni del vicesindaco di Carrara Roberta Crudeli riguardo la questione delle case popolari [

Moreno Lorenzini, assessore all'Urbanistica di Carrara, sull'iter di approvazione del nuovo piano dell'arenile
«Il consigliere Martinelli fa una sintesi errata di un incontro a cui non ha partecipato riguardo il piano dell'arenile». Replicando al consigliere…

Vicesindaca di Carrara Crudeli: "300mila euro per ristrutturazione alloggi popolari"
Riportiamo di seguito una dichiarazione della vicesindaca di Carrara e assessore alla Casa Roberta Crudeli riguardo i fondi che saranno inseriti nella prossima variazione di bilancio…

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Il Grupppo consiliare del Pd di Massa ha presentato in comune due contributi riguardanti la variante urbanistica ex-Olivetti, realizzati in collaborazione al gruppo di discussione Polis Lab, che hanno l’obiettivo di offrire elementi di analisi e mettere a disposizione della cittadinanza e del dibattito pubblico considerazioni di natura sia politica sia tecnica. Questo il contributo sulla variante contestuale al P.S. e al R.U. relativa all’area ex Olivetti Syntesis, firmato da Enzo Romolo Ricci, capogruppo PD consiglio comunale di Massa: “Con l’avvio della procedura riguardante la variante urbanistica ex aree Olivetti, si conferma la decisione dell’amministrazione comunale a rinunciare ai propri compiti istituzionali di programmazione del territorio per assumere e svilire le funzioni dell’ente alla mera “facilitazione” degli interessi che non agiscono da promotori di sviluppo, pur nella tutela dei loro legittimi interessi, ma con logica atta ad estrarre il maggior valore possibile a discapito della comunità. A questo punto della vicenda urbanistica massese, inaugurata dall'amministrazione Persiani, la strategia è evidente: abbandonare ogni visione generale utile all’interesse pubblico per privilegiare un uso speculativo del territorio. Basta osservare la sequela di varianti adottate per averne riprova: dalla Sogegross, all’Universal Bench, ex Sensi Garden a questa ex Area Olivetti; in questo modo utilizzando si procedure di legge tradendone però lo spirito, la ratio e le finalità; frazionando gli interessi non solo si anticipano gli strumenti urbanistici generali (in elaborazione) ma si eludono procedure come VAS, che metterebbero in discussione scelte con un impatto ambientale rilevante, soprattutto per la qualità dell’aria in una città che già soffre criticità importanti. Ma la scelta di rinunciare ad una visione che dia coerenza rispetto agli interessi comuni della collettività a cui anche scelte particolari dovrebbero adeguarsi, essendo la città un bene comune essenziale, come peraltro dispongono leggi e costituzione, trova conferma, tra gli altri, in un ulteriore clamoroso aspetto che deve essere considerato: per arricchire qualcuno s’impoverisce tutti. La trasformazione della destinazione d’uso da produttiva a commerciale, ed in parte ad artigianato di servizio, concentra dunque la rendita differenziale urbana in un luogo, oggetto dell’intervento, che si aggiunge ai già previsti Universal Bench ed Aree di Bordo, polarizzando la funzione commerciale e deprimendo la possibilità di creare bacini di utenza, per la città policentrica, di riqualificazione dei tessuti esistenti attraverso negozi di prossimità. Tale fatto non solo marginalizza socialmente i quartieri periferici, determinando degrado urbano, ma ha come conseguenza un decremento di valore, abbassandosi il valore della rendita, per migliaia di euro per abitazione che sommate ammontano a molte decine, se non centinaia, di milioni di euro di patrimonializzazione degli immobili in possesso delle famiglie, e che costituiscono molto spesso il loro risparmio di una vita. Un meccanismo perverso dovuto a scellerate scelte urbanistiche che determinano nuove disuguaglianze. Se la perdita di valore delle migliaia di abitazioni periferiche è conseguenza diretta e tangibile, tali scelte urbanistiche si trascinano altre conseguenze: l’ulteriore indebolimento dei tessuti urbani privati dei servizi di prossimità, con ricadute sociali negative; la perdita di motivazione degli abitanti a investire nelle proprie case, ostacolando gli obiettivi del Green New Deal e aumentando costi energetici e valore immobiliare; maggiori costi di trasporto dovuti alla necessità di muoversi in auto per gli acquisti, contraddicendo ogni politica di mobilità sostenibile; un incremento dell’inquinamento veicolare in un territorio segnato dall’inversione termica, fenomeno che trattiene gli inquinanti al suolo e aggrava le patologie respiratorie. Il rapporto «Sentieri» del Ministero della Salute certifica già un’incidenza del 20–30% superiore alla media nazionale. Un aumento degli incidenti stradali, con conseguenti danni e costi aggiuntivi a carico della collettività, anche in termini assicurativi.Infine, oltre agli aspetti sociali, economici, ambientali e sanitari, emerge con forza il tema dello sviluppo connesso all’uso delle aree industriali, che mutate di funzione, determinano una caduta rispetto alla divisione territoriale del lavoro sottraendo risorse ad attività produttrici di buona occupazione per creare dispositivi urbani caratterizzati da lavoro povero e precario, come testimoniano anche i contratti di categoria. Da tali considerazioni oggettive, ed altre potrebbero essere aggiunte, l'operazione sulle ex aree Olivetti si configura come un danno per la città intesa in senso proprio, come struttura della comunità e non come mero condominio proprietario dove all’arricchimento di uno consegue l’impoverimento di tutti.
È come se l’amministrazione agisse da Robin Hood al contrario: sottrae valore al territorio e lo trasferisce in mani private, generando disuguaglianze, degrado e marginalità, tradendo il ruolo costituzionale di governo del bene comune. Le varianti ex Universal Bench, ex Olivetti, ex Sensi Garden e FdB 2.07 si qualificano come interventi fine a se stessi, privi di qualsiasi visione complessiva e di una logica autentica di “riqualificazione” o “ricucitura” del tessuto urbano. Rispondono unicamente a criteri di massimo guadagno e privatistico tornaconto, senza alcuna attenzione agli equilibri sociali ed economici della città. Il dato è evidente: negli ultimi dodici anni, nel Comune di Massa hanno chiuso 250 attività commerciali; il centro storico si è progressivamente trasformato in un deserto, con oltre 150 negozi scomparsi, mentre le nuove aperture sono diventate sempre più sporadiche. È proprio per questo che la rigenerazione urbana, nel suo senso più pieno, non può essere ridotta a semplici operazioni immobiliari, ma deve essere concepita come un processo multidimensionale che integri dimensioni ambientali, sociali, economiche, abitative e urbanistiche. In assenza di una strategia unitaria, resta una domanda imprescindibile: quale masterplan sostiene questo cambio di destinazione d’uso? Siamo di fronte a fenomeni che un tempo furono additati come la peggiore urbanistica, funzione dell’uso particolaristico del territorio. Per tali motivi occorre rigettare tale variante e ricondurre tutto ad una visione più complessiva operando negli e con gli strumenti urbanistici più complessivi, già in fase di revisione, valutando anche l'uso dei P.I.P. (legge 22 ottobre 1971, n. 865 ) in funzione di un modello di sviluppo sostenibile.Dove alle speculazioni possano essere sostituiti gli investimenti atti a produrre prosperità diffusa e qualità sociale ed ambientale, dando alla nostra città un futuro anche per le nuove generazioni.
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Il 7 gennaio il vincitore della gara indetta dalla Provincia di Massa-Carrara per il Lotto Debole del Trasporto Pubblico Locale inizierà formalmente la gestione del servizio. Questo passaggio segna, di fatto, la conclusione dell’intero iter burocratico previsto dalla gara unica regionale del TPL, indetta dalla Regione Toscana, che ha portato Autolinee Toscane a subentrare ai precedenti gestori in tutta la Regione.
Peccato che, proprio nelle ultime ore, ci sia pervenuta una notizia che va in direzione opposta: la linea 03 di Pontremoli verrà soppressa, su richiesta dello stesso Comune, per ripristinare la linea 02 di Cervara e la linea 09 di Ceretoli. Non vogliamo polemizzare con il Comune di Pontremoli, al quale riconosciamo la legittimità della richiesta, che risponderebbe a un’esigenza del territorio; non siamo però d’accordo se queste linee verranno trasferite nel contenitore del Lotto Debole dopo che l’iter burocratico per l’assegnazione del Lotto Debole si è concluso.
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La riapertura di cave dismesse da decenni nel comune di Vagli di Sotto, all'interno del Parco regionale delle Alpi Apuane, solleva interrogativi che vanno ben oltre i confini dei comuni interessati. Le autorizzazioni concesse (come risulta dall'atto autorizzativo del Parco regionale delle Alpi Apuane) per siti che nel tempo si erano completamente rinaturalizzati appaiono in netto contrasto con lo stato ambientale già compromesso dell'area e con gli effetti documentati sui corsi d'acqua a valle. È noto, da indagini effettuate anche dai Carabinieri forestali, come le attività estrattive nella valle di Vagli incidano sulle sorgenti montane e sui torrenti che alimentano il fiume Frigido, principale corso d'acqua del Comune di Massa. Un fiume che rappresenta una risorsa ambientale e idrica fondamentale, oltre a un elemento centrale per la sicurezza idrogeologica del territorio. Per il Comitato Ugo Pisa Poi, il Comune di Massa ha quindi un interesse legittimo, diretto e attuale a opporsi alla riapertura di queste cave, poiché i danni prodotti a monte si traducono in effetti concreti a valle: inquinamento delle acque, alterazione degli ecosistemi fluviali, aumento della vulnerabilità del territorio e incremento dei costi di depurazione a carico della collettività.Le autorizzazioni risultano ancora più controverse alla luce dei più recenti indirizzi normativi. La Nature Restoration Law impone il ripristino dei siti naturali degradati entro il 2030, non la riattivazione di quelli che avevano avviato un processo di recupero spontaneo. Inoltre, la nuova legge sulla valutazione di impatto generazionale, approvata nel novembre 2025, stabilisce che ogni intervento potenzialmente dannoso per l'ambiente debba essere valutato anche in relazione agli effetti sulle generazioni future e possa essere interrotto qualora limiti diritti e risorse nel lungo periodo. Un principio che pone interrogativi evidenti sulla tutela del diritto a un ambiente sano per chi verrà dopo di noi.In questo contesto, il ruolo del Parco delle Alpi Apuane e della Soprintendenza appare quantomeno contraddittorio. Enti preposti alla tutela del paesaggio sembrano aver privilegiato una lettura meramente procedurale delle autorizzazioni, trascurando il principio di precauzione e gli effetti cumulativi su un territorio già fragile.Il nodo, oggi, non è solo la riapertura di una cava, ma la responsabilità di decidere se il prezzo ambientale debba continuare a essere pagato da chi vive lungo il Frigido e da chi erediterà domani un territorio più vulnerabile di quello attuale.Il Comitato Ugo Pisa ritiene pertanto che l'amministrazione comunale debba farsi carico di questa responsabilità.
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Crisi nei rifiuti e leadership percepita come assente, Cermec, RetiAmbiente e una guida politica ancora da chiarire: sono le riflessioni maturate dal consigliere della Lista Ferri Filippo Mirabella che ipotizza anche una possibile situazione di difficoltà del sindaco di Carrara Serena Arrighi. Ecco la lunga disanima del consigliere Mirabella: “Il recente passaggio di Cermec nel perimetro di RetiAmbiente ha suscitato aspettative e, al tempo stesso, interrogativi critici. Il problema dei rifiuti nel nostro territorio, secondo molti osservatori, non si risolve solo con operazioni societarie: servono trasparenza, una visione industriale chiara e una responsabilità politica esplicita. E’ un’operazione di facciata?La scelta di conferire Cermec e le partecipate comunali a RetiAmbiente è stata approvata dall’assemblea dei soci, con una partecipazione complessiva di Massa e Carrara pari ad almeno l’11 per cento delle quote, dando così un segnale di coordinamento pubblico del servizio dei rifiuti nell’Ambito Toscano Costa. Sulla carta, una governance unificata può portare vantaggi: economie di scala nei servizi e negli acquisti, maggiore capacità di investimento, standard uniformi sul territorio. Tutti obiettivi condivisibili. Tuttavia, resta legittimo chiedersi se i cittadini e i lavoratori possano trarre benefici concreti e misurabili, oppure se l’operazione risponda principalmente a esigenze di riequilibrio societario più che alla risoluzione dei problemi strutturali del sistema dei rifiuti. Negli ultimi anni Cermec ha attraversato una fase complessa, culminata in un concordato preventivo archiviato solo di recente. Nonostante ciò, l’Azienda continua a essere considerata da molti un assetto rilevante per l’economia circolare della provincia, con potenzialità industriali e occupazionali ancora importanti. La criticità più rilevante emersa negli ultimi mesi riguarda il progetto del biodigestore anaerobico, oggi in una condizione di stallo e forte incertezza. In precedenza era stato presentato come elemento centrale di un piano industriale moderno per il trattamento dell’organico; la sua sospensione ha quindi alimentato interrogativi significativi sulla chiarezza delle scelte e sulla strategia politica complessiva.Inoltre, sindacati e forze politiche hanno più volte segnalato quella che viene percepita come una gestione caratterizzata da comunicazioni poco chiare, tempi non definiti e dall’assenza di un cronoprogramma pubblico sulle bonifiche e sull’avvio degli impianti. Il Sindaco di Carrara, Serena Arrighi, ha in più occasioni espresso sostegno alla costruzione di un sistema pubblico più efficiente; tuttavia, secondo diversi osservatori, non sono state ancora fornite spiegazioni pienamente convincenti sulle ragioni per cui il biodigestore non venga realizzato, pur essendo indicato come punto centrale del piano industriale.La domanda, sul piano politico, appare legittima: se il Sindaco, insieme alla propria maggioranza e con il sostegno del PD provinciale, ha appoggiato un determinato progetto industriale, per quali motivi oggi non sembra in grado di garantirne una coerenza strategica nel tempo? In un contesto simile, il silenzio o il semplice rinvio delle responsabilità ai livelli tecnici rischiano di non essere percepiti come risposte adeguate. Nel giro di poco più di un anno, la politica dei rifiuti a Carrara è stata segnata da una successione di decisioni rapide, annunci non sempre accompagnati da una visione di lungo periodo e da una distribuzione delle responsabilità non sempre chiara. Al centro del dibattito pubblico rimane la figura del sindaco Arrighi, che ad alcuni cittadini appare oscillare tra scelte molto diverse tra loro. La nomina dell’amministratore unico Lorenzo Porzano, ad esempio, è arrivata dopo poche ore, con modalità percepite come improvvise con la sostituzione di Ciacci e l’arrivo di Porzano. Questo ha sollevato interrogativi sul metodo adottato. Qual è il progetto complessivo per il servizio dei rifiuti? Quali competenze orientano le decisioni strategiche? L’innesto politico di Porzano: su quali basi? All’indomani del commissariamento dell’Azienda e dell’archiviazione del concordato preventivo, Cermec si trovava in un momento decisivo: la sua ripartenza industriale avrebbe richiesto, secondo molti, una guida con competenze diverse e una visione strategica del settore. In assenza di una comunicazione chiara sui criteri di scelta e di un confronto pubblico sulle competenze richieste e sul ruolo assegnato, emergono domande politiche inevitabili: quando si nominano figure chiave per asset industriali strategici, chi le propone? Con quali criteri? La politica non può sottrarsi alle proprie responsabilità dietro formule tecniche o procedurali: la nomina dei vertici di aziende pubbliche richiede una chiara assunzione di responsabilità in sede politica e democratica. Su questi aspetti, il PD provinciale non ha assunto, finora, una posizione pubblica esplicita né sulla nomina né sulle responsabilità strategiche complessive. Questa dinamica, secondo molti, non può essere definita una leadership solida, perché non è stata accompagnata da un controllo politico serio e continuativo. Cosa cambia dopo l’entrata di Cermec in RetiAmbiente? Il conferimento di Cermec in RetiAmbiente può avere un senso solo se inserito in un progetto industriale chiaramente definito. In assenza di ciò, l’effetto percepito rischia di essere l’opposto: maggiore confusione, minore chiarezza e benefici non chiaramente comunicati ai cittadini. Questa impostazione, secondo una parte del dibattito pubblico, non rappresenta una vera politica attiva, ma piuttosto una gestione reattiva. Il risultato è che i cittadini continuano a pagare la Tari, affrontano incertezze sui servizi e assistono a scelte che possono apparire dettate più dalle contingenze politiche che da una visione coerente di governance del ciclo dei rifiuti. Non basta rispondere alle sollecitazioni mediatiche o adottare decisioni episodiche. Servono criteri chiari e pubblici per le nomine e una responsabilità politica coerente e continuativa, non semplicemente reattiva. La città non ha bisogno di annunci o di cambiamenti improvvisi ai vertici, ma di una politica che metta al centro fatti, competenze e risultati verificabili. Il ciclo dei rifiuti non si governa con slogan o con nomine dell’ultimo minuto: si governa con strategia, chiarezza e responsabilità. Ed è questo, in definitiva, ciò che i cittadini hanno il diritto di conoscere e di pretendere”.
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I consiglieri comunali Stefano Alberti, Gabriele Cairoli, Enzo Romolo Ricci e Daniele Tarantino hanno presentato un’interrogazione per chiedere dove e secondo quali criteri, le opere di arte urbana realizzate col progetto “Massa Street Art”, saranno definitivamente collocate. La gestione del progetto è stata assegnata con affidamento diretto alla Galleria Deodato Arte che si occuperà dell'organizzazione e della realizzazione del progetto denominato “Arte pubblica nella città di Massa” - Massa Street Art, con importo complessivo di 109.800 euro. Ecco le richieste dei consiglieri dell’opposizione : “Con questo progetto sono state realizzate opere che devono trovare una definitiva e adeguata collocazione, perché, con esso, si è inteso puntare sull’arte pubblica come leva di sviluppo sostenibile, inclusivo e turistico e perseguire l'idea di : “trasformare il contesto, riscrivere i luoghi, generare meraviglia, consolidare il ruolo dell’arte come motore di trasformazione e condivisione”. L'opera realizzata dell'artista Pierpaolo Perretta (nome d'arte Mr. Save the wall), un murale di geoblock lungo 40 metri eseguito di fronte al pontile di Marina di Massa, e lì attualmente esposto fino alla collocazione in altro luogo, rappresenta la rielaborazione creativa della vicenda del Pontile distrutto dalla nave Guang Rong da cui il progetto ha trovato impulso, chiediamo all’amministrazione quali criteri hanno guidato o guideranno l’individuazione dell'area o delle aree in cui collocare le opere realizzate; qual è il cronoprogramma definito per installare le opere nei luoghi e spazi individuati. Infine, chiediamo se rispondono a verità le voci secondo cui l'opera di Mr. Save the wall sarà posizionata in un parco cittadino e, in tal caso, di quale parco si tratta. Poiché tale opera per le specifiche caratteristiche che la contraddistinguono può trovare adeguata collocazione in luoghi, realtà e contesti del nostro litorale, chiediamo all’amministrazione comunale di valutare ed esprimere un giudizio in merito alla proposta che avanziamo di collocare tale opera nel contesto dell’ex Ugo Pisa, area oggetto di un articolato intervento di riqualificazione”.
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Il Partito Democratico di Massa-Carrara prende atto della decisione dei consiglieri comunali di Aulla Giovanni Schianchi, Giada Moretti, Katia Tomé, Tania Brunetti e Alessandro Giovannoni di rimettere la tessera del Partito Democratico, di cui da oggi non fanno più parte.La scelta è assunta in coerenza con il percorso politico che hanno intrapreso in occasione delle elezioni provinciali, durante le quali i consiglieri hanno sostenuto la candidatura di Roberto Valettini alla Presidenza della Provincia. Il Partito Democratico di Massa-Carrara registra questa decisione come un atto conseguente alle posizioni politiche assunte e al cammino intrapreso negli ultimi mesi, ribadendo il valore della chiarezza e della coerenza nei confronti della comunità democratica, degli iscritti e degli elettori.Il PD provinciale conferma il proprio impegno a proseguire il lavoro politico e amministrativo sul territorio, rafforzando la propria presenza nei comuni e nelle istituzioni locali, nel rispetto dei valori e delle scelte collettive che caratterizzano il progetto del Partito Democratico.
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Palazzo Pisani: entreranno presto nel vivo i lavori per il recupero e il miglioramento sismico. Dopo palazzo Rosso un altro gioiello del centro storico si prepara a riaprire le proprie porte. Per farlo ci vorrà ancora un po' di tempo, ma intanto con il 2026 tra via Loris Giorgi e piazza Alberica arriveranno impalcature e operai. Poco prima di Natale è stata ufficialmente aggiudicata la gara per l'intervento che consentirà la messa in sicurezza dell'edificio per un importo complessivo di circa 1,2 milioni di euro. L'intervento, finanziato con fondi del bando delle Periferie, permetterà il recupero strutturale di palazzo Pisani in vista poi di una sua riapertura alla cittadinanza."Siamo a un momento di svolta molto importante, con l'aggiudicazione di questi lavori entrerà nel vivo un altro cantiere molto atteso – spiega l'assessore ai Progetti speciali Moreno Lorenzini -. Palazzo Rosso e palazzo Pisani rappresentano due luoghi fortemente identitari per Carrara che da troppo tempo sono chiusi e inaccessibili. Il loro recupero è sempre stato uno degli obiettivi di questa amministrazione ed è quindi una grande soddisfazione oggi, dopo essere già partiti lo scorso giugno con i lavori alla ex biblioteca, poter annunciare l'imminente avvio del cantiere di via Loris Giorgi. Si tratterà in questo caso di una prima fase di interventi che ci consentirà anzitutto di completare la messa in sicurezza dell'edificio andando a sanare quelle criticità che portarono alla sua chiusura. Si interverrà sulla copertura e si realizzeranno opere funzionali al miglioramento sismico di palazzo Pisani. Questi lavori saranno propedeutici a una prima riapertura dell'edificio per poi proseguire al suo completo recupero. Vogliamo che presto palazzo Pisani possa tornare a essere quel luogo di incontro, cultura e socializzazione che storicamente è sempre stato per questo come amministrazione assieme agli uffici stiamo da tempo lavorando per individuare la strada migliore per finanziare e realizzare il completamento degli interventi anche per quanto riguarda tutta la parte interna".
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A pensar male si fa peccato...ma poi si trovano i documenti che confermano che si aveva ragione. E' esattamente quanto è accaduto al consigliere dell'opposizione del comune di Carrara, Simone Caffaz, che è riuscito, documenti alla mano, a dimostrare che le sue reiterate supposizioni sul bando di concorso per direttore del teatro Animosi fatto a monte e ad hoc per Tindaro Granata - attore e regista che, di fatto, si è aggiudicato l'incarico - erano tutte, assolutamente fondate. In una diretta su facebook, il consigliere Caffaz ha spiegato di aver fatto richiesta di accesso agli atti relativi al bando in questione e di essere riuscito, non senza difficoltà, ad ottenere anche i verbali delle prove d'esame, sulla base delle quali è stato decretato il vincitore. Due le sorprese clamorose: l'opzionalità della laurea, titolo non richiesto ma solo valutato come apportatore di punteggio e la totale assenza della registrazione dei contenuti delle prove orali che hanno determinato i punteggi utili per proclamare Granata vincitore. Caffaz ha, infatti, fatto notare che nei bandi del comune per l'assegnazione di incarichi istituzionali - come quello di direttore del teatro - è obbligatoria la richiesta della laurea che, nel caso specifico, invece, non era richiesta. Il fatto che Tindaro Granata non abbia una laurea sembra essere una curiosa coincidenza. Ben più serio è invece il fatto che - come ha evidenziato Caffaz - in base al punteggio determinato dai titoli presentati Granata si fosse piazzato solo quarto, peraltro a pari merito con altri tre e che poi, nella prova orale che si basava sulla presentazione di un progetto personale per la gestione del teatro carrarese, abbia surclassato tutti clamorosamente, con una prova addirittura più corta di quella degli altri per suoi impegni lavorativi. E decisamente inquietante è, poi, il fatto che nei verbali siano registrati ordine, durata e votazione dei colloqui e non ci sia nemmeno una parola su quanto presentato da ciascun candidato. In pratica, la vittoria di Granata è derivata da un altissimo voto dato dalla commissione giudicante alla sua prova orale, della quale non esiste alcun riscontro, nè alcuna possibilità di confronto o di verifica. Come se, veramente, fosse stato stabilito in partenza chi avrebbe vinto - quanto da sempre sostenuto da Caffaz - cioè: "A pensar male si fa peccato...ma spesso si ha ragione".
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Le Rsu del Cermec rappresentate da Chiara Pirozzo della Cisl, Maurizio Bertieri della Uil e Gianluca Della Tomasina di Fiadel prendono le distanze dalle dichiarazioni sul Cermec del segretario della Cgil Alessio Menconi: "Come Rsu prendiamo atto delle dichiarazioni a mezzo stampa rilasciate dal Segretario della CGIL in merito alla situazione di denuncia nei confronti del clima interno a CERMEC. "Da settimane denunciamo episodi di estrema gravità e un clima lavorativo deteriorato e inaccettabile". A fronte di tali parole come delegati RSU non accettiamo che si raccontino irreali situazioni, è offensivo per chi come noi ogni giorno cerca di tutelare il bene di tutti i lavoratori, il clima interno a Cermec non corrisponde a quanto definito dal Segretario CGIL, siamo dispiaciuti che un Sindacato tenti di screditare l'azione Sindacale dei Delegati RSU, purtroppo anche se nella RSU non sono stati eletti Delegati Cgil, i diritti Sindacali li garantiamo e li rappresentiamo ogni giorno. Non vogliamo poi entrare nel merito i altri atteggiamenti Sindacali, ma per l'impegno e per la nostra lealtà intellettuale riteniamo grave che in un momento delicato come quello che Cermec sta affrontano in questa fase a livello societario, destabilizzare con dichiarazioni irreali la serenità dei Lavoratori. Auspichiamo che le altre denunce mosse siano affrontate e dimostrate nelle sedi opportune e dopo, solo dopo si possono rivendicare giuste conseguenze, farlo prima ha il sapore di connessioni politico sindacali, alle quali personalmente non intendiamo dare supporto.Auspichiamo quindi che ai vari livelli di responsabilità, sia Politica che Sindacale si appurino prima le verità senza creare incertezze ai Lavoratori Cermec, che già ultimamente stanno subendo variazioni di prospettiva lavorativa abbastanza pesanti".
- Partono a Carrara i restauri della statua di Beatrice d'Este, della statua della Sirena e a Codena del monumento ai caduti
- A Carrara continuano i cantieri e i disagi: prorogata fino a marzo la garatuità dei parcheggi del centro
- Retiambiente Spa: opportuno rinviare l’Assemblea di Cermec per garantire piena validità delle deliberazioni
- Solo carbone, dalla Befana, per il comune di Massa: il bilancio di Rifondazione Comunista Massa
- "Il Pd non vuole ammettere la sconfitta elettorale della Provincia": il commento del consigliere Mirabella
- Farneticante, egoreferenziale, un uomo solo al comando che manovra i suoi seguaci: il presidente Pd Massa Carrara Nicola Abruzzese replica al presidente della Provincia Valettini
- Luca Nicolini della segreteria del Pd Massa Carrara è il nuovo tesoriere regionale del Pd Toscana
- Richiesta irresponsabile dettata dal livore di chi ha perso: il presidente della Provincia e sindaco di Aulla Roberto Valettini risponde all'invito del Pd Massa Carrara ai consiglieri di Aulla di passare all'opposizione
- Nel nostro gruppo nessuno ha 'tradito' e guai a chi lo afferma: i consiglieri della lista Arrighi Sindaco ribadiscono il loro voto a Giannetti per la Provincia, andata invece a Valettini
- Il consigliere 5 Stelle Matteo Martinelli sul bilancio previsionale del Comune di Carrara: "Ancora una volta ci si limita a incassare i frutti del buon lavoro di altri e il bilancio previsionale per legge deve chiudersi in pareggio"


