Politica
Alfredo Camera nominato vicepresidente della Provincia
Il presidente della Provincia di Massa-Carrara, Roberto Valettini, con un decreto approvato nei giorni scorsi, ha nominato il consigliere provinciale Alfredo Camera vicepresidente della Provincia.Camera…

Sede distaccata ad Avenza della Polizia Municipale: si farà grazie a una concessione del governo. L'annuncio di Manuel di FdI
"Grazie allo spostamento delle risorse del bando delle periferie concesso dal Governo Meloni finalmente potrà nascere ad Avenza la sede della polizia municipale"l'anuncio arriva da Massimiliano…

Il consigliere Massimiliano Bernardi di Carrara Civica: "Ancora un volta stiamo assistendo all'ennesimo teatrino del Partito Democratico, del Sindaco Arrighi e la sua Amministrazione"
"Il PD adesso sembrerebbe risvegliarsi dal letargo, proponendo quello che è da 4 anni che l'opposizione chiede: la partecipazione con l'introduzione sostanzialmente dei Consigli dei Cittadini,…

La Lega Massa è con Porzano: "Giusto non accettare la revoca dell'incarico al Cermec"
La Lega di Massa approva la scelta di non revocare il mandato di amministratore unico del Cermec a Lorenzo Porzano: "La verità alla fine viene…

La scuola come presidio di pace, non come spazio militarizzato secondo Accademia Apuana della Pace
I recenti fatti di cronaca che coinvolgono studentesse e studenti e la presenza di armi all'interno delle scuole pongono interrogativi profondi, che non possono essere affrontati con risposte…

Bando delle Periferie: concessa la proroga fino al 31 marzo 2027 per il completamento degli interventi nei quartieri Quercioli e Pogg
L’Amministrazione comunale comunica che è stata ufficialmente concessa la proroga dei termini per il completamento degli interventi finanziati dal “Bando delle Periferie” nei quartieri Quercioli e…

"Gestione fallimentare del Pd della Provincia per le scuole superiori di Massa": la critica di Fratelli d'Italia
Arriva dal coordinamento di Fratelli d'Italia Massa una severa critica alla gestione della Provincia delle scuole superiori di Massa durante la guida del Pd: "La…

"Senza consenso è sempre violenza": anche Sordi e Bertonelli del Pd Massa contro la modifica al ddl consenso
Elisabetta Sordi e Ivana Bertonelli del Pd Massa Carrarasi schierano contro la modifica al ddl sul consenso: "La marcia indietro sul tema del consenso nel DDL per la…

Il vicesegretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri Marco Villani in visita a Carrara con l'onorevole Amorese di Fdi
L’onorevole Alessandro Amorese e il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Massimiliano Manuel hanno preso parte oggi alla visita del dottor Marco Villani, Vice Segretario generale della…

Il Polo P&S: Cermec favorisce la rendita immobiliare degli ultra ricchi?
Il Polo Progressista e di Sinistra, composto da M5S RC e Mcc, evidenzia la propria preoccupazione per la decisione dei soci di Cermec Spa di non procedere al…

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E’ stato proprio il Partito Democratico, alcuni giorni fa, a far notare lo stato pietoso in cui versano le strade che portano alle cave su cui transitano quasi esclusivamente camion con blocchi e detriti ed oggi è comparsa la segnalazione di chiusura della strada che arriva fino ai Ponti di Vara per l’apertura del cantiere che partirà dalle 13 di venerdì 29 maggio fino alle 16 di sabato 30 maggio.
La notizia, riportata dalla consigliera del Pd, Roberta Crudeli ha sollecitato il commento critico della consigliera: “ Le vie delle cave in condizioni disastrose sono un problema che non emerge solo ora – ha detto la Crudeli - ma si sarebbe potuta cogliere l'occasione per risolverlo mettendo in sicurezza i tratti di strada dissestati durante il periodo di lockdown, visto che le attività ai bacini marmiferi erano chiuse e quindi si sarebbe potuto lavorare tutti i giorni ed in condizioni di maggiore sicurezza per gli operai senza creare disservizi. La chiusura della via fino ai Ponti di Vara di domani creerà disagi alle aziende che hanno già perso due mesi di lavoro a causa dell'emergenza sanitaria. Fermo restando che l'intervento avrebbe dovuto essere fatto nei due mesi di chiusura, sarebbe stato quantomeno opportuno intervenire di sabato e domenica in maniera tale da evitare ulteriori disagi ed altre chiusure. Sarebbe necessario inoltre fare un’accurata pulizia delle strade poiché le piante spesso invadono le careggiate e impediscono la visibilità dei mezzi. Ancora una volta dispiace rilevare l'inefficienza della amministrazione Cinque Stelle e del sindaco De Pasquale, lontani dai problemi reali dei lavoratori, di tutti i cittadini e priva di una visione d’insieme rispetto ai problemi della città.”.
Moscatelli a Novoa: "Poca chiarezza sulla centrale a biomasse. Subito una commissione per fare luce"
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"Ormai la cantilena sulle centrali a biomasse non incanta più nessuno": esordisce così il consigliere di Mulazzo, Michele Moscatelli, in merito alla situazione creatasi attorno alla centrale a biomasse di Arpiola.
"Una bella favola raccontata dalla sinistra che nel tempo ha stancato tutti, non ha dato risultati e ha lasciato sul tavolo domande a cui nessuno ha mai risposto dati alla mano. Il Sindaco di Mulazzo, che potrebbe candidarsi alle elezioni regionali con il partito di Renzi dopo anni di militanza nel PD, fa sempre di testa sua e non ascolta nessuno". - continua il consigliere.
"La gente, la centrale non la viola perché teme per la propria salute eper l'ambiente - sostiene Moscatelli - I dati non si conoscono e non si sa se la centrale sia dannosa. Giustamente queste cose vanno dimostrate, dati alla mano, e per questo proporrò al prossimo consiglio l'istituzione di una commissione per fare luce su tutti gli aspetti della centrale a biomasse di Arpiola".
Moscatelli ribadisce inoltre che: "La commissione potrà analizzere i dati mettendo in luce quanto non è chiaro: se questa tecnologia garantisca una funzionalità adeguata. Se questo impianto funzioni e non crei problemi sulle emissioni, a chi siano affidati i controlli, con quale periodicità e con quali risultati avvengano, quanta energia produca la centrale, quali sostanze lavori, da chi siano fornite, quali privati collaborino con il Comune, quanto guadagnino i privati, quale sia il risparmio per i cittadini".
Moscatelli insiste affinché ci siano risposte da parte del sindaco Novoa, e se queste non arrivassero si spingerà oltre avvertendo Asl, Arpat e autorità competenti.
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La protesta delle cuoche delle mense scolastiche espressa col sit-in svolto ieri a Roma in Campidoglio ha molti punti di contatto con la situazione locale delle cuoche dipendenti di Nausicaa, secondo l’analisi fatta dal consigliere dell’opposizione Massimiliano Bernardi che ha accomunato il sindaco di Carrara, De Pasquale alla sindaca di Roma, la pentastellata Virginia Raggi, nella volontà, da lui evidenziata, di infierire sulla speicifica categoria di lavoratrici lasciate senza dignità.
“Dopo la Cassa integrazione, i 5 stelle hanno lasciato i dipendenti di Nausicaa – ha detto Bernardi - con la preoccupazione del mancato reddito per i mesi estivi, durante i quali i loro contratti sono sospesi. Crisi profonda delle addette alle mense scolastiche che spesso sono persone monoreddito rimaste con la metà dei soldi dai primi di marzo e con prospettive future incerte.” Per Bernardi, sia nel caso di Roma, sia in quello di Carrara ci sarebbe la mancanza di considerazione della politica grillina per la realtà famigliare e socioeconomica dietro a ciascuna lavoratrice che in questo momento tragico conseguente al coronavirus non ha avuto alcuna risorsa e risposta. “La disperazione delle cuoche di Roma – ha aggiunto Bernardi - nasce dalle stesse preoccupazioni sacrosante delle nostre cuoche che devono assolutamente essere ascoltate. Ormai i dipendenti di Nausicaa, dei settori ristorazione scolastica e autisti scuolabus, non ne possono più di lamentare una sofferenza dovuta ad una disparità contrattuale per il fatto che il loro unico sostentamento redditizio viene "sospeso" nel periodo estivo. Se fino all'anno scorso nel periodo 1 luglio - 15 settembre le loro speranze di vita lavorativa si erano basate sulla possibilità dell’ "estate ragazzi", con l’emergenza Covid19 , si sono ritrovati in regime di FIS dal 1 aprile al 30 giugno, scadenza del loro contratto, e a non avere in previsione altre entrate nel periodo estivo per la sciagurata decisione dell’amministrazione grillina di non aprire i Centri estivi, salvo, pare, qualche incerto ripensamento.”
Bernardi ha parlato di ennesima fregatura data dalla politica praticata dai 5 Stelle che a livello nazionale aiuta i poveri e i senza lavoro con il reddito di cittadinanza elargito a pioggia e con il decreto legge 34 ha istituito la misura straordinaria del Reddito di Emergenza di sostegno ai nuclei familiari in condizioni di difficoltà economica causata dall’emergenza epidemiologica da covid 19, ma, per contro, a livello locale ha messo alla fame famiglie di lavoratori perché il lavoro gli è stato tolto . “La vergogna è che una società come Nausicaa - ha proseguito Bernardi - che sicuramente avrà un bilancio più che florido , non aveva certo bisogno di utilizzare la cassa integrazione e invece ha infierito sui i suoi dipendenti togliendo loro anche la dignità . Come può pensare Luca Cimino, stipendiato dai cittadini, che questi lavoratori possano far fronte nei prossimi mesi a scadenze, pagamenti e bollette e a fare la spesa ? Si tratta di un quadro disperato che riguarda troppe persone e quindi l’amministrazione è obbligata a fare tutto il possibile per trovare delle soluzioni. A Virginia Raggi ieri in diretta su tutti i canali tv, addetti e addette alle mense hanno lanciano il messaggio “Non siamo arrabbiate ma ferite, siamo stanche di dare e non ricevere, di aspettare qualcosa che non arriva, siamo arrivate al punto di dover elemosinare i nostri soldi, senza certezze e senza dignità”. Questa è esattamente la sintesi della politica del Movimento 5 Stelle adottata nei comuni che purtroppo stanno governando.”.
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Terminate le risorse del governo e le donazioni per gli interventi di solidarietà alimentare, il settore sociale mette a disposizione altri 120 mila euro per le persone in difficoltà: «Abbiamo ancora tante richieste, la crisi sta colpendo in modo pesante la nostra città. La priorità va a chi non ha avuto nulla» commenta l’assessore Anna Lucia Galleni.
I 350.448 euro assegnati dal governo al Comune di Carrara per gli interventi di solidarietà alimentare sono andati esauriti e anche i 49mila euro donati sul conto corrente attivato dall’amministrazione sono già stati spesi per l’erogazione di buoni pasto e tessere prepagate per la spesa. In totale da inizio aprile, il settore Sociale ha assegnato 7300 buoni pasto, a cui si vanno aggiungere le tessere prepagate per la spesa (da 150, 200 o 250 euro) distribuite per un valore totale di 34500 euro. Eppure i telefoni del centralino dedicato all’emergenza alimentare continuano a squillare e le richieste di aiuto restano tante, a conferma della gravità degli effetti della crisi economica innescata dall’epidemia.
«Fin da subito ci siamo resi conto che le conseguenze del fermo sarebbero state molto pesanti in una realtà, come quella di Carrara, dove le famiglie in difficoltà economica erano già tante prima della crisi. Pensando che le risorse messe a disposizione dal governo non sarebbero state sufficienti, ci siamo subito attivati per integrarle in modo da prolungare gli interventi. Per questo abbiamo attivato il conto corrente che grazie alla generosità di tanti carraresi ci ha permesso di distribuire ulteriori aiuti per circa 49mila euro. Ringrazio tutti coloro che hanno donato perché in un momento così difficile è stato davvero un bel segnale di solidarietà» premette l’assessore.
Terminate queste risorse, il Settore Sociale avvia adesso una nuova tranche di interventi, finanziata “in proprio”: «Abbiamo fatto ricorso alle risorse che non abbiamo potuto utilizzare a marzo e ad aprile a causa della sospensione di alcune attività imposta dal lockdown. Si tratta di 120mila euro che ci permetteranno di continuare a distribuire gli interventi di solidarietà alimentare e di dare ancora una risposta positiva alle tante richieste di aiuto dei nostri concittadini» annuncia Galleni. «I criteri di assegnazione resteranno gli stessi di prima, con alcune importanti novità a partire dalle priorità: avranno la precedenza assoluta coloro che avendone diritto, non hanno beneficiato della precedente misura» spiega l’assessore.
Il nuovo interevento di solidarietà alimentare è stato formalizzato con una delibera approvata oggi dalla giunta. Nel provvedimento, che sarà pubblicato sul sito del Comune di Carrara, vengono precisati tutti i dettagli e le novità sulle modalità di erogazione.
In particolare vengono confermate «le modalità ed i criteri indicati con la Delibera di Giunta Comunale n. 76 del 31/03/2020 e la Determinazione dirigenziale n. 1240 del 02/04/2020 in ottemperanza dell’Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile n.658 del 29 marzo 2020». La nuova delibera inoltre individua «gli ulteriori criteri di accesso agli interventi di solidarietà alimentare sul territorio comunale, come di seguito indicato. Precedenza ai soggetti che non hanno beneficiato della precedente misura di soccorso alimentare, confermando per tutti gli altri richiedenti le priorità stabilite negli atti sopracitati, fermo restando che non siano nel frattempo intervenute variazioni nella loro situazione economica che, in tal caso, dovrà essere necessariamente autocertificata. Il valore dei buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari o prodotti di prima necessità è stabilito in 100 euro. Tale intervento sarà incrementato di euro 50 per ogni componente del nucleo familiare fino a raggiungere un valore totale non superiore ad euro 350,00 mensile. Viene individuata la somma di 2.000,00 euro quale limite alla disponibilità su conto corrente, libretti postali o simili oltre la quale non potrà essere riconosciuto il beneficio in oggetto».
Gli interessati potranno presentare le domande, volte ad ottenere per la prima o per la seconda volta l'erogazione dei buoni, esclusivamente on-line, compilando la modulistica che troveranno sul sito istituzionale del Comune di Carrara. Verrà mantenuto attivo il numero verde 800 - 055 – 692 dalle ore 8.30 alle ore 12.30 dal lunedì al venerdì solo per informazioni e per assistenza nella compilazione delle domande, oltre che per la consegna della spesa a domicilio agli anziani in difficoltà, servizio che rimane invariato.
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"Siamo molto preoccupati per la possibile chiusura della Scuola dell'Infanzia interna all'Ospedale Pediatrico Apuano. E' una decisione che, se venisse confermata, sarebbe incomprensibile in quanto all'Opa la fascia d'età scolare più numerosa e con le degenze più lunghe è proprio quella dell'infanzia, ed è quella che ha più bisogno a livello emotivo e psicologico della presenza di una figura vicina e amica come quella della maestra. Chiediamo alla Regione Toscana di non avallare queste scelte gravi e ingiuste, che penalizzano i piccoli degenti e le loro famiglie".
Lo affermano la deputata toscana di Forza Italia, Deborah Bergamini, il vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera, il coordinatore toscano del partito Stefano Mugnai, il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella, e il capogruppo di FI a Palazzo del Pegaso, Maurizio Marchetti, che annunciano interrogazioni e interpellanze sul tema, nelle rispettive assemblee legislative.
"I genitori dei bambini ricoverati all'Opa - sottolineano Bergamini, Mugnai, Stella e Marchetti - sono molto preoccupati perché la frequenza della scuola materna era per i piccoli l'occasione di svolgere attività riabilitative, ludiche, educative e di apprendimento, ma anche la possibilità di condurre una vita più 'normale' nonostante le loro patologie. Preoccupazioni sacrosante, in quanto i piccoli pazienti ricoverati nell'Ospedale pediatrico apuano, talvolta, sono costretti a lunghi periodi di degenza, causa gravi patologie. Frequentare la scuola materna rappresenta un importante strumento di inclusione e di equità sociale, nonché un mezzo per rendere l'ospedale un luogo meno ostile e alienante. Tra l'altro non c'è stato calo di utenza negli anni, anzi, purtroppo i numeri da settembre ad inizio marzo, cioè prima del lockdown, erano in ascesa".
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I mercati settimanali tornano a pieno regime con la presenza di tutti i banchi. Lo ha stabilito l’amministrazione comunale con una delibera che dispone importanti misure di sicurezza per il contenimento del Coronavirus.
«Le prescrizioni sono rivolte tanto agli ambulanti quanto ai clienti. Solo con la collaborazione di tutti e il rigoroso rispetto delle norme, l’attività dei mercati potrà riprendere in sicurezza» spiega l’assessore al Commercio Giovanni Macchiarini, che poi entra nel merito dei contenuti della delibera.
La prima novità è che il mercato di Avenza si sposta dalla zona vecchia della frazione alla Prada: «E’ una decisione che abbiamo preso di concerto con gli ambulanti perché nella zona Ovest di Avenza gli spazi sono più ampi e permettono a tutti di gestire meglio le prescrizioni imposte dalla normativa» afferma Macchiarini, precisando che dunque già da domani, mercoledì 27 maggio, i banchi del mercato del mercoledì saranno allestiti in zona La Prada. I banchi saranno disposti lungo via Casola, nel tratto tra piazza Berlinguer e via Villafranca. I mercati del giovedì e del lunedì invece manterranno la collocazione tradizionale.
Un’altra novità importante riguarda le modalità con cui la clientela dovrà approcciarsi ai banchi: questi saranno “accorciati” di un metro per consentire la creazione di una fascia di rispetto, dotata di ingresso e uscita e opportunamente delimitata , a cui potranno accedere al massimo due persone alla volta, che dovranno sempre mantenere la distanza di sicurezza tra loro. Le aree mercatali inoltre saranno munite di apposita cartellonistica con una sintesi delle principali norme di comportamento da seguire: igienizzare le mani all’ingresso, indossare la mascherina e mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro.
«Confido che ambulanti e clienti si attengano scrupolosamente alle indicazioni e ringrazio il personale del settore commercio: grazie al lavoro svolto in questi giorno abbiamo messo altre attività nelle condizioni di ripartire» conclude Macchiarini.
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Prima ha strattonato l’usciere di turno sulla porta del comune – che era una donna – poi ha spalancato con forza la porta ed è entrato senza indossare la mascherina e senza passare dal controllo della temperatura creando un vero scompiglio di fronte alle persone in coda che stavano attendendo il loro appuntamento richiesto da tempo.
Ad assistere ed anche raccontare la scena è stato il presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti che ha spiegato. “E’ stato un episodio di violenza e prepotenza molto grave da parte di un signore che solitamente collabora con il comune, eseguendo lavori di manutenzione in un parco pubblico di Marina di Massa e che non è nuovo a queste scenate. Circa tre mesi fa era entrato nel mio ufficio minacciandomi ed offendendomi senza nessun valido motivo.”
Il comune di Massa attualmente è chiuso al pubblico e gli uffici ricevono solo per urgenze e su appuntamento, in rispetto delle misure di sicurezza anti-covid.
“Dopo aver assistito personalmente alla scena - ha aggiunto Benedetti - sono stato costretto a richiedere l’intervento della polizia, che è sopraggiunta con due pattuglie, fermando ed identificando l’energumeno, che domani sarà regolarmente denunciato dal sottoscritto e dalla dipendente comunale. È ovvio, che di fronte a questa situazione che perdura da diverso tempo e soprattutto per cautelare e salvaguardare i nostri dipendenti comunali, serve una presenza fissa della polizia municipale all’ingresso del comune e quindi anche un pattugliamento costante all’interno dello stesso per garantire l’incolumitá di coloro che vi lavorano e di tutti i visitatori. Per quanto riguarda la persona che negli ultimi periodi si è resa particolarmente pericolosa, sarà necessario presentare anche una diffida di avvicinamento al comune, annullando tutte le collaborazioni in corso con lo stesso.”.
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Fratelli d'Italia coordinamento di Massa contesta un recente post apparso sui social da parte del PD massese, in cui il partito si sarebbe attribuito il merito di aver pensato e proposto un provvedimento di 4Mln di euro relativo a sospensioni e cancellazioni di imposte e tasse comunali.
Secondo Fratelli d'Italia, il PD massese avrebbe già dato prova di "immobilismo clientelare e di insussistenza amministrativa in decine di anni di governo della città", per questo motivo non godrebbe di credibilità.
"Noi di Fratelli d'Italia, che siamo parte attiva della maggioranza vogliamo, con questo documento, informare che Il provvedimento di cui si parla è stato voluto fortemente dall'Amministrazione Persiani ed ha lo scopo di venire incontro, nei limiti delle possibilità finanziarie del Comune, a tutte quelle categorie imprenditoriali, che poi si compongono di persone e di nuclei familiari, che rischiano di perdere tutto a causa del blocco delle attività attuato in seguito alla pandemia ma anche e soprattutto a causa della mancanza di quegli aiuti solennemente promessi e mai arrivati da questo governo di incompetenti parolai" - fa sapere il partito.
"Questa è la verità sullo sgravio di 4.000.000 di euro deliberati dalla Amministrazione Persiani e deriva dalla forza delle idee e dalla nostra propensione a stare vicino e ad aiutare le nostre imprese, le nostrefamiglie massesi - continua FDI - Le promesse faraoniche non mantenute le lasciamo al governo PD/5S; le chiacchiere inconcludenti ed il millantato credito al PD massese che su questa arte del dire e del non fare ha fondato la sua esistenza pluriennale di governo della città".
Per questo motivo Fratelli d'Italia si definisce sempre al fianco della comunità massese, con impegno e abnegazione.
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Lorenzo Mosti, segretario dei Giovani Democratici di Massa, ringrazia i ragazzi che si sono impegnati per aiutare le famiglie in difficoltà.
"In queste settimane di emergenza - afferma -, ci siamo attivati per me aiutare le famiglie in difficoltà, i nostri ragazzi sono stati fantastici mettendosi a disposizione in ogni giorno utile della settimana. Siamo stati in grado di raggiungere oltre 50 famiglie bisognose e di donare cibo a quattro associazioni di beneficenza. Ringrazio i ragazzi che si sono messi a disposizione, nonostante il difficile periodo, sono sempre più convinto che il futuro siamo noi! Vince la politica fatta nelle piazze, nelle strade e nelle periferie non solo quella degli hastag e degli spot sui social".
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“La Provincia di Massa-Carrara è uno territori toscani più depressi e in cui il Covid ha colpito più duramente. Non è accettabile la decurtazione di decine di posti nell’organico 2020/2021 con la conseguenza di avere classi “pollaio” intorno ai trenta studenti. Senza contare che il taglio degli organici causerebbe la soppressione di molte scuole di montagna”.
Lo ha scritto al ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, il presidente della Provincia di Massa-Carrara, Gianni Lorenzetti, a nome e in veste di presidente del Tavolo di lavoro provinciale per la programmazione dell’offerta formativa e dimensionamento della rete scolastica, sulla base di quanto emerso nella riunione della scorsa settimana.
“Vista la situazione di particolare criticità dovuta al momento storico che ci troviamo ad affrontare- ha scritto Lorenzetti - chiedo il mantenimento degli organici docenti classi dello scorso anno, in modo che a settembre studenti e docenti possano riprendere le attività didattiche in sicurezza”.
Nella lettera, inviata anche alla sottosegretaria Anna Ascani, al Direttore Generale dell’Ufficio scolastico regionale, Ernesto Pellecchia e alla dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Donatella Buonriposi, il presidente ha ricordato che tutti i componenti del Tavolo hanno denunciato con preoccupazione e allarme il pesante taglio degli organici docenti di ogni ordine e grado, inizialmente pari a 44 posti e poi ridotto a 34 su un totale di 118 dell’intero territorio regionale.
“Il calo demografico, che pure esiste (si tratta in valore assoluto del quinto più importante della Toscana), non giustifica affatto – continua la lettera - una riduzione di queste proporzioni e significa, comunque, che si è continuato a ragionare come se la pandemia non ci fosse stata e come se i numeri degli alunni per classe non dovessero scendere, per consentire il rientro nelle aule, che resteranno quelle che sono”.
Lorenzetti ha poi ricordato come proprio per l’emergenza Covid-19, la ministra avesse pubblicamente assicurato che l’organico sarebbe rimasto invariato, nonostante il calo della natalità.
“Una scelta lungimirante, che avrebbe consentito di lavorare nell’ottica della riduzione del numero di alunni per classe. Si prospetta, invece, una situazione insostenibile per il nostro territorio, che comporterà dalle 20 alle 30 classi in meno, a seconda del grado di istruzione che si andrà a colpire.
Non è stata presa in considerazione la particolare situazione geografica, né si è tenuto conto di aspetti essenziali come l’edilizia scolastica, che in questa provincia ha strutture spesso inadeguate (edifici chiusi per lavori in corso, scuole costrette a condividere spazi limitati, Istituti in cerca di sedi alternative in attesa della realizzazione di lavori già finanziati ecc.).
Il rischio è che venga vanificato quanto fatto in questi anni sul Dimensionamento scolastico nell’ambito del Tavolo di Lavoro che ha intrapreso infatti, non senza difficoltà, un’ampia razionalizzazione della rete scolastica territoriale, che tiene conto anche dell’incidenza del calo delle nascite, e che troverà il suo compimento con la fine dei lavori relativi all’edilizia scolastica recentemente finanziata da codesto Ministero.
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