Politica
Bernardi rimanda indietro le accuse di falsità sul cantiere della Taliercio e replica all'assessore Lorenzini con una diffida formale
Il consigliere della Lista Civica Massimiliano Bernardi non ci sta ad accettare le accuse di aver diffuso notizie false sul cantiere della scuola Taliercio, che gli…

Asmiu, emergenza veicoli: l'appello di Fit Cisl
All’interno di ASMIU è ormai emergenza totale per quanto riguarda i veicoli dedicati alla raccolta, conseguenza diretta di una programmazione aziendale inesistente, che ha ridotto la flotta ai…

Un tavolo per una cultura di pace. Martedì 23 giugno il primo incontro in Comune
Martedì 23 giugno alle 17,30 nella sala di rappresentanza del Comune di Carrara si terrà il primo incontro del 'Tavolo per una cultura di pace'. Il Comune di Carrara…

Apuane Libere: Nature Restoration Law, le istituzioni toscane tacciono
"Come Apuane Libere abbiamo presentato progetti concreti del PNRR per le Alpi Apuane. Cosa hanno fatto Regione e Parco delle Alpi Apuane?" parte così la riflessione…

“A Carrara soppresso il Capolinea del Paradiso”: la protesta dei sindacati
Le Rappresentanze Sindacali Aziendali FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT, FAISA-CISAL e UGL-FNA di Autolinee Toscane denunciano le gravi criticità che stanno interessando il servizio della linea 52 a…

Sanità apuana, CISL, UIL: “L'ora delle scuse è finita: cittadini e sindacati meritano risposte, non l'ennesimo rinvio”
La pazienza ha un limite. E quel limite, sulla sanità del territorio apuano, sembra ormai essere stato ampiamente superato. Negli anni scorsi venne…

Mancanza di parcheggi a Canevara: la segnalazione di Rifondazione Comunista Massa Circolo della Montagna
Ancora una volta, ci troviamo nella condizione di dover segnalare una criticità nota ormai da molto tempo e sempre ignorata dalle istituzioni locali:…

Il Polo P&S: gigantesco danno erariale sulle utenze dello stadio comunale
“L’interrogazione sulle utenze dello stadio comunale ha disvelato una preoccupante gestione dell’immobile pubblico da un decennio a questa parte. Le utenze infatti sono tutte intestate al…

Sentenza Tar su variante Aurelia: "Stop forzato che rischia di disperdere le risorse e anni di lavoro" il commento dell'onorevole Barabotti della Lega
L'onorevole della Lega Andrea Barabotti ha commentato la sentenza del Tar sulla variante Aurelia:«Prendiamo atto con rammarico della sentenza TAR che, pur non contestando gli esiti…

Sogni freschi: quasi completata l’installazione di nuovi impianti di aria condizionata negli asili nido comunali
Si sta concludendo in questi giorni l'installazione di nuovi impianti di aria condizionata negli asili nido comunali. Gli interventi sono stati realizzati dal Comune per adeguare gli…

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Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato diffuso da PD e MAC. Nella nota i due Gruppi Consiliari bocciano senza mezzi termini forma e sostanza del PAAV, il Piano degli arenili e dei Viali a Mare presentato dall'Amministrazione di Massa.
«La dichiarazione di voto che esprimiamo oggi - sabato 17 gennaio ndr -, non riguarda solo il Piano degli arenili e dei Viali a Mare, PAAV, ma il modo in cui questa Amministrazione ha scelto di gestire un passaggio cruciale per la Città. Il procedimento che inizia nel 2021 e la cui Adozione viene bocciata all'inizio del 2022 dal Consiglio Comunale con la sfiducia al Sindaco Persiani da parte anche della sua maggioranza, e continua nel Settembre 2024 quando viene ripresentato il PAAV. Nel corso del procedimento le osservazioni presentate da cittadini, associazioni, soggetti collettivi, istituzioni, non sono diventate un'occasione reale di confronto ma un passaggio da chiudere rapidamente per difendere l' impianto originario del piano. Il Consiglio Comunale è stato posto di fronte ad una alternativa sbagliata: o accettare una discussione generale, senza possibilità di entrare nel merito delle osservazioni e delle controdeduzioni, oppure rinunciare al confronto. Noi non abbiamo accettato questa imposizione; non perché riteniamo il PAAV un atto inutile o irrilevante, ma perché riteniamo che su un bene Comune come la nostra costa generatrice di un'economia molto importante per la nostra comunità, le decisioni debbano essere più condivise, più trasparenti, più ponderate, non meno. Il PAAV che viene portato in Consiglio per l'approvazione, è un piano che ha respinto gran parte delle osservazioni, sia completamente che parzialmente, accogliendone 29 (+ 4 da Autorità Idrica Toscana, Autorità di Bacino distrettuale dell'appennino centro- settentrionale, Arpat e Giunta Regione Toscana). Non ha saputo integrare le preoccupazioni emerse sul paesaggio, sull'accessibilità reale alle spiagge, sull'equilibrio tra interesse pubblico e privato, ma soprattutto non ha riconosciuto al Consiglio il ruolo legittimo del confronto politico. L'esercizio democratico ha bisogno di luoghi, di spazi e soprattutto di tempi. Quando si sottraggono tempi non facciamo un buon servizio al confronto che andrà a determinare le scelte per il futuro della nostra comunità. Per questi motivi il nostro voto sarà contrario; un voto contrario che non è contro la Città ma a tutela delle scelte pubbliche perché governare il territorio non significa solo decidere ma decidere bene in un confronto dialettico».
Gruppo consiliare PD
Gruppo consiliare MAC
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«Fratelli d’Italia denuncia con forza una situazione sanitaria ormai insostenibile, frutto di anni di immobilismo, scelte politiche sbagliate e disinteresse da parte della Regione Toscana e dell’Azienda sanitaria, che stanno trattando Carrara come un territorio di Serie B». A scriverlo sono Marco Guidi, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, e Massimiliano Manuel, capogruppo consigliare di Fratelli d’Italia.
«La chiusura del monoblocco ospedaliero e il trasferimento delle attività in containers - continuano - rappresentano una umiliazione per la città e per chi ogni giorno ha bisogno di cure. Strutture provvisorie trasformate in normalità, con problemi di manutenzione, gravi carenze di privacy e condizioni che non garantiscono né dignità ai pazienti né serenità agli operatori sanitari. Nel frattempo, la nuova palazzina sanitaria, il cosiddetto “cubo”, resta ferma al palo. Un’opera annunciata, sbandierata e utilizzata come spot elettorale, che avrebbe dovuto vedere l’avvio dei lavori prima delle elezioni regionali e che invece si è rivelata l’ennesima promessa tradita ai danni di Carrara. Fratelli d’Italia chiede che i lavori di ristrutturazione del monoblocco partano immediatamente e in contemporanea al “cubo”, progetto sul quale eravamo e restiamo fortemente scettici. Basta rinvii, basta alibi, basta burocrazia usata come scudo. La città non può più essere ostaggio dei tempi biblici dell’ASL e dell’inerzia regionale: servono atti formali, scadenze certe e responsabilità chiare. Sul piano della sanità territoriale, la linea di Fratelli d’Italia è netta: le cure intermedie devono tornare nel monoblocco, che va trasformato in un vero ospedale di comunità, una cittadella sanitaria moderna e funzionale, non un mosaico di soluzioni provvisorie e disorganiche. La scelta di puntare su Fossone è l’ennesima dimostrazione di una gestione distante dalla realtà del territorio: una struttura nata come RSA, non idonea in maniera definitiva alle cure intermedie, priva di parcheggi, viabilità adeguata e collocata in una zona isolata. Una decisione calata dall’alto, che ignora le esigenze di cittadini, famiglie e operatori e che non può essere spacciata come soluzione definitiva. Gravissima anche la responsabilità politica dell’amministrazione Arrighi, che ha subìto passivamente le decisioni di ASL e Regione senza difendere gli interessi della città. Le criticità sulla sicurezza degli edifici erano note e avrebbero richiesto una programmazione seria e tempestiva, non chiusure improvvise e traumatiche pagate dai cittadini. L’ospedale di Livorno dimostra che un’altra strada era ed è possibile: ristrutturare strutture datate, adeguarle ai nuovi standard e garantire continuità dei servizi, senza traumi e senza chiusure improvvise. Perché a Livorno sì e a Carrara no? La Regione Toscana ha deciso consapevolmente di privilegiare altri territori? Fratelli d’Italia non accetta che la sanità venga usata come terreno di propaganda o di gestione emergenziale permanente. Carrara merita rispetto, investimenti veri e risposte immediate. Continueremo a denunciare ritardi e responsabilità finché la città non avrà una sanità all’altezza dei suoi cittadini», concludono Marco Guidi e Massimiliano Manuel.
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«Minacce al presidente del Consiglio Giorgia Meloni e farneticazioni ad imbrattare muri e vetrine del centro storico di Massa. La sinistra radicale, con evidenza, si "confronta" attraverso modalità il cui risultato è soltanto quello di offendere e sporcare una zona della città», lo scrive, in una nota, il deputato apuano di Fratelli d'Italia Alessandro Amorese. «Condannando questi atti vigliacchi, ai quali quella sinistra ci ha abituati negli anni, dato che seguono a quelli reiterati e anche molto recenti alla sede di Fratelli d'Italia - continua Amorese - ribadiamo con forza che alcuna minaccia o offesa violenta fermeranno il nostro modo di fare politica in modo sano e democratico a Massa. È chiaro che non sia accettabile per qualcuno che Fratelli d'Italia sia presente tra e per la gente. Se ne faccia una ragione, perché continueremo ad esserlo con sempre maggior convinzione e radicamento».
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Il consigliere della lista Ferri, Filippo Mirabella ha sollevato critiche relative alla Rsa di Fossone: "La recente decisione dell’Asl Toscana Nord Ovest, approvata dal sindaco Arrighi, dall’assessore alla Sanità Roberta Crudeli e dal PD, di destinare la struttura di Fossone non più alla RSA con 40 posti letto originariamente prevista, ma a un Ospedale di Comunità, solleva più di una perplessità politica e sociale.Questa scelta non è neutrale: ha conseguenze concrete per gli anziani della nostra città e per le loro famiglie, soprattutto in una provincia come Massa-Carrara dove la popolazione sta invecchiando rapidamente e i servizi socio-sanitari sono già sotto pressione.Il modello di cura che si sta promuovendo è quello delle strutture previste nell’ambito della riforma della sanità territoriale, che accolgono pazienti che non richiedono cure ospedaliere ad alta intensità, ma hanno bisogno di assistenza infermieristica continuativa e monitoraggio. Questo modello si rifà alla ridefinizione del sistema sanitario toscano, finanziato con fondi statali e del PNRR per sviluppare un sistema di assistenza più territoriale e meno centralizzato negli ospedali tradizionali.Ma chi ci perde davvero, a nostro avviso e secondo molti cittadini? Gli anziani fragili e le loro famiglie.Infatti, il cambio di destinazione funzionale della struttura di Fossone, che doveva essere una RSA da 40 posti letto, cioè un presidio residenziale di lungo periodo per persone non autosufficienti che necessitano di assistenza continuativa e stabile, di fatto elimina la possibilità di realizzare la Casa di Riposo prevista.I dati sull’invecchiamento e sulle patologie tra gli anziani fanno emergere una grave questione di carenza di posti letto, che non è astratta ma radicata in un reale trend demografico che riguarda Carrara così come l’Italia intera. Secondo i dati più recenti dell’Istat e delle principali ricerche demografiche, circa il 23-25% della popolazione italiana ha più di 65 anni, percentuale che in Toscana è ancora più alta rispetto alla media nazionale e tende a crescere costantemente.Da quanto emerso dalle parole della dirigente ASL Monica Guglielmi, la RSA disponibile sul territorio resta solo l’Azienda Speciale “Regina Elena” con i suoi 80 posti letto, già insufficienti per la domanda locale. Tra l’altro, gli anziani che nella nostra città necessitavano di una RSA da anni erano costretti a cercare posto altrove e, in attesa dell’apertura della RSA di Fossone, molto spesso si dovevano spostare in Lunigiana o in altre zone distanti. Il tutto con un duplice disagio: lo spostamento del paziente lontano dalla sua comunità e dai familiari e maggiori costi e difficoltà per i caregiver e i parenti, tra trasporti, visite e organizzazione quotidiana.Peraltro, riguardo alla struttura di Fossone, c’è un’altra criticità che non può essere trascurata e riguarda la viabilità. La strada di accesso è stretta, senza doppio senso agevole, e quando sarà realizzato il nuovo Ospedale di Comunità si troverà vicino alla scuola elementare, in un contesto urbano dove è sorprendente che non si sia pianificato il miglioramento della viabilità e delle infrastrutture circostanti. Va da sé che un Ospedale di Comunità richieda un accesso facilitato per ambulanze e mezzi di soccorso, parcheggi adeguati per visitatori e personale, sicurezza stradale e, oggi, queste condizioni non sono garantite. La miopia politica della sinistra ha creato un paradosso: la struttura dovrebbe servire le persone più vulnerabili, ma l’accessibilità rimane altamente inadeguata. La decisione di trasformare una RSA prevista in un presidio ospedaliero poteva avere senso in un quadro regionale bilanciato, dove i servizi territoriali sono integrati, la rete di assistenza è forte e i posti letto di lungo periodo sono adeguati alla domanda. In realtà, a Carrara non è così. La cittadinanza non vede risposte strutturali ai bisogni sociali reali e, dietro alle decisioni dell’ASL, condivise dall’amministrazione Arrighi e dal PD, emerge anche il fatto che non sia stata convocata la Cabina di Regia, un tavolo di confronto periodico tra Regione Toscana, Azienda USL Toscana Nord Ovest, i Comuni di Massa e Carrara e i sindacati, istituito per monitorare e gestire la riorganizzazione dei servizi sanitari locali. Sarebbe stato invece necessario affrontare in quella sede criticità come i tempi di attesa e l’implementazione dei nuovi progetti, con l’obiettivo di migliorare realmente l’offerta sanitaria sul territorio.Chiedere che queste scelte politiche siano riviste o almeno accompagnate da un piano di assistenza reale non è un attacco sterile alla sanità gestita in modo inefficace da anni dal PD locale e regionale, ma una richiesta di responsabilità verso chi ha sacrificato una vita per la comunità stessa, cioè: i cittadini!"
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I Giovani Democratici di Massa Carrara aderiscono convintamente alla manifestazione del 24 gennaio in solidarietà ai manifestanti del 3 ottobre, scesi in piazza per difendere la libertà e l'autodeterminazione di un popolo massacrato dalle bombe del governo di Israele. Con i 37 manifestanti denunciati (numero in aumento in queste ultime ore), soggetti alle indagini da parte della Procura, c'eravamo anche noi. Se colpiscono loro, colpiscono anche noi, non solo dirigenti o esponenti di rilievo di associazioni, partiti o sindacati ma anche semplici ragazzi che hanno pacificamente esercitato il loro diritto di manifestare. Quella mattina eravamo in migliaia, un movimento dal basso di cittadini che hanno risposto alla disumanità di Gaza e al blocco della Flottiglia. È tanta l'indignazione. Lo diciamo chiaramente quello che è accaduto ha dell'incredibile, è un vero e proprio atto repressivo e intimidatorio, soprattutto se pensare che convocati in questura c'erano anche studenti appena maggiorenni. E allora colpisce anche il nostro essere giovani, non violenti, pacifici e pacifisti, giovani che marciano per la pace, che desiderano un mondo fatto di meno ingiustizie civili e sociali, con uno sguardo allo scenario internazionale ma anche nazionale.
Perché quello che è successo non è un incidente di percorso ma uno schema che proviene dall'alto, dal governo più a destra della Repubblica Italiana, da quel Decreto Sicurezza (tra le contestazioni c'è proprio il blocco ferroviario e, ricordiamolo, il decreto trasforma in reato anche la mera resistenza passiva) che reprime chi dissente, chi manifesta, chi sciopera, se gli scioperanti vengono dichiarati illegali, qualcosa di malsano si insidia nella nostra democrazia. Se perdiamo la legittimità di dire e fare qualcosa in modo del tutto pacifico senza causare danno a nessuna persona e nessuna cosa, si è perso anche il profondo senso di umanità che ci dovrebbe muovere. Come provocazione, chiediamo al Ministro Salvini, se viene contestato ai partecipanti anche l'interruzione di servizio pubblico (ferroviario), Lei di cosa dovrebbe rispondere, con un accumulo di ritardi pari a ben due anni? Con tutto il rispetto delle indagini e dell'operato della magistratura qui si inserisce un tassello maggiore, fatto dalla riforma della giustizia, che di giustizia non ha nulla, che essenzialmente non semplifica, non accelera i processi, non inserisce nuove figure tecniche, ma solamente consente nello scenario peggiore ma possibile di sottoporre alla volontà politica il pubblico ministero. Se questo è un rischio immaginario, in questo clima nazionale è più che mai concreto. Ringraziamo i parlamentari Marco Furfaro del Partito Democratico e Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra che si sono attivati per presentare interrogazioni parlamentari. Facciamo un appello ai nostri possibili alleati, portiamo avanti una lotta trasversale che coinvolga tutte le forze politiche e sindacali per rispondere con forza davanti alla deriva del nostro paese, solo con la fermezza dell'unità potremo auspicare a un cambiamento vero.
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Cisl e Filca Cils Toscana Nord hanno analizzato i dati dell'Osservatorio del marmo: "I dati dell’ultimo rapporto dell’Osservatorio Marmo, frutto della collaborazione tra Comune di Carrara, Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest, Consorzio Zona Industriale Apuana e Agenzia delle Dogane, offrono una fotografia articolata della filiera del marmo apuano. Tuttavia, una lettura complessiva evidenzia più contraddizioni strutturali che segnali di vera ripresa, nonostante una narrazione che tende a enfatizzare alcuni dati positivi. Viene infatti messo in evidenza un quadro che parla di estrazione ai minimi storici, export in crescita e occupazione in parziale aumento. Una lettura che rischia però di essere limitata e fuorviante se non si analizzano a fondo i numeri e, soprattutto, le loro ricadute reali su lavoro, imprese e territorio. Il dato dell’estrazione complessiva ai minimi storici non può essere considerato neutro, né tantomeno positivo. La riduzione dell’escavato – sceso da una media storica di circa 900.000 tonnellate annue a poco più di 600.000 – ha un impatto diretto sull’occupazione in cava, sulle imprese più piccole e sulla tenuta complessiva della filiera locale. Meno estrazione significa meno lavoro diretto, maggiore fragilità per molte aziende e un indebolimento strutturale del cuore produttivo del settore. Non si tratta di un fenomeno transitorio, ma dell’esito di un trend pluriennale che mina alla base la ricchezza materiale da cui tutta la filiera dovrebbe partire. Anche se estrazione ed ambiente sono le due facce della stessa medaglia.
Il report segnala una crescita del valore delle esportazioni, specie locali, con il superamento dei 600 milioni di euro, di cui circa 418 milioni riconducibili al marmo lavorato, e un rafforzamento del ruolo del distretto apuano sui mercati nazionali e internazionali. Tuttavia, questi numeri monetari non dicono nulla su chi beneficia realmente di tali incrementi. L’aumento dell’export e del fatturato riguarda prevalentemente una parte ristretta di aziende strutturate, capaci di collocarsi sui mercati globali e di valorizzare il prodotto lavorato, mentre molte imprese locali restano ai margini o faticano a trarne vantaggi concreti. Il risultato è un settore sempre più polarizzato, con poche imprese solide e decine di aziende che faticano a restare sul mercato e a rispettare gli impegni assunti con il Comune, in particolare in materia di tracciabilità e rispetto della quota del 30 per cento di marmo frantumato. In questo contesto, parlare di “ripresa diffusa” appare quanto meno prematuro. Anche il dato sull’occupazione, compresa la crescita di quella giovanile nella fascia 15-29 anni ( e meno male..) , va letto con grande cautela. Un aumento percentuale, perlatro nell'ordine di sole poche decine di unità', non basta se non si chiarisce dove, come e con quali condizioni cresce il lavoro. Senza informazioni sulla stabilità dei contratti, sui diritti e sulla qualità dell’occupazione (al piano), il rischio è quello di una crescita apparente che nasconde precarietà e una base occupazionale complessivamente fragile. Occupazione e marmo, oggi, non parlano più la stessa lingua, soprattutto per quanto riguarda il lavoro in cava e una parte significativa dell’indotto locale.
La L.R.T. 35 e gli strumenti normativi regionali vengono indicati come fattori che iniziano a produrre effetti positivi, insieme a un aumento degli investimenti nel settore. Tuttavia, i risultati concreti sulla cosiddetta “filiera” restano ben al di sotto delle attese. Le norme, da sole, non bastano se non sono accompagnate da controlli efficaci, regole chiare, trasparenza e politiche industriali coerenti, capaci di governare il settore e ridurre le disuguaglianze tra imprese.
Infine, anche la maggiore redditività media delle imprese, evidenziata dall’Osservatorio, va contestualizzata. Se cresce la redditività di pochi mentre si restringe la base produttiva e occupazionale, il risultato non è un settore più sano, ma un comparto più fragile e diseguale, meno capace di garantire lavoro stabile, sostenibilità ambientale, sicurezza su lavoro e ricadute positive per il territorio, lasciando inalterate anche le gravi difficoltà di rapporto con l’ambiente.
Per questo serve una riflessione seria e non autocelebrativa. Senza un cambio di passo reale su regole, controlli e politiche industriali, il rischio è che dietro buoni titoli e numeri positivi resti un settore strategico sempre più sbilanciato e indebolito.
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"I gruppi consiliari del PD e MAC hanno abbandonato i lavori del Consiglio comunale durante la discussione sulle controdeduzioni al Piano Attuativo degli Arenili e dei Viali a Mare (PAAV)".Lo notificano i consiglieri Enzo Romolo Ricci, Dina Dell Ertole, Stefano Alberti, Gabriele Carioli, Giovanna Santi, DanieleTarantino e Ivo Zaccagna che spiegano: "La decisione è stata assunta dopo che non è stato consentito ai consiglieri di intervenire sulle singole osservazioni e sulle relative controdeduzioni, nonostante il numero elevato di contributi presentati da cittadini, associazioni e soggetti collettivi.Su un atto di rilevanza strategica per il futuro della costa, il confronto non può essere ridotto a una presa d’atto generale. Impedire la discussione puntuale delle osservazioni significa limitare le prerogative del Consiglio comunale e svuotare il senso della partecipazione prevista dalla normativa regionale.Anche la scelta di illustrare le osservazioni in forma anonima, senza consentire ai consiglieri di entrare nel merito, ha contribuito a comprimere il dibattito democratico su un tema centrale per la città.La nostra non è una protesta pretestuosa, ma una scelta di responsabilità istituzionale: difendere il ruolo del Consiglio comunale e il diritto dei cittadini a vedere le proprie osservazioni discusse in modo trasparente e sostanziale. I gruppi di PD e MAC continueranno a vigilare affinché le scelte sulla costa avvengano nel rispetto della partecipazione, della trasparenza e del pieno ruolo degli organi elettivi".
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La consigliera del Pri Alberta Musetti ha presentato una mozione al consiglio comunale di Carrara in merito ai diritti umani in Iran, alla solidarietà alla popolazione iraniana e alla necessità di garantire protezione e un rifugio sicuro ai manifestanti. Ecco il testo della mozione: "Premesso che da tempo la Repubblica Islamica dell'Iran è attraversata da una grave crisi politica e sociale, caratterizzata da una repressione sistematica delle libertà fondamentali, da violazioni dei diritti umani e da un utilizzo sproporzionato della forza nei confronti della popolazione civile. Riscontrato che le recenti proteste popolari, nate dalla richiesta di migliori condizioni materiali di vita, maggiori diritti, libertà civili e rispetto della dignità delle persone, sono state represse con arresti arbitrari, limitazioni della libertà di espressione e di informazione, nonché con gravi conseguenze per la sicurezza dei cittadini e delle cittadine iraniane. Considerato che la repressione in atto ha provocato una dura e unanime condanna a livello internazionale, come testimoniato dalle prese di posizione di autorevoli esponenti delle istituzioni globali ed europee; Preso atto che: l'Unione Europea ha annunciato di voler adottare misure restrittive nei confronti di soggetti ed entità iraniane coinvolte nella repressione e nelle violazioni dei diritti umani; i presidi diplomatici e consolari rappresentano uno strumento essenziale di tutela, assistenza, protezione e dialogo, in particolare in contesti segnati da gravi crisi umanitarie e politiche; l'eventuale chiusura o riduzione dell’operatività delle ambasciate e dei consolati rischierebbe di isolare ulteriormente la popolazione civile iraniana, indebolendo i canali di protezione e di intervento umanitario; Tenuto conto che:la Toscana ha una lunga tradizione di impegno per la pace, il dialogo tra i popoli e la difesa dei diritti umani, valori che costituiscono un patrimonio fondamentale delle istituzioni regionali ribadito, da ultimo, con l’intititolazione della festa della Toscana 2025 al tema “Toscana, un ponte per la Pace” celebrato anche da questo Consiglio Comunale;il Presidente della Regione Toscana ha espresso pubblicamente vicinanza al popolo iraniano; questo Consiglio Comunale ha già manifestato solidarietà e approvato iniziative a sostegno del movimento Donna vita e Libertà — Considerato che:l’Italia è chiamata a lavorare con l'Unione Europea, le Nazioni Unite e gli organismi internazionali per promuovere sanzioni mirate contro i responsabili delle repressioni, sostenere le indagini internazionali sui crimini commessi, difendere il diritto all’informazione e offrire protezione a chi è ‘costretto a fuggire;il mantenimento e il rafforzamento della presenza diplomatica può consentire, laddove possibile, il rilascio di visti umanitari e forme di protezione internazionale per manifestanti, attivisti e cittadini perseguitati dal regime. Ritenuto, pertanto, necessario ribadire, anche a livello comunale, una posizione chiara a sostegno del popolo iraniano e dell’importanza della diplomazia come strumento di pace e tutela dei diritti; infine, che ogni decisione sul futuro delle istituzioni iraniane deve passare esclusivamente dalla libera scelta del popolo iraniano, in ossequio al diritto all’autodeterminazione dei popoli; piena solidarietà e vicinanza alla popolazione iraniana, alle donne, agli uomini e ai giovani che chiedono libertà di espressione, diritti e rispetto della dignità umana. Impegna il sindaco e la giunta a sostenere, nelle sedi istituzionali opportune, iniziative volte alla difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali in Iran; a sollecitare il Governo e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale a mantenere aperta e pienamente operativa l'Ambasciata italiana, quale strumento essenziale di tutela, assistenza e dialogo, nonché a promuovere forme di protezione e accoglienza per i manifestanti e gli attivisti perseguitati, sottraendoli alle ritorsioni del regime;a continuare a promuovere, di concerto con le Istituzioni regionali e nazionali, una costante attenzione sulla situazione iraniana, anche attraverso momenti di informazione e sensibilizzazione, nel rispetto dei valori di pace, democrazia e cooperazione internazionale".
- Lo state dell'arte dei lavori al Monoblocco di Carrara: il presidente della commissione sanità Bianchini riassume l'intervento della direttrice distretto Apuane Asl Guglielmi
- Massa: il consigliere Lodovico Andreazzini entra nel gruppo consiliare di Forza Italia
- Giovani Democratici Massa Carrara critici sugli accorpamenti e commissariamento regione
- Sanità territoriale: CGIL CISL UIL chiedono la convocazione urgente del tavolo sanitario
- Vogliamo che tutti i voti siano uguali, sosteniamo il ricorso di Toscana Rossa": l'appello di Rifondazione Comunista
- Scaduto da oltre un anno il Documento Unico di Regolarità Contributiva di Evam s.p.a.: Benedetti chiede all'amministrazione di Massa di avviare una verifica
- "La verità è che il governo si attiva e il sindaco di Carrara no": la senatrice Susanna Campione replica a Serena Arrighi
- Accorpamenti delle scuole: no al commissariamento della Regione. Così si colpisce il nostro futuro
- Gestione di comodato d’uso gratuito di una parte dell’ex mattatoio comunale – Centro per l’impiego in viale XX Settembre: il comune di Carrara pubblica un avviso rivolto agli Enti del terzo settore
- Binari occupati a Massa: la Lega ribadisce il valore della legalità. Il diritto non può essere piegato all'ideologia.


