Politica
Alfredo Camera nominato vicepresidente della Provincia
Il presidente della Provincia di Massa-Carrara, Roberto Valettini, con un decreto approvato nei giorni scorsi, ha nominato il consigliere provinciale Alfredo Camera vicepresidente della Provincia.Camera…

Sede distaccata ad Avenza della Polizia Municipale: si farà grazie a una concessione del governo. L'annuncio di Manuel di FdI
"Grazie allo spostamento delle risorse del bando delle periferie concesso dal Governo Meloni finalmente potrà nascere ad Avenza la sede della polizia municipale"l'anuncio arriva da Massimiliano…

Il consigliere Massimiliano Bernardi di Carrara Civica: "Ancora un volta stiamo assistendo all'ennesimo teatrino del Partito Democratico, del Sindaco Arrighi e la sua Amministrazione"
"Il PD adesso sembrerebbe risvegliarsi dal letargo, proponendo quello che è da 4 anni che l'opposizione chiede: la partecipazione con l'introduzione sostanzialmente dei Consigli dei Cittadini,…

La Lega Massa è con Porzano: "Giusto non accettare la revoca dell'incarico al Cermec"
La Lega di Massa approva la scelta di non revocare il mandato di amministratore unico del Cermec a Lorenzo Porzano: "La verità alla fine viene…

La scuola come presidio di pace, non come spazio militarizzato secondo Accademia Apuana della Pace
I recenti fatti di cronaca che coinvolgono studentesse e studenti e la presenza di armi all'interno delle scuole pongono interrogativi profondi, che non possono essere affrontati con risposte…

Bando delle Periferie: concessa la proroga fino al 31 marzo 2027 per il completamento degli interventi nei quartieri Quercioli e Pogg
L’Amministrazione comunale comunica che è stata ufficialmente concessa la proroga dei termini per il completamento degli interventi finanziati dal “Bando delle Periferie” nei quartieri Quercioli e…

"Gestione fallimentare del Pd della Provincia per le scuole superiori di Massa": la critica di Fratelli d'Italia
Arriva dal coordinamento di Fratelli d'Italia Massa una severa critica alla gestione della Provincia delle scuole superiori di Massa durante la guida del Pd: "La…

"Senza consenso è sempre violenza": anche Sordi e Bertonelli del Pd Massa contro la modifica al ddl consenso
Elisabetta Sordi e Ivana Bertonelli del Pd Massa Carrarasi schierano contro la modifica al ddl sul consenso: "La marcia indietro sul tema del consenso nel DDL per la…

Il vicesegretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri Marco Villani in visita a Carrara con l'onorevole Amorese di Fdi
L’onorevole Alessandro Amorese e il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Massimiliano Manuel hanno preso parte oggi alla visita del dottor Marco Villani, Vice Segretario generale della…

Il Polo P&S: Cermec favorisce la rendita immobiliare degli ultra ricchi?
Il Polo Progressista e di Sinistra, composto da M5S RC e Mcc, evidenzia la propria preoccupazione per la decisione dei soci di Cermec Spa di non procedere al…

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I generi alimentari sono praticamente gli unici, dall’inizio delle restrizioni dovute all’epidemia di coronavirus, a movimentare il commercio e, in questa situazione potrebbe essere facile per qualcuno giocare sui prezzi delle merci per sfruttare la domanda molto più ampia che la circostanza attuale ha generato. Questa è la teoria di Gianni Musetti, di Forza Italia Carrara, che ha condotto anche un’indagine nei supermercati locali. L’obbligo a fare la spesa nel negozio di alimentari o nel supermercato più vicino alla propria abitazione, imposto dal decreto del presidente del consiglio, inteso a limitare la diffusione del contagio eliminando gli spostamenti della popolazione, avrebbe, secondo Musetti, annullato la concorrenza tra la grande e la media distribuzione. “ Sino dai primi giorni – ha fatto notare Musetti - sono spariti completamente i famosi volantini delle offerte, visto che non vi era, evidentemente più bisogno, di attirare nessuno con allettanti sconti o promozioni. I volantini, in realtà, esistono ancora online, per alcuni marchi, come quello Coop, ma abbiamo riscontrato che alcuni prodotti promossi a un prezzo sul volantino, nel punto vendita aveva un prezzo maggiorato.” Secondo Musetti la lista dei prodotti di prima necessità che hanno subito inspiegabili rincari sarebbe molto lunga e riguarderebbe in particolare quei prodotti che dovrebbero essere calmierati dal paniere spesa imposto a livello nazionale dal Ministero dell'Economia.
“Farina, lievito, pane, persino la pasta e il latte hanno subito aumenti vertiginosi – ha detto Musetti - La farina comune 00, che prima della pandemia non era mai sopra i 50 centesimi, ora l'abbiamo trovata a prezzi spaventosi, addirittura ad un euro ed ottanta. Tali gesti sono da considerare un reato da perseguire con ogni mezzo, da ritiro della licenza immediata a tali insegne di supermercati.” Musetti ha quindi chiesto l’intervento del sindaco De Pasquale, della Guardia di Finanza e dei carabinieri: “ per monitorare e per sanzionare tali vergognosi atti di sciacallaggio nel peggior momento che l'Italia Repubblicana abbia mai affrontato.”.
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"Inaccettabile. Arrogante e indisponente. Privo di ogni rispetto verso la tutela dei lavoratori, delle disposizioni dei Decreti del Presidente del Consiglio dei ministri sull'emergenza Covid19, prima ancora che dei rapporti con le organizzazioni sindacali. Non abbiamo altro modo di definire la lettera che l'amministratore unico di Master ha inviato ai dipendenti per invitarli a tornare al lavoro, in ufficio, in piena emergenza coronavirus, per un servizio che di essenziale non ha assolutamente nulla in questo momento dato che sono sospesi tributi e imposte. Più che un invito, un modus operandi autoritario e di stampo fascistoide di richiamo all'ordine che nulla ha a che vedere con la pubblica amministrazione di stampo democratico in cui ci troviamo a vivere e operare. L'amministrazione, e il sindaco in prima persona, dovrebbero intervenire per richiamare al rispetto istituzionale dei ruoli l'amministratore unico della società in house del Comune di Massa".
E' un affondo deciso quello che portano avanti, in maniera unitaria, i segretari delle funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil, Patrizia Bernieri, Enzo Mastorci e Claudio Salvadori. "I toni utilizzati dall'amministratore unico Corrado Panesi non possono passare sotto traccia. Chi sono i pavidi, gli irresponsabili e senza senso del dovere a cui fa riferimento nella lettera inviata ai dipendenti? L'amministratore unico fa una gran confusione – proseguono i tre segretari -, portando come punto di riferimento i lavori impegnati in servizi definiti essenziali come infermieri, medici, operatori sanitari o gli addetti di Asmiu per poi richiamare i dipendenti a rientrare al lavoro in ufficio da lunedì. L'unica modalità concessa è quella del telelavoro e metterli in condizioni di poter effettuare le pratiche essenziali tramite smart working è compito dell'azienda. Non può essere certo lasciata all'autogestione e alle risorse personali di cui ciascuno a casa può o meno disporre. Da quale servizio essenziale che svolge Master deriva un'esigenza tanto indifferibile da chiamarli a rientrare in ufficio da lunedì? Certo, non tutti hanno un computer completamente a disposizione a casa ma a quel punto spetta alla società sopperire alla mancanza, qualunque sia il loro numero".
Assenza di dispositivi tecnici personali che non possono in alcun modo giustificare per i sindacati l'alternativa messa in campo dall'amministratore unico Panesi: "Andrà personalmente ad aprire le porte di accesso di Master? Lo faccia, anche a petto nudo, con un fascio di grano in mano, telecamere al seguito, novello emulo di tempi andati che certo non ci mancano. Ma noi non possiamo in alcun modo accettare che sia messa a repentaglio la sicurezza e la salute dei lavoratori in nome di un servizio che oggi più che mai non è essenziale. Ben venga la sanificazione degli ambienti di lavoro, ben venga il fatto che i locali siano interdetti al pubblico. D'altronde è quanto prevedono i Dpcm in merito all'emergenza Covid19. Di meno non sarebbe nemmeno lecito. Invece pensare di riaprire contravviene a ogni direttiva del governo in merito, a ogni minimo criterio di buon senso nella tutela della salute pubblica e dei lavoratori a cui certo non può sopperire la promessa di un distanziamento all'interno degli uffici. Diffidiamo ufficialmente l'amministratore unico a procedere in tal senso e speriamo che quanto da lui stesso dichiarato nella lettera, ossia che la decisione sarebbe stata presa dopo 'franco e proficuo confronto con il sindaco', non corrisponda a realtà. Speriamo che lo stesso prima cittadino prenda le distanze da questa scelta. Altrimenti saremo pronti a utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione, anche a livello legale, per difendere la salute dei lavoratori che rappresentiamo"
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Diciotto contagiati su diciannove ospiti di un reparto del Regina Elena, casa di riposo comunale di Carrara e ieri anche la notizia del primo decesso. Per il coordinamento comunale di Italia Viva non ci sono dubbi: le responsabilità sulla gestione dell’epidemia di coronavirus della RSA comunale sono molteplici e, tra queste, il non aver vigilato con estrema attenzione è la più grave. Italia Viva ha fatto notare come la situazione delle case di riposo sia al centro del mirino della stampa nazionale da settimane, e come sia sempre stato chiaro che le case di riposo potevano essere le realtà a cui il coronavirus avrebbe fatto pagare il prezzo più caro. “Il sindaco non poteva non sapere – ha detto Laura Vanelli di Italia Viva Carrara - che il coronavirus avrebbe potuto essere già alle porte anche della nostra RSA e, in qualità di massima autorità sanitaria della città, era obbligato per legge a prendere provvedimenti per prevenire la diffusione dell'infezione all'interno della nostra Istituzione. Invece da come stanno oggi le cose è chiaro che abbia declinato ogni responsabilità, lasciando forse che le decisione venissero prese da qualcun altro. Immobilismo e sottovalutazione tuttavia sono stati gli atteggiamenti anche anche del presidente della Rsa, Giuseppe Profili e del direttore.”
Il coordinamento di italia Viva ha ricordato il rammarico e l’apprensione generale di tutta la cittadinanza di fronte alle notizie relative al contagio al Regina Elena ed ha ribadito la mancanza di trasparenza delle istituzioni nella gestione della vicenda. “ Se vane e confuse sono state le informazioni del sindaco De Pasquale – hanno proseguito da Italia Viva - che, dal giorno in cui è stato obbligato a diffondere la notizia dei due anziani ricoverati al Noa e del primo anziano positivo, ha continuato a confondere i cittadini con numeri che si contraddicono ogni volta, ancor più grave è la mancata informazione da parte dell'Asl. Infatti nonostante che nella Casa di riposo si stia consumando una vera e propria strage di positivi al covid-19 tra pazienti e operatori, nemmeno i familiari hanno potuto sapere la verità e pare che sulla positività o non-positività di più ospiti ci siano più versioni.” Da qui l’accorato appello di Italia Viva alla direttrice generale dell’ Usl Toscana Nord Ovest Letizia Casani affinché pubblicamente e con fermezza dica quanti dei tamponi effettuati siano risultati positivi e se sono state prese ad oggi tutte le misura possibili per contrastare il dilagare dell'infezione. “ Sarebbe grave – hanno concluso da Italia Viva - che si continuasse a tacere o a divulgare mezze verità, occorre che vengano prese decisioni immediate a tutela di quegli anziani che sono ancora ricoverati nella struttura in attesa di non si sa che cosa , con il rischio per tutti i cittadini che cresce con il tempo che passa. La prova di cosa non è stato fatto nella gestione 5 Stelle per contrastare l’infezione coronavirus alla Regina Elena la dice lunga su quello che ancora ci dobbiamo aspettare : il diritto alla salute non è una possibilità è davvero un obbligo.”.
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“No alla cassa integrazione dei lavoratori di Nausicaa”: lo ha gridato conforza il consigliere di Alternativa per Carrara, Massimiliano Bernardi che ha spiegato: “ Il vicesindaco Matteo Martinelli ha già previsto, nel bilancio appena approvato, i trasferimenti relativi ai servizi erogati da Nausicaa e quindi ci spieghi la necessità di autorizzare la Cassa integrazione di alcuni dipendenti “facendo uso” del decreto governativo collegato all’emergenza Coronavirus. Irricevibile pertanto la comunicazione inviata proprio alle categorie meno tutelate a causa dei contratti in essere, che hanno ricevuto la nota firmata dalla direttrice generale di Nausicaa Lucia Venuti.”
Bernardi ha riferito di voci secondo le quali la decisione della cassa integrazione sarebbe stata presa senza un confronto con alcuni sindacati forse perché l’azienda avrebbe approfittato del fatto che per le richieste di accesso alla cassa integrazione in deroga, non era necessario l’accordo sindacale ma era sufficiente un’informativa. Bernardi ha chiesto una spiegazione precisa e pubblica a Martinelli che spieghi in maniera molto approfondita le ragioni del ricorso all’ ammortizzatore sociale previsto dai decreti“ Coronavirus “ che contrasta con l’andamento più che positivo del bilancio dell’ultimo anno della partecipata, dato che, come ha riferito Bernardi, è stato esibito orgogliosamente dallo stesso Martinelli a riprova della buona gestione da parte del Movimento 5 Stelle. L’ipotesi avanzata da Bernardi parla di un ricorso alla cassa integrazione da parte di Nausicaa che non era affatto necessario e di un subdolo atto di accaparrarsi i fondi previsti studiato a tavolino per un ritorno economico a favore dell' azienda. “Se cosi fosse ha aggiunto Bernardi - in piena crisi sanitaria e sociale, non sarebbe ammissibile che amministratori pubblici mettano in grave difficoltà economica alcuni dipendenti solo per “risparmiare sulle retribuzioni per ogni mese di Cassa integrazione rispetto alla gestione ordinaria”. Tale scelta è oltremodo fuori luogo in quanto Nausicaa ha implementato notevolmente i proventi del Tempio Crematorio, dovuta purtroppo all'enorme numero di cremazioni sia riferite alla Provincia ma anche da quelle salme provenienti dalle città del Nord Italia.”.
Una bordata al vicesindaco, Bernardi l’ha lanciata anche sul caso del forno crematorio osteggiato dai grillini quando erano all’opposizione: “Si ricreda pubblicamente o sui social a questo proposito e una volta per tuttev il Vicesindaco Matteo Martinelli per le astiose critiche che apparivano sui meetup del Movimento 5 Stelle, che sostenevano che il Forno Crematorio era nocivo per la salute dei cittadini e non si doveva fare. Oggi guardacaso visti gli utili “ in vile denaro” che produce, delle emissioni nocive e della tutela della salute dei cittadini non ne parla più nessuno.”. L’auspicio di Bernardi è stato quello di una riflessione politica generale sul drammatico momento in corso che tenga conto non solo della salute ma anche del sostentamento economico che sta sempre più creando ansia e preoccupazione nelle persone e nelle famiglie. “Un’amministrazione gestita come se fosse un buon padre di famiglia – ha concluso Bernardi - dovrebbe dare e non togliere. La decisione di optare per la cassa integrazione avrà degli effetti negativi, da non sottovalutare, anche dal punto di vista dello stipendio, soprattutto se consideriamo che i lavoratori colpiti sono proprio quelli che hanno meno tutele . In tre anni di gestione grillina le richieste di scelte contrattuali migliorative sono rimaste inascoltate, ma quello che sconvolge di più è la mancanza di responsabilità.”.
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Anche Giacomo Giannarelli, consigliere regionale in quota 5 stelle, si unisce alle critiche già piovute da più parti nei confronti della decisione del governatore della Toscana Enrico Rossi di assegnare appalti urgenti per tre milioni di euro per i lavori di adeguamento degli ospedali di Massa e di Carrara ad aziende chiamate da fuori provincia.
"Sulla questione ho già avuto modi di esprimere il mio forte disappunto alla giunta regionale – ha detto Giacomo Giannarelli, presidente del gruppo regionale del MoVimento 5 Stelle – Anche se vi è l’urgenza di intervenire per affrontare al meglio la crisi del coronavirus, non capisco perché la Regione non si sia rivolta alle tante e qualificate aziende che sono attive nella provincia di Massa-Carrara. Soprattutto adesso è indispensabile tutelare quelle realtà imprenditoriali del nostro territorio, che da tempo si trova alle prese con una dura crisi economica. Tali lavori avrebbero significato molto per i lavoratori di Massa e di Carrara e per le loro famiglie.”.
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Una scelta grave, secondo Fabrizio Volpi coordinatore comunale di Italia Viva, quella operata dalla mega partecipata del comune Nausicaa di utilizzare la cassa integrazione per i dipendenti sfruttando le risorse del decreto governativo collegato all’emergenza coronavirus.
“Chiudere l’attività di un’ azienda pubblica – ha detto Volpi - specialmente nel caso di aziende con i conti a posto, come è il caso di Nausicaa, è forse la via più semplice, ma rischia di sottrarre risorse al sistema pubblico e servizi alla collettività. Questo non è il momento giusto per adottare una logica di stile ragionieristico, occorre piuttosto che le istituzioni siano attive e concentrate e che si sforzino di organizzare e mantenere la rete dei servizi anche in momenti di emergenza.”. L’invito di Volpi per la dirigenza di Nausicaa è dunque quello di pensare ad aiutare la città. Volpi ha ricordato come il personale di Nausicaa abbia dimostrato in anni passati, specialmente nel momento dell’alluvione, di essere pronto a gestire l’emergenza con spirito di abnegazione e grande professionalità. “Per questo riteniamo – ha continuato Volpi - che oggi sia possibile e utile organizzare il servizio in modo da impiegare le risorse che possano garantire la piena occupazione e l’intera retribuzione ai dipendenti e alla cittadinanza la disponibilità di servizi strategici. Consapevoli del drammatico momento storico che la nostra città sta vivendo, invitiamo l’amministrazione De Pasquale a valutare la proposta di un piano di utilizzo del personale alternativo, che metta al primo posto i bisogni dei cittadini.”. Volpi ha elencato una serie di servizi che l’azienda potrebbe attivare impiegando il personale adeguatamente istruito e dotato degli appositi dpi che gli permettano di lavorare in sicurezza: “Servizio di consegna a domicilio dei farmaci. Servizio di consegna a domicilio di generi alimentari. Assistenza e counseling per anziani soli. Consegna mascherine protettive. Consegna pasti pronti previa apertura di punti cottura. Queste e molte altre sono le cose che si potrebbero fare. La logica del profitto non può essere prevalere in un momento come questo ed è assolutamente inaccettabile che venga applicata ad una azienda ad alta vocazione sociale quale è Nausicaa.”.
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E’ stata necessaria una regolamentazione specifica perché ancora non contemplata nel regolamento comunale di Massa e a questa ha provveduto il presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti: da oggi, per tutta la durata dell’emergenza coronavirus i consigli comunali di Massa si potranno tenere in video conferenza.
La modalità in videoconferenza delle sedute del Consiglio comunale rientra nelle prerogative del Presidente del Consiglio comunale e quindi Benedetti ha stabilito che essa possa avvenire “in forma telematica, mediante lo strumento della videoconferenza, comunque in modalità sincrona, con la possibilità, anche di tutti i componenti, compreso il segretario comunale e i suoi collaboratori e/o il suo vicario, di intervenire in luoghi diversi dalla sede istituzionale del comune, in modo simultaneo e in tempo reale, utilizzando programmi reperibili nel mercato, con l’utilizzo di webcam e microfono, con strumenti messi a disposizione dall’Amministrazione o direttamente dagli interessati (ad es. p.c., telefoni cellulari, piattaforme on line) idonei a garantire la tracciabilità dell’utenza, ovvero l’identità dei presenti collegati in videoconferenza da luoghi diversi.”
Secondo il regolamento la seduta è da ritenersi valida in videoconferenza, anche in sedi diverse dal comune, pertanto la sede è virtuale, con la possibilità che tutti i componenti siano collegati in videoconferenza e la presenza alla seduta è accertata con il collegamento alla videoconferenza. Ai componenti della seduta saranno fornite le credenziali o le modalità di accesso al programma utilizzato o ai diversi sistemi telematici di collegamento alla videoconferenza, mediante l’utilizzo di una chat con videochiamata in simultanea o di programmi reperibili in rete o direttamente dall’amministrazione. Le sedute di consiglio in videoconferenza saranno in diretta streaming e potranno avvenire anche senza che un solo membro del consiglio comunale sia presente in comune . Per risultare valide, le sedute, è necessario che il collegamento audio-video garantisca al presidente e al segretario comunale, ognuno per la propria competenza, la possibilità di accertare l’identità dei componenti che intervengono in audio e video, di regolare lo svolgimento della discussione, di constatare e proclamare i risultati della votazione, consentendo a tutti i componenti di poter intervenire alla seduta, alla discussione, alla presentazione di documenti, alla votazione sugli argomenti all’ordine del giorno, tutti in modalità simultanea. Le modalità di intervento sono definite al momento della seduta dal presidente, esponendo ai presenti in sede o a coloro che sono collegati in videoconferenza le misure operative per assicurare l’ordine e l’illustrazione degli interventi, al termine dei quali si passa alla votazione per appello nominale e voto palese mediante affermazione vocale – audio.
Al termine della votazione sarà il presidente a dichiarare l’esito, con l’assistenza degli scrutatori e la dichiarazione del segretario comunale sulla verbalizzazione del voto e dei presenti; la seduta sarà aperta nell’ora in cui il segretario comunale ha provveduto all’appello dei presenti, dando atto espressamente a verbale della seduta in modalità di videoconferenza, ovvero con la partecipazione di componenti in videoconferenza. In caso di temporanee disfunzioni dei collegamenti o delle connessioni o per altra ragione che impedisce il collegamento in videoconferenza, il presidente sospenderà temporaneamente la seduta per poi riprendere la videoconferenza mediante un nuovo appello del segretario comunale.
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I tempi non sono certo i più indicati per ogni tipo di festeggiamento e ancor meno lo sono, secondo Nicola Pieruccini, commissario straordinario della Lega Salvini Premier, per un’azienda partecipata del comune che si occupa anche di servizi cimiteriali, purtroppo molto richiesti a causa della diffusione del contagio da coronavirus.
Ecco quindi la dura critica di Pieruccini nei confronti dei vertici di Nausicaa: “Le famiglie piangono nel dolore i loro morti e Nausiccaa, che gestisce le cremazioni di persone decedute anche in altre città per l’ingente numero di defunti , che conosce l'angoscia di chi si reca alle farmacie comunali per acquistare mascherine e igienizzanti che non hanno neppure i dipendenti, che dichiara di “essere in trincea “ sui servizi alla persona soprattutto per il servizio domiciliare verso le persone fragili, festeggia il compleanno. Una vera vergogna averlo solo pensato.” Pieruccini ha definito la megapartecipata del comune un mondo inafferrabile ed ha esteso la sua feroce critica anche all’amministrazione carrarese: “ In questo deserto di idee in cui si muove la politica 5 Stelle, nel momento della più grave crisi sanitaria e sociale del dopoguerra , mentre la città è in lutto stretto, la Casa di Riposo registra quaranta anziani positivi al Coronavirus, e il sindaco De Pasquale fa rispettare il minuto di silenzio nazionale per le vittime della pandemia, in Luca Cimino, Lucia Venuti e in tutto il CDA della Multiservizi Nausicaa si è risvegliato il dèmone dell’ambizione senza dignità.”
Pieruccini si è detto scandalizzato ma non rassegnato una guerra contro l'inadeguatezza, l’inaffidabilità e l'arroganza dei vertici di Nausicaa che ha chiamato “ squallidi individui, politici di stampo 5 Stelle” per il fatto di aver mandato alla stampa, in piena esplosione dell’epidemia, foto che, secondo Pieruccini ricordano quelle del ministro Di Maio con il tipico atteggiamento “ che dispensa sorrisini da ebete a presa in giro” e per aver realizza to e divulgato video autocelebrativi su Youtube che, secondo Pieruccini , sarebbero prodotti dal loro dipendente con la qualifica di “fotografo di fiducia per la propaganda “ e quindi pagata quindi dai cittadini.
“Ma c è di più e di più scandaloso – ha aggiunto Pieruccini - in barba alle restrizioni ed alla paura del coronavirus ma anche all'angoscia di rimanere senza lavoro, i vertici di Nausicaa, Luca Cimino e Lucia Venuti ( riconvertita al grillismo) hanno pensato bene di inviare ai dipendenti la comunicazione della messa in cassa integrazione, senza che ve ne fosse realmente necessità se, come sventola continuamente l'ottimo assessore al bilancio Matteo Martinelli, l’utile della partecipata è dovuto «al riequilibrio di tutti i servizi e all’aumento del fatturato delle farmacie comunali, un risultato di cui siamo molto soddisfatti perché rientrava nei nostri obiettivi di mandato e perché è in controtendenza rispetto all’andamento del settore. Complimenti davvero a tutti i 5 Stelle per la solidarietà e la sensibilità dimostrata. “.
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E’ stata istituita come momento di riflessione in cui accendere i riflettori su una patologia ancora sconosciuta, l’autismo, ma molto più complessa di una semplice definizione. La XIII^ Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo arriva quest’anno nel pieno dell’emergenza coronavirus ma secondo il coordinamento provinciale di Italia Viva deve essere ancora più significativa: “In questo particolare momento nel quale tutti siamo chiamati a fronteggiare l'emergenza sanitaria del Covid-19 hanno detto da Italia Viva - riteniamo che sia ancora più importante ricordare quanto sia fondamentale il supporto ed il sostegno alle famiglie di persone affette dallo spettro dell’ autismo in una fase così delicata. In questa settimana vogliamo invitare pertanto tutti gli amministratori della provincia a unirsi a queste famiglie con un abbraccio virtuale ed affettuoso rappresentato da una telefonata. È necessario che le istituzioni facciano sentire la loro vicinanza allora davvero la giornata celebrativa ha raggiunto il suo obiettivo che è quello di provare a maturare una piena consapevolezza sull’autismo.”.
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E’ partito stamani alle 8,30 con tre operatori che hanno lavorato a pieno ritmo fino alle 17 e che nella prima giornata di apertura del numero verde istituito dall’assessorato al sociale del comune di Carrara per distribuire i buoni spesa per le famiglie in difficoltà, hanno raccolto ben 140 schede.
Nessun disservizio, quindi, e neppure un numero non funzionante come segnalato oggi dal consigliere dell’opposizione Massimiliano Bernardi, ma semplice sovraccarico di chiamate. A dissipare i dubbi e le voci su un servizio in realtà inesistente è stata proprio l’assessore al sociale Anna Galleni che abbiamo raggiunto al telefono:
“Quando è partito il servizio stamani alle 8,30 c’erano già quaranta chiamate senza risposta. Tutti si sono precipitati a chiamare ma bisogna ricordare che non è un click day e che non si va per priorità di chiamata. C’è anche la possibilità di inviare la richiesta via mail ma delle dieci arrivate in questo modo oggi, solo due erano compilate in maniera corretta: alcuni avevano scaricato modelli diversi, altri non aveva riempito tutti i campi obbligatori.”
L’assessore Galleni ha comunque assicurato che da domani ci sarà una quarta persona a rispondere alle chiamate per cercare di smaltire tutte le richieste: “E’ comunque vergognoso - ha aggiunto l’assessore Galleni - che al primo giorno di operatività del servizio sia stata divulgata una notizia non vera dicendo che il numero non era funzionante mandando nel panico persone che sono già in una condizione di disperazione.”.
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