Politica
Alfredo Camera nominato vicepresidente della Provincia
Il presidente della Provincia di Massa-Carrara, Roberto Valettini, con un decreto approvato nei giorni scorsi, ha nominato il consigliere provinciale Alfredo Camera vicepresidente della Provincia.Camera…

Sede distaccata ad Avenza della Polizia Municipale: si farà grazie a una concessione del governo. L'annuncio di Manuel di FdI
"Grazie allo spostamento delle risorse del bando delle periferie concesso dal Governo Meloni finalmente potrà nascere ad Avenza la sede della polizia municipale"l'anuncio arriva da Massimiliano…

Il consigliere Massimiliano Bernardi di Carrara Civica: "Ancora un volta stiamo assistendo all'ennesimo teatrino del Partito Democratico, del Sindaco Arrighi e la sua Amministrazione"
"Il PD adesso sembrerebbe risvegliarsi dal letargo, proponendo quello che è da 4 anni che l'opposizione chiede: la partecipazione con l'introduzione sostanzialmente dei Consigli dei Cittadini,…

La Lega Massa è con Porzano: "Giusto non accettare la revoca dell'incarico al Cermec"
La Lega di Massa approva la scelta di non revocare il mandato di amministratore unico del Cermec a Lorenzo Porzano: "La verità alla fine viene…

La scuola come presidio di pace, non come spazio militarizzato secondo Accademia Apuana della Pace
I recenti fatti di cronaca che coinvolgono studentesse e studenti e la presenza di armi all'interno delle scuole pongono interrogativi profondi, che non possono essere affrontati con risposte…

Bando delle Periferie: concessa la proroga fino al 31 marzo 2027 per il completamento degli interventi nei quartieri Quercioli e Pogg
L’Amministrazione comunale comunica che è stata ufficialmente concessa la proroga dei termini per il completamento degli interventi finanziati dal “Bando delle Periferie” nei quartieri Quercioli e…

"Gestione fallimentare del Pd della Provincia per le scuole superiori di Massa": la critica di Fratelli d'Italia
Arriva dal coordinamento di Fratelli d'Italia Massa una severa critica alla gestione della Provincia delle scuole superiori di Massa durante la guida del Pd: "La…

"Senza consenso è sempre violenza": anche Sordi e Bertonelli del Pd Massa contro la modifica al ddl consenso
Elisabetta Sordi e Ivana Bertonelli del Pd Massa Carrarasi schierano contro la modifica al ddl sul consenso: "La marcia indietro sul tema del consenso nel DDL per la…

Il vicesegretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri Marco Villani in visita a Carrara con l'onorevole Amorese di Fdi
L’onorevole Alessandro Amorese e il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Massimiliano Manuel hanno preso parte oggi alla visita del dottor Marco Villani, Vice Segretario generale della…

Il Polo P&S: Cermec favorisce la rendita immobiliare degli ultra ricchi?
Il Polo Progressista e di Sinistra, composto da M5S RC e Mcc, evidenzia la propria preoccupazione per la decisione dei soci di Cermec Spa di non procedere al…

- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 222
«Ci siamo posti subito il problema di trovare una soluzione per i senzatetto ma creare dei luoghi dove farli vivere durante questa epidemia senza poter garantire un’attenta vigilanza sanitaria, ad oggi non attuata, significherebbe solo accendere dei focolai, andare a individuare cioè dei luoghi in cui il Coronavirus potrebbe proliferare indisturbato con gravi pericoli in primis proprio per chi si voleva aiutare. Per questo motivo l’idea è stata scartata. I ragionamenti su possibili rimedi alternativi sono comunque al vaglio del Settore Sociale, che lo ricordo in questo momento è particolarmente sotto pressione»: si apre così la replica dell’Assessore Anna Galleni al consigliere Massimiliano Bernardi. Al centro dello scontro, il tema delle persone senza fissa dimora durante l’emergenza Coronavirus.
E se Bernardi afferma che l’amministrazione pentastellata ha da sempre considerato queste persone come inesistenti, l’assessore Galleni rispedisce l’accusa al mittente: «Sconcerta che chi è stato per più di dieci anni al governo della Città abbia la faccia tosta di affermare una cosa del genere. Ricordo all’ex assessore, titolare per anni anche della delega alle politiche sociali, che le 35 persone che vede registrate in anagrafe come senza fissa dimora spesso hanno case di appoggio e che se guarda meglio i dati, la maggior parte sono state iscritte mentre proprio lui era al governo della Città. Circa il riferito disinteresse per loro, gli ricordo che siamo stati noi per la prima volta ad allestire posti letto per i senzatetto durante l’emergenza freddo. Non ho memoria di un suo analogo provvedimento in tal senso. Gli rammento che siamo stati noi a creare ed da attuare un bando per dare un tetto a parte di queste persone, investendoci denaro, competenze, progettualità. La convenzione, firmata a ridosso della pandemia – prosegue Galleni - è in essere e queste persone avranno modo di insediarsi in abitazioni condivise non appena i referenti delle associazioni, che temono la creazione di focolai, daranno il via libera. Di nuovo, non ricordo nulla in tal senso non dico attuato ma anche solo immaginato da lui. Perché è con questi strumenti che si aiutano le persone, non a chiacchiere, sparate sui giornali o limitandosi a far in modo che prendano la residenza in Città. Perché tra le persone che potranno avere un tetto sulla testa grazie all’operato di questa amministrazione, è vero, ve ne sono alcune che vivono in roulotte in cui spesso non c'è acqua corrente o energia elettrica. E ben lo sa Bernardi in che condizioni vivono, perché è stato proprio lui ad agevolare parte di queste persone nel prendere la residenza in quelle roulotte per poi, ovviamente, disinteressarsi per anni completamente del loro destino».
Quanto alle misure messe in atto durante l’emergenza in corso l’assessore al Sociale precisa: «La soluzione, come riferito, non è semplice perché in questo momento garantire la sorveglianza sanitaria necessaria a evitare che i rifugi si trasformino in focolai è materialmente impossibile. Ma non ci siamo dimenticati di loro. Abbiamo comunque garantito il servizio docce e mensa della Caritas tramite la Protezione Civile perché nessuno rimanesse senza cibo. Abbiamo dato in dotazione le mascherine e pass ai volontari che si occupano di fornire cibo caldo ai bisognosi e stiamo supportando quotidianamente il volontariato sociale. Abbiamo messo in campo tutte le risorse che abbiamo a disposizione per dare risposte serie e che garantiscano la sicurezza di tutti. Quella di Bernardi, anche alla luce anche del suo inesistente operato sul tema, pare solo l’ennesima occasione guadagnare un po’ di visibilità, come al solito sulla pelle delle persone più fragili » così conclude l’assessore al Sociale Anna Lucia Galleni.
- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 221
Non è piaciuto alla lista civica Massa in Azione, il gesto del presidente del consiglio comunale di Massa, Stefano Benedetti, di spostare in un angolo la bandiera dell’Unione Europea, allontanandola da quella italiana e Giacomo Zucchelli ha fatto sapere: “A nome di Azione Massa Carrara, voglio esprimere il nostro disappunto per un gesto come questo. Massa, come altri comuni italiani, ha usufruito di molti aiuti da parte dell'Europa, utilizzando i fondi strutturali con cui si sono realizzate importanti opere e realizzati diversi corsi che hanno permesso ad aziende di migliorare le proprie competenze e disoccupati di trovare un lavoro. In questo momento l'Europa, o meglio, alcuni stati Europei potrebbero comportarsi meglio, ma evidentemente in Germania vale il prima i tedeschi come in Italia vale il prima gli italiani. Il sovranismo e il nazionalismo, come il populismo, non sono le ricette migliori per combattere questa epidemia e facilitare la ripresa dell'economia. Auspichiamo che il sindaco di Massa e il presidente del consiglio smettano di fare propaganda politica.”.
Il monito a lasciar da parte la politica, Massa in Azione lo ha rivolto anche ai rappresentanti locali del Pd: “invitiamo anche il Pd a smettere di pubblicizzare con il simbolo di partito quanto sta facendo questo governo, che potrebbe anche fare di più. Non abbiamo bisogno di slogan, ma dell'impegno di tutti. Noi, come Azione, siamo disponibili ad aiutare le amministrazioni comunali della provincia per trovare le soluzioni migliori per gestire l'epidemia e organizzare la ripresa delle attività economiche nel rispetto della salute di tutti.”.
- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 221
Il contagio da coronavirus sicuramente non risparmia le persone senza fissa dimora presenti in città che, secondo il consigliere dell’opposizione Massimiliano Bernardi sarebbero state completamente dimenticate dal comune. Bernardi ha indirizzato la sua critica in particolar modo al settore sociale: “L’assessore al Sociale Anna Galleni , nonostante le richieste delle associazioni di volontariato che sui senza tetto sono in prima linea da sempre, dimostra scarsa attenzione sia sotto il profilo sanitario di contrasto all'epidemia da Covid-19 sia sotto il profilo umano. – ha detto Bernardi- Non possono essere abbandonate a se stessi in questo momento in cui l'igiene è indispensabile, persone che non si possono lavare , che non hanno disinfettanti o saponi, che vivono in stretto contatto tra di loro. La preoccupazione di molti concittadini , che si sono rivolti anche alle Forze dell'Ordine, riguarda soprattutto la difficoltà sotto il duplice aspetto di gestire misure di protezione e tutela verso queste persone fragili e contestualmente prevedere isolamenti e quarantene qualora i senza fissa dimora presentassero sintomi o malattia.” Bernardi ha riferito che l’unità di crisi della Protezione Civile nazionale, durante la conferenza stampa del 12 marzo 2020 , ha demandato questa responsabilità a Regioni e comuni e Angelo Borrelli ha rinnovato un accorato appello alle amministrazioni ad organizzare strutture per accogliere i senza fissa dimora. “Dai video serali – ha continuato Bernardi - postati sulla pagina Facebook del sindaco De Pasquale purtroppo non siamo stati informati se siano attive misure straordinarie per questa categoria di persone. La cosa non ci sorprende più di tanto perché in questi anni per l’amministrazione pentastellata i senza tetto sono stati “ individui inesistenti”. All’anagrafe del nostro Comune invece, nella strada fittizia Via Carrara, ve ne sono iscritti circa 35: persone in carne ed ossa che dormono sotto i ponti, in pineta, negli edifici pericolanti e che non hanno accesso regolare a servizi igienici, non ricevono cure mediche adeguate e difficilmente riescono ad avere una alimentazione decente. Spesso con condizioni di salute compromesse. Diventano molti di più se si contano anche coloro che vivono in baracche o in roulotte in cui spesso non c’è acqua corrente o energia elettrica.”. Bernardi ha fatto notare che proprio i senza tetto sono tra i soggetti più a rischio per la diffusione del contagio perché non hanno neppure una casa in cui restare in quarantena.
“ Alcuni giorni fa – ha concluso Bernardi - i militari dell’Arma dei carabinieri che ringraziamo assieme alle altre forze di polizia, in quanto ora più che mai mettono a repentaglio se stessi per la sicurezza dei cittadini, da un sopralluogo effettuato nel Politeama “Verdi” di Piazza Matteotti, hanno scoperto tracce di bivacco e giacigli abbandonati, coperte e viveri ed altri oggetti in una situazione igienico sanitaria ai limiti. Vista la gravità della situazione segnalata, tra le misure che raccomandiamo vengano prese in considerazione dal sindaco De Pasquale e dall’assessore Galleni, sarebbe urgente l’individuazione di strutture adatte ad ospitare i senza tetto ed eventualmente adattarle per chi dovesse presentare i sintomi del coronavirus e stare in quarantena perché risultati positivi. La situazione degenerata fino a questo punto appare sempre più difficile e le problematiche che ci vengono segnalate di giorno in giorno diventano sempre più complesse .Quel che è certo è che ad oggi anche su questa “emergenza senza tetto” al fine di contrastare l'infezione covid-19 il comune di Carrara è in colpevole e fortissimo ritardo.”.
- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 213
Un video di un minuto e mezzo girato all’interno dell’ufficio della presidenza del consiglio comunale di Massa per esprimere, forte e chiaro, il suo dissenso nei confronti della posizione politica dell’Unione Europea verso l’Italia in seguito all’emergenza pandemia. Il protagonista, attore e autore del filmato, è ovviamente Stefano Benedetti, presidente del consiglio di Massa che ha spiegato: “La mia è un’azione contro la tracotanza e l’arroganza dimostrata dall’Unione Europea verso l’Italia in questo momento di emergenza esponenziale ed è un atto dovuto nel rispetto della nostra popolazione. Sposto la bandiera dell’Unione Europea che si trova nel mio ufficio dalla postazione accanto a quella dell’Italia. Non posso toglierla da questo ufficio perché c’è una legge del 1988, nella quale noi non ci riconosciamo più, che obbliga a tenere la bandiera dell’UE negli uffici pubblici, ma posso allontanarla da quella italiana.”
Benedetti ha preso la bandiera europea e l’ha collocata nell’angolo opposto al suo sito originario: “ Questa è una protesta – ha spiegato Benedetti - che serve a far capire che noi, costituzionalmente , non ci riconosciamo più nell’Unione Europea. Ci auguriamo che nel più breve tempo possibile qualche gruppo parlamentare – qualcuno si è già attivato in questo senso – faccia una proposta di legge per togliere definitivamente la bandiera dell’UE da tutte le sedi delle istituzioni locali: comuni, province e regioni. Non possiamo più riconoscerci nell’Unione Europea perché ha mantenuto un comportamento inaccettabile e vergognoso".
- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 230
Hanno annunciato la richiesta di una commissione di inchiesta sia sulla morte e sui casi positivi di coronavirus alle Casa di Riposo Regina Elena, sia sulla gestione Cassa integrazione da parte della Multiservizi Nausicaa e poi hanno rivolto al sindaco di Carrara un appello affinché rimuova al più presto il presidente di Nausicaa, Luca Cimino e il presidente della Rsa Regina Elena, Giuseppe Profili per manifesta inadeguatezza nella gestione dell’emergenza coronavirus.
A parlare è il coordinamento comunale di Italia Viva che ha aggiunto: “Nausicaa non doveva far riscorso alla cassa integrazione per i propri dipendenti. Sarebbe stato più sensato che azienda e organizzazioni dei lavoratori, su indicazioni precise dell’amministratore comunale 5 Stelle Matteo Martinelli, avessero definito un importante accordo per individuare azioni di salvaguardia necessarie a superare l’emergenza, senza ricorrere a strumenti straordinari di sostegno al reddito attraverso l’accesso al fondo di solidarietà del decreto “Cura Italia”.
”Secondo Italia Viva si poteva evitare il ricorso a drastici strumenti anche nell’attuale scenario di grave crisi che, tuttavia, nel caso di Nausicaa ha riguardato solo settore dei servizi alla scuola momentaneamente sospesi. “Il presidente dell'Azienda Luca Cimino - hanno continuato da Italia Viva - a seguito di un lungo percorso di risanamento della società già iniziato dall’amministrazione precedente, non ha inteso tutelare i lavoratori attraverso un accordo per affrontare la “crisi con strumenti concertativi. Sarebbe bastato utilizzare un’ottica innovativa per evitare nel breve e medio periodo drastiche riduzioni degli stipendi dei lavoratori che hanno sempre garantito un servizio pubblico essenziale. Trovare soluzioni alternative possibili per i lavoratori della scuola e del decoro urbano poteva essere anche un messaggio di speranza per tutti gli altri lavoratori che sicuramente saranno preoccupati per ciò che sta accadendo. Candidamente avevamo creduto che l’amministrazione grillina intendesse investire su se stessa, con tutte le garanzie dovute, per ripartire proprio dalla multiservizi Nausicaa come volano importantissimo per la nostra comunità. Invece gli amministratori 5 Stelle hanno tradito cittadini e lavoratori perché non hanno gestito in maniera corretta né l’istituzione comunale Regina Elena, per la drammatica situazione creata dell’infezione Covid-19 e nemmeno la Cassa integrazione in deroga per decine di dipendenti di Nausicaa che non era necessaria”.
Italia Viva ha definito inqualificabili le continue giustificazioni fornite quotidianamente dall’amministrazione De Pasquale: “Apprendiamo che le misure a sostegno del reddito previste dal decreto legge n,°18 /2020 secondo Nausicaa potrebbero essere riconducibili ad una situazione di crisi interna all’azienda: nulla di più falso perché relativamente alle ipotesi di sospensione dell’attività lavorativa per eventi riconducibili all'emergenza epidemiologica coronavirus, ci ha marciato davvero alla grande. Italia vive dice no all’assegno ordinario del Fondo di integrazione salariale (FIS) limitatamente a nove settimane e soprattutto critica l’azienda se opterà per il pagamento diretto che non prevede l’obbligo di produzione della documentazione comprovante le difficoltà finanziarie , perché l’andamento dell’utile di bilancio sappiamo bene che è più che positivo”.
Italia Viva ha chiesto un intervento urgente al fine di riportare in servizio attivo i lavoratori colpiti dalla decisione della Cassa integrazione ed ha sollecitato l’amministrazione all’ammirazione affinché si assicuri che in tutti i settori esposti all'eventuale contagio da Covid-19 I lavoratori abbiano ricevuto i presidi sanitari necessari.
“Vista la sicura crisi economica - hanno concluso da Italia Viva - che si presenterà con tutta la sua violenza a partire dai più deboli e ciò che è emerso in queste settimane sulla discutibile gestione emergenza coronavirus sarà sicuramente necessaria una profonda valutazione sulle responsabilità in capo ai presidenti e agli amministrazione 5 Stelle per non essere stati all'altezza della gravità della situazione.”.
V. T.
- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 221
L'amministrazione comunale di Massa, guidata dal sindaco Francesco Persiani, replica all'opposizione e comunica la convocazione del consiglio comunale.
"Da fine febbraio - esordisce -, ben prima del primo decreto restrittivo del Governo, questa amministrazione ha iniziato a mettere in atto alcune misure ritenute utili ad un contenimento del contagio e di queste, come di molte altre notizie, tutti i consiglieri comunali sono sempre stati regolarmente tenuti al corrente. E’ stato creato un apposito gruppo proprio per fornire loro costanti aggiornamenti sull’andamento quotidiano dell’emergenza sanitaria. Non sono mai stati tenuti all’oscuro né della questione sanitaria né delle decisioni operative, prese – è bene sottolinearlo – da un’Unità di crisi composta anche da tecnici e dal coordinamento delle associazioni di Protezione civile".
"Inoltre - incalza -, al fine di garantire altresì la regolare attività amministrativa e istituzionale, ci siamo attivati prontamente, non appena è stato tecnicamente possibile, per convocare il Consiglio comunale. Quegli stessi consiglieri che oggi si sentono esclusi, dovrebbero ricordare di aver deciso di sospendere i lavori delle commissioni, nonostante fosse garantito il rispetto delle norme igienico-sanitarie e delle distanze vigenti. Se avessero voluto portare un proprio contributo e aiutare fattivamente non l’amministrazione, ma la cittadinanza (che è il nostro solo e unico obiettivo), non avrebbero certo trovato la porta chiusa".
"A seguito poi del DL Cura Italia - spiega -, abbiamo nel più breve tempo possibile messo in atto il sistema di videoconferenza che garantisse lo svolgimento di giunte, commissioni consiliari e consigli comunali. Allo scopo di adottare la migliore soluzione anche dal punto di vista tecnico, l’amministrazione ha monitorato l’evoluzione tecnologica dei vari sistemi che, alla luce dell’emergenza COVID-19 hanno visto un notevole sviluppo, testando varie proposte. Il 19 marzo tutti i consiglieri hanno ricevuto via mail informazioni circa la loro dotazione utile alla partecipazione ai consigli comunali in videoconferenza. In poco tempo sono stati predisposti gli appositi regolamenti e nel corso della settimana appena conclusa si è riunita la conferenza dei capigruppo con la volontà di convocare il primo consiglio comunale per il giorno 10 aprile, sia in forma solenne che in forma ordinaria".
"La volontà dell’amministrazione - conclude - è stata quella di adottare i migliori sistemi utili alla prosecuzione di tutti i lavori nel più breve tempo possibile e il sistema individuato sarà uno strumento utile anche ad emergenza covid-19 superata, in quanto offre la possibilità di gestire i consigli comunali in remoto analogamente a quelli fisici".
- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 224
L'amministrazione comunale di Massa, che nei giorni scorsi aveva iniziato un intenso servizio di distribuzione delle mascherine chirurgiche ai cittadini, si vede costretta a non proseguire l'opera. Una decisione, quella del sindaco di Massa Francesco Persiani, presa a malincuore, ma necessaria per garantire il benessere della comunità.
"A seguito delle polemiche scatenate dal Pd e dalla propria dirigenza locale, le quali hanno generato falsi pericoli e un allarmismo dilagante, si è determinata una fortissima tensione sociale che potrebbe destabilizzare la sicurezza della nostra comunità. - ha annunciato il sindaco - Dal momento in cui non è più possibile prevedere come la situazione possa evolversi, e pertanto garantire una corretta e sicura distribuzione delle mascherine di tipo chirurgico, comunico alla cittadinanza che l'Amministrazione Comunale si vede costretta a non procedere con le modalità annunciate".
I punti predisposti per la distribuzione delle mascherine, sarebbero stati 17, dislocati su tutto il territorio comunale in modo da evitare spostamenti, con l'assistenza di oltre 50 persone tra volontari di Protezione civile e altri volontari appositamente istruiti e formati.
"L'aver messo in discussione la correttezza di quanto predisposto dall'Amministrazione comunale di concerto con le associazioni di ProCiv al fine iniziare la distribuzione settimanale in modo rispettoso delle prescrizioni di legge e sanitarie i DPI a quella parte della popolazione ancora bisognosa impedisce di poter svolgere questo fondamentale servizio con quella serenità d'animo e tranquillità indispensabile. - ha spiegato il Sindaco -
Aver anche solo tentato di minare la credibilità di questa operazione, ne ha compromesso in modo irrimediabile la fattibilità".
Il Sindaco Persiani, ha comunque specificato che l'inconveniente non impedirà l'obiettivo, ovvero quello di essere vicini ai concittadini e proteggerne la salute.
"Certamente la distribuzione subirà, non per colpa nostra, dei rallentamenti - ha ribadito Persiani - ma stiamo studiando soluzioni alternative consci che in una emergenza sanitaria ogni azione anche la più corretta può comportare controindicazioni e quindi non si deve mai smettere di mettersi in discussione. In ogni caso questa stessa forma di distribuzione utilizzata finora dal Comune di Massa viene effettuata da molti altri Comuni: a riprova che non c'era e non c'è nulla di sbagliato."
L'amministrazione continuerà pertanto a consegnare i presidi medici mediante prenotazione al Ccn per le persone anziane o impossibilitate a muoversi e nelle zone di montagna.
"Solo ed esclusivamente per chi ne ha fatto o ne farà richiesta attiveremo in più giornate una consegna con il sistema drive through, nel più ampio rispetto della sicurezza - spiega il Primo cittadino - Chiedo infine a tutti i cittadini di rimanere uniti, pazientare e avere piena fiducia nelle istituzioni, solo così potremo superare questo situazione d'emergenza".
- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 222
Le prime voci si erano diffuse due settimane fa quando era stata ufficializzata la decisione della Regione di adattare alcuni spazi chiusi del Monoblocco di Carrara e di riaprire dei reparti nell’ex ospedale di Massa per aumentare i posti letto di terapia intensiva in previsione di una possibile escalation dell’epidemia da coronavirus. I soliti ben informati sostenevano che nella struttura di Carrara, che ha continuato a funzionare come centro polispecialistico, i nuovi posti in intensiva sarebbero stati ricavati nelle aree in cui al momento ci sono gli ambulatori di dermatologia e oculistica che offrono servizi fondamentali a moltissimi pazienti. La smentita, tuttavia, è arrivata dal sindaco Francesco De Pasquale supportato dalla direttrice della Asl 1, Letizia Casani. Entrambi hanno infatti negato l’eventualità dello spostamento di servizi da Carrara ad altre sede ospedaliere. Ma i dubbi sono tornati soprattutto al Comitato Primo Soccorso e Urgenza Carrara che mantiene da sempre una stretta vigilanza su quanto viene deciso riguardo al Monoblocco e che ha voluto fare il punto della situazione attuale:
“La situazione è certamente critica e delicatissima – hanno detto dal Comitato Primo Soccorso - Agli ambulatori specialistici del Monoblocco si rivolgono numerosissimi pazienti da tutta la provincia per cui la sicurezza della struttura, di chi vi lavora e degli utenti è fondamentale specialmente tenendo presente l’attuale diffusione dell’epidemia nella Lunigiana e nelle aree di costa. Dalla relazione fatta dall’ingegner Simoncini abbiamo appreso che gli spazi da dedicare a covid 19 nel Monoblocco prevedono l’utilizzo di aree di ex Oculistica e questa definizione ci ha molto toccato, riferendosi a parte di un Poliambulatorio molto attivo e rinomato.
Ad oggi sappiamo che a Carrara nell’ex Pronto Soccorso del Monoblocco saranno disponibili 16 letti per soggetti “dimissibili” e che al Piano 2, in uno spazio ricavato appunto dall’Oculistica verranno collocati alcuni letti per “soggetti ventilati” che, tuttavia saranno usati solo in caso di necessità estrema.”. Il comitato Primo Soccorso e Urgenza ha approvato la riorganizzazione dell’ex Pronto Soccorso del Monoblocco soprattutto nell’ottica di una sua definitiva futura riattivazione ma ha ribadito l’importanza di mantenere le attività ambulatoriali in tutta sicurezza evitando di collocare pazienti covid all’interno della struttura che riceve pazienti oncologici, diabetici e di altri reparti.
“Incisivo e chiarificatore – hanno continuato dal comitato - è stato il recente intervento sui quotidiani della dottoressa Giulia Manfredini, responsabile del Reparto di Endocrinologia attivo al Monoblocco che con chiarezza e competenza si è espressa in modo inequivocabile sull’utilizzo del Monoblocco, insistendo sulla necessità di mantenere l’intera struttura unicamente per pazienti non covid.
Ma una cosa positiva dobbiamo sottolinearla. Il Monoblocco oggi si presenta come un presidio sanitario vitale che offre prospettive e che potrà finalmente divenire quell’Ospedale di comunità che da tempo il nostro Comitato chiede: al piano terra nuove sale operatorie rispondenti alle attuali regole e procedure, con percorsi sporco/pulito, ambienti di sterilizzazione potranno essere realisticamente realizzate. Al primo piano potrà essere finalmente attiva la Senologia, bloccata da anni. L’adeguamento e il miglioramento in base alle nuove normative possono rimettere in attività anche il sesto e settimo piano del Monoblocco con la possibilità di utilizzarne appieno gli spazi.
Riteniamo quanto mai necessario che per il futuro del Monoblocco e della nostra sanità pubblica la Regione Toscana dia spazio a consigli e linee operative indicate da medici competenti attivi sul campo (sono tanti), ai sindaci, talvolta lasciati a margine di scelte calate dall’alto e magari anche al contributo propositivo dei Comitati.”.
Mascherine obbligatorie per tutti: secondo Pieruccini bisogna seguire l’esempio dei sindaci leghisti
- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 249
Si è rivolto direttamente al sindaco di Carrara, Francesco De Pasquale, e lo ha invitato a seguire l’esempio dei sindaci della Lega firmando un’ordinanza che obblighi tutti a portare le mascherine quando escono da casa. L’appello è arrivato da Nicola Pieruccini, commissario straordinario della Lega Salvini Premier che ha ribadito come, da giorni, le mascherine manchino per tutti perché l’amministrazione non ha stanziato neppure un euro, a parte aver fornito come aiuti alle categorie più esposte una quantità irrisoria.
“Dall’inizio dell’emergenza- ha detto Pieruccini - i 5 Stelle stanno dimostrando con i fatti l’incapacità a governare nell’interesse dei più deboli, dei più fragili e dei soggetti a rischio . La Lega chiede al sindaco di essere più presente e preparato per non continuare a fare le solite figuracce . Nell'ultimo video di ieri sera ha dichiarato un “no secco alle mascherine per tutti “, mentre contestualmente il governatore della Toscana Enrico Rossi aveva appena comunicato di mettere a disposizione dieci milioni di mascherine per i cittadini toscani e 200mila kit sierologici per estendere ulteriormente lo screening della popolazione.”
Pieruccini ha approvato il provvedimento di Rossi giudicandolo una campagna di prevenzione decisamente soddisfacente ma non ha potuto fare a meno di sollevare ulteriori dubbi sull’operato del sindaco di Carrara: “ Con chi parla De Pasquale dalla mattina alla sera ? – ha continuato Pieruccini - Con chi prende decisioni e con quali vertici politici regionali e governativi intrattiene rapporti istituzionali ? “.
Pieruccini ha ricordato che per attenersi all’indirizzo politico di Rossi, De Pasquale sarebbe obbligato a varare subito un'ordinanza per imporre l'uso dei dispositivi di protezione individuale a tutti i residenti. Si tratta di una disposizione estremamente seria, tenuto conto delle nuove indicazioni degli scienziati riguardo al Covid-19 ed alle raccomandazioni dell’OMS che suggerisce che vengano imposte ai cittadini le mascherine per limitare la diffusione del virus. Del resto già moltissimi comuni limitrofi le stanno già distribuendo, porta a porta e gratuitamente, in alcuni casi insieme ai guanti usa-e-getta, e il comune di Carrara risulta non pervenuto.”
- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 252
Mancherebbero da mesi, a quanto riferisce il consigliere dell’opposizione Massimiliano Bernardi, i dispositivi di protezione dal contagio per gli operatori ecologici di Nausicaa e per questo motivo, il consigliere di Alternativa per Carrara ha definito irresponsabile la gestione della partecipata d parte dell’amministrazione comunale.
“E’ necessario sollevare un' ulteriore polemica contro Nausicaa e la gestione grillina - ha detto Bernardi - perché pretendiamo di sapere cosa è stato fatto per tutelare la salute degli addetti alla raccolta rifiuti da parte di Nausicaa La cosa è certa è che sono mancati da mesi i dispositivi di Protezione Individuale normalmente previsti per questi lavoratori. “ Bernardi ha ribadito la scelta di schierarsi al fianco dei dipendenti della partecipata che hanno denunciato sulla stampa le condizioni in cui sono costretti a svolgere il loro lavoro ed ha ricordato che le mascherine distribuite pochi giorni fa non sono sufficienti a tutelarli in quanto servirebbe un kit adeguato alla situazione.
“Tutti abbiamo visto operatrici ed operatori per le strade senza mascherina, e spesso ci siamo chiesti se fosse stata una scelta loro, ma mai avremo potuto pensato che invece l’azienda non aveva fornito alcuno strumento di protezione. – ha aggiunto Bernardi - È sempre più difficile tacere sulla irresponsabile gestione della partecipata. Il servizio di cui stiamo parlando è un servizio essenziale e oggi scopriamo che ai lavoratori che lo stanno portando avanti con spirito collaborativo e responsabilità non gli è stato riconosciuto il diritto alla salute e nemmeno pari dignità rispetto a tutte le altre categorie di lavoratori e lavoratrici che erogano servizi alla comunità con accorgimenti idonei.”
Una situazione ingiustificabile, secondo Bernardi, che ha voluto ricordare che gli operatori ecologici rientrano a pieno titolo nelle categorie esposte al contagio in quanto costretti al contatto con i rifiuti urbani. “Per capire meglio la situazione abbiamo preso informazioni – ha detto Bernardi - Rispetto alle rappresentanze dei lavoratori per la salute e la sicurezza che tutte le aziende devono avere in quanto previsti nel l D.Lgs. 81/08 ci è stato riferito che spesse volte nelle aziende del settore il numero di questi rappresentanti non è sufficiente a monitorare tutte le situazioni di rischio, in quanto le unità produttive hanno peculiarità molto differenti tra loro: dal comparto impianti e discariche, al comparto autisti automezzi; dalle officine a quello dello spazzamento, fino arrivare al personale impiegatizio degli uffici. Chiediamo quindi al presidente ed ai vertici di Nausicaa se, vista la situazione di emergenza coronavirus, siano stati redatti Documenti Valutazione Rischio in maniera dettagliata e specifica in merito ai luoghi di lavoro degli operatori per i rischi da contagio da Covid-19 e se tali documenti abbiano individuato ogni minimo rischio potenziale presente in ogni singola unità produttiva sul rischio per eventuale contagio. Chiediamo se almeno questi lavoratori siano stati sottoposti a tamponi che, come vanno ripetendo gli esperti in questi giorni di allarme collettivo, sono il minimo dei controlli che si possano fare per testare la situazione. Ma le rassicurazioni non bastano. La richiesta è di continuare a fornire a chi presta attività lavorativa nelle operazioni più critiche "presidi sanitari e mascherine" senza che, chi è responsabile di queste competenze, continui a nascondersi dietro un dito.”.
- Prezzi rialzati per grande richiesta: Musetti (FI) chiede maggiori controlli
- Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl: "Master, lettera inaccettabile ai lavoratori dell'amministratore unico per farli rientrare in ufficio"
- Italia Viva: “Gravi responsabilità della casa di riposo comunale per il contagio da Covid-19”
- Anche il consigliere Bernardi contro la cassa integrazione per i dipendenti di Nausicaa
- Tre milioni di appalti urgenti per gli ospedali di Massa Carrara affidati ad aziende fuori provincia: la critica di Giannarelli
- Dipendenti di Nausicaa messi in cassa integrazione: critica e proposte di Fabrizio Volpi di Italia Viva
- Consigli comunali in videoconferenza: accolta la proposta di Benedetti
- “Inopportune celebrazioni del compleanno di Nausicaa”: lo sdegno della Lega
- XIII^ Giornata Mondiale dell’autismo: Italia Viva ricorda l’importanza degli aiuti alle famiglie
- 140 schede raccolto dal numero verde per i buoni spesa del comune: nessun disservizio, linea intasata per sovraccarico


