Politica
Aumento biglietti del trasporto pubblico: la preoccupazione di Rifondazione Comunista Massa Carrara
Rifondazione Comunista Massa Carrara condivide le preoccupazioni in merito all’aumento dei biglietti degli autobus annunciati qualche giorno fa. Dal 1° agosto, le cittadine e…

"Palazzo Rosso a Carrara: il valzer delle varianti": il consigliere Mirabella risponde al sindaco Arrighi
Il consigliere della lista Ferri Filippo Mirabella risponde al sindaco Arrighi su Palazzo Rosso: "Nessun capriccio, ma una richiesta di trasparenza su un progetto che…

Bernardi rimanda indietro le accuse di falsità sul cantiere della Taliercio e replica all'assessore Lorenzini con una diffida formale
Il consigliere della Lista Civica Massimiliano Bernardi non ci sta ad accettare le accuse di aver diffuso notizie false sul cantiere della scuola Taliercio, che gli…

Asmiu, emergenza veicoli: l'appello di Fit Cisl
All’interno di ASMIU è ormai emergenza totale per quanto riguarda i veicoli dedicati alla raccolta, conseguenza diretta di una programmazione aziendale inesistente, che ha ridotto la flotta ai…

Un tavolo per una cultura di pace. Martedì 23 giugno il primo incontro in Comune
Martedì 23 giugno alle 17,30 nella sala di rappresentanza del Comune di Carrara si terrà il primo incontro del 'Tavolo per una cultura di pace'. Il Comune di Carrara…

Apuane Libere: Nature Restoration Law, le istituzioni toscane tacciono
"Come Apuane Libere abbiamo presentato progetti concreti del PNRR per le Alpi Apuane. Cosa hanno fatto Regione e Parco delle Alpi Apuane?" parte così la riflessione…

“A Carrara soppresso il Capolinea del Paradiso”: la protesta dei sindacati
Le Rappresentanze Sindacali Aziendali FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT, FAISA-CISAL e UGL-FNA di Autolinee Toscane denunciano le gravi criticità che stanno interessando il servizio della linea 52 a…

Sanità apuana, CISL, UIL: “L'ora delle scuse è finita: cittadini e sindacati meritano risposte, non l'ennesimo rinvio”
La pazienza ha un limite. E quel limite, sulla sanità del territorio apuano, sembra ormai essere stato ampiamente superato. Negli anni scorsi venne…

Mancanza di parcheggi a Canevara: la segnalazione di Rifondazione Comunista Massa Circolo della Montagna
Ancora una volta, ci troviamo nella condizione di dover segnalare una criticità nota ormai da molto tempo e sempre ignorata dalle istituzioni locali:…

Il Polo P&S: gigantesco danno erariale sulle utenze dello stadio comunale
“L’interrogazione sulle utenze dello stadio comunale ha disvelato una preoccupante gestione dell’immobile pubblico da un decennio a questa parte. Le utenze infatti sono tutte intestate al…

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È con un profondo senso di rispetto e umanità che mi unisco all'Anmil per celebrare questa 75ª Giornata Nazionale per le Vittime di Incidenti sul Lavoro. Ringrazio sentitamente il Presidente Paolo Bruschi e l'intero consiglio territoriale di Massa Carrara per avermi concesso l'onore di essere l'Oratore Ufficiale in questa giornata piena di significato e di ricordi seppur dolori ma che devono essere un momento di vicinanza per le famiglie e di proposta per chiedere e garantire più sicurezza sul lavoro. Ricordiamo chi ha pagato con la vita nell'adempiere ad un proprio diritto quale quello del lavoro ; e dobbiamo lavorare perché il lavoro torni ad essere esclusivamente fonte di dignità e progresso, mai di morte e dolore. Il nostro primo pensiero, oggi, va a chi non c'è più. Alle vittime di questa provincia, che il Presidente ha dolorosamente ricordato: Giorgio Bedini, Paolo Lambruschi, Valentino Delfino, Maximiliano Lombardi e Paolo Mariottoni. Cinque vite spezzate dall'inizio dell'anno. A loro si unisce il ricordo indelebile di Massimiliano Zani, tragicamente scomparso il 6 giugno 2022, e di tutte le altre vittime il cui nome non risuona oggi in questa sala, ma il cui sacrificio pesa sulle coscienze di tutti noi. Dietro ogni nome non c'è solo un lavoratore, ma un padre, una mamma, un figlio, un amico o amica. C'è una famiglia la cui esistenza è stata irrimediabilmente sconvolta.
L'anatomia di una strage: analisi dei dati e della realtà sommersa
Le cifre, nella loro fredda oggettività, descrivono una realtà drammatica. Secondo i dati INAIL La nostra provincia di Massa Carrara presenta un quadro allarmante. Sebbene le denunce di infortunio mostrino una lieve flessione, il dato sulla mortalità è devastante. Le denunce ufficiali parlano di 5 decessi a cui si aggiungono i dati forniti dall 'Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering, che definisce la nostra provincia come "zona rossa". Il nostro indice di incidenza di mortalità, pari a 37,1 decessi ogni milione di occupati, ci colloca al primo posto tra le province toscane e al tredicesimo a livello nazionale.Eppure, questa contabilità del dolore è incompleta. Come sottolineato da ANMIL, mancano all'appello gli "invisibili":[...] i non assicurati INAIL, vale a dire gli invisibili del lavoro sommerso che occulta le cause lavorative di infortuni e morti, i lavoratori autonomi che costituiscono sempre più una parte significativa degli occupati del Paese, le Forze dell'Ordine e i nostri Vigili del Fuoco e i volontari. A questi si aggiungono le vittime silenziose delle malattie professionali, i "tumori perduti", i morti per amianto e per l'esposizione a sostanze tossiche, le cui conseguenze si manifestano a distanza di anni, rendendo più difficile il riconoscimento del nesso causale con l'attività lavorativa. La strage reale è molto più vasta di quella registrata. In questo scenario, il ruolo dell'INAIL si rivela essenziale. L'intervento assistenziale dell'Istituto non è un mero atto burocratico o un semplice risarcimento economico. È la manifestazione più concreta dello Stato sociale, l'adempimento di un patto di civiltà che garantisce protezione e supporto a chi è stato colpito. È il segnale che la comunità nazionale non si volta dall'altra parte.
La giustizia necessaria: applicare le leggi e specializzare l'azione penale
Da magistrato, non posso che concordare con la ferma posizione espressa dal Presidente Bruschi: "non servono nuove leggi ma serve far rispettare la normativa esistente". L'Italia possiede uno dei corpus normativi più avanzati al mondo in materia di sicurezza sul lavoro, a partire dal principio cardine dell'articolo 2087 del Codice Civile fino alla complessa architettura del Decreto Legislativo 81/2008. Il fallimento non è normativo, ma applicativo. La risposta a questa emergenza deve articolarsi su due fronti: prevenzione e repressione. Per la prevenzione, è indispensabile un "immediato rafforzamento e sinergia tra gli organismi di controllo in campo, Ispettori del Lavoro e ASL". I controlli devono essere più numerosi, più incisivi e meno prevedibili. Momento di confronto e proposte per prevenire infortuni. Per la repressione, è tempo di un cambiamento strutturale. Le indagini per omicidio colposo o lesioni gravi e gravissime in ambito lavorativo sono estremamente complesse. Richiedono competenze tecniche, conoscenza di normative specifiche e capacità di ricostruire catene di responsabilità spesso frammentate tra diversefigure aziendali. L'organizzazione giudiziaria, frammentata su base territoriale, deve essere messa in grado di garantire la specializzazione e l'uniformità necessarie. Bisogna riflettere su nuove proposte.
La rivoluzione culturale: la sicurezza come valore fondante
Infine, nessuna legge e nessuna procura potranno mai essere sufficienti senza quella che è stata definita la "rivoluzione culturale". La sicurezza non può essere percepita come un costo, un adempimento burocratico o un ostacolo alla produttività. Deve diventare un valore intrinseco, un prerequisito etico e sociale di ogni attività economica.Questa cultura deve essere seminata fin dai banchi di scuola. L'approvazione della legge 17 febbraio 2025 n. 21, che introduce l'insegnamento della sicurezza nei luoghi di lavoro, è una conquista di civiltà che ANMIL ha giustamente sostenuto con forza. Formare i nostri studenti, i futuri lavoratori e datori di lavoro, significa investire nel capitale umano e sociale del nostro Paese. L'impiego dei soci ANMIL in questo percorso educativo è uno strumento di straordinaria efficacia, perché la testimonianza di chi ha vissuto il dramma sulla propria pelle ha una forza che nessuna lezione teorica potrà mai eguagliare.
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Relativamente alla raccolta dei rifiuti presso i condomini, Retiambiente Carrara srl ci tiene a sottolineare che la scelta di effettuare il servizio pomeridiano è legata ad una migliore distribuzione del lavoro durante l'arco della giornata, evitando di concentrare l'impiego di uomini e mezzi nella sola fascia mattutina. Questa scelta è stata adottata anche perché è quella che crea minori disagi: la presenza di batterie di bidoni presso i condomini, difatti, non genera alcun cambiamento nelle abitudini degli utenti, che possono conferire i propri rifiuti come sempre. Starà all'azienda modificare il proprio orario di presenza sul territorio, ma probabilmente il cambiamento di ritiro non verrà nemmeno percepito dall'utenza. Per quanto riguarda i problemi di sicurezza legati al "buio" pomeridiano, facciamo presente che il servizio di raccolta dei rifiuti nei condomini viene fatto di pomeriggio anche in moltissime altre località italiane, senza che questo comporti problemi di sicurezza. Carrara non è certo peggiore di altre località e anzi, la presenza di operatori ecologici in servizio anche all'imbrunire può eventualmente essere un deterrente al degrado e non certo un incentivo.
Per concludere: Retiambiente Carrara srl e la sua dirigenza hanno recentemente svolto un incontro invitando tutti gli amministratori condominiali. E' stato un dibattito costruttivo e intelligente, dove i professionisti dell'amministrazione hanno saputo rappresentare in modo propositivo argomenti e margini di crescita reciproca. Avremmo preferito che, a quell'incontro, ci fossero proprio tutti gli amministratori condominiali, compresi quelli che scelgono di fare polemica, preferendo di non partecipare a quelle riunioni nelle quali è possibile cogliere l'occasione per costruire assieme un percorso per il miglioramento dei servizi in città.
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"L'incontro di giovedì 16 ottobre in Commissione Ambiente a Carrara ha rappresentato una brutta pagina per la democrazia partecipativa a Carrara. Quanto accaduto va ben oltre la semplice divergenza di opinioni tecniche sul Regolamento del Verde e configura un metodo di governo della cosa pubblica inaccettabile. L'associazione Arca ha portato un contributo estremamente dettagliato e puntuale, elaborato nell'interesse della collettività, del territorio e dell'ambiente, per il miglioramento dello strumento urbanistico. In cambio, ha ricevuto un trattamento discriminatorio e vessatorio, in palese violazione dei principi di partecipazione democratica (artt. 8 L. 241/1990 e 118, comma 4, della Costituzione)" a parlare sono i rappresentanti di associazione ARCA che elencano gli episodi da loro giudicati deplorevoli: un attacco mirato e un possibile bias di genere. Il consulente dell'Amministrazione ha scelto di rivolgere i suoi toni veementi e i suoi attacchi ingiustificati esclusivamente alla portavoce di Arca e Apuane Libere, una donna. Ci chiediamo, e lo chiediamo pubblicamente all'Amministrazione: il consulente avrebbe avuto lo stesso approccio aggressivo, lo stesso atteggiamento di sfida se si fosse trovato di fronte a un interlocutore uomo? L'evidente squilibrio di potere e il tentativo di sopraffazione verbale pongono un serio interrogativo sul rispetto delle pari dignità nella discussione pubblica; l'intervento anomalo e fuori luogo. Anomalo è parso l'intervento (peraltro non previsto) dell'agronomo della società partecipata che gestisce il verde pubblico. Ha parlato a lungo di ciò che "lui ha fatto e farà", in un monologo autoreferenziale e completamente slegato dalla discussione del Regolamento. Ci si chiede: che c'entrava? Era una strategia distrattiva per deviare l'attenzione dalle criticità sollevate e far perdere tempo prezioso alla Commissione? E ancora: la complicità silenziosa rappresentata dall'ancor più grave silenzio assordante della Presidente della Commissione, che non è intervenuta per richiamare il consulente, pagato da noi cittadini, a un comportamento consono e rispettoso, né per riportare la discussione sul tema. Questo atteggiamento passivo legittima de facto la deriva e conferma il fastidio che questa Amministrazione prova verso il controllo e il contributo attivo dei cittadini e delle associazioni.
"La strategia è stata duplice e ugualmente scorretta proseguono da ARCA - delegittimazione delle critiche, secondo un meccanismo abusato anche nei dibattiti pubblici: delegittimare l’interlocutore per delegittimare automaticamente i suoi contenuti, per evitare di confrontarsi soprattutto con la nostra critica principale, di struttura: la mancanza di una visione ecosistemica nel Regolamento, che lo rende un documento obsoleto e cieco davanti alle emergenze climatiche. È un meccanismo abusato: si sposta il fuoco dal merito alla persona, si etichetta la critica come ostilità, si crea una falsa contrapposizione fra chi “collabora” e chi “contesta”, così da evitare il confronto sui contenuti. Eleggere come unico interlocutore "virtuoso" (Divide et impera) l'altra associazione presente, complimentandosi esplicitamente con essa per la sua "collaboratività", in netto e voluto contrasto con il trattamento riservato ad Arca e Apuane Libere. Un tentativo smascherato di creare divisioni nel tessuto associativo. Peraltro, a conferma della disuguaglianza arbitraria e di un abuso di potere, ha ignorato del tutto le osservazioni pervenute in commissione da parte della LIPU nazionale, osservazioni tutte condivise nella nostra relazione. Questo episodio evidenzia una criticità sistemica all'interno dell'amministrazione, che pone in essere, o permette, azioni discriminatorie che nulla hanno a che vedere con un'azione amministrativa imparziale, pluralista, corretta ed efficace, come richiesto dai principi costituzionali. Arca e Apuane Libere condannano con fermezza quanto accaduto. Non ci sarà vera collaborazione finché il Comune non smetterà di considerare i cittadini che pagano le consulenze come avversari da mettere a tacere, anziché come una risorsa per la collettività, e finché non garantirà che le donne che rappresentano la società civile ricevano lo stesso rispetto dei loro colleghi uomini.Alla delegittimazione e alla discriminazione, opporremo una sempre maggiore determinazione nel chiedere che a Carrara si pratichi una democrazia partecipativa vera, fatta di rispetto e sostanza. E non si dimentichi che chi si impegna nelle associazioni lo fa solo ed esclusivamente per l’interesse e il bene della collettività".
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"Le elezioni regionali certificano in maniera lapidaria il fallimento delle politiche del Persiani due per la Valle del Frigido. Il divieto estivo di accesso al fiume voluto dalla Lega di Cella e Garau, condiviso da Ortori e dall’area che ha votato Lorenzetti alle regionali, è stato affossato nelle urne. Occorre una profonda e immediata riflessione, nelle sede istituzionali, per affrontare i problemi dei “luoghi che non contano” per la vecchia politica come Resceto, Guadine, Casania, Gronda e Redicesi. Servono più investimenti per la manutenzione delle strade di montagna e il miglioramento della loro sicurezza, maggiori risorse contro il dissesto, politiche mirate di manutenzione quotidiana delle montagne, occorre trovare soluzioni per il trasporto pubblico e garantire migliore accesso ai servizi" dichiara la consigliera Bennati. “Inoltre sul ruolo e lo sviluppo del turismo in questa vallata serve un reale dibattito pubblico, evitando decisioni autoritarie calate dal palazzo, soprattutto coinvolgendo le comunità che abitano quei paesi. Non ho mai ascoltato la voce di quei luoghi in consiglio comunale, se è arrivata è successo attraverso una mediazione distorta con un metodo quasi clientelare del fare politica. I dati di affluenza di tutti i luoghi della montagna ci dicono come i residenti sentano la politica lontanissima dai loro bisogni della vita quotidiana” sottolinea Bennati.
Il Polo Progressista e di Sinistra, composto da M5S RC e Mcc, in questi due anni e mezzo ha provato più volte a portare uno sguardo differente sulle aree interne della città cercando di capovolgerlo. Crediamo sia fondamentale coinvolgere professionisti che nella vita si occupano soprattuto di aree interne; lo abbiamo detto più volte in consiglio comunale che mancano le competenze professionali necessarie ad affrontare un problema che è strutturale. La classe politica vede sempre la montagna con lo sguardo del residente in città, non c’è mai una risposta che nasce dall’ascolto delle persone che vivono quei luoghi. Sin qua l’ascolto da parte dell’amministrazione comunale è stato parziale e ha coinvolto solo qualche loro specifico elettore; nei prossimi mesi si discuterà di come destinare i soldi del bilancio e della tassa di soggiorno e in quella occasione torneremo a formulare proposte concrete. Occorre aumentare il livello di connessione fra i paesi della montagna massese e il resto della città, è ormai un dato di fatto che Resceto è il primo luogo che migliaia di turisti vedono appena scendono dal monte Tambura. A seguire nel loro cammino incontrano tutti gli altri con il livello di degrado e abbandono che ormai caratterizza la valle del Frigido. Il basso livello di affluenza nei paesi della montagna è un segnale per tutta quella politica che pensa di risolversela con i micro favori e il voto di scambio.
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Il comitato Ugo Pisa torna sul progetto ampliamento del porto di Marina di Carrara: "Abbiamo seguito con attenzione i dibattiti elettorali sul porto di Marina di Carrara. È emerso chiaramente che, sia il candidato presidente di centro sinistra sia quello di destra, hanno sempre sostenuto l’importanza dell’ampliamento del porto come infrastruttura necessaria. Tuttavia, il loro discorso si è concentrato esclusivamente sugli aspetti economici: cantieristica, turismo, nuovi posti di lavoro, collegamenti viari, lotta all’erosione e bilanciamento tra economia commerciale e turistica. Quello che è mancato del tutto è stato un ragionamento sull’impatto ambientale e sanitario di queste scelte. Nessuno ha parlato realmente degli abitanti di Marina di Carrara, dell’aria che respiriamo, del mare che si inquina, del traffico che aumenta ogni giorno o delle aree di deposito merci che si estendono sempre più verso la città e i territori limitrofi. Negli ultimi mesi, la cittadinanza ha espresso preoccupazione e proteste per l’inquinamento causato dalle navi ormeggiate nel porto. Una situazione aggravata dal fatto che nel nostro territorio non esistono centraline di monitoraggio dedicate ai fumi navali, alle polveri generate dal traffico portuale o all’inquinamento acustico.In altre parole, non abbiamo nemmeno gli strumenti per capire quanto “ci inquinino” ogni giorno. Ora apprendiamo dell’ipotesi di una nuova rotta marittima tra Tolone e Marina di Carrara, presentata come soluzione per ridurre il traffico pesante sulle autostrade liguri.In realtà, questa proposta rischia di spostare semplicemente il problema da una regione all’altra, trasformando ancora una volta il nostro territorio nel punto di scarico delle criticità altrui. Tradotto: più camion, più fumi, più rumore, più polveri e più inquinamento del mare. Tutto questo in una zona già gravata da un traffico portuale intenso e da una qualità dell’aria sempre più compromessa. Si parla spesso di nuovi posti di lavoro come contropartita a questi progetti, ma nel caso delle navi Ro-Ro (roll-on/roll-off) questo argomento non regge: si tratta di attività altamente automatizzate, dove il lavoro umano è ridotto al minimo. Lo “spauracchio dell’occupazione” non può essere sempre usato per giustificare nuovi carichi ambientali e sociali. È questo il modello di sviluppo che vogliamo per la nostra città? È stato chiesto alla cittadinanza cosa pensano di un ulteriore aumento del traffico e dei rischi ambientali? Condividiamo pienamente le preoccupazioni espresse dal consigliere comunale Ivo Zaccagna, che ha ricordato come “il nostro territorio ha già dato abbastanza”. Serve davvero adesso una visione diversa, che metta al centro la salute dei cittadini, la tutela dell’ambiente e una vera transizione ecologica, non nuovi carichi di inquinamento mascherati da progetti di modernizzazione.Il futuro del porto deve essere veramente sostenibile, trasparente e condiviso con chi qui ci vive ogni giorno".
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I consiglieri comunali Daniele Tarantino e Giovanna Santi, del Gruppo Partito Democratico, tornano a sollecitare un intervento urgente per la mancanza di segnaletica stradale nella stradina interna di via Trento, già oggetto di una precedente segnalazione inviata agli uffici tecnici alcuni giorni fa.Nonostante la richiesta formale, la situazione non ha ancora visto alcun riscontro operativo, lasciando irrisolti i problemi di sicurezza evidenziati dai consiglieri.«Abbiamo segnalato tempestivamente la criticità, ma ad oggi non risulta alcun intervento – spiegano Tarantino e Santi – L’assenza di segnaletica in una stradina interna, frequentata quotidianamente da residenti e pedoni, rappresenta un rischio concreto per la sicurezza della circolazione».I consiglieri del PD sottolineano come la zona presenti una viabilità delicata, con accessi residenziali, spazi di manovra ridotti e passaggi pedonali spesso poco visibili.«Proprio perché si tratta di un’area interna, dove circolano bambini, famiglie e persone anziane, è indispensabile ripristinare al più presto la segnaletica mancante. Non servono grandi opere, ma attenzione e tempestività da parte degli uffici competenti», aggiungono.La nuova sollecitazione di Tarantino e Santi vuole richiamare l’attenzione dell’amministrazione comunale sull’importanza delle piccole manutenzioni, che spesso incidono in modo determinante sulla qualità della vita e sulla sicurezza nei quartieri. «Il nostro ruolo come consiglieri – spiegano – è quello di ascoltare i cittadini e portare in Consiglio le loro segnalazioni. In questo caso, ci aspettiamo un intervento rapido, perché la sicurezza non può attendere». I rappresentanti del Gruppo Consiliare del Partito Democratico ribadiscono infine la loro disponibilità a collaborare con gli uffici e con l’amministrazione per individuare soluzioni efficaci e durature.«Continueremo a monitorare la situazione fino a quando non verranno adottati i provvedimenti necessari – concludono – La sicurezza dei cittadini deve essere una priorità per tutti».
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Anche Rifondazione Comunista Carrara, attraverso il segretario provinciale Domenico Guadagnucci esprime la sua gratitudine per i voti a Toscana Rossa: "Come partito della Rifondazione comunista provinciale, di Massa Carrara, vogliamo ringraziare sentitamente tutti quanti i cittadini che hanno votato la lista Toscana Rossa e anche quelli, più numerosi, che hanno votato la candidata Presidente Antonella Bundu, mostrando una attenzione che sicuramente non lasceremo cadere in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, sia locali che nazionali.Antonella, candidata presidente della lista nata dall'impegno di militanti che in piena estate hanno raccolto 10mila firme per poter semplicemente partecipare, ha ottenuto il 5,18 per cento dei voti, superando abbondantemente lo sbarramento. Eppure, la lista, che ha raccolto 57.246 voti (4,51 per cento), non entrerà in Consiglio regionale. Una legge palesemente ingiusta, che non tiene assolutamente conto dei voti espressi dai cittadini e che stravolge la rappresentanza, ci vede dunque fuori dal Consiglio regionale, con lo splendido risultato che chi prende meno voti viene eletto, nel caso dei 5STELLE e Lega. I voti di Toscana Rossa hanno un valore minore rispetto agli altri? Non ci sembra davvero corretto neppure per il principio costituzionale della eguaglianza dei cittadini, anzi a maggior ragione quando la rappresentanza riguarda la gestione dei governi locali e anche nazionali. Aggiungiamo inoltre che, in presenza di una sola lista a sostegno di un candidato, la logica vorrebbe che il voto venisse assegnato anche dove non ci sono altre indicazioni di volontà di voto disgiunto, non tutti gli elettori sono esperti di leggi elettorali, bisogna pur tenere conto che anche gli analfabeti giuridici hanno diritto di voto al pari degli altri. Sarebbe il caso che chi lancia appelli all unità e magari si lamenta della scarsa affluenza alle urne dimostrasse interesse vero, prendendo le necessarie misure per cambiare una normativa discriminante e oltretutto estremamente farraginosa, che di democratico ha ben poco".
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Il consigliere della Lista Ferri parla del caso dei lavori alla scuola Giromini di Marina di Carrara e parla di promesse non mantenute e di un cantiere vuoto: “La comunità chiede risposte concrete. Marina di Carrara, ottobre 2025, dopo gli anni infruttuosi dell'assessore dei 5 Stelle, Andrea Raggi, durante i quali la Petra’ ditta appaltatrice aveva abbandonato il cantiere e portato il comune in Tribunale, con l'arrivo dell'assessore Elena Guadagni ai Lavori Pubblici, la scuola primaria "Dante Giromini" di Marina di Carrara è ancora un cantiere fermo, dopo più di tre anni. La Giromini, storica istituzione educativa di Marina, è chiusa dal 2010. Il progetto di ristrutturazione e adeguamento sismico, finanziato con oltre 2,7 milioni di euro, era stato interrotto a causa di contenziosi legali con l'impresa appaltatrice. Dopo anni di attesa, nel giugno 2025, l'amministrazione Arrighi aveva annunciato la ripresa dei lavori, con l'affidamento a una nuova ditta e un cronoprogramma di 450 giorni. Aveva vinto il Consorzio Stabile Toscana Edilizia e Ambiente Scarl di Lucca e come Imprese esecutrici erano state indicate Indo Vino Srl-di Montecatini Terme e la ditta Brand Srl di Licciana Nardi. Le promesse a vuoto dell'assessore Guadagni nascono da un comunicato stampa del 20 giugno 2025, nel quale aveva dichiarato:“ Con la firma del contratto e la consegna del cantiere entra nel vivo la fase esecutiva dell’adeguamento sismico. Si tratta di un’opera molto attesa non solo dalle famiglie e dagli studenti, ma da tutta la cittadinanza in generale". Parole che, a distanza di mesi, sembrano svanite nel nulla. La realtà infatti è che nessun operaio è presente al lavoro ed il cantiere è sgombero da materiali e attrezzature varie. Quindi nonostante le dichiarazioni ufficiali, i cittadini di Marina segnalano una realtà ben diversa. Foto recenti mostrano il cantiere della scuola Giromini completamente fermo: nessun operaio al lavoro, nessun segno di attività. Il sito è recintato e messo in sicurezza, ma privo di operazioni in corso inoltre vengono fotografate due grosse bombole. Questa situazione solleva interrogativi sulla gestione dei lavori e sulla trasparenza dell'amministrazione Arrighi, le promesse fatte sembrano infatti essere rimaste parole vuote, senza riscontri concreti sul terreno. Peraltro ancora più grave è il danno subito dai piccoli residenti del quartiere, che da anni sono stati costretti a frequentare altre scuole lontane con gravi disagi: molti di loro sono ormai alle scuole superiori, e non hanno mai potuto godere della propria scuola al centro di Marina, un luogo che ha visto crescere intere generazioni e che ha rappresentato da sempre un pilastro della comunità. Questa privazione è il risultato della negligenza delle amministrazioni 5 Stelle e Arrighi, incapaci di garantire continuità educativa e rispetto per i bambini e le loro famiglie. La comunità di Marina di Carrara esprime crescente frustrazione per l'ennesimo rinvio e l'assenza di risultati tangibili. Le parole dell’assessore Guadagni non sono state seguite da azioni concrete, alimentando il sentimento di sfiducia.È inaccettabile che una promessa di rilancio e recupero di un patrimonio storico e educativo venga continuamente rimandata. I cittadini meritano rispetto e risposte. In conclusioni la scuola Giromini merita di più perché rappresenta un simbolo per la comunità di Marina di Carrara. È ora di passare dalle parole ai fatti. L'amministrazione comunale deve fornire risposte concrete e tempestive, garantendo che i lavori riprendano senza ulteriori ritardi. La comunità ha atteso troppo a lungo e i bambini meritano di tornare a una scuola degna del loro futuro.
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