Politica
Gravi carenze nella gestione della sicurezza idraulica: Benedetti e Rivieri di Futuro Nazionale fanno un esposto contro l’amministrazione di Massa per le responsabilità nei danni del maltempo
Mauro Rivieri in qualità di Coordinatore Provinciale e Stefano Benedetti di responsabile Enti Locali del Movimento Futuro Nazionale hanno fatto un esposto contro l’amministrazione di Massa ritenendola responsabile…

Commissione urgente per gli allagamenti causati dal maltempo: la richiesta del consigliere Tarantino
Massa, allagamenti in città: il consigliere Tarantino chiede una commissione urgente sulle criticità nelle frazioni. Tornano gli allagamenti e con essi le polemiche. Dopo le ultime piogge, diverse…

Pontile di Massa, fondi pubblici o assicurazione? Il dibattito divide la città secondo il consigliere Pd Daniele Tarantino
Torna al centro del dibattito cittadino il tema del pontile e delle risorse destinate ai suoi interventi. Dopo lo stanziamento di fondi pubblici per lavori e manutenzione, si…

Degrado Lavello, Barabotti e Tosi (Lega): «Inerzia di Carrara mette a rischio sicurezza e ambiente. Comune responsabile»
«Le immagini che arrivano dalla zona del Lavello confermano una situazione ormai fuori controllo. Non è solo una questione di decoro: qui siamo di fronte a…

Carrara, Campione (FdI): “Più entrate ma tasse alte e una città che soffre, la sindaca Arrighi spieghi dove vanno a finire i soldi”
«Carrara incassa come una grande città ma continua a far pagare ai cittadini tasse ben sopra la media, senza garantire servizi adeguati. È un paradosso che…

Nasce il nuovo direttivo provinciale di Fipe Baristi Massa Carrara: Thomas Bini è il presidente
Prosegue il grande impegno sindacale sul territorio di Massa Carrara da parte di Confcommercio, che nella giornata di giovedì scorso ha formalizzato la nascita del nuovo…

Il Polo P&S: il Presidente Incoronato deve rispettare le leggi della Repubblica
Il Polo Progressista e di Sinistra ha richiesto per la terza volta, in poco più di un anno, l’intervento del Prefetto di Massa Carrara per attivare…

"Insicurezza non più tollerabile": il commento di Rossella Lera di Patto per il Nord Toscana sulla rissa avvenuta in centro a Carrara
Sull'episodio di violenza avvenuto il 30 aprile in via Roma interviene Rossella Lera, Responsabile Consulta Giustizia Patto per il Nord-Toscana: "L'episodio di violenza del 30…

Gruppo consigliare lista Serena Arrighi sindaca: “La nostra opposizione sembra aver ormai scelto la via della mistificazione e dello stravolgimento della realtà su qualsiasi tema come filo conduttore per la campagna elettorale per il 2027”
"La nostra opposizione sembra aver ormai scelto la via della mistificazione e dello stravolgimento della realtà su qualsiasi tema come filo conduttore per la campagna elettorale…

Simone Caffaz, consigliere comunale di opposizione Carrara: "Il premio patacca: capitale regionale ma 0 euro dalla Regione"
"L'ansia di dimostrare di aver fatto qualcosa anche nel settore culturale e artistico ha indotto l'amministrazione carrarese a superare ampiamente il senso del ridicolo nella vicenda…

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"Il governo interviene per rimediare a una norma sbagliata e fa quello che era inevitabile: impugnare una legge regionale inapplicabile, scritta male e approvata contro il parere di chi nel settore ci lavora ogni giorno" inizia così il commento del consigliere comunale dell'opposizione Massimiliano Bernardi in relazione alla legge regionale sulle cave che è stata impugnata dal governo. "C’è bisogno di un tavolo con imprese commercianti artigiani e lavoratori - prosegue Bernardi che da anni si batte per portare l'attenzione sui risvolti che la legge regionale avrebbe avuto sugli addetti del settore - perché il regolamento comunale e la legge Regionale sono completamente al di fuori di ogni logica di impresa e rischiano di mettere in ginocchio l’intero comparto, altroché 50 pe rcento. Il governo ha impugnato la legge perché il testo viola principi costituzionali come la libertà d’impresa e la concorrenza.Ricordo che la norma regionale, approvata dalla giunta toscana a fine legislatura, impone alle imprese di lavorare in loco almeno il 50 per cento del materiale estratto e introduce vincoli burocratici tali da rendere impossibile l’attività per la maggior parte delle cave . È una misura scritta in astratto, senza alcuna valutazione di impatto reale. È per questo che il Governo, con senso di responsabilità, ha dovuto intervenire. Questa legge, di fatto blocca interi cantieri e mette a rischio centinaia di posti di lavoro. Le piccole cave ma anche sostanzialmente quelle piu’ strutturate non avrebbero mai potuto raggiungere la soglia del 50 per cento di lavorazione in loco. Inoltre, la norma è stata scritta ignorando le specificità dei territori montani, dove gli spazi e le infrastrutture non consentono la realizzazione di impianti di lavorazione. Tutto questo è stato denunciato per mesi, nel silenzio generale del PD. Serve una nuova legge, costruita insieme ai comuni, ai lavoratori, ai rappresentanti del settore e ai cittadini, che coniughi davvero tutela ambientale e sviluppo".
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Il comitato Avenza Si R-Esiste commenta il post del sindaco di Carrara Serena Arrighi sui problemi di sicurezza della città: “Il Comitato Si R-Esiste si complimenta con la prima cittadina per l’avvenuta, seppur molto tardiva, presa d’atto di quanto da tempo i cittadini chiedono a questa amministrazione: l’esigenza di maggior sicurezza Certo si nota un cambio di passo nella modalità comunicativa, foto che la riprendono sorridente, anche se sinceramente ben poco ci sia da ridere, un nuovo look e finalmente (da interpretarsi letteralmente) un nuovo stile linguistico. Purtroppo, questa per così dire nuova veste non può nascondere la pecca di una mancanza totale di sostanza. Il problema della mancanza di agenti è presente dall’inizio del suo mandato e Carrara è diventata capoluogo già da un po’ di tempo, come mai d’un tratto se ne accorge di tale disparità? Come sindaco ricopre un ruolo istituzionale, rappresenta l’istituzione cittadina de facto: viene da chiedersi quante volte, nel suo mandato finora, abbia chiesto al Ministro attenzione sulle nuove assegnazioni e nel caso lo avesse fatto reiterando la domanda, se inascoltata, avrebbe potuto palesare ciò e avrebbe trovato probabilmente nei partiti di minoranza locale ma di maggioranza governativa un certo tramite (opposizione costruttiva!). Ha battuto il pugno sul tavolo prefettizio sulla sicurezza per chiedere quel che ha chiesto due giorni fa? I fatti parlano e in un’intervista a NOI TV Arrighi disse che avrebbe incrementato su Avenza, per esempio, la presenza dei vigili urbani con passeggiate. Ma se lei stessa svilisce il ruolo degli agenti di polizia urbana subordinandone il ruolo di vigilanza e sicurezza a quello di mero esercizio pedestre e sanzionatorio, cosa può pretendere? Pare assai risibile che organi governativi della città si rechino in un bar per avere cognizione sulle problematiche del luogo, promettendo più presenza fisica, ma, d’altra parte si avvicinano gli apericena pre-elettorali, che li portano spesso in zone poi accuratamente evitate. E’ infine risibile che si punti il dito sulla minoranza che quando agisce riceve reazioni stizzite e poco consone all’incarico rivestito (vedi interessamento comunale per il Castello di Moneta). Resta evidente la mancanza di conoscenza del territorio nascosta malamente e nessun effetto speciale riesce più a mascherare il vuoto assoluto di questo passaggio amministrativo che finalmente volge al termine : i re e le regine rimangono nudi”.
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È con un profondo senso di rispetto e umanità che mi unisco all'Anmil per celebrare questa 75ª Giornata Nazionale per le Vittime di Incidenti sul Lavoro. Ringrazio sentitamente il Presidente Paolo Bruschi e l'intero consiglio territoriale di Massa Carrara per avermi concesso l'onore di essere l'Oratore Ufficiale in questa giornata piena di significato e di ricordi seppur dolori ma che devono essere un momento di vicinanza per le famiglie e di proposta per chiedere e garantire più sicurezza sul lavoro. Ricordiamo chi ha pagato con la vita nell'adempiere ad un proprio diritto quale quello del lavoro ; e dobbiamo lavorare perché il lavoro torni ad essere esclusivamente fonte di dignità e progresso, mai di morte e dolore. Il nostro primo pensiero, oggi, va a chi non c'è più. Alle vittime di questa provincia, che il Presidente ha dolorosamente ricordato: Giorgio Bedini, Paolo Lambruschi, Valentino Delfino, Maximiliano Lombardi e Paolo Mariottoni. Cinque vite spezzate dall'inizio dell'anno. A loro si unisce il ricordo indelebile di Massimiliano Zani, tragicamente scomparso il 6 giugno 2022, e di tutte le altre vittime il cui nome non risuona oggi in questa sala, ma il cui sacrificio pesa sulle coscienze di tutti noi. Dietro ogni nome non c'è solo un lavoratore, ma un padre, una mamma, un figlio, un amico o amica. C'è una famiglia la cui esistenza è stata irrimediabilmente sconvolta.
L'anatomia di una strage: analisi dei dati e della realtà sommersa
Le cifre, nella loro fredda oggettività, descrivono una realtà drammatica. Secondo i dati INAIL La nostra provincia di Massa Carrara presenta un quadro allarmante. Sebbene le denunce di infortunio mostrino una lieve flessione, il dato sulla mortalità è devastante. Le denunce ufficiali parlano di 5 decessi a cui si aggiungono i dati forniti dall 'Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering, che definisce la nostra provincia come "zona rossa". Il nostro indice di incidenza di mortalità, pari a 37,1 decessi ogni milione di occupati, ci colloca al primo posto tra le province toscane e al tredicesimo a livello nazionale.Eppure, questa contabilità del dolore è incompleta. Come sottolineato da ANMIL, mancano all'appello gli "invisibili":[...] i non assicurati INAIL, vale a dire gli invisibili del lavoro sommerso che occulta le cause lavorative di infortuni e morti, i lavoratori autonomi che costituiscono sempre più una parte significativa degli occupati del Paese, le Forze dell'Ordine e i nostri Vigili del Fuoco e i volontari. A questi si aggiungono le vittime silenziose delle malattie professionali, i "tumori perduti", i morti per amianto e per l'esposizione a sostanze tossiche, le cui conseguenze si manifestano a distanza di anni, rendendo più difficile il riconoscimento del nesso causale con l'attività lavorativa. La strage reale è molto più vasta di quella registrata. In questo scenario, il ruolo dell'INAIL si rivela essenziale. L'intervento assistenziale dell'Istituto non è un mero atto burocratico o un semplice risarcimento economico. È la manifestazione più concreta dello Stato sociale, l'adempimento di un patto di civiltà che garantisce protezione e supporto a chi è stato colpito. È il segnale che la comunità nazionale non si volta dall'altra parte.
La giustizia necessaria: applicare le leggi e specializzare l'azione penale
Da magistrato, non posso che concordare con la ferma posizione espressa dal Presidente Bruschi: "non servono nuove leggi ma serve far rispettare la normativa esistente". L'Italia possiede uno dei corpus normativi più avanzati al mondo in materia di sicurezza sul lavoro, a partire dal principio cardine dell'articolo 2087 del Codice Civile fino alla complessa architettura del Decreto Legislativo 81/2008. Il fallimento non è normativo, ma applicativo. La risposta a questa emergenza deve articolarsi su due fronti: prevenzione e repressione. Per la prevenzione, è indispensabile un "immediato rafforzamento e sinergia tra gli organismi di controllo in campo, Ispettori del Lavoro e ASL". I controlli devono essere più numerosi, più incisivi e meno prevedibili. Momento di confronto e proposte per prevenire infortuni. Per la repressione, è tempo di un cambiamento strutturale. Le indagini per omicidio colposo o lesioni gravi e gravissime in ambito lavorativo sono estremamente complesse. Richiedono competenze tecniche, conoscenza di normative specifiche e capacità di ricostruire catene di responsabilità spesso frammentate tra diversefigure aziendali. L'organizzazione giudiziaria, frammentata su base territoriale, deve essere messa in grado di garantire la specializzazione e l'uniformità necessarie. Bisogna riflettere su nuove proposte.
La rivoluzione culturale: la sicurezza come valore fondante
Infine, nessuna legge e nessuna procura potranno mai essere sufficienti senza quella che è stata definita la "rivoluzione culturale". La sicurezza non può essere percepita come un costo, un adempimento burocratico o un ostacolo alla produttività. Deve diventare un valore intrinseco, un prerequisito etico e sociale di ogni attività economica.Questa cultura deve essere seminata fin dai banchi di scuola. L'approvazione della legge 17 febbraio 2025 n. 21, che introduce l'insegnamento della sicurezza nei luoghi di lavoro, è una conquista di civiltà che ANMIL ha giustamente sostenuto con forza. Formare i nostri studenti, i futuri lavoratori e datori di lavoro, significa investire nel capitale umano e sociale del nostro Paese. L'impiego dei soci ANMIL in questo percorso educativo è uno strumento di straordinaria efficacia, perché la testimonianza di chi ha vissuto il dramma sulla propria pelle ha una forza che nessuna lezione teorica potrà mai eguagliare.
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Relativamente alla raccolta dei rifiuti presso i condomini, Retiambiente Carrara srl ci tiene a sottolineare che la scelta di effettuare il servizio pomeridiano è legata ad una migliore distribuzione del lavoro durante l'arco della giornata, evitando di concentrare l'impiego di uomini e mezzi nella sola fascia mattutina. Questa scelta è stata adottata anche perché è quella che crea minori disagi: la presenza di batterie di bidoni presso i condomini, difatti, non genera alcun cambiamento nelle abitudini degli utenti, che possono conferire i propri rifiuti come sempre. Starà all'azienda modificare il proprio orario di presenza sul territorio, ma probabilmente il cambiamento di ritiro non verrà nemmeno percepito dall'utenza. Per quanto riguarda i problemi di sicurezza legati al "buio" pomeridiano, facciamo presente che il servizio di raccolta dei rifiuti nei condomini viene fatto di pomeriggio anche in moltissime altre località italiane, senza che questo comporti problemi di sicurezza. Carrara non è certo peggiore di altre località e anzi, la presenza di operatori ecologici in servizio anche all'imbrunire può eventualmente essere un deterrente al degrado e non certo un incentivo.
Per concludere: Retiambiente Carrara srl e la sua dirigenza hanno recentemente svolto un incontro invitando tutti gli amministratori condominiali. E' stato un dibattito costruttivo e intelligente, dove i professionisti dell'amministrazione hanno saputo rappresentare in modo propositivo argomenti e margini di crescita reciproca. Avremmo preferito che, a quell'incontro, ci fossero proprio tutti gli amministratori condominiali, compresi quelli che scelgono di fare polemica, preferendo di non partecipare a quelle riunioni nelle quali è possibile cogliere l'occasione per costruire assieme un percorso per il miglioramento dei servizi in città.
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"L'incontro di giovedì 16 ottobre in Commissione Ambiente a Carrara ha rappresentato una brutta pagina per la democrazia partecipativa a Carrara. Quanto accaduto va ben oltre la semplice divergenza di opinioni tecniche sul Regolamento del Verde e configura un metodo di governo della cosa pubblica inaccettabile. L'associazione Arca ha portato un contributo estremamente dettagliato e puntuale, elaborato nell'interesse della collettività, del territorio e dell'ambiente, per il miglioramento dello strumento urbanistico. In cambio, ha ricevuto un trattamento discriminatorio e vessatorio, in palese violazione dei principi di partecipazione democratica (artt. 8 L. 241/1990 e 118, comma 4, della Costituzione)" a parlare sono i rappresentanti di associazione ARCA che elencano gli episodi da loro giudicati deplorevoli: un attacco mirato e un possibile bias di genere. Il consulente dell'Amministrazione ha scelto di rivolgere i suoi toni veementi e i suoi attacchi ingiustificati esclusivamente alla portavoce di Arca e Apuane Libere, una donna. Ci chiediamo, e lo chiediamo pubblicamente all'Amministrazione: il consulente avrebbe avuto lo stesso approccio aggressivo, lo stesso atteggiamento di sfida se si fosse trovato di fronte a un interlocutore uomo? L'evidente squilibrio di potere e il tentativo di sopraffazione verbale pongono un serio interrogativo sul rispetto delle pari dignità nella discussione pubblica; l'intervento anomalo e fuori luogo. Anomalo è parso l'intervento (peraltro non previsto) dell'agronomo della società partecipata che gestisce il verde pubblico. Ha parlato a lungo di ciò che "lui ha fatto e farà", in un monologo autoreferenziale e completamente slegato dalla discussione del Regolamento. Ci si chiede: che c'entrava? Era una strategia distrattiva per deviare l'attenzione dalle criticità sollevate e far perdere tempo prezioso alla Commissione? E ancora: la complicità silenziosa rappresentata dall'ancor più grave silenzio assordante della Presidente della Commissione, che non è intervenuta per richiamare il consulente, pagato da noi cittadini, a un comportamento consono e rispettoso, né per riportare la discussione sul tema. Questo atteggiamento passivo legittima de facto la deriva e conferma il fastidio che questa Amministrazione prova verso il controllo e il contributo attivo dei cittadini e delle associazioni.
"La strategia è stata duplice e ugualmente scorretta proseguono da ARCA - delegittimazione delle critiche, secondo un meccanismo abusato anche nei dibattiti pubblici: delegittimare l’interlocutore per delegittimare automaticamente i suoi contenuti, per evitare di confrontarsi soprattutto con la nostra critica principale, di struttura: la mancanza di una visione ecosistemica nel Regolamento, che lo rende un documento obsoleto e cieco davanti alle emergenze climatiche. È un meccanismo abusato: si sposta il fuoco dal merito alla persona, si etichetta la critica come ostilità, si crea una falsa contrapposizione fra chi “collabora” e chi “contesta”, così da evitare il confronto sui contenuti. Eleggere come unico interlocutore "virtuoso" (Divide et impera) l'altra associazione presente, complimentandosi esplicitamente con essa per la sua "collaboratività", in netto e voluto contrasto con il trattamento riservato ad Arca e Apuane Libere. Un tentativo smascherato di creare divisioni nel tessuto associativo. Peraltro, a conferma della disuguaglianza arbitraria e di un abuso di potere, ha ignorato del tutto le osservazioni pervenute in commissione da parte della LIPU nazionale, osservazioni tutte condivise nella nostra relazione. Questo episodio evidenzia una criticità sistemica all'interno dell'amministrazione, che pone in essere, o permette, azioni discriminatorie che nulla hanno a che vedere con un'azione amministrativa imparziale, pluralista, corretta ed efficace, come richiesto dai principi costituzionali. Arca e Apuane Libere condannano con fermezza quanto accaduto. Non ci sarà vera collaborazione finché il Comune non smetterà di considerare i cittadini che pagano le consulenze come avversari da mettere a tacere, anziché come una risorsa per la collettività, e finché non garantirà che le donne che rappresentano la società civile ricevano lo stesso rispetto dei loro colleghi uomini.Alla delegittimazione e alla discriminazione, opporremo una sempre maggiore determinazione nel chiedere che a Carrara si pratichi una democrazia partecipativa vera, fatta di rispetto e sostanza. E non si dimentichi che chi si impegna nelle associazioni lo fa solo ed esclusivamente per l’interesse e il bene della collettività".
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"Le elezioni regionali certificano in maniera lapidaria il fallimento delle politiche del Persiani due per la Valle del Frigido. Il divieto estivo di accesso al fiume voluto dalla Lega di Cella e Garau, condiviso da Ortori e dall’area che ha votato Lorenzetti alle regionali, è stato affossato nelle urne. Occorre una profonda e immediata riflessione, nelle sede istituzionali, per affrontare i problemi dei “luoghi che non contano” per la vecchia politica come Resceto, Guadine, Casania, Gronda e Redicesi. Servono più investimenti per la manutenzione delle strade di montagna e il miglioramento della loro sicurezza, maggiori risorse contro il dissesto, politiche mirate di manutenzione quotidiana delle montagne, occorre trovare soluzioni per il trasporto pubblico e garantire migliore accesso ai servizi" dichiara la consigliera Bennati. “Inoltre sul ruolo e lo sviluppo del turismo in questa vallata serve un reale dibattito pubblico, evitando decisioni autoritarie calate dal palazzo, soprattutto coinvolgendo le comunità che abitano quei paesi. Non ho mai ascoltato la voce di quei luoghi in consiglio comunale, se è arrivata è successo attraverso una mediazione distorta con un metodo quasi clientelare del fare politica. I dati di affluenza di tutti i luoghi della montagna ci dicono come i residenti sentano la politica lontanissima dai loro bisogni della vita quotidiana” sottolinea Bennati.
Il Polo Progressista e di Sinistra, composto da M5S RC e Mcc, in questi due anni e mezzo ha provato più volte a portare uno sguardo differente sulle aree interne della città cercando di capovolgerlo. Crediamo sia fondamentale coinvolgere professionisti che nella vita si occupano soprattuto di aree interne; lo abbiamo detto più volte in consiglio comunale che mancano le competenze professionali necessarie ad affrontare un problema che è strutturale. La classe politica vede sempre la montagna con lo sguardo del residente in città, non c’è mai una risposta che nasce dall’ascolto delle persone che vivono quei luoghi. Sin qua l’ascolto da parte dell’amministrazione comunale è stato parziale e ha coinvolto solo qualche loro specifico elettore; nei prossimi mesi si discuterà di come destinare i soldi del bilancio e della tassa di soggiorno e in quella occasione torneremo a formulare proposte concrete. Occorre aumentare il livello di connessione fra i paesi della montagna massese e il resto della città, è ormai un dato di fatto che Resceto è il primo luogo che migliaia di turisti vedono appena scendono dal monte Tambura. A seguire nel loro cammino incontrano tutti gli altri con il livello di degrado e abbandono che ormai caratterizza la valle del Frigido. Il basso livello di affluenza nei paesi della montagna è un segnale per tutta quella politica che pensa di risolversela con i micro favori e il voto di scambio.
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Il comitato Ugo Pisa torna sul progetto ampliamento del porto di Marina di Carrara: "Abbiamo seguito con attenzione i dibattiti elettorali sul porto di Marina di Carrara. È emerso chiaramente che, sia il candidato presidente di centro sinistra sia quello di destra, hanno sempre sostenuto l’importanza dell’ampliamento del porto come infrastruttura necessaria. Tuttavia, il loro discorso si è concentrato esclusivamente sugli aspetti economici: cantieristica, turismo, nuovi posti di lavoro, collegamenti viari, lotta all’erosione e bilanciamento tra economia commerciale e turistica. Quello che è mancato del tutto è stato un ragionamento sull’impatto ambientale e sanitario di queste scelte. Nessuno ha parlato realmente degli abitanti di Marina di Carrara, dell’aria che respiriamo, del mare che si inquina, del traffico che aumenta ogni giorno o delle aree di deposito merci che si estendono sempre più verso la città e i territori limitrofi. Negli ultimi mesi, la cittadinanza ha espresso preoccupazione e proteste per l’inquinamento causato dalle navi ormeggiate nel porto. Una situazione aggravata dal fatto che nel nostro territorio non esistono centraline di monitoraggio dedicate ai fumi navali, alle polveri generate dal traffico portuale o all’inquinamento acustico.In altre parole, non abbiamo nemmeno gli strumenti per capire quanto “ci inquinino” ogni giorno. Ora apprendiamo dell’ipotesi di una nuova rotta marittima tra Tolone e Marina di Carrara, presentata come soluzione per ridurre il traffico pesante sulle autostrade liguri.In realtà, questa proposta rischia di spostare semplicemente il problema da una regione all’altra, trasformando ancora una volta il nostro territorio nel punto di scarico delle criticità altrui. Tradotto: più camion, più fumi, più rumore, più polveri e più inquinamento del mare. Tutto questo in una zona già gravata da un traffico portuale intenso e da una qualità dell’aria sempre più compromessa. Si parla spesso di nuovi posti di lavoro come contropartita a questi progetti, ma nel caso delle navi Ro-Ro (roll-on/roll-off) questo argomento non regge: si tratta di attività altamente automatizzate, dove il lavoro umano è ridotto al minimo. Lo “spauracchio dell’occupazione” non può essere sempre usato per giustificare nuovi carichi ambientali e sociali. È questo il modello di sviluppo che vogliamo per la nostra città? È stato chiesto alla cittadinanza cosa pensano di un ulteriore aumento del traffico e dei rischi ambientali? Condividiamo pienamente le preoccupazioni espresse dal consigliere comunale Ivo Zaccagna, che ha ricordato come “il nostro territorio ha già dato abbastanza”. Serve davvero adesso una visione diversa, che metta al centro la salute dei cittadini, la tutela dell’ambiente e una vera transizione ecologica, non nuovi carichi di inquinamento mascherati da progetti di modernizzazione.Il futuro del porto deve essere veramente sostenibile, trasparente e condiviso con chi qui ci vive ogni giorno".
- Via Trento a Marina di Massa ancora senza segnaletica: nuovo appello dei consiglieri Pd Tarantino e Santi
- Voti alla lista Toscana Rossa: anche Rifondazione Comunista Carrara ringrazia
- Cantiere scuola Giromini abbandonato e deserto: anni di promesse dimenticate secondo il consigliere Mirabella
- Rifondazione Comunista Massa ringrazia gli elettori per i voti alla lista Toscana Rossa
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- SDS Lunigiana replica alla Cgil sulla rsa Sanatrix di Aulla
- Pieno sostegno alle richieste del Siulp, al commissariato di Carrara siano dati uomini e risorse: per il sindaco Arrighi è assurdo il divario con Massa
- Zona delle Apuane: tavolo per migliorare accesso e uso dei servizi socio sanitari per i disabili
- “Massa ha bisogno di un Ambulatorio Veterinario Sociale, un gesto di civiltà e solidarietà”: la proposta di Carmela Federico presidente dell’associazione La Rivincita
- Fine di un'epoca: l'analisi dei risultati elettorali di Carrara fatta dal consigliere Mirabella


