Politica
Gravi carenze nella gestione della sicurezza idraulica: Benedetti e Rivieri di Futuro Nazionale fanno un esposto contro l’amministrazione di Massa per le responsabilità nei danni del maltempo
Mauro Rivieri in qualità di Coordinatore Provinciale e Stefano Benedetti di responsabile Enti Locali del Movimento Futuro Nazionale hanno fatto un esposto contro l’amministrazione di Massa ritenendola responsabile…

Commissione urgente per gli allagamenti causati dal maltempo: la richiesta del consigliere Tarantino
Massa, allagamenti in città: il consigliere Tarantino chiede una commissione urgente sulle criticità nelle frazioni. Tornano gli allagamenti e con essi le polemiche. Dopo le ultime piogge, diverse…

Pontile di Massa, fondi pubblici o assicurazione? Il dibattito divide la città secondo il consigliere Pd Daniele Tarantino
Torna al centro del dibattito cittadino il tema del pontile e delle risorse destinate ai suoi interventi. Dopo lo stanziamento di fondi pubblici per lavori e manutenzione, si…

Degrado Lavello, Barabotti e Tosi (Lega): «Inerzia di Carrara mette a rischio sicurezza e ambiente. Comune responsabile»
«Le immagini che arrivano dalla zona del Lavello confermano una situazione ormai fuori controllo. Non è solo una questione di decoro: qui siamo di fronte a…

Carrara, Campione (FdI): “Più entrate ma tasse alte e una città che soffre, la sindaca Arrighi spieghi dove vanno a finire i soldi”
«Carrara incassa come una grande città ma continua a far pagare ai cittadini tasse ben sopra la media, senza garantire servizi adeguati. È un paradosso che…

Nasce il nuovo direttivo provinciale di Fipe Baristi Massa Carrara: Thomas Bini è il presidente
Prosegue il grande impegno sindacale sul territorio di Massa Carrara da parte di Confcommercio, che nella giornata di giovedì scorso ha formalizzato la nascita del nuovo…

Il Polo P&S: il Presidente Incoronato deve rispettare le leggi della Repubblica
Il Polo Progressista e di Sinistra ha richiesto per la terza volta, in poco più di un anno, l’intervento del Prefetto di Massa Carrara per attivare…

"Insicurezza non più tollerabile": il commento di Rossella Lera di Patto per il Nord Toscana sulla rissa avvenuta in centro a Carrara
Sull'episodio di violenza avvenuto il 30 aprile in via Roma interviene Rossella Lera, Responsabile Consulta Giustizia Patto per il Nord-Toscana: "L'episodio di violenza del 30…

Gruppo consigliare lista Serena Arrighi sindaca: “La nostra opposizione sembra aver ormai scelto la via della mistificazione e dello stravolgimento della realtà su qualsiasi tema come filo conduttore per la campagna elettorale per il 2027”
"La nostra opposizione sembra aver ormai scelto la via della mistificazione e dello stravolgimento della realtà su qualsiasi tema come filo conduttore per la campagna elettorale…

Simone Caffaz, consigliere comunale di opposizione Carrara: "Il premio patacca: capitale regionale ma 0 euro dalla Regione"
"L'ansia di dimostrare di aver fatto qualcosa anche nel settore culturale e artistico ha indotto l'amministrazione carrarese a superare ampiamente il senso del ridicolo nella vicenda…

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Durante la seduta del Consiglio Comunale di Massa del 31 luglio, la consigliera Dina Dell’Ertole, della lista “Massa è un’Altra Cosa”, ha espresso il proprio dissenso rispetto alla mozione presentata dalla maggioranza riguardante la candidatura della città a Capitale Italiana della Cultura. Pur riconoscendo l’importanza e il valore dell’iniziativa per la promozione del territorio, Dell’Ertole ha sottolineato come il percorso avviato sia stato condotto senza un adeguato coinvolgimento di tutto il Consiglio Comunale e, in particolare, delle forze di opposizione.«Un progetto così strategico – ha dichiarato – deve necessariamente poggiare su un ampio confronto democratico e sulla trasparenza, elementi che ad oggi sono mancati.» La consigliera ha evidenziato la mancata partecipazione nelle fasi iniziali, la costituzione del comitato promotore senza un confronto condiviso e la successiva presentazione della mozione da parte della maggioranza solo in una fase ormai avanzata, riducendo il ruolo del Consiglio a una mera formalità. Dell’Ertole ha ricordato che l’opposizione, nella sua interezza, rappresenta i consensi di una nutrita pluralità di cittadini massesi, che hanno il diritto di essere adeguatamente rappresentati e informati. «Proprio per questo – ha aggiunto – sarebbe stato fondamentale coinvolgere sin dall’inizio le minoranze, che rappresentano una parte consistente e viva della nostra comunità.» Nonostante la contrarietà espressa, la consigliera ha ribadito il suo amore per Massa e la volontà di vedere la città valorizzata al meglio. «La mia opposizione nasce dal desiderio che questa candidatura possa essere realmente rappresentativa e condivisa, coinvolgendo tutte le realtà politiche e culturali locali, per costruire insieme un progetto solido e credibile.»Dell’Ertole ha quindi invitato la Giunta e il Sindaco a riaprire un confronto aperto e trasparente, garantendo il coinvolgimento effettivo di tutte le forze politiche e delle realtà culturali del territorio, affinché il percorso verso la Capitale Italiana della Cultura diventi una vera occasione di crescita per tutta Massa.
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"Il gruppo consiliare del Partito Democratico di Carrara ammette, nero su bianco, quello che i cittadini vivono ogni giorno sulla propria pelle: tre anni di immobilismo, silenzi, disconnessione con la realtà e assenza di iniziativa politica" la dichiarazione è del consigliere di FdI Massimiliano Manuel che spiega: "Con un tardivo slancio di autocritica, il capogruppo Gianmaria Nardi, ha ammesso pubblicamente che finora il contributo del Pd all’azione amministrativa è stato pressoché nullo, con una sola mozione concretamente attuata in tre anni. È una confessione grave che suona come un atto d’accusa alla loro stessa gestione e al fallimento di un modello amministrativo senza visione e senza guida. Non solo: è evidente lo scollamento tra il Pd e il sindaco Arrighi, da loro stessi scelta e sostenuta. Un sindaco “esterna” alla politica, che secondo il Pd doveva rappresentare una ventata di novità, ma che in realtà ha evidenziato tutti i limiti di un approccio esclusivamente burocratico e privo di sensibilità politica. Lo dicono loro stessi: «Serve tornare a far sentire anche la voce politica». Ma se ne accorgono dopo oltre metà mandato.Quanto al rilancio, le “sette proposte” con cui tentano di recuperare il tempo perduto sembrano un elenco di buoni propositi più che un piano strutturato, con idee già note, promesse riciclate e vaghe ipotesi per il futuro. Una “task force per il decoro urbano”? Dopo anni di segnalazioni inascoltate da parte dei cittadini su buche, rifiuti, aiuole incolte, ora si accorgono che il degrado è diventato insostenibile. Lo dicono loro: «Piccoli problemi che se non risolti diventano enormi». Ma sono già diventati enormi, e proprio grazie alla loro inerzia. Lo stesso discorso vale per l’ex Mediterraneo, simbolo di un’area lasciata al degrado per anni: ora si riscopre strategica per il parcheggio, con fondi già stanziati da tempo ma mai trasformati in lavori concreti. E l’idea di coinvolgere grandi aziende nel piano mobilità è l’ennesima prova che non c’è una visione di città, ma solo reazioni tardive a problemi evidenti. Quanto alla cultura e all’emergenza abitativa, servono piani strutturali, non spot. Un grande evento culturale ogni due anni non basta a rilanciare l’attrattività di Carrara. E sul tema casa, si propongono soluzioni che avrebbero potuto – e dovuto – essere messe in campo a inizio legislatura. Ma la conclusione è che è troppo tardi per i ripensamenti. Il Pd prova a rilanciare la propria azione a metà mandato, dopo aver trascorso tre anni a inseguire un’amministrazione che loro stessi definiscono senza voce politica. È una retromarcia che certifica, senza alibi, il fallimento del progetto Arrighi e di chi l’ha sostenuta".
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Nel corso dell'ultima seduta del Consiglio Provinciale è stata adottata la proposta del nuovo Piano Provinciale di Protezione Civile 2025, frutto di un intenso lavoro di aggiornamento delle procedure di intervento e di revisione del quadro dei rischi tra gli Uffici provinciali e la Prefettura, con il coinvolgimento dei comuni.Si tratta di un documento strategico di fondamentale importanza per la sicurezza e la gestione delle emergenze a livello territoriale provinciale: rappresenta infatti un significativo passo avanti nell'organizzazione della risposta pubblica in situazioni critiche, in linea con le attuali norme in materia.Il Piano nasce da un'analisi delle vulnerabilità locali, partendo dalla geografia e morfologia della nostra provincia, caratterizzata da un'alternanza di aree montane, collinari e costiere, comprendendo non solo l'esame di eventi naturali come alluvioni, frane, terremoti, incendi boschivi, ma anche di eventi di altra origine come incidenti industriali o emergenze sanitarie.L'obiettivo prioritario è quello di migliorare la risposta complessiva coordinata del "Sistema" provinciale di Protezione Civile, adeguando l'azione sinergica delle strutture tecniche dell'Amministrazione con le forze del Volontariato e di tutte le altre Strutture Operative operanti a livello provinciale, migliorando la comunicazione e il coordinamento tra le istituzioni attraverso il ruolo centrale della Sala Operativa Provinciale di protezione civile, per cercare di garantire una risposta più efficace in caso di emergenze e calamità naturali. Altro obiettivo del piano è quello di sensibilizzare la cittadinanza rispetto alla prevenzione e ai comportamenti corretti di fronte ai rischi del territorio, anche attraverso la promozione ed il supporto alle campagne informative per i cittadini da parte dei Comuni, e, nello steso tempo, alla realizzazione di esercitazioni periodiche sul territorio e di momenti formativi per operatori e volontari.L'iter del Piano prevede adesso l'invio alla Regione Toscana, alla Prefettura di Massa-Carrara, ai comuni del territorio e alle organizzazioni locali di volontariato di protezione civile per le eventuali osservazioni per poi tornare in Consiglio Provinciale per l'approvazione definitiva.
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La consigliera Maria Mattei ribadisce la sua posizione sul caso Murlungo e spiega il suo sostegno alla battaglia avviata dal comitato Avenza Si R-Esiste: "Sono certa che ormai sul Murlungo scenderà la parola fine. Tante persone hanno gridato un secco "No" ad un progetto scellerato. Lo abbiamo fatto tutti insieme scendendo per le strade di Avenza con Avenza Resiste, lo abbiamo fatto in consiglio comunale il 15 luglio, lo abbiamo fatto dando vita ad un dibattito sui social. Abbiamo detto tante volte che costruire al Murlungo significava costringere 28 famiglie ad un ambiente insalubre, al centro di un sito di interesse regionale, sopra una falda che una ordinanza sindacale del 2019, tuttora in vigore, preclude a qualsiasi uso. Quelle case condannerebbero 28 famiglie a vivere in una zona senza servizi, senza una farmacia, in attesa di una urbanizzazione che non avrebbe risolto alcun problema. In questi giorni abbiamo assistito ad un valzer di rimpalli incredibile e francamente vergognoso. Dapprima, il sindaco rivendica quella scelta e afferma la sua volontà di procedere, sostenuta dal fiume di parole dell’assessore all’urbanistica, dal PD e dalla maggioranza che, in consiglio, parlano della necessità di spendere quei sei milioni di euro a qualunque costo.È poi bastato l’intervento di ERP che ha sottolineato, di fronte alle proteste della gente e dei Sindacati, che quella scelta era stata voluta dal sindaco, che si è opposto al progetto a Marina, per assistere ad una piroetta che ha dell’incredibile e ad uno scaricabarile inaccettabile.Il primo cittadino ha fatto marcia indietro, durante l’ultimo consiglio, e ha detto che non era sua intenzione consumare suolo, che non voleva procedere con il Pinqua a Marina per non cementificare quella zona, come se edificare al Murlungo non significasse una colata di cemento. Ha detto che non voleva costruire a Marina perché è una zona priva di strade e parcheggi, come se al Murlungo ce ne fossero.Alla fine, chi voleva costruire in una zona dove la Regione Toscana stessa impedisce di edificare al di sotto della linea di campagna?In un crescendo incredibilmente imbarazzante, il sindaco ha poi scaricato le scelte su chi era andato in Regione e cioè l’assessore al ramo e ERP. Neanche in una commedia con un intreccio da terza categoria.Il PD, partito di maggioranza, oggi cerca di uscire da questo grande pasticcio e richiama la necessità di pensare ad un’area diversa dal Murlungo. Se così sarà, sarà una nostra vittoria, ma siamo consapevoli che il lavoro non è finito.Occorrono scelte urbanistiche corrette, proposte sociali attente al benessere delle famiglie capaci di sperimentare nuovi modi di costruire che “restituiscano” i territori non alle speculazioni e all’edilizia, ma alla bellezza, alla cura del territorio e delle persone a partire dalle fasce più deboli che hanno il diritto di aprire le finestre sul verde delle pinete, vicino al mare, piuttosto che su linee ferroviarie e depositi polverosi di aree artigianali e industriali da bonificare".
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Inizieranno entro il mese di settembre 2025 i lavori del primo lotto dell'intervento previsto sul lato di via Guidoni del Palazzo Ducale di Massa con una durata prevista di 365 giorni: si è infatti conclusa il 29 luglio 2025 la procedura di gara con l'individuazione della ditta a cui verranno affidati i lavori una volta espletate le verifiche previste per legge. Si tratta di una ditta toscana specializzata da lungo tempo in questa tipologia di intervento. L'importo complessivo ammonta a 789 mila 650 euro di cui 640.315,68 euro per lavori a base di gara.Sul primo lotto occorre ricordare che era già stata espletata una precedente gara con l'assegnazione dei lavori, ma in sede di esecuzione si è reso poi necessario arrivare ad una risoluzione del contratto e quindi indire una nuova procedura di gara, dopo una revisione del progetto con aggiornamento del computo relativo ai costi. Si è dovuta esperire nuova gara in quanto nella precedente era presente solo una ditta. Per quanto riguarda l'intervento sul secondo lotto, relativo alla parte restante del Palazzo Ducale, sulla base del finanziamento disponibile (4 milioni 275 mila 350 euro), è stata affidata la progettazione esecutiva e la direzione dei lavori a un raggruppamento di professionisti formato dall' architetto Anna Della Tommasina, dall'ingegnere Massimo Badalassi, dalla geometra Tiziana Marrazzo e dall'ingegnere Matteo Marchetti. Il progetto esecutivo è in corso di redazione e sarà approvato entro la fine del 2025 e con gli inizi del 2026 sarà avviata la procedura di gara per l'affidamento dei lavori.
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Gestione incompetente, opaca e spesso non conforme ai regolamenti: è questo il giudizio che il consigliere dell’opposizione Massimiliano Bernardi dà delle politiche abitative del comune di Carrara, riferendosi, principalmente, al lavoro dell’assessore al sciale Roberta Crudeli e della dirigente e vicesegretario generale Barbara Tedeschi. “La realtà dei fatti è preoccupante – spiega Bernardi - assegnazioni illegittime, errori formali, disparità di trattamento e un approccio sprezzante verso chi si rivolge agli uffici in situazioni di disagio estremo. La dirigente Tedeschi pare che lavori su "regole fai da te" invece di garantire il rispetto delle normative nella sua qualità di alta funzionaria comunale, che dovrebbe applicare leggi e regolamenti . Come nel caso di una donna, già da tempo seguita dai servizi abitativi, che è riuscita in breve tempo ad ottenere due cambi alloggio, fino a vedersi assegnato un appartamento di circa 80 metri quadrati, completamente ristrutturato con due camere da letto, anche se vive con una sola figlia, mente ad una famiglia dalla graduatoria generale composta da tre persone è stata assegnata una casa di 68 metri con una solo camera. Tale assegnazione risulterebbe in contrasto con i criteri di congruità previsti dalle normative regionali e comunali. Perché tra l’altro non si possono assegnare case come cambio alloggio completamente ristrutturate. Con quale giustificazione tecnica o sociale? Perché altre famiglie attendono da anni e non ottengono lo stesso trattamento? Per quanto riguarda Crudeli, storica esponente del Partito Democratico, c’è da dire che ha chiuso la porta in faccia agli utenti, istallando un video citofono. Nel suo passato di consigliere comunale non ha mai perso occasione per attaccare l’amministrazione di turno, accusandola di mancanza di ascolto e di contatto con i cittadini. Oggi, invece, lei , si trincera dietro un videocitofono installato all’ingresso del proprio ufficio, decidendo chi può entrare e chi no, senza alcun criterio trasparente. Sono innumerevoli le segnalazioni di persone, soprattutto donne e madri in grave difficoltà economica e abitativa, costrette ad aspettare ore fuori dalla porta, senza essere ricevute. In molti casi peraltro , la pressione esercitata da queste persone ha portato a soluzioni forzate e non regolari, come se il disagio si potesse "archiviare" assegnando un alloggio fuori dai criteri, per chiudere la pratica. Come mai alcune persone riescono ad avere cambi casa in tempi rapidissimi, mentre altre attendono da anni? Chi stabilisce e con quali criteri, le assegnazioni straordinarie? Perché la dirigente Tedeschi non applica correttamente la legge della RT e regolamenti? Perché l’Assessore Crudeli si rifiuta di direttamente chi vive situazioni di disagio? Le politiche abitative sono una questione seria, che tocca i diritti fondamentali delle persone. La superficialità con cui vengono gestite da Crudeli e Tedeschi sta creando un clima di sfiducia, tensione e malcontento crescente. Le istituzioni devono garantire trasparenza, equità e ascolto, non favoritismi e chiusure e i cittadini non si accontenteranno più di silenzi, reticenze o regolamenti interpretati a piacimento”.
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Non è piaciuto al comitato Ugo Pisa l'intervento del presidente Giani alla Festa della Cgil di Carrara: "Le parole del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, pronunciate durante la chiusura della festa provinciale della Cgil, lasciano poco spazio a interpretazioni: più industria, più traffico marittimo, più estrazione .La provincia di Massa Carrara, secondo la sua visione, deve diventare un polo industriale, e per farlo “il porto va ampliato a ogni costo”.Ma di quale “costo” si parla esattamente? Nell’intervento del presidente non si è fatto alcun cenno alla salute dei cittadini, alla tutela del paesaggio o alla qualità della vita nelle aree urbane limitrofe al porto. Nessun accenno agli impatti ambientali, né alla necessità – finora completamente disattesa – di dotare lo scalo di una centralina di rilevamento dei fumi che misuri l'inquinamento atmosferico prodotto dalle navi. Ancora una volta, il lavoro viene messo in contrapposizione alla salute.
Un modello di sviluppo che pare ignorare i vari aspetti del territorio e i bisogni di chi lo abita.’ accettabile pensare ad uno porto “a ogni costo” senza aver avviato prima un dibattito pubblico trasparente, basato su dati ambientali aggiornati e valutazioni d’impatto indipendenti?Ci pare che il modello sia chiaro: estrazione, consumo, profitto per pochi. A pagare, però, sono in molti.Pagano i residenti, con un ambiente sempre più compromesso. Pagano le nuove generazioni, con un territorio impoverito e reso insicuro.
Il presidente Giani ha ribadito inoltre che “il marmo è parte del nostro Dna” e che la montagna va vista come una risorsa economica. Una visione, anche questa, che riduce l’identità del territorio a una questione di profitto, ignorando le fragilità ambientali dell’area apuana e le battaglie portate avanti da anni da cittadini e comitati.Non è sviluppo, questo: è la trasformazione di un bene collettivo in un profitto privato.E anche la promessa di “posti di lavoro” serve troppo spesso a coprire una verità scomoda: l’occupazione nel settore è in calo, mentre le ricchezze prodotte dall’escavazione si concentrano in pochissime mani. Le comunità locali restano a guardare, con fiumi inquinati, versanti instabili, polveri sottili nell’aria e nessun reale beneficio.Ma ciò che ci preoccupa maggiormente è l’assenza, nel discorso pubblico istituzionale, di parole chiave come “salute”, “transizione ecologica”, “tutela ambientale”, “giustizia climatica”.
Il futuro non può essere costruito con ricette del passato. Servono alternative credibili e concrete, che investano in nuovo modello produttivo che non sacrifichi il territorio.
Per farlo, serve prima di tutto una presa d’atto: lo sviluppo “a ogni costo” è un prezzo che Massa e Carrara non possono più permettersi di pagare.
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Massa dimenticata dal presidente Giani: il sindaco Francesco Persiani commenta le dichiarazione del governatore della Toscana fatte alla festa della Cgil: "Prendendo le mosse dalle recenti dichiarazioni del Presidente della Regione Eugenio Giani alla festa della CGIL, la quale chiede giustamente di essere coinvolta nelle decisioni dell’amministrazione massese, ma quando si tratta di discutere dei grandi temi che interessano il territorio invita solo chi gli pare, rilevo come l’affermazione secondo cui sia necessario sviluppare l’infrastruttura portuale di Marina di Carrara secondo una logica che metta il settore industriale al centro di tutto,meriti qualche riflessione. Al di là della campagna elettorale che la nostra regione si appresta a vivere, non sarà sfuggito a molti lettori delle cronache dei quotidiani un Presidente di Regione che gira ogni borgo della Toscana continuando a dimenticarsi della nostra città, quasi come se non esistesse alcun casello autostradale che indichi la città di Massa. Mi piacerebbe infatti potermi confrontare con lui su vari argomenti che riguardano la città ma che hanno anche pertinenza regionale, per trovare assieme soluzioni strutturali a problemi come quello del ripascimento della nostra costa, tema indissolubilmente connesso a quello dell’ampliamento portuale che egli ha dichiarato di volere fermamente. Ci piacerebbe infatti ascoltare la stessa fermezza di volontà politica nel sostenere anche la difesa della martoriata costa apuo-versiliese e soprattutto di sapere se veramente vi sia l’impegno concreto da parte sua a stanziare risorse vere, e non solo enunciate in quale consesso, per contrastare un fenomeno che la stessa Europa riconosce come urgente ma a quanto pare non la Regione Toscana.Un Presidente di Regione, poi, che abbia o quanto meno dovrebbe avere a cuore tutta l’economica del territorio da egli governato non dovrebbe alimentare la dicotomia tra il settore dell’industria e quello del turismo, che è un segmento economico concreto e non basato su “voli pindarici”. Va bene accondiscendere la platea antistante, ma in questo caso si ha proprio la sensazione di una visione miope e poco rispettosa di chi contribuisce al pil regionale. Che dire, poi,delle dichiarazioni del Presidente Giani circa un ripensamento della sinistra rispetto al settore lapideo, che per decenni è stato additato come un settore da dismettere in favore di un ambientalismo integralista e che adesso diviene invece un importante asset economico da salvaguardare e sviluppare. Speriamo che non si trattino di boutades ferragostiane. Dal mio canto porterò ancora avanti la mia piena disponibilità a confrontarmi ed a collaborare con le istituzioni regionali per il bene della nostra città, facendo di tutto affinché Massa non venga ulteriormente vista solamente come una città di periferia e per questo concludo rivolgendomi al diretto interessato: “Quando viene, Presidente, a vedere lo stato delle spiagge del litorale massese ? L’aspettiamo….anche per un tuffo !”
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L’Associazione Arci 31 Settembre si appella all’intera città per un impegno collettivo nella creazione di un percorso che abbia come obiettivo finale la trasformazione di Villa Massoni in un “bene comune”. Dobbiamo promuovere la salvaguardia ambientale di quel luogo promuovendone lo sviluppo culturale, sociale e pubblico. Per questa ragione abbiamo guardato con interesse alla mozione presentata dal consigliere regionale Bugliani sul futuro del “bene culturale” Villa Massoni e che ha ottenuto il voto favorevole del consiglio regionale. Ancora prima abbiamo apprezzato i tentativi della consigliera comunale Bennati di stimolare l’amministrazione comunale a interessarsi all’acquisto di Villa Massoni in un percorso istituzionale con la Regione Toscana e il Governo. Massa non potrà mai essere “Capitale della Cultura” se non mette in piedi un percorso per prendersi cura di Villa Massoni.Ogni elemento che rimetta al centro del dibattito pubblico della nostra città il futuro di questo luogo dovrebbe essere visto in maniera favorevole; invece dobbiamo constatare il pessimo vizio massese di scatenare polemiche inutili sul passato e sulle responsabilità, sia pubbliche che private, che hanno portato alla condizione attuale di Villa Massoni. Oggi è quanto mai necessario guardare a quello che possiamo fare insieme come cittadinanza per garantire che Villa Massoni sia un luogo della città e per la città. Dobbiamo promuovere e sostenere ogni iniziativa che tolga il futuro di Villa Massoni dalle mani di operazioni speculative rendendola un luogo esclusivo. Crediamo che Villa Massoni potrebbe essere per Massa quello che oggi è la Versiliana per la Versilia, un vero polo culturale immerso in un contesto ambientale unico nel suo genere che avrebbe la potenzialità di cambiare il volto del nostro centro storico in particolare e della città in generale.
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Orietta Colacicco Presidente dei Paladini Apuoversiliesi, l’associazione che da 26 anni si batte contro l’erosione della spiaggia sulla costa apuoversiliese erosione sulla costa apuana e versiliese ha dichiarato: "L'erosione avanza al galoppo. Se sul versante apuano in questi giorni sono sparite addirittura tre file di ombrelloni, lasciando micro spiagge per una manciata di ombrelloni, non si può dire che le cose vadano bene a Cinquale, dove ci sono buche profonde che si alternano a secche, e a Forte dei Marmi, dove gli scalini sia esterni che interni rendono disagevole entrare e molto difficile uscire dal mare, specie per bimbi ed anziani, che costituiscono il target di quel turismo familiare che ha fatto crescere Forte ed ora si sta snaturando. Da chiedersi che cosa sarebbe successo con l’ampliamento del Piano regolatore Portuale del Porto di Carrara, causa primaria dell’erosione sin dagli inizi della sua realizzazione negli anni 20 e 30 del secolo scorso.Ma questo é al condizionale e al passato ed é superato. Per tre anni abbiamo lavorato intensamente, con l’aiuto e il sostegno di residenti, villeggianti. associazioni, commercianti, albergatori e balneari e, a furia di sensibilizzare amministratori e politici, partecipando a convegni su convegni, iniziando a dialogare finalmente con gli operatori del porto, siamo a un nuovo grande passo avanti. L’onorevole Andrea Barabotti, cui va il merito di averci in più occasioni ascoltato approfondendo i diversi punti, ha portato l’evidenza alla Camera dei deputati con un ordine del giorno, rivisto anche con l’Onorevole Alessandro Amorese,che, presentato e discusso il 10 luglio, è stato accolto “impegnando il governo a valutare un tavolo tecnico con l'obiettivo di approfondire, sentiti i comuni interessati, gli impatti erosivi delle opere del PRP previste a mare con i migliori strumenti disponibili, valutando anche eventuali soluzioni progettuali alternative e e/o misure di compensazione idonee. In pratica da una parte si va verso la proposta del Professor Pietro Lunardi di due anni fa che, “prima di poter parlare di un qualunque ampliamento, prevede un serio Modello idraulico in scala ridotta a fondo mobile, per studiare scientificamente gli interventi realmente necessari per bloccare l’attuale erosione in corso con interventi che potrebbero comprendere parzialmente opere di ripascimento affiancate a soluzioni anche strutturali. Ci vogliono prove che i lavori ipotizzati non incrementino l’erosione e le hanno chieste i sindaci di Massa, Forte dei Marmi e Pietrasanta sia al Consiglio dei Lavorii Piubblici che ai Ministri delle Infrastrutture, della Cultura, della Protezione Civile e del Turismo. Nè va dimenticata la robusta presa di posizione del sindaco di Forte dei Marmi Bruno Murzi dopo l’incidente della Guang Rong, che, distrutto il pontile di Massa, é ancora lì rovesciata. Dall’altra parte, come sostengono i Paladini, per trovare la quadra e superare la contrapposizione fra economia del porto ed economia turistica bisogna valutare soluzioni progettuali alternative, che già solo nel PRP sono dieci. Quello che é certo é che il nuovo piano regolatore del porto di Marina di Carrara é in fase di revisione, come durante l’ultima recente trasmissione televisiva della Pisaniana ha comunicato Bruno Pisano, il nuovo Commissario dell’Autorità Portuale della Liguria Orientale (di cui il Porto di Marina di Carrara fa parte). A cadere in primis sarebbe il tanto temuto prolungamento del molo di sopra flutto per 450 metri, quasi mezzo chilometro, voluto per ospitare le navi da crociera, che avrebbe portato un incremento esponenziale di erosione. Anche perché sarebbe un’opera inutile, visto che, come dice l’affare 115/21 del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, acquisito dai Paladini tramite accesso civico generalizzato, nel porto di Carrara non possono entrare navi di lunghezza superiore a 285 metri e le navi da crociera per la maggior parte sono lunghe fra i 330 e i 360 metri. Nella stessa trasmissione la sindaca di Carrara Serena Arrighi ha detto che al prolungamento per le crociere si può rinunciare, come il segretario provinciale della Cgil di Massa, Nicola del Vecchio, ha confermato la sua perplessità sull’utilità dell’opera. Ora, però, bisogna assolutamente concentrarsi sull’erosione, attuando in urgenza azioni tattiche e strategiche, perché se sparisce la spiaggia non ci può essere turismo e quel turismo che ha portato lavoro e benessere a tutta la costa. Non si può più aspettare".
- "Votiamo no su assestamento di bilancio e mozione “Massa Capitale della Cultura”: l'appello del gruppo consiliare del Pd di Massa per il consiglio comunale del 31 luglio
- Senso unico in via San Giuseppe Vecchio: il consigliere comunale Tarantino presenta la raccolta firme dei residenti
- Viale da Verrazzano: al via le indagini per le bonifiche
- Il Polo P&S: sottoscritta la lettera al governo sulle aree interne per dare futuro ai nostri paesi
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- Le polemiche sulla satira cinematografica distolgono dai problemi della città: il commento del segretario comunale di Forza Italia Giuseppe Bergitto
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- "Il sindaco ha perso il controllo politico della città": il consigliere Mirabella chiede le dimissioni di Serena Arrighi
- Associazione Arci 31 Settembre: sottoscritta la lettera al Governo sul futuro delle aree interne
- Nessuna offesa personale nelle parole di Volpi a Caffaz: il Pd si dissocia dal sindaco Arrighi


