Politica
Alfredo Camera nominato vicepresidente della Provincia
Il presidente della Provincia di Massa-Carrara, Roberto Valettini, con un decreto approvato nei giorni scorsi, ha nominato il consigliere provinciale Alfredo Camera vicepresidente della Provincia.Camera…

Sede distaccata ad Avenza della Polizia Municipale: si farà grazie a una concessione del governo. L'annuncio di Manuel di FdI
"Grazie allo spostamento delle risorse del bando delle periferie concesso dal Governo Meloni finalmente potrà nascere ad Avenza la sede della polizia municipale"l'anuncio arriva da Massimiliano…

Il consigliere Massimiliano Bernardi di Carrara Civica: "Ancora un volta stiamo assistendo all'ennesimo teatrino del Partito Democratico, del Sindaco Arrighi e la sua Amministrazione"
"Il PD adesso sembrerebbe risvegliarsi dal letargo, proponendo quello che è da 4 anni che l'opposizione chiede: la partecipazione con l'introduzione sostanzialmente dei Consigli dei Cittadini,…

La Lega Massa è con Porzano: "Giusto non accettare la revoca dell'incarico al Cermec"
La Lega di Massa approva la scelta di non revocare il mandato di amministratore unico del Cermec a Lorenzo Porzano: "La verità alla fine viene…

La scuola come presidio di pace, non come spazio militarizzato secondo Accademia Apuana della Pace
I recenti fatti di cronaca che coinvolgono studentesse e studenti e la presenza di armi all'interno delle scuole pongono interrogativi profondi, che non possono essere affrontati con risposte…

Bando delle Periferie: concessa la proroga fino al 31 marzo 2027 per il completamento degli interventi nei quartieri Quercioli e Pogg
L’Amministrazione comunale comunica che è stata ufficialmente concessa la proroga dei termini per il completamento degli interventi finanziati dal “Bando delle Periferie” nei quartieri Quercioli e…

"Gestione fallimentare del Pd della Provincia per le scuole superiori di Massa": la critica di Fratelli d'Italia
Arriva dal coordinamento di Fratelli d'Italia Massa una severa critica alla gestione della Provincia delle scuole superiori di Massa durante la guida del Pd: "La…

"Senza consenso è sempre violenza": anche Sordi e Bertonelli del Pd Massa contro la modifica al ddl consenso
Elisabetta Sordi e Ivana Bertonelli del Pd Massa Carrarasi schierano contro la modifica al ddl sul consenso: "La marcia indietro sul tema del consenso nel DDL per la…

Il vicesegretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri Marco Villani in visita a Carrara con l'onorevole Amorese di Fdi
L’onorevole Alessandro Amorese e il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Massimiliano Manuel hanno preso parte oggi alla visita del dottor Marco Villani, Vice Segretario generale della…

Il Polo P&S: Cermec favorisce la rendita immobiliare degli ultra ricchi?
Il Polo Progressista e di Sinistra, composto da M5S RC e Mcc, evidenzia la propria preoccupazione per la decisione dei soci di Cermec Spa di non procedere al…

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La frazione di Bedizzano sulle colline carraresi è di nuovo senza acqua potabile, evento che negli ultimi mesi si è ripetuto con preoccupante frequenza. A ricostruire la vicenda recente di questo disservizio è stato il consigliere Massimiliano Bernardi che ha spiegato: “A Gennaio l’assessore all’ambiente Sarah Scaletti ci ha raccontato di aver ottenuto la disponibilità del gestore ad anticipare una serie di interventi che dovevano partire a breve, ma, forse per colpa del Covi-19, dopo sette mesi, la soluzione per l’ottimizzazione della gestione dell’acqua che sgorga dalle quattro sorgenti vicine al paese di Bedizzano, pare sia rimasta al palo. L’assessore Scaletti, all’epoca, sosteneva a parole di avere trovato più di una soluzione, invece nei fatti siamo all’ennesima ordinanza del sindaco : acqua non potabile. Una delle soluzioni propagandata dall’Assessore contemplava un sistema che permettesse di portare a Bedizzano l’acqua della sorgente «Ratto», delle Canalie, opzione che sarebbe scattata per evitare la sospensione dell’acqua, ma come si è visto non è andata a buon fine. L’assessore aveva fatto anche un sopralluogo nel paese insieme ad alcuni funzionari del settore e ai tecnici di Gaia spa, per poi meschinamente replicare alle mie critiche politiche accusandomi di aver strumentalizzato la cosa per avere visibilità.” Bernardi ha ricordato tuttavia che le criticità e i disagi erano iniziati a diventare frequenti dal 2017, quando fu emessa una ordinanza di divieto di uso dell’acqua e sono “esplosi” nel 2019, con ben quattro ordinanze, dopodiché ieri di nuovo tutti all'asciutto.
“Credo non sia insolente chiedere a qualcuno dei 5 Stelle se i tecnici dell’ufficio Ambiente e dell’ente gestore , su richiesta della Scaletti, abbiano predisposto un progetto e a che punto è l' iter di pianificazione delle azioni intraprese per risolvere il problema. – ha continuato Bernardi - Sarebbe opportuno a questo punto, invece di offendere e tramare alle spalle , prassi ormai consolidata da parte di tutti gli assessori pentastellati, perché di fatto non hanno argomenti per rispondere, incominciare a fare una politica più trasparente e responsabile, in special modo riguardo i cittadini di Bedizzano che hanno diritto di conoscere i tempi certi di risoluzione del problema.”
Bernardi ha concluso ribadendo che il sindaco Francesco De Pasquale e la sua amministrazione, a fronte del grande disagio subito per l' acqua non potabile, non hanno proferito parole di scusa verso gli abitanti di Bedizzano. “Sul sito istituzionale del sindaco - ha chiosato Bernardi - appare solo un asettico e sterile comunicato : <A seguito dell'ordinanza che vieta l'utilizzo dell'acqua del pubblico acquedotto a Bedizzano, il gestore sta predisponendo punti di distribuzione di acqua potabile in Piazza della Costituzione e al Campo Sportivo della frazione >. Vale a dire: arrangiatevi.”.
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L’interrogazione, già presentata dal gruppo consigliare Insieme per Carrara, composto dai consiglieri Andrea Vannucci, Gianenrico Spediacci e Dante Benedeini, il 29 giugno, e discussa nell’ultimo consiglio comunale del 23 luglio, aveva come oggetto la situazione della scuola Saffi e domandava chi avesse effettuato i lavori di completamento della facciata di lato via Solferino ma l’assessore ai lavori pubblici Andrea Raggi ha deciso di non rispondere riservandosi di farlo per iscritto. Una mancanza di risposta immediata che si somma a risposte sbagliate e imbarazzate date sullo stesso argomento anche in passato da questa amministrazione quando l’opposizione aveva rilevato che i lavori alla Saffi erano stati effettuati illegalmente da una ditta non abilitata e senza il previsto parere della Sovrintendenza, e che per questo, erano stati bloccati e che ha portato il gruppo Insieme per Carrara a fare delle considerazioni generali sulla gestione del settore lavori pubblici: “ Ci domandiamo come sia possibile che un amministratore non sappia se ha fatto completare i lavori alla ditta non autorizzata o ne abbia scelto un’altra e con quale procedura. – hanno detto da Insieme per Carrara - Per giunta neppure si è saputo rispondere alla domanda di chi avesse pagato la spesa dei ponteggi rimasti inoperosi per mesi.”
Da qui la definizione data dal gruppo Insieme per Carrara di consigli comunali che sfiorano il paradosso. Risposte confuse, secondo Insieme per Carrara, anche in merito alle misure prese dall’amministrazione dopo il grave incidente di una ragazza caduta per causa di radici di pini emerse dall’asfalto. “ Sollecitati a chiarire per quale motivo l’amministrazione avesse deciso , a seguito del grave incidente, di transennare mezza Marina, mettendo in crisi tutti i residenti e i commercianti, sebbene il pericolo fosse stato ripetutamente segnalato in passato e non si fosse fatto nulla per due anni, gli amministratori in visibile imbarazzo, non hanno saputo spiegare né cosa stanno facendo, né cosa hanno intenzione di fare. Naturalmente hanno provato a scaricare la responsabilità su “quelli di prima”, dimenticando che quando hanno ricevuto le chiavi della città in quella zona il manto stradale era ancora in buone condizioni. Per giunta quando sono stati richiamati a considerare quanto fosse pericolosa e brutta la recinzione fatta di plastica e tondini di ferro, sono caduti dalle nuvole dicendo che avrebbero mandato i vigili a controllare.”. Inquietante la domanda sollevata dal gruppo Insieme per Carrara.
“E’ possibile avere degli amministratori che non sanno a chi affidano i lavori di manutenzione delle scuole e che di fronte alla realizzazione di un intervento di chiusura di strade, fatto in fretta e furia, per rimediare ad una colpevole inerzia, neppure siano andati a vedere che è stata installata una recinzione pericolosamente bassa sostenuta da tondini di ferro che in alcuni casi non hanno neppure il tappo di protezione ?”.
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Ci sarebbero dubbi anche abbastanza fondati, secondo il coordinamento comunale di Italia Viva riguardo alla conferma dell’incarico di presidente di IMM al commercialista Luca Mannini, già riconfermato con un ruolo di consulenza all’interno di Nausicaa. A dirlo è stato Fabrizio Volpi, coordinatore comunale di Italia Viva che ah motivato le sue perplessità.
“La notizia di oggi è che l'assemblea dei soci di IMM è stata di nuovo rimandata in quanto non sarebbe ancora disponibile il bilancio 2019 ed anche perché la Regione Toscana avrebbe qualche problema a liquidare la somma di 500 mila euro, per lo stato di crisi della società, a causa della Corte dei Conti . Luca Nannini, 50 anni, massese, dottore commercialista, curatore fallimentare di numerose società pubbliche, figura di alto livello per la soluzione di aziende in crisi, tuttavia, per la scalata alla IMM sembrerebbe ormai di aver perso definitivamente il treno.”
Secondo quanto riferito da Volpi, la figura di Mannini sarebbe stata individuata come successore dell’attuale e uscente presidente Fabio Felici, dal vicesindaco Martinelli già lo scorso anni, vedendo in lui il professionista che avrebbe dovuto salvare una società in profondo rosso da anni.
“Dopo gli appelli dei sindacati, Cgil in primis – ha aggiunto Volpi - che hanno a più riprese e anche in questi giorni, chiesto la testa dei vertici IMM, preoccupati sia per gli stipendi dei lavoratori oltre che per il cambio di Mission della Fiera che, da promotrice del lapideo si era trasformata in tour operator con variegate e strane iniziative di rilancio del territorio, l’amministrazione 5 Stelle ha fatto flop e forse non potrà mai formalizzare il nuovo CDA. Entrando nel merito della Corte dei Conti, la situazione sembrerebbe preoccupante considerato che il presidente Angelo Buscemi, nella seduta della Sezione Regionale di Controllo Toscana del 2019, aveva messo nel mirino alcune consulenze affidate dalle società partecipate di cui la Regione Toscana deteneva delle quote societarie , sulle quali la stessa non aveva fornito chiarimenti in sede di contraddittorio. Il Presidente Buscemi aveva chiarito che sarebbero state valutate in un successivo esame, dopo che i giudici avessero annunciato l’apertura di un vero e proprio «focus» da chiarire che comprendeva le consulenze affidate da società in crisi, come la nostra Internazionale Marmi e Macchine Carrara S.p.a., la quale aveva fatto ampio ricorso a non meglio precisate “Consulenze tecniche varie” per un valore di circa 400 mila euro. Nell’attesa di capire quale tegola potrebbe cadere rovinosamente sulla società, che è sempre stata un vanto per noi tutti, Italia Viva rileva anche profili di inopportunità politica in riferimento agli incarichi di consulenza in ex Amia e Nausicaa, assegnati al dottor Luca Nannini, qualora diventasse Presidente di IMM . Come si evince dai dati riportati nella sezione “Amministrazione Trasparente” della Multiservizi Nausicacaa il Nannini risulta titolare di diversi incarichi di consulenza conferiti negli ultimi anni di amministrazione 5 Stelle . L’ultimo incarico risulta affidato nel 2019 per un compenso di euro 11.500, che sembrerebbe contestuale con il probabile incarico di consulente della IMM, considerato che da mesi il dottor Nannini è presente giornalmente presso gli uffici dirigenziali della società ed ha libero accesso a documenti quali il piano di risanamento ed i dati del bilancio, secretati per mesi anche ai consiglieri comunali.”
Italia Viva ha quindi chiesto al vicesindaco Matteo Martinelli, in qualità anche di assessore alle società partecipate se è a conoscenza di una consulenza formale del professor Luca Nannini alla IMM perché, anche se da più di un anno Mannini attende di essere eletto presidente, non potrebbe frequentare assiduamente gli uffici nè consultare documenti ed atti senza non un vero e proprio contratto di incarico di consulente.”.
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Il PD di Massa, a seguito della ripubblicazione del Regolamento Urbanistico (RU) ha presentato osservazione per eliminare lo stralcio dell'ambito territoriale di Ronchi-Poveromo. Con l'eliminazione dello stralcio, sarà possibile finalmente procedere alla riqualificazione di questa importante parte del territorio comunale. Il PD ha ripercorso in sintesi la storia urbanistica, politica e sociale di questa importante parte del territorio comunale:
"La zona di Ronchi-Poveromo, attraverso gli strumenti urbanistici che si sono succeduti dal dopoguerra, è sempre stata considerata "residenziale-paesistica", è destinata ad edifici mono familiari di target elevato in un contesto di elevato pregio ambientale.Ma in questi ottant'anni, nonostante il succedersi di piani regolatori, varianti e piani attuativi, c'è sempre stato "qualcosa" che durante i procedimenti ha impedito che si arrivasse ad una qualche forma di programmazione di prospettiva. Anche il PS vigente, che detta le indicazioni strategiche vincolanti per lo sviluppo del territorio, conferma la possibilità di espansione di nuovi volumi per un massimo di 80.000 mc in lotti di almeno 3.000 mq, disponendo inoltre che l'edificazione possa avvenire col solo RU, senza Piano Particolareggiato. È importante sottolineare che il PS subordina i nuovi interventi alle necessarie misure per garantire la compatibilità ambientale e paesaggistica. Venendo alle vicende più recenti relative al RU, è altrettanto importante ricordare ed osservare che il RU portato a termine dalla precedente amministrazione aveva concluso il suo iter procedurale in sede comunale con le contro deduzioni alle osservazioni, ed era pronto per la trasmissione alla Conferenza Paesaggistica per la conformazione al PIT – Piano Paesaggistico. Tale RU recepiva, per Ronchi-Poveromo, l'indicazione del PS, iniziando con una edificazione molto contenuta rispetto al dimensionamento massimo del PS stesso ed ha inoltre otemperato alle indicazione della normativa sovra ordinata contenuta nel PIT – Piano Paesaggistico in presenza di aree boscate. Questa previsione, rispettosa degli aspetti ambientali e paesaggistici, era un inizio, un'inversione di rotta rispetto all'atavica incapacità ed inconcludenza pianificatoria che si è ricordatain premessa. Contestualmente nella nuova programmazione era prevista l'eliminazione delle criticità ambientali (regimazione delle acque meteoriche e fognature in primis) e la dotazione della prescritta quota di standard (parcheggi, verde pubblico, attrezzature di interesse generale, ecc.). La pianificazione dell'ambito riguardava anche le strutture ricettive, fra nuove ed esistenti da riqualificare, ai fini di una valorizzazione del territorio anche sotto il profilo turistico. Ma l'attuale amministrazione Persiani, nell'agosto del 2018, appena insediata, ha operato lo stralcio dell'ambito territoriale di Ronchi-Poveromo, riportando tutto in alto mare: infatti, lo stralcio comporta il rinvio a tempo indeterminato di tutte le previsioni, poiché bisognerà aspettare il nuovo PS, non ancora avviato, e poi il successivo Piano Operativo. Quindi, se andrà bene, se ne riparlerà fra molti anni. Lo stralcio, si ribadisce, è avvenuto dopo che la precedente amministrazione aveva portato a termine l'iter di formazione del RU, a seguito di c.ca cinquanta sedute del Consiglio Comunale; e si osserva che lo strumento con cui si è operato lo stralcio è un emendamento consiliare nell'ambito di una deliberazione che aveva la dichiarata finalità di porre rimedio ad errori materiali e procedurali.
Non si può non sottolineare come lo stralcio di un ambito così vasto, corrispondente ad un intero sottosistema del PS, costituisca certamente un atto rilevante di nuova pianificazione, oltretutto in contrasto col PS stesso; e come, in quanto tale, sia avvenuto al di fuori di qualsiasi iter procedimentale previsto, quali avvio di procedimento, comunicazione e partecipazione, pubblicazione, osservazioni, controdeduzioni, ecc.
In sostanza, si è proceduto ad una rilevante nuova pianificazione, cosistente nello stralcio dell'area e nella corrispondente norma "transitoria" che ne sancisce l'inedificabilità, e lo si è portato in Conferenza Paesaggistica per l'approvazione senza alcuna evidenza pubblica e partecipazione. E neppure facendolo oggetto, nel merito, di ripubblicazione e osservazioni (la norma transitoria non è andata in ripubblicazione)."
Il PD ha espresso la sua netta contrarietà al rinvio della pianificazione di Ronchi-Poveromo: "Per gli effetti negativi sull'economia locale, con particolare riferimento al comparto dell'edilizia già in grave crisi. Lo stralcio non ha penalizzato solo i proprietari dei terreni potenzialmente edificabili, ma anche i proprietari degli edifici esistenti in quella zona, nei quali si potranno fare solo interventi conservativi, senza ampliamenti né sopra elevazioni. Sempre per gli effetti negativi sull'economia locale, con riferimento anche al comparto turistico-ricettivo, per il venir meno delle previsioni di nuove strutture ricettive e della possibilità di adeguare e potenziare le esistenti. Per le ricadute negative di questa ennesima triste vicenda urbanistica sull'immagine della città, che conferma la sua incapacità di pianificare questa parte di territorio, rifugiandosi ancora una volta nel rinvio sine die Perché dallo stralcio è penalizzato tutto il territorio, dal momento che non si potranno realizzare nemmeno i servizi (parcheggi e parchi pubblici, attrezzature pubbliche varie)."
Il PD ha espresso inoltre la sua contrarietà al metodo con cui si è proceduto allo stralcio:
"Questo metodo suscita fondati sospetti di illegittimità per i seguenti aspetti: la tempistica, con lo stralcio avvenuto a procedimento ormai concluso e a piano già contro dedotto; lo strumento con cui si è operato, e cioè una delibera di semplice rettifica di errori nell'ambito della quale si è approvato invece un rilevante atto di nuova pianificazione; la mancanza delle dovute attività di comunicazione e partecipazione e corretto procedimento. Il PD, infine, fa osservare come il rinviare la pianificazione di Ronchi-Poveromo al nuovo PS sia scorretto e fuorviante, in quanto non essendo il PS un strumento operativo, il rinvio è di fatto al futuro Piano Operativo (che sostituirà il RU), e quindi a tempi ben più lontani.
Fa osservare però che il rinvio, di fatto, "scavalca" il PS vigente, stabilendo che una sua parte significativa e consistente non avrà alcuna attuazione, in ciò violandone manifestamente i contenuti strategici cogenti."
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"Ieri in poche decine di minuti il maltempo ha rischiato di mettere sotto scacco l'Alta Versilia e l’intera costa apuo-versiliese. Da Versiliese, mi sento vicina ai commercianti, agli imprenditori, ai lavoratori delle attività colpite ieri a cui va tutta la mia solidarietà. Dagli stabilimenti balneari, ai ristoratori, agli esercizi commerciali, c'è un grande esercito di piccole attività produttive che già da mesi combatte con le incognite di questa stagione estiva, a cominciare dai danni economici causati dal Covid19, dai mesi di lockdown, dai ritardi nelle proroghe delle concessioni balneari e ora anche dai rischi legati a un cambiamento climatico che si fa sempre più violento.
Le stime di Coldiretti parlano chiaro: il 91% dei comuni italiani necessita di interventi, mentre le bombe d'acqua in un solo anno sono aumentate di oltre il 30% in tutto lo stivale. Occorre intervenire al più presto con un piano di monitoraggio, recupero e messa in sicurezza delle zone a rischio a cominciare da quelle più colpite: non possiamo lasciare da sole intere categorie locali, che in questo momento rischiano di vedere sacrificata a causa del maltempo una stagione estiva tanto essenziale quanto difficile". Lo scrive in una nota Deborah Bergamini, deputata toscana di Forza Italia.
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Si occupano di ambiente e di cave da anni e sono tra i più scrupolosi e documentati esperti sia della situazione ambientale, sia di quella giuridica delle cave di Carrara e delle Apuane: Franca Leverotti, Roberto Bernucci e Florida Nicolai, ambientalisti e mambri del Grig, gruppo giuridico delle Apuane hanno firmato insieme un’analisi, come sempre attenta, sulla spinosa questione dei beni estimati, da loro giustamente definita: “ un garbuglio”. “La mancata chiarezza sui beni estimati, lo pseudo “garbuglio” – hanno scritto i tre ambientalisti - è legata alla volontà politica, condizionata dai rapporti intrecciati tra concessionari e classe dirigente locale e tra concessionari e amministratori, di non risolvere la questione. Il rimando ad una legge nazionale è ancora un modo per dilazionare i tempi, così come l’invocazione alla proprietà comunale dell’intero comparto. I beni estimati sono solo quelli censiti nel catasto del 1822 (70 anni dopo la dichiarazione di Maria Teresa e, dunque, più estesi di quelli di metà Settecento) e solo questi hanno diritto a non pagare il ridicolo affitto annuale, ma limitatamente all’estensione che risulta nel 1822.
La ricognizione è fattibilissima perché un centro universitario li ha georeferenziati e questo materiale è in mano all’amministrazione. Il comune verifichi pertanto quali sono i “beni estimati” almeno secondo il Catasto del 1822, ponendo fine al danno erariale. Gli “ampliamenti” dovuti alla compiacenza dei notai nel momento delle successioni, delle compravendite e delle strategiche e frequenti fusioni per incorporazioni o cambi societari, devono essere ricondotti alla proprietà comunale. Tutto ciò che non è censito nel catasto di Maria Beatrice non è sicuramente un bene estimato. E ciò nella consapevolezza che, purtroppo, anche molti di tali “beni estimati” sono il frutto di usurpazioni.”.
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Strade allagate, tombini intasati, qualche ramo di pino caduto: questo il bilancio dei due forti acquazzoni che si sono abbattuti ieri sulla città con conseguenti disagi per il traffico e la circolazione.
Un problema che si ripete ad ogni evento meteorologico simile e che ha spinto il coordinatore di Forza Italia Giovani, Lucian Martisca, a chiedere un intervento da parte dell’amministrazione: “ I due acquazzoni di ieri hanno bloccato la città, visto il livello dell’acqua sulle strade e i danni riportarti in diversi punti della città. Come ogni anno, Carrara subisce danni notevoli da questi improvvisi rovesci estivi, ma l’amministrazione non si è mai preoccupata di provvedere alla sistemazione del sistema fognario e si limita a monitorare i danni spesso provocati dai pini, che ormai sono il pericolo principale nel nostro comune. Nel tardo pomeriggio è stata chiusa Via Don Minzoni per cercare di sistemare i pini che risultavano una minaccia molto pericolosa per i cittadini che trafficano quella zona. Non è ammissibile che a Carrara i cittadini siano impauriti appena vedono il cielo imbrunirsi, pertanto ci aspettiamo che l’amministrazione faccia qualcosa per risolvere il problema in vista dell’inverno.”
Martisca ha fatto notare che i temporali di ieri hanno anche danneggiato anche alcune installazioni della White Carrara Downtown e impaurito cittadini e visitatori: “E’ stato un pessimo biglietto da visita per i turisti che si trovavano sul nostro territorio, i quali, oltre a trovare cantieri aperti ovunque, si sono imbattuti nel nostro fallimentare complesso di canalizzazione che mette in difficoltà Carrara ogni volta che si verifica un temporale. Ci aspettiamo un intervento rapido ed efficace nel mese di agosto in previsione dell’autunno e dell’inverno quando gli eventi atmosferici di questo genere saranno molto più frequenti.”.
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Ancora una volta l'amministrazione comunale si dimostra pronta a recepire ogni grido di aiuto proveniente dal territorio anche quando non direttamente investita delle responsabilità della soluzione dei problemi sollevati, come nel caso della protesta andata in scena ieri da parte dei docenti precari che sollevano molte questioni legate al futuro delle nostre istituzioni scolastiche e quindi dei nostri giovani.
"Senza voler entrare nel merito delle questioni - sottolinea l’assessore all’Istruzione Nadia Marnica -, che comunque ci vedono sostenere le ragioni di chi, anche in un periodo così difficile come quello attuale, si è impegnato a garantire il bene fondamentale della istruzione, riteniamo sia giusto dare una prospettiva seria e duratura al personale e di conseguenza alle famiglie e ai ragazzi. Per questo l’Amministrazione si farà portavoce presso il Ministero del documento stilato dagli attori della protesta ricevuto ieri in piazza".
“Vivo da sempre il mondo della scuola - conclude - e affronto insieme a tanti colleghi le problematiche che incertezza e precarietà sollevano. Per questo oggi sono qui, per far sentire a tutti, lavoratori alunni e famiglie, che il Comune di Massa non li lascia soli e sosterrà le loro ragioni di fronte a tutte le istituzioni interessate, rendendo il diritto al lavoro, alla sicurezza e all’Istruzione una battaglia di tutti".
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“Il torrente Renara ti dà il benevenuto” : lungo il torrente Renara, ieri, sono stati affissi cartelli informativi finalizzati ad informare i fruitori sulle regole da mantenere per salvaguardare e rispettare l’ambiente.
“Verso un contratto di fiume per il Frigido” è uno degli otto progetti a cui la Regione Toscana ha assegnato il finanziamento previsto per la promozione di questo modello negoziale pubblico-privato. Capofila è il Comune di Massa, con partenariato composto dal Parco regionale delle Alpi Apuane, dal Consorzio di Bonifica Toscana Nord, da 5 aziende del Consorzio agri marmiferi e dalle associazioni Comunità Interattive e Centro italiano di riqualificazione fluviale, che garantiscono il supporto metodologico e scientifico. E’ stato inoltre istituito un Comitato promotore insieme ad altri soggetti pubblici e privati che stanno collaborando per identificare e attivare insieme azioni e comportamenti da mantenere nel tempo per una migliore fruizione del torrente Renara e del fiume Frigido. L’obiettivo è quello di integrare la tutela dell'ecosistema fluviale e la gestione del rischio con la valorizzazione delle risorse ambientali, paesaggistiche, storico-culturali. A tal fine il Comune di Massa ha iniziato a “creare le condizioni” attraverso un intervento, con Asmiu, di pulizia e rimozione di manufatti abusivi nella zona di Renara. In questi giorni parte anche una campagna di informazione e comunicazione rivolta a residenti e turisti sull’importanza fondamentale che ciascuno adotti comportamenti virtuosi e responsabili. In particolare, il promotori del Contratto di fiume hanno definito il contenuto dei cartelli informativi che il comune ha provveduto ad affiggere, con lo scopo di convincere i cittadini che l’azione più incisiva per la salvaguardia dell’ambiente è quella che chiama in causa la responsabilità individuale. Il progetto prevede l’attivazione di un percorso partecipativo che permetterà di integrare ed includere ulteriori nuovi soggetti, pubblici e privati, che vorranno portare il proprio contributo al Contratto di fiume: non solo con suggerimenti ma soprattutto collaborazione in attività di monitoraggio, manutenzione, valorizzazione. Al termine del percorso partecipativo sarà infatti definito un "accordo" tra enti, associazioni, imprese e altri soggetti interessati per la realizzazione di interventi condivisi tra tutti i sottoscrittori. Soddisfatta del progetto l’assessore Veronica Ravagli: “Abbiamo preso molto seriamente il percorso che stiamo facendo per la riqualificazione del fiume Frigido. La formulazione di un contratto di fiume sarà il completamento di una serie di azioni che stiamo già svolgendo, necessarie ed urgenti. Siamo partiti dalle origini di questo corso d’acqua andando a ripulire l’alveo del torrente Renara, dove per anni e anni vi erano stati costruiti manufatti abusivi che per la sicurezza dei cittadini e per la tutela dell’ambiente dovevano essere rimossi. E’ stata un’azione, veloce, impattante ma necessaria, perché per troppi anni c’è stata “tolleranza” ma il fiume è di tutti e come tale deve essere rispettato ed usufruito da tutti. Il percorso che stiamo facendo, oltre a essere educativo nei confronti dei cittadini, a tutela dell’ambiente e per la sicurezza idraulica del territorio, è anche un percorso che porterà verso un maggior sviluppo economico. Si spera di riuscire a dare una spinta turistica alla montagna, affinchè anche questa zona, in forte crisi demografica e sociale, possa iniziare a “camminare sulle sue gambe” economicamente parlando. Siamo dunque ben felici del percorso intrapreso fino ad oggi e ringrazio tutti i soggetti pubblici e privati che fanno parte del contratto perché il loro contributo è fondamentale.”.
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In un anno il Monoblocco , ex ospedale di Carrara, è passato dal essere destinato alla demolizione all’essere riqualificato a tempo record e riabilitato per l’emergenza covid. Attori principali in questa vicenda paurosamente altalenante sono stati i membri del Comitato Primo Soccorso e Urgenza Carrara che hanno combattuto duramente per impedire l’abbattimento della struttura raccogliendo anche le firme necessarie per rimettere in discussione il progetto e che ha vigilato costantemente sulle varie fasi di riapertura di alcuni settori dismessi per sopperire all’emergenza sanitaria. Proprio dal Comitato Primo Soccorso arriva un riepilogo di tutta la situazione dell’ex ospedale di Carrara.
“Tante cose sono state rivalutate: tra queste le strutture ospedaliere dismesse, che la politica della Regione Toscana, concentrata sull’obiettivo di strutture nuove e piccole aveva ostinatamente superato, in barba alle proteste dei territori come Massa e Carrara. In cambio della struttura ospedaliera l’accordo con Asl prevedeva che Carrara avrebbe avuto nel suo Monoblocco un Centro Polispecialistico di livello provinciale che accentratsse tutti i servizi codificati da un Piano Attuativo Locale, il PAL, divenuto una Bibbia su cui Istituzioni e Regione Toscana giuravano fedeltà alle linee fissate dalla politica sanitaria. Ma in breve tempo è emerso che Azienda USL e Regione avevano disatteso promesse e impegni.” Oggi , dopo la marcia indietro innestata velocemente sull’abbattimento del Monoblocco dall’assessore Saccardi e dal presidente Rossi per le proteste, guidate dal nostro Comitato, di tutta la popolazione non solo carrarese e dopo l’esperienza delirante del covid, tutto tace, almeno ufficialmente.”. Il comitato ha ricordato la riapertura ufficiale del Monoblocco come ospedale h24 avvenuta il 6 aprile, durante la pandemia che ha rappresentato il simbolico consenso di Asl per la creazione del reparto cure intermedie al quinto piano. Un riconoscimento del fallimento delle politiche fino ad allora seguite, secondo il comitato, e una palese rivalutazione di una struttura che solo pochi mesi prima era stata giudicata obsoleta e destinata al macero. Ma l’immobilità di Asl nel presente apre ancora dubbi importanti, secondo il comitato.
“Ad oggi, la Risonanza Magnetica attende la ripresa del cantiere, la Medicina nucleare e quella Legale giacciono nella palude della fatiscente Palazzina Ascoli di Massa, la Formazione Universitaria Infermieristica, meglio conosciuta come Scuola Infermieri, deve ancora essere realizzata, la RSA di Fossone è in mente dei per cui è naturale chiedersi da chi è governato il sistema della Sanità con questi tempi e queste negligenze e quali certezze possono dare ad una comunità colpita e resa fragile dalla pandemia soggetti che per anni hanno atteso per non fare, proponendo solo di demolire.” Il comitato si è quindi rivolto ancora una volta al sindaco De Pasquale per chiedere di attivarsi con decisione su questi temi concreti per concludere un percorso accidentato e portare nella città servizi essenziali, peraltro garantiti da patti istituzionali. “Il tempo è scaduto per le promesse senza certezza di tempi e di risorse – hanno concluso dal comitato - Non lo diciamo Noi, ma l’impietosa realtà che ha conosciuto e sofferto il Covid-19.”.
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